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La Nuova Visione del Mondo
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Evoluzione Umana
in Ken Wilber
Dott.ssa Giovanna Visini A.R.A.T.- Associazione Rebirthing Transpersonale
Cell. 338/2124389 E-mail: giovannavisini@tiscali.it HTTP://www.rebirthing-milano.it
| Ontogenesi
e filogenesi
Lesistenza
di certe corrispondenze, parallelismi e affinità tra lo
sviluppo ontogenetico della psiche individuale e lo
sviluppo filogenetico delle visioni del mondo collettive
(Alto/Sinistra e Basso/Sinistra) è una teoria che viene
accettata da molti studiosi, come Habermas, Arieti,
Piaget, Jantsch, Sheldrake, da E. Neumann e in generale
dalla psicologia junghiana, e naturalmente da Wilber
stesso. Non si tratta di schemi rigidi, ma di piani
evolutivi simili. Come Habermas indica nel suo libro
Communication and evolution of society, le stesse
strutture della coscienza possono essere trovate sia
nellio individuale che nel suo contesto culturale.
La psicologia evolutiva cognitiva ha mostrato che
nellontogenesi vi sono differenti stadi di
coscienza morale, stadi che possono essere descritti in
particolare come modelli per la risoluzione dei problemi
di tipo pre-convenzionale, convenzionale e
post-convenzionale... Gli stessi modelli appaiono di
nuovo nelle evoluzione sociale delle rappresentazioni
morali e legali.
Questo
vuol dire che, così come il bambino si evolve dallo
stadio pre-convenzionale (magico), allo stadio
convenzionale (mitico) e allo stadio post-convenzionale
(razionale), così la specie umana si evolve dal magico,
al mitico, al razionale. Le medesime strutture
coscienziali di base, la stessa logica evolutiva
sottendono levoluzione dellindividuo e della
collettività, il livello ontogenetico e quello
filogenetico.
Per
molto tempo si è sostenuto che levoluzione opera
in tutti i campi e livelli dellUniverso, ma non è
applicabile agli esseri umani. Questa opinione alquanto
paradossale è stata sostenuta dai religiosi
conservatori, ma anche dai Romantici e dai teorici della
società liberale. La maggior parte dei pensatori
religiosi ammettevano levoluzione individuale degli
esseri umani, ma non unevoluzione culturale
collettiva dellumanità.
Infatti,
poiché la modernità con il primato dato alla Ragione ha
rifiutato le religioni tradizionali mitiche con i loro
dogmi e i loro fanatismi, accettare che la storia delle
visioni del mondo culturali si muova in senso evolutivo,
significherebbe ammettere che levoluzione ha
travolto brutalmente le loro credenze per lo meno nei
loro aspetti sorpassati e ormai anacronistici. Per molti
religiosi la modernità e in particolare
levoluzione sono state a lungo negate e considerate
un movimento e una concezione antispiritualistici che
mettevano in discussione principi e regole rivelati da
Dio, insomma qualcosa di diabolico.
I
Romantici regressivi, fautori di un ritorno
al passato pre-razionale e neo-pagano, non avanzavano
nessuna obiezione sul fatto che levoluzione fosse
allopera nellUniverso, ma non potevano
ammettere che anche gli esseri umani si fossero evoluti.
Il loro ideale era quello del ritorno indietro, infatti
il Paradiso era stato perduto nel passato, a esso
bisognava tornare, a quelletà delloro,
allinfanzia, quella personale e quella
dellumanità. Per lessere umano
levoluzione ha significato decadenza e infelicità,
meglio tornare indietro, regredire. Questa era la loro
aspirazione .
I
teorici sociali liberali, dal canto loro, hanno maturato
una forte ostilità verso quanti sostengono
levoluzione culturale, rifiutando giustamente il
determinismo del darwinismo sociale (alcuni popoli e
culture considerati inferiori, la supremazia del più
forte nella lotta per la sopravvivenza, ecc.) con i suoi
risvolti razzisti, repressivi e crudeli.
Daltra
parte, molti grandi pensatori, come Aurobindo, Tailhard
de Chardin e Hegel hanno visto levoluzione come un
dispiegarsi dello Spirito, con ogni stadio che trascende
e include i precedenti, ma nessuno di essi ha fondato
questa nozione filosofica su un insieme di dati
antropologici e psicologici di empirica evidenza. Ken
Wilber lha fatto iniziando con il suo libro
Up from the Eden (raffinando e approfondendo
progressivamente le sue teorie in Sex, Ecology and
Spirituality, A Brief History of Everithing, Sense
and Soul, The Eye of the Spirit, One Taste,
Integral Psychology).
Jean
Gebser e Jurgen Habermas sono arrivati attraverso
percorsi del tutto differenti alle stesse teorie
sullevoluzione delle visioni del mondo culturali,
anche se essi non hanno incluso le dimensioni spirituali,
fermandosi prima, al più alto livello mentale
raggiungibile dopo quello egoigo/razionale.
Wilber
tenta unintegrazione di queste concezioni,
ritenendo necessario rispondere alle obiezioni di tutti
coloro che più o meno giustamente contestano che esista
una evoluzione umana. Evoluzione implica una maggiore
complessità, più coscienza, più profondità, come
abbiamo visto.
Eppure,
pensando alla storia dellultimo secolo che ha visto
guerre terrificanti, violenza e crimini, deliranti
visioni del mondo fondate sul razzismo etnocentrico,
disastri ecologici, distruzione del pianeta, come parlare
di evoluzione dellumanità? Per poter usare questo
concetto di evoluzione della coscienza è necessario
ricorrere ad alcune spiegazioni o principi
chiarificatori, elaboratii da Wilber. Essi ci permettono
di riabilitare levoluzione culturale in una forma
accettabile, perché altrimenti ci troviamo nella
paradossale situazione: tutto nellUniverso si muove
attraverso levoluzione, tutto tranne gli esseri
umani.
1.
La dialettica del progresso. Lidea è che
ogni fase dellevoluzione può andare incontro ai
suoi limiti intrinseci. Questi limiti provocano
scompiglio, caos e il sistema crolla (auto-dissoluzione)
oppure sfugge al caos evolvendo verso un livello più
elevato di ordine (auto-trascendenza) - lordine
fuori dal caos. Questo nuovo livello di ordine supera le
limitazioni del precedente, ma introduce nuovi limiti e
problemi che non possono essere risolti a quel livello. I
vecchi problemi sono risolti o eliminati, solo
introducendo nuove e talvolta più complesse difficoltà.
I romantici regressivi prendono i problemi del livello
attuale e li comparano con i risultati positivi del
livello precedente (non con i problemi del livello
precedente) e poi pretendono che tutto è andato male
dopo il periodo che essi preferiscono (i
cacciatori-raccoglitori per alcuni ecologisti, le
società ortoculturali della dea madre per le
ecofemministe, ecc.).
2.
La distinzione tra differenziazione e dissociazione.
Proprio perché levoluzione procede per
differenziazione e integrazione, qualcosa può non andare
come dovrebbe a ogni stadio. Una delle più comuni
patologie accade quando, invece della differenziazione,
si produce una dissociazione. E differente
differenziare la mente e il corpo e dissociarli:
dissociare vuol dire rimuovere o reprimere. La
differenziazione (la Psicosintesi la chiama
disidentificazione) è, invece, la premessa
necessaria allintegrazione, finché non cè
differenziazione cè fusione inconscia, non
cè integrazione, trascendenza e sviluppo. Levoluzione
umana (individuale e collettiva), come levoluzione
in generale, avviene attraverso una serie di importanti
differenziazioni, ma, a ogni livello, queste
differenziazioni possono trasformarsi nellincubo
della dissociazione.
3.
La differenza tra trascendenza e repressione. Come
abbiamo detto più volte, ogni stadio o livello
dellevoluzione trascende e include i precedenti (vi
ricordate la serie: atomi, molecole, cellule, organismi,
ecc.? Vedi brano: La Grande Catena dellEssere).
Ogni stadio include i precedenti che diventano sue parti,
suoi sub-oloni, ma aggiunge le sue qualità proprie,
emergenti. La cellula contiene atomi e molecole, ma è
funzionalmente differente sia dagli atomi che dalle
molecole. La molecola dacqua, contiene e trascende
gli atomi di idrogeno e ossigeno, ma aggiunge qualità
proprie che gli atomi individualmente non avevano.
Trascende e include. Ma se cè una patologia, la
dimensione superiore, più com-prensiva di livelli,
invece di trascendere e includere , trascende e reprime,
nega, rimuove, rifiuta. E nella storia individuale e
collettiva ci sono molti esempi di repressione. La mente
che reprime impulsi ed emozioni, lascetismo che
dissocia e reprime la materia, il corpo, il sesso;
lego patriarcale che reprime il femminile.
4.
La differenza tra gerarchia naturale e patologica.
Come abbiamo visto ogni cosa nellUniverso è un
olone, un tutto/parte; nel processo evoluzionistico ciò
che è un tutto a un livello diventa parte a uno stadio
successivo. La gerarchia naturale è un ordine di sempre
crescente complessità, profondità, più livelli,
maggior olismo. Una cellula è gerarchicamente
superiore a un atomo. perché contiene più
livelli (atomo e molecola). Seguendo Arthur Koestler,
questa gerarchia è stata chiamata olarchia. La
dimensione più profonda trascende e include le meno
profonde. Quando cè repressione invece che
inclusione, allora la gerarchia naturale degenera in
gerarchia patologica. Lolone non accetta di essere
parte di un olone superiore, non accetta la comunione/relazione
orizzontale, vuole solo essere tutto, vuole affermare la
sua identità/azione; il potere, il dominio,
loppressione prendono il posto della relazione,
della comunicazione, della reciprocità. Cellula
cancerogena, sistema sociale dittatoriale, sistema
patriarcale oppressivo, sono esempi di gerarchia
patologica.
5.
Le strutture più alte possono essere strumentalizzate
dagli impulsi più bassi. Questo è un punto
veramente fondamentale per comprendere molti fenomeni e
anche per cominciare a orientare in modo diverso il
nostro atteggiamento morale. Il tribalismo e gli
orientamenti etnocentrici, che sono relativamente
innocui, quando hanno a disposizione pochi mezzi
tecnologi (cioè al loro primo apparire come stadi
evolutivi), diventano invece pericolosi quando hanno a
disposizione le tecnologie avanzate prodotte dalla
modernità, post-modernità e razionalità.
Le
atrocità come lolocausto sono il prodotto non
della razionalità, ma della attivazione di impulsi e
visioni del mondo di tipo tribale o etnocentrico, a
sfondo mitologico, fondati sulla razza, il suolo patrio,
il sangue, ma con mezzi tecnologi potenti, non arco e
frecce, ma cannoni e fucili, aeroplani, camere a gas e
bombe atomiche.
Queste
considerazioni sono utili e necessarie per poter prendere
in considerazione in modo equanime levoluzione
della coscienza umana, tenendo conto degli innegabili
progressi realizzati, ma anche delle catastrofi che si
sono prodotte nella storia umana. In questo modo si
riunifica la storia dellumanità e la storia
dellUniverso e si apre una nuova prospettiva,
perché si riconosce che esiste una evoluzione, una
trasformazione nella coscienza umana collettiva, oltre
che individuale, che lumanità impara, cresce e si
sviluppa, emergono nuove verità, si schiudono nuovi
mondi. Siamo parte di una unica corrente evolutiva
che abbraccia tutto, che è manifestazione dello Spirito,
Spirito-in-Azione, i quattro quadranti, e questa corrente
va sempre oltre, sempre include, sempre trascende
infinitamente. |