La Nuova Visione del Mondo
L'OPERA DI KEN WILBER E LA CULTURA INTEGRALE
vedi sommario in Wilber e INTEGRAL
La nascita di Venere
Celestinian Center -Alba Magica (Rivista di approfondimento spirituale e scientifico della Nuova Era)
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In questa pagina
1] La Nuova Era Integrale Avanguardia Evolutiva e Sistema Operativo Integrale
di Ken Wilber
(Stralcio A: dal Libro "Kosmic Karma" di prossima pubblicazione) Libera traduzione dall'inglese di Giovanna Visini dal sito www.wilber.shambala.com
2] Femminismo Integrale di Ken Wilber Da
The Eye of Spirit" Libera traduzione dall'inglese
di Giovanna Visini
CULTURA INTEGRALE vedi anche PRATICA E CULTURA INTEGRALE e i Corsi di Pratica Trasformativa Integrale [PTI] (Corsi di PTI in Italia e Svizzera) -Trascendenza Evolutiva ; CREATIVICULTURALI ; IntegralCulture ; http://wilber.shambhala.com ; pagina di riferimento per--> Wilber
per maggiori informazioni-->documenti o andare direttamente al sito dell'Integral Institute sopra linkato ; vedi anche CREATIVICULTURALI
Questo sito raccoglie scritti di Ken Wilber, scritti riassuntivi sul pensiero di Wilber, scritti di altri autori sulla linea di una cultura integrale e creativi culturali, riferimenti a siti e ad attività PRATICHE - le parole e frasi sottolineati sono link clikkando sui quali andrai direttamente sui siti che riportano i riferimenti citati
su Wilber e l'Integral Institute vedi anche documenti
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1
La Nuova Era Integrale
Avanguardia Evolutiva e Sistema
Operativo Integrale
di Ken Wilber
Dott.ssa Giovanna Visini -A.R.A.T.- Associazione Rebirthing Transpersonale Cell. 338/2124389 - E-mail: giovannavisini@tiscali.it ; HTTP://www.rebirthing-milano.it
| Iniziamo questa presentazione col
notare, innanzi tutto, un triste dato di fatto: oggi
sentiamo molto parlare di Cultura Creativa e della
nuova ed elettrizzante nascita di una Cultura
Integrale una cultura olistica, integrata,
inclusiva e compassionevole che supera le visioni
tradizionali e moderne e inizia una trasformazione
postmoderna. In realtà, le ricerche psicologiche
provano, con dati incontrovertibili, che nel mondo
doggi meno del 2 per cento della popolazione si
trova a un livello di consapevolezza che possa essere
definito, anche solo vagamente, integrale
(dove integrale significa qualcosa di simile
a quegli stadi definiti da Gebser aprospettico
integrale, da Loevinger autonomo e integrato,
da Spiral Dynamics meme giallo e turchese, da Wade
autentico, da Arlin postformale, sé
centaurico e visione logica matura, ecc.). Gli
stessi dati suggeriscono, tuttavia, che una percentuale
molto alta di popolazione vicina al 25 per cento
si trova allo stadio di sviluppo immediatamente
precedente (che è lo stadio individualistico di
Loevinger, il meme verde di Spiral Dynamics, la
cultura creativa di Paul Ray, lo stadio affiliativo
di Wade, il relativistico di Sinnot, ecc.).
Inoltre, poiché gran parte di questa popolazione è
rimasta al livello del meme verde per alcuni decenni,
sembra che una percentuale elevata di essa forse
circa un terzo sia pronta ad avanzare verso il
successivo e più ampio stadio/onda di coscienza, e
questo significa spingersi fino a un livello di
consapevolezza veramente integrale. In
altri termini, quel modesto 2 per cento della popolazione
che oggi è integrale, potrà raggiungere molto presto il
5 o il 10 per cento, o anche più. Credo che, come per
ogni dispiegarsi evolutivo, cominciamo a trovare segni
evidenti di questa coscienza sempre più integrale,
particolarmente in quel gruppo di persone che si trova
allapice dellevoluzione, alla sua frontiera
estrema, allavanguardia (qualunque sia
lespressione che vogliamo usare) negli
ambienti accademici, nelle arti, nei movimenti sociali,
nelle guide intellettuali, nella spiritualità.
Teorie integrali- o tentativi in questo senso
stanno già cominciando a emergere in molti
settori accademici, e questo succederà ancora di più se
i teorici allavanguardia continueranno a liberarsi
dal giogo dellestremismo pluralistico postmoderno
(del meme verde) e inizieranno a trovare non solo ciò
che separa e rende diverse le culture, ma ciò che le
unisce e le accomuna. Non cè dubbio: attraverso
cammini diversi un numero crescente di persone avanza
verso la luce integrale
In
breve, sembra che davvero lavanguardia evolutiva
stia entrando in unera integrale (con
importanti parti della cultura al seguito). Questa
è esattamente la ragione per cui Jeffrey Alexander, il
teorico sociale più influente e dotato dAmerica
(fratello, inoltre, del defunto Skip Alexander, uno dei
più grandi teorici della coscienza di questo paese)
parla di tre movimenti principali nella teoria
sociale moderna: il funzionalismo, la microsociologia e
la sintesi. 1.
Il primo movimento, particolarmente in auge dopo la
Seconda Guerra Mondiale, è il funzionalismo-strutturale,
o semplicemente funzionalismo, che ha coinvolto
praticamente tutte le aree della psicologia e della
sociologia, e che ha trovato il suo esponente più
prestigioso in Talcott Parsons. Si tratta di un
ammirevole tentativo di trasferire la prospettiva della teoria
dei sistemi nelle scienze sociali, tentativo non
riuscito a causa della limitata adeguatezza della fisica
teorica e della biologia del tempo. Se si cerca di
trovare un parallelismo tra i sistemi naturali e i
sistemi sociali, e si concepiscono i primi come sistemi
regolati da criteri quali lequilibrio e
lomeostasi invece di vedere che essi
possiedono anche la capacità di auto-organizzarsi, con
una tendenza intrinseca verso livelli di ordine dal
caos allora si arriva a una teoria dei
sistemi sociali del tutto statica, una teoria che
può essere accusata (e di fatto lo sarebbe) di essere
una forma appena camuffata di conservatorismo politico.
La vostra teoria dei sistemi, sotto il travestimento,
sarebbe senza alcun dubbio Repubblicana. Sotto
molti aspetti, il funzionalismo classico era il prodotto
di una capacità di concettualizzare il cui centro di
gravità era ancora il livello cognitivo operativo
formale (meme arancione), che tende ad avere cognizione
dei livelli universali, ma solo nei loro aspetti più
statici e immutabili, non nelle loro modalità
dialettiche, caotiche e trasformative (che tendono a
essere colte più facilmente dalla cognizione
postformale).Tuttavia, le intuizioni e i contributi di
Parsons sono così profondi e di così ampia portata che
tutte le teorie odierne, per essere adeguate, cercano di
includere e trascendere Parsons (come fanno
Habermas, Luhmann, Alexander, Bailey, ecc.). Parsons, ad
esempio, ebbe la precisa intuizione della necessità di
includere in ogni teoria sociale i quattro quadranti, che
egli chiamò i quattro tipi generali di
sottosistemi: lorganismo (quadrante A/D), il
sistema sociale (quadrante B/D), il sistema culturale
(quadrante B/S) e la personalità (quadrante A/S).
Comunque sia, il funzionalismo classico era condannato a
scomparire nella sia forma originale e, soprattutto verso
la fine degli anni sessanta e gli inizi degli anni
settanta, cominciò a essere eclissato da una nuova
ondata di teorie sociali, quelle della microsociologia. 2.
Il meme verde cominciò a emergere e a diffondersi su
vasta scala, e iniziò a sostituire il meme arancione
nellavanguardia dellélite accademica.
Quindi, il modernismo delluniversalismo arancione
fece spazio al postmodernismo del pluralismo verde.
Mentre il primo era contraddistinto dalla visione che le
culture erano rette da sistemi universali statici, il
secondo era contraddistinto da relativismo,
multiculturalismo, studi sulla diversità e
inconciliabilità di tutti i tipi. Questo era, sotto
molti aspetti, il primo passo dal formalismo al
postformalismo, e il risultato fu lallontanamento
molto salutare dalle grandi teorie astratte, quadri
generali, metanarrative e formalismo universale per
andare nella direzione di unattenzione dettagliata
verso i particolari, le sfumature culturali e le
differenze importanti, con un accento particolare posto
sui settori marginalizzati e sulleterogeneità. La
sociologia del meme arancione fece posto alla sociologia
del meme verde, e iniziò lera della
microsociologia. Tre
decenni di microsociologia ci hanno mostrato tutta la
forza e la debolezza di questapproccio alle teorie
sociali. Verso la metà degli anni 90, la debolezza
divenne sempre più evidente e insormontabile, e la
microsociologia fu sostituita nell'avanguardia accademica
da pressanti tentativi di trovare uninterpretazione
integrale che incorporasse gli importanti contributi
delle teorie precedenti, includendo il funzionalismo e la
microsociologia. Come sottolinea Alexander, la teoria
sociale è entrata nella sua terza fase emergente, così
che non è sorprendente se i teorici contemporanei
siano ritornati al progetto di una sintesi 1 3.
Arriviamo a oggi: un progetto di sintesi, un
era integrale che, solo da pochi anni, emerge nel
punto più alto dello sviluppo evolutivo. Come
movimento più ampio (che si è esteso negli ultimi
decenni al di là del piccolo manipolo di pionieri della
coscienza) sta iniziando davvero soltanto ora,
allalba del nuovo millennio. E ciò che questo
movimento più ampio probabilmente rappresenta è la
trasformazione dal meme verde al meme giallo,
dallintraculturale al transculturale, dal
pluralismo etnocentrico allintegralità globale,
dal relativismo allolismo. I grandi
panorami dei sistemi universali del
meme arancione escludevano rozzamente ogni appropriata
sensibilità verso la diversità culturale, verso
lintersoggettività che costruisce il mondo, verso
lattività cognitiva che non è solo
rappresentazione della realtà, ma parte integrante di
essa, e verso lirriducibile eterogeneità di molti
sistemi; mentre i grandi panorami post-meme verde, che
stanno emergendo allalba dellera della
sintesi, includono esplicitamente (e costruiscono su) i
contributi della microsociologia, ma senza perdersi per
strada come il meme verde che era così accanitamente
concentrato sugli alberi da negare lesistenza delle
foreste. Unera
integrale emerge nel punto più alto dello sviluppo
evolutivo, un ampio panorama che abbraccia molte foreste,
unera di sintesi che sorge dalle rovine del
pluralismo naufragato. Questera integrale è uno
dei temi centrali trattati in queste pagine. Parte
I. Karma
kosmico: perché il presente somiglia un po al
passato? Momento
dopo momento, luniverso si tiene insieme in
ununità coerente. In qualche modo, luniverso
di questo momento e luniverso del momento
precedente sono, nello stesso tempo, simili e differenti:
simili, perché il momento presente somiglia, sotto molti
aspetti, al momento precedente; differenti, perché nel
momento presente cè qualcosa di significativamente
nuovo. Più ci pensate, più vi sembra misterioso
Leredità
del passato è uno degli argomenti centrali della nostra
trattazione, poiché risulta essere un tema chiave in
quasi tutti gli ambiti della ricerca umana. Ed è, forse,
anche la questione cruciale con cui si sono confrontate
da sempre tutte le tradizioni spirituali. Le
antiche tradizioni spirituali dallo sciamanismo,
al Neoplatonismo, al misticismo cristiano, al Buddismo -
sostengono che, oltre alla dimensione fisica, ci sono
dimensioni o livelli più elevati di realtà, e questi
livelli più elevati, in un certo senso, esistono già
(per esempio, come le forme di Platone, le idee di
Hegel, i depositi involutivi di Aurobindo, gli archetipi
di tutti i tipi, o come i mondi inferiori e superiori
dello sciamanismo). Secondo Aurobindo, tutti i livelli
più elevati di realtà sono depositati nei livelli più
bassi dallinvoluzione e quindi preesistono
realmente, quindi questi livelli più alti si dispiegano
e si manifestano durante levoluzione (in questo
modo levoluzione non è altro che il dispiegarsi di
ciò che linvoluzione ha ripiegato o depositato).
Ma tutte le correnti di pensiero moderno e postmoderno
negano che ci siano dimensioni più elevate o,
più generalmente, negano assolutamente che ci siano
realtà preesistenti di qualsivoglia genere (incluso
qualsiasi tipo di struttura ontologica preesistente: la
modernità nega strutture più elevate, la postmodernità
nega che esistano strutture tout court: in entrambi i
casi, la spiritualità è liquidata). Le tradizioni
spirituali insistono che la salvezza è, in un certo
senso, una riscoperta di una realtà preesistente. La
postmodernità insiste che niente è scoperto, tutto è
costruito. Tutta la battaglia tra gli antichi
e i moderni simpernia su questa questione centrale:
ci sono livelli o dimensioni della realtà
ontologicamente preesistenti? Non ci
sarà mai una spiritualità che possa ottenere il
riconoscimento e il rispetto da parte del mondo moderno e
postmoderno, senza che si riesca a conciliare queste due
pretese contraddittorie. Ciò di cui abbiamo bisogno, per
dirla senza mezzi termini, è un modo per convalidare
tutte le affermazioni essenziali della visione del mondo
spirituale dal satori o dalla salvezza visti come
un ritorno a casa, fino allesistenza
delle onde o livelli di coscienza però senza
postulare realtà preesistenti ontologicamente. Se non
riusciamo a fare questo, allora la spiritualità è morta
nel mondo moderno e postmoderno della dignità
intellettuale. Iniziamo
questo tentativo di una ricostruzione postmetafisica
delle tradizioni spirituali dalla prosaica questione
delleredità del passato
Il
Karma Kosmico in Quattro Dimensioni Leredità
del passato: sembra che tutti gli oloni, in una certa
misura, siano influenzati dagli oloni che sono venuti
prima di loro. (Un olone è un
tutto/parte, o un tutto che è anche una
parte di altri tutto: un tutto-atomo è una
parte di un tutto-molecola, che è una parte di un
tutto-cellula, che è una parte di un tutto-organismo,
ecc. Il Kosmo è fondamentalmente composta di oloni, in
tutte le direzioni verso lalto e verso il basso. E
sembra che tutti gli oloni ereditino qualche tipo di
passato
) Luniverso di questo momento è, in
un certo qual modo, diverso dalluniverso del
momento precedente, ma condivide con questultimo
anche alcune somiglianze, sì? In
altri termini, questo momento presente è in qualche modo
simile e nello stesso tempo differente dal momento
precedente. Questa questione, la relazione del presente
con il passato risulta cruciale, perché coinvolge tutti
gli aspetti della nostra vita (psicologica, sociologica e
spirituale). Sembra che il passato-e-presente costituisca
uneredità-con-novità per dirla con parole
diverse, il momento presente è una mescolanza misteriosa
di karma e creatività. Questo karma-e-creatività
sembra essere la vera matrice della nostra realtà
momento-per-momento, e come noi concettualizziamo questa
matrice sarà, allora, un ingrediente fondamentale della
nostra auto-comprensione. Affrontiamo
prima il tema specifico del karma, o leredità
del passato. Per cominciare, assumiamo semplicemente
che il momento presente erediti qualcosa dal passato, e
tentiamo di delineare alcune delle modalità in cui
avviene questeredità, così da mostrare quali
possano esserne le implicazioni. Questeredità
è quasi certamente una faccenda che coinvolge i quattro
quadranti, cioè le quattro dimensioni degli oloni
lasciano in eredità al futuro il loro presente che
diventa passato. I quattro quadranti sono quattro
modalità fondamentali che, tra le varie esistenti,
possiamo utilizzare per decifrare ogni avvenimento:
dallinterno o dallesterno, in forma singolare
o plurale. In questo modo abbiamo linterno e
lesterno dellolone individuale e collettivo.
Le quattro prospettive non sono pure convenzioni
arbitrarie. Si tratta, invece, di dimensioni talmente
fondamentali che sono state incorporate nel
linguaggio come pronomi, nel corso naturale
dellevoluzione. Queste prospettive incorporate si
manifestano con i pronomi di prima, seconda e terza
persona. Quindi, linterno dellindividuo si
manifesta come io, linterno del
collettivo come tu/voi/noi, lesterno
dellindividuo come ciò/lui/lei,
lesterno del collettivo come loro/essi.
In breve: io, noi, ciò, essi. (Tecnicamente,
tu/voi è la seconda persona singolare e
plurale e noi è la prima persona plurale, ma
spesso io includo noi come parte della
dimensione del tu, perché per poter trattare
il tu come un tu e non come un
oggetto ciò, deve esserci
uninterazione orizzontale di comprensione reciproca
o noi. Quindi spesso utilizzo
tu/noi come una prospettiva generale di
seconda persona, così le quattro dimensioni di base
diventano io, noi, ciò, essi, o linterno e
lesterno dellolone individuale e
dellolone collettivo.) Queste
quattro prospettive, incorporate praticamente in tutte le
lingue, rappresentano le quattro dimensioni principale
dellessere-nel-mondo. Ce ne possono essere
altre, ma queste quattro sono particolarmente
fondamentali. (Per una descrizione dettagliata dei
quattro quadranti, vedi A Brief History of Everything.) Lidea è, allora, che leredità del passato possa essere osservata da tutte quattro le prospettive o nelle quattro dimensioni dellessere-nel-mondo e che ognuna ci mostri qualcosa di importante dellequazione totale. Molti teorici hanno proposto valide spiegazioni di queste dimensioni e del tipo di eredità karmica che esse lasciano, ma noi vogliamo includerle tutte in una trattazione più integrale. Alcuni di questi tipi di eredità sono presentati nello Schema 1, LEredità del Passato nei Quattro Quadranti:
Schema 1. LEredità del
Passato nei Quattro Quadranti
Per
esempio, Whitehead ha proposto la spiegazione,
ormai classica, di come le dimensioni interne degli oloni
individuali siano trasmesse come eredità futura: in
particolare, il concetto di prensione (o
unificazione del processo prensivo).[Il filosofo e
matematico inglese, A. N. Whitehead,
utilizza una terminologia particolare: gli enti o cose,
oggetti della percezione, di cui il cosmo è costituito,
sono chiamati occasioni attualio reali; la
percezione è detta prensione; il modo in cui
loccasione percepisce, afferra (prehends), il mondo
è detto sentimento (feeling). N.d.T.] Ogni occasione
attuale ogni momento presente quando viene
in essere fa due cose allo stesso tempo: in primo luogo,
percepisce (o sente esperenzialmente) loccasione
immediatamente precedente (cioè, il momento presente
entra in contatto, percepisce, sente immediatamente il
momento che precede), così che il soggetto di questo
momento diventa loggetto del soggetto del momento
successivo. Questo significa che il momento presente è,
in parte, determinato dalla natura dei suoi
predecessori: esso accoglie un passato ereditato come
parte del suo sentimento di questo momento, una
sensibilità che è allora lunificazione del
processo prensivo, cioè lunificazione di tutti
i sentimenti ancestrali. Questeredità è la base
di un tipo di causalità esercitata dal passato
sul presente (cioè, uneredità causale degli
oggetti passati che una volta erano soggetti presenti, o
sentimento dei sentimenti (sensibilità presente delle
sensibilità passate). In secondo luogo, secondo
Whitehead, il momento presente aggiunge il suo
momento di novità creativa o emergenza
sente, in una certa misura, qualcosa di completamente
nuovo quindi, esso trascende il
passato. Ogni
momento, allora, trascende e include i suoi predecessori,
ereditando una storia di sentimenti (feelings)
cioè, di oggetti che erano prima soggetti
ma, anche, aggiungendo una novità creativa che non
esisteva nel passato ma una novità creativa che,
poi, diventa essa stessa parte dei sentimenti ereditati e
trasmessi al futuro che, di nuovo, trascenderà e
includerà questeredità. Con
alcune poche precisazioni, sono profondamente
daccordo con questa visione generale della natura
dellesistenza momento-per-momento di Whitehead.
Egli, infatti, ha scoperto che, innegabilmente, la natura
profonda del Kosmo è olarchica: ogni momento
trascende e include i suoi predecessori, la precisa
definizione di olarchia. Ma noi
aggiungiamo un altro aspetto fondamentale: questa
faccenda coinvolge i quattro quadranti, in tutte le
direzioni verso il basso (vale a dire, ciò che precede),
una visione che chiamiamo quadratica. Cioè, ogni
olone o occasione attuale ha le dimensioni: soggettiva
(io), intersoggettiva (noi), oggettiva (ciò) e
interoggettiva (essi) i quattro quadranti.
Whitehead descrive in modo brillante la manifestazione
momento-per-momento nelle dimensioni soggettiva e (in
certa misura) intersoggettiva. Ma noi aggiungeremo
leredità non prensiva nelle dimensioni oggettiva e
interoggettiva, oltre a irrobustire la sfera
intersoggettiva con aspetti che non troviamo in
Whitehead. David Ray Griffin, il più competente
interprete di Whitehead, suggerisce che lapproccio
del filosofo inglese possa essere definito dialogico
parziale e lapproccio quadratico dialogico
completo, e questa mi sembra una definizione corretta
(Vedi: Do Critics Misrepresent My Position? Appendix A
My Criticism of Whitehead as True but Partial: The
Move from an Incomplete Dialogical View to an
Integral/Quadratic Formulation, sul sito
wilber.shambala.com). In
ogni caso, il punto da ritenere è che Whitehead è stato
il primo a riconoscere le caratteristiche generali della
natura microgenetica olarchica dellesistenza
momento-per-momento, quindi è con piacere che ci
proclamiamo seguaci del suo pensiero per quel che
riguarda questa dimensione. Per le
sfere oggettive e interoggettive, tuttavia,
dobbiamo rivolgerci a Rupert Sheldrake e ai suoi
concetti di risonanza morfica e causazione formativa. Il
lavoro di Sheldrake, come vedremo, è una delle molte
teorie esplicative che concernono puramente i quadranti
di Destra, ma è stato giustamente molto apprezzato per
aver chiarito con una teoria elegante alcune importanti
questioni implicate nelleredità delle forme
oggettive e interoggettive. E importante, però,
considerare che le nostre posizioni circa leredità
nei quadranti di destra possono essere sostenute senza
fare riferimento al lavoro di Sheldrake. Molti tipi di
eredità in quei quadranti sono faccende semplici e
banali che coinvolgono, per esempio, lautopoiesis
biologica e sociologica, la riproduzione del DNA, il
mantenimento dei sistemi, gli attrattori caotici e
strani, le forme istituzionali e i modi di produzione,
ecc. non sono questioni molto complicate, almeno
se comparate ad alcune idee di Sheldrake. Ma Sheldrake ha
chiarito alcuni degli aspetti più esoterici della
causazione formativa, quindi useremo i suoi esempi per
mostrare alcuni degli innumerevoli tipi di eredità nei
quadranti di Destra. Esamineremo,
poi, le varie teorie delleredità o teorie
su come il passato influenzi il presente (vedi lo schema
1). Poiché nellEra della Sintesi non vogliamo
lasciar fuori dalla nostra visione integrale nessuna
valida prospettiva o nessuna dimensione, cercheremo di
costruire un quadro dinsieme che le includa tutte.
Questo ci permetterà di cominciare a delineare
leredità del passato nei quattro quadranti, o una
descrizione quadratica del karma kosmico. Un
breve sommario di ciò che troveremo è che ogni olone
sembra relazionarsi con i suoi predecessori come segue: 1.
Nel quadrante Alto/Sinistra. Ogni olone è ununificazione
prensiva di tutti i suoi predecessori un
soggetto di esperienza che, quando viene in essere,
percepisce il soggetto precedente come oggetto del nuovo
soggetto: cioè, esso sente linteriorità
dei suoi predecessori, è un sentimento di sentimenti,
quindi eredita e, in certa misura, è determinato
da il sentimento/consapevolezza del suo momento
immediatamente precedente di sentimento/consapevolezza
(che una volta aveva sentito anchesso i suoi
predecessori, ecc.). Questo è definito nel freddo
linguaggio filosofico unificazione prensiva,
ma quello che significa, in realtà, è che io sento i
sentimenti (percezioni) del momento che mi precede, che
ha sentito i sentimenti del suo momento precedente,
quindi quello di cui faccio esperienza ora è il
riepilogo dei sentimenti dellintera storia del
Kosmo nella sua dimensione soggettiva (una microgenesi
che ricapitola la cosmogenesi). Questa
prensione presente delle prensioni passate costituisce un
tipo di causalità inevitabile esercitata dal
passato sul presente (questa era, ovviamente, la risposta
di Whitehead a Hume). Se voi (o qualsiasi olone) potete
sentire questo momento, e poi sentire questo momento, vi
è allora un grado di continuità (e quindi un grado
di causalità) del momento precedente su questo
momento, poiché il momento precedente è ora una parte
della totalità di questo momento (cioè, la
totalità di un momento diventa parte della totalità del
momento successivo, e questo spiega perché
lesistenza momento per momento è unolarchia
di oloni ecco cosè lunificazione
prensiva: ogni momento è un olone che trascende e
include i suoi predecessori). Laspetto
include porta inevitabilmente nel momento
presente uninfluenza causale sentita
proveniente dal passato. Per dirla più semplicemente, il
fatto che io possa sentire il momento precedente
significa che, in qualche misura, sono influenzato dal
momento precedente il presente è influenzato dal
passato perché può sentirlo. Questo è
karma, vero? O certamente ne fa parte: in questo caso,
linfluenza dei sentimenti di ieri sui sentimenti di
oggi. Questeredità non può essere, di fatto,
negata in un modo che sia logicamente coerente. (Hume
pensava di aver demolito tutte le sequenze induttive di
questo tipo, ma ciò che è riuscito a demolire, in
realtà, è soltanto qualsiasi tentativo di provare che i
modelli di domani saranno gli stessi di oggi; non ha
potuto confutare la tesi che i modelli di oggi sono
simili a quelli di ieri. Di fatto, Hume ha flirtato con
la nozione che la causalità fosse qualcosa di simile a
unabitudine, ma è stato Charles Peirce che,
per primo, ha mostrato che ciò che chiamiamo leggi della
natura sono in realtà abitudini della natura, ma
su questo torneremo tra breve.) Non sono,
però, puramente determinato dal mio karma; posso
anche, in una certa misura, trascendere il passato
attraverso la mia creatività: soltanto così un
certo grado di libertà diventa possibile. Non vi è
soltanto leredità del passato, vi è, in ogni
momento, una scintilla di novità, qualcosa di emergente,
qualcosa che non è mai sorto prima.
Lincremento creativo verso la novità,
nella terminologia di Whitehead il quale si rese
conto che questa era una caratteristica intrinseca e
inevitabile del Kosmo, in tutte le direzioni verso il
basso. (Creatività, per Whitehead, è, naturalmente, una
scintilla dello Spirito presente in tutte le occasioni
attuali.) Quindi, ereditiamo il passato o
lo includiamo e abbracciamo nei nostri sentimenti (e
siamo, in una certa misura, modellati e influenzati dal
passato), ma, nello stesso tempo, andiamo oltre il
passato, grazie allintrinseca capacità di
questo momento di aggiungere il nuovo, la trascendenza e
un po di libertà. Leredità-e-trascendenza
soggettiva o prensiva è stata una delle grandi scoperte
di Whitehead. Incidentalmente,
lanalisi che Whitehead fa delle micro-strutture di
tutte le occasioni soggettive (cioè, il soggetto di un
momento che diventa oggetto del soggetto del momento
successivo; o il sentimento di sentimenti) spiega
perché troviamo lo stesso modello generale su scala
macro: vale a dire che lo sviluppo psicologico è
contraddistinto da un modello predominante: il soggetto
di uno stadio di sviluppo diventa oggetto del soggetto
dello stadio successivo di sviluppo. Whitehead, come ho
spiegato, ci ha dato lanalisi infrastrutturale del
perché questo dispiegarsi olarchico sia universale e
intrinseco al tessuto stesso del Kosmo. 2.
Nel quadrante Basso/Sinistra. Progredendo un
po oltre Whitehead, vediamo che ogni
soggettività esiste immersa in un mare di
intersoggettività, e anche questo mare, ha la sua
influenza karmica. Gli oloni individuali e gli oloni
collettivi sentono (afferrano) il loro passato. Essi
sono influenzati entrambi dal loro passato, e poi, in una
certa misura, lo trascendono. Trascendono-e-includono i
loro sentimenti passati e i loro valori condivisi
attraverso momenti di emergenza creativa. In breve, le
culture hanno memorie. 2 Questo retroterra
culturale il quadrante Basso/Sinistra
è ereditato momento-per-momento dai soggetti che
emergono allinterno del suo orizzonte, non come
entità separata, ma come forma o modello del loro
emergere collettivo. Questo è quello che intendiamo
quando diciamo che gli oloni collettivi possono afferrare
il loro passato o quando, in una forma più
semplice, diciamo che ci sono memorie culturali e
sociali- ci sono modelli nelle cultura e nella
società che, in una certa misura, ripetono se stessi,
si tratta dellinfluenza prolungata sul presente di
un passato che era una volta presente e che, in una certa
misura, è conservato e trasmesso come abitudine kosmica.
3 Nel quadrante Basso/Sinistra ci riferiamo alle memorie
culturali, che sono retroterra di significati,
sentimenti collettivi e prensioni reciproche (o eredità
intersoggettive) riflessivi e pre-riflessivi; nel
quadrante Basso/Destra ci riferiamo alle memorie dei
sistemi o sociali, che sono modelli interoggettivi di
mantenimento dei sistemi o di riproduzione ecologica. La
spiegazione di come i modelli socioculturali si
riproducano è il compito di tutte le teorie sociali,
dallautopoiesis sociale alla sostenibilità
ecologica. Non
trascuriamo, tuttavia il fatto, che ogni olone è un
trascendi-e-includi: ogni olone che emerge
immerso in una particolare cultura può, in una certa
misura, trascendere quella cultura. Facendo riferimento
al retroterra culturale, i momenti cumulativi di novità
creativa nella sfera soggettiva possono alla fine
alterare la forma dellintersoggettività stessa
(diciamo che i quadranti emergono insieme o
tetra-evolvono, o si tetra-incastrano, o
tetra-interagiscono). Ma il punto da
ritenere, per ora, è che gli oloni culturali hanno un
passato, uneredità karmica, e
questeredità di intersoggettività (o eredità di
prensioni reciproche da parte dei membri di una cultura)
è una parte importante del karma kosmico. Quando Bourdieu
scrive a proposito dellhabitus della
cultura; quando Heidegger propone
uninterpretazione della cultura come storicità costitutiva
dellEssere; quando Gebser delinea i
principali schemi di interpretazione (magico, mitico,
mentale, integrale) ereditati dalle varie culture nel
corso del tempo; quando Gadamer individua il
significato indiscutibile della solidarietà nel
costituirsi della comprensione reciproca in tutti
questi casi, è leredità culturale ciò di
cui si parla i sentimenti collettivi (o prensioni
reciproche) del quadrante Basso/Sinistra, conservati e
trasmessi come abitudini kosmiche che influenzano tutti
gli individui che emergono in quelle culture. Ritorneremo
su questidea fondamentale del retroterra
culturale e la sua eredità (e trascendenza)
nel corso di questa presentazione. Questo tema è
così importante, specialmente al fine di includere il
momento postmoderno nella nostra visione integrale
che a esso dedicheremo unintera sezione (lExcerpt
B sul sito www.wilber.shambala.com).
Ma prima terminiamo il nostro rapido esame e vediamo come
opera leredità negli altri quadranti. 3 e
4. Leredità nei quadranti Alto/Destra e
Basso/Destra Questa
è una breve presentazione delleredità soggettiva
e intersoggettiva, i modi in cui le dimensioni
sentite del Kosmo si riproducono momento-per-momento,
mentre, tuttavia, permettono unemergenza creativa
(che poi diventa essa stessa parte delleredità che
i futuri oloni trascenderanno e includeranno). Ogni
olone, però, ha anche dimensioni oggettive e interoggettive;
vale a dire, correlati oggettivi delle prensioni
individuali e culturali. Una visione di
questeredità delle realtà esteriori è quella
offerta da Rupert Sheldrake. Brevemente, riformuliamo la
teoria generale di Sheldrake come segue. Ogni
olone quando considerato da una prospettiva
esteriore, di terza-persona (e non dalla
prospettiva della prensione in prima-persona del
quadrante A/S o delle prensioni reciproche in seconda-persona
del quadrante B/S) appare come ununità morfica con
un campo morfico. Lunità morfica si
riferisce al modello, struttura o forma stabile
dellolone; il campo morfico si riferisce ai
vari campi che circondano lunità (sarà spiegato
più avanti). Sono daccordo con Sheldrake circa
questi due aspetti fondamentali, purché ci ricordiamo
che questi termini si riferiscono a un olone considerato
da una prospettiva di terza-persona singolare
cioè, soltanto considerando il quadrante Alto/Destra.
Ma, in quella dimensione, è corretto dire, come fa
Sheldrake, che i campi morfici sono associati con
gli oloni a tutti i livelli di complessità. E gli
oloni, sottolinea giustamente Sheldrake, sono
organizzati in gerarchie in cui ogni olone trascende e
include i precedenti, cioè olarchie. 4 Sheldrake
usa spesso lanalogia della corda che vibra: se
mettiamo due pianoforti uno vicino allaltro e su
uno dei due suoniamo il tasto che corrisponde al do, la
corda corrispondente comincerà a vibrare anche
nellaltro pianoforte. Le due corde che vibrano
allunisono rimandano a ciò che Sheldrake chiama risonanza
morfica, mentre la prima corda che causa la
vibrazione della seconda è analoga alla causazione
formativa (poiché la forma o modello della
prima corda causa o evoca la stessa forma o modello della
seconda corda). Lunità
morfica/campo morfico è, dunque, un aspetto di (o un
modo di considerare) la dimensione Alto/Destra di un
olone. Conseguentemente, mentre ogni olone afferra soggettivamente
i suoi sentimenti precedenti (A/S) e quindi
è, in parte, determinato dai suoi sentimenti passati
la forma esteriore dellolone (A/D)
risuona con le sue forme precedenti, e quindi la sua
forma presente è, in una certa misura, determinata dalle
forme passate della sua manifestazione propria: cioè,
risonanza morfica e causazione formativa che
operano in un individuo. Tra
laltro, ciò che appare nel quadrante A/S come
unificazione prensiva appare nel quadrante A/D come
causazione formativa individuale momento-per-momento. E
come la prensione soggettiva (A/S) è immersa in campi di
sentimenti intersoggettivi (B/S), così le forme
oggettive individuali (A/D) sono immersi in campi di
interoggettività (B/D) vale a dire, gli oloni
individuali e gli oloni sociali hanno entrambi campi
morfici (ed essi, tutti, tetra-emergono e
tetra-evolvono nello spazio AQAL) 5 Torneremo
tra un momento sulle forme collettive. Il campo
morfico è, talvolta, chiamato campo morfogenetico.
Morfogenetico significa modello di
sviluppo significa creazione o
sviluppo (genetico) strutturale o
formale (morfico). Campo morfogenetico
è un termine spesso usato in biologia (per es.
Waddington) per riferirsi ai modelli che governano lo
sviluppo delle forme o strutture biologiche, ma
quello che Sheldrake dice (e io sono daccordo) è
che tutti gli oloni (o unità morfiche) hanno campi
morfogenetici, e questa è la ragione per cui egli usa
indifferentemente i termini campo
morfogenetico e campo morfico. Quindi,
cosa intende Sheldrake con campo morfico (e la connessa
nozione di causazione strutturale o formativa)? Ecco un
classico esempio: come Sheldrake sottolinea, quando
emersero per la prima volta le molecole di proteine
avrebbero potuto ordinarsi in un numero qualsiasi di
forme equivalenti o modelli strutturali. Non ci sono
leggi fisiche conosciute che affermino che debba prodursi
una sola di queste molteplici forme. Ma quando un numero
sufficiente di molecole assume una determinata forma,
tutte le molecole successive, anche in spazi e tempi
differenti, assumeranno la medesima forma. Sheldrake
introduce la nozione di causazione strutturale o
formativa per spiegare questo dato empirico, che non può
essere spiegato da nessuna forza fisica conosciuta. Una
volta che una molecola (o un olone qualsiasi) si
organizza in un modello o in una forma, quella forma
sembra esercitare una sorta di influenza su tutte le
forme simili questa è la causazione formativa
esercitata da un campo morfico su campi morfici simili
(risonanza morfica). Sheldrake
dà molti esempi di campi morfogenetici che guidano lo
sviluppo successivo delle forme morfiche individuali.
Quando un compito difficile è eseguito in qualsiasi
parte del mondo dalla cristallizzazione di
molecole complesse, ai ratti che apprendono un
determinato percorso in un labirinto, alla creazione di
parole linguistiche lo stesso compito può, in
seguito, essere facilmente ripetuto in qualsiasi altra
parte del mondo (e questo è stato dimostrato ormai da
numerosi studi empirici). Si tratta dello stesso fenomeno
che abbiamo visto quando abbiamo trattato
lemergenza delle forme psicologiche: per esempio,
nellevoluzione storica, quando il meme rosso emerge
in un numero significativo di persone in qualsiasi parte
del mondo, comincia ad apparire più facilmente in altre
parti. Unemergenza difficile, nuova, creativa si è
strutturata divenendo unabitudine del Kosmo, ora
disponibile per gli oloni che seguono. E
già stato svolto un lavoro enorme sulleredità
delle forme. Per esempio, Brian Goodwin, in libri
notevolissimi come How the Leopard Gots Its Spots
e Signs of Life, ha dimostrato che molti
processi in natura sono attratti da dinamiche complesse
verso forme molto specifiche. Su più di 250.000 specie
di piante superiori, si possono trovare soltanto tre
modi basilari di distribuzione delle foglie sui rami. Le
strutture ossee di zampe, mani e pinne hanno forme simili
in tutti i vertebrati. In altri termini, soltanto certe
forme sono disponibili per gli oloni di una classe data,
e queste forme di base sono il prodotto
delleredità passata che, come abitudini kosmiche,
agiscono come attrattori dinamici (caotici, strani, ecc.)
che limitano strettamente i tipi di forme che possono
emergere nello spazio interoggettivo, anche se non vi è
assolutamente nulla nelle forme stesse che imponga queste
limitazioni. Ora,
Sheldrake afferma soltanto che questi modelli o forme
basiche sono ereditate. Dice che la struttura o forma
generale di una molecola è ereditata collettivamente,
non sta dicendo che sia ereditato ciò che questa
molecola fa concretamente. Vale a dire, la forma generale
dellolone è ereditato collettivamente, non
lazione o il contenuto di quella forma. Questo è
semplicemente lesemplificazione di un modello
largamente diffuso che troviamo spesso: in particolare,
molte caratteristiche profonde o basilari (in ognuno dei
quattro quadranti) sono ereditate collettivamente, ma non
lo sono le loro caratteristiche superficiali. 6 Come
vedremo, questo vuol dire che le caratteristiche profonde
o abitudini kosmiche delluniverso sono soltanto onde
di probabilità di trovare un particolare tipo di
evento in un particolare punto dello spaziotempo.
Torneremo su questo tema molto importante nella Parte II
che segue. Sebbene,
usiamo, a volte, il termine campo
morfogenetico per indicare qualsiasi caratteristica
profonda dei livelli/onde nei vari quadranti (sia interni
che esterni), bisogna ripetere che tecnicamente un campo
morfogenetico si riferisce a una descrizione esterna
degli oloni, non interna. Quando fate
lesperienza di realtà soggettive o
intersoggettive, non dite mai Sento un piacevole
campo morfogenetico. Le realtà attuali dei
quadranti di Sinistra sono desideri, sentimenti, impulsi,
immagini, percezioni, valori e comprensione reciproca,
sentiti direttamente ed espressi in prima-persona
(io) e seconda-persona (tu/noi).
Quando consideriamo quei fenomeni dallesterno,
da una prospettiva terza-persona (ciò,
essi) vediamo forme esteriori, unità morfiche,
campi morfogenetici, strutture profonde, sistemi sociali,
la rete ecologica della vita, ecc. E assolutamente
essenziale non confondere gli aspetti esterni (per es., i
campi morfici) con le realtà attuali interne
(sentimenti, prensioni, ecc.). Tutti questi aspetti hanno
un posto nello schema AQAL, ma nessuno di essi può
essere ridotto agli altri, o essere spiegato interamente
dagli altri. Nel
quadrante Basso/Destra vi sono vari campi collettivi e
sistemi o unità morfiche. Questi campi interoggettivi
sono i correlati dei sentimenti e valori intersoggettivi.
Cioè, se consideriamo lesistenza collettiva di
ogni olone dallesterno, da una prospettiva in
terza-persona, possiamo discernere varie forme,
strutture, sistemi, modelli di interazione e campi
morfogenetici collettivi; ma se guardiamo a quelle forme
collettive dal didentro, attraverso
unindagine collaborativa e un dialogo partecipativo
in seconda-persona, non troviamo strutture, campi,
sistemi, ma sentimenti reciproci, valori condivisi,
vivide esperienze vissute, ecc., che possono essere tutti
descritti adeguatamente soltanto in prima e
seconda-persona (vedi sotto: la metodologia quadratica, o
il pluralismo metodologico integrale). Ma
continuiamo con la nostra trattazione delle dimensioni
oggettive e interoggettive (che sono le sole
adeguatamente esplorate dalle teorie di Sheldrake). Come
tutti i modelli profondi che troviamo nei quadranti,
questi campi interoggettivi sono emersi originariamente,
in una certa misura, come novità creative, ma ora sono
forme ereditate che devono essere incluse (anche se
trascese), forme, quindi, che guidano i tipi di
modelli esterni che possono emergere sotto la loro
influenza (così come i contesti intersoggettivi
modellano i tipi di soggettività che possono
tetra-evolvere all'interno dei loro confini). Questo
è ciò che abbiamo: nel quadrante Alto/Destra, vi sono
varie unità morfiche (con i loro campi morfici
associati) come quark, atomi, molecole, cellule,
organismi, ecc.). Sono considerati in quanto oloni
individuali visti dal di fuori, in una prospettiva di
terza-persona. In altri termini, queste unità morfiche
sono strutture oggettive o forme esteriori di quei
sentimenti soggettivi o prensioni
dellolone, che possono essere visti o sentiti,
invece, soltanto dallinterno (il quadrante
Alto/Sinistra). Quindi, la forma esteriore è
latomo, linteriorità è la prensione; la
forma esteriore è la cellula, linteriorità è
lirritabilità; la forma esteriore è la pianta,
linteriorità è la sensazione; la forma esteriore
è un animale con la rete neurale, linteriorità è
la percezione; la forma esteriore è un animale con il
tronco encefalico, linteriorità è limpulso;
la forma esteriore è un animale con il sistema limbico,
linteriorità è lemozione, ecc. I sentimenti
interiori sono ereditati via lunificazione
prensiva, le forme esteriori via la risonanza morfica e
la causazione formativa (e altre modalità). Per di
più, queste realtà interiori ed esteriori sono sia
individuali sia collettive. In breve, ci sono prensioni
individuali (A/S) e prensioni collettive (B/S), come
campi morfogenetici individuali (A/D) e campi
morfogenetici collettivi (B/D). Quello
che Shelfrake ci offre è una splendida descrizione
delleredità delle strutture o forme nei quadranti
di Destra. Vale a dire, la causazione formativa si
riferisce alleredità di varie strutture o forme
che, emerse originariamente, in parte, come novità
creativa, sono diventate ora abitudini kosmiche ereditate
dalle forme successive ed esse sono esattamente i correlati
oggettivi delleredità soggettiva delle
prensioni di Whitehead. In altri
termini, i quattro quadranti ereditano tutti il loro
passato, poi aggiungono un momento di creatività che
trascende, in una certa misura, il passato. Appare,
allora, chiaro che tutti gli oloni hanno uneredità
o residuo karmico quadri-dimensionale, che forma
linevitabile piattaforma da cui qualsiasi momento
presente deve essere lanciato. Il modello AQAL precedente
può essere trasceso in una certa misura, ma deve
anche essere incluso, altrimenti il presente soffre
una dissociazione e repressione del suo ieri. La tipica
visione postmoderna per cui la storia è una mera serie
di rotture complete senza continuità, può essere vista,
in realtà, come la descrizione che il postmodernismo fa
della sua stessa patologia dissociativa. Comunque sia, il
postmodernismo, in generale, trascura le brillanti
intuizioni di Whitehead circa ciò che deve succedere
affinché questo momento possa passare al successivo. Non
ci sono solo rotture, ma inclusioni-con-qualche-rottura,
e laspetto inclusione costruisce
unolarchia in questo e in qualsiasi momento.
Sheldrake, in ogni caso, non ignora questimportante
inclusione o eredità del passato, e cerca di spiegare
alcune delle sue forme oggettive o caratteristiche
profonde.
Riassunto
della Parte I Abbiamo
concluso unintroduzione molto sommaria a quattro
delle molteplici dimensioni basilari dellessere-nel-mondo
il quadrante Alto/Sinistra: soggettivo (intenzionalità;
prima persona singolare); il quadrante Alto/Destra: oggettivo
(comportamento; terza persona singolare); il
quadrante Basso/Sinistra: intersoggettivo (cultura;
seconda persona e prima persona plurale); e il quadrante
Basso/Destra : interoggettivo (sistemi sociali;
terza persona plurale). Abbiamo
notato che tutte queste dimensioni
dellessere-nel-mondo hanno aspetti che sembrano
durare e altri aspetti che sembrano nuovi li
abbiamo chiamati rispettivamente karma e creatività.
Gli aspetti duraturi delleredità kosmica li
abbiamo chiamati abitudini kosmiche. Queste
abitudini kosmiche non sono realtà preesistenti
(archetipiche, platoniche, hegeliane, aurobindiane),
sono, invece, modelli e routine kosmici
ripetuti da un numero di oloni abbastanza grande
da permettere il loro radicamento nel Kosmo ed essere,
quindi, assunti e trasmessi sia come modelli fisici
duraturi, sia come vari tipi di entità autopoietiche che
si auto-organizzano. Abbiamo fornito vari esempi
di eredità karmica e di abitudini kosmiche tratti dai
quattro quadranti: prensione soggettiva (A/S), eredità
intersoggettiva e memoria culturale (B/S), autopoiesis
degli organismi e risonanza morfica individuale (A/D),
memoria dei sistemi e causazione formativa interoggettiva
(B/D). Questi sono soltanto pochi esempi dei tipi di
eredità karmica disponibili, ma sono sufficienti per
indicare alcuni dei fattori importanti implicati nelle
abitudini kosmiche e le dimensioni fondamentali di tutti
gli oloni che sono conservate e trasmesse (anche se gli
aspetti creativi del Kosmo continuano a introdurre
novità e trascendenza). Non cè bisogno di dire
che qualsiasi descrizione veramente integrale del Kosmo
deve fare i conti con tutte queste realtà che sono
assolutamente imprescindibili. Questo
è importante, in particolare, per il fatto che ognuna di
queste quattro dimensioni ha una diversa metodologia di
ricerca e investigazione. Come vedremo: empirismo e
comportamentismo si rivolgono primariamente al
quadrante Alto/Destra; introspezione e fenomenologia
al quadrante Alto/Sinistra; ermeneutica e inchiesta
collaborativa al quadrante Basso/Sinistra; scienze
ecologiche, funzionalismo-strutturale e teorie
dei sistemi al quadrante Basso/Destra. Ci sono,
naturalmente, molti altri tipi di investigazione, ma
quelli citati sono alcuni dei più significativi dal
punto di vista storico. Tutte
queste differenti metodologie non sono importanti
soltanto come tracce storiche, sono, al contrario,
componenti basilari di quello che può essere chiamato Sistema
Operativo Integrale (Integral Operating System
IOS), un pluralismo metodologico
integrale che include tutti gli aspetti fondamentali nel
tentativo di aprirsi alla ricerca e
allinvestigazione che il Kosmo opera
creativamente su se stesso: per sentire tutti i
sentimenti, afferrare tutte le prensioni, in quanto Sé
che sente se stesso allinfinito e ritorno, mai
statico, sempre in continuo cambiamento nel rumoreggiare
di una cascata che si riversa attraverso il modello AQAL
e infinitamente oltre. Quando una persona scarica e
installa il sistema IOS nella sua visione del mondo,
inizia a cercare di includere, più consapevolmente,
tutti i punti di vista, tutti gli approcci, tutte le
potenzialità nella sua comprensione del Kosmo. Il
sistema IOS inizia a raggiungere e includere,
auto-correggendosi e auto-organizzandosi, tutti gli
aspetti delluniverso precedentemente marginalizzati
da visioni del mondo che erano troppo ristrette, troppo
superficiali, troppo limitate per servire da veicoli più
trasparenti e adeguati della coscienza kosmica. Oggi
che il centro di gravità dellélite culturale
comincia a spostarsi dal pluralismo del meme verde
allintegralità del meme giallo, lavanguardia
accademica comincia a cercare attivamente e in modo
crescente vari tipi di IOS teorie e pratiche
integrali di tutti i tipi iniziano ad arrivare sulla
scena, sia pure in modo ancora esitante. In verità,
stiamo entrando in unera integrale che è
il culmine estremo del processo evolutivo. Cosa
questo significhi esattamente resta da vedere, perché
lera integrale comincia solo ora a brillare
tenuemente allorizzonte della cultura, là davanti
a noi, nella nebbia che lentamente si dissolve
delloscuro domani
Nel
frattempo, affinché qualsiasi tipo di comprensione
integrale possa riuscire a riprodursi autopoieticamente
e, quindi, a essere conservata e trasmessa come
unintuizione duratura del Kosmo su se stesso,
abbiamo bisogno, oltre a molte altre cose, di un modo di
interpretare le abitudini kosmiche che non si appoggi
più su postulati metafisici ormai superati e screditati
(come strutture o livelli di realtà ontologici
preesistenti, archetipi intesi come forme prefissate e
precostituite, linvoluzione intesa come cammino
predeterminato, i fenomeni intesi come esistenti
indipendentemente dal soggetto che li percepisce, ecc.).
A meno che riusciamo in questa impresa, qualsiasi IOS
sarà appesantito da quelle abitudini kosmiche obsolete
che impediscono oggi la nuova emergenza di modalità più
integrali nel dispiegarsi creativo del modello AQAL. In
breve, il prossimo passo per una Post-Metafisica
Integrale consiste nel rimpiazzare le strutture
ontologiche preesistenti con
che cosa? Fine della Parte I La traduzione delle Parti II,
III, IV, V e delle Note sarà pubblicata in seguito. |
torna alla pagina di riferimento per--> Wilber
torna alla homepage generale del Celestinian Center-->Home
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2
Femminismo Integrale
di Ken Wilber
Da The Eye of Spirit"
Libera traduzione
dall'inglese di Giovanna Visini
Lo Spirito si manifesta come maschio e
femmina? Cè un Dio e una Dea? Gli uomini e le
donne presentano tipi diversi, anche se complementari, di
spiritualità? In che momento, se un momento esiste,
smettiamo di essere maschi e femmine e iniziamo a essere
solo umani? Il femminismo è diventato ormai inutile o ha
solo bisogno di un approccio più integrale? Una Prospettiva Femminista
Peggy
Wright ha pubblicato due saggi che analizzano il mio
lavoro da una prospettiva femminista. Questi saggi
contengono alcuni spunti molto interessanti, ma, in
generale, tendono a distorcere profondamente il mio
pensiero (con il quale, a quanto pare, la Wright non ha
molta familiarità). 1 I suoi fraintendimenti, anche se in
buona fede, sono, tuttavia, lespressione tipica di
una malaugurata tendenza presente in un numero non
esiguo di scrittrici femministe. Chiarire queste
questioni, allora, diventa essenziale, se si vuole veder
nascere un femminismo che sia davvero integrale e sia
capace di suscitare il rispetto degli studiosi di
entrambi i sessi. Penso
che ciò che i due sessi auspicano e sono pronti ad
abbracciare sia proprio un femminismo più integrale. Carol
Gilligan
Iniziamo
con alcuni tipici fraintendimenti che riguardano
lopera di Carol Gilligan e la nozione di gerarchia.
Credo che molte scrittrici femministe (inclusa Peggy
Wright) abbiano una comprensione del tutto scorretta
della natura della gerarchia, e questo le porta a
interpretare male sia il mio modello, sia quello della
Gilligan che è un modello profondamente gerarchico. La
Gilligan ha scoperto che uomini e donne si muovono
entrambi attraverso stadi gerarchici generali di sviluppo
morale, ma che gli uomini tendono a progredire basandosi
maggiormente su giudizi riguardanti i diritti e la
giustizia, mentre le donne tendono ad attraversare gli
stessi stadi gerarchici basandosi su giudizi che
riguardano la cura e la responsabilità. Quindi,
lerrore di Kohlberg non riguarda la
concezione generale di stadi gerarchici in quanto tali
(accettati dalla Gilligan) 2, ma la credenza che, allinterno
di questi stadi, la tendenza maschile a ordinare
gerarchicamente rappresentasse uno stadio più elevato
rispetto alla tendenza femminile alla relazione, e questo
è semplicemente falso. (Si tratta, cioè, della
confusione tra permeabile e prepersonale, un errore che
noi vogliamo evitare nel modo più assoluto). Ma, notate:
ogni stadio successivo del giudizio femminile è, di
fatto, superiore nella sua capacità di esprimere cura e
responsabilità. Ogni stadio femminile è ordinato
gerarchicamente, ma, allinterno di ogni stadio, i
giudizi avvengono basandosi su relazioni e connessioni.
Quindi, lo stesso ordine di sviluppo degli stadi,
verticale e gerarchico, avviene sia negli uomini sia
nelle donne, ma gli uomini progrediscono attraverso
questi stadi esprimendo giudizi basati sui diritti e la
giustizia, le donne esprimendo giudizi basati sulla cura
e la responsabilità. Ho
sintetizzato il gran numero di ricerche in questo campo
affermando che sia gli uomini sia le donne esistono come agency-in-communion
(azione/forza/identità-in-comunione) [lascerò in
inglese il termine agency, per la difficoltà
di tradurlo; il senso comunque è quello sopra riportato.
N.d.T.], come fanno tutti gli oloni, ma gli uomini
tendono a operare la traslazione (orizzontale)
mettendo laccento su agency, le donne sulla comunione.
Tuttavia, entrambi operano la loro trasformazione (verticale)
attraverso gli stessi ampi stadi del dispiegarsi della
coscienza che sono olarchici e neutri dal punto di vista
del genere. Per
la Gilligan, dunque, le donne passano attraverso tre
grandi stadi: dallegoismo alla cura, alla cura
universale (stadi che vengono anche chiamati: egoistico,
etico convenzionale, metaetico postconvenzionale). Sono i
tre stadi generali preconvenzionale, convenzionale e
postconvenzionale, che io ho definito anche come egocentrico,
sociocentrico e mondocentrico (e, nel mio
modello, lo stadio mondocentrico o globale è la
piattaforma o laccesso per le dimensioni spirituali
più elevate). Per la Gilligan, ognuno di questi stadi
successivi è più elevato e di maggior valore,
precisamente perché, usando i miei termini, la donna
può ampliare il cerchio della cura a un numero
crescente di persone (così come gli uomini, quando
attraversano gli stessi stadi, ampliano il cerchio
della giustizia a un numero crescente di persone,
passando da modalità egocentriche, a sociocentriche a
mondocentriche). La
Gilligan ha suggerito che questi due distinti
orientamenti morali
possono essere successivamente
integrati in uno stadio morale gerarchico oltre il
livello operativo formale. 3 Da
notare anche: oltre a essere gerarchico, il modello della
Gilligan è lineare, nel senso che a questa parola danno
i teorici dello sviluppo evolutivo: cioè, i suoi tre o
quattro stadi principali si dispiegano in un modo lineare
che non può essere invertito o evitato, poiché ogni
stadio dipende da certe competenze fornite dallo stadio
precedente (non si può raggiungere lo stadio della cura
universale senza lo stadio precedente della cura, per
esempio). Le prime due cose che dobbiamo notare circa il
modello della Gilligan sono, allora, che esso è lineare
e gerarchico per uomini e donne senza distinzione.
4 Tutto
questo, sfortunatamente, tende a essere ignorato o
sottovalutato da molte femministe che, invece, immaginano
che la Gilligan dica che le donne sono completamente
libere dalle orribili gerarchie. Credo che
questo sia tipico di un certo approccio femminista che
ignora e nega ogni tipo di ordine gerarchico femminile, a
causa della contraddizione performativa dei modelli
basati esclusivamente sulle reti di relazioni
orizzontali. Concentrandosi esclusivamente sulle
eterarchie (orizzontali), le sostenitrici di
questapproccio ignorano o svalutano gli aspetti
importanti che, quando si esaminino le esperienze delle
donne, sono anche gerarchici. Questo, secondo me,
distorce lintero approccio e lo rende virtualmente
non idoneo a spiegare in modo coerente lo sviluppo
femminile nel suo insieme. In
altri termini, questi modelli del tipo
solo-relazione sono espressione di quella che
io chiamo eterarchia patologica: non comunione ma
fusione, non relazione ma confusione indistinta, non
connessione ma assenza di differenziazione quella
totale incapacità di classificare gerarchicamente i
valori, che in realtà svaluta tutti i valori. La
tipica forma patologica dellagency maschile è lo
strapotere, o un dominio brutale e una rigida
autonomia. Il maschio non vuole essere parte di
nientaltro (comunione), vuole essere soltanto un tutto
(agency alienata): teme le relazioni e dà valore
soltanto allautonomia. Questa non è lagency
maschile, ma la sua patologia. Reciprocamente, la tipica
forma patologica della comunione femminile è la fusione:
la femmina teme lautonomia e sparisce nella
relazione, spesso distruggendo la sua stessa identità.
Non vuole essere un tutto (con la sua agency), ma
soltanto una parte di qualcosaltro
(eccessiva comunione). Questa non è leterarchia
femminile normale o lequivalenza reciproca, ma
uneterarchia patologica o fusione: ogni ordine
verticale è bandito, regna soltanto la relazione
orizzontale. Questa
è, purtroppo, leterarchia patologica che guida
troppi modelli soltanto-rete-di-relazioni e
modelli permeabili del presunto sviluppo
femminile: penso che sia più accurato un modello che
riconosca e onori tanto la gerarchia quanto
leterarchia negli uomini e nelle donne, e che sia
capace di spiegare sia lo sviluppo sia la patologia in
ognuno dei sessi. Una cosa è certa, non possiamo
superare la mascolinità patologica con la femminilità
patologica. 5 Il
Sé Permeabile
Molte
femministe sono daccordo con i dati prodotti da un
gran numero di ricerche che suggeriscono che gli uomini
tendono a mettere laccento sullagency (o sé
autonomo) e le donne sulla comunione
(connessione o sé permeabile).
Tuttavia, io credo che molte femministe, poiché
svalutano e marginalizzano lintegrazione gerarchica
nelle donne, non presentino una spiegazione coerente
dello sviluppo del sé permeabile. Il mio approccio lo
fa, o almeno tenta di farlo, nei modi che presento qui di
seguito. Abbiamo visto che uomini e donne si sviluppano attraverso le stesse strutture di base o sfere sempre più ampie di coscienza che sono neutre dal punto di vista del genere, ma gli uomini tendono a evolversi attraverso queste dimensioni sempre più ampie di coscienza mettendo laccento sullagency, i diritti, la giustizia e lautonomia, mentre le donne tendono a evolversi attraverso le stesse dimensioni olarchiche basandosi maggiorm |