Ken Wilber

una sintesi del pensiero di Ken Wilber

La nuova visione del mondo: La visione integrale, la pratica integrale   

 ‘Ho continuato, in diversi libri, a fornire indicazioni per un approccio più integrale in vari campi; ho avuto due tipi di reazioni principali a questo lavoro. Il primo, e fortunatamente più ampio, è stato entusiastico. Il secondo è stato negativo e stizzito. Una parte di questo risentimento è semplicemente che ci sono persone che si risentono di un approccio più integrale; esse sentono che sto cercando di portare queste idee verso di loro, che la visione d’insieme olistica che ho indicato  le priva della loro libertà, che queste idee sono una camicia di forza concettuale contro la quale esse debbono combattere.  Ma l’intento reale del mio scritto non è di dire ciò che devi pensare su questa  materia. L’intento reale è di arricchire: ecco alcune delle molte facce straordinarie del Kosmo; avete pensato di includerle nella vostra visione del mondo? Il mio lavoro è un tentativo di dare spazio a tutte le dimensioni del Kosmo, livelli, domini, onde, meme, modalità, individuali, culture, e così via all’infinito.[K.W., TOE]   

E’ nel governare i nostri corpi, che siamo nella più tremenda necessità di un approccio più integrale. Sono le nostre istituzioni educative, sopraffatte da un postmodernismo decostruttivo, che sono disperatamente prive di una visione integrale. Sono le nostre pratiche degli affari, saturati con obiettivi frammentati, che piangono prive di un approccio più equilibrato. Sono le nostre assistenze sanitarie che potrebbero beneficiare enormemente della tenera misericordia di un tocco integrale. E’ la guida delle nazioni che potrebbe apprezzare una più comprensiva visione delle sue stesse possibilità. In tutte queste strade e di più, potremmo invero usare una visione integrale per un mondo diventato un pò matto.[A Theory of Everything, T.O.E./Una Teoria del Tutto; p.57 ]                                                       

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Autore Eaco Cogliani - pag.528- l’opera contiene circa 50 descrizioni figurate (figure, tabelle, schemi), svariate legende, un ampio indice analitico e una sezione introduttiva per rendere più accessibile a tutti il contenuto, nella metodologia della vision logic. Formato 17 x 24 cm. Copertina in quadricromia.

Seguono nella pagina

-Introduzione al contenuto

-Ken Wilber, cenni biografici e opere

-L'Autore

-Wilber e la Pratica Trasformativa Integrale: individuale e sociale

-Dove acquisire Informazioni su Visione e Pratica Integrale

-Scheda di presentazione tecnica del libro

-Documenti

-Indice dell'opera

-Figure

 

Una profonda unità di spiritualità, scienza, arte e delle tradizioni di Oriente e Occidente in una visione globale nell’opera del più grande filosofo dei nostri tempi;  per agire e costruire consapevolmente la nuova civiltà planetaria nella Nuova Era 

Una visione integrale è una delle fondamentali esigenze sulla faccia del pianeta.La salute dell’intera spirale, e particolarmente le sue onde più prossime, gridano verso di noi come la più importante domanda etica

[Ken Wilber, A Theory of Everything/Una Teoria del Tutto]

 

Dice Wilber: “L’idea base della pratica trasformativa integrale (ITP) è semplice: più aspetti del nostro essere esercitiamo simultaneamente, più facilmente avverrà la trasformazione. In altri termini, la ITP cerca di essere più ‘tutti i livelli, tutti i quadranti’ che sia possibile. Più fai questo, più facilmente ti trasformerai verso la successiva onda più alta. Se tu sei blu, questo aiuterà la tua trasformazione verso l’arancione. Se tu sei verde, questo ti aiuterà a muoverti verso il secondo livello di coscienza. Se tu sei già al secondo livello, questo ti aiuterà a muoverti verso il transpersonale, le onde spirituali – non semplicemente stati alterati di coscienza, ma un tratto permanente.

  ‘Tutti i livelli’ si riferisce alle onde dell’esistenza, dalla materia al corpo, all’anima allo spirito; tutti i quadranti’ si riferisce alle dimensioni io, noi ed esso (o sé, cultura, e natura; arte, morale, e scienza; prima-persona, seconda-persona, e terza-persona). Perciò, una pratica ‘tutti i livelli, tutti i quadranti’ significa esercizio fisico, emozionale, mentale, spirituale; onde nel sé, cultura, e natura.”

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Dall’Introduzione

 

Esistono soluzioni per i problemi più complessi.

Esistono metodi per trattarli adeguatamente.

Esistono soluzioni e metodi per tutti e che tutti possono usare, dovunque e comunque, per se stessi e per il mondo.

Esistono capacità umane enormi e inibite, violentate, trascurate, che tutti hanno e possono invece  sviluppare per risolvere i problemi della vita individuale e collettiva, nella propria casa, nel proprio lavoro, nella propria società, nel mondo, nella relazione più ampia con tutti gli aspetti del Kosmo.

E non abbiamo - non ve n’è alcun bisogno, né alcuna giustificazione - non abbiamo nessun bisogno di trascurare un pezzo qualsiasi della realtà (individuale o collettiva, interiore od esteriore): da quella che ci riguarda più da  vicino a quella complessiva dell’umanità e del mondo che ci circonda, quale che sia l’àmbito di applicazione. Abbiamo invece bisogno e possiamo farlo molto meglio che fino ad ieri o ad oggi, della Visione INTEGRALE - cioè di tutti questi aspetti e dimensioni di un problema quale che sia, e dei metodi che in essa sono descritti - esposta da Ken Wilber, per risolvere i problemi ordinari e straordinari di questa civiltà, di questo tempo, di questo oggi e domani.  

Lo scopo principale di questo volume è di offrire una sintesi breve, per quanto possibile (e per quanto impossibile), del più straordinario contributo alla Nuova Visione del Mondo dei nostri tempi: quello dato da Ken Wilber con la Visione e la Pratica Integrale.

 

  Nel 2000, quando è uscito La Nuova Visione del Mondo, in cui, oltre a miei saggi, sono presenti saggi, interviste e documentazioni di numerosi autori che hanno contribuito a sviluppare il pensiero della Nuova Era e la Nuova Visione, ritenevo che fosse questione al massimo di mesi che qualcuno degli editori, più o meno importanti o più accorti e sensibili, pubblicasse la traduzione in italiano almeno di alcune delle opere maggiori e più aggiornate di Ken Wilber, di cui esistono già da anni anche le Collected Works in inglese (caso unico per un autore ancora in vita e giovane, appena 55 anni, come in questo caso); un autore pubblicato, almeno nelle sue opere maggiori, in 25 lingue.

Ma non ho visto niente di tutto ciò. E il tempo si è aggiunto al tempo. E decine di milioni di persone che parlano e scrivono nel bell’idioma di questo Paese – che io amo (l’idioma e il Paese) - non hanno a disposizione nella loro lingua una sintesi importante, al più alto e adeguato livello possibile, dell’evoluzione dell’Uomo su questo pianeta, del suo pensiero, delle sue metodologie nel risolvere i problemi, grandi e piccoli, più e meno complessi, problemi che l’Umanità ha nel suo insieme e in ogni paese, nazione, popolo, gente e stirpe, e che noi, qui ed oggi, in Italia, abbiamo e viviamo pressantemente, e spesso anche con sofferenza.

  Manca così  lo strumento della Visione Integrale e la formulazione della PRATICA INTEGRALE nella sua forma più alta e completa, più ricca e applicabile per tutti, per il singolo, per lo studioso, per lo scienziato, per l’economista, per l’uomo d’affari, per l’impiegato, per l’insegnante, per la casalinga, per l’industriale, per i praticanti di religioni, filosofie e stili di vita, per artisti e artigiani, per il teologo e il tecnologo, per il giovanissimo, per l’adolescente, l’anziano e anche per tutti coloro che hanno menomazioni in vario modo e a vari livelli; e disponibile e applicabile per le organizzazioni formali e informali: da quelle più piccole al governo centrale, ai governi delle varie entità sociali dal centro alle periferie, come comuni, regioni, province; alle associazioni ONG, alle associazioni formali e informali, circoli e centri istituzionali e non, istituzioni, aziende pubbliche e private, ecc., sindacati e partiti, famiglie e quartieri, attività sanitarie e di ricerca in tutti i campi, ecc.; tutte realtà, insomma, in cui un popolo grande e complesso come quello italiano lavora e contribuisce all’evoluzione umana complessiva con tenacia, volontà di ricerca, affermazioni millenarie; attento a cercare anche il modo di valorizzare il meglio di sé e del mondo, del passato e presente, suo e altrui, con la passione e la vitalità che non vengono meno, malgrado i complessi e non invidiabili limiti di questi tempi, nello svolgersi e dispiegarsi di un’Era Nuova da quella vecchia di cui si cerca e necessita una sintesi per superarne i limiti, valorizzarne i contributi, e partorire veramente una nuova grande Era di miglioramento rilevante per le donne e gli uomini di questa nostra specie, per il miglioramento del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, per una multiprospettiva che sia capace di superare i blocchi che dividono l’uomo - prima e ancora che da tutto il resto - nella sua unità fondamentale, quella interiore del suo essere e delle sue capacità.

 

  Viene a mancare così a un popolo come questo la Visione Integrale e la Pratica Integrale ai più alti livelli - le stesse informazioni sulla documentazione - e nella formulazione pratica, non solo teorica - che è a disposizione con immense ESPERIENZE PRATICHE su tutti i terreni, sociale, economico, politico, amministrativo, giuridico, personale, relazionale, ecc. E ciò palesemente malgrado gli immensi contributi che nei secoli proprio questo popolo ha dato e sta dando alla Visione Integrale. Proprio così, Wilber come tante altre menti e cuori che lavorano e sognano per una nuova grande umanità, imparano dalla nostra storia, la citano e la rivalutano, mentre questa giace nel nostro paese sostanzialmente abbandonata alle diatrìbe molto modeste che si accendono e si spengono con flash di giornali e televisioni come fosse solo moda effimera e non la storia essenziale per capire questo mondo che noi stiamo vivendo, nella psiche di ognuno come nella comune economia, nella politica come nell’arte, nell’etica e nella morale ma anche nella giurisprudenza e nella tecnologia per come vengono attivate e distribuite qui e tra di noi, in Italia.

 

  La Visione e la Pratica Integrale, frutto in gran parte di questa storia ‘nostra’, è invece a disposizione nell’opera di Ken Wilber che ci chiede (come fanno del resto tanti altri che hanno contribuito e contribuiscono alla nuova visione, e come cerco di descrivere nell’opera) di prenderla, usarla, andare avanti, trascenderla, applicarne gli insegnamenti poderosi e verificarla nella soluzione di problemi che abbiamo.

Certo, Lo spettro della coscienza, Grazia e Grinta, Oltre i Confini, e Il progetto Atman – le poche opere di Wilber pubblicate in Italia - sono alcune opere significative che segnano svolte nella vita e nel pensiero di Wilber come descrivo in dettaglio nella biografia che segue: che apre il volume seguìta dall’elenco delle opere e da un loro breve sommario. Ma non è vi é stata nessun’altra pubblicazione delle più grandi, importanti e consistenti opere in cui Wilber formula una grande sintesi di scienza, spiritualità, etica, arte, delle conoscenze dell’Oriente e dell’Occidente, e in cui ci offre una grande visione che aiuta a togliere contraddizioni vecchie e nuove nel pensiero e nell’opera umana, in cui ci dà modelli di comprensione e di sviluppo globale, e ci indica gli esempi applicati e verificati, o in via di sviluppo e osservabili-verificabili.

In Italia non si é visto pubblicato niente di tutto ciò

 

Perciò lo scopo principale di questo volume è offrire una sintesi breve del più straordinario contributo alla Nuova visione del Mondo dei nostri tempi. Per mettere questi poderosi strumenti a disposizione di tutti, come e dove è possibile a me, e dove e come e in base alla coscienza di ciascuno che vorrà fare in modo che ciò sia possibile.

 

Questo é necessario, altrimenti decine di milioni di persone in questo Paese continueranno a discutere su un terreno di dibattito e di applicazione con metodi e visione inadeguati, inadatti, generando e rigenerando interminabilmente contrasti e regressioni anche violente - dall’espressione verbale ai metodi nella vita concreta, ai mass media - abbassando il livello medio di coscienza. Altrimenti decine di milioni di persone generose e costruttive continueranno a mancare di questi validi strumenti che aiutano, sempre e solo per chi vuole e in completa libertà, a ottenere che il proprio cuore, la propria mente, il proprio cervello destro e quello sinistro, emozioni e ragione, corpo materiale ed anima e spirito e mente, siano uniti e non divisi, sempre più separati dall’opera di flatland che si riproduce sempre più ferocemente cercando di fare inabissare le capacità e le attività meravigliose di un’immensa generosità di questo popolo, in un vortice di divisioni, di impoverimento culturale e disgregazione etica, artistica, scientifica, filosofica.

 

Nel 1995 c’è una svolta che già in parecchi considerano storica per il pensiero, per la crescita del nuovo stadio evolutivo dell’umanità (il ‘turchese’ nel linguaggio dei colori-meme di Beck e Cowan), per la Nuova Era Integrale, come dice Wilber. L’uscita di Sex, Ecology, Spirituality, nel 1995, ne è il segno chiaro e ineluttabile oltre e molto al di là di ciò che io stesso documentavo in ‘La Nuova Visione del Mondo’ nel 2000 dove precisavo la svolta a metà degli anni ’90 per questo processo evolutivo e l’emergere sempre più chiaro del nuovo stadio. Parecchi stanno scoprendo la Grande Sintesi di Wilber con l’emergere della Visione Integrale in Sex, Ecology, Spirituality, o molto spesso anche solo aspetti parzialissimi inclusi nella Visione Integrale; sanno che è necessario che si formi una ‘massa critica’ non nel senso di esercitare ‘critiche’ ma nel senso che un ‘certo numero’ di coscienze possa acquisire e praticare strumenti avanzati dovuti all’evoluzione umana complessiva, per concorrere a fare il ‘salto’ di coscienza necessario all’evoluzione umana, applicando questi strumenti in tutta la più vasta gamma di attività, di problemi, di necessità, nei propri ambiti di attività nel particolare ma con una impostazione integrale; dalla medicina integrale alla politica alla psicologia alle scienze di tutti i generi, all’arte, alle attività produttive, industriali, commerciali, agli affari e alla finanza, alla religione, alla costruzione di situazioni nuove e che siano capaci di risolvere i problemi del proprio paese, comune, regione, scuola, ospedale, amministrazione, ecc..

 

   In Sex, Ecology, Spirituality, seguita da A Theory of Everything (Una Teoria del Tutto) e da altre opere su questo solco come Integral Psychology (Psicologia Integrale), Wilber realizza la più grande, ampia e profonda sintesi dei nostri tempi, e non solo uno dei tanti tentativi – utili, fondamentali, ma enormemente incompleti anche nei modelli più importanti ed ampi come in Karl Popper – ma una sintesi capace di andare oltre – e includere – questi grandi contributi, provenienti dalle più diverse discipline, àmbiti, civiltà, esperienze, grazie appunto al metodo della Pratica e Visione integrale.

Wilber è un autore che fa egli stesso l’esperienza che afferma; nella sua biografia ne traccio alcuni aspetti, come la sua personale pratica dello zen e di altre discipline, e la Pratica Trasformativa Integrale che egli oggi, con Michael Murphy, George Leonard e tanti altri conduce anche dal cuore della Visione Integrale:

l’Integral Institute.

E’ questo il centro propulsore, dal 2000, e poco dopo anche su Internet, della Pratica Integrale sotto tutti gli aspetti. Sulla Pratica Integrale Wilber misura la visione che elabora e ci chiama a verificarla, svilupparla, trascenderla. Dedico diverse parti di questo lavoro a fare conoscere tutta questa parte con indicazioni pratiche, riferimenti, indicazioni, a quanti vogliono unirsi in libertà sviluppando questa visione attraverso la PRATICA, LA VERIFICA.

La formulazione delle Tre Scienze (ristrette, sociali e contemplative) solleva da enormi blocchi - veri e propri macigni - menti e cuori, apre non solo spiragli ma scenari infiniti di collaborazione, sviluppo, espressione di potenziali di menti e cuori che possono superare paure e deterrenti comprendendo più facilmente che si può essere fedeli alla propria verità, scientifica, religiosa, filosofica, artistica, tecnologica, senza per questo scontrarsi o comunque confliggere, ma che ci sono metodi, esperienze, visioni per capirsi, lavorare insieme, comprendersi, essere felici del proprio apporto e sbloccare il proprio cuore e la propria mente dalla preoccupazione della ‘infedeltà’ al proprio ‘quid’ in cui si crede, si partecipa e si costruisce.

  Questo di Wilber è, per ciò e per tante altre ragioni, un programma di libertà che ci si presenta dall’atomo all’uomo, dall’individuo al collettivo, dall’interiore all’esteriore, dalla psiche al Kosmo - seppur complessa se così si presenta ovvero ci sembra, ricercando metodi adatti per afferrare quella complessità, non per tagliarne un pezzo ed esaminarne il pezzo restante fingendo che quella è la realtà complessiva o – non saprei quale delle due è la peggiore – che una parte possa fare le veci del tutto!

 

 La confusione determinata da queste metodiche e visioni riduttive e riduzioniste – che Wilber esamina con attenzione e che denomina nel complesso ‘flatland’, cioè ‘terra piatta’, appiattimento, riduzione delle dimensioni solo ad alcune di esse, sostituzione del tutto con la parte, ecc. è stata ed è distruttiva in tutti gli àmbiti di vita e su tutte le problematiche, poiché si tratta di una ‘falsificazione’ di fondo.

 

 E’ anche un’istanza etica non da poco quella che emerge con tutta la sua forza in Wilber. La nostra responsabilità è proporzionata alla nostra forza creativa, non solo a qualche dimensione o dimensioncina della realtà. La chiarezza nella ricerca di Wilber non lascia molto spazio a comportamenti ambigui. Per l’individuo:Tu puoi fare la Tua Pratica Trasformativa Integrale e migliorarti, sviluppare le tue capacità, uscire da questa situazione e trascenderla – risolvere - e non ignorando la tua realtà, ma elevandola, non nascondendoti a te stessa/o, ma svelandoti e dispiegando le tue capacità con metodi semplici e adatti che praticano già milioni di persone che vivono e lavorano in tutti gli àmbiti sociali: puoi allora, essere più felice e soddisfatta/o; questi sono i metodi, questi sono i risultati; e non per il guru o il santo o il monaco, ma per tutti ai vari livelli, per l’intero spettro delle coscienze e della coscienza – per tutti.

 

E’ evidente che in questa etica il proprio ruolo parte dalla capacità di dispiegare le proprie capacità, e non per egoismo o narcisismo (Wilber ha anche più recentemente oltre che per esempio in  A Theory of Everything/Una Teoria del Tutto-TOE sviluppato ampiamente la questione dei boormeritis-intellettuali narcisisti ), ma perché si dispieghi il Kosmo (Corpo, mente, anima, spirito) anche attraverso di noi per la sua evoluzione, non per la ‘nostra’ prospettiva, ma per tutte le prospettive infinite del Kosmo fatto di corpo, mente anima e spirito.

 

  Anche questa è una caratteristica che emerge con Wilber: la possibilità per tutti, cioè per ogni individuo, di avere i metodi per praticare il proprio miglior sviluppo dovunque e comunque.

 Così anche collettivamente, nei problemi interpersonali, come in psicologia e psicanalisi, come nei problemi sociali, razziali, educativi, sanitari, politici, tecnologici, amministrativi, relazionali di vario genere: ‘questa e quest’altra sono le metodiche adatte o più adatte che l’uomo abbia elaborato, sono a tua disposizione’, e Wilber ci esemplifica le verifiche già fatte, le metodiche applicate, i processi in corso, quelli storici e quelli di oggi, le ‘onde/livelli’ della coscienza coinvolte, le soluzioni sociali; e ci spinge a trovare soluzioni migliori, a fare e partecipare le proprie esperienze sia nella pratica individuale che collettiva (basta vedere il lavoro che si fa con l’ITP - Integral Transformative Practice/Pratica Trasformativi Integrale in tutto il mondo, e con l’Integral Institute su cui il lettore troverà svariati riferimenti anche organizzativi).

 

Wilber descrive in diverse opere il ruolo della religione e della spiritualità in generale, delle filosofie degli ultimi secoli e della scienza. La sua impostazione ci porta a nuovi livelli, occorre farlo sapere anche per risparmiare inutili e riduttivi dibattiti e impostazioni di problemi a decine di milioni di persone, per accelerare la costruzione del nuovo stadio dell’umanità che Wilber con altri chiama del centauro, della Vision-Logic, dei Meme (valori) Giallo e Turchese. Anche quest’uso dei mezzi più svariati, che egli assume dagli esempi più d’avanguardia e più produttivi di soluzioni, come appunto quello di spiral Dynamics e dei meme, come degli stadi evolutivi del Piaget, come dello spettro elettromagnetico della fisica, come del progetto Coscienza Umana, ecc., e di numerosissimi altri sistemi di raffronto, di sinossi e di sintesi, quest’uso vasto e integrato, apre la strada a possibilità di trasmissione della conoscenza e di comprensione, di superamento dei diaframmi tra centinaia di milioni di persone, che possono con più adeguatezza e visione pratica, cioè applicata nella loro stessa specifica realtà, comprendere e afferrare la realtà concreta dell’Evoluzione, cioé del ruolo che ciascuno può avere in questa evoluzione, nella evoluzione creativa e nelle trascendenze evolutive, elemento sempre centrale del pensiero di Wilber attraverso tutte le sue fasi di sviluppo. Ma questo, non ‘semplificando la realtà’ nel senso di nasconderne uno o più ‘pezzi’, ma prendendola tutta - per quanto possibile a nostra conoscenza, ovviamente - ed esaminandola ‘tutta’, nel problema specifico che ci si Integrale in tutto il modo, e con l’Integral Institute su cui il lettore troverà svariati riferimenti anche organizzativi).

 

Non avrei altrettanta convinzione di questa utilità se non avessi fatto e poi aiutato altri a condurre le semplici pratiche che mi hanno anche fatto incontrare sul mio cammino di ricerca personale e collettiva la Pratica Trasformativa Integrale proposta da Michael Murphy con l’Esalen Institute dapprima (primi anni ’90) e poi connessa alla elaborazione dello stesso Wilber nel suo quadro più ampio e generale di applicazioni ed anzi come elementi sperimentali esperenziali diretti che inducono allo sviluppo, dalle pratiche al primo sorgere della visione integrale che ha appunto nei suoi fondamenti la pratica delle scienze (dei tre tipi di scienza).

  La Visione-Pratica Integrale è quindi anche un’etica della responsabilità che parte da ciascuno e che vede il compito Kosmico (Corpo, Mente, Anima, Spirito) di ognuno e di tutti, che non nasconde il ruolo del singolo dentro quello di tutti né quello di tutti dentro quello del singolo: li affronta a viso aperto e ci chiama esplicitamente e senza infingimenti a fare altrettanto; questa Visione ci chiama per nome e ci invita ad usare il metodo fondamentale e ‘fondante’ (cioè che fonda e rifonda i nostri stessi valori individuali e collettivi, dell’Amore e della Pace, del Sociale e dello Storico, ecc.): ‘TRASCENDI E INCLUDI’ -  insieme ‘trascendi’ e ‘includi’ - non solo un aspetto, non solo l’uno o solo l’altro, ma l’uno e l’altro aspetto -‘trascendi e includi’. Tutte le dimensioni sono utili in questa visione e tutto va portato più in alto a un nuovo stadio come procede il Kosmo nel suo grande progetto evolutivo.

 

A tutto ciò portano le concezioni che Wilber assume, sviluppa, e integra fra di loro: prima e fra tutte quella di Gebser degli oloni, i tutto/parte che compongono le varie entità dell’universo-Kosmo. Come la concezione degli stadi evolutivi del Piaget e di Spiral Dynamics di Beck e Cowan, come le concezioni dei fisici quantistici, e di un grande numero  di autori che hanno elaborato concezioni e prospettive nuove e ricche di aperture alla comprensione più profonda del Kosmo.

 La grandezza di Wilber e il suo coraggio stanno anche nella sua vita personale e in quella intellettuale e del cuore. Egli ritorna indietro per capire come mai in questa civiltà si è originata la frattura tra l’Ascesa e la Discesa, e occorre tornare indietro di un bel pò. Wilber lo fa con coraggio ed estrema competenza tornando a Platone ed ai filosofi di quell’Era che da inizio a quelle successive fino ai nostri giorni. Wilber ci ricorda la visione di Platone nella sua interezza, nella sua integralità, andando a fondo delle espressioni della storia dei millenni trascorsi: dall’Alto verso il Basso e dal Basso verso l’Alto-Discesa e Ascesa: non l’uno o l’altro di questi aspetti né un pezzo dell’uno e/o un  pezzo dell’altro processo, ma i due processi nella loro integralità. E da qui riparte un confronto ricco, immensamente ricco, passando per Plotino, fino ai nostri giorni. Ad Hegel, Schelling, Marx, Bergson, Popper, Russel, Heidegger, Schopenhauer, e molti altri. E, con

quell’‘altro mondo’, quello dell’Oriente - dall’induismo al buddhismo ai Nagarjuna, fino agli Aurobindo dei nostri tempi; o al Taoismo e allo Zen della Cina e del Giappone.

 

Un grande confronto: ma non più solo un altro tentativo sincretico, ma una Grande Sintesi, viva, concreta, utilizzabile, verificabile; finalmente! Una grande Sintesi che già si prefigurava ne Lo Spettro della Coscienza del 1977 e che poi Wilber maturamente sviluppa in tutta la sua potenza: uno strumento portentoso per affrontare la Nuova Era Globale, per capire come e dove andare e comportarsi ed educare per una Visione Integrale nella e della società umana planetaria. Arrivata al tempo giusto! E’ necessario farla conoscere e applicarla anche in questo senso sociale e mondiale per evitare scontri terribili e regressivi, violenze e facinorosi ‘integralismi’ (non ‘integrali’…ma super divisi e disgregati in sè stessi schizzofrenicamenteù. Questo non per fermarci o congratularci con noi stessi perché abbiamo qualcosa di più consistente del passato o per cantare le lodi: Wilber ci dice con insistenza – attento all’evoluzione della situazione umana e planetaria attuale - per andare avanti, usarla subito: ‘trascendi e includi, fai pratica, e così trasfòrmati ed elévati; ed elevi il mondo proiettando nell’interpersonale e nel collettivo e nei sistemi sociali ciò che cresce nella tua coscienza: trascendi e includi, fai pratica con le TRE SCIENZE, e così via. Arricchisciti e arricchisci il Kosmo, così crei.’

Quando tratta le quantum questions…questioni quantistiche, Wilber è esplicito nell’esporre quanto emerge dalla fisica già negli anni ’20 del secolo scorso. Il teorema di Incompletezza di Godel come il principo di indeterminazione di Heisenberg rendono evidente agli stessi scienziati, come Godel, Schroedinger, (Cos’é la Vita?), Heisenberg (Scientific and Religious Truths), Einstein, Planck…..e tanti altri – Wilber riporta un’ampia documentazione e fa un’ampia analisi, in particolare nelle Quantum Questions, sulla base dei loro scritti - chiarendo che questi non sono mistici e non ritengono che quanto affermano sia fondamento di ogni verità o spieghi gli altri stadi evolutivi come la Vita e la Coscienza (Heisenberg chiede a Shroedinger se la fisica quantistica può spiegare la Vita; Schoedinger risponde in modo negativo e pensa che ben altro serve per spiegare lo stadio evolutivo rappresentato dalla Vita). Così la percezione della realtà nonduale da parte di alcuni fisici quantistici, viene documentata da Wilber già ne Lo Spettro della Coscienza del ’77, e i tentativi ‘riduzionisti’,  di tanti autori di ieri e di oggi, di ridurre il Kosmo alla materia-energia, e adesso alla ‘realtà’ (cioé al modello non alla realtà effettiva) ‘quantistica’, si infrangono anzitutto sulla coscienza degli autori di quelle scoperte, nella matematica con Godel, nella fisica con i fisici quantistici, i quali  fanno anch’essi (seppur con un nuovo modello) la scoperta che il mondo ‘di sopra’ di cui sono andati in fondo, è duale ma che occorre un mondo ‘nonduale’ per capire quello che si intravede ‘sotto’, cioé non modelli ma la realtà effettiva (vedasi in questo volume la parte riguardante l’evoluzione dallo Spettro della coscienza alla Psicologia Integrale nella seconda parte).

  Siamo allora ad una Grande Sintesi? Può questa Nuova Civiltà, questa Nuova Era,  sperare di  uscire dalle doglie sempre più forti in cui si avvolge, come si vede ancor più negli ultimi anni? Siamo ad una biforcazione della storia: una delle tendenze in atto prevarrà o si continuerà verso un’altalena mefitica e regressiva?

 

Wilber ribadisce ad ogni pié sospinto - e se lo riporto non è per enfatizzare poichè condivido ma perché è ciò che egli afferma  con dovizia di riferimenti e di analisi puntuali sotto molteplici aspetti: niente ci dice come finisce questa evoluzione, i suoi sbocchi non sono sicuri, tutto ci dice invece che ognuno di noi é decisivo, qui ed ora. La filosofia di Wilber non è chiusa su un Destino ineluttabile fatto da qualcosa di esterno all’umanità o da alcuni uomini soltanto o da una metafisica Evoluzione. L’Evoluzione siamo anche noi, siamo cioé anche noi espressione del dispiegarsi (termine che Wilber ama usare continuamente e che ho riportato fedelmente in ogni dove lo usa) del Kosmo, co-creatori del destino nostro e del Kosmo.

 

  Ho riportato e sintetizzato come era possibile ciò che in fondo non lo è. Tutta l’opera di Wilber è appena una sintesi di quello che sta elaborando l’autore con i successivi volumi della Trilogia cosmica /Kosmic Trilogy e altro ancora su cui sta lavorando e di cui fornisce stralci su Internet che stiamo riportando man mano in traduzione italiana. Successivamene all’uscita di questo volume faremo uscire altri materiali di Wilber. Intanto invito ad andare ad accelerare la propria documentazione sul sito www.celestinian-center.com e altri link citati in bibliografia telematica dove troverete ampi documenti e stralci di altri lavori di Wilber in italiano e naturalmente sul sito americano di Wilber già evidenziato. Pubblicheremo materiali e quant’altro come stiamo facendo anche sul giornale Alba Magica e sulla relativa Rivista, che esistono ed hanno la loro funzione solo in quanto occorre fornire i materiali su cui si sta svolgendo una meravigliosa avventura del pensiero e dell’azione umana - quello della Nuova Visione del Mondo - di fornirla oggi e non tra cento o mille anni, né per fare accademia intellettuale e salotto, ma per fare vita e storia di ciascuno e collettiva e partecipare alle trascendenze evolutive del Kosmo. La Nuova Visione del Mondo, la Visione e la Pratica Integrale sono essenziali e necessari, per uno sviluppo positivo delle questioni sul tappeto degli individui e dell’umanità. Seguire quanto indica Wilber significa affidarsi ampiamente alla Pratica Integrale nella vita concreta di tutti i giorni e non solo qualche volta come se fosse una cosa eccezionale o estroversa o esibizionista-narcisista.  

  La visione Integrale - e ciò significa la Pratica - posso dirlo per esperienza, rende più soddisfatti e felici, più realizzati. In questo ho fatto e faccio quanto posso per condividere seguendo l’esempio di Wilber. Credo alle verifiche nella pratica, sul terreno fisico, mentale, psicologico, spirituale, insieme. Altrimenti la Visione Integrale non esiste. Possiamo seguire oggi buoni metodi, più completi, integrali, più che nel passato anche recente. E questa è una grande fortuna, una grande possibilità di usare al meglio le risorse umane e del Kosmo. E’ un vuoto, quello della Visione e della Pratica Integrale, che non va lasciato. Questo libro aiuta il nostro sviluppo, il nostro desiderio di Pace e costruzione di un mondo positivo e più giusto.  

Questo fondamentale lavoro, Sex, Ecology, Spirituality, è considerato come una Grande Sintesi di spiritualità, scienza, arte, delle tradizioni di Oriente ed Occidente. Di esso lo stesso Wilber ha fatto una sintesi più breve pubblicata in A Brief History of Everything (1996). Una grossa parte dei nostri riferimenti sono costituiti da questo lavoro centrale nello sviluppo del pensiero e dell’opera pratica di W. e al tempo stesso per lo sviluppo del pensiero umano. Segna, in effetti, il passaggio ad una vera sintesi globale del pensiero umano superando le varie visioni parziali /e, ovviamente proponendone una nuova ma enormemente più ampia e completa…/ conferendo una dimensione nuova e piena ai grandi contributi che egli sottolinea e sviluppa (basti pensare alla teoria olonica, alla valorizzazione della ricerca del Piaget, di Maslow, di Murphy, di Gebser, di Koestler, di mille altri di cui troverete ampi riferimenti nel volume). Nel 2000 Wilber ha fondato l’Integral Institute, per lo studio della scienza e della società da un punto di vista integrale (riportiamo nel nostro compendio riferimenti a questi studi e applicazioni alle pagine 324 - 327 e altre).

Dall'introduzione

Eaco Cogliani

Febbraio 2005

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Ken WILBER

 

Ma il problema maggiore rimane: non come possiamo pervenire tutti all’onda integrale o più alta, ma come possiamo riordinare/ricomporre la salute della spirale nel suo complesso, mentre miliardi di esseri umani continuano a passare attraverso di essa, da una fine all’altra, anno dopo anno?

  La maggior parte del lavoro che occorre fare è lavoro per rendere più sane, nelle loro condizioni, le onde più basse (e fondamentali). Le maggiori riforme non riguardano come fare passare un gruppo di boomers (intellettuali evoluti) al second’ordine di pensiero, ma come alloggiare milioni di senza casa al più semplice dei livelli; come avere l’assistenza sanitaria per milioni di persone che non ce l’hanno. Una visione integrale è uno dei basilari e  incalzanti problemi sulla faccia della terra.”

 “Lasciate che indirizzi questo punto usando i calcoli del Dr. Phillip Harter della Stanford University School of Medicine. Se noi potessimo ridurre la popolazione della terra ad un villaggio di solo cento persone, ci apparirebbe una situazione di questo tipo:

 

Vi sarebbero:

57 Asiatici

21 Europei

14 Nord e Sud Americani

 8 Africani

30 bianchi

70 non bianchi

 6 persone che possiedono il 59% della ricchezza mondiale, e tutte e 6 sarebbero degli Stati Uniti

80 vivrebbero in case scadenti

70 analfabeti

50 soffrono di malnutrizione

 1 avrebbe una educazione in college

 1 avrebbbe un computer proprio

 

 Perciò, come io ìndico, una visione integrale è una delle fondamentali esigenze sulla faccia del pianeta.

La salute dell’intera spirale, e particolarmente le sue onde più prossime, gridano verso di noi come la più importante domanda etica.

E’ nel governare i nostri corpi, che siamo nella più tremenda necessità di