Sandro Botticelli La nascita di Venere

Celestinian Center -Alba Magica (Rivista di approfondimento spirituale e scientifico della Nuova Era)

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Questo sito raccoglie scritti di Ken Wilber, scritti riassuntivi sul pensiero di Wilber, scritti di altri autori sulla linea di una cultura integrale e creativi culturali, riferimenti a siti e ad attività PRATICHE di applicazione della Visione Integrale- le parole e frasi sottolineati sono links clikkando sui quali andrai direttamente sui siti che riportano i riferimenti citati; sono inoltre riportati diversi links di collegamento ad altri siti con i temi trattati

su Wilber e l'Integral Institute vedi anche documenti

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una sintesi del pensiero di   

Ken WILBER
LA NUOVA VISIONE DEL MONDO: LA VISIONE INTEGRALE E LA PRATICA INTEGRALE     

L'opera é stata curata da Eaco Cogliani, membro dell'Institute of Noetic Sciences della California [IONS], direttore della rivista Alba Magica.                   

una profonda unità di spiritualità, scienza, arte e delle tradizioni di Oriente e Occidente in  una visione globale nell’opera del più grande filosofo dei nostri tempi; per agire e costruire la nuova civiltà planetaria nella Nuova Era

- si può ordinare alla redazione di Alba Magica -


Il volume di 528 pagine é uscito il 15 febbraio del 2005

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Attività ed iniziative in Italia collegate alla visione integrale di K.Wilber, M. Murphy, G. Leonard e altri membri dell'Integral Institute

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Rivista Alba Magica con numeri monografici di approfondimento spirituale e scientifico sui temi della Nuova Visione del Mondo email: ALBAMAGICA@iol.it

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A. R. A. T. Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale - Dott. Filippo Falzoni Gallerani,Viale Abruzzi, 16 Milano (20131). Tel.(02) 201.488, Fax (02) 295.15.398 e-mail: falzoni@galactica.it ; sito--> www.rebirthing-italia.com/testi.htm

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KEN WILBER

-Biografia di K. W. se vuoi stamparla anche in pdf-> Biografia

- La Pratica Trasformativa Integrale <--clikka qui--Applicazioni del Modello Integrale in Ken Wilber nella pratica per tutti: I Corsi di Pratica Traformativa Integrale sono organizzati in Italia dal Celestinian Center vedi ->>PTI

- Una Teoria del Tutto -TOT ("A Theory of Everything"-TOE, Shambhala, Boston U.S.A. 2000)

Questa pagina contiene estratti dalle opere di Ken Wilber e saggi di sintesi del pensiero di Wilber (Informazioni: Redazione di Alba Magica):

sommario:

1- UNA TEORIA DEL TUTTO? Apprezzamento critico delle opere complete di Ken Wilber di Christian De Quincey in Alba Magica n.4/2002 questo saggio é riportato interamente nella presente pagina web-vedi anche--> indice e sommario

2- La Mappa della Coscienza in Ken Wilber - descrizione di una delle più grandi sintesi della ricerca del nostro tempo; a cura di Eaco Cogliani vedi---->MAPPA

-Le Ere ed i Valori (MEME) --> MEME

-La Visione olografica dell'universo in Wilber e altri; vedi---> olograf

3 - Libera traduzione, a cura del Dott. Filippo Falzoni Gallerani, di alcuni VISIONE_OLOGRAFICAtratti da:

-"Brief History of Everything", "Eye of Spirit" e da "Eye to Eye" di KEN WILBER; - riportati interamente nella presente pagina web

-L'INTEGRAZIONE DELL'OMBRA da Lo spettro della Coscienza edizioni Crisalide ---- A cura del Dott. Filippo Falzoni Gallerani riportato interamente nella presente pagina web

- Psicologia integrale di Ken Wilber -Traduzione a cura del Dott. Filippo Falzoni Gallerani;vedi -> http://www.celestinian-center/WILBER_psicologiaintegrale.html

4 -Altri brani dagli scritti di Wilber- traduzioni a cura di Giovanna Visini

- LA GRANDE CATENA DELL’ESSERE E L’EVOLUZIONE in KEN WILBER clikka sul link--->> WILBER2 [pagine24]

-Introduzione di Ken Wilber  al libro: Integral Medicine: a Noetic Reader(Medicina Integrale: Un’Antologia Noetica) clikka sui link--->> ; [pagine23]

-Editori: Marilyn Schlitz & Tina Hyman libera traduzione dall'inglese) - di Giovanna Visini -- clikka sui link--->> WILBER2 ; WILBER3 ;

- La Nuova Era Integrale: Avanguardia Evolutiva e Sistema Operativo Integraledi Ken Wilber [in italiano] (Stralcio A: dal Libro "Kosmic Karma" di prossima pubblicazione) Libera traduzione dall'inglese di Giovanna Visini dal sito www.wilber.shambala.com -- clihkka su-->WILBER4

- Riconciliare Mente e Corpo, Il Livello del Centauro di Ken Wilber su->http://www.celestinian-center.com/WILBER_mente_corpo_centauro.html

-Femminismo Integrale di Ken Wilber Da “The Eye of Spirit" Libera traduzione dall'inglese di Giovanna Visini -- clihkka su-->WILBER4 ;

- VERSO UNA TEORIA COMPRENSIVA DELLE ENERGIE SOTTILIdi KenWilber in WILBER5 traduzione a cura di G.Visini

-Verso una spiritualità postmetafisica; di Ken Wilber vedi-> WILBER6

-GLI STADI DELLA MEDITAZIONE di Ken Wilber, Jack Engler, Daniel P. Brown; vedi -->WILBER-med

-L’evoluzione dell’illuminazione Dialogo tra Ken Wilber e Andrew Cohen vedi--> http://www.celestinian-center/WILBER_illuminazione.html

-Introduzione al volume 8 della raccolta delle opere di Ken Wilber:a)la relazione tra scienza e religione;b)Il cervello di un Mistico;c)Tutti i livelli, tutti i quadranti --------------------clikka su-->VOL.8

-vedi anche il sito WILBER.SHAMBHALA.COMhttp://wilber.shambhala.com

- Il futuro della religione: dialogo tra Andrew Cohen e Ken Wilber clikka su-->> FuturoReligione

-Sulla guerra in Iraq (un punto di vista integrale) di Ken Wilber CLIKKA SUL LINK-> Wilber_Iraq

Saggi e sintesi a cura di Giovanna Visini:

-Ego, Mente e Anima in Wilber vedi-->http://www.celestinian-center/WILBER_egomente.html

-Approccio Integrale in Wilber -Applicazioni del Modello Integrale e Pratica Trasformativa Integrale [PTI] vedi-->http://www.celestinian-center/WILBER_approcciointegrale.html

-Evoluzione Biologica in Wilber vedi-->http://www.celestinian-center/WILBER_evoluzionebiologica.html

-Spiritualità ed Evoluzione della Coscienza in Wilber; vedi-->http://www.celestinian-center/WILBER_spiritualita.html

-Aggiornamenti Teorici sulla Psiche e le sue Funzioni vedi-->http://www.celestinian-center/WILBER_psiche.html

-Evoluzione Umana in Wilber; vedi-->http://www.celestinian-center/WILBER_evoluzioneumana.html

- SPAZIO E MAGIA - Una connessione di René Thom, uno dei più grandi matematici del XX° secolo (autore della teoria delle catastrofi. Tratto da Modelli matematici della morfogenesi, pagina 144, Einaudi)

5 -------->RIFERIMENTI e approfondimenti PRATICA E CULTURA INTEGRALE; Integral institute; DOCUMENTI ; Trascendenza Evolutiva ; Pratica Trasformativa Integrale [PTI] (Corsi di PTI in Italia e Svizzera)

INTEGRAL TRANSFORMATIVE PRACTICE http://www.itp-life.com [rif. Michael Murphy, George Leonard]

Integral institute http://www.integralinstitute.org e http://wilber.shambhala.com[rif.Ken Wilber]

Esalen Institute www.esalen.org [rif.M.Murphy]

Institute Of Noetic Sciences [IONS] [rif.E.Mitchell] http//www.noetic.org

In Italia: CELESTINIAN CENTER http://www.celestinian-center.com ; http://www.celestinian-center.com/INTEGRAL.html [rif. E. Cogliani]

-ALBA MAGICA rivista di approfondimento spirituale e scientifico della Nuova Era-numeri monografici [rif.Celestinian Center] http://www.celestinian-center.com/AlbaIndice.html

- GOD&THE_EVOLVING_UNIVERSE.html (M.Murphy e J.Redfield)

6 - RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI alla fine della pagina

Il Movimento di Cultura e Pratica Integrale ha in Ken Wilber uno dei più importanti esponenti. Si riporta il link dell'Integral Institute organizzato da Ken Wilber e pienamente attivo da Agosto 2003. Per altri riferimenti al movimento di pratica e cultura integrale vai anche al primo sito PRATICA E CULTURA INTEGRALE e ai riferimenti in questa pagina

L’INTEGRAL INSTITUTE, PER L’INTEGRAZIONE PRATICA DELLE CONOSCENZE, COSTITUITO PER INIZIATIVA DEL FILOSOFO, PSICANALISTA E FORMULATORE DELLA MAPPA DELLA COSCIENZA, KEN WILBER, è operativo attraverso il sito dell’Integral Institute http://www.integralinstitute.org -- training@integralinstitute.org dal mese di agosto 2003. Con gruppi di consulenza di altissimo livello per l’impostazione integrale dei problemi in qualsiasi ambito. Stiamo dedicando un’ampia documentazione nei numeri del giornale Alba Magica. Riportiamo la definizione di Wilber:

"Integrale" significa "inclusivo, equilibrato, comprensivo". L’approccio integrale può essere in contrasto con altri metodi - mitico, razional-scientifico, pluralistico, - che, come essi stessi esprimono, escludono altri approcci come inferiori. Essi sono, pertanto, per definizione, parziali e incompleti. Questi metodi, oltretutto largamente dominanti nelle culture del mondo, tendono a generare analisi parziali e soluzioni incomplete ai problemi. Come tali, essi appaiono meno efficienti, meno attendibili, e meno equilibrati dell’approccio integrale."

Per ulteriori informazioni vedi anche Documenti dell'integral Institute di Ken Wilber-->documenti

Per informazioni, riferimenti vari ecc. rivolgersi alla Redazione di Alba Magica 347/4418930 - 049/8648301 celestinian@iol.it ; ALBAMAGICA@iol.it

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UNA TEORIA DEL TUTTO?

Apprezzamento critico delle opere complete di Ken Wilber.

di Christian De Quincey

Per contattare l’autore: cdeq@noetic.org. Questo articolo é stato pubblicato in Italia dalla Rivista Alba Magica n.4/2002 [Titolo della monografia: Energia e Vita, l'Universo Vivente- vedi indice a--> ALBAINDICE ] che si può richiedere alla Redazione 347/4418930 049/8648301 oppure per email celestinian@iol.it

Questo articolo è apparso per la prima volta sulla Rivista dell’Istituto di Scienze Noetiche –[Institute of Noetic Sciences-IONS Review] ed è ristampato con l’autorizzazione dell’Autore e dell’Istituto di Scienze Noetiche (Institute Of Noetic Sciences-IONS) (website www.noetic.org ). Copyright © 2001 by IONS, tutti i diritti riservati.

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"Io quindi ho cercato di delineare una filosofia dell’integrazione universale. In altre parole, ho cercato una filosofia mondiale - o una filosofia integrale - che fosse un credibile intreccio di molti e pluralistici contesti della scienza, della morale, dell’estetica, della filosofia occidentale ed orientale e delle grandi tradizioni di saggezza del mondo. Non al livello dei dettagli - il che è praticamente impossibile; ma al livello delle generalizzazioni orientanti...una filosofia olistica per un Cosmo olistico, una genuina Teoria di ogni cosa".

- KEN WILBER- ("Una Teoria del Tutto", p. 38).

Perchè tante persone pensano che Ken Wilber, autore di bestseller e filosofo, sia uno dei più importanti pensatori del nostro tempo? Perchè tanti sono disturbati da quello che scrive? In questa rassegna dei suoi lavori, io spero di fare un po’ di luce su entrambe le domande, e mostrare ch egli è un maestro nel rendere esplicite le maggiori "generalizzazioni orientanti" della nostra cultura - quelle grandi idee che danno forma e dirigono la visione del mondo della società dominante.

Ecco una visione postmoderna del mondo che comprende il meglio delle scienze empiriche e della filosofia razionale, ed il meglio della visione religiosa e del misticismo.

Primo, il contributo di Wilber: in una notevole mole di libri ed articoli - la sua opera completa (Collected Works, Wilber, 1999-2000) già riempie otto grossi volumi (ed egli ha solo 51 anni) - egli compie uno dei più grandi sforzi per aprire la visione del mondo moderna non solo ad includere la coscienza ma anche lo Spirito. Mentre rende onore alle grandi acquisizioni della scienza, Wilber sottolinea le sue manchevolezze nel modo che è divenuto famoso: il sapere che confina se stesso al solo livello della realtà fisica, argomenta con forza, può al massimo assurgere al rango di scienza della "superficie".

Alla fine la scienza ha bisogno di riconoscere la realtà della profondità interiore del mondo - della soggettività, il dominio dell’esperienza.

Come dice Wilber, è alquanto comico credere che esista solo il mondo fisico. Tale visione è assolutamente priva di senso. Le cose esteriori possono esistere solo in presenza di cose interiori. Le prime (realtà oggettive) senza le seconde (realtà soggettive) sono prive di significato.
Con una caratteristica combinazione di verve, spirito, intelligenza, humor e provocazione, Wilber conduce i suoi lettori oltre i confini stretti del materialismo e dell’oggettività senza sacrificare le indubbie conquiste della modernità, e senza cadere preda delle tendenze di negazione del mondo, proprie di varie forme di idealismo.
In breve, egli fornisce una visione postmoderna che include il meglio della scienza empirica e della filosofia razionale, ed il meglio della visione religiosa e del misticismo. Ma fa di più: forse al di fuori di Kant ed Hegel nessun altro ha presentato una simile griglia completa per integrare le “tre culture”, scienza, morale ed arte. Egli raggiunge questo tramite l’apparente semplice strumento di  focalizzarsi su ciò che possibilmente è la più grande e centrale “generalizzazione orientante” della modernità - la nozione di evoluzione - ed estendendola ad una conclusione in accordo con le sue scoperte empiriche e con la logica: oltre l’attuale alto gradino di evoluzione, rappresentato dal cervello e dalla coscienza umana, esistono altri stadi di  sviluppo biologico, culturale e sociale.

E se la coscienza umana è l’attuale apice dell’evoluzione sulla terra (situata  all’interno di un’incomparabilmente più ampia evoluzione cosmica), allora abbiamo tutte le ragioni di credere che ulteriori stadi di evoluzione attendono sia la nostra specie che qualsiasi altra cosa verrà dopo di noi.
Questi stadi più alti, argomenta Wilber, ricorrendo alla filosofia perenne delle grandi tradizioni  di saggezza del mondo, si muovono  attraverso più alti livelli psichici, ed anche più sottili, (in relazione con sviluppi del tessuto cerebrale e delle dinamiche socioculturali) culminanti nella realizzazione dello Spirito.
Wilber non è preoccupato principalmente del prossimo stadio nella evoluzione umana in qualche data del futuro. Egli è più interessato al fatto che le più grandi tradizioni di saggezza del mondo - attraverso tutte le culture, per millenni - hanno riportato che lo sviluppo di più alti stadi di coscienza é stato ottenuto da molti uomini e donne nel passato. Questi più alti stati e stadi di coscienza, quindi, non ci stanno aspettando in qualche tempo di là da venire - essi sono potenzialmente disponibili per noi ora, oggi.
Tuttavia, secondo Wilber e molti docenti universitari che egli cita, esiste una linea di evoluzione della coscienza per la nostra specie come un tutto. Per esempio, anche se al tempo del Buddha alcuni individui hanno ottenuto  stati di coscienza avanzatissimi, la loro società in media era ad uno stadio di sviluppo più basso. Così oggi la nostra specie si é evoluta ad un
più alto grado medio di coscienza (per esempio gli stadi del pensiero operatorio concreto e operatorio formale di Piaget). Inoltre sembra che un numero significativo di persone si siano già sviluppate al successivo stadio logico-visivo; e un numero minore anche a stadi più alti. Così, sebbene un individuo particolare potrebbe, in ogni epoca, svilupparsi ad un più alto grado di coscienza, il livello medio di coscienza, per le società e la specie come un tutto, evolve attraverso stadi identificabili (vedi, per esempio, Gebser [1985]; Aurobindo [1939]).

Il grande contributo di Wilber al dibattito intellettuale moderno é di aver rappresentato un caso provocatorio non solo per ampliare la scienza moderna - un modello di evoluzione che raggiunge oltre alle creature razionali, tutti i modi dello Spirito - ma anche per integrarla con la saggezza spirituale postmoderna per produrre uno spettro di coscienza onnicomprensivo veramente postmoderno.

In una parola, la sua acquisizione centrale é di avere messo insieme le due più grandi generalizzazioni orientanti dell’umanità, "Evoluzione e Spirito" - la prima una scoperta relativamente recente della scienza, il secondo una scoperta antica e perenne della religione e del misticismo. Ciò é una notevole conquista non solo nei riguardi dello scopo delle discipline che l’Autore cerca di integrare, ma anche nei confronti del livello di dettaglio di ciascuna di esse.

Per i lettori che non hanno familiarità con il suo lavoro il pezzo seguente darà una qualche idea dell’ampiezza della sua apertura mentale:

L’approccio di Wilber é l’opposto dell’eclettismo. Egli ha fornito una visione molto coerente che apparentemente intreccia le istanze di verità da ambiti diversi quali la fisica e la biologia, le ecoscienze; la teoria del caos e le scienze dei sistemi; la medicina, la neurofisiologia, la biochimica; l’arte, la poesia, l’estetica in generale, la psicologia dello sviluppo e la gamma delle acquisizioni psicoterapiche da freud a Jung a Piaget; la grande catena dei filosofi teoretici da Platone a Plotino in Occidente a Shankara e Nagarjuna in Oriente; i moderni da Cartesio a Locke a Kant; gli idealisti da Schelling a Hegel; i postmoderni da Foucault a Derrida a Taylorad Habermass; la tradizione ermeneutica maggiore da Dilthey ad Heidegger a Gadamer; i teorici dei sistemi sociali da Comte a Marx a Parsons e Luhmann; le scuole contemplative e mistiche delle grandi tradizioni meditative, Oriente e Occidente nelle maggiori tradizioni religiose del mondo. E tutto questo é solo un campione. (Dalla prefazione di Jack Crittenden a "Occhio dello Spirito" - 1997, pag. VIII-IX - e "Opere complete"-

vol. 7, p.406).

Questo intellettuale ricercatore di punti di vista ampi e sinottici é così completo che Wilber stesso ha chiamato il suo modello generale "Una Teoria del Tutto" (2000b).

In questo articolo, io esaminerò alcuni degli elementi chiave della "integrazione" di Wilber - il suo vasto e maestoso edificio intellettuale - per vedere se essi stiano insieme come egli propone.

Egli intende mostrare come tutte le sottigliezze della coscienza si inscrivono come eventi e strutture nel mondo fisico.

Wilber ha prodotto un vero Taj Mahal dell’intelletto, ovvero la sua struttura é più simile ad un castello di carte, fatto ad arte, che stanno l’una dell’altra incredibilmente perché ogni parte poggia sulle vicine, ma vulnerabile al crollo quando un particolare componente viene preso per essere sottoposto a stretta analisi?

Wilber, come alcuni commentatori suggeriscono, é l’ultimo di una lunga serie di grandi filosofi speculativi, dietro le orme di pensatori quali Platone e Plotino, Hegel e Whitehead in Occidente e Shankara e Nagajuna e Aurobindo in Oriente?

O piuttosto egli é l’ultima "novità delle novità" dei circoli intellettuali dell’avanguardia contemporanea, che può brillare fulgidamente per i suoi seguaci oggi, ma prontamente può scomparire nelle pagine della storia una volta che la successiva novità arrivi?

La verità, io credo, sta da qualche parte nel mezzo. In ultima analisi, Wilber ha guadagnato un posto preminente nella psicologia transpersonale - senza dubbio il teorico più influente oggi.

LA MAPPA DELLA COSCIENZA

Come tanti altri nel campo degli studi della coscienza e della teoria transpersonale, sono rimasto impressionato dai primi lavori di Ken Wilber, a cominciare da Lo Spettro della Coscienza (Spectrum of Consciousness-SoC) (1977) e comprendendo una meravigliosa antologia, Domande Quantiche (Quantum Questions-QQ), dove egli attinge dai grandi fondatori della teoria dei quanti per dimostrare che la fisica subatomica non potrebbe illuminarci sulla coscienza e sul misticismo più della fisica di Newton. Ma è stata la pubblicazione di Sesso, Ecologia, Spiritualità (SES) (1995) che, secondo me, distingue Wilber come un’autentica forza intellettuale, e, secondo il suo stesso riconoscimento, lo ha lanciato in una nuova fase nella sua carriera come teorico filosofo e psicologo. In SES, per la prima volta, va oltre i livelli o "spettro" di coscienza che caratterizzava il suo modello speculativo fino a quel punto, e introduce il suo nuovo mandala dei Quattro Quadranti.

Con la comparsa di SES, dopo uno iato di circa cinque anni, in seguito alla morte di sua moglie, non vi è alcun dubbio che Wilber abbia riguadagnato la sua prodigiosa produttività. SES era una bomba dirompente di più di 800 pagine (di cui oltre 200 di aneddoti). In rapida successione sfornò una serie di altri libri, compreso Una Breve Storia del Tutto (BH) (1966) una "non troppo breve" versione divulgativa del SES per un pubblico più vasto, ed il primo libro a schiacciare la lista dei bestsellers del New York Times. Ora ne ha pubblicati altri due: Psicologia Integrale (IP) e Una teoria del Tutto (TOE) ( con riferimenti ad un altro volume dal titolo sfortunato Boomeritis).

I lettori dei suoi libri più recenti troveranno alcune nuove svolte - onde e spirali - che ammorbidiscono l’accusa di linearità che gli è stata mossa. Ad ogni nuovo affinamento (Wilber ha il modo di assimilare ed accomodare le frecciate dei suoi critici), il suo modello diventa sempre più complesso e stupefacente, come vedremo. Infatti, la complessità del suo ultimo modello, - che va oltre ogni mero sviluppo psicospirituale lineare, incorporando "onde" "rivoli" e "spirali" nel dispiegarsi del sè - mi ricorda un poco gli sforzi eroici fatti con gli epicicli Tolemici per salvare la problematica cosmologia di Aristotele.

Comunque, può proprio essere che gli "epicicli integrali" di Wilber riflettano fedelmente l’effettiva complessità dello sviluppo psicospirituale umano. Se è così, allora i modelli sempre più complessi di Wilber possono essere , come ritiene egli stesso, un significativo contributo verso il lancio di un Progetto Coscienza Umana (l’equivalente psicologico del Progetto Genoma Umano in biologia).

Non solo Wilber esplora nei dettagli la complessià della psiche - un grande compito di per se stesso - ma egli aspira anche a mostrarci come tutte queste sottigliezze della cosciensa si inscrivono nella mappa degli eventi e delle strutture nel mondo fisico.

E così noi abbiamo le altre quattro generalizzazioni orientanti di Wilber; il mondo, compresi gli esseri umani, consiste di interiori ed esteriori, i due grandi domini dei suoi Quattro Quadranti (vedi figura).

Perché, dunque, quattro quadranti e non solo due domini? Si vedrà dalla figura che gli esteriori e gli interiori si presentano in due aspetti: individuale e collettivo. Così nel quadrante superiore sinistro, vediamo gli interiori-individuali (il dominio dei soggetti individui). Nell’inferiore sinistro, troviamo gli interiori comuni (il dominio delle intersoggettività reciproche).

Nel superiore destro vediamo gli esteriori individuali (il dominio degli oggetti atomistici).

 

 

 

I quattro quadranti di Wilber

[approfondimenti per la Mappa della Coscienza in DOCUMENTI :

La Mappa é anche presentabile in modo più semplificato come di seguito

Upper-Left Quadrant

"I"
Interior-Individual

Intentional

Upper-Right Quadrant

"IT"
Exterior-Individual

Behavioral

Lower-Left Quadrant

"WE"
Interior-Collective

Cultural

 

Lower-Right Quadrant

"ITS"
Exterior-Collective

ndr] vedi anche le pagine web dedicate in dettaglio alla-> MAPPA

Nell’inferiore destro troviamo gli esteriori-sistemi (il dominio delle reti degli oggetti). Questa, in poche parole, è la mappa della realtà di Wilber, il suo mandala ontologico.

Ma ciò è solo parte della mappa. Ricordiamo le altre sue grandi generalizzazioni orientanti: Evoluzione e Spirito. Ciascun Quadrante è co-evolvente, dalle forme più basse e più semplici alle realtà più alte, o più profonde, e più complesse. Ciò significa, semplicemente, che gli interiori individuali (soggetti) evolvono, gli interiori comuni (culture) evolvono, gli esteriori-individuali (gli oggetti fisici individuali) evolvono, e gli esteriori-rete (i sistemi fisici oggettivi) evolvono. Inoltre, nulla evolve in ogni singolo quadrante senza una concomitante evoluzione in tutti gli altri quadranti.

Quello che ci conduce forse alla generalizzazione orientante centrale della cosmologia di Wilber è: Tutto ciò che esiste consiste di oloni. Wilber ha mutuato il termine "holon" da Arthur Koestler (1969). Molto semplicemente, ogni cosa è simultaneamente una parte di qualcosa di più grande di sè (un tutto più alto), e un tutto di per se stessa, costituita a propria volta di parti più piccole. Oltre che consistere di una relazione parte-tutto all’interno del proprio quadrante, ogni olone, dice Wilber, necessariamente partecipa di tutti i quadranti. Nulla esiste meramente come una realtà esteriore (o interiore), e nulla è sempre semplicemente un individuo (o un sistema).Tutti i sistemi consistono di parti individuali, e tutti gli individui sono integrati in sistemi. E, naturalmente, tutti gli esteriori hanno degli interiori e viceversa.

Per comprendere come il mondo è costruito e come funziona, dice Wilber, abbiamo bisogno di adottare un approccio di "tutti i quadranti, tutti i livelli" - intendendo che abbiamo bisogno di tenere in conto non solo interiori ed esteriori, individui e sistemi, ma anche il fatto che ciascun olone evolve entro tutti e quattro i quadranti attraverso i vari livelli identificati nella grande Catena dell’Essere, da una parte, e nelle scienze evoluzioniste, dall’altra.

Questo è ciò che Wilber svolge nelle sue Opere Complete.

STILE E SOSTANZA

ll suo notevole contributo alla teoria transpersonale e all’integrazione delle psicologie e filosofie occidentali e orientali è, comunque, offuscata da domande e preoccupazioni circa il suo stile, e da problemi con la sostanza di alcune sue idee. In Francese c’é un detto, "lo stile è l’uomo" - e questo sembra particolarmente appropriato quando si discuta del lavoro di Wilber. Egli é stato criticato, talora severamente, per la sua maniera argomentativa, polemica, abrasiva, che suscita spesso una reazione di indisposizione da parte dei suoi critici (e di coloro che egli critica), risultando in quello che io una volta ho definito come "la Grande Catena dell’Essere Sgradevole".

Wilber sembra evocare i due estremi: per la maggior parte, le persone sembrano o amarlo o odiarlo (io mi annovero tra le eccezioni).

Il filosofo Michael Zimmerman, che definì Sesso, Ecologia e Spiritualità "un libro ammirevole", fu spinto tuttavia a fare commenti sul suo "aspetto più disturbante", cioé lo "stile retorico" di Wilber.Talvolta Wilber ricorre ad una retorica discordante, talora sprezzante quando discute di punti di vista e di persone con cui é in disaccordo... la sua posizione sarà indebolita a meno che egli non adotti uno stile retorico più accomodante nell’esaminare i punti di vista dei suoi oppositori. Non farlo sarebbe una vergogna, poiché egli é andato oltre qualsiasi altro, nella storia recente, nello sviluppare una visione affermativa della storia evolutiva e del futuro dell’umanità (Rothberg & Kelly [eds]1998, p. 204).

LE SFIDE E IL MODELLO A CONFRONTO

A parte il problema dello stile, molte aree del modello generale suscitano domande problematiche:

IL PROBLEMA MENTE-CORPO

Per esempio il suo modello non sgroviglia (e probabilmente non può) il nodo cruciale conosciuto come il problema mente-corpo: come la coscienza é in relazione al mondo fisico.

Come può qualcosa di immateriale come la mente, la coscienza, o lo spirito (qualcosa che non ha alcuna estensione nello spazio) interagire mai con qualcosa di pesante come la materia o il corpo (che ha estensione nello spazio)?

Come, in altre parole, può il mondo degli interiori interagire con quello degli esteriori?

Cosa sarebbe la natura del loro punto di contatto?

Come il fantasma entra nella macchina ed opera in essa?

Wilber sostiene che nemmeno tenta di spiegare come questo problema perenne possa essere risolto. Egli si limita a dire che la soluzione si rivela nei più alti stati di coscienza e che il suo modello integrale contempla tali stati.

Ora, può benissimo esser vero che da una prospettiva di qualche esperienza più alta e mistica si vedrà dissolversi il problema mente-corpo. Comunque, dato che il modello di Wilber é una costruzione razionale, e poiché non fornisce una comprensione razionale di come mente e corpo siano correlati, la sua "soluzione" é poco più che una "integrazione allusiva".

Il modello di Wilber, allora non dà una risposta al problema mente-corpo, o per usare la sua terminologia, non spiega come i due dominii interiori sono causalmente correlati ai due dominii esteriori. Ma la relazione mente-corpo, o relazione tra quadranti destri e sinistri, è ragionevolmente il maggior problema di qualsiasi filosofia o visione del mondo post-materialista e veramente integrale. Ed è proprio questo che il suo modello non può offrire, ammette Wilber.

Il problema mente-corpo rimane il grande "nodo del mondo". Esso è un tema sempre più critico per il mondo nel momento in cui la nostra civiltà si proietta in avanti, cavalcando l’onda di un materialismo pragmatico che nega o anche tenta di annichilire o eliminare qualsiasi cosa che consideri soggettività, esperienza, coscienza, significato, scopo o valore. Abbiamo quindi urgentemente bisogno di un modo per spiegare sia il mondo esterno fisico che quello interiore della coscienza - e la loro relazione. Abbiamo bisogno, come Wilber ha più e più volte messo in risalto nelle sue Opere complete, di integrare i dominii interno ed esterno della nostra vita e del nostro mondo.

Sfortunatamente, il grande edificio di Wilber non provvede a fornire questo importante tassello mancante.

INTERSOGGETTIVITA’

Un’altra difficoltà con il modello di Wilber è la sua trattazione della intersoggettività. In altra sede io ho espresso dubbi circa la completezza del quadrante inferiore sinistro nel suo modello a quattro quadranti. In sostanza, la mia preoccupazione è che egli non trovi posto per la vera intersoggettività, dove due o più persone (o altri esseri) si mettono reciprocamente in relazione senza dover ricorrere allo scambio di simboli fisici quali parole dette o scritte.

ENERGIE SOTTILI

Un’altra sfida ancora per il modello è dove collocare le energie sottili ed i corpi sottili nei quattro quadranti. Non mi è affatto chiaro che il modello di Wilber possa facilmente spiegare le realtà sottili oggettive. (Io esploro queste questioni in maggior dettaglio in un libro successivo, Edificio Complesso: Taj Majal o Casa di Carte? ).

Queste sono sfide potenzialmente serie per il modello di Wilber nel suo complesso, e forse ulteriori chiarimenti ne potranno risolvere alcune, o anche tutte. Comunque, ci sono anche numerosi "dettagli" nelle sue Opere Complete che io ed altri riteniamo problematici. Un esempio recente viene discusso nel suo ultimo libro A Theory of Everything (Una Teoria del Tutto) e nel manuale Boomeritis.

IL SUO MODELLO NON DA’ RISPOSTA AL PROBLEMA MENTE-CORPO - COME I DOMINI INTERIORI SONO CORRELATI CON L’ESTERNO

‘BOOMERITIS’ E ‘TOE’

La definizione di Wilber: "Boomeritis è quella strana mescolanza di altissima capacità cognitiva ... con un narcisismo emozionale piuttosto grezzo - esattamente la mistura che è stata notata da tanti critici sociali" (A Theory of Everything-TOE, p.27).

Io penso che Wilber sbaglia quando egli siede con coloro che caratterizzano i Boomers come la generazione "me" narcisistico. Io ho sempre pensato che quella etichetta fosse una frase intelligente ma imprecisa e una generalizzazione che mancava completamente l’essenza del "qualcosa nell’aria" degli anni sessanta. Grande riproduzione pubblicitaria, forse, ma cattiva analisi socioculturale. Si, molti Boomers divennero seri circa l’autoriflessione e l’autosviluppo negli anni Settanta e Ottanta, ma non sono d’accordo che questo fosse un progetto narcisistico. Nella mia esperienza ed osservazione, i Boomers riconoscevano che al fine di fare una differenza nei loro ambienti - sì anche nel mondo - loro dovevano anzitutto "ottenere il loro riconoscimento insieme". Non cercate di trascendere l’ego se cominciate con un ego di marmellata. Rendete l’ego chiaro e forte e poi andate avanti - lo sviluppo dell’ego a servizio del servizio - non narcisismo autoindulgente.

Sicuro, c’era un pò o anche molto di questo. Ma non c’era nulla di nuovo. Ciò non è quello che era od è molto significativo della generazione dei Boomers.

Nonostante la sua aspra critica dei Boomers e della loro incapacità di evolvere verso una matura coscienza di "secondo livello", Wilber pensa che loro possono ancora farcela e che sono ancora in posizione per un possibile salto nell’iperspazio della coscienza di "secondo livello". Ciò sarebbe veramente una grande trasformazione storica, che avrebbe un profondo effetto sulla società come noi la conosciamo. Questo è ciò che loro hanno tentato di fare fin dalla grande rivoluzione di coscienza degli anni Sessanta. Ironia della sorte, nonostante la critica dei Boomers in cerca di grandi visioni "salva-mondo" Wilber stesso ha recentemente suggerito che il suo modello si qualifica come "una Teoria del Tutto".

Ma una Teoria del Tutto è mai possibile?

Wilber riconosce la difficoltà: "il sapere si espande più velocemente dei modi di categorizzarlo... e allora, perchè mai tentare l’impossibile?". La sua risposta: "Perchè, io credo, un po’ di totalità è meglio di niente affatto".

Perchè non può farlo? Perchè non possiamo creare un modello o una mappa che contiene se stessa. Dove, per esempio, si collocherebbe il modello a quattro quadranti all’interno del modello a quattro quadranti?

Dimostrazioni matematiche e logiche sviluppate da Bertrand Russel e Kurt Goedel - lungo le linee che nessun insieme di tutti gli insiemi può essere esso stesso un insieme della stessa categoria logica, tipo o livello- invalidano l’assunto. Sia Alfred Korzybski che Gregory Bateson hanno immortalato questo dilemma con la frase "la mappa non è il territorio".

Nel caso di Wilber, non solo la mappa, ma in modo più determinante, la coscienza che ha creato la mappa, non può essere trovata nella sua stessa creazione. Per tentare di farle spazio, saremmo coinvolti in un processo a ritroso all’infinito. Questa meta-critica si applica ad ogni Teoria del Tutto, naturalmente, e non solo a quella di Wilber.

IL PROGETTO COSCIENZA UMANA

Nonostante alcune difficoltà teoretiche e logiche nascoste nei dettagli del vasto e completo modello di Wilber, il suo contributo complessivo è stato immenso. Più di ogni altro ha unito pezzo per pezzo una importantissima mappa della mente.

Se impariamo da Wilber un inevitabile fatto, è che il mondo della mente, la vita interiore, è almeno tanto complesso e differenziato e intercorrelato quanto le immense complessità del mondo esterno svelato dalle scienze fisiche.

La psicologia integrale di Wilber ci avvisa della elusiva complessità della coscienza.

Mentre la scienza moderna tende a dividere il mondo semplicisticamente in esterno-fisico e interno-mentale, e la moderna filosofia della mente si focalizza nel rapporo mente-corpo, Wilber, attingendo ad una vasta gamma di discipline psico-spirituali e tradizioni, ha documentato e tracciato l’immensa complessità del dominio interno - non proprio l’id, l’ego ed il super-ego della psicoterapia, ma tutta una moltitudine di caratteri e di stadi di sviluppo, attraverso cui noi rappresentiamo i drammi della nostra vita.

(Per esempio, livelli di sviluppo del sè; livelli/ onde, strutture, fluttuazioni del sè e ciascuna onda con le sue molteplici proprie fluttazioni - identità, bisogni, emozioni etc.).

Wilber sottolinea l’importanza della psicologia integrale proponendo l’intrigante idea del "Progetto Coscienza Umana". Basata sulla mappa della coscienza che si trova nelle variazioni trans-culturali della Grande Catena dell’Essere da una parte, e le "onde di fluttuazioni" della coscienza messe in mappa da Clare Graves, Don Beck e Ghristofer Cowan (insieme alla stessa formulazione dei quattro quadranti di Wilber) dall’altra, abbiamo il progetto per un modello "tutto-livello, tutto-quadrante" della coscienza - equivalente se non addirittura superiore in finalità ed importanza, al Progetto Genoma Umano.

Come esempio della complessità implicita nell’intrecciare insieme il Progetto Coscienza Umana, ecco alcune delle fluttuazioni di sviluppo che Wilber identifica (seguendo le Dinamiche Spirali di Don Beck) - quello che egli chiama "fluttuazioni del sè che evolvono attraverso i molteplici livelli della Grande Catena o Nido :Abbiamo credibile prova che queste differenti fluttuazioni, linee o moduli comprendono cognizione, morale, autoidentità, psicosessualità, idee del bene, assunzione di ruolo, capacità socioemozionale, creatività, altruismo, diverse linee che possono essere chiamate "spirituale" (cura, apertura, preoccupazione, fede religiosa, stati meditativi), competenza comunicativa, modi di tempo e spazio, affettività/emozione, morte-convulsione, bisogni, visioni del mondo, competenza matematica, bravura musicale, kinestesia, identità di genere, meccanismi di difesa, capacità interpersonale ed empatia (TOE, p. 44).

In una nota finale, egli va avanti a dire "Individui possono essere a livelli relativamente alti di sviluppo in alcuni moduli, medi in altri e bassi in altri ancora - non c’è nulla di lineare nello sviluppo in generale".

Se facciamo il calcolo fattoriale delle differenze trans-culturali e cerchiamo di mappare queste correnti di autosviluppo come si muovono indipendentemente attraverso molti livelli, stadi e strutture del Grande Nido, e riconosciamo che il movimento di queste correnti fluisce in anse non lineari e spirali e quindi moltiplichiamo questa strabiliante complessità per quattro (per accomodare i quadranti), cominciamo ad avere qualche idea dell’immenso compito che si pone di fronte al Progetto Coscienza Umana.

Calcoliamo: senza mettere nel calcolo fattoriale le differenze trans-culturali o anse o spirali noi abbiamo almeno trentuno vie, diciassette livelli e quattro quadranti, dandoci un minimo di 2108 variabili della coscienza per individuare come ciascuna singola persona sviluppa la sua matrice di "intelligenze" o "competenze" nella vita.

La domanda sconcertante, naturalmente, è come gestire tutto ciò? Nessuna meraviglia che tanti di noi hanno difficoltà a navigare attraverso il dedalo delle complessità cognitive, emozionali, comportamentali culturali e sociali che ci stanno di fronte ogni giorno quando tentiamo di trattare le stranezze della vita. Nessuna sorpresa, allora, se molti di noi sospettano che la diagnosi "personalità multipla" si riferisce non semplicemente ad una patologia, od anche ad una anomalia, bensì ad una condizione intrinseca della coscienza umana? Come possiamo tenere il passo con tante sfide dello sviluppo? Come possiamo anche circoscrivere questa sovrappopolata società di sè che vive in ciascuno di noi ? Una volta che il Progetto Coscienza Umana si sia avviato, avremo una crescente consapevolezza e illuminazione dentro ciò che rende ciascuno di noi "scisso" psicologicamente. Noi possiamo essere capaci di aiutare le persone ad accertare o diagnosticare i propri stadi e stati di coscienza man mano che questa cresce a spirali attraverso tutta la vita.

Forse possiamo escogitare degli strumenti psicometrici per monitorare periodicamente (ogni mese, settimana, giorno, ora?) le oscillazioni di coscienza - e, ciò che é più importante, sviluppare un curriculum essenziale e delle pratiche che consentiranno agli individui di sviluppare deliberatamente la propria coscienza in ogni qualsivoglia area dello spettro appropriato per loro in qualsiasi particolare circostanza.

La psicologia Integrale di Wilber fornisce una delineazione di "primo passaggio" per integrare le molteplici discipline coinvolte, in un modo o in un altro, nello studio della coscienza. Dato che il Progetto Genoma Umano aveva un punto focale specifico ed uno scopo nella genetica, il Progetto Coscienza Umana potrebbe dare uno scopo pragmatico ed una focalizzazione all’ampio, e attualmente frammentato, campo degli studi sulla coscienza. Se un tale progetto spiccherà mai il volo, Wilber sarà, a ragione, onorato per la sua passione e determinazione a creare un fondamento integrale per lo studio della coscienza. Di nuovo, comunque, c’è il bisogno di un avvertimento. La motivazione che sta dietro lo sviluppo di tale mappa completa della coscienza umana può in verità essere quella di capire noi stessi in maggior profondità, aiutarci a ridurre la sofferenza psicospirituale e crescere verso il nostro pieno potenziale. Comunque, il progetto di sviluppare una cartografia dettagliata della coscienza usando gli strumenti dell’analisi e dei modelli, può far pensare a qualcuno che la coscienza o spirito stia per essere ridotta o schiacciata in precise categorie razionali - perdendo ciò che é più prezioso e vitale dell’esperienza vissuta, allo stesso modo che i dettagli del Progetto Genoma Umano, nonostante le possibilità di miglioramento per la salute umana, non possono illuminarci sull’esperienza di essere un organismo vivente e sociale.

Tuttavia, il contributo di Ken Wilber è già importante. La semplice costruzione di un tale splendido edificio intellettuale è di per se stessa una notevole impresa- anche se, come è inevitabile ad un certo punto, delle crepe compaiono nelle fondamenta e comincia a cadere da una parte. Ma quello che è di gran lunga più importante dell’edificio è la visione che l’ha ispirato - una visione per un mondo integrato, un mondo nutrito da una psicologia integrate, una filosofia e metafisica integrate, una scienza e una spiritualità integrate, una economia ed una ecologia integrate, una estetica integrata, una medicina integrata, una sociologia integrata, una politica integrata... una visione di inclusione, una visione del "tutto" abbracciato dallo Spirito.

 

NOTA BIOGRAFICA

Christian De Quincey, PhD, è direttore della Rivista dell’Istituto di Scienze Noetiche – IONS Review . E’ docente di filosofia della mente e di studi sulla coscienza alla Jhon F. Kennedy University. Egli è coautore, insieme a Willis Harman, di L’Esplorazione scientifica della Coscienza, che si può richiedere all’IONS. Il suo nuovo scritto, Deep Spirit (Spirito Profondo), è pubblicato come libro telematico (e book) che si può avere dal sito http://www.mightywords.com . Per contattare l’autore: cdeq@noetic.org .

Questo articolo è apparso per la prima volta sulla Rivista dell’Istituto di Scienze Noetiche –[Institute of Noetic Sciences-IONS Review che ora ha preso il nome di SHIFT ] ed è ristampato con l’autorizzazione dell’Autore e dell’Istituto di Scienze Noetiche. (website www.noetic.org ). Copyright © 2001 by IONS, tutti i diritti riservati.

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SPAZIO E MAGIA-Una connessione di René Thom, uno dei più grandi matematici del XX° secolo (autore della teoria delle catastrofi. Tratto da Modelli matematici della morfogenesi, pagina 144, Einaudi)

Pubblicato in Italia dalla Rivista Alba Magica n.4/2002 [Titolo della monografia: Energia e Vita, l'Universo Vivente- vedi indice a--> ALBAINDICE ] che si può richiedere alla Redazione 347/4418930 049/8648301 oppure per email celestinian@iol.it

"Il nome di Lévy-Bruhl, in Francia, é rimasto legato alla tesi secondo cui l’uomo primitivo avrebbe accettato la possibilità che due esseri spazialmente disgiunti potessero costituire il medesimo essere. Per esempio, uno stregone può essere contemporaneamente un uomo che dorme nella sua capanna e una tigre a caccia nella giungla, un bel pò distante dal villaggio. Gli antropologi posteriori, a cominciare da Durkeim, hanno manifestato la tendenza a minimizzare la tesi di Lévy-Bruhl....Quando un Bororo dice di essere arara, ciò non deve sorprendere più che se dicesse <il cielo é blu>, in quanto l’arara é uno dei totem della società bororo. Non possiamo chiaramente discutere qui il problema in dettaglio; ci limitiamo a dire che il suddetto argomento <linguistico> non sembra poter rendere conto di tutti i casi (provati da solide testimonianze) in cui la partecipazione comporta un’identificazione somatica fra i partecipanti: nell’esempio precedente dello stregone-tigre, se la tigre viene ferita nella giungla dai cacciatori , anche l’uomo stregone che sta nella capanna presenterà una ferita in un omologo posto del suo corpo. Una credenza di questo tipo giustifica l’affermazione che <le carte locali somatiche> dell’uomo-stregone e della tigre vengono identificate, e questo a dispetto del fatto che tali carte si riferiscono ad esseri lontani svariati chilometri. In quest’ottica si può dire che l’atto magico si caratterizza essenzialmente per mezzo di una <azione a distanza> che si può interpretare come una modificazione della topologia usuale dello spazio-tempo; o, in altre parole: i raccordi fra le carte locali che definiscono lo spazio non sarebbero fissi, ma potrebbero essere modificati a volontà da uomini come i maghi o gli stregoni, grazie all’impiego di procedure specifiche quali i rituali magici, i sacrifici, ecc. Per di più la topologia dello spazio cesserà di essere la stessa per tutti, dato che le esperienze percettive di un osservatore possono esse stesse essere influenzate dall’azione magica. Questa concezione di uno spazio-tempo flessibile e individuale, che cesserebbe così di essere un quadro universale valido per tutti gli uomini, si urta con tutta evidenza con uno dei postulati di base della scienza moderna: esiste uno spazio-tempo universale, valido e isomorfo per tutti.

Senza dubbio Lévy-Bruhl aveva voluto intendere questa differenza fondamentale, quando parlava di <mentalità prelogica>: termine infelice, in quanto la logica non ha nulla a che vedere con la rappresentazione dello spazio....Lo scrittore Gilbert Simondon ha dato del pensiero magico una definizione sorprendente: <L’universo magico é strutturato secondo la più primitiva e la più pregnante di tutte le organizzazioni: quella della reticolazione del mondo in luoghi e momenti privilegiati. Un luogo privilegiato é un luogo che possiede un potere, é un luogo che attira a sé tutta la forza e l’efficacia del dominio che governa; riassume e contiene la forza di una massa compatta di realtà: la riassume e la governa come un luogo elevato domina e governa una landa pianeggiante. Il mondo magico è così costituito da un reticolo di luoghi e di cose che hanno un potere e che sono legati agli altri luoghi e cose che pure hanno un potere> " (G..Simondon, Du mode d’existence des objects techniques, Aubier, Paris 1969, p.164).

SPAZIO E MAGIA-Una connessione di René Thom, uno dei più grandi matematici del XX° secolo (autore della teoria delle catastrofi. Da Modelli matematici della morfogenesi, pagina 144, Einaudi 1985).


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KEN WILBER - ESTRATTI DALLE SUE OPERE

A CURA DEL Dott. Filippo Falzoni Gallerani

La psicologia Transpersonale ha tra i suoi più significativi rappresentanti Ken Wilber.
Pubblichiamo alcuni brani di testi non ancora tradotti in italiano come sintesi dal suo pensiero.
Trovate Ken in:
Ken Wilber: Welcome


Segue la libera traduzione di alcuni brani tratti da

"Brief History of Everything", "Eye of Spirit" e di "Eye to Eye"

di KEN WILBER, EDIZIONI SHAMBALA
 
 

Prova ad ascoltarti, proprio ora - ascolta la chiara sensazione di essere te stesso - e nota che questo "te" non è altro che un altro oggetto nella consapevolezza. Non è neppure un vero soggetto è un altro oggetto nella consapevolezza. Questo piccolo "io" con i suoi pensieri sfila in parata davanti a te proprio come le nuvole attraverso il cielo. Che cosa è allora il vero "te" che sta osservando tutto questo? Chi sta osservando il tuo piccolo io? Chi o che cosa è? Quando di spingi indietro verso questa pura "soggettività", questo puro osservatore, non lo vedrai come un oggetto, perché non è un oggetto. Non è nulla che tu possa vedere Piuttosto, se resti calmo in questa consapevolezza osservante - osservando la mente ed il corpo e la natura che fluiscono davanti a te - potresti incominciare a notare che quello che provi al momento è semplicemente una sensazione di libertà, una sensazione di distensione, di non essere legato a nessuno degli oggetti che tu stai tranquillamente osservando. Non guardi nulla, semplicemente risposi in questa vasta libertà. Di fronte a te le nuvole passano in parata, i tuoi pensieri passano in parata, le sensazioni fisiche passano in parata, e tu non sei loro. Tu sei il vasto espandersi della libertà attraverso il quale gli oggetti vanno e vengono. Tu sei un'apertura, un vuoto, un vasto spazio nel quale gli oggetti vanno e vengono Le nuvole vanno e vengono, le sensazioni vanno e vengono, i pensieri vanno e vengono, e tu non sei loro, tu sei il vasto senso di libertà, quel vasto "vuoto", in cui sorge la manifestazione, appare per un po' e se ne va.
Così incominci a notare che "l'Osservatore" in te che è il testimone di tutti gli oggetti è, in sé stesso, solo un vasto "vuoto". Non è una cosa, un oggetto, non è qualcosa che puoi vedere o afferrar, è piuttosto una sensazione di ampia libertà, non essendo nulla che possa entrare nel mondo obbiettivo degli oggetti, della tensione e dello sforzo... Questo puro Testimone è il puro Vuoto nel quale tutti questi soggetti ed oggetti individuali si manifestano, stanno per un po' e passano. Così questo puro Testimone non è qualcosa che possa essere visto... Oggetti e soggetti possono indubbiamente essere osservati, ma l'Osservatore non può essere osservato. L'osservatore è assolutamente indipendente da loro, l'assoluta Libertà non può essere catturata dal trambusto, dai desideri, dalle paure e dalle speranze... Certamente tendiamo ad identificarci con quei piccoli soggetti ed oggetti ed è esattamente questo il problema! Noi identifichiamo l'Osservatore con gracili piccole cose che possono essere viste. Questo è l'inizio del coinvolgimento e della schiavitù. Siamo in realtà quest'ampia espansione di spazio libero, ma ci identifichiamo con oggetti e soggetti limitati, non liberi, che possono essere osservati, e tutti soffrono, e nessuno dei quali è ciò che noi siamo. Patanjali dette la classica descrizione della schiavitù come "l'identificazione dell'Osservatore con gli strumenti dell'osservazione" con i piccoli soggetti ed oggetti, invece che con l'apertura, la vastità, il Vuoto in cui tutto sorge e si manifesta... Così quando risiedi nel puro Testimone sei invisibile. Non puoi essere visto. Nessuna parte di te può essere vista perché tu non sei un oggetto. Può essere visto il tuo corpo, può essere vista la tua mente, la natura può essere vista, ma tu non sei nessuno di questi oggetti. Sei la pura sorgente della consapevolezza e non alcunché che si manifesti in tale consapevolezza. Così tu rimani consapevolezza. Le cose sorgono nella consapevolezza, vanno e vengono... Sorgono nello spazio si muovono nel tempo. Ma il puro Testimone non va e viene. Non sorge nello spazio e non si muove nel tempo. E' sempre presente ed immutabile. non è un oggetto la fuori e quindi non entra mai nella corrente del tempo, dello spazio della nascita e della morte ...
<<226>> Molte tradizioni considerano (la consapevolezza di) questo stato di cessazione lo stato supremo, l'ultimo e punto finale di tutto lo sviluppo e dell'evoluzione. Questo stato è considerato equivalente alla piena Illuminazione, l'ultimo abbandono, il puro nirvana. Non è invece considerato la fine della storia dalle tradizioni "Nonduali", perché ad un certo punto mentre stai investigando il Testimone, riposando nel Testimone, il senso di essere un Testimone "qui dentro" svanisce completamente e il Testimone diventa ogni cosa che viene osservata. Il Causale lascia il campo al misticismo "Senza Forma", ed il misticismo "Senza Forma" apre la strada al misticismo "Nonduale". Tecnicamente ti se disidentificato anche dal Testimone, e quindi l'hai integrato con tutta la creazione, la la realtà o "quiddità" di tutti i livelli, di tutti gli stati e tutte le condizioni. Questo è più profondo significato del vuoto: non è uno stato discreto, ma la realtà di tutti gli stati, la quiddità di tutti gli stati. Sei passato dal Causale al Nonduale...

Libera traduzione da Ken Wilber, Brief History of Everything

I saggi e i mistici sono degli squilibrati? Perché dicono tutti varianti della stessa storia? La storia di svegliarsi una mattina e scoprire che sei uno con il Tutto, senza tempo ed eterno. Si può darsi che siano pazzi, questi folli del divino. Può darsi che siano degli idioti che mormorano di fronte all'Abisso. Può darsi che abbiano bisogno di un terapeuta gentile e comprensivo che certamente potrebbe aiutali. Ma poi penso: Può darsi che la sequenza dell'evoluzione sia veramente dalla materia al corpo, alla mente, all'anima e allo spirito, ognuno di questi livelli che trascende ed include il precedente, ognuno con maggiore profondità e maggiore consapevolezza e più ampio abbraccio della realtà. Al livello più alto dell'evoluzione, può darsi (dico può darsi) la coscienza individuale raggiunge davvero l'infinito - un abbraccio totale dell'intero Cosmo - una coscienza cosmica che è Spirito risvegliato alla sua vera natura. Ciò è almeno plausibile. E ditemi: la storia raccontata dai mistici e dai saggi di tutto il mondo è più pazza della storia raccontata dal materialismo scientifico, che afferma che l'intero processo è la storia raccontata da un idiota, piena di furia e suoni, e che non significa assolutamente nulla? Osserva molto attentamente quale delle due storie ti pare più pazza. Dirò che cosa penso: Io penso che i saggi sono le punte emergenti dell'impulso segreto dell'evoluzione, penso che sono le guide della spinta all'autotrascendenza che va sempre oltre a ciò che era prima. Penso che stanno cavalcando la cima del raggio di luce in corsa verso l'incontro con Dio. E penso che loro indicano la stessa profondità in te e me, e in tutti noi. Penso che sono sintonizzati con il Tutto e che il Cosmo canta attraverso le loro voci e che lo spirito brilla nei loro occhi, che essi ci aprono al domani, ci aprono la porta verso il cuore del nostro destino, che è già ora, in questo medesimo istante, e in questo riconoscimento strabiliante la voce del saggio diventa al tua voce, gli occhi del saggio diventano i tuoi occhi, tu parli con la lingua degli angeli e sei illuminato dal fuoco della realizzazione, che mai si estingue o tramonta, tu riconosci il tuo vero Volto nello specchio del Cosmo stesso: la tua identità è davvero il Tutto che si dischiude non attorno a te, ma in te. Le stelle non brillano più "là fuori" ma qui dentro. Le supernova vengono all'esistenza dentro il tuo cuore, e sola brilla all'interno della tua consapevolezza. Perché tu trascendi tutto, abbracci tutto senza fine. Non c'è un finale definitivo da raggiungere, solo un processo senza fine, e tu sei l'apertura o il puro Vuoto nel quale l'intero processo si dischiude senza fine, miracoloso, interminabile, leggero.
Tutto il gioco non è incompiuto, come l'incubo dell'evoluzione, e tu sei esattamente dove eri prima dell'inizio di tutto lo spettacolo. Con uno shock improvviso del pienamente ovvio, riconosci il tuo stesso Volto Originale, il viso che avevi prima del Big-Bang, il viso del completo Vuoto, che sorride come tutta la creazione e canta come l'intero Cosmo, e tutto è ancora da creare in quel primo sguardo; e tutto ciò che rimane è il sorriso, ed il riflesso della luna in un quieto tratto del lago nella tarda notte chiara come il cristallo.
Il mondo reale non ti viene dato "due volte": una volta la fuori ed una volta qui dentro. Questa somma di due significa esattamente Dualità. Piuttosto il mondo reale ti è dato "una sola volta" immediatamente - è una sensazione, ha un sapore, è completamente pieno in quel solo sentire, non diviso in osservatore ed osservato, in soggetto ed oggetto, frammento e frammento. E' un singolare di cui il plurale è sconosciuto. Puoi sentire la montagna ed è la stessa sensazione del tuo Sé, non è il "là fuori" riflesso "qui dentro", questa dualità non esiste nell'immediatezza dell'esperienza reale. L'esperienza reale prima che tu la divida, non contiene tale dualismo, l'esperienza reale, la realtà stessa è non duale. Tu sei ancora tu, la montagna è ancora la montagna; ma tu e la montagna siete due aspetti dell'unica e sola esperienza, che è l'unica e sola realtà in questo punto. Se ti rilassi di fronte all'esperienza del presente in questo modo, il senso del sé separato si scioglierà, smetterai di distaccarti dalla vita, non avrai più esperienze tu improvvisamente diverrai tutta l'esperienza, non sari più "qui dentro" che guardi "là fuori" poiché dentro e fuori sono uno, perciò noi sei più imprigionato qui dentro. E così improvvisamente tu non sei più il corpo-mente, improvvisamente sono dissolti, improvvisamente il vento non soffia più su di te ma attraverso di te, dentro di te. Non stai guardando la montagna, tu sei la montagna la montagna ti è più vicina della tua stessa pelle. Tu sei quello, e non c'è un tu - solo questo intero spettacolo che sorge spontaneamente, di momento in momento. Il sé separato non si può trovare in nessun luogo. L'intera sensazione di peso scompare perché tu non sei più nel cosmo, il cosmo è in te e tu sei il più puro Vuoto. L'intero universo è il trasparente luccicare del Divino e della Purezza Primordiale. Ma il Divino non è da qualche altra parte, è in tutto questo luccicare. E' auto visto, ha un solo sapore, non è in da nessuna altra parte.

Domanda: soggetto ed oggetto sono non duali?
K. W.: conosci il koan Zen "nel battere le mani quale è il suono di una sola mano?" Abbiamo di certo bisogno di due mani e questa è la struttura dell'esperienza tipica. Abbiamo un senso di noi stessi come un soggetto qui e del mondo come un oggetto là fuori. Abbiamo queste "due mani" dell'esperienza, il soggetto e l'oggetto. L'esperienza tipica è il battere insieme le due mani per provocare una vibrazione ed un suono. L'oggetto la fuori sbatte contro di me come soggetto, ed io ho l'esperienza - le due mani battono assieme ed emerge l'esperienza. E' così la tipica struttura dell'esperienza è come un pugno in faccia. Il se ordinario è il sé colpito, completamente colpito dall'universo "là fuori". Il sé ordinario è una serie di ferite e di cicatrici, il risultato delle due mani che battono una contro l'altra. Queste ferite sono chiamate "dukkha", sofferenza. Come Krishnamurti era solito dire: "Nella divisione tra osservatore ed osservato, giace tutta la miseria dell'umanità". Ma con lo stato non duale, improvvisamente, non ci sono due mani. Improvvisamente il soggetto e l'oggetto sono una sola mano. Improvvisamente non c'è più nulla fuori di te che possa colpirti, ferirti e tormentarti. Improvvisamente tu non "hai" più un'esperienza tu "sei" ogni esperienza che sorge, e così sei istantaneamente dissolto in tutto lo spazio e l'intero Cosmo è "una sola mano", una sola esperienza, una rappresentazione, un gesto della grande perfezione. Non c'è nulla fuori di te che tu possa volere o desiderare, ricercare o afferrare, la tua anima si espande sino agli angoli dell'universo ed abbraccia tutto con infinita delizia. Tu sei completamente "pieno", completamente saturato, tanto che i limiti del Cosmo esplodono e ti lasciano senza data e durata, tempo e luogo. Sei espanso nel Tutto come il Tutto - tu sei "l'auto-percepito Cosmo Radiante", tu sei l'universo di un solo sentire, ed il sentire è completamente infinito. E allora quale è il suono di una sola mano. Quale è la sensazione di quell'Unico sentire. Quando non c'è nulla all'infuori di te che possa toccarti, ferirti, spingerti o tirarti, - quale è il suono di quell'unico battere della mano? Vedi il sole sulle montagne? Senti la brezza fresca? Che cosa non è completamente ovvio? Chi non è già illuminato? Come diceva un maestro Zen: "Quando ho sentito il suono della campana, non c'era un io e una campana, solo il rintocco".
Non c'è dualità né unione di due, nell'esperienza immediata! Non c'è fuori e dentro, non c'è né soggetto né oggetto, solo in sé stessa l'immediata consapevolezza, il suono di una sola mano. Così tu non sei qui, da questo lato della finestra trasparente, che guardi il Cosmo la fuori. La finestra trasparente è infranta, il tuo corpo-mente scomparso, sei libero dal confine per sempre, tu non sei più "dietro alla tua faccia" a guardare al Cosmo - tu semplicemente sei il Cosmo. Tu "sei" tutto ciò. Ed è per questo che tu puoi ingoiare il cosmo ed il flusso dei secoli, e nulla si muove affatto.
Il suono di questa sola mano è il suono fatto dal Big-Bang. E' il suono delle Supernova che esplodono nello spazio, il suono dell'usignolo che canta. E' il suono della cascata in una giornata chiara come il cristallo. E' il suono di tutto l'universo manifesto, e tu sei quel suono. Perché il tuo Volto Originario non è "qui dentro". Esso è la più pura Vuotezza o trasparenza di questa luccicante apparizione. Se il cosmo sta sorgendo tu sei quello. Se nulla sorge tu sei quello. In ogni caso tu sei quello. In ogni caso tu non sei qui dentro. La finestra è distrutta, la distanza tra soggetto ed oggetto se ne è andata. Non c'è dualità, doppiezza che si possa trovare in alcun luogo, il mondo non ti viene dato due volte, ma sempre una volta - e tu sei quello. Tu sei quell'unico sentire. Questo stato non è qualcosa che tu possa produrre. Questo stato non duale, questo stato di un solo sentire è la vera natura d'ogni esperienza prima che tu la divida in due. Questa Unità d'essere non è un'esperienza che produci attraverso uno sforzo, piuttosto è l'attuale condizione di tutte le esperienze prima che tu intervenga in qualche modo. Questo stato non condizionato è "precedente" allo sforzo, precedente all'aggrapparsi e precedente all'evitare qualunque cosa. E' il mondo reale prima che tu faccia qualcosa al riguardo, compreso lo sforzo di vederlo in modo non duale. Così tu non devi fare nulla di speciale alla consapevolezza o all'esperienza per renderla non duale. Essa viene fuori non duale, la sua vera natura è non duale e precedente a qualunque presa, sforzo e condizione. Se lo sforzo viene in essere, bene, se lo sforzo non viene in essere bene; in ogni caso c'è solo l'immediatezza di un solo sentire, precedente nello stesso modo allo sforzo e all'assenza di sforzo. Così definitivamente questo non è uno stato che in cui è difficile entrare, ma piuttosto uno stato che è impossibile evitare.
E' sempre stato così. Non c'è mai stato un momento in cui tu non sperimentassi il solo sentire, è la sola realtà in ogni realtà. In un milione di miliardi d'anni non c'è stato un solo secondo in cui tu non sia stato consapevole di ciò, non c'è stato un solo secondo in cui non fossi di fronte al tuo Volto Originario come ad un soffio d'aria artica.
Certamente noi abbiamo mentito spesso a noi stessi riguardo a questo, e siamo stati falsi nei confronti dell'universo di un solo Sentire, il suono primordiale del battere di una sola mano, il nostro Volto Originario. Le tradizioni non dualiste non aspirano a produrre questo stato, poiché ciò è impossibile, ma semplicemente a mostrartelo cosicché tu non possa più ignorarlo, e non menta più a te stesso su ciò che realmente sei. Lo stato primordiale è precedente, ma non differente dall'intero mondo di Forme dualistiche. In quello stato primordiale non c'è soggetto ed oggetto, non interiore ed esteriore non destra e sinistra. Tutte le dualità continuano a sorgere, ma sono solo realtà relative, non verità assolute o primordiali. L'esperienza primordiale è il rintocco della campana, non io e la campana, la mente ed il corpo, il soggetto e l'oggetto. Essi hanno una certo grado di realtà relativa, ma non sono, come avrebbe detto Eckhart, l'ultima parola.
Quindi i dilemmi inerenti a quei dualismi relativi non possono essere risolti su un piano esso stesso relativo. Nulla che tu possa fare all'io o alla campana potrà renderli uno; puoi solo rilassarti nel "prima del rintocco", nell'immediatezza dell'esperienza stessa e, a quel punto, il dilemma non sorge. Non è risolto, si dissolve - e non riducendo il soggetto nell'oggetto o l'oggetto nel soggetto, ma riconoscendo il terreno primordiale nel quale ognuno non è che un parziale riflesso.

"Spirit slumbers in nature, awakens in mind, and finally recognizes itself as Spirit in the transpersonal domains."

Il Tantra, nel senso generale, presenta l'ultima realtà Nonduale come un abbraccio sensuale di Dio con la Dea, di Shiva con Shakti, del vuoto e della forma. Né ascesa né discesa sono finali ed ultime o privilegiate, ma piuttosto come il primordiale Yin e Yang, essi si generano l'un l'altro, dipendono uno dall'altro, non possono esistere senza l'altro, e trovano il loro vero essere morendo nell'altro solo per risvegliarsi insieme, in unione beatifica, come l'intero Cosmo, trovando che l'eternità e selvaggiamente innamorata dei prodotti del tempo, il cuore Nonduale irradia tutta la creazione e benedice tutta la creazione, e canta questo abbraccio per tutta l'eternità - un abbraccio che noi tutti dobbiamo ripetere nella nostra stessa coscienza momento per momento, senza fine, miracolosamente, come l'immediata presenza dell'Unico Sapore. Questa esattamente è la visione non duale, questa unione di Flusso e Riflusso, Dio e Dea, Vuoto e Forma, Saggezza e Compassione, Eros e Agape, Ascesa e Discesa, - perfettamente uniti nell'Unico Sentire, il suono essenziale di una sola mano.

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Lo spirito si trova nel processo, non in un particolare epoca, tempo o luogo.
Lo Spirito conosce se stesso oggettivamente come natura, conosce se stesso soggettivamente come mente, e conosce se stesso in maniera assoluta come Spirito.
La realtà non è composta né di cose né di processi, né di unità né di parti, ma di unità/parti (oloni).
Il tutto è maggiore della somma delle sue parti.
La profondità deve essere comunicata e la comunicazione interpretata.
L'evoluzione sempre incorpora e va oltre (trascende ed include).
La basilare inclinazione dell'evoluzione é accrescere la profondità.
Le superfici possono essere viste, la profondità interpretata.
Tutti i significati sono condizionati dal contesto.

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pag. 150
Le dimensioni transpersonali possono essere raggiunte in ogni momento dello sviluppo come esperienze momentanee. Esse avranno però un valore autenticamente trasformativo solo quando saranno integrate in un armonico sviluppo di tutti i precedenti livelli. Le fasi dello sviluppo dell'io devono essere completate per il raggiungimento stabile di un nuovo stato. Così per qualcuno l'emergere durante la meditazione della dimensione sottile (per esempio una intensa luce interiore e la percezione della trascendenza dei confini mente corpo) può essere l'inizio di una nuova vita e di nuove prese di coscienza, di nuovi modi di consapevolezza. <<...>>
Dice Aurobindo: "l'evoluzione spirituale obbedisce ad una logica di successivo dischiudersi; può compiere un decisivo passo importante solo quando il precedente passaggio è stato sufficientemente conquistato: anche se certe fasi minori possono essere sorvolate da una rapida e brusca ascensione, la consapevolezza deve tornare indietro per riassicurarsi che il terreno sorvolato e stato annesso con certezza alla nuova condizione una più rapida ed intensa velocità dello sviluppo che è del resto possibile, non elimina i gradini o la necessità del loro progressivo superamento.
Il problema della psicologia Transpersonale all'inizio fu che ebbe la tendenza a focalizzare l'attenzione sulle "esperienze di picco". Così si venne a creare una falsa concezione secondo la quale tutto quello che era "ego" era negativo e maligno e tutto quello che non era "ego" era buono e divino. Qualunque cosa che non sia l'ego e dio! Ma sappiamo che molti stati che non sono "ego" sono in realtà un caos, sono incubi pre-egoici, pre-razionali, pre-personali.

Oggi l'inganno è credere di essere passati da un Newtoniano ego a una nuova rete fisica della vita unita al sé di Gaia. Ma una osservazione dei fenomeni della natura anche con concetti olistici se si limita alla seconda prospettiva come abbiamo detto è assolutamente insufficiente perché mette da parte la profondità ed il "soggetto" lo "Spirito".

Pag. 222
Prova ad ascoltarti, proprio ora - ascolta una buana sensazione di essere te stesso - e nota che questo "te" non è altro che un altro oggetto nella consapevolezza. Non è neppure un vero soggetto è un altro oggetto nella consapevolezza.
Questo piccolo "io" con i suoi pensieri sfila in parata davanti a te proprio come le nuvole attraverso il cielo. Che cosa è allora il vero "te" che sta osservando tutto questo? Che sta osservando il tuo piccolo io? Chi o che cosa è? Quando di spingi indietro verso questa pura "Soggettività", questo puro osservatore, non lo vedrai come un oggetto, perché non è un oggetto. Non è nulla che tu possa vedere Piuttosto se rimani calmo in questa consapevolezza osservante - osservando la mente ed il corpo e la natura che fluiscono davanti a te - potresti incominciare a notare che quello che provi al momento è semplicemente una sensazione di libertà, una sensazione di distensione, di non essere legato a nessuno degli oggetti che tu stai tranquillamente osservando. Non guardi nulla semplicemente risposi in questa vasta libertà.
Di fronte a te le nuvole passano in parata, i tuoi pensieri passano in parata, le sensazioni fisiche passano in parata, e tu non sei nessuna di loro. Tu sei il vasto espandersi della libertà attraverso il quale gli oggetti vanno e vengono. Tu sei una apertura, una radura, un vuoto, un vasto spazio nel quale gli oggetti vanno e vengono
Le nuvole vanno e vengono, le sensazioni vanno e vengono, i pensieri vanno e vengono, e tu non sei loro tu sei il vasto senso di libertà, quel vasto "Vuoto" (emptiness), quella vasta apertura in cui sorge la manifestazione, resta per un po' e se ne va.
Così incominci semplicemente a notare che "l'Osservatore" in te che è testimone di tutti gli oggetti è in sé stesso solo un vasto "vuoto". Non è una cosa, un oggetto, non è qualcosa che puoi vedere o afferrare. E' piuttosto una sensazione di ampia libertà, non essendo nulla che possa entrare nel mondo obbiettivo degli oggetti della tensione e dello sforzo.
 

Questo puro Testimone è un puro Vuoto nella quale tutti questi soggetti ed oggetti individuali si manifestano, stanno per un po' e passano. Così questo puro Testimone non è qualcosa che possa essere visto.....
Oggetti e soggetti posso indubbiamente essere osservati ma l'Osservatore non può essere osservato. L'osservatore è assolutamente indipendente da loro, una assoluta Libertà non può essere catturata dal loro trambusto, dai loro desideri, dalle paure e dalle speranze..
Certamente tendiamo ad identificarci con quei piccoli soggetti ed oggetti ed è esattamente questo il problema! Noi identifichiamo l'Osservatore con gracili piccole cose che possono essere viste. E questo è l'inizio del coinvolgimento e della schiavitù. Siamo in realtà questa ampia espansione di spazio libero, ma ci identifichiamo con oggetti e soggetti limitati e non liberi, e tutti possono essere osservati, tutti soffrono, e nessuno dei quali è ciò che noi siamo.
Patanjali dette la classica descrizione della schiavitù come "l'identificazione dell'Osservatore con gli strumenti dell'osservazione" con i piccoli soggetti ed oggetti, invece che con l'apertura, la vastità, il Vuoto in cui tutto sorge e si manifesta..........
Così quando risiedi nel puro Testimone sei invisibile. Non puoi essere visto. Nessuna parte di te può essere vista perché tu non sei un oggetto. Può essere visto il tuo corpo, può essere vista la tua mente, la natura può essere vista, ma tu non sei nessuno di questi oggetti. Sei la pura sorgente della consapevolezza e non alcunché che si manifesti in tale consapevolezza. Così tu rimani consapevolezza.
Le cose sorgono nella consapevolezza, vanno e vengono....... Sorgono nello spazio si muovono nel tempo. Ma il puro Testimone non va e viene. Non sorge nello spazio e non si muove nel tempo. E' sempre presente ed immutabile. non è un oggetto la fuori e quindi non entra mai nella corrente del tempo, dello spazio della nascita e della morte (pag 223)
 

226....
.... Molte tradizioni considerano questo stato di cessazione lo stato supremo, l'ultimo e finale punto di tutto lo sviluppo e dell'evoluzione. E questo stato è considerato equivalente alla piena Illuminazione, l'ultimo abbandono, puro nirvana. Ma non è invece considerata la fine storia dalle tradizioni "Nonduali". perché ad un certo punto mentre stai investigando il "Testimone", riposando nel Testimone, il senso di essere un Testimone "qui dentro" svanisce completamente e il Testimone diventa ogni cosa che viene osservata. Il causale lascia il campo al misticismo Nonduale, ed anche il misticismo senza forma apre la strada al misticismo Nonduale. Tecnicamente tu ti se disidentificato anche dal Testimone, e quindi l'hai integrato con tutta la creazione - in altre parole la terza fase del fulcro 9 che conduce al fulcro 10 - che non è in realtà un fulcro o un livello separato , ma la realtà o "quiddità" di tutti i livelli, di tutti gli stati e tutte le condizioni.
E questo è il secondo e più profondo significato del vuoto - non è uno stato discreto ma la realtà di tutti gli stati, la quiddità di tutti gli stai. Sei passato dal Causale al Nonduale......


Ken Wilber - Eye of Spirit - ediz. Shambhala

L'occhio dello Spirito
 

<<>> E' importante chiarire il significato che si attribuisce alla parola "ego". Questa parola a causato maggior confusione particolarmente nei circoli transpersonali.
""Ego", " "razionalità"sono parole sporche nei circoli mistici, transpersonali e New Age, ma pochi ricercatori s'impegnano a definirle e quelli che lo fanno lo fanno in modo differente.
Possiamo definire l'"ego" come ci piace, finché siamo chiari, ma la maggior parte degli scrittori New Age usa il termine in maniera molto vaga, a significare un senso del "sé separato" isolato dagli altri e dal terreno spirituale. Sfortunatamente questi scrittori non distinguono chiaramente gli stati pre-egoici con quelli che sono trans egoici e così metà delle loro raccomandazioni per la salvazione sono solo raccomandazioni su diversi modi di regredire. E questo allarma i ricercatori ortodossi. La loro conclusione generale è che, se tutti i veri stati spirituali sono oltre all'"ego", il che è abbastanza vero a prima vista, ogni descrizione che non è qualificata chiaramente confonde terribilmente. Per la maggior parte degli scrittori orientati psicanaliticamente, l'"ego" e venuto a significare - il processo di organizzare la psiche, - e a questo riguardo molti ricercatori adesso preferiscono il termine più generale "self" "sé". L'ego o il sé come principio che da unità alla mente è uno schema d'organizzazione cruciale e fondamentale. Cercare di andare oltre all'"ego" significherebbe quindi non la trascendenza, ma il disastro. E così i teorici ortodossi sono profondamente perplessi su ciò che può significare "oltre all'ego" e su chi possa desiderare tale stato. Fino dove giunge questa definizione anche loro hanno delle buone ragioni. Ci ritorneremo tra un momento. Nella filosofia in generale la distinzione è fatta tra l'"io" empirico che è il se sino al punto in cui può essere un oggetto della consapevolezza e dell'introspezione ed il "Puro Ego" (Ego trascendentale, Kant, Fichte, Husserl) che è pura soggettività (o il "sé che osserva", il "testimone") che non può mai essere osservato come oggetto. A questo riguardo il Puro "ego" il puro Sé, è virtualmente identico a ciò che gli Indù chiamano Atman (o il puro testimone che non può a sua volta aver testimoni, il puro osservatore che non è mai oggetto e contiene tutti gli oggetti in se stesso). Più oltre per certi filosofi come Fichte questo puro "ego" è Uno con lo Spirito Assoluto, che è precisamente la formula Indù Atman = Barman. Udire che lo spirito descritto come puro ego confonde completamente quelli della New Age che sono generalmente inconsapevoli dell'uso storico del termine, e per chi vuole che "ego" significhi solamente il demonio, anche se loro di cuore abbracciano l'identica nozione (Atman = Barman). Sono egualmente confusi quando qualcuno come Jack Engler, un teorico che studia l'interfaccia tra psichiatria e meditazione, afferma che la meditazione aumenta la forza dell'io (cosa che certamente fa perché la forza dell'io nel senso psichiatrico significa "capacità d'osservazione distaccata"), ma poiché quelli della New Age pensano che meditazione significhi oltre all'"ego" per loro ogni cosa che rafforza l'ego è semplicemente il diavolo e così la confusione si diffonde. "Ego" e il corrispondente latino di "io".Freud per esempio non usò la parola "ego", ma la parola tedesca "das Ich", o "l'io" che Stracy sfortunatamente tradusse in ego. Si mise in contrasto con l'io con l'oggetto (ciò, it) che Freud chiamò "Es" che in tedesco sta per "ciò" e che ancora infelicemente fu tradotto in latino con Id, un termine che Freud non usò mai. Infatti il grande libro di Freud "l'ego e l'Id" era in realtà l'"Io" e il "es" (it).
Il punto di Freud era che la maggior parte della gente abbia un senso dell'io o di se stessa, ma che qualche volta, parti del loro stesso sé appaiono, estranee, alienate e separate da loro stessi, appaiono cioè esterne, per togliersi in questo modo la responsabilità per i propri stati (si dice: "L'ansia mi disturba", "il desiderio di mangiare è più forte di me" e così via).Quando parti dell'io sono divise e represse, esse appaiono come sintomi o come oggetti su cui non abbiamo controllo. Il fine basilare della terapia di Freud era quindi riunire l'io e l'es e così guarire la divisione tra di loro. La sua più famosa frase riguardo al goal della terapia era "dov'era l'id ci sarà l'io" che attualmente potremmo mettere dove era l'oggetto (id) ci sarà l'io.
Che uno sia freudiano o meno, questa è ancora la più accurata e succinta sintesi di tutte le forme di psicoterapia dello svelamento. E indica semplicemente un'espansione dell'io all'interno di una più alta e ampia identità che integra processi precedentemente alienati.
Il termine ego può ovviamente essere usato in un gran numero di situazioni assai differenti, dalle più ampie alle più ristrette ed è necessario specificare di nuovo quale uso si intenda farne o altrimenti nasceranno interminabili discussioni che sono generate soltanto da una scelta semantica arbitraria.
Nel senso più ampio del termine "ego" significa "sé" o soggetto, e così quando Piaget parla delle prime fasi di sviluppo come "egocentriche" non indica che un "sé" o "ego" forte chiaramente differenziato, da una parte rispetto al mondo, egli vuol significare invece proprio l'opposto che il sé non è differenziato dal mondo, non c'è un io forte e così il mondo è trattato come un'estensione del sé "egocentricamente".
Solo con l'emergere di un io forte e differenziato, (cosa che accade tra il 3 e 5 fulcro che culmina nel formale-operativo o da prospettive razionali) e solo con l'emergere dell'ego maturo che l'egocentrismo scompare. Le fasi pregoiche sono le più egocentriche. In effetti è soltanto al livello del pensiero formale operativo (come vedremo fra poco) che un "ego" forte e differenziato emerge dal contesto in cui si trovava "fuso" in impulsi fisici del corpo, da ruoli sociali imposti dall'esterno; e questo di certo ciò a cui si riferisce Habermas come identità dell'"ego": un completamente individuato e separato senso del sé. Per ripetere: l'"ego" così com'è usato dalla psicanalisi, Piaget, Habermas ed altri, è meno egocentrico dei suoi pregoici predecessori. Userò il termine in questo senso ristretto simile a Freud, Piaget, Habermas, e altri un razionale ed individuato senso di sé differenziato dal mondo esterno, (dai ruoli sociali e dal Superego) e dalla sua natura interiore (Id).In questo senso ci sono reami pregoici particolarmente gli arcaici e magici, dove il sé è poco differenziato dal mondo interno ed esterno e ci sono soltanto degli "ego-nuclei" come la mette la psicanalisi. Questi reami pregoici, per ripetere, sono i più egocentrici, perché il bambino non ha un forte ego egli pensa che il mondo senta quello che lui sente, voglia ciò che lui vuole, e che accetti ogni suo desiderio non separa il suo sé dagli altri e così li tratta come un'estensione di sé.
L'"ego" incomincia più stabilmente ad emergere come persona nella fase mitica, come ruolo e finalmente emerge nello stato formale operativo, come un sé differenziato dall'ambiente pur nei suoi vari (ruoli - personae). Più alti sviluppi in più reami spirituali sono quindi definiti transegoici con la chiara comprensione che l'ego è stato negato (trasceso), ma anche preservato (come un funzionale sé agente nella realtà convenzionale).In questi alti stati io mi riferisco al Sé e non al puro "ego" perché questo confonde tutti, ma spiegherò in dettaglio procedendo. Questi tre grandi reami sono anche definiti in termini generali come subconsci (preegoico) consci (egoico) e superconscio (transegoico); o come prepersonale, personale e transpersonale, o come prerazionale, razionale e transrazionale. Il fatto è che ad ognuno di questi livelli c'è una diminuzione d'egocentrismo man mano che uno si avvicina al puro Sé. Il massimo d'egocentrismo, come Piaget ha dimostrato, si manifesta nelle dissociazioni primarie o fisiche dove l'identità di sé è fisiocentrica (perché l'intero mondo materiale è assorbito nel senso del sé e non può essere considerato a parte da questa sensazione di sé). Questa fase autistica arcaica non è "uno con il mondo in gioia e beatitudine" come tanti romantici pensano, ma l'ingoiare il mondo in sé, il bambino è tutta bocca ed ogni altra cosa è soltanto cibo. Come l'identità si sposta dal livello fisocentrico al livello biocentrico o egocentrico (fulcro due) c'è un diminuire del puro autismo e del "solo io!" ma un fiorire di narcisismo o di egocentrismo emozionale, che Mahaler descrive anche come "vetta del narcisismo!" o altri anche "il mondo è l'ostrica delle grandiose fantasie onnipotenti dell'infanzia. L'emergere della mente concettuale operativa e un diminuire di questo egocentrismo emozionale, ma persiste un fulcro di magia egocentrica e geocentrica: il mondo esiste centrato sugli umani. L'emergere della mente concettuale operativa (fulcro 4) è il diminuire di questa visione magica egocentrica dove il sé è centrale al cosmo, ed è sostituita dall'etnocentrismo dove il proprio particolare gruppo, cultura, o razza è suprema. Allo stesso tempo questo permette l"inizio di quello che Piaget chiama il decentramento, stato in cui uno può decentrare o spostarsi da un lato tra l'egocentrismo della mente primitiva e prendere il ruolo di altro. E questo viene con l'offerta d