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La Nuova Visione del Mondo

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Introduzione al volume 8 della raccolta delle opere di Ken Wilber

 

"The Marriage of Sense and Soul"

e

"One Taste"

Libera traduzione a cura di Giovanna Visini


Scienza e religione, scienza e religione, scienza e religione. La loro relazione porterebbe veramente l'umanità alla follia, se l'umanità fosse abbastanza sensibile. Per com'è, la loro relazione pare destinata ad essere una di quelle dannate diadi, come mente e corpo, consapevolezza e materia, fatti e valori che diventano le tormentose spine dei filosofi. La gente ordinaria d'altra parte è sempre stata attratta liberamente da entrambe, la scienza (o una sorta di conoscenza tecnica ed empirica) e la religione (o una sorta di significato, di scopo trascendentale, o di presenza immanente). Tuttavia come metterle insieme: "Ah, questo è il problema," come direbbe Shakespeare.
Questo volume contiene due libri, entrambi dedicati a loro modo alla relazione tra scienza e spiritualità, il primo in maniera dotta, il secondo con le mie esperienze personali. Credo che entrambi i libri contengano punti avanzati che non stanno ricevendo ascolto nei tipici dibattiti sull'argomento. Sospetto anche che questi punti continueranno ad essere in gran parte ignorati perché indicano la diretta esperienza dello spirito e non semplicemente idee sullo spirito. In altre parole, sto tentando di includere in questo dibattito la diretta esperienza spirituale contemplativa e meditativa, laddove la maggior parte degli scrittori sul tema vuole semplicemente discutere le relative idee filosofiche e scientifiche: non l'esperienza diretta, ma l'astrazione. E' come se un gruppo di studiosi stesse discutendo delle spiagge delle Hawaii, e invece di andare alle Hawaii a guardare per loro conto, tirassero fuori un mucchio di libri di geografia e li studiassero. Studiano le mappe e non il territorio, cosa che mi è sempre parsa piuttosto bizzarra.
C'è certamente posto per tutte e due le cose, esperienza spirituale diretta e mappe e modelli più accurati di queste esperienze. I libri in questo volume sono dedicati ad entrambi questi aspetti.

La relazione tra scienza e religione

Numerosi teorici hanno classificato le tipiche posizioni che sono state prese nella relazione tra scienza e religione. Tutti questi schemi sono basilarmente abbastanza simili, spaziando dalla guerra, alla coesistenza pacifica, alla mutua influenza e scambio, ai tentativi d'integrazione.
Ian Barbour, per esempio dà: (1) Conflitto: la scienza e la religione sono in guerra tra loro; una ha ragione e l'altra torto, e questo è tutto. (2) Indipendenza: entrambe possono essere "vere" ma le loro verità si riferiscono a reami basilarmente separati, tra i quali c'è poco contatto. (3) Dialogo: la scienza e la religione possono entrambe beneficiare di mutuo dialogo, dove le rispettive verità possono mutuamente arricchirsi. (4) Integrazione: la scienza e la religione sono parti di "una grande visione" che integra pienamente i loro rispettivi contributi.
Eugenie Scott dà: guerra la scienza attacca la religione, e la religione attacca la scienza, morte al perdente. (2) Reami separati: la scienza ha a che fare con i fatti reali, la religione con la dimensione spirituale, non vanno né in conflitto né in accordo. (3) Accomodamento: la religione accetta i fatti della scienza usando la scienza per rinterpretare, ma non abbandonare, i propri credo essenziali, una strada a senso unico. (4) Unione: sia la scienza sia la religione si adattano l'una all'altra, interagendo come partner uguali, una via a due direzioni

In "Sense and Soul" presento le mie classificazioni delle posizioni più comuni, ecco un breve sommario.
(1) La scienza nega la religione Questo è ancora una delle posizioni più comuni tra gli scienziati d'oggi, aggressivamente rappresentata da pensatori come Richard Dawkins, Francis Crick,e Steven Pinker. La religione, in modo puro e semplice, è o un relitto della superstizione del passato, oppure, nel migliore dei casi, il sopravvivere di un trucco che la natura usa per riprodurre la specie.
(2) La religione nega la scienza. La tipica replica fondamentalista è che la scienza fa parte del mondo caduto, e quindi non ha accesso alla vera realtà. Dio ha creato il mondo, e l'intera collezione dei fossili, in sei giorni, e questo è tutto. La Bibbia è la verità letterale e peggio per la scienza se non è d'accordo.
(3) La scienza e la religione hanno a che fare con ambiti differenti dell'essere e quindi possono pacificamente convivere. Questo è uno dei punti più complicati, ed ha due versioni: forte e debole.
Versione Forte: il pluralismo epistemologico, che sostiene che la realtà consiste in varie dimensioni o reami (come materia, corpo, mente, anima e spirito), e che la scienza ha a che fare principalmente con i reami inferiori della materia e del corpo, e la religione s'interessa principalmente ai reami superiori dell'anima e dello spirito. In ogni caso, sia la scienza sia la religione sono ugualmente parte della "grande visione". La tradizionale Grande Catena dell'Essere rientra in questa categoria (fig. 1) Rappresentanti di qualche cosa di simile a questa visione generale sono: Plotino, Kant, Schelling, Coomaraswamy, Whitehead, Fritjof Schuon, Huston Smith, e Ian Barbour. Versione debole: (magisteri non sovrapponibili) è il termine usato da Stephen Jay Gould per indicare che scienza e religione trattano con reami differenti, e che questi ambiti non possono essere integrati all'interno di nessuna "grande visione" perché sono fondamentalmente inadeguati. Entrambi questi campi vanno onorati, ma non possono essere integrati. Questo è un punto basilare per molti scienziati che professano fede in qualche sorta di Spirito, che non sanno immaginare come potrebbe in sostanza collegarsi con la scienza, quindi loro danno a Cesare quanto appartiene a Cesare e a Dio quanto rimane.
(4) La scienza stessa offre argomenti per l'esistenza dello Spirito. Questa posizione sostiene che molti fatti della scienza e molte scoperte indicano direttamente realtà spirituali, e quindi la scienza può aiutarci nella rivelazione del Dio/Dea. Ad esempio: il Big Bang sembra implicare un certo tipo di Principio Creatore; l'evoluzione pare segua un disegno intelligente, la legge dell'entropia implica che qualche tipo d'intelligenza creativa stia dietro all'evoluzione, e così via. Questa posizione è simile alla strada a senso unico di Scott, dove la scienza è utilizzata per sostenere la religione ma generalmente non viceversa. E' anche simile a ciò che Barbour chiama "la teologia naturale" che è opposta alla "teologia della natura" (nel primo caso lo Spirito è trovato direttamente da una lettura della natura, come fanno molti ecofilosofi; nell'altro caso lo Spirito rivelato è utilizzato per interpretare la natura in termini spirituali. (Barbour preferisce quest'ultima interpretazione, che è parte della categoria tre). Questo è un approccio molto comune a questo tema, e probabilmente il più comune tra gli scrittori popolari "sul nuovo paradigma scientifico che prova o sostiene il misticismo".
(5) La scienza stessa non è conoscenza del mondo ma solamente un'interpretazione del mondo, e come tale con la stessa validità ­p; né più né meno ­p; dell'arte e della poesia. Questo è di certo l'approccio tipicamente postmoderno. Mentre l'approccio precedente è il più comune tra gli scrittori popolari sull'argomento di scienza e religione, questo approccio è il più comune tra gli accademici e l'elite culturale, che non sono interessati a nessun tipo d'integrazione, ma solo a smontare qualunque cosa valida chiunque altro ha da dire sull'argomento. Ci sono alcuni punti veramente importanti che i postmodernisti propongono, ed ho cercato fortemente di includere questi punti in una visione più integrale (Vedi cap. 9 The Marriage of Sense and Soul). Ma, lasciato a se stesso il postmodernismo è un vicolo cieco.
La maggior parte dei teorici offre questi tipi di classificazioni convinti di offrire un elenco di tutte le possibilità disponibili. Ho offerto la mia classificazione come un elenco di ciò che non ha funzionato. Tutti questi schemi da Barbour al mio, sono liste di fallimenti, non di successi. Più precisamente alcuni di questi approcci (specialmente il 3, 4 e 5) hanno offerto ingredienti chiave per quello che può essere un approccio veramente integrato, ma nessuno di loro ha incluso a sufficienza il nocciolo della religione, (che penso debba invece essere portato al tavolo di discussione sull'integrazione), vale a dire l'esperienza spirituale. E là dove alcuni teorici almeno riconoscono l'esperienza spirituale (come Barbour) tacciono però delle rivoluzioni nella scienza cognitiva, nella scienza del cervello e della fenomenologia della contemplazione, che prese assieme indicano la più spettacolare integrazione di scienza e religione che fino ad oggi sia stata suggerita.
Ho definito questa visione più integrale come "tutti i livelli, tutti i quadranti" ed ora riassumerò i punti principali.

Magisteri non sovrapponibili?

Iniziamo con l'approccio di Stephen Jay Gould, "la scienza e la religione sono entrambe importanti ma appartengono a reami differenti e non sovrapponibili" una posizione sostenuta da molti scienziati e da molti religiosi. Gould sostiene "assenza di conflitto" tra scienza e religione, che nasce da mancanza di sovrapponibilità dei rispettivi ambiti d'esperienza, la scienza nella costituzione empirica dell'universo e la religione nella ricerca d'appropriati valori etici e di significato spirituale per le nostre vite. Gould riconosce che di certo scienza e religione contrastano l'una con l'altra tutto il tempo, e la loro frizione offre una luce molto interessante, e spesso spiacevole calore. Ma in fine non c'è né conflitto né accordo tra loro, essendo come "mele ed aranci".
Per mantenere questa visione, Gould ha creato un dualismo piuttosto rigido tra la natura e l'umano, "la natura" sarà il reame dei fatti (scoperti dalla scienza) e "l'umano" sarà il reame dei valori e dei significati (mostrati dalla Religione). La Natura può essere veramente crudele ed indifferente nei termini completamente inappropriati del nostro discorso etico, poiché la natura non esiste per noi, non sapeva che stavamo arrivando, e non ha alcun interesse per noi (parlando per metafore). Apparentemente per Gould gli umani non sono pienamente parte della natura, se lo fossimo, saremmo semplicemente qualcosa che la natura sta facendo. Ma la natura non s'interessa per nulla di noi perché "noi" (o la parte di noi che si applica all'etica e alla religione) e la "natura" (oppure i fatti in sé e non i valori) sono due reami non sovrapponibili. << considero questa posizione liberatoria, non deprimente, in quanto possiamo raggiungere la capacità di impegnarci in un discorso morale, e nulla potrebbe essere più importante, nei nostri termini, libero dalla fattualità della natura >>.
E' questo scomodo dualismo in ognuna delle sue molte forme, fatti e valori, natura e umano, scienza e religione, empirico e spirituale, esteriore ed interiore, oggettivo e soggettivo, che ha condotto ai tentativi di trovare qualche tipo di "visione più ampia" che senza smagliature tessa insieme questi due reami, e non semplicemente proclami che essi sono per sempre destinati a lavorare sui lati opposti della via.
E' un problema difficile ed intricato. La risposta teologica standard al dualismo "empirico contro spirituale" consiste nel sostenere che lo spirito ha creato il mondo empirico, e che quindi la loro relazione è in quel senso. Se possiamo accordarci con Dio (ed evitare il male) allora saremo salvati; se deviamo da Dio (e commettiamo il male) saremo dannati. Da questo l'ugualmente classico problema: se Dio ha creato il mondo, ed il mondo contiene il male, non ha Dio creato anche il male? Se è così non è forse Dio stesso responsabile del male? E allora perché incolparmi? Se il prodotto è guasto la colpa è del produttore. (Sembra che la relazione tra empirico e spirituale dopotutto non sia così facile da risolvere).
I teorici dell'eco-spiritualismo non offrono di meglio. Invece di un Dio Trascendente ed extramondano che crea la natura, postulano un Dio/Dea puramente immanente e di questo mondo, cioè la natura ed il suo dispiegarsi evolutivo. Se possiamo accordarci con la natura, saremo salvi, se devieremo da lei saremo condannati. Quindi lo stesso problema. Se la natura attraverso l'evoluzione ha prodotto gli umani, e se gli umani producono il buco nell'ozono, non è stata la natura a produrre il buco nell'ozono? Se non è così allora c'è qualcosa degli umani che non è parte della natura, e quindi la natura non può essere l'estremo fondamento dell'esistenza. La natura non può essere genuinamente Dio e Dea o Spirito perché la natura è chiaramente non inclusiva di tutto e quindi deve essere una piccola fetta di una torta più grande. Ma, di nuovo come guarire questo dualismo tra l'umano e la natura?
Molti teorici tradizionali da Plotino a Huston Smith a Seyyed Nasr, tentano di affrontare queste difficoltà ristabilendo la Grande Catena dell'Essere (posizione della versione forte della categoria tre). L'idea è che non ci sono due ambiti rigidamente separati (come spirito e materia) ma almeno quattro o cinque contesti che infinitamente sfumano l'uno nell'altro (come materia, corpo, mente, anima e spirito). Il reame superiore è il fondamento non duale di tutti gli altri reami, cosicché lo spirito supremo non soffre d'alcun dualismo finale. Comunque appena lo spirito scende nella creazione, dà origine a molti dualismi, che benché inevitabili nel mondo manifesto, possono essere risolti e riunificati nella più alta o non duale realizzazione dello spirito stesso.
Tra tutte le posizioni in relazione a scienza e religione ho maggior simpatia per quella del pluralismo epistemologico, olarchia concentrica delle verità, come puntualizzo in The Marriage of Sense and Soul. Comunque, come del resto indico in quel libro, la presentazione tradizionale presenta numerose gravi lacune, molte delle quali non sono differenti da quelle che si presentano nei più semplici sistemi dualistici, come quello di Gould. Per i tradizionalisti, in effetti, postulare quattro o cinque magisteri non sovrapponibili invece di due soltanto, non fa molta differenza, e anche se questi multipli magisteri (i molti livelli della Grande Catena) sono spesso visti come spazi che si avvolgono gli uni sugli altri, la domanda ancora rimane: qual è esattamente la relazione tra i reami più alti con i più bassi, come la materia? Specificamente in questo senso: la scienza è realmente confinata ai reami inferiori (materia e corpo) e così, poco o nulla ha da dirci sui livelli superiori stessi (anima e spirito)? La relazione tra scienza e religione è quella di un palazzo di cinque piani, in cui la scienza può parlare dei primi due e la religione dei due più alti? Le risposte più rispettate in questo dibattito, da Huston Smith ad Ian Barbour a Stephen Jay Gould, sono tutte varianti di questo tema (categoria tre forte o debole).
Ma, se invece di una scienza che ci parla del primo piano e di una religione di un altro piano più alto, scienza e religione ci dicessero qualcosa di differente su ogni piano? E se scienza e religione fossero in relazione, non come i piani di un palazzo, ma come colonne uguali di una villa? Non uno sopra l'altro, ma una fianco all'altro, e così dall'alto al basso? E allora?
Una cosa è certa questo è un approccio che non è ancora stato tentato. Poiché gli altri sono stati tentati invano, forse vale la pena di investigare questo.

Il Cervello di un Mistico

Iniziamo con un semplice esempio. Un meditante è collegato ad un apparecchio EEG. Quando il meditante entra in un profondo stato contemplativo, l'EEG mostra senza dubbio una nuova serie di schemi d'onde cerebrali (come la produzione d'onde delta di grand'ampiezza che generalmente insorgono nel sonno profondo senza sogni). Più tardi il meditante afferma che nella sua esperienza diretta di questo stato "delta" aveva esperienze di qualcosa che la parola spirituale sembra la più appropriata per definire, l'esperienza di un senso di coscienza espansa, un accresciuto senso d'amore e compassione, la sensazione dell'incontro con il sacro e il numinoso, in sé e nel mondo. Altri esperti meditanti che entrano in questo stato mostrano lo stesso stato obiettivo d'onde cerebrali e riportano simili stati soggettivi d'esperienze spirituali. Che cosa dobbiamo fare di tutto questo? C'è già un sostanzioso corpo di ricerche che indicano che qualcosa di simile a quanto abbiamo descritto succede abbastanza spesso. Per questo discorso prendiamo per riconosciuto che il rapporto è generalmente vero. Prima di tutto, esso ci mostra che i reami di scienza e religione, spesso considerati magisteri non sovrapponibili sono di fatto assai sovrapponibili.
Quello che nella classica discussione della categoria tre nella sua forma forte e debole tende completamente a sorvolare è che anche se in un certo senso fatti e valori, appartengono a reami separati, quando una persona sperimenta valori soggettivi, questi valori hanno obiettivi correlati attuali nel cervello. Con questo non vuole assolutamente affermare che i valori possono essere ridotti a stati del cervello, o che le esperienze spirituali possono essere ridotte ad occasioni naturali. Vuol affermare che le realtà spirituali (il magistero della religione) e le realtà empiriche (il magistero della scienza), non sono così divisi come le tipiche soluzioni a questo dibattito immaginano.
Il modello integrale che io propongo, cioè: "Tutti i livelli, tutti i quadranti", tenta di offrire una struttura nella quale tutti questi "fatti", se si vuole, possono trovare il loro posto. I fatti, cioè, sia delle realtà interiori sia di quelle esteriori, le esperienze spirituali e le esperienze scientifiche, le realtà soggettive e le realtà oggettive. Trovo ampio spazio per la tradizionale Grande Catena dell'Essere e del Conoscere, dalla materia, al corpo, alla mente, all'anima e allo spirito, ma intendo collegare queste realtà con i fatti empirici in un modo definito e specifico, come vedremo in questi volumi.

Tutti i livelli, tutti i quadranti

Come introduzione osserviamo alcuni semplici diagrammi per sottolineare quest'approccio integrale.
La figura 1 è la tradizionale Grande Catena dell'Essere. Poiché ogni livello superiore trascende ma include i precedenti, questo è in vero il Grande "fondamento" dell'Essere, come mostra la figura. Notare che la scienza (la fisica, la biologia, la psicologia) è ai livelli inferiori, e la religione (teologia e misticismo) ai piani più alti. (Questa è la base della categoria tre, che come abbiamo visto è la posizione più influente tra i simpatizzanti della spiritualità). Ma questo ha dato alla Grande Catena tradizionale la sua ontologia extramondana, dei piani superiori che erano considerati letteralmente "dell'altro mondo" e avevano pochi se non nessun punto di contatto con il reame della materia. (Più specificamente la classe d'eventi segnati D ed E non hanno diretta correlazione con A e B, quindi sono "dell'altro mondo".


Fig. 1

 

La nascita della scienza moderna ha offerto alcuni colpi mortali a questi concetti tradizionali. Ad esempio la ricerca moderna ha chiaramente dimostrato che la consapevolezza (o la mente), lontano da essere meramente un noumeno trascendentale, è di fatto collegata in molti modi al cervello, organico e materiale, tanto che molti scienziati moderni riducono la consapevolezza semplicemente a null'altro che al gioco del sistema neuronale. Ma non abbiamo bisogno di seguire il materialismo scientifico per comprendere che la consapevolezza è lontana dall'essere l'essenza disincarnata immaginata dalla maggior parte delle tradizioni religiose. In fondo la consapevolezza è intimamente correlata con il cervello biomateriale e l'organismo empirico, cosicché qualunque sia la loro relazione, scienza e religione non sono semplicemente "magisteri non sovrapponibili".
La nascita della scienza moderna (particolarmente nel diciottesimo secolo) era precisamente parte di una serie di eventi che sono stati descritti come modernità. Vedi The Marriage of Sense and Soul. Ma possono tutti essere riassunti nell'idea di Max Weber della "differenziazione delle sfere culturali dei valori" (le sfere di valori essenzialmente sono: arte, morale e scienza).Dove la maggior parte delle culture premoderne fallirono nel differenziare queste sfere chiaramente, la modernità ha differenziato arte, morale e scienza permettendo ad ognuna di ricercare le proprie verità, in modo proprio, libere da intrusioni e violazioni da parte delle altre. Questo portò allo spettacolare sviluppo della conoscenza scientifica, un fiorire di nuovi approcci all'arte, e un'accogliente osservazione della morale, concepita in una luce più naturalistica, dimostrando che questo è in molte delle cose che ora chiamiamo "moderne."
Come cerco di mostrare nei seguenti libri questi "le Tre Grandi" sfere (arte, morale e scienza) si riferiscono basilarmente ai reami dell'io, del noi, e del ciò. L'arte si riferisce al reame estetico - espressivo, il reame soggettivo descritto in prima persona e nel linguaggio dell'"io". La morale si riferisce al reame etico normativo, il reame intersoggettivo descritto in seconda persona o con il linguaggio del "noi". E la scienza si riferisce al reame esteriore, empirico, il reame obiettivo descritto in terza persona, o nel linguaggio del "ciò" (che in realtà può suddividersi in due reami ­p; il "ciò" individuale e il "quelli "collettivo). Questo porta a quattro maggiori reami: io, noi, "il ciò" e il collettivo "i ciò".Questo ci offre i quattro reami principali: Io, Noi, Ciò, e "loro" (i ciò, "its").

Per l'immagine dei Quadranti vedi sopra in Integral Psychology

Nella figura due notiamo che i due quadranti superiori sono singolari o individuali, o i due quadranti inferiori sono plurali e collettivi. I due quadranti del lato sinistro sono riferiti all'interiore o soggettivo, i due quadranti di destra all'"esteriore" e all'"oggettivo". E' da notarsi inoltre che tutte le entità in ogni quadrante ha correlati negli altri (ad esempio le emozioni sono collegate al sistema limbico), ma nessuna di loro può essere ridotta nelle altre senza essere derubata delle sue caratteristiche essenziali.
La figura uno, quindi è un riassunto della tradizionale visione premoderna e "religiosa", e la figura due è un riassunto della visione moderna e scientifica. Per il momento integriamoli attraverso la semplice sovrapposizione. Certamente non è per nulla facile, ed ho dato ampie spiegazioni di quanto implica quest'integrazione in libri come Sex, Ecology, Spirituality and Integral Psychology. Ma poiché questa è solo un'introduzione generale, semplicemente osserviamo la sovrapposizione della concezione moderna, come mostrato nella figura 3. Guardiamo anche la figura 4, che è la figura 3 con indicazioni per mostrare la relazione tra gli stati interni (dalle sensazioni fisiche, alle idee mentali, alle esperienze spirituali) con l'esterno, reame materiale investigato dalla scienza oggettiva.

Fig. 3-4
Il Grande Campo con i quattro quadranti.
Correlazioni tra gli stati interiori (consapevolezza) e gli stati esteriori (materia).

 

 

Se le concezioni espresse nelle figure 3 e 4 sono effettivamente valide, allora abbiamo percorso molta strada verso l'integrazione di una visione religiosa premoderna, con una visione scientifica moderna. Avremmo integrato il Grande Fondamento dell'essere con le differenziazioni della modernità, uno dei vantaggi immediati che avremo ottenuto è un'integrazione senza smagliature dei reami e delle visioni del mondo religiosi e scientifici, in modo che non siano violati i canoni di entrambi (così cerco di mostrare nelle pagine seguenti).
Quest'approccio integrale potrebbe quindi soddisfare quel criterio precedentemente espresso che non è ancora stato messo alla prova, cioè che la scienza (o la realtà esteriore), e la religione (o realtà interiore) si dovrebbero sviluppare non una sopra l'altra, (come nella figura 1) ma una di fianco all'altra, (come gli aspetti del lato destro e sinistro di un approccio di "tutti i livelli" e "tutti i quadranti" (come mostrato nella figura 4). La figura 4 può quindi facilmente spiegare il complesso scenario del meditante collegato alla macchina EEG. Sperimenta esperienze interiori molto reali, soggettive (quadrante superiore sinistro) ma queste hanno anche un altrettanto reale correlato esteriore, obiettivo empirico, (quadrante superiore destro), che la macchina EEG doverosamente registra. Scienza e religione allora stanno così offrendoci alcuni degli aspetti correlati, interiore e esteriore, delle realtà spirituali, e questo è un ingrediente chiave per la loro integrazione in una visione più ampia e inclusiva.

La Buona Scienza

Aspetta solo un minuto, dice lo scienziato empirista, posso accettare il discorso fino al punto che tu dai realtà concreta ai reami spirituali. Gli esperti meditanti sperimentano qualcosa, ma potrebbe essere nulla di più che uno stato emozionale soggettivo. Chi afferma che siano coinvolte realtà concrete, con cui la scienza possa confrontarsi?
Qui è dove Sense and Soul offre nuove prospettive. Per iniziare, sino a questo punto ho lasciato senza definizione "scienza" e "religione" (o spiritualità). Ho semplicemente usato in modo generico questi termini secondo come la maggior parte della gente li considera. Ma in diversi libri (come A Sociable God, Eye to Eye, and Sense and Soul, ho attentamente sottolineato i molti differenti significati che sono stati dati a scienza e religione.") In A Sociable God per esempio mostro nove significati comuni ma drammaticamente differenti, di religione. Gran parte di questo dibattito è distorto e confuso, perché dozzine di definizioni differenti sono state usate senza che fossero identificate.
Nell'area della spiritualità per esempio, dobbiamo almeno distinguere tra spiritualità orizzontale (che cerca di dare significato e consolazione all'io separato fortificando così l'ego) e la spiritualità verticale o trasformativa (che cerca di trascendere il sé separato in uno stato di consapevolezza non duale che è oltre l'ego). Possiamo semplicemente chiamarle "religione ristretta" e "religione estesa" (o superficiale e profonda, secondo la metafora preferita). Allo stesso modo per la scienza noi dobbiamo distinguere tra la concezione ampia e ristretta. La scienza superficiale è basata principalmente sull'esteriore, il mondo fisico e sensomotorio. E' quello cui di solito ci riferiamo come "scienze dure" come la fisica, la chimica e la biologia. Ma questo significa che la scienza non può dirci nulla degli stati interiori? Certamente esiste una scienza più ampia che tenta di comprendere non solo le rocce e le donnole ma anche gli umani e la mente? Di fatto, riconosciamo tre tipi di scienza più ampia, scienze che non si basano solo sul mondo sensomotorio esteriore, ma hanno a che fare con gli stati interiori e metodologie qualitative. Chiamiamo queste scienze più ampie "scienze umane" (i tedeschi le chiamano scienze "geist", "geist"ha il significato di mente o spirito). Psicologia, sociologia e antropologia, linguistica, semeiotica, le scienze cognitive, tutte queste scienze più ampie, cercano di usare un approccio scientifico per studiare la coscienza umana. Dobbiamo stare molto attenti che questi approcci non cadano in una positivista semplicità delle scienze ristrette. Il mio punto è che la differenza tra scienze ristrette ed ampie sia già stato ampiamente riconosciuto. (ritorneremo sull'argomento, ma guardando la figura 4 le scienze ristrette sono quelle che studiano il lato destro o i quadranti della materia, le scienze estese sono quelle che cercano di studiare almeno alcuni aspetti dei quadranti del lato sinistro.
Il "Marriage of Sense and Soul" continua quindi a discutere che cosa definisce specificamente la religione profonda e la scienza ampia.
Come abbiamo già visto, non possiamo definire la scienza ampia o ristretta affermando che essa basa tutte le sue conoscenze sul mondo sensomotorio, perché anche la scienza ristretta (ad esempio la fisica) usa un gran numero di strumenti che non sono empirici e sensomotori, come la matematica e la logica. La matematica e la logica sono realtà interiori (nessuno ha mai visto una radice quadrata di meno uno andarsene in giro nel mondo empirico).
Nessuna "scienza" è qualcosa di più che un'attitudine alla sperimentazione, alla ricerca onesta e collettiva, che basa la sua conoscenza, ovunque possa, sull'evidenza (sia quest'evidenza esteriore, come nella scienza ristretta, sia interiore, come nella scienza ampia).
Suggerisco che i seguenti tre fattori tendono a definire la ricerca scientifica in generale:
1 Un' ingiunzione pratica o esempio. Se vuoi sapere se piove o no, devi andare alla finestra e guardare. Il punto è che i fatti non sono lì attorno ad attendere di essere scoperti da tutti e ansiosi d'esser visti. Se vuoi sapere "questo" devi fare "questo" - un esperimento, un'ingiunzione, una serie pragmatica di prove, una pratica sociale: questo sta dietro la maggior delle buone scienze. Questo è il significato della nozione di Kuhn di "paradigma" che non significa super teoria ma una pratica presente ed effettiva.
2 Comprensione, illuminazione o esperienza. Una volta che hai attuato l'esperimento o seguito l'ingiunzione, una volta che si è pragmaticamente affrontato il mondo, allora ci si confronta con una serie di esperienze e comprensioni che sono portate avanti dall'ingiunzione. Queste esperienze sono tecnicamente definite "dati". Come William James indicò il reale significato di "datum" è esperienza immediata. Così si possono avere esperienze fisiche, (o dati fisici) esperienze mentali (o dati mentali) o esperienze spirituali (e dati spirituali). La buona scienza, sia ampia sia ristretta, è ancorata per un certo grado in dati o evidenza sperimentale.
3 Controllo comune (conferma o rifiuto). Una volta che mettiamo alla prova il paradigma (o la pratica sociale) e portiamo avanti una serie di esperienze e di dati evidenti, è di aiuto se possiamo confrontare queste esperienze con altri che hanno anche loro portato a termine l'ingiunzione e osservato l'evidenza. Una comunità di pari, o di coloro che hanno adeguatamente seguito i primi due standard (ingiunzione e dati) - è forse il miglior controllo possibile, e tutte le buone scienze tendono a rivolgersi ad una comunità adeguata per la conferma e il rifiuto. Qui è dove il principio di fallibilità è molto utile. Anche se il principio di fallibilità non può sostenersi da sé, come credeva Karl Popper, è spesso un ingrediente importante nella buona scienza. L'idea è semplicemente che i dati erronei possono essere rifiutati da una comunità di adeguatamente esperti. Se non c'è alcun modo in cui il tuo sistema di credenze possa essere messo alla prova, non ce alcun modo di respingerlo, anche se è patentemente scorretto, e quindi qualunque cosa tu sostenga, i tuoi credo non sono scientifici (sono invece dei "dogmi" o pretese di verità confermate solo da una fede autoritaria). Certo ci sono molte realtà che non sono aperte al test di fallibilità, ad esempio non puoi respingere e neppure dubitare della tua stessa consapevolezza, come sapeva Cartesio. Ma questo terzo criterio semplicemente afferma che la buona scienza tenta costantemente di accettare o rifiutare le sue pretese di conoscenza, e il criterio di fallibilità è spesso usato come parte di questo terzo aspetto della buona scienza.

La religione profonda

Questi tre criteri sono caratteristiche generali della buona scienza. Più specificamente sono caratteristiche del modo in cui la buona scienza in ogni dominio (fisico, mentale e spirituale) cerca di raccogliere dati e metterne alla prova la validità. La maggior parte delle forme di scienza, inoltre, avanza delle ipotesi riguardo ai dati, e queste ipotesi sono quindi messe alla prova attraverso un'ulteriore applicazione dei tre fattori della buona scienza (ulteriori esperimenti, più dati, osservazione se confermano o smentiscono le ipotesi). In breve sia la scienza ristretta (i cui dati vengo principalmente dai reami esteriori dei quadranti del lato destro) e la scienza estesa (i cui dati vengono principalmente dal rame interiore o quadranti del lato sinistro) tentano di essere buone scienze (o scienze che seguono i tre fattori di accumulazione dell'evidenza e verifica).
Guardiamo ora brevemente alla religione. Abbiamo già visto che, come per la scienza, c'è una religione ristretta (che cerca di rafforzare il sé separato) e una religione ampia o profonda (che cerca di trascendere l'io). Ma che cosa è esattamente la religione profonda o la spiritualità profonda e come può essere verificata? La pretesa è, dopo tutto, che in un certo senso la spiritualità profonda sveli verità riguardo al "Kosmo", e che non si tratta di una mera serie di stati emozionali soggettivi. E' qui che The Marriage of Sense and Soul presenta la sua proposta più nuova e radicale: la spiritualità profonda è la scienza estesa dei livelli più alti dello sviluppo umano.

Rivelazione integrale

Questa non è tutta la storia della spiritualità profonda, ma è un aspetto cruciale della storia, una parte che non ha ancora ricevuto sufficiente attenzione. Guardando la figura 1, che è la tradizionale grande catena dell'essere, notiamo che c'è uno sviluppo dalla materia, al corpo, alla mente, all'anima, e allo spirito. Questi erano tradizionalmente considerati (da Plotino per esempio), sia livelli ontologici dell'essere, sia aspetti cronologici dello sviluppo individuale (e di nuovo, non in modo lineare e rigido, ma in un fluido, ondeggiare fluente). Guardando la fig. 2 vediamo che i livelli individuali di sviluppo si fermano al livello vision-logic e del centauro. La ragione per cui la figura 2 non contiene, onde di consapevolezza più alte, transpersonali e supermentali (come anima e spirito), è che questa figura rappresenta soltanto lo sviluppo medio al momento presente, e quindi non mostra le onde più alte di sviluppo supercosciente (anche se gli individui possono raggiungere questi livelli più alti). Ma l'affermazione delle grandi tradizioni di saggezza, è che ci sono in vero più alti livelli o onde di sviluppo coscenziale, così abbiamo a disposizione, non solo materia, corpo, mente, ma anche anima e spirito. Ho indicato questi livelli superiori sia nella figura 3 e 4.
La tesi sviluppata in una serie di libri, (inclusi Eye to Eye; Sex, Ecology, Spirituality; The Eye of Spirit; and The Marriage of Sense and Soul) è che la spiritualità profonda coinvolge la diretta investigazione dell'evidenza sperimentale mostrata negli stati più alti di evoluzione della coscienza, (livelli che ho chiamato: psichico, sottile, causale e non duale che sono semplicemente indicati come anima e spirito nelle figure). Queste profonde investigazioni dello spirito, come ho suggerito in questi libri, soddisfano i tre principi della buona scienza, (non della scienza ristretta, della buona scienza). Si basano su specifiche pratiche sociali o ingiunzioni (come ad esempio la meditazione), e le loro affermazioni su dati ed evidenza sperimentale, e costantemente raffinano e mettono alla prova questi dati in una comunità di esperti adeguati, per questo ci si riferisce a loro come scienze contemplative (che è di certo il modo in cui si considerano). Così, con riferimento alla figura 1, la spiritualità profonda è la scienza estesa dei fenomeni, dei dati e delle esperienze indicate con D e E. (Nella fig. 4 D indica anima, ed E spirito.) Ma non si nota, e questa è la parte nuova proposta da quest'approccio, che dati interiori, esperienze dell'anima e dello spirito, (quadrante superiore sinistro), hanno correlati nel quadrante sensomotorio superiore destro (vedi fig. 4). In altre parole la spiritualità profonda del quadrante sinistro superiore che è studiato dalla scienza ampia ha correlati nel quadrante superiore destro, studiato dalla scienza ristretta. Le scienze fenomenologiche e contemplative (la scienza ampia dell'interiore) può così congiungersi con la buona scienza per dati esperienziali diretti nel quadrante superiore sinistro e con la scienza ristretta per dati correlati nel quadrante superiore destro. (Ripeto, gli aspetti scientifici, sia della visione ampia sia ristretta, dei reami superiori non comprendono tutta la questione, ma sono una parte cruciale che è stata costantemente trascurata, e certamente un importante ingrediente d'ogni vero approccio integrale a quest'argomento.)
Così un approccio che comprenda tutti i livelli e tutti i quadranti integra profondamente scienza e religione attraverso numerosi diversi fronti. Integra la religione "profonda" con la scienza ampia, mostrando che la spiritualità profonda è la scienza ampia delle più alte possibilità del potenziale umano. Integra la religione profonda con la scienza ristretta perché anche dati spirituali profondi, che devono essere compresi nei loro propri termini e non ridotti a nessun altro livello o quadrante, non di meno ha reali correlati nel cervello fisico, che possono essere investigati dalla scienza ristretta, (come nel caso del meditante collegato all'EEG.) Da' anche spazio alla religione ristretta, come vedremo più avanti. In tutti i casi, un approccio che comprenda tutti i livelli e tutti i quadranti offre almeno la possibilità di collegare senza smagliature ciò che prima erano considerati "magisteri non sovrapponibili."

Viva la Difference!

L'approccio integrale rispetta anche le vitali differenze dei vari tipi di scienza e religione. Dire che una ricerca stia seguendo le disposizioni della "buona scienza" non indica quale sarà il contenuto o la metodologia di quella ricerca. Dice soltanto che la ricerca mette alla prova il mondo, (ingiunzione) e ciò porta ad esperienze del mondo (dati) che sono verificati il più attentamente possibile (conferma). Ma la vera forma della ricerca, i metodi ed i contenuti, varieranno drammaticamente da livello a livello e da quadrante a quadrante. Diversamente dal positivismo, che permetteva solo un metodo (empirico) in solo un reame (sensomotorio), quest'approccio permette molti metodi e modi d'indagine come molti sono livelli e quadranti. Nella figura 4 ad esempio, la scienza ristretta (empirica e analitica) studia i quadranti del lato destro; ma nei quadranti interiori ci sono quattro livelli sia nell'individuale sia nel collettivo, dandoci così almeno otto differenti metodi e contenuti.
Allora per offrire una versione molto semplice, i fenomeni indicati A, B, C, ed E sono tutte entità differenti, e sono state sviluppate metodologie per trattare ognuna di loro nei loro stessi termini. In Eye to Eye offro ragioni sufficienti per dimostrare perché nessuno di questi tipi di ricerca può essere ridotto nei termini dell'altro (ho fatto distinzione tra esperienza sensomotoria, empirico-analitica, fenomenologica, ermeneutica, mandalica e gnostica). Poiché ognuna di queste ricerche cerca di usare ingiunzioni (o compiti pragmatici) e sostiene le sue affermazioni sull'evidenza sperimentale, cerca di verificare le sue pretese sull'evidenza sperimentale e le sue affermazioni il più attentamente possibile, si può affermare che rientra in ciò che definiamo "buona scienza". A parte ciò, le ricerche di questo tipo differiscono drammaticamente, ma in quest'approccio integrale le differenze sono pienamente rispettate ed anche difese.
Mettendola in un altro modo: con riferimento alle figure 3 e 4 ogni livello (corpo, mente, anima e spirito) hanno la loro arte, la loro morale, e la loro scienza ristretta, ed i loro reami: dell'"io" (sinistro superiore), i reami del "noi", (sinistro inferiore), e i reami del "ciò" (destro superiore e destro inferiore). Non solo ogni quadrante ha la propria metodologia, ma spesse volte ogni livello all'interno d'ogni quadrante ha i suoi approcci specifici. In The Marriage of Sense and Soul (come in Eye to Eye, Sex Ecology and Spirituality, Quantum Questions, The Eye of Spirit, e Integral Psychology) ci sono innumerevoli esempi di questi diversi quadranti- livelli e modi in cui la loro specifica unicità dovrebbe essere rispettata.

La religione ristretta

La risposta della critica a Sense and Soul è stata entusiasticamente positiva, una principale eccezione. La critica di gran lunga più comune (e quasi l'unica critica) è stata che in questo matrimonio tra scienza e religione,minimizzando e spesso ignorando la religione ristretta, io stessi pretendendo troppe concessioni dal lato della religione. Il credente medio, dissero i critici, non avrebbe mai rinunciato ai miti e le storie che costituiscono forse il 95% della maggior parte delle forme di spiritualità. Non soltanto i critici di professione batterono su questo punto, altrettanto fecero la maggior parte dei miei amici che avevano cercato di dare il libro ai loro genitori solo per vederli scuotere la testa "Come? Nessuna resurrezione di Gesù? Niente Mosé ed il patto? Niente preghiere verso la Mecca ogni giorno? Questa non è la mia religione." E così via.
D'accordo, colpevole, non c'è dubbio sul fatto che ho messo a fuoco quasi interamente le esperienze spirituali dirette (dei piani: psichico, sottile e causale e non duale) ed ignorato la molto più comune dimensione spirituale della religione traslativa. Sinceramente non ho negato tale dimensione e neppure suggerito che deve essere rifiutata. Da Sense and Soul: "Allo stesso tempo questo non significa che noi si debba perdere tutte le differenze religiose e colori locali, per cadere in una pastosa spiritualità uniforme e omogeneizzata. La Grande Catena e solo lo scheletro di qualunque approccio individuale al Divino, e su quello scheletro ogni individuo ed ogni religione porterà appropriata carne e ossa, fegato e gloria. La maggior parte delle religioni continuerà ad offrire i sacramenti, consolazione e miti (ed altri sostegni traslativi) in aggiunta a pratiche autenticamente trasformative di contemplazione verticale. Nessuna delle quali ha bisogno di cambiare drammaticamente nulla in alcuna delle religioni esistenti"
Ho fatto due affermazioni che ritengo ancora vere. Punto uno: se la visione ristretta della religione esprime pretese empiriche (affermazioni riguardanti i quadranti del lato destro) allora queste asserzioni devo essere messe alla prova dalla scienza (ristretta) empirica. Se la religione proclama che la terra è stata creata in sei giorni, mettiamo alla prova quest'asserzione empirica con la scienza empirica. La maggior parte di queste asserzioni spirituali hanno spettacolarmente fallito la prova, possiamo essere liberi di crederci, ma queste affermazioni non possono avere il riconoscimento della "buona scienza o della spiritualità profonda.
Punto due: la vera essenza della religione è la religione profonda, che tende ad allentare e sminuire lo zelo della religione ristretta, sino al punto in cui, più si è vivi ai propri potenziali più alti, e meno la religione ristretta apparirà attraente.
Certamente i critici hanno ragione affermando che la maggior parte della gente sceglie la religione traslativa o ristretta, sia che credano nella Bibbia, in Gaia, o nella teoria olistica dei sistemi, e non desiderano trasformare drasticamente il soggetto di tali fedi. Nel mio modello, questi tipi di credenza mentale rimandano ai livelli di sviluppo: magico, mitico, razionale o vision-logic. Ma volevo anche indicare i livelli transpersonali più alti oltre a queste mere credenze, il supercosciente e sovramentale che costituiscono l'essenza della spiritualità profonda e delle scienze contemplative. Un modello di tutti i livelli e tutti i quadranti dà spazio a tutte queste dimensioni dal prementale, al mentale al sovramentale.

Applicazioni del Modello Integrale

Nel capitolo di One Taste del 14 ottobre c'è una breve lista di alcune delle applicazioni che altri ricercatori hanno fatto in diversi campi, di questo modello di "tutti i livelli e tutti i quadranti". Certamente il modello "tutti i livelli e tutti i quadranti" è solo un semplice sommario dell'approccio "Olonico" che in realtà include quadranti, livelli, linee, stati, tipi, e reami, come apparirà sempre più chiaro attraverso quest'introduzione. Ma è utile semplificare tutto nel modello di "tutti i livelli e tutti i quadranti".
Da quando One Taste fu pubblicato all'inizio del 1999, l'interesse per questo tipo di approccio integrale è cresciuto considerevolmente. Parte di ciò cominciò quando Bill Clinton lesse The Marriage of Sense and Soul e scrisse di sua mano una lettera su questo. Dette poi il libro ad Al Gore che, in un lungo pezzo sul The New Yorker magazine, lo definì "uno dei miei nuovi libri preferiti". Il fatto che il giornale liberale New Yorker abbia riassunto i contenuti di Sense and Soul senza ironizzare, rese queste idee in qualche modo, popolari per l'intellighenzia. Ad ogni modo e per varie ragioni, le applicazioni di una visione più integrale, sono fiorite negli affari, nell'educazione, nella sanità e perfino nella riforma carceraria.
Menziono tutto questo perché è l'argomento sui cui più che ogni altro ricevo domande, cioè i vari tipi di applicazione del modello olonico integrale nel "mondo reale". Qui sono brevi esempi di quanto sta succedendo.

Politica

Ho lavorato con Drexel Sprecher, Lawrence Chickering, Don Beck, Jim Garrison, Jack Crittenden, e numerosi altri su una teoria politica di tutti i livelli e tutti i quadranti (in aggiunta al lavoro con gli scritti di teorici politici troppo numerosi da elencare). Siamo stati coinvolti tra gli altri con i consiglieri di Bill Clinton, Al Gore, Tony Blair, e George W. Bush. C'è un sorprendentemente forte desiderio nel mondo di trovare una "Terza Via" che unisca il meglio del liberalismo e del conservatorismo - il "Centro Vitale" del Presidente Clinton, il "Conservatorismo compassionevole" di G. Bush, Il Nuovo Centro della Germania, La Terza Via di Tony Blair, e la Rinascimento Africano di Thabo Mbeki, per nominarne alcuni, - e molti teorici stanno pensando che uno schema di riferimento di tutti i livelli tutti i quadranti è il più robusto fondamento per questo.
Ecco quello che considero il mio particolare orientamento teorico, sviluppato in gran parte da me solo, e che è poi diventato uno schema di discussione con questi altri teorici che portano le loro idee originali per un'inseminazione trasversale. Voglio prima indicare i miei pensieri e poi quelle aree in cui questi teorici mi hanno aiutato enormemente.
Nell'ultimo capitolo di Up from Eden ("Republicans, Democrats, and Mystics") ho fatto l'osservazione che quando si prende in considerazione la causa delle sofferenze umane, i liberal tendono a credere in cause obiettive, mentre i conservatori in cause soggettive. Cioè se un individuo soffre, il tipico liberale tende a criticare le obiettive condizioni sociali delle istituzioni, (se sei povero è perché sei oppresso dalla società), mentre il tipico conservatore tenderà ad accusare fattori soggettivi (se sei povero è perché sei pigro). Così il liberale raccomanda interventi sociali obiettivi: ridistribuire la ricchezza, cambiare le istituzioni affinché forniscano migliori risultati, suddivisione della torta economica, aspirazione all'uguaglianza di tutti. Il tipico conservatore raccomanda che s'instillino i valori della famiglia, richiede che gli individui si assumano maggiori responsabilità di sé, che gli standard morali siano ristretti, (spesso abbracciando valori della religione tradizionale) incoraggia l'etica del lavoro, la ricompensa, il successo e così via.
In altre parole il tipico liberal crede principalmente in cause del lato destro, il tipico conservatore crede principalmente in cause del lato sinistro. (Non farti confondere dalla terminologia dei quadranti, la sinistra politica crede in cause del lato destro e la destra politica crede in cause del lato sinistro; se avessi pensato alle teorie politiche quando arbitrariamente stabilii i quadranti probabilmente li avrei allineati perché combaciassero). Il punto importante è che il primo passo verso la Terza Via, che integra il meglio del liberale e del conservatore, consiste nel riconoscere che entrambi i quadranti interiori ed esteriori sono ugualmente reali e importanti. Conseguentemente dobbiamo riconoscere sia i fattori interiori (i valori, i significati, la morale e lo sviluppo della consapevolezza) sia i fatti esteriori (condizioni economiche, benessere materiale, avanzamento tecnologico, sicurezza sociale, ambiente) - in breve, una vera Terza Via dovrebbe enfatizzare sia lo sviluppo interiore sia quello esteriore. Quindi mettiamo a fuoco per un momento l'area dello sviluppo della coscienza. Questa dopo tutto è la parte più difficile da digerire per i liberal, perché la discussione su livelli o stati, di qualunque cosa (inclusa la coscienza) e profondamente antagonista alla maggior parte dei liberal, che credono che tutti i "giudizi" sono razzisti, sessisti, emarginanti, e così via. Il tipico liberale ricordate, non crede in una causa interiore e, di fatto, neppure nelle dimensioni interiori. La tipica epistemologia liberal (es. John Locke) immagina che la mente sia una tabula rasa, una lavagna vuota, che è riempita dalle immagini del mondo esterno. Se qualcosa va male all'interno (se stai soffrendo) è perché c'è stato prima qualcosa di sbagliato all'esterno (le istituzioni sociali), perché l'interno dipende dall'esterno. Ma se l'interno ha i suoi livelli di crescita e sviluppo e non è semplicemente portato dentro dal mondo esterno? Se una vera Terza Via dipende dall'includere sia lo sviluppo interiore e lo sviluppo esteriore, allora dovrebbe valere la pena per noi guardare attentamente alle fasi interiori di sviluppo della consapevolezza che si dischiude. E qui alcune sorprese attendono il tipico liberal. Qui è dove il mio lavoro è stato d'aiuto ai teorici della politica che stanno lavorando alla Terza Via, (sia nella versione liberal sia conservatrice).In libri come Integral Psychology, ho correlato oltre cento modelli di sviluppo della coscienza, Oriente e Occidente, antichi e moderni, che aiutano a darci un'immagine molto solida delle fasi di sviluppo della coscienza nel reame soggettivo, non come una rigida serie di livelli inalterabili, ma come una guida generale alle possibili onde del venire alla luce della coscienza. Se il primo passo verso una veramente integrata Terza Via deve combinare l'interiore con l'esteriore (il lato destro e sinistro, il soggettivo e l'oggettivo), il secondo passo consiste nel comprendere che ci sono livelli del soggettivo, - fasi, cioè: evoluzione della coscienza. Per facilitare di chiarire queste fasi possiamo usare qualunque delle più riconosciute mappe dello sviluppo interiore come quelle di Jane Loevinger, Robert Kegan, Clare Graves, William Torbert, Susanne Cook-Greuter, o le Spirali Dinamiche di Beck e Cowan. Per questo semplificato riassunto userò solo tre fasi estese: preconvenzionale (o egocentrico), convenzionale (o sociocentrico), postconvenzionale o planetario (worldcentric).L'ideologia tradizionale conservatrice ha le sue radici in un'onda di sviluppo sociocetrica, di una convenzionale appartenenza mitica. I suoi valori continuano ad essere fondati su un orientamento religioso mitico (come la Bibbia); generalmente enfatizza i valori familiari, il patriottismo; ed è fortemente sociocentrica (e quindi spesso etnocentrica), con radici in valori sociali aristocratici e gerarchici, ed una tendenza verso il patriarcato ed il militarismo. Questo tipo d'appartenenza mitica e virtù civica hanno dominato la conoscenza culturale approssimativamente dal 1000 AC, sino all'Illuminismo in Occidente, quando un fondamentalmente nuovo modo di coscienza, l'egoico razionale, è emerso su scala determinante, portando a nuove ideologie politiche in altre parole il liberalismo. L'Illuminismo liberale comprese di essere in gran parte una reazione alla struttura dell'appartenenza mitica e al suo fondamentalismo, specialmente in due aspetti: il potere socialmente oppressivo dei miti con i loro pregiudizi etnocentrici (tutti i cristiani saranno salvi e tutti i pagani vanno all'inferno), e la natura non scientifica delle conoscenze affermate dai miti (l'universo è stato creato in sei giorni). Sia l'attiva oppressione istituita dalla religione mitica etnocentrica, sia il suo carattere non scientifico, furono responsabili d'indicibile dolore, e l'Illuminismo aveva tra i suoi scopi l'alleviare questa sofferenza. Il grido di battaglia di Voltaire, che stabilì il tono dell'Illuminismo francese, era: "Ricordate le crudeltà!" le sofferenze inflitte dalla chiesa a milioni di persone nel nome del Dio mitico.
Al posto di un'appartenenza mitica etnocentrica, basata su l'identità del ruolo, all'interno di una gerarchia d'altre identità di ruolo, l'Illuminismo domandò un'identità egoica libera da condizionamenti etnocentrici (i diritti universali dell'uomo) e basata sulla ricerca razionale e scientifica. I diritti universali avrebbero combattuto la schiavitù, la democrazia avrebbe combattuto la monarchia, l'io autonomo avrebbe combattuto la mentalità del gregge, e la scienza avrebbe combattuto il mito: questo è come l'Illuminismo si considerava (e in molti casi giustamente è stato così).In altre parole, nel suo meglio, l'Illuminismo liberale rappresentò, e fu un prodotto, dell'evoluzione della coscienza da un livello convenzionale/sociocentrico, ad un modello postconvenzionale planetario. Ora se il liberalismo fosse stato solo questo, un prodotto di un avanzamento evolutivo dall'etnocentrismo alla visone planetaria, avrebbe vinto in modo puro e semplice. Ma, di fatto, il liberalismo nacque in un clima che ho chiamato appiattimento. Appiattimento o materialismo scientifico, nella fede che solo la materia (o materia/energia) sia reale, e che solo la scienza ristretta abbia qualche pretesa di verità. (ristretta nel senso, sia la scienza d'ogni ambito del lato destro sia scienza atomistica, del quadrante superiore destro o scienza dei sistemi dell'inferiore destro.) L'appiattimento, in altre parole è la credenza che solo i quadranti del lato destro sono reali.
Ed il liberalismo, nato nel mezzo di questo materialismo scientifico ingoiò quest'amo ideologico la lenza e i piombini. In altre parole il liberalismo diventò il campione politico dell'appiattimento. L'unica cosa che sia davvero reale è il mondo del lato destro, materiale e sensomotorio; la mente stessa e solo una tabula rasa, un vuoto riempito con le rappresentazioni del lato destro; se l'ambito soggettivo è malato, e perché le istituzioni sociali sono malate, il modo migliore per liberare uomini e donne consiste nell'offrire loro libertà materiale ed economica; così il materialismo scientifico e l'uguaglianza economica sono le vie principali per dare fine alla sofferenza umana. I reami interiori, - l'intero dominio del lato sinistro - sono semplicemente ignorati se non anche negati. Tutti gli interiori sono uguali e con questo si chiude la discussione. Ma questo desiderio di alleviare la sofferenza umana è applicato universalmente, tutti gli uomini devono essere trattati imparzialmente, senza distinzione di razza, colore, sesso o credo (lo spostamento dal sociocentrico al planetario. Così la teoria politica liberale proveniva da un più alto livello di sviluppo, ma di uno sviluppo imprigionato in un appiattimento patologico. Detto francamente, il liberalismo era una versione malata di un livello superiore. Questa è la grande ironia del liberalismo. I teorici hanno a lungo convenuto che il liberalismo tradizionale è inerentemente autocontraddittorio, perché sostiene l'uguaglianza e la libertà, e puoi avere o una o l'altra delle due cose, non entrambe. Metterei questa contraddizione nel modo seguente: il Liberalismo è in sé il prodotto di tutta una serie di fasi di sviluppo della consapevolezza, dall'egocentrico al planetario, dopo di che fece una svolta all'indietro negando l'importanza e perfino l'evidenza di questi livelli interiori di sviluppo! Il liberalismo nel sostenere solo cause oggettive (appiattimento) negò i sentieri interiori e produsse il liberalismo. La posizione liberale stessa è il prodotto dei livelli che essa nega, e questa è l'inerente contraddizione del liberalismo.
Il liberalismo di conseguenza rifiutò di esprimere alcun "giudizio" riguardo alle dimensioni interiori degli individui, nessuna posizione è meglio d'altro, ed invece si concentrò solo sul trovare modi per aggiustare l'esterno, con istituzioni sociali ed economiche, e così abbandonò completamente l'interiore (valori, significati, sviluppo interiore) ai conservatori.
I conservatori d'altra parte, abbracciarono pienamente lo sviluppo interiore, ma solo fino alla fase d'appartenenza mitica che è non di meno sin dove arriva, una sana versione di un livello inferiore. (Appartenenza mitica, virtù civica, il livello di sviluppo del conformista convenzionale, questi sono tutte normali, naturali, sane e necessarie fasi dello sviluppo umano, e questa robusta struttura sociale è ancora la base fondamentale della politica conservatrice tradizionale).
Ecco la vera stranezza delle scelte politiche che ci sono offerte oggi: una versione malata di un livello superiore contro una versione sana di un livello inferiore, il liberalismo contro il conservatorismo.
Il fatto è che una Terza Via davvero integrata dovrebbe abbracciare una versione sana dei livelli superiori, cioè radicata nell'onda di sviluppo postconvenzionale, planetaria che dovrebbe ugualmente incoraggiare sia lo sviluppo interiore sia lo sviluppo esteriore, la crescita e lo sviluppo della consapevolezza e del benessere personale, sia la crescita e lo sviluppo dell'economia e del benessere materiale. Dovrebbe essere, in altre parole, "tutti i livelli e tutti i quadranti".
Inoltre, da questo punto di vantaggio, la prima direttiva di una genuina Terza Via dovrebbe essere, non quella di cercare di portare la coscienza di tutti su di un particolare livello di coscienza (integrale, pluralistico, liberale o altro), ma assicurare la salute di tutta la spirale di sviluppo in ognuno dei suoi livelli od onde. (La natura ed importanza di questa prima direttiva è stata esplorata nell'introduzione del volume 7 dei Collected Works.) Così i due passi verso una veramente integrale Terza Via sono: (1) unire il soggettivo e l'oggettivo e (2) riconoscere i livelli del soggettivo e così arrivare alla direttiva di base.
Questo è l'orientamento generale che ho portato nella discussione politica con i teorici che ho menzionato. Da Chickering (Beyond Left and Right) e Sprecher ho adottato l'importante distinzione tra le ali "ordine" e "libero" al'interno sia del liberalismo, sia del conservatorismo, secondo se l'enfasi è posta su fini individuali o collettivi. Essi definiscono anche Sinistra la credenza in cause obiettive e destra il credere in cause soggettive. Questo porta agli ampiamente usati quadranti di Chickering/Sprecher di destra dell'ordine, destra della libertà, sinistra dell'ordine, sinistra della libertà. Le ali dell'ordine sia della destra sia della sinistra desiderano imporre il loro credo su tutti, generalmente attraverso il governo, mentre le ali della libertà di entrambe le ideologie mettono al primo posto i diritti dell'individuo. Per esempio, coloro che desiderano che lo stato usi il governo per rinforzare i ruoli ed i valori convenzionali sono la destra dell'ordine, mentre il movimento del "politicamente corretto" ed i movimenti femministi che desiderano che lo stato usi il governo per rinforzare la loro versione d'uguaglianza, sono la sinistra dell'ordine.
Succede che questi quadranti politici si allineano in modi significativi con i miei quattro quadranti, perché i quadranti superiori sono individuali o libertari, ed i quadranti inferiori sono collettivi e connessi all'ordine; i quadranti interiori sono conservatori e di destra, i quadranti esteriori sono liberali e di sinistra. Questo mostra quale quadrante un teorico considera più importante (e quindi dovrà essere manipolato ed indirizzato nel tentativo di ottenere risultati politici). Di certo l'idea è che tutti i quattro quadranti sono inevitabilmente importanti nella realtà. Così, l'approccio "tutti i livelli e tutti i quadranti" serve come base teorica per un orientamento politico davvero integrato.
Jack Crittenden (Beyond Individualism) ha applicato la nozione di personalità composta sviluppata in Up from Eden alla teoria politica e all'educazione, e ha costantemente aggiunto qualcosa alla mia comprensione di queste idee. Le "Spiral Dynamics" di Don Beck (sviluppate con Christopher Cowan) sono un meraviglioso chiarimento del lavoro pionieristico di Clare Graves, hanno avuto numerose applicazioni nel "mondo reale", dalla politica, agli affari, all'educazione, ed ho beneficiato grandemente da numerosi di questi incontri. Beck probabilmente ha, meglio di chiunque, compreso la prima direttiva, e le mie stesse formulazioni sono state arricchite dal lavoro di Cowan. Jim Garrison, come Presidente dello Stato del Forum Mondiale, ha avuto un'inestimabile esperienza su come una visione integrale dovrebbe, e spesso non dovrebbe, giocare il suo ruolo sulla scena del mondo. "Politics of Meaning," (la politica del significato) di Michael Lerner, benché spesso impegnata (?) nella sinistra dell'ordine, è un potente tentativo di spingere i liberal a porre attenzione ai quadranti interiori (significati, valori, spiritualità) cosa che hanno classicamente evitato come una pestilenza, un evitamento che ha atroci conseguenze, (ad esempio le dimensioni interiori sono state abbandonate ai conservatori ed ai loro valori spesso reazionari d'appartenenza mitica, valori che vanno bene come parziale fondamento della società, e disastrosi se lasciato solo ai loro mezzi). In questo stiamo cercando in assaggio di quanto una Costituzione integrale potrebbe sembrare.
Questo è un piccolo esempio di alcune delle implicazioni e applicazioni politiche di un approccio "tutti i livelli e tutti i quadranti", non solo come l'ho sviluppato, secondo come numerosi altri teorici hanno, con le loro idee originali ed altamente significative e che ora stanno trovando mutuo sostegno.

Medicina

In nessun campo i quattro quadranti sono applicabili in modo più immediato che per quanto riguarda la Medicina, e il modello è progressivamente adottato da istituti sanitari in tutto il mondo. Una veloce scorsa ai quattro quadranti dimostrerà perché il modello integrale può essere utile. (In questo esempio parleremo di malattie fisiche, una frattura, un tumore, una malattia cardiaca, ecc. ed il modo migliore di curarle, perché in questo caso l'attenzione è sulla medicina ortodossa.)
La medicina ortodossa o convenzionale è un approccio classico del quadrante destro superiore. Tratta quasi solamente con l'organismo fisico attraverso interventi fisici: chirurgia, farmacologia e modificazione del comportamento. La medicina ortodossa crede essenzialmente in cause fisiche di disturbi fisici, e quindi prescrive solo interventi fisici. Ma il modello olonico richiede che ogni evento fisico (quadrante superiore destro) ha almeno quattro dimensioni, (i quadranti) e perciò anche la malattia fisica deve essere osservata attraverso i quattro quadranti (per non menzionare i livelli, che indicheremo più avanti).Il modello integrale non afferma che il quadrante destro superiore non è importante, solo che esso è solo uno dei quattro della storia. La recente esplosione d'interesse nella medicina alternativa, per non menzionare discipline come la psiconeuroimmunologia, hanno reso abbastanza chiaro che gli stati interiori dell'individuo (le emozioni, le attitudini psicologiche, l'immaginazione e le intenzioni) giocano un ruolo cruciale, sia nelle cause sia nella cura, anche delle malattie fisiche. Ma la coscienza individuale non esiste nel vuoto, esiste inestricabilmente inserita nelle visioni del mondo e valori culturali condivisi.
Come una cultura (sinistro inferiore) vede una particolare malattia, con attenzione e compassione, o con derisione e scorno, può avere un profondo impatto su come l'individuo si confronta con tale malattia (sinistro superiore), e ciò direttamente influenzare tale malattia, (superiore destro). In fatti, molte malattie non possono neppure essere definite senza riferimento ad un condiviso background culturale, proprio come quanto consideri un erbaccia, spesso dipende in primo luogo da ciò che intendi coltivare.
Il quadrante inferiore sinistro include tutto l'enorme numero di fattori intersoggettivi che sono cruciali in ogni interazione umana, inclusa la comunicazione condivisa tra dottore e paziente, le attitudini della famiglia e degli amici e come essi si relazionano al paziente, l'accettazione culturale (o il rifiuto) della particolare malattia, (ad es. l'AIDS), gli stessi valori della cultura che tratta la malattia. Tutti questi fattori entrano in un certo grado in causa per ogni malattia e cura fisica (semplicemente perché ogni olone ha quattro quadranti). Certamente, in pratica, questo quadrante deve essere considerato limitatamente a quei fattori che possono essere efficacemente affrontati, forse le capacità di comunicazione tra medico e paziente, e gruppi di supporto della famiglia e degli amici, e una comprensione generale dell'effetto dei giudizi culturali sulla malattia. Degli studi mostrano consistentemente per esempio che i pazienti di cancro che hanno un gruppo di supporto vivono più a lungo di quelli che non hanno un simile supporto culturale. Alcuni dei fattori più rilevanti del quadrante inferiore sinistro sono assolutamente cruciali in ogni intervento sanitario esauriente. Il quadrante inferiore sinistro riguarda tutto quel materiale, i fattori sociali ed economici che non sono mai considerati come parte dell'entità della malattia, ma di fatto, causano sia la malattia sia la curano. Un sistema sociale che non può offrire cibo ti uccide (come, del resto, si vede quotidianamente in molti paesi afflitti dalle carestie). Ma anche nel paesi sviluppati, se soffri di una malattia mortale ma curabile, ed il piano della tua assicurazione è la sola risorsa economica che hai, e questo piano non copre la tua malattia, allora morirai. Causa della tua morte: la povertà. Di solito non pensiamo così, perché diciamo: "Il virus l'ha ucciso."Il virus è parte delle cause, gli altri tre quadranti sono altrettanto parte in causa. Quando la "Federal Drugs Administration" stava sospendendo dei farmaci che potevano aiutare nella cura dell'AIDS, un signore con la malattia si sedette di fronte al Congresso e disse: "Non fate che sul mio epitaffio ci sia scritto, << è morto per un tratto di penna! >>" Ciò è esattamente corretto. Nel mondo reale, dove ogni entità ha tutti quattro i quadranti, un virus nel quadrante superiore destro può essere il punto focale, ma senza un sistema sociale (inferiore destro) che può offrire delle cure, morirai. Questa non è una questione separata, è centrale, perché tutti gli oloni hanno quattro quadranti.
L'inferiore destro include fattori come l'economia, le assicurazioni, i sistemi sociali ed anche semplici cose come il modo in cui è fisicamente sistemata una camera di ospedale (permette facilità di movimento, accesso ai visitatori, ecc.). Per non menzionare fattori come le tossine ambientali.
In breve un piano medico davvero efficace e esauriente dovrebbe comprendere tutti i quadranti, per non menzionare tutti i livelli (l'idea è semplicemente che ogni quadrante o dimensione, Io, noi, e ciò, ha livelli o onde fisiche, emozionali, mentali e spirituali, vedi fig. 4, e un trattamento davvero integrale dovrebbe tenere conto di tutte queste realtà). Non solo questo tipo di trattamento è più efficace, ma per questa ragione molto efficiente rispetto al costo, ed è per questo che la medicina organizzata sta guardando più da vicino in questa direzione. Delle centinaia di teorici che stanno facendo un lavoro meraviglioso in questo campo, potrei menzionare John Austin, che ha scritto in modo perspicace sull'applicazione della teoria olonica per la medicina complementare ed alternativa, Pat Odgen e Kekuni Minton; Gary Schwartz e Linda Russek; and Barbara Dossey e Larry Dossey, che hanno usato la teoria olonica nel loro ampio ed originale lavoro su la "Grande Catena della Guarigione".

Affari

C'è stata recentemente un'esplosione delle applicazioni del modello olonico nel campo negli affari, probabilmente poiché le sue applicazioni sono così ovvie ed immediate. I quadranti offrono i quattro "ambienti" o dimensioni nelle quali il prodotto deve sopravvivere, e i livelli indicano i tipi di valori che produrranno e acquisteranno il prodotto. Ricerche nella gerarchia dei valori come quelle di Maslow e Graves (ad es. Spiral Dynamics), che hanno già avuto n'enorme influenza sugli affari e "VALS", possono essere combinate con i quadranti (che mostrano che questi livelli appaiono in quattro diversi "ambienti"), per offrire una mappa veramente completa del mercato (che copre sia il mercato tradizionale sia i cybermarkets). Certamente questo può essere usato in maniera cinica e manipolativa, dopotutto gli affari sono affari, ma può essere anche utilizzato in modo illuminato ed efficiente per soddisfare più fruttuosamente gli esseri umani con i prodotti ed i servizi di cui hanno bisogno, (promuovendo così la salute della spirale). Inoltre stanno fiorendo programmi di management training basati sul modello integrale. Daryl Paulson, in "Management: a Multidimensional/Multilevel Perspective" mostra che ci sono quattro maggiori teorie del Business management, (la teoria X che insiste sul comportamento individuale, la teoria Y che mette a fuoco la comprensione psicologica, il management culturale, che insiste sulla cultura orizzontale, e il "systems management" che enfatizza il sistema sociale ed il suo controllo). Paulson quindi mostra che le quattro teorie del management sono di fatto i quattro quadranti che un modello integrale deve necessariamente includere tutti e quattro gli approcci. Poi affronta alla parte relativa a "tutti i livelli" e suggerisce un modello semplificato ma molto utile di quattro fasi che i quadranti attraversano, con suggerimenti specifici per mettere in pratica un management di "tutti i livelli, tutti i quadranti". Altri pionieri in quest'area includono Geoffrey Gioja and JMJ associates, i cui seminari di "Leadership Integrale" (tre livelli generali in quattro quadranti) è stato presentato a dozzine delle 500 Fortune companies, ("noi crediamo che fino a poco tempo fa, l'approccio "trasformativo" di cambiamenti orizzontali era il campione ineguagliato per produrre scoperte, sia soggettive sia oggettive. Ora asseriamo che l'approccio "trasformativo" è stato eclissato dall'approccio "integrale"; John Forman della R. W. Beck Associate usa un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" per correggere le distorsioni dell'appiattimento causato dalle teorie sistemiche. In Purpose Associates (John Cleveland, Joann Neuroth, Pete Plastrik, Deb Plastrik); Bob Anderson, Jim Stuart, and Eric Klein (coautore di Awakening Corporate Soul), il cui "Leadership Circle" porta un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" alla "Integral Transformation and Leadership". ("Il punto basilare è: l'evoluzione di tutte queste correnti di sviluppo, in tutti i quadranti, è intimamente collegata tra loro. L'intelligenza spirituale è il saper leggere e scrivere della trasformazione. L'intelligenza spirituale sta velocemente diventando un imperativo della leadership"; Leo Burke, Direttore e Dean della Motorola University College of Leadership and Transcultural Studies, supervisiona il training di 20.000 manager in tutto il mondo; Ian Mitroff (A Spiritual Audit of Corporate America); Ron Cacioppe e Simon Albrecht (Developing Leadership and Management Skills Using the Holonic Model and 360 Degree Feedback Process); Don Beck di Spiral Dynamics, hanno utilizzato situazioni che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, e Jim Loehr e Tony Schwartz, stanno lavorando a un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti", e applicano specifiche teorie del cambiamento costruite per la migliore gestione dell'energia, fisica, emozionale, e mentale.

Educazione

Poiché sono un pensatore "olistico e integrale", la gente spesso immagina che sostenga ciò che è generalmente chiamato un approccio educativo "olistico". Ahimè, purtroppo generalmente non è così. Molti approcci "olistici" sono, secondo la mia opinione, o tristemente appiattiti (basati sulla convenzionale teoria dei sistemi, o solamente sul quadrante destro inferiore), o nascono da una filosofia che Spiral Dynamics definisce "green meme", un tipo d'approccio pluralistico che nobilmente cerca di non emarginare, ma, di fatto, emargina lo sviluppo gerarchico, e così finisce spesso per ostacolare la crescita e l'evoluzione. Ad ogni modo tutti questi tipici approcci "olistici" trascurano la prima direttiva, la quale è che il centro degli imperativi etici è la salute di tutta la spirale e non di un solo livello. Un'educazione davvero integrale non impone semplicemente la "green meme" su tutti dal primo giorno, ma piuttosto comprende che lo sviluppo si dispiega in fasi e onde specifiche di crescente inclusività. Per usare la versione di Gebser, la coscienza scorre fluidamente in onde dall'arcaico, al magico, al mitico, al razionale, all'integrale, e un'educazione davvero integrale dovrebbe enfatizzare non solo l'ultima onda, ma tutte secondo il loro appropriato apparire. C'è un gran numero d'autentici teorici integrali che lavorano con queste idee e l'applicazione di un'educazione che comprenda "tutti i livelli, tutti i quadranti". In molti casi sia la struttura organizzativa delle scuole (amministrazione e competenza) sia il centro del programma offerto agli studenti sono stati organizzati intorno ad uno schema di "tutti i livelli, tutti i quadranti". Ciò è successo sia nelle scuole convenzionali sia in scuole per i più dotati. Spero di poter indicare di più su questo argomento negli scritti futuri.

La Pratica Trasformativa Integrale

L'educazione integrale è correlata da vicino alla "pratica trasformativa integrale", vale a dire un'educazione integrale che include le onde di sviluppo più alte o transpersonali. Mike Murphy e George Leonard sono stati pionieri della "pratica trasformativa integrale" con il loro libro The Life We Are Given. Ho lavorato da vicino con Mike per chiarire le fondamenta teoriche di tale pratica. Ci sono ora nel paese approssimativamente quaranta gruppi di "pratica trasformativa integrale". Lo Stanford Center for Research in Disease Prevention (della Stanford University Medical School) sta osservando questa pratica, che ha già avuto effetti straordinari, a testimonianza di ciò che una "pratica trasformativa integrale", può facilitare. Ci sono molti altri tipi di quest'approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" che sono stati sviluppati recentemente, e mi aspetto di vedere un'esplosione dell'interesse in questo tipo di programmi più inclusivi, semplicemente perché sono più efficaci nel dare inizio alla trasformazione.
Studi sulla Coscienza:
L'approccio dominante agli studi sulla coscienza in America è ancora quello della scienza ristretta (ad esempio una scienza cognitiva basata solo sul quadrante superiore destro). Come suggerisco in Integral Psychology, un approccio più inclusivo alla coscienza dovrebbe implicare tutti i quattro quadranti, oppure i tre principali: "Io, Noi e Ciò" (resoconto fenomenologico della coscienza: prima persona, strutture intersoggettive: seconda persona, meccanismi scientifici o sistemi: terza persona). Questo tipo di studi sulla coscienza secondo le prospettive 1, 2 e 3 è già iniziato, come evidenziato da libri come: The View from Within, edito da Francisco Varela e Jonathan Shear, e da molti articoli presentati regolarmente su The Journal of Consciousness Studies. La fase successiva di un approccio più inclusivo includerà non solo tutti i quadranti, ma anche tutti i livelli, e in Integral Psychology sottolineo i mezzi attraverso i quali questo prossimo importante passo può essere attuato.

Spiritualità nelle Relazioni e nell'Assistenza Sociale

La più importante implicazione di un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" alla spiritualità, consiste nel fatto che i livelli fisco, emozionale, mentale, e spirituale, dovrebbero essere simultaneamente esercitati nel Sé, nella cultura e nella natura, nei domini dell'io del noi e del ciò. Ci sono numerose variazioni di questo tema, che vanno dalle pratiche trasformative integrali, alla spiritualità diretta al bene sociale, e alle relazioni come cammino spirituale. Il numero dei gruppi e delle organizzazioni che applicano pionieristicamente questo tipo di approccio è troppo grande per farne una lista. Posso menzionare il lavoro di Thich Nhat Hanh, Diana Winston, Donald Rothberg, Tikkun, and Robert Forman ed il Forge Institute (di cui sono membro), che stanno tentando di portare alcune nuove prospettive a questo nobile scopo.

Ecologia integrale

L'approccio all'ecologia presentato in Sex, Ecology, Spirituality è originale ed unico e su questo i critici sono d'accordo. Sia che il libro sia piaciuto o no i critici sono stati concordi nel considerarlo unico in quanto ho fatto in modo di combinare l'unità ecologica, la teoria dei sistemi e la consapevolezza mistica non duale, senza privilegiare la biosfera e senza usare i concetti della rete della vita ("the web of life") che considero una concezione riduzionista che appiattisce. Invece un approccio all'ecologia di "tutti i livelli, tutti i quadranti" ci permette di situare la biosfera, la noosfera, e la teosfera nelle loro appropriate relazioni con il Cosmo, e così possiamo enfatizzare la cruciale importanza della biosfera senza dover ridurre tutto alla biosfera.
La chiave di queste relazioni, e la ragione per cui sono state così spesso confuse può essere osservata nella figura 4. Notate che il corpo (biosfera), la mente (noosfera) e l'anima/spirito (teosfera) sono tutte indicate nella figura. Ogni onda successiva trascende ed include le precedenti, come mostrato nei nidi concentrici. In quel senso, è corretto dire che la mente trascende ma include il corpo, o che la noosfera trascende ma include la biosfera, o che la storia trascende ma include la natura. La biosfera è un componente cruciale della noosfera, ma non viceversa (come la maggior parte degli ecologi scorrettamente crede. Ciò significa che puoi distruggere la noosfera, o la mente dell'uomo, e la biosfera continuerà a vivere molto bene, ma se distruggi la biosfera, anche tutte le menti degli uomini sono distrutte. Ciò accade perché la biosfera è il fondamento e parte della noosfera, e non viceversa. Per analogia un atomo è parte di una molecola, se distruggi le molecole, l'atomo continuerà ad esistere, ma se distruggi l'atomo, anche la molecola è distrutta. Lo stesso accade per la noosfera e la biosfera: nei reami interiori la (?) biosfera è parte della noosfera, e non al contrario, (come si può chiaramente vedere nella figura 4 ed anche nella figura uno). Così non è vero che le menti umane (la noosfera) sono parte della biosfera ma piuttosto è vero il contrario.
Ma bisogna notare che ogni intervento interiore ha un correlato nel mondo sensorio esteriore, - il mondo che spesso chiamiamo "natura". La maggior parte degli eco-teorici osservano il mondo sensorio esteriore e concludono che "tutto fa parte della natura", perché ogni cosa ha di certo una correlazione nel mondo del lato destro. Così essi concludono che la natura (o biosfera) è la realtà ultima, e chiedono che sia agisca in accordo con la natura e in questo modo riducono tutto a qualche versione dell'ecologia o della biosfera o della grande "Web of Life". Ma questo è solo metà della storia, la metà del lato destro. Nelle dimensioni interiori o del lato sinistro, vediamo che la natura, o le dimensioni sensoriali empiriche percepite, - sono solo una piccola parte della storia, una piccola fetta di una Grande Torta, una torta che include la biosfera, la noosfera, e la teosfera. E benché tutte queste zone interiori abbiano correlati esteriori nel mondo della natura, non possono essere ridotte a questi esteriori, non possono essere ridotte alla natura. Fare così vuol dire semplicemente abbracciare un altro tipo di materialismo, identificazione con il corpo e un appiattimento bidimensionale: il mondo di un solo colore della realtà del lato destro, la realtà sensoriale empirica della Web of Life. Questo è il riduzionismo ecologico nel suo aspetto peggiore, un riduzionismo che è essenza di molte eco-filosofie. D'altro canto un approccio di tutti i livelli, tutti i quadranti, all'ecologia, come riassunto nella figura 4, ci permette di riconoscere la fisiosfera, la biosfera, la noosfera, e la teosfera, non cercando di ridurre una sfera nell'altra, ma riconoscendo e rispettando il ruolo vitalmente cruciale che tutte giocano in questo straordinario Cosmo.

Visioni del mondo

Poiché il modello Olonico inizialmente sorse come un tentativo coerente di integrare onde, correnti, stati, reami, e quadranti, una delle sue pretese è quella di essere genuinamente olistico. Un effetto di questo tentativo di una più amplia inclusività risulta in sistema che si rivela molto utile per indicare le diverse visioni del mondo, le diverse filosofie, religioni e scienze che si sono manifestate nel tempo. L'idea è di nuovo quella non è che qualcuna delle visioni del mondo possieda la visione di tutto, (inclusa la mia teoria), ma che un maggior numero di queste visioni del mondo può essere inclusa senza smagliature in una visione più ampia e una più accurata visione del Cosmo che ne emerge. Questa più ampia visione quindi agisce come un sistema indicativo per le diverse visioni, e ne mostra le relazioni e l'irrinunciabile importanza di ognuna.
Ci sono stati innumerevoli tentativi negli anni, di categorizzare le diverse visioni del mondo che sono disponibili agli uomini e alle donne del pianeta. Platone ha offerto un brillante resoconto delle filosofie alternative presenti nell'antica Grecia. Fa-hsiang catalogò i sistemi religiosi esistenti in Cina.
San Tommaso d'Aquino dette rappresentazioni esaustive delle più rappresentative filosofie esistenti, - solo per nominarne uno.
Con l'era moderna e la comprensione dell'evoluzione, molti teorici iniziarono ad offrire classificazioni di differenti visioni del mondo dal punto di vista del loro sviluppo. Una delle prime e ancora tra le più influenti è quella d'Auguste Comte, fondatore del positivismo, la cui famosa "Legge del Tre" affermava che la ricerca di conoscenza dell'umanità è passata attraverso tre fasi principali: la religione, la metafisica e la scienza, e che ogni fase era meno primitiva e più accurata (essendo poi per felice coincidenza nel livello indicato Comte stesso. Il costante lato debole dei teorici dello sviluppo è che il livello più alto è generalmente, per una strana coincidenza, quello indicato dal proponente della teoria. Mi affretto ad affermare che io non mai fatto altrettanto, anche se sono stato spesso accusato di ciò).
Sin ora la più raffinata di queste classificazioni degli aspetti evolutivi della conoscenza è stata quella di Georg Hegel, la cui indubbiamente brillante filosofia sistematica per ogni maggiore visione del mondo della storia del pianeta, Oriente e Occidente. (Sfortunatamente come Bertrand Russell fece notare tutto quello che Hegel sapeva della Cina era solo che esistesse). Questo e altri problemi più sottili del sistema Hegheliano ne comportarono il crollo. Ma possiamo ciò nonostante ammirare l'idealismo per la brillantezza di ciò che riuscì a realizzare.
Altri storici modelli di sviluppo ben noti (che possono indicare crescita e decadimento) sono quelli di Adam Smith, Karl Marx, Herbert Spencer, Oswald Spengler, Arnold Toynbee, Pitirim Sorokin, Antonio Gramsci, Teilhard de Chardin, Carroll Quigley, Jurgen Habermas, Gerhard Lenski, Jean Gebser, e Sri Aurobindo.
Più recentemente alcuni filosofi hanno tentato modelli riassuntivi, che indicano i tipi di visione del mondo che gli uomini possono creare. Uno dei primi è stata la World Hypotheses (1942) di Stephen C. Pepper, che pretendeva che ce ne fossero quattro: formalistica (il mondo esiste come categorie), meccanicistica (il mondo è un sistema causa-effetto), contestualista (il mondo è relazionale), e organismica (il mondo è interattivo e relazionale).
Schwartz and Russek (vedi nel paragrafo "medicina") costruendo su Popper, ne aggiunsero altri quattro: processo implicito (il mondo possiede energie più sottili e consapevolezza), causalità circolare (cibernetica), crescita creativa (adattamento emergente), e diversità integrativa (che cerca di integrarle tutte).
Un'altra autorevole classificazione delle visioni del mondo è stata quella di Talcott Parsons, che ha disposto le visioni del mondo in un continuo politico di 5 maggiori posizioni Right Systemist, Right Marginalist, Middle Marginalist, Left Marginalist, Left Systemist. Secondo il mio parere offre qualche vantaggio, ma copre un'area mediana molto ristretta delle possibili visioni del mondo. Robert Bellah ha tagliato la sua analisi da un altro angolo trovando quattro principali visioni del mondo in america: republican, biblical, utilitarian, and romantic.
Mark Gerzon ne trova sei: religious, capitalist, disaffected, media, new age, and political. Huntington vede il mondo come lo scontro tra otto o nove maggiori visioni del mondo culturali (o civiltà): Western, Latin American, African, Islamic, Sinic, Hindu, Orthodox, Buddhist, and Japanese. Questi sono buoni esempi della "meta-analisi" dei tipi di visione del mondo che molti studiosi hanno trovato utili, e sono utili, con loro possiamo trovare un più ampio contesto al quale possiamo accordare un po' di rispetto.
La nozione di livello o dimensioni di realtà conducono ad un altro tipo di sistema d'indicazione.
I chakra per esempio, rappresentano i vari livelli dell'essere e del conoscere disponibili all'essere umano come concrete strutture nel corpo-mente. (Il sistema dei chakra è una dei più prominenti e diffuse versioni della Grande Catena dell'Essere, variazioni della quale si trovano virtualmente in tutte le maggiori tradizioni di saggezza in Oriente e Occidente. I chakra stessi sono considerati centri sottili d'energia nel corpo umano che sostengono correlati tipi di conoscenza e stati dell'essere. Sono generalmente dati nel numero di sette, localizzati alla base della spina dorsale, vicino ai genitali, addome, cuore, gola, fronte e corona. E si dice ci siano numerosi altri chakra ausiliari sopra e sotto di questi. (I meridiani dell'agopuntura sono varianti di queste correnti sottili d'energia).
Si concorda in genere che i sette chakra sono semplicemente un po' più sofisticata versione di materia (1), corpo (2), mente (3-4), anima (5-6) e spirito (7). Oltre a questo, la cosa si complica un po'. Descrizioni della natura specifica e delle funzioni d'ogni chakra variano a volte considerevolmente, perché la maggior parte dei chakra principali svolgono funzioni differenti secondo se sono "chiusi" o "aperti". Per esempio il chakra della fronte, funziona come il centro della logica razionale quando è chiuso (o quando opera rivolto all'esterno, nella forma exoterica) e tuttavia quando è aperto (o quando esprime le sue più alte funzioni) è la porta d'accesso all'insight trascendentale, alla visione mistica e alla gnosi. Per questa ragione è comune riservare ai chakra superiori (particolarmente 5, 6 e 7) le funzioni trascendentali, ed assegnare le loro funzioni inferiori ai chakra inferiori (come il 3 e 4). In quest'esempio assegnerò quindi alla mente superiore il chakra 4, e non le sue possibilità esoteriche (o la radice di una più alta intelligenza trascendentale, chakra 6). Se avete la vostra versione favorita dei chakra, va bene che usate quella, poiché quest'esempio è solo una struttura con sette modi differenti di coscienza e potete modificare i dettagli a piacimento. Con queste condizioni in mente definirò semplicemente i chakra come: (1) materia, (2) forza biologica, prana, energia emozionale e sessuale, libido, soffio vitale, (3) mente inferiore incluso potere e intenzionalità, (4) mente superiore, inclusa la ragione, le emozioni superiori l'amore, (5) apertura psichica, visione creativa, misticismo della natura, prime fasi della coscienza spirituale e trascendentale, (6) coscienza sottile, gnosi, autentici archetipi, misticismo dei deva, (7) spirito radiante, sia manifesto sia immanifesto, l'abisso del vuoto fondamento, misticismo senza forma.
Il punto è che possiamo abbastanza facilmente classificare i tipi di visione del mondo al chakra o al livello della visone del mondo stessa, e numerosi teorici hanno fatto esattamente questo. Per dare qualche esempio che i vari teorici hanno suggerito abbiamo: la visione del mondo materialistica (come Hobbes e Marx) (chakra 1), visioni del mondo vitali e praniche come Freud e Bergson (chakra 2), visioni del mondo del potere come Nietzsche (chakra 3) visioni del mondo razionali come Cartesio (chakra 4) misticismo della Natura come Thoreau (chakra 5) misticismo dei deva come Santa Teresa d'Avila, (chakra 6) e misticismo senza forma come Meister Eckhart (chakra 7). Per utili che siano queste classificazioni, ci sono problemi che emergono immediatamente, e il solo modo per affrontare queste difficoltà consiste nell'introdurre quella che potrebbe essere chiamata un'analisi incrociata dei livelli. Per questo dobbiamo distinguere il livello da cui la visione del mondo proviene e il livello verso cu si dirige. Ad esempio Marx è spesso considerato essere un esempio tipo di materialismo (chakra 1), ma Marx non proviene dal chakra 1 o esiste al livello del chakra 1. La sola cosa al livello chakra 1 sono le rocce, la sabbia, e la materia inerte, e la dimensione materiale stessa. Marx è un pensatore molto razionale, egli proviene e funziona dal livello del chakra 4. Ma Marx seguendo Feuerbach credette che le realtà fondamentali del mondo fossero essenzialmente materiali, quindi proviene dal chakra 4 ma pone la sua attenzione al chakra 1. Similmente Freud nei suoi primi sviluppi della teoria della libido viene dal chakra 4, ma egli mirava al chakra 2 (pansessualismo). D'altro lato, si può affermare che le Deists venivano dal chakra 4 ma miravano al chakra 6, e così via.
In altre parole, questo ci permette di tracciare sia il livello da cui il soggetto proviene ed il livello di realtà (o gli oggetti) che il soggetto ritiene essere più reali. Questo immediatamente arricchisce la nostra capacità di classificare le visioni del mondo. In oltre, ciò ci permette di fare un'indagine a doppio binario: il livello del soggetto, e i livelli di realtà che il soggetto riconosce.
Ci si riferisce a questo con livelli di percezione di sé, livelli di realtà, o semplicemente livelli del soggetto e livelli dell'oggetto.(Quest'approccio trasversale e a doppio binario è stato introdotto in A Sociable God and Eye to Eye, ridefinito in Integral Psychology.)

Per usare la mia versione di livelli del soggetto (o livelli di coscienza) ho dato un breve riassunto:
sensomotorio e arcaico (chakra 1), tifonico e magico (chakra 2) mitico e mentale primitivo (chakra 3); egoico razionale, centaurico, e vision-logic (chakra 4), psichico (chakra 5), sottile (chakra 6), e causale (chakra 7). Il fatto è che soprattutto nei gradi intermedi (chakra 3,4 e 5), il soggetto o sé di questi livelli può prendere come oggetto ognuno degli altri chakra (ognuno degli altri livelli di realtà) può dirigere il pensiero verso di loro, formare teorie, creare opere d'arte su di loro. Certo quando un chakra inferiore cerca di cogliere un chakra superiore, senza trasformasi realmente in quel chakra, alcune limitazioni e inadeguatezze entrano nelle formulazioni, ma ciò non ha mai impedito di fare lo stesso così, e dobbiamo tenere conto di questo.
Improvvisamente il semplice schema a sette livelli non è più così semplice. Anche se affermiamo che solo i chakra di mezzo s'innestano in un lavoro trasversale dei livelli (il chakra inferiore, come le rocce, non fanno altrettanto; e i chakra superiori tendono ad essere transmentali, anche se possono certamente formare teorie mentali, ma li lasciamo da parte in nome della semplicità) ciò significa che i chakra 3,4 e 5 possono porre la loro attenzione su uno qualunque dei sette chakra, formando in ognuno dei casi una differente visione del mondo e ciò porta alle 25 fondamentali visioni del mondo, a partire dai sette livelli strutturali della consapevolezza nel corpo-mente dell'essere umano.
E di certo questo è solo l'inizio. Se la concezione "olonica" è: "Tutti i livelli, tutti i quadranti, linee, tipi, stati e reami", queste 25 visioni del mondo abbracciano livelli del sé (o soggetto) e livelli dei reami di realtà, (od oggetti). Dobbiamo ancora includere i quadranti in ognuno di questi livelli/reami; le differenti linee e flussi che si muovono attraverso questi livelli/reami e i vari tipi d'orientamento disponibili per ognuno, e molti stati alterati che momentaneamente irrompono nei differenti reami. Inoltre, gli individui, i gruppi, le organizzazioni, le nazioni, le civiltà tutti sottostanno a vari tipi di sviluppo attraverso ognuna di queste variabili. Tutti i fattori citati contribuiscono a differenti tipi di visione del mondo, ed ognuno di loro deve essere preso in considerazione se s'intende offrire un riassunto veramente integrale delle visioni del mondo disponibili.
C'è un requisito finale. La visione integrale per essere davvero integrale, deve trovare una via per riconoscere che tutte le visioni del mondo sono basilarmente vere (anche se parziali). Non è che i livelli superiori offrono una visione più accurata, ed i livelli inferiori offrono falsità, superstizione o sciocchezze primitive. Ci deve essere un senso in cui anche l'infantile magia dei miti di Babbo Natale è vera. Perché quelle visioni del mondo sono semplicemente il modo in cui il mondo appare da quel livello, o da quel chakra, e tutti i chakra sono ingredienti decisivi del Cosmo.
Al livello mitico Babbo Natale (o Zeus, Apollo e l'astrologia) sono una realtà fenomenologica. Non serve dire "bene siamo evoluti oltre quel livello, ed ora sappiamo che Babbo Natale non esiste" perché se ciò è vero, - e tutti i livelli appaiono falsi alla luce d'ulteriore evoluzione, allora dovremmo ammettere che i nostri stessi punti di vista, proprio ora, sono falsi, (perché un'ulteriore evoluzione andrà oltre ad essi). Ma, non è che c'è un livello di realtà (ad esempio il mio), e che le altre visioni del mondo sono tutte primitive, scorrette versioni del mio unico livello. Ognuno di questi punti di vista, è una visione corretta di un livello inferiore di realtà, e tuttavia fondamentale ed importante, non una visione scorretta dell'unico livello reale. Il concetto di sviluppo ci permette di riconoscere realtà collegate e non superstizioni primitive.
Mi viene spesso chiesto, perché tentare un'integrazione delle diverse visioni del mondo, non basterebbe celebrare la ricca diversità delle varie visioni senza cercare di integrarle? Riconoscere la diversità è certamente un nobile scopo, ed io di cuore sostengo il pluralismo. Ma, se rimaniamo soltanto alla fase di celebrare la diversità, alla fine promuoviamo la frammentazione, l'alienazione e la separazione. Tu vai per la tua strada, io per la mia e ci separiamo, ed è ciò che spesso accade nel regno dei relativisti pluralistici, che ci hanno lasciato su troppi fronti davanti ad una Torre di Babele postmoderna. Non è sufficiente i molti aspetti in cui siamo differenti, dobbiamo andare oltre ed incominciare a riconoscere i molti modi in cui siamo simili. Altrimenti collaboriamo solo all'ammassamento e non alla totalità olistica.
Per costruire sulla ricca diversità offerta dal pluralismo relativistico abbiamo bisogno di fare il passo successivo e tessere insieme tutti i fili in una bella rete di connessioni unificatrici, una tappezzeria intessuta di una maglia comune.
Abbiamo bisogno, in breve, di muoverci dal pluralismo relativistico all'integrazione universale, dobbiamo continuare a cercare "l'Uno nei Molti" che è la forma dello stesso Cosmo. Per questo io credo dovremmo tentare questi tipi d'integrazione; Potremo mai riuscirci completamente? No. Dovremmo continuare a provare? Sempre. Perché? Perché, l'intento di trovare "l'Uno nei Molti" allinea i nostri cuori e le nostre teste con "l'Uno nei Molti", che è lo stesso Spirito che brilla radiante nel mondo. Io credo che un approccio integrale (che include quadranti livelli, linee, tipi, stati e reami accoppiati allo sviluppo) sia ora uno dei tentativi più attuabili per rappresentare " "l'Uno nei Molti" perché esplicitamente comprende e onora tutte le visioni del mondo concepite che menzionerò con numerosi esempi in una lunga nota a piè pagina. Questa visione integrale funziona anche come catalogo di tutte le visioni del mondo e ci permette di apprezzare lo speciale e profondo contributo che ognuna offre. Non occorre ripetere che la mia stessa versione di questa visione integrale, anche se fosse completamente vera, è destinata a passare in successive versioni migliori.
Questo sistema d'indicazione integrale è stato usato con diverse applicazione dai siti web sulla trasformazione, alle librerie planetarie. Che il World Economic Forum recentemente ha invitato molti quadri ad un approccio di "tutti i livelli, tutti i quadranti", è forse un'indicazione della sua utilità pratica.

Le minoranze discriminate

Poiché un modello davvero integrale non cerca d'imporre a chiunque un livello o una dimensione dello sviluppo (come pluralistico, transpersonale o perfino integrale), ma segue la prima direttiva che è quella di lavorare per la salute di tutta la spirale di sviluppo, il suo approccio al problema delle minoranze è considerevolmente differente da quelli tipicamente liberali, conservatori, o anche controculturali olistici. Ciò che è necessario non è imporre il liberalismo pluralista, i valori del conservatorismo o idee olistiche a qualcuno, ma promuovere le condizioni, sia interiori, sia esteriori, permetteranno agli individui e alle culture di svilupparsi lungo la spirale secondo le loro possibilità, e a modo loro.
La stessa cosa è vera per i paesi in via di sviluppo.
Un esempio specifico con l'UNICEF merita di essere esaminato.

TUTTI I LIVELLI, TUTTI I QUADRANTI, TUTTE LE LINEE:
UN RIASSUNTO DELL'UNICEF

"Il processo dello "Sviluppo Integrale" e l'Approccio Integrativo: "Tutti i livelli, tutti i quadranti, tutte le linee"fa parte di una serie di presentazioni della Schaik Development Associates, consiglieri dell'UNICEF. Hanno presentato i quattro quadranti con esempi per ognuno, hanno sommato i principali livelli d'ogni quadrante, e hanno indicato l'importanza di numerose linee di sviluppo o sentieri di progresso in un modo relativamente indipendente, attraverso le diverse onde. (Vedi la figura 5 presentata da Schaik Development Associates.) Essi affermano che "questa è la più ampia visione all'interno della quale tutte le idee e gli sviluppi con cui l'UNICEF si confronta, devono essere osservati.

 

Poi affrontano aspetti specifici: "Per approfondire la nostra comprensione della complessa ed interrelata natura del mondo, è cruciale una cartografia dello sviluppo della coscienza nell'evoluzione sociale e culturale. E questa deve avere un approccio integrale per assicurare che l'evoluzione, e di conseguenza lo stato in cui si trovano i bambini, l'umanità, la cultura e la società ritornino ad uno stato di processo sostenibile." Essi indicano che "ciò richiede uno schema che ci permetta di andare più a fondo della semplice comprensione del sistema della mera superficie o web, e più ampia di una comprensione culturale della diversità." In altre parole, dobbiamo andare oltre i sistemi standard d'analisi (che coprono solo il quadrante destro superiore), e oltre ad una semplice accettazione del pluralismo e della diversità. Ciò che è necessario, essi affermano, è un approccio "Tutti i livelli, tutti i quadranti, tutte le linee".
Attraverso di questo essi presentano una critica ai risultati delle attività del passato dell'UNICEF e delle Nazioni Unite.
"Chiaramente il processo di sviluppo deve rappresentare tutti quattro questi quadranti in maniera integrativa se intende mantenere una direzione sostenibile. Ma è altrettanto chiaro quando guardiamo all'evoluzione del coinvolgimento UNICEF in questo processo con il più ampio processo dello sviluppo umano e quanto s'influenzino un l'altro; quel progresso sino ad oggi ha avuto gravi mancanze nel produrre cambiamenti significativi. Tentativi di comprendere cambiamento, trasformazione e sviluppo, hanno poche prospettive di successo senza la comprensione della natura dell'evoluzione o del dischiudersi della coscienza umana, ".
Poi indicano chiaramente una ragione principale per alcuni dei fallimenti passati dell'UNICEF e delle Nazioni Unite. "Le attività dell'UNICEF hanno largamente operato nei quadrante destro superiore ed inferiore, cioè i quadranti oggettivi ed esteriori (individuali e sociali), e hanno in gran parte i quadranti interiori e culturali." Questo tipo d'approccio precipuo del lato destro l'ho anche indicato come "monologico" (un'altra parola per appiattimento, flatland) e così procede l'analisi: "Probabilmente per un eccesso di visione monologica dello sviluppo umano il metodi dell'UNICEF e delle NU non hanno avuto successo, o semplicemente non hanno provato, a diversi livelli della mappa in cui erano coinvolti, la visione più ampia.
Questa visione monologica può essere stata necessaria nel breve termine quando la coscienza umana si muoveva attraverso, e si sta ancora muovendo attraverso, le fasi culturali, arcaiche, magiche o mitiche verso il razionale (
(ed esitantemente ora verso il vision logic, pensiero sintetico integrato, o la logica della rete). Ma è ora imperativo che queste organizzazioni adottino un approccio post o transrazionale, che incorpori le idee positive del livello razionale {e aggiungerei: incorpori i contributi positivi di tutte le onde precedenti} ma li trascenda per un livello di coscienza post-razionale più alto o più profondo, in tutti i quattro quadranti."
Quindi riassumono la storia dei diversi programmi dell'UNICEF, rilevando che per importanti che fossero tutti mettevano a fuoco principalmente iniziative del lato destro.
Gli anni 50 furono l'era delle campagne contro la malattia. "L'enfasi era sul quadrante superiore destro, che è misurabile, osservabile e oggettivo".
Gli anni 60 furono la decade dello sviluppo. "L'enfasi ora sul quadrante destro inferiore, che è adattamento funzionale".
Gli anni 70 furono l'era delle alternative. Ma tutte le alternative erano principalmente dei quadranti di destra".
Gli anni 80 furono gli anni della sopravivenza del bambino. Senza menzione dell'interiore o di sviluppo interiore.
Gli anni 90 furono gli anni dei diritti del bambino. (tutti visti in termini comportamentali) che presto dette vita all'era dello sforzo dei donatori. "I Donatori ed i Governi ritornarono a (regredirono a) allo stato pre-globale del nazionalismo, disturbati dai problemi di casa e dalla mancanza di comprensione portarono avanti la sviante nozione che tutte le prospettive sono equivalenti (follia aprospettica e relativismo pluralistico)". Ho spesso pensato che ogni olone, per sopravvivere ha bisogno di un equilibrio tra giustizia e diritti (rappresentanza) con sollecitudine e responsabilità (comunione) e loro ripetono la stessa cosa dicendo che gli sforzi precedenti dell'UNICEF e delle Nazioni Unite non avevano "una chiara giustapposizione dei diritti (giustizia) alla giurisprudenza (cura e responsabilità) ed al livello globale."
Prendendo in considerazione tutti i fattori sopra indicati concludono che:
gli anni del 2000 sono l'era dell'approccio Integrale: "Da qui si vede il processo del cambiamento sostenibile da un punto di vista integrativo che esplora più profondamente i due quadranti del lato sinistro dell'intenzione e della cultura. Certamente per l'UNICEF ciò sarà particolarmente enfatizzato nei riguardi dei bambini, dei giovani e delle donne."
Il problema a questo punto è che tutte le idee durante queste cinque decadi sono state monologiche ad un livello che escludeva la comprensione dei bisogni di sviluppo interiore/soggettivo negli individui e nelle società per rendere sostenibile questo processo di cambiamento e in particolare di trasformazione".
Concludono che "deve essere assunto un approccio di tutti i livelli e tutti i quadranti, unicamente disegnato per ogni specifica situazione, per "assicurare che le azioni che tentiamo o i programmi/idee/metafore proponiamo, abbiano qualche probabilità di essere parte di un processo di cambiamento, sostenibile, indirizzato e trasformativo."
Lasciatemi sottolineare (come fanno gli Schaik Associates) che un tale approccio integrale deve essere sostenuto con la massima cura, preoccupazione e compassione. Nessuno dei livelli linee e quadranti e definito secondo una linea rigida o predeterminata o in modo giudicante.
Il punto delle ricerche evolutive non è per gente chiusa nel suo nido o per chi giudica inferiore o superiore, ma per agire come direttive per possibili potenziali che non sono utilizzati. La prima direttiva è quella che ci chiede di onorare e apprezzare i contributi necessari, vitali ed insostituibili da ognuna delle onde del dispiegarsi della coscienza, ed agire così da promuovere il bene dell'intera spirale, e non per un determinato campo.
Allo stesso tempo c'invita ad offrire, come un gentile suggerimento, la concezione di un più ampio spettro della coscienza, una completa spirale dello sviluppo, cosicché gli individui e le culture (inclusa la nostra) che non sono consapevoli di alcune delle dimensioni più profonde o più alte delle possibilità umane possano scegliere di agire per queste risorse straordinarie, che a turno possono permetterci di risolvere alcuni dei complessi problemi che non sono stati ancora raggiunti da approcci meno integrali.
Queste sono solo alcune delle aree nelle quali l'interesse per un approccio più integrale o "di tutti i livelli tutti i quadranti" sta avendo alcune applicazioni immediate. Ci sono altre aree che non ho menzionato: il femminismo integrale, la legge integrale, teorie integrali dell'arte e della letteratura, e anche una riforma carceraria integrale.
Alcuni di questi approcci sono messi in luce in un libro che sarà edito da Shambhala, composto da un team of scrittori capeggiati da Jack Crittenden, e provvisoriamente intitolato Kindred Visions - Ken Wilber and Other Leading Integral Thinkers, con i contributi di Alex Grey, Stan Grof, Jim Garrison, Joyce Nielsen, Ed Kowalczyk, T George Harris, Marilyn Schlitz, Georg Feuerstein, Larry Dossey, Jenny Wade, Juan Pascual-Leone, Michael Lerner, James Fadiman, Roger Walsh, Leland van den Daele, Francisco Varela and Robert Shear, George Leonard, Michael Zimmerman, Father Thomas Keating, Ervin Laszlo, Thomas McCarthy for Jurgen Habermas, Eduardo Mendieta for Karl-Otto Apel, Hameed Ali, Robert Frager, Drexel Sprecher, Lawrence Chickering, Gus di Zegera, Elizabeth Debold, Lama Surya Das, Rabbi Zalman-Schachter Shalomi, Mitchell Kapor, Michael Washburn, Don Beck, Frances Vaughan, Robert Forman, Mike Murphy, Max Velmans, Tony Schwartz, David Chalmers, Susanne Cook-Greuter, Howard Gardner, Robert Kegan, John Searle, and Charles Taylor, e molti altri. Tutti questi uomini e donne hanno contribuito nei loro modi specifici, ad una più integrale e armoniosa visone del Kosmo.

L'Istituto Integrale

Molti dei teorici che hanno contribuito a Kindred Visions e molti di quelli presentati nella sezione delle applicazioni si sono uniti a me e a Paul Gerstenberger a fondare l'Istituto Integrale. Abbiamo in programma di avere rami dedicati alla medicina integrale, alla politica integrale, alla spiritualità integrale, agli affari integrali, all'ecologia integrale, all'educazione integrale, e così via. L'Istituto Integrale spera di essere una nuova organizzazione a ombrello per studi autenticamente integrali, e un mezzo per sostanziali scoperte in progetti integrali. Intendiamo aprire un centro integrale come quartier generale dell'Istituto (a New York e/o a San Francisco), e abbiamo già avviato Integral Media con Shambhala.
Se siete interessati all'Istituto, per ulteriori annunci, state in contatto con il sito Internet Shambhala.com.


ONE TASTE

Per passare dalla teoria al personale. Appena finii di scrivere The Marriage of Sense and Soul, decisi di tenere un diario per un anno. La prima ragione per farlo è stata che pensavo che la maggior parte degli scritti accademici evita qualunque tipo d'apertura personale o d'affermazioni soggettive, che sono considerati evidenti segni di "riferimento non obbiettivo". Questo atteggiamento ha dei meriti, ma non sempre, soprattutto se l'area di ricerca è il mondo soggettivo. Così decisi di tenere per un anno un diario che riportasse la cronaca delle mie attività d'ogni giorno, inclusa la pratica spirituale. Ciò permetterà alla gente di giudicare la natura e la profondità, o la mancanza di profondità, della mia comprensione degli argomenti su cui scrivo.
Il diario si rivelò essere molto più difficile e complicato di quanto avessi pensato. Per incominciare, con il fatto che intendevo pubblicarlo fu quasi impossibile scrivere in modo imprudente, e non intendo lo scrivere su cose negative, ma riguardo alle positive. Ogni volta che qualcosa di particolarmente buono mi accadeva, una bella recensione di un libro per esempio, io, come credo chiunque altro lo annotavo brevemente sul diario. Ma appena i lettori avessero letto quella nota avrebbero subito detto "guarda che persona egocentrica". Ciò che non capii fu che poiché decidevo di pubblicarlo, ogni frase avrebbe avuto attorno una particolare cornice implicita con scritto sopra "voglio che tu sappia questo."Così qualunque cosa avessi scritto per registrare qualcosa di positivo su di me ed il mio lavoro avrebbe dato l'impressione di: "ecco un'altro tipo di narcisista."
Quando finalmente lo capii, ciò rimescolò il mio lavoro. Se avessi dovuto scrivere le note di quello sviluppo positivo in un "vero" diario, che, ad esempio, doveva essere pubblicato solo dopo la mia morte la cosa sarebbe stata la più normale al mondo. Ma fare la stessa cosa e pubblicarla mentre ero in vita non avrebbe funzionato. Ho lasciato solo poche di quelle notizie positive, abbastanza perché la gente mi gridasse "egocentrico", anche se alla fine quasi tutte furono tralasciate.
La stessa cosa si applica ai miei commenti critici che posso avere sugli altri. Ho trovato che anche questi non funzionano. Ne ho lasciati pochi, ma alla fine sono giunto a comprendere le due regole di un diario da pubblicare mentre si è in vita: non dire nulla di positivo su di te e nulla di negativo sugli altri.
Ciò restringe lo scopo, non è vero? Ciò che rimaneva e ciò che ad ogni modo volevo mettere a fuoco, era un resoconto dettagliato delle mie pratiche spirituali e di meditazione; e un tipo di diario filosofico, o la cronaca di alcune delle idee che sentivo essere più importanti, mentre si dispiegavano in me. In questo caso credo di esserci riuscito. Dopo Grace and Grit e Sex Ecology and Spirituality, ho ricevuto dai lettori di One Taste le più calde ed entusiastiche lettere che per qualunque altro dei miei lavori.
Ciò che volevo maggiormente trasmettere in One Teste era il concetto di vita integrale, una vita che trova spazio per il corpo la mente, l'anima e lo spirito, mentre si dispiegano nel sé nella cultura e nella natura. Non che io abbia realizzato una vita integrale, non l'ho mai preteso, ma semplicemente come un ideale meritevole d'aspirazione. Infatti, tutto il messaggio di One Taste, è contenuto nell'articolo del 17 novembre.
La maggior parte dei nostri libri spirituali sono dei trattati sulla vita spirituale separata dalla vita reale. Quando leggiamo un libro intitolato "Come Conoscere Dio" o "Come Ritrovare il Tuo Sacro Sé", non ci aspettiamo di trovare capitoli sul fare denaro, il sesso, il bere vino e le vacanze alle Hawaii. E' quindi profondamente raro vedere resoconti di autentiche esperienze spirituali nel mezzo di una gita a South Beach, ed è esattamente per questo che l'ho fatto. E di nuovo, non che io abbia padroneggiato questo contesto integrale, ma semplicemente volevo un giornale che non dividesse in compartimenti, che non mettesse la spiritualità contro la vita, ma che piuttosto mettesse la spiritualità nel bel mezzo del lavoro quotidiano, il gioco, i party, le malattie, le vacanze, il sesso il denaro e la famiglia, e che invitasse il lettore ad essere più amichevole nei confronti verso un approccio integrale nelle loro stesse vite. Certamente ci sono momenti in cui è perfettamente appropriato fare temporaneamente dei compartimenti per mettere a fuoco un particolare tipo di sviluppo specifico, sia che si tratti di imparare a cucinare, o applicare una pratica contemplativa ad un ritiro di meditazione, o di andare a fare una camminata nella natura. Per lo sviluppo spirituale sono sempre stato un forte sostenitore della meditazione, in ognuna delle sue numerose forme. Così il secondo punto principale che volevo affrontare in One Taste è l'importanza della meditazione come parte di una pratica integrale. Questo è d'importanza cruciale per rafforzare la consapevolezza e permetterle così di rimanere stabile mentre si passa dalla veglia, ai sogni e al sonno profondo. Più siamo capaci di accedere a questa "consapevolezza costante" o "vigilanza di base" (che è presente in tutti gli stati, veglia, sogno e sonno) più diventiamo vivi di fronte alla Presenza costante dello Spirito che è sempre presente. Molti leggendo One Taste affermarono che questa è la più forte intuizione sul risveglio che non avevano mai ricevuto da un libro. Precedentemente essi immaginavano che la spiritualità comportasse un cambiare gli oggetti della consapevolezza, penando in modo olistico invece che analitico, o cercando di provare compassione anziché odio. Leggendo compresero che la vera spiritualità implica guardare all'interno del soggetto della consapevolezza, e non semplicemente riarrangiare gli oggetti della consapevolezza. Restando nella consapevolezza del puro soggetto, anche mentre differenti stati vanno e vengono, si è portati sempre più faccia a faccia con lo Spirito radiante, che è l'ultimo soggetto o Sé, è il sé del Cosmo nel suo tutto (e a quel punto sia il soggetto sia l'oggetto si abbracciano in One Taste).
Il feedback che di gran lunga ho ricevuto di più da One Taste è stato: "Ho iniziato a meditare" oppure "dopo aver letto il libro sono andato ad un ritiro di meditazione intensiva" o "ho fatto il voto di rafforzare le mie pratiche meditative." Questo è il solo risultato che speravo il libro potesse avere. In verità adottare una nuova filosofia olistica, o pensare in termini integrali, o credere in Gaia - per quanto importanti posano essere queste cose, sono le meno importanti quando si tratta di trasformazione spirituale. Trovare "il chi" che crede in tutte queste cose: la è la porta verso Dio.

La critica e la mia risposta

Dopo la pubblicazione del mio lavoro, la seconda domanda maggiormente posta è: come affronto che il mio lavoro sia travisato? E la mia riposta è: non molto bene. Temo che potrei usare qualunque misuratore tu possa avere. Poiché è una domanda così comune penso che potrei dire qualcosa su ciò. Un critico ha scritto "Wilber è diventato uno dei teorici più influenti del mondo d'oggi. Ironicamente è anche uno dei più travisati. C'è da chiedersi se è famoso per quello che ha detto o per quello che non ha detto". Questo critico mi dette poi una lunga lista di credenze a me ascritte, credenze che ho non avevo mai avuto o che avevo molti anni fa e che da molto tempo ho abbandonato. Questo non per dire che non esiste una critica efficace al mio materiale, solo che la critica davvero informata è rara e così la maggior parte del tempo mi riduco a citare come difesa che "non è questo quello che ho detto". Non si chiede che i critici siano d'accordo con te, ma solo che osservino attentamente il punto di vista che poi attaccano. Un rapido esempio di quest'anno:
Stanley Krippner e Allan Combs hanno pubblicato un brano assai critico sul mio lavoro e hanno proposto un modello che, secondo loro, ne superava le limitazioni. Il fatto è che il modello che attaccavano era il modello Wilber-2 (un modello a livelli lineari), che non sostengo più dal 1981, e il modello che hanno proposto era essenzialmente al modello Wilber-3 (di strutture, stati e campi) che è il modello che ho presentato negli ultimi quindici anni. Ho scritto una replica sottolineando che ero stato mal interpretato, e Combs rispose con un aggressivo contrattacco che terminava "Ken, noi comprendiamo il tuo modello. Semplicemente non siamo d'accordo." Di nuovo nel suo ribattere ha proposto come mio modello il Wilber-2, vecchio di 15 anni, e non ha mai neppure menzionato il Wilber-3 (anche se quel modello è molto simile a quello che Combs stava difendendo con forza). La pretesa espressa con: "comprendiamo il tuo modello", era tristemente falsa.
Ho esitato ad usare quest'esempio perché Combs e uno studioso profondo e sensibile e quando quest'incomprensione è stata chiarita egli ha, immediatamente e generosamente, fatto dei passi per correggerla. Inoltre sono un ammiratore del lavoro di Allan e gli auguro il meglio. Il mio punto è solo che se studiosi dotati come Krippner e Combs possono rappresentare tanto malamente il mio lavoro, si può immaginare come finisce quando si trova in mani meno sensibili.
(Gli autori che preparano la sezione dedicata alla critica Kindred Visions segnalano che l'85% delle critiche pubblicate sul mio lavoro sono o sbagliate o distorte, e ciò è impressionante.)
Invero comprendo le difficoltà che sono implicate. Spesso un critico legge un libro o due, si eccita riguardo ad alcune idee, si irrita per altre e quindi scrive una critica per distruggermi, spesso inconsapevole che ho risposto a tali obiezioni in altri scritti. Per comprendere davvero il mio sistema si devono leggere sei o sette libri almeno, e comprendo che molta gente non abbia voglia di farlo. Negli anni ho cercato di imparare ad essere più gentile nelle mia reazione a questi fatti. Non posso affermare completo successo ma sto certamente provandoci.

Vero ma parziale

Uno degli aspetti inaspettati del presentare una pratica spirituale più integrale è che molti furono spinti a pensare, per confronto, che sbagliavano nelle loro pratiche. Questo non era di certo il mio intento e mi scuso per ogni insensibilità qui implicata, così permettete che rimedi la situazione.
Numerosi brani di One Taste, il 18 giugno per esempio, suggeriscono un tipo integrale di pratica trasformativa che sia di tutti i livelli e tutti i quadranti.
L'idea è abbastanza semplice, come ho suggerito precedentemente (in pratica si tratta di esercitare i livelli fisico mentale e spirituale, in sé, nella cultura e nella natura).
Ho dato numerosi esempi di esercizi specifici per ogni quadrante e livello, e ho suggerito che la gente ne pratichi quanti ne può contemporaneamente per accrescere sinergicamente l'efficacia di ognuno. Questa è un bella idea, e meritevole di essere seguita ma presa alla lettera può sembrare qualcosa come un ordine Fascista "Cresceremo e ci svilupperemo! March! march! march!" Come spesso Mike Murphy ed io diciamo scherzando: dobbiamo finirla di procurare ernie metafisiche alla gente.
Il mio intento invece era semplicemente suggerire che agli individui poteva piacere incrementare le loro pratiche con alcune altre di aree che stavano forse trascurando, per completare e non per criticare le loro attuali pratiche. Per esempio se stai facendo psicoterapia potresti volervi aggiungere la meditazione (o vice versa). Se stai facendo delle pratiche che mettono a fuoco in modo particolare l'io, potresti volerle completare con altre che si indirizzano sulla cultura (le relazioni, la terapia di gruppo, il servizio alla comunità) o alla natura (legame con l'esterno, rituali neopagani, passeggiate nella natura), e così