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SCOPO DEL CONVEGNO: ELABORAZIONE CONSAPEVOLE DELLE LINEE EVOLUTIVE DELLA NUOVA CIVILTA'

per una nuova coscienza planetaria

Dibattito e relazioni sui temi del convegno

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PADOVA 11-12-13 Maggio 2001 Relazione tenuta dal dottor Gabriele Montera

AREA TEMATICA A. SVILUPPO DEL POTENZIALE UMANO: SCIENZA E COSCIENZA; MALATTIA E SALUTE

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ALIMENTI, BATTERI , CERVELLI: ENERGIA, INFORMAZIONE, MEMORIA

di Gabriele Montera

Elemire Zolla nel suo libro La filosofia naturale ha messo in risalto un grande limite della nostra cultura: l' incapacità del godimento che la Natura può offrirci, nelle sue molteplici manifestazioni, in conseguenza dello smarrimento della mente naturale. Vale a dire che non siamo più in grado di riconoscere le cose sottili.

Siamo, cioé, diventati grossolani, sensibili solo a ciò che appare e non a ciò che é l' essenza delle cose, quell' aspetto sottile che ne determina l' effettiva qualità. Questo atteggiamento é, ormai, consolidato anche nel campo della nostra alimentazione. Quando vi siamo attenti, lo siamo, al massimo, attraverso la cura con cui variamo le pietanze che portiamo a tavola per consumarle, evitando, magari, di associare cibi tra essi non compatibili. E già questo, allo stato attuale delle nostre abitudini individuali, é un buon passo in avanti. Ma l' effettiva qualità degli alimenti e la funzione che devono svolgere nella nostra vita continuano a sfuggirci. Pensiamo ai cibi - quando ci pensiamo - ancora in termini riduttivi, come composti di proteine, carboidrati, lipidi, vitamine e oligoelementi. Un buon dosaggio di tutti questi elementi nutrizionali contenuti negli alimenti, secondo le relative tabelle analitiche, ci garantisce una certa tranquillità.Se, poi, dovessimo porci il problema di eventuali carenze, ecco correrci in soccorso gli integratori dietetici, dei quali tante aziende farmaceutiche arricchiscono gli scaffali di farmacie, di erboristerie ma anche di supermercati e di negozi di generi alimentari. Le informazioni pubblicitarie su questi prodotti ci tranquillizzano, poi, sulla loro efficacia.

E noi ci crediamo. E' la Scienza che lo dice. Ma cosa ne pensa il nostro organismo?

La domanda é lecita se crediamo che ogni essere vivente ha un codice, un linguaggio che é quello della Natura e che la Scienza, checché se ne pensi, ancora non conosce nella sua reale essenza. Quindi, siamo sicuri che il nostro organismo riconosce come alimenti quanto noi gli propiniamo? Come li 'interpreta' quando sono manipolati - e non voglio riferirmi all' ingegneria genetica - nella loro costituzione, attraverso l' arricchimento di conservanti, stabilizzanti, correttori di sapore, ecc., oppure quando glieli presentiamo sotto forma di soluzioni alternative, come integratori composti da elementi di sintesi?

Solo un piccolo esempio in proposito. Pensiamo ad una vitamina, la vit. E, oggi tra quelle più usate perché, insieme alla vit. A e alla vit. C, é riconosciuta come un potente antiossidante, cioé un neutralizzatore di quelle sostanze nocive comunemente note come 'radicali liberi' , provenienti sia dall'interno del nostro organismo, sia dal'ambiente inquinato esterno. La vit. E di sintesi risulta meno efficace di quella naturale che presenta, infatti, una biodisponibilità due volte maggiore. Infatti, la vit. E di sintesi é composta da otto stereoisomeri, di cui viene utilizzato solo quello indicato come RRR-d-alfa-tocoferolo, simile a quello naturale, in quanto per questa forma esiste uno specifico trasportatore epatico scoperto di recente. E' solo un piccolo esempio, dicevo. Ma già da solo ci può indicare che é sempre consigliabile l' uso di vitamine naturali. Lo stesso discorso vale per gli oligoelementi perché, in natura, non solo sono chelati, cioé associati a trasportatori, generalmente vitamine, che li rendono più facilmente assimilabili, ma sono, soprattutto, contenuti secondo rapporti che ne favoriscono una interazione adeguata alle esigenze della Vita.

Quindi, come dovrebbe essere un'alimentazione ideale? La prima, immediata, risposta é: costituita da cibi uguali a quelli di tanto tempo fa, prima che la chimica e le procedure industriali alterassero la loro costituzione e l' ecosistema. In conseguenza di ciò, purtroppo, il potere nutrizionale degli alimenti provenienti dalla terra énotevolmente ridotto. Tale situazione dipende dalla qualità dei terreni, oggi sempre più poveri di nutrimento biologicamente idoneo al sano sviluppo delle piante, come é| ampiamente documentato da vari studi.

Ultimamente ho trovato di estremo interesse, per la nutrizione umana, le caratteristiche di una microalga verde-azzurra, denominata Klamath, dal lago in cui si sviluppa, localizzato nell'Oregon, negli USA. Questa microalga, come tutte le alghe verdi-azzurre, éconsiderata la prima forma di vita comparsa sul pianeta tre miliardi e mezzo di anni fa. La sua caratteristica principale é quella di possedere una quantità di micronutrienti (circa 70) utilissimi all'alimentazione dell'Uomo. Le proteine sono contenute fino al 65% del peso secco e vi si trovano tutti gli aminoacidi utilizzati dall' Uomo. Addirittura, gli otto essenziali sono presenti secondo un profilo sovrapponibile a quello ritenuto adeguato alle esigenze nutrizionali del nostro organismo. In più, come ha dimostrato SEAR, la composizione di micronutrienti e vitamine é simile a quella del latte materno. Queste microalghe sono, nello stesso tempo, vegetali, animali e batteri. E' proprio sulle caratteristiche specifiche di questi ultimi esseri viventi che vorrò soffermarmi perché rappresentano elementi che sono in stretta sintonia col tema di questo Convegno: la Coscienza Planetaria. Vediamo perché.

Sorprendentemente, nel 1994 é comparsa sulla rivista The Science, un articolo del biologo rumeno Sonim SONEA, che ipotizzava, arditamente, l'esistenza di un organis moglobale formato proprio dai batteri, i quali riescono a scambiarsi informazioni genetiche e ambientali a livello planetario nel giro di qualche mese. Tutti i batteri, comprese le alghe verdi-azzurre, sono, quindi, in diretta comunicazione con questo organismo globale. Anche noi ospitiamo batteri, genericamente indicati come flora batterica,che vivono prevalentemente nel nostro intestino e sono alla base del suo funzionamento. Tante patologie umane avrebbero la loro origine proprio dall'alterazione di questa flora batterica, che, nonostante possa essere considerata un vero e proprio organo (ha, infatti, un peso complessivo di circa 1,5 Kg) ancora oggi, nella pratica medica, viene colpevolmente trascurata. Ricordiamo, ancora per un attimo, l'organismo globale formato dai batteri. Essi veicolano informazioni, abbiamo detto. Ritorniamo, adesso, nuovamente agli alimenti. Li consideriamo apportatori di elementi nutrizionali per le cellule del nostro organismo ma, nello stesso tempo alimentano anche i batteri dell'intestino. La loro esistenza é condizionata, quindi, da quello che mangiamo, ma é sottoposta ad una continua aggressione anche da interventi che dovrebbero essere curativi: gli antibiotici (che vuol dire 'anti-vita'...) sono un esempio su tutti. Questo significa che un elemento di rilievo e di vitale importanza per il nostro organismo, come la nostra flora batterica intestinale, che é in collegamento con una coscienza batterica globale e planetaria,è repressa non solo nelle sue funzioni locali, ma anche in quella attività che, da un punto di vista olistico, ci rapporta con il sistema esterno. Cosa fare?

Abbiamo già visto che un alimento, anzi, un supercibo, perché altamente concentrato, può esserci di aiuto. Ma solo se visto in termini di complementazione, perché, l'alga Klamath in pratica é un integratore, però, estremamente valido, perché naturale. Serve, comunque, una soluzione che vada oltre e che ci soddisfi anche nel gusto e nella creatività, aspetti che sono alla base dei piatti tipici delle nostre tradizioni gastronomiche regionali. Il fenomeno mucca pazza, se da un lato ci ha creato tanti problemi, dall'altro ci ha dato una mano nello sferrare un duro colpo alle nostre abitudini alimentari, peraltro, eccessivamente proiettate verso il consumo di carne e che tradiscono la nostra cultura mediterranea. L'ondata di notizie allarmanti riguardanti i rischi relativi al consumo di carni bovine contaminate dal prione della BSE ha, quindi, inevitabilmente richiamato l'attenzione anche su altri importanti aspetti legati all'uso delle carni nell' alimentazione umana. Proprio per cominciare a dare risposte immediate alle sempre più urgenti domande dei consumatori, da più parti sono venute precisazioni, spesso autorevoli, che hanno ridimensionato, agli occhi sorpresi dei più , il valore nutrizionale della carne dando, di conseguenza, maggiore dignità ai prodotti dell'agricoltura. Nessun dramma, quindi, se si mangerà meno carne anzi, ciò é addirittura auspicabile per la salute perché, in questo modo, si potrebbe dare un senso reale all'attuazione proprio di quella dieta mediterranea da più parti riconosciuta come ideale nel prevenire tante patologie degenerative oggi, purtroppo, in costante aumento. La dieta mediterranea é basata prevalentemente sull' uso di cereali e di legumi, oltre che di frutta di stagione ed ortaggi, e di un ridotto consumo di carni. I cereali ed i legumi, adeguatamente abbinati, sono, infatti, in grado di fornire proteine dall'alto valore biologico al pari di quelle contenute nella carne.Inoltre, la presenza nella dieta dei formaggi - parmigiano su tutti - e del latte é in grado di garantire ancor più l' organismo da ipotetiche carenze proteiche. Dobbiamo tener presente, in ogni caso, che nessun alimento, tra quelli abitualmente utilizzati nella nostra alimentazione, contiene tutti i nutrienti indispensabili al metabolismo umano. Perciò, é necessario variare la dieta consumando tutti quegli alimenti capaci di rifornirci di proteine, grassi, carboidrati, oligoelementi e vitamine, tenendo sempre presente il giusto rapporto indispensabile ad un buon funzionamento del nostro organismo.

Oggi, però, grazie alla creazione di un nuovo prodotto alimentare, completamente naturale, potranno essere ancor più soddisfatte le esigenze di chi aspetta risposte innovative e realmente salutari per il proprio benessere, senza, peraltro, trascurare la soddisfazione del palato. La possibilità di utilizzare le proteine del mondo vegetale é, ormai da millenni, alla base di prodotti, provenienti soprattutto dall'Oriente, come il seitan, in cui si utilizza il glutine, o i derivati della soia, quali il tofu, il tempeh o il miso. Inoltre, utilizzando la proteina tessurizzata di soia, si arriva ad ottenere addirittura un prodotto dalla consistenza che richiama quella della carne e da cui si ottengono le cosiddette bistecche di soia. Anche grazie al glutine e alle farine di cereali, si possono ottenere prodotti che hanno una sorprendente somiglianza esteriore con la carne, oltre a raggiungere concentrazioni di proteine dell'ordine del 20-23 %.

Gli evidenti vantaggi di queste soluzioni alimentari sono la conseguenza dell'assenza di colesterolo, di un maggior contenuto di acidi grassi insaturi, di carboidrati, nonché di fibre vegetali (se si usano farine integrali) e, infine, del non determinare i possibili effetti cancerogeni della carne. Gli svantaggi di tali alimenti sono, invece, costituiti essenzialmente dall' essere preparati con sostanze raffinate e dal poter risultare poco digeribili per l'aumentata concentrazione di proteine. Per fronteggiare questi inconvenienti, tali prodotti dovrebbero subire un processo analogo a quello cui va incontro il parmigiano durante le fasi di stagionatura. Ciò, nella realtà, avviene nella preparazione di un nuovo prodotto alimentare, frutto dell' intuizione di un italiano, titolare di un brevetto europeo denominato 'carne vegetale'. Tale prodotto, completamente naturale, é costituito da glutine, farine di cereali e di legumi, e può essere definito un vero e proprio insaccato vegetalestagionato. Il processo di stagionatura, per quanto già detto, é fondamentale, perché arricchisce il prodotto di microrgani smi che, da un lato, scindono parte delle proteine presenti da cui liberano aminoacidi facilmente assimilabili e, dall'altro, sintetizzano vitamine - compresa la B12- ed enzimi che, oltre a fornire importanti elementi nutrizionali, possono apportare grandi benefici all'attività dell'intestino e della sua flora batterica. Durante la stagionatura, inoltre, l'acido lattico prodotto dai microrganismi che agiscono sui carboidrati, avrebbe il ruolo di attivare l'enzima fitasi,che neutralizza i fitati presenti nei cereali. Quest'ultimo processo sarebbe simile a quanto avviene durante la preparazione del pane con il lievito naturale, oggi, purtroppo, sostituito dai più veloci e redditizi metodi di lievitazione rapida. In virtù, quindi, dell'inattivazione dei fitati - alla quale si accompagna anche la neutralizzazione di altri fattori antinutrizionali - si potrebbe garantire il normale assorbimento del ferro, dello zinco e del calcio, che può essere influenzato negativamente proprio dalla presenza di fitati. In conclusione, quindi, questo salume vegetale stagionato (carne vegetale) rappresentare un ottimo sostituto della carne animale e, nello stesso tempo, una valida e nuova proposta gastronomica. Infatti, non solo potranno essere conservati i tradizionali gusti dei piatti a base di carne (dagli affettati alle preparazioni in tegame e al forno) ma si potranno scoprire anche nuovi e stuzzicanti sapori. Sempre e comunque nel pieno rispetto degli equilibri naturali. Abbiamo, quindi, visto che, per dare una risposta alla necessità di migliorare la nostra alimentazione, si éanche un sostegno alla flora batterica umana e all'attività intestinale, scoprendo un alimento innovativo, in cui proprio dei batteri sono responsabili delle sue caratteristiche di base. L'importanza di quanto detto aumenta ancor più se consideriamo il nostro intestino come qualcosa che, non solo va oltre il significato di organo di assorbimento e di eliminazione di sostanze, ma che supera anche il concetto di sede di moltiplicazione di batteri amici e, conseguentemente, di interattività simbiotica con tutto l\rquote organismo. Chi ha un pò di dimestichezza con l' anatomia umana, troverà curioso come le anse intestinali ricordino le circonvoluzioni cerebrali. Non é curioso, però, l'effetto del funzionamento dell'intestino stesso, nel bene e nel male, sul nostro umore e sulla nostra efficienza mentale. Sarà, in ogni caso, sicuramente sorprendente pensare all'intestino in termini che si avvicinano a quelli comunemente attribuiti al cervello. Nel suo libro Cyber, Federico MONTECUCCO cita George GURDJIEFF, il maestro spirituale caucasico che, nei suoi Racconti di Belzebùal suo piccolo nipote, descrive gli uomini con il termine di 'esseri tripartiti', composti, cioé da tre cervelli. Secondo GURDJIEFF, ognuno di questi cervelli governa una parte dell'essere umano, secondo una precisa gerarchia. Paragona, infatti, l'uomo ad una casa di tre piani che rappresentano l'addome, il torace e la testa, ognuno con un proprio cervello. MONTECUCCO collega questa intuizione di GURDJIEFF alla scoperta della tripartizione del cervello umano evidenziata negli anni sessanta dal neuroscienziato statunitense Paul Mc LEAN. Questi tre cervelli, ognuno sopra e dentro l'altro, sono l'eredità che l'Uomo ha ricevuto dai rettili, dai mammiferi e dai primati. Ferma restando la plausibilità di questo collegamento analogico, alla luce di nuovi fatti, possiamo, però, ben dire che GURDJIEFF aveva centrato l'argomento piùdi quanto la precedente interpretazione faccia pensare! Infatti, alla stupefacente idea della memoria del cuore e della sua capacità di 'pensare', come esaurientemente illustrato nel suo libro Il linguaggio del cuore anche dallo psiconeuroimmunologo a mericano Paul PEARSALL, si associa, recentemente, la sorprendente notizia di un cervello localizzato nell'intestino! Il neuroscienziato americano Michael GERSHON, partendo dalla constatazione che l' intestino produceva il 95% della serotonina (importante mediatore cerebrale), é arrivato, dopo pù di due decenni, a ricostruire l'architettura nervosa all'interno della parete intestinale. Ma, cosa ancor più interessante, é che si può dire, secondo Michael SHEMANN, fisiologo dell'Università di Hannover, che l'intestino prova sensazioni, pensa e ricorda. Sarebbe alquanto intrigante continuare a sviscerare (sic!) l'argomento ma, per quanto serve all'economia di questa esposizione, tali concetti sono già sufficienti per una prima, suggestiva, ipotesi. Una parte della nostra coscienza é dislocata nell'intestino. Qui vivono batteri amici e non. Essi veicolano informazioni e sono in contatto con un sistema globale e planetario.

La nostra alimentazione influenza, nel bene e nel male, il sistema batterico e, quindi, il cervello addominale, inteso come sede di una componente della nostra coscienza in rapporto con una più vasta coscienza planetaria. Alimenti come la 'carne vegetale' e integratori come le alghe Klamath, che salva guardano il corretto rapporto tra sistemi individuali e globali, non possono che avere effetti positivi anche sulla coscienza individuale e planetaria. Sinteticamente possiamo ancora affermare che gli alimenti sono fonte di energia ed i batteri contengono anche energia sotto forma di informazione, perché energia e informazione sono la stessa cosa. Quando l'informazione viene immagazzinata é alla base della memoria.Memoria cellulare, ma anche di sistemi cellulari più specializzati come i neuroni delle strutture nervose (ma anche delle cellule cardiache e dei linfociti, In breve possiamo dire di trovarci di fronte ad un nuovo ABC:

A) come Alimenti;

B) come Batteri ;

C) come Cervelli. Può essere questa triade, questo particolare ABC, un ulteriore punto di osservazione che possa aiutarci a comprendere, attraverso la materia che definiamo vivente, quel mistero che si chiama Coscienza? Ovviamente per migliorarla.

A mò di post-scriptum vorrei affidare, come messaggio di speranza, le ultime parole a Greg BRADEN che, in un passo del suo recentissimo libro 'L' effetto Isaia', afferma : "Abbiamo già le prove dell' esistenza di una potente tecnologia, dimenticata da tempo e celata all'interno della nostra memoria collettiva. Ogni giorno questa tecnologia, basata sui sentimenti, ci fornisce prove della sua esistenza attraverso la gioia di una nuova vita o dell' amore duraturo, sia attraverso le condizioni che ci privano di quella gioia. E' una scienza interiore che può darci il potere di trascendere con grazia le profezie distruttive sul futuro e le sfide dell' esistenza.Nella nostra saggezza collettiva é contenuto il potenziale di una nuova era di pace, unità e cooperazione mondiale a livelli mai raggiunti prima".

Gabriele Montera

Per contattare l'autore: luciomontera@libero.it

o attraverso la email celestinian@iol.it

 

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