informazioni, sinergie, contatti, approfondimenti, iniziative
347/4418930 049/8648301 celestinian@iol.it
----------------------------------------------------------------------
Ego, Mente e Anima. Sistema Frontale e Psichico
in Ken Wilber
Dott.ssa Giovanna Visini A.R.A.T.- Associazione Rebirthing Transpersonale
Cell. 338/2124389 E-mail: giovannavisini@tiscali.it HTTP://www.rebirthing-milano.it
| La
maggior parte delle linee evolutive, come è provato
dalle ricerche e dalle evidenze accumulate nelle scienze
cliniche, psicologiche e contemplative, si evolvono
seguendo la successione dei livelli di sviluppo (cioè,
nella Catena dellEssere: corpo, vita, mente, anima,
spirito), tuttavia linsieme dello sviluppo dellIo
non procede in un modo specificamente sequenziale,
semplicemente perché lIo è una combinazione di
queste varie linee che possono produrre configurazioni
infinite. Quindi, sebbene le linee seguano una evoluzione
per stadi, non si può dire lo stesso per linsieme
della crescita individuale che è molto più complessa. Lintroduzione
delle linee evolutive insieme alla revisione e allaggiornamento
dei livelli o stadi, permette di integrare la Grande
Catena dellEssere delle tradizioni con gli sviluppi
della psicologia e delle scienze cognitive. Questo è il
senso del lavoro di Ken Wilber soprattutto nelle sue
ultime opere. Infatti,
come abbiamo visto, il recupero di questa visione,
integrata con le moderne scoperte nei vari ambiti della
scienza, permette di ricostituire una visione organica
dellUniverso che, però, tenga conto della
differenziazione dei Quattro Quadranti o Grandi Tre
(scienza, morale/religione e soggettività) operata dalla
coscienza nel suo stadio pienamente razionale (Vedi il
brano in questo sito: La Grande Catena dellEssere).
Quindi,
lorganicità dellUniverso che si vuole
riscoprire/creare non è più il risultato della fusione
e mancata differenziazione dei quattro quadranti, ma
della loro reale integrazione (interno ed esterno,
individuale e collettivo). Dopo che la differenziazione
prodotta dallIlluminismo è degenerata nella
dissociazione e alienazione reciproca dei quadranti, cè
bisogno oggi di questa integrazione. La scienza non ci
basta e la religione non soddisfa più le nostre esigenze
di esseri razionali e postrazionali. Eppure gli
interrogativi fondamentali su chi siamo, perché viviamo,
soffriamo, moriamo sono sempre vivi dentro di noi e
premono perché ci mettiamo alla ricerca delle risposte. Nel
finalizzare la faticosa conquista della nostra suprema
dignità di individui pensanti differenziati dallambiente
naturale e culturale (il Ciò e il Noi), siamo andati
troppo oltre perdendo la connessione con il Tutto e
soprattutto dimenticandoci della interiorità, dellesistenza
dei valori, della profondità, del significato, della
Coscienza e dello Spirito, in noi stessi, nella nostra
vita e nel mondo. Wilber
chiarisce che la Grande Catena dellEssere delle
tradizioni tende a confondere i livelli dellEssere
e i tipi di autoidentificazione o identificazione
dellIo a essi associati. Per
esempio la mente è un livello della
Grande Catena, ma è lego il tipo di
Io generato quando la coscienza di sé si
identifica con quel livello, cioè con la mente. Per di
più, a questo livello, come ci insegna la Psicosintesi,
il senso di sé o identità è frammentato in molteplici
subpersonalità che esprimono parti di noi consce e
inconsce spesso in conflitto fra loro e non armonizzate
attorno a un centro di gravità stabile. La nostra
epoca è caratterizzata prevalentemente da questa
identificazione.
Il sottile è un livello della Grande
Catena, lanima è lIo generato
quando la coscienza di sé si identifica con il sottile.
Perciò se prendiamo i livelli della Grande Catena:
corpo, mente, psichico/sottile, causale, i livelli dellIo
correlativi saranno: ego corporeo, ego, anima e Sé. Inoltre
le tradizioni generalmente riconoscono che gli esseri
umani hanno due sistemi principali di personalità: il
frontale e lo psichico profondo/sottile.
Aurobindo utilizza questi due concetti e troviamo i loro
equivalenti nel buddhismo tibetano. Ora una visione
semplicistica della cosa, che è quella delle tradizioni,
direbbe che il frontale è associato al corpo e alla
mente, mentre lo psichico profondo allanima. Una
specie di scala. Ma il frontale e lo psichico non
sembrano essere due livelli successivi, ma due linee
alquanto indipendenti. Quindi il loro sviluppo avviene
parallelamente, non come se fossero uno in cima allaltro.
Il
frontale è la personalità orientata verso il
mondo materiale, nel senso più ampio: lego
o la personalità che considera prevalentemente il mondo
dei sensi. Lessere frontale, in quanto linea, si
sviluppa attraverso i livelli: materiale,
emozionale-sessuale o pranico, mentale, e sfuma nello
psichico. Cioè, per dirla in altri termini, lo sviluppo
del frontale rappresenta levoluzione dellIo o
autoidentità attraverso i livelli inferioni e intermedi
della Catena ( i primi quattro chakra). Le tradizioni
affermano che, mentre il frontale si sviluppa in questa
vita, lo psichico profondo si sviluppa tra le vite (bardo),
ed è ciò che propriamente chiamiamo anima. Wilber,
nel suo libro Il progetto Atman, riprende il
modello tibetano secondo cui la psiche individuale o
coscienza è composta da due essenze distinte: quella che
si sviluppa durante una vita specifica, ma muore dopo la
morte del corpo, e, allinterno di questa, lessenza
eterna, che dura finché non viene raggiunta lIlluminazione,
reincarnandosi vita dopo vita. Questa parte eterna
corrisponde allo psichico profondo o anima. Aurobindo
presenta una visione molto simile distinguendo la
coscienza frontale che si sviluppa durante la vita e lessere
psichico profondo che si reincarna. Lo
psichico profondo sembra essere presente in modo più
attivo dalla concezione fino a un certo punto dello
sviluppo frontale. E questo spiega, secondo Wilber, lesistenza
delle memorie prenatali, perinatali e neonatali e anche,
eventualmente, i ricordi delle vite passate. Poiché il
cervello e la personalità frontale non sono ancora
sviluppati, allora, questi ricordi possono essere
trasmessi solo da un substrato preesistente, cioè dallo
psichico profondo, lanima, ma vengono
progressivamente dimenticati man mano che avanza lo
sviluppo del frontale. Wilber parla di sviluppo a U nel
senso che lo psichico profondo è presente nei primi
stadi dello sviluppo del frontale, poi scompare o si
indebolisce man mano che il frontale si rafforza, e
quindi riappare negli stadi postrazionali. In
generale, anche se lo psichico profondo è potenzialmente
sempre presente, non ha un ruolo particolarmente attivo
(tranne i casi in cui lo sviluppo frontale non riesce a
indebolirlo, per esempio se nelle vite precedenti lo
psichico profondo si è consolidato come livello, o
quando viene riattivato attraverso pratiche meditative o
di autoesplorazione come il rebirthing). Idealmente,
quando lo sviluppo frontale termina il suo compito di
adattare e orientare la coscienza nel mondo materiale,
tridimensionale, esso può essere trasceso, allora
comincia a emergere lo psichico profondo (quinto e sesto
chakra), come livello transpersonale della coscienza che
orienta la coscienza nella dimensione sottile. Ma, non
dimentichiamo che possono esserci esperienze dellemersione
dello psichico profondo in qualsiasi momento. Tutto
questo, in ogni caso, presuppone la nostra disponibilità
a considerare che la nascita sia linizio dello
sviluppo frontale, ma non linizio della coscienza
stessa. Secondo le tradizioni infatti, prima della
nascita, la coscienza ha attraversato la dimensione
causale e quella sottile per poi incarnarsi nella materia
e assumere un corpo. Nel modello che Wilber chiama modello
Tibetano-Aurobindo.Wilber II, si assume che il più
alto livello stabile di evoluzione raggiunto in una data
vita sia inscritto nella parte eterna della coscienza e
trasmesso, non come memoria ma come una tendenza, alla
vita successiva. Questa
visione aggiornata delle tradizioni spirituali considera,
dunque, il frontale e lo psichico profondo come linee
parallele e non solo come livelli o stadi della coscienza
ordinati olarchicamente. Infatti la parallela presenza
dellanima come sempre accessibile anche se latente,
permette di spiegare molti fenomeni che si verificano
quando attraverso varie tecniche viene trascesa, prima
temporaneamente e poi sempre più stabilmente, la
coscienza frontale: intuizioni, insights, sincronicità,
ispirazioni creative, ecc. Lanima manifesta il
livello cognitivo sottile che include limmaginazione,
i sogni da svegli, la visualizzazione creativa, gli stati
ipnagogici, gli stati eterici, le rivelazioni visionarie,
le illuminazioni trascendentali, vari tipi di savikalpa
samadhi. Nello
psichico profondo troviamo la memoria delle vite passate
e anche il senso della nostra vita, il destino,
nel senso della psicologia junghiana, il daimon di
cui parla Hillman nel suo libro Il codice dellanima,
in quanto realizzare la propria individualità in ogni
vita è una tappa fondamentale dellevoluzione degli
oloni umani (e non), essere se stessi è
necessario anche se viene trasceso e incluso nei livelli
superiori di coscienza (Testimone, Non duale). Se
il senso generale dellUniverso e della nostra vita
è diventare sempre più coscienti (includere sempre più
livelli, maggiore profondità) è anche vero che ognuno
di noi, come essere umano particolare realizza questo
scopo/telos secondo le sue proprie caratteristiche e
storia individuale che a loro volta sono permeate dalle
tendenze dellanima. Oltre
lo psichico cè un altra linea, quella del Sé,
associato al livello causale. Il Sé, o il Testimone
transpersonale, non è, come lego e lanima,
una personalità, poiché non ha
caratteristiche di nessuna tipo (è puro Vuoto, o
Spirito, o pura Coscienza), è oltre la manifestazione e
le dualità di ogni tipo. Ma in esso rimane unultima
dualità: esso è Vuoto ancora separato dalla Forma, il
Testimone è ancora separato da ciò che è testimoniato.
Come tale, il Sé è lorigine del senso di sé
separato, la sede della dualità più sottile, tra Colui
che vede è ciò che è visto. E lultima
barriera che separa dal Non duale. In
ogni caso, il Testimone è presente in tutte le
dimensioni inferiori e permette di liberarsene, di
trascenderle. Come sappiamo ogni fase evolutiva trascende
e include le precedenti, e laspetto del trascendere
significa sempre la capacità del livello più alto di
essere consapevole del più basso; questo essere
consapevole è il potere del Testimone che si
manifesta a ogni stadio dello sviluppo. Quindi il
Testimone è presente a ogni livello come potere di
crescere attraverso il trascendere, quindi il diventare
più consapevoli. Tuttavia, si stabilizza come livello di
coscienza solo nella dimensione causale. Infatti il Sé
orienta la coscienza nella dimensione causale. come il
frontale la orienta nella dimensione materiale e lo
psichico profondo nel sottile. E
di grande vantaggio considerare il frontale, lanima/psichico
profondo e lo spirito/Sé sia come dimensioni o livelli
della Grande Catena dellEssere (materia, corpo,
mente, psichico, sottile, causale) sia come linee o
correnti evolutive, per cui esse spesso si accavallano
una sullaltra, perché hanno una relativa
indipendenza come correnti che scorrono lungo i livelli
della Grande Catena. Esse, come notiamo nellesperienza,
quotidiana possono coesistere e svilupparsi insieme, non
necessariamente in modo lineare. Questo
costituisce unulteriore chiarificazione della
questione posta in un brano precedente (vedi: Spiritualità
ed evoluzione della coscienza in questo sito)
circa lo sviluppo spirituale come livello o come linea.
Questione diventata ai nostri giorni veramente cruciale.
Comprendiamo meglio ad esempio perché, sia a livello
individuale che collettivo, ci possano essere persone e
intere culture che mostrano avanzate capacità psichiche,
indipendentemente dal livello del loro sviluppo
complessivo (cioè delle altre linee: cognitiva, morale,
affettiva, ecc.). Tuttavia, è necessario tenere sempre
presente che, anche se le linee possono sovrapporsi una
sullaltra, ogni linea individuale ha generalmente
la sua sequenza di sviluppo che è universale e
invariabile. Ma di questo abbiamo già parlato. Ci
preme invece sottolineare qui, come questa visione dellego,
dellanima e dello spirito come linee di sviluppo
sia particolarmente interessante per la teoria e la
pratica del Rebirthing. Essa integra in modo molto
efficace le tradizioni spirituali e la ricerca
psicologica moderna e inoltre permette di dare conto di
molti fenomeni con cui ci confrontiamo quotidianamente
nel Rebirthing Transpersonale, senza per altro cadere in
interpretazioni di tipo regressivo e pre-personale,
invece che transpersonale. Questa visione dello sviluppo
della coscienza che tiene conto della involuzione e dellevoluzione
(involuzione dal non duale e dal causale fino alla
materia, cioè la via che scende; levoluzione,
cioè il cammino inverso o la via che sale), è quella
che fonda il Rebirthing Transpersonale come un metodo di
integrazione di vari livelli e di varie linee nellambito
della nostra crescita evolutiva. |
torna alla pagina indice di --------->WILBER
torna alla homepage