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L'Approccio Integrale

nel pensiero di Ken Wilber

Applicazioni del Modello Integrale e Pratica Traformativa Integrale [PTI]

Dott.ssa Giovanna Visini A.R.A.T.- Associazione Rebirthing Transpersonale

 Cell. 338/2124389 E-mail: giovannavisini@tiscali.it    HTTP://www.rebirthing-milano.it

In questa pagina:

1] L'Approccio Integrale di Ken Wilber

2] Applicazioni del Modello Integrale

1

L'Approccio Integrale di Ken Wilber

Ken Wilber integra le concezioni scientifiche della psicologia con la filosofia perenne: questo termine, originariamente introdotto da Leibniz e poi reso noto da Aldous Huxley, si riferisce alla tradizione meditativa non dualista occidentale e orientale, secondo la quale un solo Spirito immanifesto, indivisibile e indistruttibile (chiamato anche Assoluto, Coscienza, Sommo Bene) è alla base di tutte le cose. Lo Spirito è trascendente e immanente la realtà universale e individuale, di cui costituisce il cuore. L'esperienza illuminativa dell'onnipervadenza dello Spirito è testimoniata dai grandi sapienti di tutti i tempi con i diversi nomi di samadhi, nirvana, satori, unione mistica ecc.

Sulla base dello Spirito puro, che costituisce l'essenza del Sé profondo, l'essere umano è composto da livelli gerarchicamente ordinati, che sono: il corpo, la mente e l'anima. Diversamente dallo Spirito, che è Coscienza pura e non ha né forma né qualità, l'anima è la dimora delle forme archetipiche del vero, del bello e del buono, mentre la mente è la sede del pensiero, dell'intelligenza e dei processi psicologici.
Secondo Ken Wilber, lo scopo della crescita è l'attualizzazione di tutte le umane potenzialità nella coscienza individuale, che si manifesta nell'esperienza soggettiva dell'intenzionalità, nell'esperienza oggettiva del comportamento, nell'esperienza intersoggettiva della cultura e nell'esperienza interoggettiva delle istituzioni sociali.

Nel modello integrale, lo sviluppo umano è visto come il passaggio da uno stadio pre-egoico a uno egoico a uno trans-egoico; dalla morale preconvenzionale alla morale convenzionale alla morale postconvenzionale; da un comportamento egocentrico a uno sociocentrico a uno cosmocentrico; dalla subcoscienza all’autocoscienza alla supercoscienza.
L'uomo totale e pienamente autorealizzato manifesta qualità della vita, talenti e creatività esprimendo nel mondo armonia, amore e saggezza. In questo contesto la psicopatologia è considerata un disturbo dello sviluppo, a stadi diversi del suo arco evolutivo.

Nell'approccio integrale, la sofferenza mentale è riconosciuta non solo nella cornice di riferimento della psicopatologia conclamata da sintomi, ma anche nell'ambito delle crisi spirituali o della sofferenza dell'io separato dall'anima. La metodologia di sviluppo e di guarigione integra i portati della psicoterapia con le pratiche di consapevolezza e trasformazione presenti nei sistemi meditativi. La guarigione e il cammino della crescita richiedono lo sviluppo della consapevolezza e dell'amore.

Il modello integrale di Wilber-I quattro quadranti della Mappa della coscienza rappresentati attraverso il grafico [Tutti-i-quadranti-Tutti-i-Livelli]

Il grafico sopra [Tutti-i-quadranti-Tutti-i-Livelli] -semplificando - può essere rappresentato anche così: nota bene le due distinzioni per colonna (interiore -esteriore) e per riga (individuale-collettivo)

Interiore [Io e Noi-(quadranti 1 e 3)]---Esteriore [ciò-(quadranti 2 e 4]

colonna di sinistra(quadranti 1 e 3)-colonna di destra(quadranti 2 e 4)

individuale-->> quadranti 1 e 2

collettivo--->>quadranti 3 e 4

A/S

Superiore-Sinistro

Quadrante dell'

"io"

Interiore-Individuale

Intenzionalità

A/D

Superiore-Destro

Quadrante del

"ciò, egli, (it)"

Esteriore-Individuale

Comportamenti

B/S

Basso-Sinistra

Quadrante del

"noi"

Interiore-Collettivo

Culturale

B/D

Basso-Destra

Quadrante

"it" o "ciò"

Esteriore-Collettivo

reti degli oggetti-sistemi sociali

ovvero:

in verticale (colonne)

Interiore [Io e Noi-(quadranti 1 e 3)]---Esteriore [ciò-(quadranti 2 e 4]

colonna di sinistra(quadranti 1 e 3)-colonna di destra(quadranti 2 e 4)

in orizzontale:

individuale-->> quadranti 1 e 2

collettivo--->>quadranti 3 e 4

la figura sopra é ripresa da Sex,Ecology, Spirituality una delle opere più ampie, approfondite e complete di Wilber

Nel grafico -in qualsiasi forma presentato sopra o altrove- è riproposto il modello integrale di Ken Wilber denominato All-Quadrant All-Level (AQAL)[Tutti-i-quadranti-Tutti-i-Livelli].

Nella forma seguente:

i i cerchi concentrici rappresentano i livelli della totalità umana (corpo, mente, anima e Spirito) che sono in comunicazione con i quattro quadranti, che rappresentano l'esperienza umana relativa all'intenzionalità, al comportamento, alla cultura e alla società.
*I quattro livelli rappresentano uno spazio evolutivo integrato nella coscienza nell'arco della crescita individuale, in relazione all'esperienza soggettiva-intenzionale, a quella intersoggettiva-culturale, a quella oggettiva-comportamentale e a quella interoggettiva-sociale.

I QUADRANTI:
*Il quadrante a sinistra in alto è relativo all'esperienza soggettiva-intenzionale studiata nella psicologia evolutiva.
*Il quadrante a destra in alto è relativo agli aspetti oggettivi del cervello e del comportamento studiati nella neurologia e nella psicologia cognitiva.
*Il quadrante a sinistra in basso è relativo agli aspetti collettivi che si manifestano nella cultura, studiati nella psicologia e nella antropologia culturale.
*Infine, il quadrante a destra in basso è relativo agli aspetti collettivi esteriori delle istituzioni sociali studiati nella sociologia.

L’epoca in cui viviamo è stata definita da molti studiosi post-moderna e post-razionale. Quello che secondo noi, in accordo con Wilber, la caratterizza, pur se tra mille contraddizioni e regressioni, è il bisogno di sintesi e di integrazione. Questo indica che una parte importante dell'umanità si sta evolvendo dal livello in cui la coscienza è  identificata con l'ego-razionale verso il   livello o fulcro della visione logica o pensiero integrativo (Wilber la chiama la coscienza del centauro, utilizzando questa figura mitica che ha la parte superiore del corpo di un uomo e quella inferiore di un cavallo per indicare la sintesi di corpo-mente, il superamento della dualità e dell’opposizione).

 

 L’umanità ha vissuto per millenni in un universo percepito sulla base di dualità in conflitto, in particolare maschile e femminile, materia e spirito, corpo e mente. In Occidente per circa millesettecento anni si è priviliegiato il maschile e lo spirito, la via ascendente e ascetica fino a una radicale inversione di tendenza che dall’Illuminismo in poi ha dato la supremazia alla materia e al corpo, al Ciò, e ha eliminato spirito e spiritualità, interiorità e profondità dalla scena ( la visione del mondo flatland, appiattita, senza spessore di Wilber). Per quanto riguarda il femminile, si può dire che è iniziato negli ultimi quarant’anni il faticoso recupero del punto di vista e della voce delle donne in un mondo da cui erano state in vario modo escluse.

 

Ken Wilber si è fatto il portavoce di questo bisogno di nuovi modelli e visioni del mondo integrali, dedicando a esso negli ultimi anni l’intera sua opera di ricerca ed elaborazione teorica. Egli propone l’integrazione di quadranti, livelli e linee evolutivi, la psicologia e la spiritualità, la scienza e la religione, la destra e la sinistra, il maschile e il femminile, l’Oriente e l’Occidente. Integrare sembra l’arduo compito di questa epoca, superare le divisioni. Gran parte della grande crisi che viviamo è proprio dovuta alla transizione faticosa tra un modo di vedere il mondo che non soddisfa più, che è solo fonte di confusione e sofferenza e la difficoltà di gestazione e di nascita di una nuova visione del mondo integrale. Anche perché le spinte regressive sono molto forti, basti pensare agli innumerevoli conflitti sparsi per il mondo che manifestano visioni del mondo di tipo etnocentrico, tribale, razzista e mitico-religioso

 

Infatti, se il centro di gravità dell'umanità che si trova al livello razionale-egoico sembra spostarsi faticosamente verso il livello della visione logica integrativa con una morale mondocentrica planetaria , ci sono percentuali elevate di popolazioni che si trovano a vari altri livelli, non solo razionale ma anche mitico-razionale, mitico e anche magico.

 

Wilber nella Introduzione al Volume 7 dei suoi Collected Works cita il lavoro di Don Beck e Christopher Cowan chiamato Spiral Dynamics. Questi ricercatori hanno adottato una sequenza di otto stadi evolutivi dell’umanità (simili a quelli di Wilber tranne per il fatto che gli stadi spirituali non vengono considerati) e hanno valutato sia la percentuale della popolazione mondiale che si trova a ogni livello sia la percentuale di potere sociale che ogni livello detiene.

 

Secondo Beck e Cowan, il 40% della popolazione mondiale, con 30% di potere sociale, si trova a livello di “regole conformiste”: la vita ha un senso, una direzione, uno scopo determinato dal collettivo. E’ il livello delle antiche nazioni, con concezioni paternalistiche e gerarchie rigide, legge e ordine; spesso la religione come appartenenza mitica, ma può anche essere secolare e atea.  Invece la mentalità scientifica, che ha superato la visione del mondo collettiva/conformista e pensa in termini individualistici, raggiunge il 30% della popolazione mondiale e detiene 50% del potere sociale. Si tratta della visione del mondo uscita dall’Illuminismo, il mondo è una macchina razionale con leggi naturali che possono essere imparate. Le leggi della scienza regolano la politica. l’economia e gli eventi umani. 

 

La visione del mondo “ecologica”, (primo stadio della visione logica) che è contro le gerarchie, pluralistica, multiculturale, pone enfasi sulla relazione e sul dialogo, sui sentimenti e il prendersi cura, ecc.  (con tutti gli aspetti anche negativi criticati d Wilber di riduzionismo sottile, la rete della vita, Gaia e la teoria dei sistemi sbandierati come nuova spiritualità, mentre la spiritualità come profondità e interiorità viene negata) ha una percentuale di 10% della popolazione con il 15% di potere.

 

La visione logica matura, che è quella cui ci riferivamo all’inizio, include e abbraccia i vari contesti e culture e comincia a integrarli in sistemi olarchici che includono i vari livelli di sviluppo sia interno (coscienza) che esterno (materia), sia nella dimensione verticale che in quella orizzontale (gerarchica e eterarchica. Vi ricordate gli oloni? anche Beck e Cowan vi si riferiscono). Si tratta di una visione a molti livelli, molte dimensioni, molte modalità che passa dal relativismo pluralistico del livello precedente all’integralismo universale. Così si passa allo stadio della visione logica media e della visione logica compiuta, quest’ultima corrisponde al centauro di Wilber.  Per ora, secondo Beck e Cowan, questi due livelli di visione logica rappresentano solo l’1% della popolazione con 5% di potere. Il centauro solo lo 0,1% e rappresenta l’avanguardia del prossimo salto evolutivo dell’umanità.

 

Ma torniamo alla questione dell’integrazione di materia e spirito, via che sale  e via che scende. L’evoluzione avviene, abbiamo detto più volte, attraverso il movimento di trascendere e includere, il livello più elevato trascende e include il meno elevato, non lo nega né lo reprime. Solo uno sviluppo patologico procede in questo modo. Purtroppo è successo che molti cammini spirituali abbiano negato la natura. Vediamo rapidamente come è andata per capire la necessità di integrazione e superamento della eventuale dissociazione.

 

Verso il sesto secolo prima di Cristo, chiamato periodo assiale, si produsse un salto nello sviluppo evolutivo dell’umanità. Saggi come Parmenide, Platone, Gautama il Buddha, Lao Tzu e più tardi Gesù di Nazareth, scoprirono che andando oltre il livello psichico e sottile potevano arrivare alla identità causale con lo Spirito: l’atman e Brahman sono uno, Io e il Padre siamo uno, il sé separato si dissolve nel Vuoto. Questo passaggio dalla più alta Forma della Coscienza (livello sottile) alla pura Coscienza Senza Forma, rappresenta una conquista enorme della coscienza umana che è alla base delle più grandi tradizioni spirituali del mondo che ancora danno i loro meravigliosi frutti.

 

La scoperta del livello causale e del Senza Forma dietro il mondo delle Forme, ebbe però una conseguenza spiacevole, quella di sviluppare, in generale, un disprezzo e un rifiuto per il mondo delle forme, per la manifestazione, per la vita. Così l’obiettivo divenne raggiungere un paradiso che non è sulla terra, il nirvana separato dal samsara, un regno che non è di questo mondo. Si cercava la pura cessazione dei fenomeni, nirvikalpa samadhi, l’assorbimento estatico senza forma. Questa è la via che sale, pura Ascesa e rifiuto del mondo, ricerca oltramondana. Tutto ciò che è di questo mondo, sesso e quindi donna, soldi, carnalità, desiderio, natura, era bollato come illusione, peccato, ignoranza. Le religioni di quel periodo, in Oriente e in Occidente erano dominate da questo approccio che rifiutava il mondo e la vita e predicava ascetismo e rinuncia, ed erano generalmente misogine. Si trattava di un profondo dualismo che opponeva spirito e materia e corpo, il mondo manifesto allo Spirito senza forma.

 

Finché nel II secolo dopo Cristo, ci fu un altro salto evolutivo nei livelli di coscienza più avanzati dell’epoca che permise di oltrepassare il livello causale. Lo Spirito in alcuni individui eccezionali cominciò a riconoscere la sua stessa condizione Non Duale. I maggiori rappresentanti di questa nuova svolta nell’evoluzione della coscienza furono Nagarjuna, fondatore della scuola buddhista Madyamika, in Oriente e il neoplatonico Plotino in Occidente.  La visione Non Duale la troviamo sintetizzata nell’affermazione che si trova nel Sutra del Cuore che costituisce l’essenza del Buddhismo Mahayana: “Ciò che è Forma non è altro che Vuoto, e ciò che Vuoto non è altro che Forma. Plotino affermò, a sua volta che i Molti sono una manifestazione dell’Uno, non sono separati dall’Uno.

 

Malgrado Plotino e altri mistici occidentali non duali, la Chiesa cattolica ha sempre difeso l’approccio ascetico del regno che non è di questo mondo, ma le correnti platoniche e neoplatoniche si sono mantenute in modo sotterraneo, sono state  ispiratrici dello sfolgorante risveglio dell’Umanesimo e del Rinascimento con Marsilio Ficino, Pico della Pirandola, Giordano Bruno. Riscoprire Platone e contrapporlo ad Aristotele e alla scolastica significa riscoprire la vita, la creatività, la bellezza dopo una mortificazione ascetica di molti secoli. L’aspirazione a una riunificazione della via che sale e della via che scende trova poi una sua alta espressione negli Idealisti come Fichte, Schelling e Hegel. In Oriente la visione non duale è alla base del Buddhismo Mahayana, del Vedanta, dello Shivaismo del Kashmir, del Buddhismo Vajrayana o Tantra. Il Tantra non duale fiorì tra il 700 e il 1000 in India e da lì si diffuse Tibet, Corea, Giappone, Cina. Anche in Oriente venne compreso a un certo punto che la Grande Catena dell’Essere non è statica, ma si evolve nel tempo, e un grande esempio  di questa visione è lo Yoga Integrale di Aurobindo e Mère.

 

Per noi oggi si tratta di integrare la visione idealistica e neoplatonica della Grande Catena dell’Essere, come Spirito-in azione, con la comprensione scientifica moderna dell’evoluzione e con la visione delle scuole non duali. Questo è un approccio integrale che è ancora all’inizio, ma che cresce e si sviluppa rapidamente e a cui Wilber ha dato un contributo senza precedenti..

 

Ci sono certamente molti ostacoli a questo approccio, come si deduce dalla bassissima percentuale di persone nel mondo che esprimono questa esigenza, ma è indubbio che ci muoviamo in questa direzione.

 

In questo contesto ci sembra necessario menzionare almeno un ostacolo che affligge molte ricercatori spirituali e che concerne la relazione tra psicologia e spiritualità. Wilber lo descrive nel suo libro One Taste, chiamandolo scuola del “bypass spirituale”. Si tratta dell’atteggiamento di chi crede che se si trova il Sé Superiore, o Dio o lo Spirito, tutti gli altri problemi si risolveranno da soli, che si tratti di soldi, di lavoro, di relazioni affettive, di problemi familiari. Purtroppo certe forme della  new age hanno favorito questo atteggiamento che può essere definito come approccio di tipo magico/narcisistico ( e chi di noi non ha avuto almeno una fase nel suo cammino in cui non abbia manifestato questo atteggiamento?).

 

Per di più è particolarmente facile cadere nell’inganno quando si segue un cammino spirituale non duale. In queste tradizioni si sostiene che lo stato non duale è la coscienza che è presente in ogni momento, in questo preciso momento, e quindi proprio ora può essere realizzata. Proprio perché è sempre già presente, è possibile, attraverso pratiche meditative e altre tecniche come il rebirthing transpersonale, avere delle esperienze dello stato non duale. La parola “esperienza” non è appropriata perché nello stato non duale non c’è più né chi sperimenta, né la cosa che viene sperimentata, né l’atto di sperimentare. E’ piuttosto la realizzazione di ciò che prima non vedevamo anche se era presente.

 

La questione è che realizzando la coscienza non duale ci si sente come liberati dal livelli inferiori del corpo-mente. Ma questi livelli non scompaiono, ci si ammala ancora, ancora si viene licenziati e si divorzia. Raggiungere i livelli più elevati non significa che i livelli inferiori spariscano e neppure che si sia capaci automaticamente di gestirli in modo diverso. I livelli inferiori continuano a essere necessari al nostro benessere e quindi non possono essere trascurati, essi sono proprio il mezzo per esprimerci nel mondo e ci permettono di manifestare la comprensione spirituale che abbiamo realizzato.

 

Un altro aspetto della questione è che per raggiungere un livello superiore non è necessario la perfetta padronanza dei livelli inferiori. Abbiamo già visto che ci sono differenti linee evolutive che possono svilupparsi in modo relativamente autonomo. Così si può raggiungere anche uno stato non duale, ma questo non vuol dire che non continuiamo a soffrire di una nevrosi o di un qualsiasi altro disturbo emozionale o affettivo, ma, poiché non siamo più identificati con il corpo-mente, possiamo pensare che non sia più necessario occuparsene.

 

Ma gli altri che sono intorno a noi si renderanno conto della nostra nevrosi o del nostro problema e se parleremo loro delle meraviglie dello stato non duale, penseranno che dopo tutto non è che ci sia servito molto. Questo perché il nostro corpo-mente non trasformato non è un veicolo adeguato per comunicare agli altri quello stato. Quindi, è necessario prendere in considerazione i livelli inferiori perché possa emergere un vero approccio integrale. E’ quanto si propone, per esempio, lo Yoga Integrale di Aurobindo che sostiene la necessità della discesa dell’energia e della luce dalle alte vette della realizzazione spirituale per illuminare tutti i livelli inferiori fino all’inconscio e la materia “subconscia”. “La conoscenza ultima è quella che percepisce e accetta Dio nell’universo e Dio al di là dell’Universo, come lo yoga integrale che avendo trovato il Trascendente, può ritornare nell’universo e possederlo, conservando il potere di discendere come quello di salire la grande scala dell’esistenza.” (La Sintesi dello Yoga)

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Applicazioni del Modello Integrale

Politica -Medicina-Affari-Educazione-Spiritualità nelle Relazioni e nell'Assistenza Sociale-Ecologia integrale-Studi sulla Coscienza-Spiritualità nelle Relazioni e nell'Assistenza Sociale-Visioni del mondo-Le minoranze discriminate-UNICEF-La Pratica Trasformativa Integrale

Nel capitolo di One Taste del 14 ottobre c'è una breve lista di alcune delle applicazioni che altri ricercatori hanno fatto in diversi campi, di questo modello di "tutti i livelli e tutti i quadranti". Certamente il modello "tutti i livelli e tutti i quadranti" è solo un semplice sommario dell'approccio "Olonico" che in realtà include quadranti, livelli, linee, stati, tipi, e reami, come apparirà sempre più chiaro attraverso quest'introduzione. Ma è utile semplificare tutto nel modello di "tutti i livelli e tutti i quadranti".
Da quando One Taste fu pubblicato all'inizio del 1999, l'interesse per questo tipo di approccio integrale è cresciuto considerevolmente. Parte di ciò cominciò quando Bill Clinton lesse The Marriage of Sense and Soul e scrisse di sua mano una lettera su questo. Dette poi il libro ad Al Gore che, in un lungo pezzo sul The New Yorker magazine, lo definì "uno dei miei nuovi libri preferiti". Il fatto che il giornale liberale New Yorker abbia riassunto i contenuti di Sense and Soul senza ironizzare, rese queste idee in qualche modo, popolari per l'intellighenzia. Ad ogni modo e per varie ragioni, le applicazioni di una visione più integrale, sono fiorite negli affari, nell'educazione, nella sanità e perfino nella riforma carceraria.
Menziono tutto questo perché è l'argomento sui cui più che ogni altro ricevo domande, cioè i vari tipi di applicazione del modello olonico integrale nel "mondo reale". Qui sono brevi esempi di quanto sta succedendo.

Politica

Ho lavorato con Drexel Sprecher, Lawrence Chickering, Don Beck, Jim Garrison, Jack Crittenden, e numerosi altri su una teoria politica di tutti i livelli e tutti i quadranti (in aggiunta al lavoro con gli scritti di teorici politici troppo numerosi da elencare). Siamo stati coinvolti tra gli altri con i consiglieri di Bill Clinton, Al Gore, Tony Blair, e George W. Bush. C'è un sorprendentemente forte desiderio nel mondo di trovare una "Terza Via" che unisca il meglio del liberalismo e del conservatorismo - il "Centro Vitale" del Presidente Clinton, il "Conservatorismo compassionevole" di G. Bush, Il Nuovo Centro della Germania, La Terza Via di Tony Blair, e la Rinascimento Africano di Thabo Mbeki, per nominarne alcuni, - e molti teorici stanno pensando che uno schema di riferimento di tutti i livelli tutti i quadranti è il più robusto fondamento per questo.
Ecco quello che considero il mio particolare orientamento teorico, sviluppato in gran parte da me solo, e che è poi diventato uno schema di discussione con questi altri teorici che portano le loro idee originali per un'inseminazione trasversale. Voglio prima indicare i miei pensieri e poi quelle aree in cui questi teorici mi hanno aiutato enormemente.
Nell'ultimo capitolo di Up from Eden ("Republicans, Democrats, and Mystics") ho fatto l'osservazione che quando si prende in considerazione la causa delle sofferenze umane, i liberal tendono a credere in cause obiettive, mentre i conservatori in cause soggettive. Cioè se un individuo soffre, il tipico liberale tende a criticare le obiettive condizioni sociali delle istituzioni, (se sei povero è perché sei oppresso dalla società), mentre il tipico conservatore tenderà ad accusare fattori soggettivi (se sei povero è perché sei pigro). Così il liberale raccomanda interventi sociali obiettivi: ridistribuire la ricchezza, cambiare le istituzioni affinché forniscano migliori risultati, suddivisione della torta economica, aspirazione all'uguaglianza di tutti. Il tipico conservatore raccomanda che s'instillino i valori della famiglia, richiede che gli individui si assumano maggiori responsabilità di sé, che gli standard morali siano ristretti, (spesso abbracciando valori della religione tradizionale) incoraggia l'etica del lavoro, la ricompensa, il successo e così via.
In altre parole il tipico liberal crede principalmente in cause del lato destro, il tipico conservatore crede principalmente in cause del lato sinistro. (Non farti confondere dalla terminologia dei quadranti, la sinistra politica crede in cause del lato destro e la destra politica crede in cause del lato sinistro; se avessi pensato alle teorie politiche quando arbitrariamente stabilii i quadranti probabilmente li avrei allineati perché combaciassero). Il punto importante è che il primo passo verso la Terza Via, che integra il meglio del liberale e del conservatore, consiste nel riconoscere che entrambi i quadranti interiori ed esteriori sono ugualmente reali e importanti. Conseguentemente dobbiamo riconoscere sia i fattori interiori (i valori, i significati, la morale e lo sviluppo della consapevolezza) sia i fatti esteriori (condizioni economiche, benessere materiale, avanzamento tecnologico, sicurezza sociale, ambiente) - in breve, una vera Terza Via dovrebbe enfatizzare sia lo sviluppo interiore sia quello esteriore. Quindi mettiamo a fuoco per un momento l'area dello sviluppo della coscienza. Questa dopo tutto è la parte più difficile da digerire per i liberal, perché la discussione su livelli o stati, di qualunque cosa (inclusa la coscienza) e profondamente antagonista alla maggior parte dei liberal, che credono che tutti i "giudizi" sono razzisti, sessisti, emarginanti, e così via. Il tipico liberale ricordate, non crede in una causa interiore e, di fatto, neppure nelle dimensioni interiori. La tipica epistemologia liberal (es. John Locke) immagina che la mente sia una tabula rasa, una lavagna vuota, che è riempita dalle immagini del mondo esterno. Se qualcosa va male all'interno (se stai soffrendo) è perché c'è stato prima qualcosa di sbagliato all'esterno (le istituzioni sociali), perché l'interno dipende dall'esterno. Ma se l'interno ha i suoi livelli di crescita e sviluppo e non è semplicemente portato dentro dal mondo esterno? Se una vera Terza Via dipende dall'includere sia lo sviluppo interiore e lo sviluppo esteriore, allora dovrebbe valere la pena per noi guardare attentamente alle fasi interiori di sviluppo della consapevolezza che si dischiude. E qui alcune sorprese attendono il tipico liberal. Qui è dove il mio lavoro è stato d'aiuto ai teorici della politica che stanno lavorando alla Terza Via, (sia nella versione liberal sia conservatrice).In libri come Integral Psychology, ho correlato oltre cento modelli di sviluppo della coscienza, Oriente e Occidente, antichi e moderni, che aiutano a darci un'immagine molto solida delle fasi di sviluppo della coscienza nel reame soggettivo, non come una rigida serie di livelli inalterabili, ma come una guida generale alle possibili onde del venire alla luce della coscienza. Se il primo passo verso una veramente integrata Terza Via deve combinare l'interiore con l'esteriore (il lato destro e sinistro, il soggettivo e l'oggettivo), il secondo passo consiste nel comprendere che ci sono livelli del soggettivo, - fasi, cioè: evoluzione della coscienza. Per facilitare di chiarire queste fasi possiamo usare qualunque delle più riconosciute mappe dello sviluppo interiore come quelle di Jane Loevinger, Robert Kegan, Clare Graves, William Torbert, Susanne Cook-Greuter, o le Spirali Dinamiche di Beck e Cowan. Per questo semplificato riassunto userò solo tre fasi estese: preconvenzionale (o egocentrico), convenzionale (o sociocentrico), postconvenzionale o planetario (worldcentric).L'ideologia tradizionale conservatrice ha le sue radici in un'onda di sviluppo sociocetrica, di una convenzionale appartenenza mitica. I suoi valori continuano ad essere fondati su un orientamento religioso mitico (come la Bibbia); generalmente enfatizza i valori familiari, il patriottismo; ed è fortemente sociocentrica (e quindi spesso etnocentrica), con radici in valori sociali aristocratici e gerarchici, ed una tendenza verso il patriarcato ed il militarismo. Questo tipo d'appartenenza mitica e virtù civica hanno dominato la conoscenza culturale approssimativamente dal 1000 AC, sino all'Illuminismo in Occidente, quando un fondamentalmente nuovo modo di coscienza, l'egoico razionale, è emerso su scala determinante, portando a nuove ideologie politiche in altre parole il liberalismo. L'Illuminismo liberale comprese di essere in gran parte una reazione alla struttura dell'appartenenza mitica e al suo fondamentalismo, specialmente in due aspetti: il potere socialmente oppressivo dei miti con i loro pregiudizi etnocentrici (tutti i cristiani saranno salvi e tutti i pagani vanno all'inferno), e la natura non scientifica delle conoscenze affermate dai miti (l'universo è stato creato in sei giorni). Sia l'attiva oppressione istituita dalla religione mitica etnocentrica, sia il suo carattere non scientifico, furono responsabili d'indicibile dolore, e l'Illuminismo aveva tra i suoi scopi l'alleviare questa sofferenza. Il grido di battaglia di Voltaire, che stabilì il tono dell'Illuminismo francese, era: "Ricordate le crudeltà!" le sofferenze inflitte dalla chiesa a milioni di persone nel nome del Dio mitico.
Al posto di un'appartenenza mitica etnocentrica, basata su l'identità del ruolo, all'interno di una gerarchia d'altre identità di ruolo, l'Illuminismo domandò un'identità egoica libera da condizionamenti etnocentrici (i diritti universali dell'uomo) e basata sulla ricerca razionale e scientifica. I diritti universali avrebbero combattuto la schiavitù, la democrazia avrebbe combattuto la monarchia, l'io autonomo avrebbe combattuto la mentalità del gregge, e la scienza avrebbe combattuto il mito: questo è come l'Illuminismo si considerava (e in molti casi giustamente è stato così).In altre parole, nel suo meglio, l'Illuminismo liberale rappresentò, e fu un prodotto, dell'evoluzione della coscienza da un livello convenzionale/sociocentrico, ad un modello postconvenzionale planetario. Ora se il liberalismo fosse stato solo questo, un prodotto di un avanzamento evolutivo dall'etnocentrismo alla visone planetaria, avrebbe vinto in modo puro e semplice. Ma, di fatto, il liberalismo nacque in un clima che ho chiamato appiattimento. Appiattimento o materialismo scientifico, nella fede che solo la materia (o materia/energia) sia reale, e che solo la scienza ristretta abbia qualche pretesa di verità. (ristretta nel senso, sia la scienza d'ogni ambito del lato destro sia scienza atomistica, del quadrante superiore destro o scienza dei sistemi dell'inferiore destro.) L'appiattimento, in altre parole è la credenza che solo i quadranti del lato destro sono reali.
Ed il liberalismo, nato nel mezzo di questo materialismo scientifico ingoiò quest'amo ideologico la lenza e i piombini. In altre parole il liberalismo diventò il campione politico dell'appiattimento. L'unica cosa che sia davvero reale è il mondo del lato destro, materiale e sensomotorio; la mente stessa e solo una tabula rasa, un vuoto riempito con le rappresentazioni del lato destro; se l'ambito soggettivo è malato, e perché le istituzioni sociali sono malate, il modo migliore per liberare uomini e donne consiste nell'offrire loro libertà materiale ed economica; così il materialismo scientifico e l'uguaglianza economica sono le vie principali per dare fine alla sofferenza umana. I reami interiori, - l'intero dominio del lato sinistro - sono semplicemente ignorati se non anche negati. Tutti gli interiori sono uguali e con questo si chiude la discussione. Ma questo desiderio di alleviare la sofferenza umana è applicato universalmente, tutti gli uomini devono essere trattati imparzialmente, senza distinzione di razza, colore, sesso o credo (lo spostamento dal sociocentrico al planetario. Così la teoria politica liberale proveniva da un più alto livello di sviluppo, ma di uno sviluppo imprigionato in un appiattimento patologico. Detto francamente, il liberalismo era una versione malata di un livello superiore. Questa è la grande ironia del liberalismo. I teorici hanno a lungo convenuto che il liberalismo tradizionale è inerentemente autocontraddittorio, perché sostiene l'uguaglianza e la libertà, e puoi avere o una o l'altra delle due cose, non entrambe. Metterei questa contraddizione nel modo seguente: il Liberalismo è in sé il prodotto di tutta una serie di fasi di sviluppo della consapevolezza, dall'egocentrico al planetario, dopo di che fece una svolta all'indietro negando l'importanza e perfino l'evidenza di questi livelli interiori di sviluppo! Il liberalismo nel sostenere solo cause oggettive (appiattimento) negò i sentieri interiori e produsse il liberalismo. La posizione liberale stessa è il prodotto dei livelli che essa nega, e questa è l'inerente contraddizione del liberalismo.
Il liberalismo di conseguenza rifiutò di esprimere alcun "giudizio" riguardo alle dimensioni interiori degli individui, nessuna posizione è meglio d'altro, ed invece si concentrò solo sul trovare modi per aggiustare l'esterno, con istituzioni sociali ed economiche, e così abbandonò completamente l'interiore (valori, significati, sviluppo interiore) ai conservatori.
I conservatori d'altra parte, abbracciarono pienamente lo sviluppo interiore, ma solo fino alla fase d'appartenenza mitica che è non di meno sin dove arriva, una sana versione di un livello inferiore. (Appartenenza mitica, virtù civica, il livello di sviluppo del conformista convenzionale, questi sono tutte normali, naturali, sane e necessarie fasi dello sviluppo umano, e questa robusta struttura sociale è ancora la base fondamentale della politica conservatrice tradizionale).
Ecco la vera stranezza delle scelte politiche che ci sono offerte oggi: una versione malata di un livello superiore contro una versione sana di un livello inferiore, il liberalismo contro il conservatorismo.
Il fatto è che una Terza Via davvero integrata dovrebbe abbracciare una versione sana dei livelli superiori, cioè radicata nell'onda di sviluppo postconvenzionale, planetaria che dovrebbe ugualmente incoraggiare sia lo sviluppo interiore sia lo sviluppo esteriore, la crescita e lo sviluppo della consapevolezza e del benessere personale, sia la crescita e lo sviluppo dell'economia e del benessere materiale. Dovrebbe essere, in altre parole, "tutti i livelli e tutti i quadranti".
Inoltre, da questo punto di vantaggio, la prima direttiva di una genuina Terza Via dovrebbe essere, non quella di cercare di portare la coscienza di tutti su di un particolare livello di coscienza (integrale, pluralistico, liberale o altro), ma assicurare la salute di tutta la spirale di sviluppo in ognuno dei suoi livelli od onde. (La natura ed importanza di questa prima direttiva è stata esplorata nell'introduzione del volume 7 dei Collected Works.) Così i due passi verso una veramente integrale Terza Via sono: (1) unire il soggettivo e l'oggettivo e (2) riconoscere i livelli del soggettivo e così arrivare alla direttiva di base.
Questo è l'orientamento generale che ho portato nella discussione politica con i teorici che ho menzionato. Da Chickering (Beyond Left and Right) e Sprecher ho adottato l'importante distinzione tra le ali "ordine" e "libero" al'interno sia del liberalismo, sia del conservatorismo, secondo se l'enfasi è posta su fini individuali o collettivi. Essi definiscono anche Sinistra la credenza in cause obiettive e destra il credere in cause soggettive. Questo porta agli ampiamente usati quadranti di Chickering/Sprecher di destra dell'ordine, destra della libertà, sinistra dell'ordine, sinistra della libertà. Le ali dell'ordine sia della destra sia della sinistra desiderano imporre il loro credo su tutti, generalmente attraverso il governo, mentre le ali della libertà di entrambe le ideologie mettono al primo posto i diritti dell'individuo. Per esempio, coloro che desiderano che lo stato usi il governo per rinforzare i ruoli ed i valori convenzionali sono la destra dell'ordine, mentre il movimento del "politicamente corretto" ed i movimenti femministi che desiderano che lo stato usi il governo per rinforzare la loro versione d'uguaglianza, sono la sinistra dell'ordine.
Succede che questi quadranti politici si allineano in modi significativi con i miei quattro quadranti, perché i quadranti superiori sono individuali o libertari, ed i quadranti inferiori sono collettivi e connessi all'ordine; i quadranti interiori sono conservatori e di destra, i quadranti esteriori sono liberali e di sinistra. Questo mostra quale quadrante un teorico considera più importante (e quindi dovrà essere manipolato ed indirizzato nel tentativo di ottenere risultati politici). Di certo l'idea è che tutti i quattro quadranti sono inevitabilmente importanti nella realtà. Così, l'approccio "tutti i livelli e tutti i quadranti" serve come base teorica per un orientamento politico davvero integrato.
Jack Crittenden (Beyond Individualism) ha applicato la nozione di personalità composta sviluppata in Up from Eden alla teoria politica e all'educazione, e ha costantemente aggiunto qualcosa alla mia comprensione di queste idee. Le "Spiral Dynamics" di Don Beck (sviluppate con Christopher Cowan) sono un meraviglioso chiarimento del lavoro pionieristico di Clare Graves, hanno avuto numerose applicazioni nel "mondo reale", dalla politica, agli affari, all'educazione, ed ho beneficiato grandemente da numerosi di questi incontri. Beck probabilmente ha, meglio di chiunque, compreso la prima direttiva, e le mie stesse formulazioni sono state arricchite dal lavoro di Cowan. Jim Garrison, come Presidente dello Stato del Forum Mondiale, ha avuto un'inestimabile esperienza su come una visione integrale dovrebbe, e spesso non dovrebbe, giocare il suo ruolo sulla scena del mondo. "Politics of Meaning," (la politica del significato) di Michael Lerner, benché spesso impegnata (?) nella sinistra dell'ordine, è un potente tentativo di spingere i liberal a porre attenzione ai quadranti interiori (significati, valori, spiritualità) cosa che hanno classicamente evitato come una pestilenza, un evitamento che ha atroci conseguenze, (ad esempio le dimensioni interiori sono state abbandonate ai conservatori ed ai loro valori spesso reazionari d'appartenenza mitica, valori che vanno bene come parziale fondamento della società, e disastrosi se lasciato solo ai loro mezzi). In questo stiamo cercando in assaggio di quanto una Costituzione integrale potrebbe sembrare.
Questo è un piccolo esempio di alcune delle implicazioni e applicazioni politiche di un approccio "tutti i livelli e tutti i quadranti", non solo come l'ho sviluppato, secondo come numerosi altri teorici hanno, con le loro idee originali ed altamente significative e che ora stanno trovando mutuo sostegno.

Medicina

In nessun campo i quattro quadranti sono applicabili in modo più immediato che per quanto riguarda la Medicina, e il modello è progressivamente adottato da istituti sanitari in tutto il mondo. Una veloce scorsa ai quattro quadranti dimostrerà perché il modello integrale può essere utile. (In questo esempio parleremo di malattie fisiche, una frattura, un tumore, una malattia cardiaca, ecc. ed il modo migliore di curarle, perché in questo caso l'attenzione è sulla medicina ortodossa.)
La medicina ortodossa o convenzionale è un approccio classico del quadrante destro superiore. Tratta quasi solamente con l'organismo fisico attraverso interventi fisici: chirurgia, farmacologia e modificazione del comportamento. La medicina ortodossa crede essenzialmente in cause fisiche di disturbi fisici, e quindi prescrive solo interventi fisici. Ma il modello olonico richiede che ogni evento fisico (quadrante superiore destro) ha almeno quattro dimensioni, (i quadranti) e perciò anche la malattia fisica deve essere osservata attraverso i quattro quadranti (per non menzionare i livelli, che indicheremo più avanti).Il modello integrale non afferma che il quadrante destro superiore non è importante, solo che esso è solo uno dei quattro della storia. La recente esplosione d'interesse nella medicina alternativa, per non menzionare discipline come la psiconeuroimmunologia, hanno reso abbastanza chiaro che gli stati interiori dell'individuo (le emozioni, le attitudini psicologiche, l'immaginazione e le intenzioni) giocano un ruolo cruciale, sia nelle cause sia nella cura, anche delle malattie fisiche. Ma la coscienza individuale non esiste nel vuoto, esiste inestricabilmente inserita nelle visioni del mondo e valori culturali condivisi.
Come una cultura (sinistro inferiore) vede una particolare malattia, con attenzione e compassione, o con derisione e scorno, può avere un profondo impatto su come l'individuo si confronta con tale malattia (sinistro superiore), e ciò direttamente influenzare tale malattia, (superiore destro). In fatti, molte malattie non possono neppure essere definite senza riferimento ad un condiviso background culturale, proprio come quanto consideri un erbaccia, spesso dipende in primo luogo da ciò che intendi coltivare.
Il quadrante inferiore sinistro include tutto l'enorme numero di fattori intersoggettivi che sono cruciali in ogni interazione umana, inclusa la comunicazione condivisa tra dottore e paziente, le attitudini della famiglia e degli amici e come essi si relazionano al paziente, l'accettazione culturale (o il rifiuto) della particolare malattia, (ad es. l'AIDS), gli stessi valori della cultura che tratta la malattia. Tutti questi fattori entrano in un certo grado in causa per ogni malattia e cura fisica (semplicemente perché ogni olone ha quattro quadranti). Certamente, in pratica, questo quadrante deve essere considerato limitatamente a quei fattori che possono essere efficacemente affrontati, forse le capacità di comunicazione tra medico e paziente, e gruppi di supporto della famiglia e degli amici, e una comprensione generale dell'effetto dei giudizi culturali sulla malattia. Degli studi mostrano consistentemente per esempio che i pazienti di cancro che hanno un gruppo di supporto vivono più a lungo di quelli che non hanno un simile supporto culturale. Alcuni dei fattori più rilevanti del quadrante inferiore sinistro sono assolutamente cruciali in ogni intervento sanitario esauriente. Il quadrante inferiore sinistro riguarda tutto quel materiale, i fattori sociali ed economici che non sono mai considerati come parte dell'entità della malattia, ma di fatto, causano sia la malattia sia la curano. Un sistema sociale che non può offrire cibo ti uccide (come, del resto, si vede quotidianamente in molti paesi afflitti dalle carestie). Ma anche nel paesi sviluppati, se soffri di una malattia mortale ma curabile, ed il piano della tua assicurazione è la sola risorsa economica che hai, e questo piano non copre la tua malattia, allora morirai. Causa della tua morte: la povertà. Di solito non pensiamo così, perché diciamo: "Il virus l'ha ucciso."Il virus è parte delle cause, gli altri tre quadranti sono altrettanto parte in causa. Quando la "Federal Drugs Administration" stava sospendendo dei farmaci che potevano aiutare nella cura dell'AIDS, un signore con la malattia si sedette di fronte al Congresso e disse: "Non fate che sul mio epitaffio ci sia scritto, << è morto per un tratto di penna! >>" Ciò è esattamente corretto. Nel mondo reale, dove ogni entità ha tutti quattro i quadranti, un virus nel quadrante superiore destro può essere il punto focale, ma senza un sistema sociale (inferiore destro) che può offrire delle cure, morirai. Questa non è una questione separata, è centrale, perché tutti gli oloni hanno quattro quadranti.
L'inferiore destro include fattori come l'economia, le assicurazioni, i sistemi sociali ed anche semplici cose come il modo in cui è fisicamente sistemata una camera di ospedale (permette facilità di movimento, accesso ai visitatori, ecc.). Per non menzionare fattori come le tossine ambientali.
In breve un piano medico davvero efficace e esauriente dovrebbe comprendere tutti i quadranti, per non menzionare tutti i livelli (l'idea è semplicemente che ogni quadrante o dimensione, Io, noi, e ciò, ha livelli o onde fisiche, emozionali, mentali e spirituali, vedi fig. 4, e un trattamento davvero integrale dovrebbe tenere conto di tutte queste realtà). Non solo questo tipo di trattamento è più efficace, ma per questa ragione molto efficiente rispetto al costo, ed è per questo che la medicina organizzata sta guardando più da vicino in questa direzione. Delle centinaia di teorici che stanno facendo un lavoro meraviglioso in questo campo, potrei menzionare John Austin, che ha scritto in modo perspicace sull'applicazione della teoria olonica per la medicina complementare ed alternativa, Pat Odgen e Kekuni Minton; Gary Schwartz e Linda Russek; and Barbara Dossey e Larry Dossey, che hanno usato la teoria olonica nel loro ampio ed originale lavoro su la "Grande Catena della Guarigione".

Affari

C'è stata recentemente un'esplosione delle applicazioni del modello olonico nel campo negli affari, probabilmente poiché le sue applicazioni sono così ovvie ed immediate. I quadranti offrono i quattro "ambienti" o dimensioni nelle quali il prodotto deve sopravvivere, e i livelli indicano i tipi di valori che produrranno e acquisteranno il prodotto. Ricerche nella gerarchia dei valori come quelle di Maslow e Graves (ad es. Spiral Dynamics), che hanno già avuto n'enorme influenza sugli affari e "VALS", possono essere combinate con i quadranti (che mostrano che questi livelli appaiono in quattro diversi "ambienti"), per offrire una mappa veramente completa del mercato (che copre sia il mercato tradizionale sia i cybermarkets). Certamente questo può essere usato in maniera cinica e manipolativa, dopotutto gli affari sono affari, ma può essere anche utilizzato in modo illuminato ed efficiente per soddisfare più fruttuosamente gli esseri umani con i prodotti ed i servizi di cui hanno bisogno, (promuovendo così la salute della spirale). Inoltre stanno fiorendo programmi di management training basati sul modello integrale. Daryl Paulson, in "Management: a Multidimensional/Multilevel Perspective" mostra che ci sono quattro maggiori teorie del Business management, (la teoria X che insiste sul comportamento individuale, la teoria Y che mette a fuoco la comprensione psicologica, il management culturale, che insiste sulla cultura orizzontale, e il "systems management" che enfatizza il sistema sociale ed il suo controllo). Paulson quindi mostra che le quattro teorie del management sono di fatto i quattro quadranti che un modello integrale deve necessariamente includere tutti e quattro gli approcci. Poi affronta alla parte relativa a "tutti i livelli" e suggerisce un modello semplificato ma molto utile di quattro fasi che i quadranti attraversano, con suggerimenti specifici per mettere in pratica un management di "tutti i livelli, tutti i quadranti". Altri pionieri in quest'area includono Geoffrey Gioja and JMJ associates, i cui seminari di "Leadership Integrale" (tre livelli generali in quattro quadranti) è stato presentato a dozzine delle 500 Fortune companies, ("noi crediamo che fino a poco tempo fa, l'approccio "trasformativo" di cambiamenti orizzontali era il campione ineguagliato per produrre scoperte, sia soggettive sia oggettive. Ora asseriamo che l'approccio "trasformativo" è stato eclissato dall'approccio "integrale"; John Forman della R. W. Beck Associate usa un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" per correggere le distorsioni dell'appiattimento causato dalle teorie sistemiche. In Purpose Associates (John Cleveland, Joann Neuroth, Pete Plastrik, Deb Plastrik); Bob Anderson, Jim Stuart, and Eric Klein (coautore di Awakening Corporate Soul), il cui "Leadership Circle" porta un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" alla "Integral Transformation and Leadership". ("Il punto basilare è: l'evoluzione di tutte queste correnti di sviluppo, in tutti i quadranti, è intimamente collegata tra loro. L'intelligenza spirituale è il saper leggere e scrivere della trasformazione. L'intelligenza spirituale sta velocemente diventando un imperativo della leadership"; Leo Burke, Direttore e Dean della Motorola University College of Leadership and Transcultural Studies, supervisiona il training di 20.000 manager in tutto il mondo; Ian Mitroff (A Spiritual Audit of Corporate America); Ron Cacioppe e Simon Albrecht (Developing Leadership and Management Skills Using the Holonic Model and 360 Degree Feedback Process); Don Beck di Spiral Dynamics, hanno utilizzato situazioni che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, e Jim Loehr e Tony Schwartz, stanno lavorando a un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti", e applicano specifiche teorie del cambiamento costruite per la migliore gestione dell'energia, fisica, emozionale, e mentale.

Educazione

Poiché sono un pensatore "olistico e integrale", la gente spesso immagina che sostenga ciò che è generalmente chiamato un approccio educativo "olistico". Ahimè, purtroppo generalmente non è così. Molti approcci "olistici" sono, secondo la mia opinione, o tristemente appiattiti (basati sulla convenzionale teoria dei sistemi, o solamente sul quadrante destro inferiore), o nascono da una filosofia che Spiral Dynamics definisce "green meme", un tipo d'approccio pluralistico che nobilmente cerca di non emarginare, ma, di fatto, emargina lo sviluppo gerarchico, e così finisce spesso per ostacolare la crescita e l'evoluzione. Ad ogni modo tutti questi tipici approcci "olistici" trascurano la prima direttiva, la quale è che il centro degli imperativi etici è la salute di tutta la spirale e non di un solo livello. Un'educazione davvero integrale non impone semplicemente la "green meme" su tutti dal primo giorno, ma piuttosto comprende che lo sviluppo si dispiega in fasi e onde specifiche di crescente inclusività. Per usare la versione di Gebser, la coscienza scorre fluidamente in onde dall'arcaico, al magico, al mitico, al razionale, all'integrale, e un'educazione davvero integrale dovrebbe enfatizzare non solo l'ultima onda, ma tutte secondo il loro appropriato apparire. C'è un gran numero d'autentici teorici integrali che lavorano con queste idee e l'applicazione di un'educazione che comprenda "tutti i livelli, tutti i quadranti". In molti casi sia la struttura organizzativa delle scuole (amministrazione e competenza) sia il centro del programma offerto agli studenti sono stati organizzati intorno ad uno schema di "tutti i livelli, tutti i quadranti". Ciò è successo sia nelle scuole convenzionali sia in scuole per i più dotati. Spero di poter indicare di più su questo argomento negli scritti futuri.

La Pratica Trasformativa Integrale

I Corsi di Pratica Traformativa Integrale sono organizzati in Italia dal Celestinian Center

vedi ->>PTI



L'educazione integrale è correlata da vicino alla "pratica trasformativa integrale", vale a dire un'educazione integrale che include le onde di sviluppo più alte o transpersonali. Mike Murphy e George Leonard sono stati pionieri della "pratica trasformativa integrale" con il loro libro The Life We Are Given. Ho lavorato da vicino con Mike per chiarire le fondamenta teoriche di tale pratica. Ci sono ora nel paese approssimativamente quaranta gruppi di "pratica trasformativa integrale". Lo Stanford Center for Research in Disease Prevention (della Stanford University Medical School) sta osservando questa pratica, che ha già avuto effetti straordinari, a testimonianza di ciò che una "pratica trasformativa integrale", può facilitare. Ci sono molti altri tipi di quest'approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" che sono stati sviluppati recentemente, e mi aspetto di vedere un'esplosione dell'interesse in questo tipo di programmi più inclusivi, semplicemente perché sono più efficaci nel dare inizio alla trasformazione.

Studi sulla Coscienza

L'approccio dominante agli studi sulla coscienza in America è ancora quello della scienza ristretta (ad esempio una scienza cognitiva basata solo sul quadrante superiore destro). Come suggerisco in Integral Psychology, un approccio più inclusivo alla coscienza dovrebbe implicare tutti i quattro quadranti, oppure i tre principali: "Io, Noi e Ciò" (resoconto fenomenologico della coscienza: prima persona, strutture intersoggettive: seconda persona, meccanismi scientifici o sistemi: terza persona). Questo tipo di studi sulla coscienza secondo le prospettive 1, 2 e 3 è già iniziato, come evidenziato da libri come: The View from Within, edito da Francisco Varela e Jonathan Shear, e da molti articoli presentati regolarmente su The Journal of Consciousness Studies. La fase successiva di un approccio più inclusivo includerà non solo tutti i quadranti, ma anche tutti i livelli, e in Integral Psychology sottolineo i mezzi attraverso i quali questo prossimo importante passo può essere attuato.

Spiritualità nelle Relazioni e nell'Assistenza Sociale

La più importante implicazione di un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" alla spiritualità, consiste nel fatto che i livelli fisco, emozionale, mentale, e spirituale, dovrebbero essere simultaneamente esercitati nel Sé, nella cultura e nella natura, nei domini dell'io del noi e del ciò. Ci sono numerose variazioni di questo tema, che vanno dalle pratiche trasformative integrali, alla spiritualità diretta al bene sociale, e alle relazioni come cammino spirituale. Il numero dei gruppi e delle organizzazioni che applicano pionieristicamente questo tipo di approccio è troppo grande per farne una lista. Posso menzionare il lavoro di Thich Nhat Hanh, Diana Winston, Donald Rothberg, Tikkun, and Robert Forman ed il Forge Institute (di cui sono membro), che stanno tentando di portare alcune nuove prospettive a questo nobile scopo.

Ecologia integrale

L'approccio all'ecologia presentato in Sex, Ecology, Spirituality è originale ed unico e su questo i critici sono d'accordo. Sia che il libro sia piaciuto o no i critici sono stati concordi nel considerarlo unico in quanto ho fatto in modo di combinare l'unità ecologica, la teoria dei sistemi e la consapevolezza mistica non duale, senza privilegiare la biosfera e senza usare i concetti della rete della vita ("the web of life") che considero una concezione riduzionista che appiattisce. Invece un approccio all'ecologia di "tutti i livelli, tutti i quadranti" ci permette di situare la biosfera, la noosfera, e la teosfera nelle loro appropriate relazioni con il Cosmo, e così possiamo enfatizzare la cruciale importanza della biosfera senza dover ridurre tutto alla biosfera.
La chiave di queste relazioni, e la ragione per cui sono state così spesso confuse può essere osservata nella figura 4. Notate che il corpo (biosfera), la mente (noosfera) e l'anima/spirito (teosfera) sono tutte indicate nella figura. Ogni onda successiva trascende ed include le precedenti, come mostrato nei nidi concentrici. In quel senso, è corretto dire che la mente trascende ma include il corpo, o che la noosfera trascende ma include la biosfera, o che la storia trascende ma include la natura. La biosfera è un componente cruciale della noosfera, ma non viceversa (come la maggior parte degli ecologi scorrettamente crede. Ciò significa che puoi distruggere la noosfera, o la mente dell'uomo, e la biosfera continuerà a vivere molto bene, ma se distruggi la biosfera, anche tutte le menti degli uomini sono distrutte. Ciò accade perché la biosfera è il fondamento e parte della noosfera, e non viceversa. Per analogia un atomo è parte di una molecola, se distruggi le molecole, l'atomo continuerà ad esistere, ma se distruggi l'atomo, anche la molecola è distrutta. Lo stesso accade per la noosfera e la biosfera: nei reami interiori la (?) biosfera è parte della noosfera, e non al contrario, (come si può chiaramente vedere nella figura 4 ed anche nella figura uno). Così non è vero che le menti umane (la noosfera) sono parte della biosfera ma piuttosto è vero il contrario.
Ma bisogna notare che ogni intervento interiore ha un correlato nel mondo sensorio esteriore, - il mondo che spesso chiamiamo "natura". La maggior parte degli eco-teorici osservano il mondo sensorio esteriore e concludono che "tutto fa parte della natura", perché ogni cosa ha di certo una correlazione nel mondo del lato destro. Così essi concludono che la natura (o biosfera) è la realtà ultima, e chiedono che sia agisca in accordo con la natura e in questo modo riducono tutto a qualche versione dell'ecologia o della biosfera o della grande "Web of Life". Ma questo è solo metà della storia, la metà del lato destro. Nelle dimensioni interiori o del lato sinistro, vediamo che la natura, o le dimensioni sensoriali empiriche percepite, - sono solo una piccola parte della storia, una piccola fetta di una Grande Torta, una torta che include la biosfera, la noosfera, e la teosfera. E benché tutte queste zone interiori abbiano correlati esteriori nel mondo della natura, non possono essere ridotte a questi esteriori, non possono essere ridotte alla natura. Fare così vuol dire semplicemente abbracciare un altro tipo di materialismo, identificazione con il corpo e un appiattimento bidimensionale: il mondo di un solo colore della realtà del lato destro, la realtà sensoriale empirica della Web of Life. Questo è il riduzionismo ecologico nel suo aspetto peggiore, un riduzionismo che è essenza di molte eco-filosofie. D'altro canto un approccio di tutti i livelli, tutti i quadranti, all'ecologia, come riassunto nella figura 4, ci permette di riconoscere la fisiosfera, la biosfera, la noosfera, e la teosfera, non cercando di ridurre una sfera nell'altra, ma riconoscendo e rispettando il ruolo vitalmente cruciale che tutte giocano in questo straordinario Cosmo.

Visioni del mondo

Poiché il modello Olonico inizialmente sorse come un tentativo coerente di integrare onde, correnti, stati, reami, e quadranti, una delle sue pretese è quella di essere genuinamente olistico. Un effetto di questo tentativo di una più amplia inclusività risulta in sistema che si rivela molto utile per indicare le diverse visioni del mondo, le diverse filosofie, religioni e scienze che si sono manifestate nel tempo. L'idea è di nuovo quella non è che qualcuna delle visioni del mondo possieda la visione di tutto, (inclusa la mia teoria), ma che un maggior numero di queste visioni del mondo può essere inclusa senza smagliature in una visione più ampia e una più accurata visione del Cosmo che ne emerge. Questa più ampia visione quindi agisce come un sistema indicativo per le diverse visioni, e ne mostra le relazioni e l'irrinunciabile importanza di ognuna.
Ci sono stati innumerevoli tentativi negli anni, di categorizzare le diverse visioni del mondo che sono disponibili agli uomini e alle donne del pianeta. Platone ha offerto un brillante resoconto delle filosofie alternative presenti nell'antica Grecia. Fa-hsiang catalogò i sistemi religiosi esistenti in Cina.
San Tommaso d'Aquino dette rappresentazioni esaustive delle più rappresentative filosofie esistenti, - solo per nominarne uno.
Con l'era moderna e la comprensione dell'evoluzione, molti teorici iniziarono ad offrire classificazioni di differenti visioni del mondo dal punto di vista del loro sviluppo. Una delle prime e ancora tra le più influenti è quella d'Auguste Comte, fondatore del positivismo, la cui famosa "Legge del Tre" affermava che la ricerca di conoscenza dell'umanità è passata attraverso tre fasi principali: la religione, la metafisica e la scienza, e che ogni fase era meno primitiva e più accurata (essendo poi per felice coincidenza nel livello indicato Comte stesso. Il costante lato debole dei teorici dello sviluppo è che il livello più alto è generalmente, per una strana coincidenza, quello indicato dal proponente della teoria. Mi affretto ad affermare che io non mai fatto altrettanto, anche se sono stato spesso accusato di ciò).
Sin ora la più raffinata di queste classificazioni degli aspetti evolutivi della conoscenza è stata quella di Georg Hegel, la cui indubbiamente brillante filosofia sistematica per ogni maggiore visione del mondo della storia del pianeta, Oriente e Occidente. (Sfortunatamente come Bertrand Russell fece notare tutto quello che Hegel sapeva della Cina era solo che esistesse). Questo e altri problemi più sottili del sistema Hegheliano ne comportarono il crollo. Ma possiamo ciò nonostante ammirare l'idealismo per la brillantezza di ciò che riuscì a realizzare.
Altri storici modelli di sviluppo ben noti (che possono indicare crescita e decadimento) sono quelli di Adam Smith, Karl Marx, Herbert Spencer, Oswald Spengler, Arnold Toynbee, Pitirim Sorokin, Antonio Gramsci, Teilhard de Chardin, Carroll Quigley, Jurgen Habermas, Gerhard Lenski, Jean Gebser, e Sri Aurobindo.
Più recentemente alcuni filosofi hanno tentato modelli riassuntivi, che indicano i tipi di visione del mondo che gli uomini possono creare. Uno dei primi è stata la World Hypotheses (1942) di Stephen C. Pepper, che pretendeva che ce ne fossero quattro: formalistica (il mondo esiste come categorie), meccanicistica (il mondo è un sistema causa-effetto), contestualista (il mondo è relazionale), e organismica (il mondo è interattivo e relazionale).
Schwartz and Russek (vedi nel paragrafo "medicina") costruendo su Popper, ne aggiunsero altri quattro: processo implicito (il mondo possiede energie più sottili e consapevolezza), causalità circolare (cibernetica), crescita creativa (adattamento emergente), e diversità integrativa (che cerca di integrarle tutte).
Un'altra autorevole classificazione delle visioni del mondo è stata quella di Talcott Parsons, che ha disposto le visioni del mondo in un continuo politico di 5 maggiori posizioni Right Systemist, Right Marginalist, Middle Marginalist, Left Marginalist, Left Systemist. Secondo il mio parere offre qualche vantaggio, ma copre un'area mediana molto ristretta delle possibili visioni del mondo. Robert Bellah ha tagliato la sua analisi da un altro angolo trovando quattro principali visioni del mondo in america: republican, biblical, utilitarian, and romantic. Mark Gerzon ne trova sei: religious, capitalist, disaffected, media, new age, and political. Huntington vede il mondo come lo scontro tra otto o nove maggiori visioni del mondo culturali (o civiltà): Western, Latin American, African, Islamic, Sinic, Hindu, Orthodox, Buddhist, and Japanese. Questi sono buoni esempi della "meta-analisi" dei tipi di visione del mondo che molti studiosi hanno trovato utili, e sono utili, con loro possiamo trovare un più ampio contesto al quale possiamo accordare un po' di rispetto.
La nozione di livello o dimensioni di realtà conducono ad un altro tipo di sistema d'indicazione.
I chakra per esempio, rappresentano i vari livelli dell'essere e del conoscere disponibili all'essere umano come concrete strutture nel corpo-mente. (Il sistema dei chakra è una dei più prominenti e diffuse versioni della Grande Catena dell'Essere, variazioni della quale si trovano virtualmente in tutte le maggiori tradizioni di saggezza in Oriente e Occidente. I chakra stessi sono considerati centri sottili d'energia nel corpo umano che sostengono correlati tipi di conoscenza e stati dell'essere. Sono generalmente dati nel numero di sette, localizzati alla base della spina dorsale, vicino ai genitali, addome, cuore, gola, fronte e corona. E si dice ci siano numerosi altri chakra ausiliari sopra e sotto di questi. (I meridiani dell'agopuntura sono varianti di queste correnti sottili d'energia).
Si concorda in genere che i sette chakra sono semplicemente un po' più sofisticata versione di materia (1), corpo (2), mente (3-4), anima (5-6) e spirito (7). Oltre a questo, la cosa si complica un po'. Descrizioni della natura specifica e delle funzioni d'ogni chakra variano a volte considerevolmente, perché la maggior parte dei chakra principali svolgono funzioni differenti secondo se sono "chiusi" o "aperti". Per esempio il chakra della fronte, funziona come il centro della logica razionale quando è chiuso (o quando opera rivolto all'esterno, nella forma exoterica) e tuttavia quando è aperto (o quando esprime le sue più alte funzioni) è la porta d'accesso all'insight trascendentale, alla visione mistica e alla gnosi. Per questa ragione è comune riservare ai chakra superiori (particolarmente 5, 6 e 7) le funzioni trascendentali, ed assegnare le loro funzioni inferiori ai chakra inferiori (come il 3 e 4). In quest'esempio assegnerò quindi alla mente superiore il chakra 4, e non le sue possibilità esoteriche (o la radice di una più alta intelligenza trascendentale, chakra 6). Se avete la vostra versione favorita dei chakra, va bene che usate quella, poiché quest'esempio è solo una struttura con sette modi differenti di coscienza e potete modificare i dettagli a piacimento. Con queste condizioni in mente definirò semplicemente i chakra come: (1) materia, (2) forza biologica, prana, energia emozionale e sessuale, libido, soffio vitale, (3) mente inferiore incluso potere e intenzionalità, (4) mente superiore, inclusa la ragione, le emozioni superiori l'amore, (5) apertura psichica, visione creativa, misticismo della natura, prime fasi della coscienza spirituale e trascendentale, (6) coscienza sottile, gnosi, autentici archetipi, misticismo dei deva, (7) spirito radiante, sia manifesto sia immanifesto, l'abisso del vuoto fondamento, misticismo senza forma.
Il punto è che possiamo abbastanza facilmente classificare i tipi di visione del mondo al chakra o al livello della visone del mondo stessa, e numerosi teorici hanno fatto esattamente questo. Per dare qualche esempio che i vari teorici hanno suggerito abbiamo: la visione del mondo materialistica (come Hobbes e Marx) (chakra 1), visioni del mondo vitali e praniche come Freud e Bergson (chakra 2), visioni del mondo del potere come Nietzsche (chakra 3) visioni del mondo razionali come Cartesio (chakra 4) misticismo della Natura come Thoreau (chakra 5) misticismo dei deva come Santa Teresa d'Avila, (chakra 6) e misticismo senza forma come Meister Eckhart (chakra 7). Per utili che siano queste classificazioni, ci sono problemi che emergono immediatamente, e il solo modo per affrontare queste difficoltà consiste nell'introdurre quella che potrebbe essere chiamata un'analisi incrociata dei livelli. Per questo dobbiamo distinguere il livello da cui la visione del mondo proviene e il livello verso cu si dirige. Ad esempio Marx è spesso considerato essere un esempio tipo di materialismo (chakra 1), ma Marx non proviene dal chakra 1 o esiste al livello del chakra 1. La sola cosa al livello chakra 1 sono le rocce, la sabbia, e la materia inerte, e la dimensione materiale stessa. Marx è un pensatore molto razionale, egli proviene e funziona dal livello del chakra 4. Ma Marx seguendo Feuerbach credette che le realtà fondamentali del mondo fossero essenzialmente materiali, quindi proviene dal chakra 4 ma pone la sua attenzione al chakra 1. Similmente Freud nei suoi primi sviluppi della teoria della libido viene dal chakra 4, ma egli mirava al chakra 2 (pansessualismo). D'altro lato, si può affermare che le Deists venivano dal chakra 4 ma miravano al chakra 6, e così via.
In altre parole, questo ci permette di tracciare sia il livello da cui il soggetto proviene ed il livello di realtà (o gli oggetti) che il soggetto ritiene essere più reali. Questo immediatamente arricchisce la nostra capacità di classificare le visioni del mondo. In oltre, ciò ci permette di fare un'indagine a doppio binario: il livello del soggetto, e i livelli di realtà che il soggetto riconosce.
Ci si riferisce a questo con livelli di percezione di sé, livelli di realtà, o semplicemente livelli del soggetto e livelli dell'oggetto.(Quest'approccio trasversale e a doppio binario è stato introdotto in A Sociable God and Eye to Eye, ridefinito in Integral Psychology.)

Per usare la mia versione di livelli del soggetto (o livelli di coscienza) ho dato un breve riassunto:
sensomotorio e arcaico (chakra 1), tifonico e magico (chakra 2) mitico e mentale primitivo (chakra 3); egoico razionale, centaurico, e vision-logic (chakra 4), psichico (chakra 5), sottile (chakra 6), e causale (chakra 7). Il fatto è che soprattutto nei gradi intermedi (chakra 3,4 e 5), il soggetto o sé di questi livelli può prendere come oggetto ognuno degli altri chakra (ognuno degli altri livelli di realtà) può dirigere il pensiero verso di loro, formare teorie, creare opere d'arte su di loro. Certo quando un chakra inferiore cerca di cogliere un chakra superiore, senza trasformasi realmente in quel chakra, alcune limitazioni e inadeguatezze entrano nelle formulazioni, ma ciò non ha mai impedito di fare lo stesso così, e dobbiamo tenere conto di questo.
Improvvisamente il semplice schema a sette livelli non è più così semplice. Anche se affermiamo che solo i chakra di mezzo s'innestano in un lavoro trasversale dei livelli (il chakra inferiore, come le rocce, non fanno altrettanto; e i chakra superiori tendono ad essere transmentali, anche se possono certamente formare teorie mentali, ma li lasciamo da parte in nome della semplicità) ciò significa che i chakra 3,4 e 5 possono porre la loro attenzione su uno qualunque dei sette chakra, formando in ognuno dei casi una differente visione del mondo e ciò porta alle 25 fondamentali visioni del mondo, a partire dai sette livelli strutturali della consapevolezza nel corpo-mente dell'essere umano.
E di certo questo è solo l'inizio. Se la concezione "olonica" è: "Tutti i livelli, tutti i quadranti, linee, tipi, stati e reami", queste 25 visioni del mondo abbracciano livelli del sé (o soggetto) e livelli dei reami di realtà, (od oggetti). Dobbiamo ancora includere i quadranti in ognuno di questi livelli/reami; le differenti linee e flussi che si muovono attraverso questi livelli/reami e i vari tipi d'orientamento disponibili per ognuno, e molti stati alterati che momentaneamente irrompono nei differenti reami. Inoltre, gli individui, i gruppi, le organizzazioni, le nazioni, le civiltà tutti sottostanno a vari tipi di sviluppo attraverso ognuna di queste variabili. Tutti i fattori citati contribuiscono a differenti tipi di visione del mondo, ed ognuno di loro deve essere preso in considerazione se s'intende offrire un riassunto veramente integrale delle visioni del mondo disponibili.
C'è un requisito finale. La visione integrale per essere davvero integrale, deve trovare una via per riconoscere che tutte le visioni del mondo sono basilarmente vere (anche se parziali). Non è che i livelli superiori offrono una visione più accurata, ed i livelli inferiori offrono falsità, superstizione o sciocchezze primitive. Ci deve essere un senso in cui anche l'infantile magia dei miti di Babbo Natale è vera. Perché quelle visioni del mondo sono semplicemente il modo in cui il mondo appare da quel livello, o da quel chakra, e tutti i chakra sono ingredienti decisivi del Cosmo.
Al livello mitico Babbo Natale (o Zeus, Apollo e l'astrologia) sono una realtà fenomenologica. Non serve dire "bene siamo evoluti oltre quel livello, ed ora sappiamo che Babbo Natale non esiste" perché se ciò è vero, - e tutti i livelli appaiono falsi alla luce d'ulteriore evoluzione, allora dovremmo ammettere che i nostri stessi punti di vista, proprio ora, sono falsi, (perché un'ulteriore evoluzione andrà oltre ad essi). Ma, non è che c'è un livello di realtà (ad esempio il mio), e che le altre visioni del mondo sono tutte primitive, scorrette versioni del mio unico livello. Ognuno di questi punti di vista, è una visione corretta di un livello inferiore di realtà, e tuttavia fondamentale ed importante, non una visione scorretta dell'unico livello reale. Il concetto di sviluppo ci permette di riconoscere realtà collegate e non superstizioni primitive.
Mi viene spesso chiesto, perché tentare un'integrazione delle diverse visioni del mondo, non basterebbe celebrare la ricca diversità delle varie visioni senza cercare di integrarle? Riconoscere la diversità è certamente un nobile scopo, ed io di cuore sostengo il pluralismo. Ma, se rimaniamo soltanto alla fase di celebrare la diversità, alla fine promuoviamo la frammentazione, l'alienazione e la separazione. Tu vai per la tua strada, io per la mia e ci separiamo, ed è ciò che spesso accade nel regno dei relativisti pluralistici, che ci hanno lasciato su troppi fronti davanti ad una Torre di Babele postmoderna. Non è sufficiente i molti aspetti in cui siamo differenti, dobbiamo andare oltre ed incominciare a riconoscere i molti modi in cui siamo simili. Altrimenti collaboriamo solo all'ammassamento e non alla totalità olistica.
Per costruire sulla ricca diversità offerta dal pluralismo relativistico abbiamo bisogno di fare il passo successivo e tessere insieme tutti i fili in una bella rete di connessioni unificatrici, una tappezzeria intessuta di una maglia comune.
Abbiamo bisogno, in breve, di muoverci dal pluralismo relativistico all'integrazione universale, dobbiamo continuare a cercare "l'Uno nei Molti" che è la forma dello stesso Cosmo. Per questo io credo dovremmo tentare questi tipi d'integrazione; Potremo mai riuscirci completamente? No. Dovremmo continuare a provare? Sempre. Perché? Perché, l'intento di trovare "l'Uno nei Molti" allinea i nostri cuori e le nostre teste con "l'Uno nei Molti", che è lo stesso Spirito che brilla radiante nel mondo. Io credo che un approccio integrale (che include quadranti livelli, linee, tipi, stati e reami accoppiati allo sviluppo) sia ora uno dei tentativi più attuabili per rappresentare " "l'Uno nei Molti" perché esplicitamente comprende e onora tutte le visioni del mondo concepite che menzionerò con numerosi esempi in una lunga nota a piè pagina. Questa visione integrale funziona anche come catalogo di tutte le visioni del mondo e ci permette di apprezzare lo speciale e profondo contributo che ognuna offre. Non occorre ripetere che la mia stessa versione di questa visione integrale, anche se fosse completamente vera, è destinata a passare in successive versioni migliori.
Questo sistema d'indicazione integrale è stato usato con diverse applicazione dai siti web sulla trasformazione, alle librerie planetarie. Che il World Economic Forum recentemente ha invitato molti quadri ad un approccio di "tutti i livelli, tutti i quadranti", è forse un'indicazione della sua utilità pratica.

Le minoranze discriminate

Poiché un modello davvero integrale non cerca d'imporre a chiunque un livello o una dimensione dello sviluppo (come pluralistico, transpersonale o perfino integrale), ma segue la prima direttiva che è quella di lavorare per la salute di tutta la spirale di sviluppo, il suo approccio al problema delle minoranze è considerevolmente differente da quelli tipicamente liberali, conservatori, o anche controculturali olistici. Ciò che è necessario non è imporre il liberalismo pluralista, i valori del conservatorismo o idee olistiche a qualcuno, ma promuovere le condizioni, sia interiori, sia esteriori, permetteranno agli individui e alle culture di svilupparsi lungo la spirale secondo le loro possibilità, e a modo loro.
La stessa cosa è vera per i paesi in via di sviluppo.
Un esempio specifico con l'UNICEF merita di essere esaminato.


TUTTI I LIVELLI, TUTTI I QUADRANTI, TUTTE LE LINEE:
UN RIASSUNTO DELL'UNICEF

"Il processo dello "Sviluppo Integrale" e l'Approccio Integrativo: "Tutti i livelli, tutti i quadranti, tutte le linee"fa parte di una serie di presentazioni della Schaik Development Associates, consiglieri dell'UNICEF. Hanno presentato i quattro quadranti con esempi per ognuno, hanno sommato i principali livelli d'ogni quadrante, e hanno indicato l'importanza di numerose linee di sviluppo o sentieri di progresso in un modo relativamente indipendente, attraverso le diverse onde. (Vedi la figura 5 presentata da Schaik Development Associates.) Essi affermano che "questa è la più ampia visione all'interno della quale tutte le idee e gli sviluppi con cui l'UNICEF si confronta, devono essere osservati.

Fig. 5

Poi affrontano aspetti specifici: "Per approfondire la nostra comprensione della complessa ed interrelata natura del mondo, è cruciale una cartografia dello sviluppo della coscienza nell'evoluzione sociale e culturale. E questa deve avere un approccio integrale per assicurare che l'evoluzione, e di conseguenza lo stato in cui si trovano i bambini, l'umanità, la cultura e la società ritornino ad uno stato di processo sostenibile." Essi indicano che "ciò richiede uno schema che ci permetta di andare più a fondo della semplice comprensione del sistema della mera superficie o web, e più ampia di una comprensione culturale della diversità." In altre parole, dobbiamo andare oltre i sistemi standard d'analisi (che coprono solo il quadrante destro superiore), e oltre ad una semplice accettazione del pluralismo e della diversità. Ciò che è necessario, essi affermano, è un approccio "Tutti i livelli, tutti i quadranti, tutte le linee".
Attraverso di questo essi presentano una critica ai risultati delle attività del passato dell'UNICEF e delle Nazioni Unite.
"Chiaramente il processo di sviluppo deve rappresentare tutti quattro questi quadranti in maniera integrativa se intende mantenere una direzione sostenibile. Ma è altrettanto chiaro quando guardiamo all'evoluzione del coinvolgimento UNICEF in questo processo con il più ampio processo dello sviluppo umano e quanto s'influenzino un l'altro; quel progresso sino ad oggi ha avuto gravi mancanze nel produrre cambiamenti significativi. Tentativi di comprendere cambiamento, trasformazione e sviluppo, hanno poche prospettive di successo senza la comprensione della natura dell'evoluzione o del dischiudersi della coscienza umana, ".
Poi indicano chiaramente una ragione principale per alcuni dei fallimenti passati dell'UNICEF e delle Nazioni Unite. "Le attività dell'UNICEF hanno largamente operato nei quadrante destro superiore ed inferiore, cioè i quadranti oggettivi ed esteriori (individuali e sociali), e hanno in gran parte i quadranti interiori e culturali." Questo tipo d'approccio precipuo del lato destro l'ho anche indicato come "monologico" (un'altra parola per appiattimento, flatland) e così procede l'analisi: "Probabilmente per un eccesso di visione monologica dello sviluppo umano il metodi dell'UNICEF e delle NU non hanno avuto successo, o semplicemente non hanno provato, a diversi livelli della mappa in cui erano coinvolti, la visione più ampia.
Questa visione monologica può essere stata necessaria nel breve termine quando la coscienza umana si muoveva attraverso, e si sta ancora muovendo attraverso, le fasi culturali, arcaiche, magiche o mitiche verso il razionale (
(ed esitantemente ora verso il vision logic, pensiero sintetico integrato, o la logica della rete). Ma è ora imperativo che queste organizzazioni adottino un approccio post o transrazionale, che incorpori le idee positive del livello razionale {e aggiungerei: incorpori i contributi positivi di tutte le onde precedenti} ma li trascenda per un livello di coscienza post-razionale più alto o più profondo, in tutti i quattro quadranti."
Quindi riassumono la storia dei diversi programmi dell'UNICEF, rilevando che per importanti che fossero tutti mettevano a fuoco principalmente iniziative del lato destro.
Gli anni 50 furono l'era delle campagne contro la malattia. "L'enfasi era sul quadrante superiore destro, che è misurabile, osservabile e oggettivo".
Gli anni 60 furono la decade dello sviluppo. "L'enfasi ora sul quadrante destro inferiore, che è adattamento funzionale".
Gli anni 70 furono l'era delle alternative. Ma tutte le alternative erano principalmente dei quadranti di destra".
Gli anni 80 furono gli anni della sopravivenza del bambino. Senza menzione dell'interiore o di sviluppo interiore.
Gli anni 90 furono gli anni dei diritti del bambino. (tutti visti in termini comportamentali) che presto dette vita all'era dello sforzo dei donatori. "I Donatori ed i Governi ritornarono a (regredirono a) allo stato pre-globale del nazionalismo, disturbati dai problemi di casa e dalla mancanza di comprensione portarono avanti la sviante nozione che tutte le prospettive sono equivalenti (follia aprospettica e relativismo pluralistico)". Ho spesso pensato che ogni olone, per sopravvivere ha bisogno di un equilibrio tra giustizia e diritti (rappresentanza) con sollecitudine e responsabilità (comunione) e loro ripetono la stessa cosa dicendo che gli sforzi precedenti dell'UNICEF e delle Nazioni Unite non avevano "una chiara giustapposizione dei diritti (giustizia) alla giurisprudenza (cura e responsabilità) ed al livello globale."
Prendendo in considerazione tutti i fattori sopra indicati concludono che:
gli anni del 2000 sono l'era dell'approccio Integrale: "Da qui si vede il processo del cambiamento sostenibile da un punto di vista integrativo che esplora più profondamente i due quadranti del lato sinistro dell'intenzione e della cultura. Certamente per l'UNICEF ciò sarà particolarmente enfatizzato nei riguardi dei bambini, dei giovani e delle donne."
Il problema a questo punto è che tutte le idee durante queste cinque decadi sono state monologiche ad un livello che escludeva la comprensione dei bisogni di sviluppo interiore/soggettivo negli individui e nelle società per rendere sostenibile questo processo di cambiamento e in particolare di trasformazione".
Concludono che "deve essere assunto un approccio di tutti i livelli e tutti i quadranti, unicamente disegnato per ogni specifica situazione, per "assicurare che le azioni che tentiamo o i programmi/idee/metafore proponiamo, abbiano qualche probabilità di essere parte di un processo di cambiamento, sostenibile, indirizzato e trasformativo."
Lasciatemi sottolineare (come fanno gli Schaik Associates) che un tale approccio integrale deve essere sostenuto con la massima cura, preoccupazione e compassione. Nessuno dei livelli linee e quadranti e definito secondo una linea rigida o predeterminata o in modo giudicante.
Il punto delle ricerche evolutive non è per gente chiusa nel suo nido o per chi giudica inferiore o superiore, ma per agire come direttive per possibili potenziali che non sono utilizzati. La prima direttiva è quella che ci chiede di onorare e apprezzare i contributi necessari, vitali ed insostituibili da ognuna delle onde del dispiegarsi della coscienza, ed agire così da promuovere il bene dell'intera spirale, e non per un determinato campo.
Allo stesso tempo c'invita ad offrire, come un gentile suggerimento, la concezione di un più ampio spettro della coscienza, una completa spirale dello sviluppo, cosicché gli individui e le culture (inclusa la nostra) che non sono consapevoli di alcune delle dimensioni più profonde o più alte delle possibilità umane possano scegliere di agire per queste risorse straordinarie, che a turno possono permetterci di risolvere alcuni dei complessi problemi che non sono stati ancora raggiunti da approcci meno integrali.
Queste sono solo alcune delle aree nelle quali l'interesse per un approccio più integrale o "di tutti i livelli tutti i quadranti" sta avendo alcune applicazioni immediate. Ci sono altre aree che non ho menzionato: il femminismo integrale, la legge integrale, teorie integrali dell'arte e della letteratura, e anche una riforma carceraria integrale.
Alcuni di questi approcci sono messi in luce in un libro che sarà edito da Shambhala, composto da un team of scrittori capeggiati da Jack Crittenden, e provvisoriamente intitolato Kindred Visions - Ken Wilber and Other Leading Integral Thinkers, con i contributi di Alex Grey, Stan Grof, Jim Garrison, Joyce Nielsen, Ed Kowalczyk, T George Harris, Marilyn Schlitz, Georg Feuerstein, Larry Dossey, Jenny Wade, Juan Pascual-Leone, Michael Lerner, James Fadiman, Roger Walsh, Leland van den Daele, Francisco Varela and Robert Shear, George Leonard, Michael Zimmerman, Father Thomas Keating, Ervin Laszlo, Thomas McCarthy for Jurgen Habermas, Eduardo Mendieta for Karl-Otto Apel, Hameed Ali, Robert Frager, Drexel Sprecher, Lawrence Chickering, Gus di Zegera, Elizabeth Debold, Lama Surya Das, Rabbi Zalman-Schachter Shalomi, Mitchell Kapor, Michael Washburn, Don Beck, Frances Vaughan, Robert Forman, Mike Murphy, Max Velmans, Tony Schwartz, David Chalmers, Susanne Cook-Greuter, Howard Gardner, Robert Kegan, John Searle, and Charles Taylor, e molti altri. Tutti questi uomini e donne hanno contribuito nei loro modi specifici, ad una più integrale e armoniosa visone del Kosmo.

L'Istituto Integrale

Molti dei teorici che hanno contribuito a Kindred Visions e molti di quelli presentati nella sezione delle applicazioni si sono uniti a me e a Paul Gerstenberger a fondare l'Istituto Integrale. Abbiamo in programma di avere rami dedicati alla medicina integrale, alla politica integrale, alla spiritualità integrale, agli affari integrali, all'ecologia integrale, all'educazione integrale, e così via. L'Istituto Integrale spera di essere una nuova organizzazione a ombrello per studi autenticamente integrali, e un mezzo per sostanziali scoperte in progetti integrali. Intendiamo aprire un centro integrale come quartier generale dell'Istituto (a New York e/o a San Francisco), e abbiamo già avviato Integral Media con Shambhala.
Se siete interessati all'Istituto, per ulteriori annunci, state in contatto con il sito Internet www.Shambhala.com.


3
ONE TASTE

Per passare dalla teoria al personale. Appena finii di scrivere The Marriage of Sense and Soul, decisi di tenere un diario per un anno. La prima ragione per farlo è stata che pensavo che la maggior parte degli scritti accademici evita qualunque tipo d'apertura personale o d'affermazioni soggettive, che sono considerati evidenti segni di "riferimento non obbiettivo". Questo atteggiamento ha dei meriti, ma non sempre, soprattutto se l'area di ricerca è il mondo soggettivo. Così decisi di tenere per un anno un diario che riportasse la cronaca delle mie attività d'ogni giorno, inclusa la pratica spirituale. Ciò permetterà alla gente di giudicare la natura e la profondità, o la mancanza di profondità, della mia comprensione degli argomenti su cui scrivo.
Il diario si rivelò essere molto più difficile e complicato di quanto avessi pensato. Per incominciare, con il fatto che intendevo pubblicarlo fu quasi impossibile scrivere in modo imprudente, e non intendo lo scrivere su cose negative, ma riguardo alle positive. Ogni volta che qualcosa di particolarmente buono mi accadeva, una bella recensione di un libro per esempio, io, come credo chiunque altro lo annotavo brevemente sul diario. Ma appena i lettori avessero letto quella nota avrebbero subito detto "guarda che persona egocentrica". Ciò che non capii fu che poiché decidevo di pubblicarlo, ogni frase avrebbe avuto attorno una particolare cornice implicita con scritto sopra "voglio che tu sappia questo."Così qualunque cosa avessi scritto per registrare qualcosa di positivo su di me ed il mio lavoro avrebbe dato l'impressione di: "ecco un'altro tipo di narcisista."
Quando finalmente lo capii, ciò rimescolò il mio lavoro. Se avessi dovuto scrivere le note di quello sviluppo positivo in un "vero" diario, che, ad esempio, doveva essere pubblicato solo dopo la mia morte la cosa sarebbe stata la più normale al mondo. Ma fare la stessa cosa e pubblicarla mentre ero in vita non avrebbe funzionato. Ho lasciato solo poche di quelle notizie positive, abbastanza perché la gente mi gridasse "egocentrico", anche se alla fine quasi tutte furono tralasciate.

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