La Nuova Visione del Mondo
L'OPERA DI KEN WILBER E LA CULTURA INTEGRALE
vedi sommario in Wilber e INTEGRAL
La nascita di Venere
Celestinian Center -Alba Magica (Rivista di approfondimento spirituale e scientifico della Nuova Era)
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Ken Wilber integra le concezioni
scientifiche della psicologia con la filosofia perenne:
questo termine, originariamente introdotto da Leibniz e
poi reso noto da Aldous Huxley, si riferisce alla
tradizione meditativa non dualista occidentale e
orientale, secondo la quale un solo Spirito immanifesto,
indivisibile e indistruttibile (chiamato anche Assoluto,
Coscienza, Sommo Bene) è alla base di tutte le cose. Lo
Spirito è trascendente e immanente la realtà universale
e individuale, di cui costituisce il cuore. L'esperienza
illuminativa dell'onnipervadenza dello Spirito è
testimoniata dai grandi sapienti di tutti i tempi con i
diversi nomi di samadhi, nirvana, satori, unione
mistica ecc. |

| Nel
modello integrale, lo sviluppo umano è visto
come il passaggio da uno stadio pre-egoico a uno egoico a
uno trans-egoico; dalla morale preconvenzionale alla
morale convenzionale alla morale postconvenzionale; da un
comportamento egocentrico a uno sociocentrico a uno
cosmocentrico; dalla subcoscienza allautocoscienza
alla supercoscienza. L'uomo totale e pienamente autorealizzato manifesta qualità della vita, talenti e creatività esprimendo nel mondo armonia, amore e saggezza. In questo contesto la psicopatologia è considerata un disturbo dello sviluppo, a stadi diversi del suo arco evolutivo. Nell'approccio integrale, la sofferenza mentale è riconosciuta non solo nella cornice di riferimento della psicopatologia conclamata da sintomi, ma anche nell'ambito delle crisi spirituali o della sofferenza dell'io separato dall'anima. La metodologia di sviluppo e di guarigione integra i portati della psicoterapia con le pratiche di consapevolezza e trasformazione presenti nei sistemi meditativi. La guarigione e il cammino della crescita richiedono lo sviluppo della consapevolezza e dell'amore. |
Il modello integrale di Wilber
I quattro quadranti della Mappa della coscienza

Nel grafico rappresentato in fig.5 è riproposto il modello integrale di Ken Wilber denominato All-Quadrant All-Level (AQAL) [Tutti-i-quadranti-Tutti-i-Livelli]. Lo stesso può rappresentarsi come nelle altre rappresentazioni che seguono
Con riferimento alla Fig.5
*I quattro livelli rappresentano uno spazio evolutivo
integrato nella coscienza nell'arco della crescita individuale,
in relazione all'esperienza soggettiva-intenzionale, a quella
intersoggettiva-culturale, a quella oggettiva-comportamentale e a
quella interoggettiva-sociale.
*Il quadrante a sinistra in alto è relativo all'esperienza
soggettiva-intenzionale studiata nella psicologia evolutiva.
*Il quadrante a destra in alto è relativo agli aspetti oggettivi
del cervello e del comportamento studiati nella neurologia e
nella psicologia cognitiva.
*Il quadrante a sinistra in basso è relativo agli aspetti
collettivi che si manifestano nella cultura, studiati nella
psicologia e nella antropologia culturale.
*Infine, il quadrante a destra in basso è relativo agli aspetti
collettivi esteriori delle istituzioni sociali studiati nella
sociologia.
I quattro quadranti rappresentano, allora, quattro dimensioni inseparabili di ogni essere-nel-mondo individuale. Queste dimensioni sono così fondamentali che ogni linguaggio naturale più importante li contiene come pronomi di prima, seconda e terza persona, che possiamo abbreviare come io, noi, ciò/esso (it) ed ciò/essi (its). LAlto/Sinistra è io, o la sensibilità interiore o consapevolezza di ogni essere individuale senziente (dagli atomi alle formiche alle scimmie). LAlto/Destra è ciò (it), cioè la forma esteriore di ogni essere senziente (cioè, la sua materia ed energia che include, come vedremo presto, le energie sottili). Il Basso/Destra è la forma esteriore di un gruppo, o collettivo, di esseri senzienti o individui. E il Basso/Sinistra è linteriorità o coscienza collettiva, i valori collettivi, il retroterra intersoggettivo, i contesti culturali, ecc. Di nuovo: linterno e lesterno dellindividuo e del collettivo
Una rappresentazione equivalente più sintetica é la seguente:

La parte superiore del diagramma fig.5 è l'individuale, la metà inferiore è il collettivo, la metà sinistra è l'interiore (consapevolezza, soggettività) e la metà destra è l'esteriore (obiettiva, materiale).
Così il quadrante superiore sinistro[A/S Alto/Sinistro] rappresenta l'interiore dell'individuo, l'aspetto soggettivo della coscienza o la consapevolezza individuale che ho rappresentato con la linea cognitiva sino al livello vision logica (pensiero sintetico integrato). (La figura 5 rappresenta gli sviluppi, a partire dal Big Bang, sino al modo attuale di consapevolezza; non copre gli sviluppi transpersonali che discuteremo più in dettaglio più avanti.) Tutto il quadrante superiore sinistro rappresenta l'intero spettro della coscienza così come appare in ogni individuo, dalle sensazioni fisiche, alle idee della mente all'anima e allo spirito. Lo psicogramma integrale è un grafico di questo quadrante.
Il linguaggio di questo quadrante A/S è il linguaggio
dell'io: il rapporto della prima persona, della corrente
interiore della consapevolezza. E' anche la sede dell'estetica o
della bellezza che risiede nell'io dell'osservatore.
Il quadrante destro [A/D Alto/Destro]superiore
rappresenta l'oggettivo, o i correlati esterni
degli stati interiori della coscienza. Senza
preoccuparci per il momento dell'esatta relazione tra mente
interiore e cervello oggettivo, possiamo notare solamente che i
due sono per lo meno intimamente collegati. Perciò possiamo
vedere nella fig. 5, semplici cellule
(prokarioti ed eukarioti) che già mostrano
"Irritabilità" o attiva risposta a degli stimoli.
Gli organismi neuronali posseggono sensazione e percezione, un
cervello del rettile aggiunge la capacità per gli impulsi e per
il comportamento istintivo, un sistema limbico aggiunge le
emozioni e certi rudimentali ma potenti sentimenti, una
neocorteccia aggiunge la capacità di accedere a simboli e
concetti e così via. (SF1, SF2 e SF3 nella
fig.5 rappresentano strutture più alte, le funzioni del
cervello, correlate con più alte capacità cognitive, come
vedremo più avanti.). I ricercatori che si concentrano su questo
quadrante, sui meccanismi del cervello, sui neurotrasmettitori e
studiano la natura organica che possa sostenere la consapevolezza
(la neurofisiologia, la scienza cognitiva, la psichiatria
biologica, ecc). Il linguaggio di questo quadrante è il
linguaggio del ciò, egli, (it): terza persona o resoconti
oggettivi dei fatti scientifici che riguardano l'organismo
individuale.
Ma, gli individui non esistono mai da soli; ogni essere è un essere nel mondo. Gli individui sono sempre parte di una collettività, e c'è un collettivo interiore ed un collettivo esterno. Questi sono indicati rispettivamente nel quadrante inferiore sinistro [B/S, Basso/Sinistra] e inferiore destro [B/D, Basso/Destra].
L'inferiore sinistro rappresenta l'interno del collettivo, o i valori, i significati, le visioni del mondo e l'etica che è condivisa da un gruppo di individui. Nella figura 5 é rappresentato tutto questo con le visioni del mondo come magica, mitica e razionale .
Il linguaggio di questo quadrante è il linguaggio del "noi": seconda persona, o linguaggio dell'io-tu che coinvolge la comprensione reciproca, giustizia e bontà, in breve come tu ed io ci arrangeremo per andare avanti insieme. Questo è il quadrante culturale.
La cultura tuttavia, non è sospesa senza corpo nell'aria, proprio come la coscienza individuale è ancorata a forme materiali obiettive (come il cervello), così tutti i componenti della cultura sono ancorati in forme istituzionali esterne e materiali. Nellinferiore destro troviamo gli esteriori-sistemi (il dominio delle reti degli oggetti). Questi sistemi sociali includono istituzioni materiali, formazioni geopolitiche e forze produttive (che vanno dal raccoglitore, all'agricolo agrario industriale ed informatico). Poiché questi sono fenomeni oggettivi, il linguaggio di questo quadrante, come quello oggettivo individuale, è un linguaggio in "it" o "ciò". Dal momento che sia il destro superiore sia il destro inferiore sono obiettivi "ciò" possono essere considerati unitari in ambito generale, e ciò significa che i quattro quadranti possono essere riassunti nei "Grandi Tre" di io, noi, e ciò.
Oppure: l'estetica dell'io, la morale del noi, e la scienza del "ciò". Il Bello, il Buono ed il Vero, la prima, seconda e terza persona, l'io, la cultura e la natura, l'arte, la morale e la scienza. In altre parole i quattro quadranti (o più semplicemente i grandi tre) sono il sostegno della moderna differenziazione delle sfere dei valori di arte, morale e scienza. Dove la premodernità aveva avuto la tendenza alla fusione o non differenziare chiaramente, i Grandi Tre, la modernità certamente li ha chiaramente differenziati, e li lasciò liberi di seguire la loro strada. Questa differenziazione è stata parte della dignità della modernità, che permettendo ad ogni dimensione di perseguire le sue verità, permise ad ognuno di questi di raggiungere scoperte impressionanti e di ampia portata, scoperte che anche i più severi critici ammettono, separarono la modernità dalla premodernità. Ma qualcosa d'altro separò la modernità. La differenziazione dei Grandi Tre andò troppo oltre nella dissociazione: la dignità si trasformò in disastro, e ciò permise ad una scienza imperialista di dominare le altre sfere pretendendo che esse non possedessero una propria realtà inerente (lo scientismo, il materialismo scientifico, l'uomo unidimensionale, il disincanto del mondo). Scomparsa era la mente, scomparsi l'anima e lo spirito e al loro posto, fin dove l'occhio poteva vedere, la freddezza di un mondo di oggetti: "Una meschina situazione senza colore, senza profumo e suono"; "semplicemente il frettoloso movimento materiale, senza fine e senza significato". Avvenne così che virtualmente tutto lo spettro della coscienza, e certamente i suoi livelli superiori (anima e spirito), furono ridotti a mutazioni della materia e dei corpi. Ma ottusamente tutti gli "io" e il "noi" furono ridotti in "ciò", a oggetti nello sguardo scientifico, che non importa quanto a lungo osservasse, non poteva trovare nulla che potesse assomigliare al Grande Campo delle possibilità umane, ma vedeva solo schemi senza fine dei processi di cose, in corsa qua e là.
La Mappa, con una visione più analitica, si può rappresentare come segue
Il grafico sopra [Tutti-i-quadranti-Tutti-i-Livelli] -semplificando - può essere rappresentato anche così: nota bene le due distinzioni per colonna (interiore -esteriore) e per riga (individuale-collettivo)
in verticale (colonne)
Interiore [Io e Noi-(quadranti 1 e 3)]---Esteriore [ciò-(quadranti 2 e 4]
colonna di sinistra(quadranti 1 e 3)-colonna di destra(quadranti 2 e 4)
in orizzontale:
individuale-->> quadranti 1 e 2
collettivo--->>quadranti 3 e 4

A/S Superiore-Sinistro Quadrante dell' "io" Interiore-Individuale Intenzionalità |
A/D Superiore-Destro Quadrante del "ciò, egli, (it)" Esteriore-Individuale Comportamenti |
B/S Basso-Sinistra Quadrante del "noi" Interiore-Collettivo Culturale |
B/D Basso-Destra Quadrante "it" o "ciò" Esteriore-Collettivo reti degli oggetti-sistemi sociali |
Questa, in poche parole, è la mappa della realtà di Wilber, il suo mandala ontologico.
Ma ciò è solo parte della mappa. Ricordiamo le altre sue grandi generalizzazioni orientanti: Evoluzione e Spirito. Ciascun Quadrante è co-evolvente, dalle forme più basse e più semplici alle realtà più alte, o più profonde, e più complesse. Ciò significa, semplicemente, che gli interiori individuali (soggetti) evolvono, gli interiori comuni (culture) evolvono, gli esteriori-individuali (gli oggetti fisici individuali) evolvono, e gli esteriori-rete (i sistemi fisici oggettivi) evolvono. Inoltre, nulla evolve in ogni singolo quadrante senza una concomitante evoluzione in tutti gli altri quadranti.
Quello che ci conduce forse alla generalizzazione orientante centrale della cosmologia di Wilber è: Tutto ciò che esiste consiste di oloni. Wilber ha mutuato il termine "holon" da Arthur Koestler (1969). Molto semplicemente, ogni cosa è simultaneamente una parte di qualcosa di più grande di sè (un tutto più alto), e un tutto di per se stessa, costituita a propria volta di parti più piccole. Oltre che consistere di una relazione parte-tutto allinterno del proprio quadrante, ogni olone, dice Wilber, necessariamente partecipa di tutti i quadranti. Nulla esiste meramente come una realtà esteriore (o interiore), e nulla è sempre semplicemente un individuo (o un sistema).Tutti i sistemi consistono di parti individuali, e tutti gli individui sono integrati in sistemi. E, naturalmente, tutti gli esteriori hanno degli interiori e viceversa.
Per comprendere come il mondo è costruito e come funziona, dice Wilber, abbiamo bisogno di adottare un approccio di "tutti i quadranti, tutti i livelli" - intendendo che abbiamo bisogno di tenere in conto non solo interiori ed esteriori, individui e sistemi, ma anche il fatto che ciascun olone evolve entro tutti e quattro i quadranti attraverso i vari livelli identificati nella grande Catena dellEssere, da una parte, e nelle scienze evoluzioniste, dallaltra.
Nella rappresentazione successiva i cerchi concentrici rappresentano i livelli della totalità umana (corpo, mente, anima e Spirito) che sono in comunicazione con i quattro quadranti, che rappresentano l'esperienza umana relativa all'intenzionalità, al comportamento, alla cultura e alla società.

Dall'interno verso l'esterno dei cerchi:
Corpo (body)- Mente (mind)- Anima (soul)- Spirito (Spirit).
| Nel grafico
a cerchi concentrici è riproposto il modello integrale
di Ken Wilber denominato All-Quadrant
All-Level (AQAL), in cui i cerchi concentrici
rappresentano i livelli della totalità umana (corpo,
mente, anima e Spirito) che sono in comunicazione con i
quattro quadranti, che rappresentano l'esperienza umana
relativa all'intenzionalità, al comportamento, alla
cultura e alla società. I quattro livelli rappresentano uno spazio evolutivo integrato nella coscienza nell'arco della crescita individuale, in relazione all'esperienza soggettiva-intenzionale, a quella intersoggettiva-culturale, a quella oggettiva-comportamentale e a quella interoggettiva-sociale. I
quadranti della fig.5 si possono quindi vedere anche come
segue: |