informazioni, sinergie, contatti, approfondimenti, iniziative
347/4418930 049/8648301 celestinian@iol.it
La Nuova Visione del Mondo
----------------------------------------------------------------------
Scienza e religione, scienza e religione, scienza e religione. La
loro relazione porterebbe veramente l'umanità alla follia, se
l'umanità fosse abbastanza sensibile. Per com'è, la loro
relazione pare destinata ad essere una di quelle dannate diadi,
come mente e corpo, consapevolezza e materia, fatti e valori che
diventano le tormentose spine dei filosofi. La gente ordinaria
d'altra parte è sempre stata attratta liberamente da entrambe,
la scienza (o una sorta di conoscenza tecnica ed empirica) e la
religione (o una sorta di significato, di scopo trascendentale, o
di presenza immanente). Tuttavia come metterle insieme: "Ah,
questo è il problema," come direbbe Shakespeare.
Questo volume contiene due libri, entrambi dedicati a loro modo
alla relazione tra scienza e spiritualità, il primo in maniera
dotta, il secondo con le mie esperienze personali. Credo che
entrambi i libri contengano punti avanzati che non stanno
ricevendo ascolto nei tipici dibattiti sull'argomento. Sospetto
anche che questi punti continueranno ad essere in gran parte
ignorati perché indicano la diretta esperienza dello spirito e
non semplicemente idee sullo spirito. In altre parole, sto
tentando di includere in questo dibattito la diretta esperienza
spirituale contemplativa e meditativa, laddove la maggior parte
degli scrittori sul tema vuole semplicemente discutere le
relative idee filosofiche e scientifiche: non l'esperienza
diretta, ma l'astrazione. E' come se un gruppo di studiosi stesse
discutendo delle spiagge delle Hawaii, e invece di andare alle
Hawaii a guardare per loro conto, tirassero fuori un mucchio di
libri di geografia e li studiassero. Studiano le mappe e non il
territorio, cosa che mi è sempre parsa piuttosto bizzarra.
C'è certamente posto per tutte e due le cose, esperienza
spirituale diretta e mappe e modelli più accurati di queste
esperienze. I libri in questo volume sono dedicati ad entrambi
questi aspetti.
Numerosi teorici hanno classificato le
tipiche posizioni che sono state prese nella relazione tra
scienza e religione. Tutti questi schemi sono basilarmente
abbastanza simili, spaziando dalla guerra, alla coesistenza
pacifica, alla mutua influenza e scambio, ai tentativi
d'integrazione.
Ian Barbour, per esempio dà: (1) Conflitto: la scienza e la
religione sono in guerra tra loro; una ha ragione e l'altra
torto, e questo è tutto. (2) Indipendenza: entrambe possono
essere "vere" ma le loro verità si riferiscono a reami
basilarmente separati, tra i quali c'è poco contatto. (3)
Dialogo: la scienza e la religione possono entrambe beneficiare
di mutuo dialogo, dove le rispettive verità possono mutuamente
arricchirsi. (4) Integrazione: la scienza e la religione sono
parti di "una grande visione" che integra pienamente i
loro rispettivi contributi.
Eugenie Scott dà: guerra la scienza attacca la religione, e la
religione attacca la scienza, morte al perdente. (2) Reami
separati: la scienza ha a che fare con i fatti reali, la
religione con la dimensione spirituale, non vanno né in
conflitto né in accordo. (3) Accomodamento: la religione accetta
i fatti della scienza usando la scienza per rinterpretare, ma non
abbandonare, i propri credo essenziali, una strada a senso unico.
(4) Unione: sia la scienza sia la religione si adattano l'una
all'altra, interagendo come partner uguali, una via a due
direzioni
In "Sense and Soul" presento le mie classificazioni
delle posizioni più comuni, ecco un breve sommario.
(1) La scienza nega la religione Questo è ancora una delle
posizioni più comuni tra gli scienziati d'oggi, aggressivamente
rappresentata da pensatori come Richard Dawkins, Francis Crick,e
Steven Pinker. La religione, in modo puro e semplice, è o un
relitto della superstizione del passato, oppure, nel migliore dei
casi, il sopravvivere di un trucco che la natura usa per
riprodurre la specie.
(2) La religione nega la scienza. La tipica replica
fondamentalista è che la scienza fa parte del mondo caduto, e
quindi non ha accesso alla vera realtà. Dio ha creato il mondo,
e l'intera collezione dei fossili, in sei giorni, e questo è
tutto. La Bibbia è la verità letterale e peggio per la scienza
se non è d'accordo.
(3) La scienza e la religione hanno a che fare con ambiti
differenti dell'essere e quindi possono pacificamente convivere.
Questo è uno dei punti più complicati, ed ha due versioni:
forte e debole.
Versione Forte: il pluralismo epistemologico, che sostiene che la
realtà consiste in varie dimensioni o reami (come materia,
corpo, mente, anima e spirito), e che la scienza ha a che fare
principalmente con i reami inferiori della materia e del corpo, e
la religione s'interessa principalmente ai reami superiori
dell'anima e dello spirito. In ogni caso, sia la scienza sia la
religione sono ugualmente parte della "grande visione".
La tradizionale Grande Catena dell'Essere rientra in questa
categoria (fig. 1) Rappresentanti di qualche cosa di simile a
questa visione generale sono: Plotino, Kant, Schelling,
Coomaraswamy, Whitehead, Fritjof Schuon, Huston Smith, e Ian
Barbour. Versione debole: (magisteri non sovrapponibili) è il
termine usato da Stephen Jay Gould per indicare che scienza e
religione trattano con reami differenti, e che questi ambiti non
possono essere integrati all'interno di nessuna "grande
visione" perché sono fondamentalmente inadeguati. Entrambi
questi campi vanno onorati, ma non possono essere integrati.
Questo è un punto basilare per molti scienziati che professano
fede in qualche sorta di Spirito, che non sanno immaginare come
potrebbe in sostanza collegarsi con la scienza, quindi loro danno
a Cesare quanto appartiene a Cesare e a Dio quanto rimane.
(4) La scienza stessa offre argomenti per l'esistenza dello
Spirito. Questa posizione sostiene che molti fatti della scienza
e molte scoperte indicano direttamente realtà spirituali, e
quindi la scienza può aiutarci nella rivelazione del Dio/Dea. Ad
esempio: il Big Bang sembra implicare un certo tipo di Principio
Creatore; l'evoluzione pare segua un disegno intelligente, la
legge dell'entropia implica che qualche tipo d'intelligenza
creativa stia dietro all'evoluzione, e così via. Questa
posizione è simile alla strada a senso unico di Scott, dove la
scienza è utilizzata per sostenere la religione ma generalmente
non viceversa. E' anche simile a ciò che Barbour chiama "la
teologia naturale" che è opposta alla "teologia della
natura" (nel primo caso lo Spirito è trovato direttamente
da una lettura della natura, come fanno molti ecofilosofi;
nell'altro caso lo Spirito rivelato è utilizzato per
interpretare la natura in termini spirituali. (Barbour preferisce
quest'ultima interpretazione, che è parte della categoria tre).
Questo è un approccio molto comune a questo tema, e
probabilmente il più comune tra gli scrittori popolari "sul
nuovo paradigma scientifico che prova o sostiene il
misticismo".
(5) La scienza stessa non è conoscenza del mondo ma solamente
un'interpretazione del mondo, e come tale con la stessa validità
p; né più né meno p; dell'arte e della poesia. Questo è
di certo l'approccio tipicamente postmoderno. Mentre l'approccio
precedente è il più comune tra gli scrittori popolari
sull'argomento di scienza e religione, questo approccio è il
più comune tra gli accademici e l'elite culturale, che non sono
interessati a nessun tipo d'integrazione, ma solo a smontare
qualunque cosa valida chiunque altro ha da dire sull'argomento.
Ci sono alcuni punti veramente importanti che i postmodernisti
propongono, ed ho cercato fortemente di includere questi punti in
una visione più integrale (Vedi cap. 9 The Marriage of Sense and
Soul). Ma, lasciato a se stesso il postmodernismo è un vicolo
cieco.
La maggior parte dei teorici offre questi tipi di classificazioni
convinti di offrire un elenco di tutte le possibilità
disponibili. Ho offerto la mia classificazione come un elenco di
ciò che non ha funzionato. Tutti questi schemi da Barbour al
mio, sono liste di fallimenti, non di successi. Più precisamente
alcuni di questi approcci (specialmente il 3, 4 e 5) hanno
offerto ingredienti chiave per quello che può essere un
approccio veramente integrato, ma nessuno di loro ha incluso a
sufficienza il nocciolo della religione, (che penso debba invece
essere portato al tavolo di discussione sull'integrazione), vale
a dire l'esperienza spirituale. E là dove alcuni teorici almeno
riconoscono l'esperienza spirituale (come Barbour) tacciono però
delle rivoluzioni nella scienza cognitiva, nella scienza del
cervello e della fenomenologia della contemplazione, che prese
assieme indicano la più spettacolare integrazione di scienza e
religione che fino ad oggi sia stata suggerita.
Ho definito questa visione più integrale come "tutti i
livelli, tutti i quadranti" ed ora riassumerò i punti
principali.
Iniziamo con l'approccio di Stephen Jay
Gould, "la scienza e la religione sono entrambe importanti
ma appartengono a reami differenti e non sovrapponibili" una
posizione sostenuta da molti scienziati e da molti religiosi.
Gould sostiene "assenza di conflitto" tra scienza e
religione, che nasce da mancanza di sovrapponibilità dei
rispettivi ambiti d'esperienza, la scienza nella costituzione
empirica dell'universo e la religione nella ricerca d'appropriati
valori etici e di significato spirituale per le nostre vite.
Gould riconosce che di certo scienza e religione contrastano
l'una con l'altra tutto il tempo, e la loro frizione offre una
luce molto interessante, e spesso spiacevole calore. Ma in fine
non c'è né conflitto né accordo tra loro, essendo come
"mele ed aranci".
Per mantenere questa visione, Gould ha creato un dualismo
piuttosto rigido tra la natura e l'umano, "la natura"
sarà il reame dei fatti (scoperti dalla scienza) e
"l'umano" sarà il reame dei valori e dei significati
(mostrati dalla Religione). La Natura può essere veramente
crudele ed indifferente nei termini completamente inappropriati
del nostro discorso etico, poiché la natura non esiste per noi,
non sapeva che stavamo arrivando, e non ha alcun interesse per
noi (parlando per metafore). Apparentemente per Gould gli umani
non sono pienamente parte della natura, se lo fossimo, saremmo
semplicemente qualcosa che la natura sta facendo. Ma la natura
non s'interessa per nulla di noi perché "noi" (o la
parte di noi che si applica all'etica e alla religione) e la
"natura" (oppure i fatti in sé e non i valori) sono
due reami non sovrapponibili. << considero questa posizione
liberatoria, non deprimente, in quanto possiamo raggiungere la
capacità di impegnarci in un discorso morale, e nulla potrebbe
essere più importante, nei nostri termini, libero dalla
fattualità della natura >>.
E' questo scomodo dualismo in ognuna delle sue molte forme, fatti
e valori, natura e umano, scienza e religione, empirico e
spirituale, esteriore ed interiore, oggettivo e soggettivo, che
ha condotto ai tentativi di trovare qualche tipo di "visione
più ampia" che senza smagliature tessa insieme questi due
reami, e non semplicemente proclami che essi sono per sempre
destinati a lavorare sui lati opposti della via.
E' un problema difficile ed intricato. La risposta teologica
standard al dualismo "empirico contro spirituale"
consiste nel sostenere che lo spirito ha creato il mondo
empirico, e che quindi la loro relazione è in quel senso. Se
possiamo accordarci con Dio (ed evitare il male) allora saremo
salvati; se deviamo da Dio (e commettiamo il male) saremo
dannati. Da questo l'ugualmente classico problema: se Dio ha
creato il mondo, ed il mondo contiene il male, non ha Dio creato
anche il male? Se è così non è forse Dio stesso responsabile
del male? E allora perché incolparmi? Se il prodotto è guasto
la colpa è del produttore. (Sembra che la relazione tra empirico
e spirituale dopotutto non sia così facile da risolvere).
I teorici dell'eco-spiritualismo non offrono di meglio. Invece di
un Dio Trascendente ed extramondano che crea la natura, postulano
un Dio/Dea puramente immanente e di questo mondo, cioè la natura
ed il suo dispiegarsi evolutivo. Se possiamo accordarci con la
natura, saremo salvi, se devieremo da lei saremo condannati.
Quindi lo stesso problema. Se la natura attraverso l'evoluzione
ha prodotto gli umani, e se gli umani producono il buco
nell'ozono, non è stata la natura a produrre il buco nell'ozono?
Se non è così allora c'è qualcosa degli umani che non è parte
della natura, e quindi la natura non può essere l'estremo
fondamento dell'esistenza. La natura non può essere genuinamente
Dio e Dea o Spirito perché la natura è chiaramente non
inclusiva di tutto e quindi deve essere una piccola fetta di una
torta più grande. Ma, di nuovo come guarire questo dualismo tra
l'umano e la natura?
Molti teorici tradizionali da Plotino a Huston Smith a Seyyed
Nasr, tentano di affrontare queste difficoltà ristabilendo la
Grande Catena dell'Essere (posizione della versione forte della
categoria tre). L'idea è che non ci sono due ambiti rigidamente
separati (come spirito e materia) ma almeno quattro o cinque
contesti che infinitamente sfumano l'uno nell'altro (come
materia, corpo, mente, anima e spirito). Il reame superiore è il
fondamento non duale di tutti gli altri reami, cosicché lo
spirito supremo non soffre d'alcun dualismo finale. Comunque
appena lo spirito scende nella creazione, dà origine a molti
dualismi, che benché inevitabili nel mondo manifesto, possono
essere risolti e riunificati nella più alta o non duale
realizzazione dello spirito stesso.
Tra tutte le posizioni in relazione a scienza e religione ho
maggior simpatia per quella del pluralismo epistemologico,
olarchia concentrica delle verità, come puntualizzo in The
Marriage of Sense and Soul. Comunque, come del resto indico in
quel libro, la presentazione tradizionale presenta numerose gravi
lacune, molte delle quali non sono differenti da quelle che si
presentano nei più semplici sistemi dualistici, come quello di
Gould. Per i tradizionalisti, in effetti, postulare quattro o
cinque magisteri non sovrapponibili invece di due soltanto, non
fa molta differenza, e anche se questi multipli magisteri (i
molti livelli della Grande Catena) sono spesso visti come spazi
che si avvolgono gli uni sugli altri, la domanda ancora rimane:
qual è esattamente la relazione tra i reami più alti con i più
bassi, come la materia? Specificamente in questo senso: la
scienza è realmente confinata ai reami inferiori (materia e
corpo) e così, poco o nulla ha da dirci sui livelli superiori
stessi (anima e spirito)? La relazione tra scienza e religione è
quella di un palazzo di cinque piani, in cui la scienza può
parlare dei primi due e la religione dei due più alti? Le
risposte più rispettate in questo dibattito, da Huston Smith ad
Ian Barbour a Stephen Jay Gould, sono tutte varianti di questo
tema (categoria tre forte o debole).
Ma, se invece di una scienza che ci parla del primo piano e di
una religione di un altro piano più alto, scienza e religione ci
dicessero qualcosa di differente su ogni piano? E se scienza e
religione fossero in relazione, non come i piani di un palazzo,
ma come colonne uguali di una villa? Non uno sopra l'altro, ma
una fianco all'altro, e così dall'alto al basso? E allora?
Una cosa è certa questo è un approccio che non è ancora stato
tentato. Poiché gli altri sono stati tentati invano, forse vale
la pena di investigare questo.
Iniziamo con un semplice esempio. Un
meditante è collegato ad un apparecchio EEG. Quando il meditante
entra in un profondo stato contemplativo, l'EEG mostra senza
dubbio una nuova serie di schemi d'onde cerebrali (come la
produzione d'onde delta di grand'ampiezza che generalmente
insorgono nel sonno profondo senza sogni). Più tardi il
meditante afferma che nella sua esperienza diretta di questo
stato "delta" aveva esperienze di qualcosa che la
parola spirituale sembra la più appropriata per definire,
l'esperienza di un senso di coscienza espansa, un accresciuto
senso d'amore e compassione, la sensazione dell'incontro con il
sacro e il numinoso, in sé e nel mondo. Altri esperti meditanti
che entrano in questo stato mostrano lo stesso stato obiettivo
d'onde cerebrali e riportano simili stati soggettivi d'esperienze
spirituali. Che cosa dobbiamo fare di tutto questo? C'è già un
sostanzioso corpo di ricerche che indicano che qualcosa di simile
a quanto abbiamo descritto succede abbastanza spesso. Per questo
discorso prendiamo per riconosciuto che il rapporto è
generalmente vero. Prima di tutto, esso ci mostra che i reami di
scienza e religione, spesso considerati magisteri non
sovrapponibili sono di fatto assai sovrapponibili.
Quello che nella classica discussione della categoria tre nella
sua forma forte e debole tende completamente a sorvolare è che
anche se in un certo senso fatti e valori, appartengono a reami
separati, quando una persona sperimenta valori soggettivi, questi
valori hanno obiettivi correlati attuali nel cervello. Con questo
non vuole assolutamente affermare che i valori possono essere
ridotti a stati del cervello, o che le esperienze spirituali
possono essere ridotte ad occasioni naturali. Vuol affermare che
le realtà spirituali (il magistero della religione) e le realtà
empiriche (il magistero della scienza), non sono così divisi
come le tipiche soluzioni a questo dibattito immaginano.
Il modello integrale che io propongo, cioè: "Tutti i
livelli, tutti i quadranti", tenta di offrire una struttura
nella quale tutti questi "fatti", se si vuole, possono
trovare il loro posto. I fatti, cioè, sia delle realtà
interiori sia di quelle esteriori, le esperienze spirituali e le
esperienze scientifiche, le realtà soggettive e le realtà
oggettive. Trovo ampio spazio per la tradizionale Grande Catena
dell'Essere e del Conoscere, dalla materia, al corpo, alla mente,
all'anima e allo spirito, ma intendo collegare queste realtà con
i fatti empirici in un modo definito e specifico, come vedremo in
questi volumi.
Come introduzione osserviamo alcuni semplici
diagrammi per sottolineare quest'approccio integrale.
La figura 1 è la tradizionale Grande Catena dell'Essere. Poiché
ogni livello superiore trascende ma include i precedenti, questo
è in vero il Grande "fondamento" dell'Essere, come
mostra la figura. Notare che la scienza (la fisica, la biologia,
la psicologia) è ai livelli inferiori, e la religione (teologia
e misticismo) ai piani più alti. (Questa è la base della
categoria tre, che come abbiamo visto è la posizione più
influente tra i simpatizzanti della spiritualità). Ma questo ha
dato alla Grande Catena tradizionale la sua ontologia
extramondana, dei piani superiori che erano considerati
letteralmente "dell'altro mondo" e avevano pochi se non
nessun punto di contatto con il reame della materia. (Più
specificamente la classe d'eventi segnati D ed E non hanno
diretta correlazione con A e B, quindi sono "dell'altro
mondo".
Fig. 1

La nascita della scienza moderna ha offerto alcuni colpi
mortali a questi concetti tradizionali. Ad esempio la ricerca
moderna ha chiaramente dimostrato che la consapevolezza (o la
mente), lontano da essere meramente un noumeno trascendentale, è
di fatto collegata in molti modi al cervello, organico e
materiale, tanto che molti scienziati moderni riducono la
consapevolezza semplicemente a null'altro che al gioco del
sistema neuronale. Ma non abbiamo bisogno di seguire il
materialismo scientifico per comprendere che la consapevolezza è
lontana dall'essere l'essenza disincarnata immaginata dalla
maggior parte delle tradizioni religiose. In fondo la
consapevolezza è intimamente correlata con il cervello
biomateriale e l'organismo empirico, cosicché qualunque sia la
loro relazione, scienza e religione non sono semplicemente
"magisteri non sovrapponibili".
La nascita della scienza moderna (particolarmente nel
diciottesimo secolo) era precisamente parte di una serie di
eventi che sono stati descritti come modernità. Vedi The
Marriage of Sense and Soul. Ma possono tutti essere riassunti
nell'idea di Max Weber della "differenziazione delle sfere
culturali dei valori" (le sfere di valori essenzialmente
sono: arte, morale e scienza).Dove la maggior parte delle culture
premoderne fallirono nel differenziare queste sfere chiaramente,
la modernità ha differenziato arte, morale e scienza permettendo
ad ognuna di ricercare le proprie verità, in modo proprio,
libere da intrusioni e violazioni da parte delle altre. Questo
portò allo spettacolare sviluppo della conoscenza scientifica,
un fiorire di nuovi approcci all'arte, e un'accogliente
osservazione della morale, concepita in una luce più
naturalistica, dimostrando che questo è in molte delle cose che
ora chiamiamo "moderne."
Come cerco di mostrare nei seguenti libri questi "le Tre
Grandi" sfere (arte, morale e scienza) si riferiscono
basilarmente ai reami dell'io, del noi, e del ciò. L'arte si
riferisce al reame estetico - espressivo, il reame soggettivo
descritto in prima persona e nel linguaggio dell'"io".
La morale si riferisce al reame etico normativo, il reame
intersoggettivo descritto in seconda persona o con il linguaggio
del "noi". E la scienza si riferisce al reame
esteriore, empirico, il reame obiettivo descritto in terza
persona, o nel linguaggio del "ciò" (che in realtà
può suddividersi in due reami p; il "ciò"
individuale e il "quelli "collettivo). Questo porta a
quattro maggiori reami: io, noi, "il ciò" e il
collettivo "i ciò".Questo ci offre i quattro reami
principali: Io, Noi, Ciò, e "loro" (i ciò,
"its").
Per l'immagine dei Quadranti vedi sopra in
Integral Psychology
Nella figura due notiamo che i due quadranti superiori sono
singolari o individuali, o i due quadranti inferiori sono plurali
e collettivi. I due quadranti del lato sinistro sono riferiti
all'interiore o soggettivo, i due quadranti di destra
all'"esteriore" e all'"oggettivo". E' da
notarsi inoltre che tutte le entità in ogni quadrante ha
correlati negli altri (ad esempio le emozioni sono collegate al
sistema limbico), ma nessuna di loro può essere ridotta nelle
altre senza essere derubata delle sue caratteristiche essenziali.
La figura uno, quindi è un riassunto della tradizionale visione
premoderna e "religiosa", e la figura due è un
riassunto della visione moderna e scientifica. Per il momento
integriamoli attraverso la semplice sovrapposizione. Certamente
non è per nulla facile, ed ho dato ampie spiegazioni di quanto
implica quest'integrazione in libri come Sex, Ecology,
Spirituality and Integral Psychology. Ma poiché questa è solo
un'introduzione generale, semplicemente osserviamo la
sovrapposizione della concezione moderna, come mostrato nella
figura 3. Guardiamo anche la figura 4, che è la figura 3 con
indicazioni per mostrare la relazione tra gli stati interni
(dalle sensazioni fisiche, alle idee mentali, alle esperienze
spirituali) con l'esterno, reame materiale investigato dalla
scienza oggettiva.
Fig. 3-4
Il Grande Campo con i quattro quadranti.
Correlazioni tra gli stati interiori (consapevolezza) e gli stati
esteriori (materia).

Se le concezioni espresse nelle figure 3 e 4 sono
effettivamente valide, allora abbiamo percorso molta strada verso
l'integrazione di una visione religiosa premoderna, con una
visione scientifica moderna. Avremmo integrato il Grande
Fondamento dell'essere con le differenziazioni della modernità,
uno dei vantaggi immediati che avremo ottenuto è un'integrazione
senza smagliature dei reami e delle visioni del mondo religiosi e
scientifici, in modo che non siano violati i canoni di entrambi
(così cerco di mostrare nelle pagine seguenti).
Quest'approccio integrale potrebbe quindi soddisfare quel
criterio precedentemente espresso che non è ancora stato messo
alla prova, cioè che la scienza (o la realtà esteriore), e la
religione (o realtà interiore) si dovrebbero sviluppare non una
sopra l'altra, (come nella figura 1) ma una di fianco all'altra,
(come gli aspetti del lato destro e sinistro di un approccio di
"tutti i livelli" e "tutti i quadranti" (come
mostrato nella figura 4). La figura 4 può quindi facilmente
spiegare il complesso scenario del meditante collegato alla
macchina EEG. Sperimenta esperienze interiori molto reali,
soggettive (quadrante superiore sinistro) ma queste hanno anche
un altrettanto reale correlato esteriore, obiettivo empirico,
(quadrante superiore destro), che la macchina EEG doverosamente
registra. Scienza e religione allora stanno così offrendoci
alcuni degli aspetti correlati, interiore e esteriore, delle
realtà spirituali, e questo è un ingrediente chiave per la loro
integrazione in una visione più ampia e inclusiva.
La Buona Scienza
Aspetta solo un minuto, dice lo scienziato empirista, posso
accettare il discorso fino al punto che tu dai realtà concreta
ai reami spirituali. Gli esperti meditanti sperimentano qualcosa,
ma potrebbe essere nulla di più che uno stato emozionale
soggettivo. Chi afferma che siano coinvolte realtà concrete, con
cui la scienza possa confrontarsi?
Qui è dove Sense and Soul offre nuove prospettive. Per
iniziare, sino a questo punto ho lasciato senza definizione
"scienza" e "religione" (o spiritualità). Ho
semplicemente usato in modo generico questi termini secondo come
la maggior parte della gente li considera. Ma in diversi libri
(come A Sociable God, Eye to Eye, and Sense and
Soul, ho attentamente sottolineato i molti differenti
significati che sono stati dati a scienza e religione.") In A
Sociable God per esempio mostro nove significati comuni ma
drammaticamente differenti, di religione. Gran parte di questo
dibattito è distorto e confuso, perché dozzine di definizioni
differenti sono state usate senza che fossero identificate.
Nell'area della spiritualità per esempio, dobbiamo almeno
distinguere tra spiritualità orizzontale (che cerca di dare
significato e consolazione all'io separato fortificando così
l'ego) e la spiritualità verticale o trasformativa (che cerca di
trascendere il sé separato in uno stato di consapevolezza non
duale che è oltre l'ego). Possiamo semplicemente chiamarle
"religione ristretta" e "religione estesa" (o
superficiale e profonda, secondo la metafora preferita). Allo
stesso modo per la scienza noi dobbiamo distinguere tra la
concezione ampia e ristretta. La scienza superficiale è basata
principalmente sull'esteriore, il mondo fisico e sensomotorio. E'
quello cui di solito ci riferiamo come "scienze dure"
come la fisica, la chimica e la biologia. Ma questo significa che
la scienza non può dirci nulla degli stati interiori? Certamente
esiste una scienza più ampia che tenta di comprendere non solo
le rocce e le donnole ma anche gli umani e la mente? Di fatto,
riconosciamo tre tipi di scienza più ampia, scienze che non si
basano solo sul mondo sensomotorio esteriore, ma hanno a che fare
con gli stati interiori e metodologie qualitative. Chiamiamo
queste scienze più ampie "scienze umane" (i tedeschi
le chiamano scienze "geist", "geist"ha il
significato di mente o spirito). Psicologia, sociologia e
antropologia, linguistica, semeiotica, le scienze cognitive,
tutte queste scienze più ampie, cercano di usare un approccio
scientifico per studiare la coscienza umana. Dobbiamo stare molto
attenti che questi approcci non cadano in una positivista
semplicità delle scienze ristrette. Il mio punto è che la
differenza tra scienze ristrette ed ampie sia già stato
ampiamente riconosciuto. (ritorneremo sull'argomento, ma
guardando la figura 4 le scienze ristrette sono quelle che
studiano il lato destro o i quadranti della materia, le scienze
estese sono quelle che cercano di studiare almeno alcuni aspetti
dei quadranti del lato sinistro.
Il "Marriage of Sense and Soul" continua quindi
a discutere che cosa definisce specificamente la religione
profonda e la scienza ampia.
Come abbiamo già visto, non possiamo definire la scienza ampia o
ristretta affermando che essa basa tutte le sue conoscenze sul
mondo sensomotorio, perché anche la scienza ristretta (ad
esempio la fisica) usa un gran numero di strumenti che non sono
empirici e sensomotori, come la matematica e la logica. La
matematica e la logica sono realtà interiori (nessuno ha mai
visto una radice quadrata di meno uno andarsene in giro nel mondo
empirico).
Nessuna "scienza" è qualcosa di più che un'attitudine
alla sperimentazione, alla ricerca onesta e collettiva, che basa
la sua conoscenza, ovunque possa, sull'evidenza (sia
quest'evidenza esteriore, come nella scienza ristretta, sia
interiore, come nella scienza ampia).
Suggerisco che i seguenti tre fattori tendono a definire la
ricerca scientifica in generale:
1 Un' ingiunzione pratica o esempio. Se vuoi sapere se
piove o no, devi andare alla finestra e guardare. Il punto è che
i fatti non sono lì attorno ad attendere di essere scoperti da
tutti e ansiosi d'esser visti. Se vuoi sapere "questo"
devi fare "questo" - un esperimento, un'ingiunzione,
una serie pragmatica di prove, una pratica sociale: questo sta
dietro la maggior delle buone scienze. Questo è il significato
della nozione di Kuhn di "paradigma" che non significa
super teoria ma una pratica presente ed effettiva.
2 Comprensione, illuminazione o esperienza. Una volta che
hai attuato l'esperimento o seguito l'ingiunzione, una volta che
si è pragmaticamente affrontato il mondo, allora ci si confronta
con una serie di esperienze e comprensioni che sono portate
avanti dall'ingiunzione. Queste esperienze sono tecnicamente
definite "dati". Come William James indicò il reale
significato di "datum" è esperienza immediata. Così
si possono avere esperienze fisiche, (o dati fisici) esperienze
mentali (o dati mentali) o esperienze spirituali (e dati
spirituali). La buona scienza, sia ampia sia ristretta, è
ancorata per un certo grado in dati o evidenza sperimentale.
3 Controllo comune (conferma o rifiuto). Una volta che
mettiamo alla prova il paradigma (o la pratica sociale) e
portiamo avanti una serie di esperienze e di dati evidenti, è di
aiuto se possiamo confrontare queste esperienze con altri che
hanno anche loro portato a termine l'ingiunzione e osservato
l'evidenza. Una comunità di pari, o di coloro che hanno
adeguatamente seguito i primi due standard (ingiunzione e dati) -
è forse il miglior controllo possibile, e tutte le buone scienze
tendono a rivolgersi ad una comunità adeguata per la conferma e
il rifiuto. Qui è dove il principio di fallibilità è molto
utile. Anche se il principio di fallibilità non può sostenersi
da sé, come credeva Karl Popper, è spesso un ingrediente
importante nella buona scienza. L'idea è semplicemente che i
dati erronei possono essere rifiutati da una comunità di
adeguatamente esperti. Se non c'è alcun modo in cui il tuo
sistema di credenze possa essere messo alla prova, non ce alcun
modo di respingerlo, anche se è patentemente scorretto, e quindi
qualunque cosa tu sostenga, i tuoi credo non sono scientifici
(sono invece dei "dogmi" o pretese di verità
confermate solo da una fede autoritaria). Certo ci sono molte
realtà che non sono aperte al test di fallibilità, ad esempio
non puoi respingere e neppure dubitare della tua stessa
consapevolezza, come sapeva Cartesio. Ma questo terzo criterio
semplicemente afferma che la buona scienza tenta costantemente di
accettare o rifiutare le sue pretese di conoscenza, e il criterio
di fallibilità è spesso usato come parte di questo terzo
aspetto della buona scienza.
La religione profonda
Questi tre criteri sono caratteristiche generali della buona
scienza. Più specificamente sono caratteristiche del modo in cui
la buona scienza in ogni dominio (fisico, mentale e spirituale)
cerca di raccogliere dati e metterne alla prova la validità. La
maggior parte delle forme di scienza, inoltre, avanza delle
ipotesi riguardo ai dati, e queste ipotesi sono quindi messe alla
prova attraverso un'ulteriore applicazione dei tre fattori della
buona scienza (ulteriori esperimenti, più dati, osservazione se
confermano o smentiscono le ipotesi). In breve sia la scienza
ristretta (i cui dati vengo principalmente dai reami esteriori
dei quadranti del lato destro) e la scienza estesa (i cui dati
vengono principalmente dal rame interiore o quadranti del lato
sinistro) tentano di essere buone scienze (o scienze che seguono
i tre fattori di accumulazione dell'evidenza e verifica).
Guardiamo ora brevemente alla religione. Abbiamo già visto che,
come per la scienza, c'è una religione ristretta (che cerca di
rafforzare il sé separato) e una religione ampia o profonda (che
cerca di trascendere l'io). Ma che cosa è esattamente la
religione profonda o la spiritualità profonda e come può essere
verificata? La pretesa è, dopo tutto, che in un certo senso la
spiritualità profonda sveli verità riguardo al
"Kosmo", e che non si tratta di una mera serie di stati
emozionali soggettivi. E' qui che The Marriage of Sense and
Soul presenta la sua proposta più nuova e radicale: la
spiritualità profonda è la scienza estesa dei livelli più alti
dello sviluppo umano.
Rivelazione integrale
Questa non è tutta la storia della spiritualità profonda,
ma è un aspetto cruciale della storia, una parte che non ha
ancora ricevuto sufficiente attenzione. Guardando la figura 1,
che è la tradizionale grande catena dell'essere, notiamo che
c'è uno sviluppo dalla materia, al corpo, alla mente, all'anima,
e allo spirito. Questi erano tradizionalmente considerati (da
Plotino per esempio), sia livelli ontologici dell'essere, sia
aspetti cronologici dello sviluppo individuale (e di nuovo, non
in modo lineare e rigido, ma in un fluido, ondeggiare fluente).
Guardando la fig. 2 vediamo che i livelli individuali di sviluppo
si fermano al livello vision-logic e del centauro. La ragione per
cui la figura 2 non contiene, onde di consapevolezza più alte,
transpersonali e supermentali (come anima e spirito), è che
questa figura rappresenta soltanto lo sviluppo medio al momento
presente, e quindi non mostra le onde più alte di sviluppo
supercosciente (anche se gli individui possono raggiungere questi
livelli più alti). Ma l'affermazione delle grandi tradizioni di
saggezza, è che ci sono in vero più alti livelli o onde di
sviluppo coscenziale, così abbiamo a disposizione, non solo
materia, corpo, mente, ma anche anima e spirito. Ho indicato
questi livelli superiori sia nella figura 3 e 4.
La tesi sviluppata in una serie di libri, (inclusi Eye to Eye;
Sex, Ecology, Spirituality; The Eye of Spirit; and The
Marriage of Sense and Soul) è che la spiritualità profonda
coinvolge la diretta investigazione dell'evidenza sperimentale
mostrata negli stati più alti di evoluzione della coscienza,
(livelli che ho chiamato: psichico, sottile, causale e non duale
che sono semplicemente indicati come anima e spirito nelle
figure). Queste profonde investigazioni dello spirito, come ho
suggerito in questi libri, soddisfano i tre principi della buona
scienza, (non della scienza ristretta, della buona scienza). Si
basano su specifiche pratiche sociali o ingiunzioni (come ad
esempio la meditazione), e le loro affermazioni su dati ed
evidenza sperimentale, e costantemente raffinano e mettono alla
prova questi dati in una comunità di esperti adeguati, per
questo ci si riferisce a loro come scienze contemplative (che è
di certo il modo in cui si considerano). Così, con riferimento
alla figura 1, la spiritualità profonda è la scienza estesa dei
fenomeni, dei dati e delle esperienze indicate con D e E. (Nella
fig. 4 D indica anima, ed E spirito.) Ma non si nota, e questa è
la parte nuova proposta da quest'approccio, che dati interiori,
esperienze dell'anima e dello spirito, (quadrante superiore
sinistro), hanno correlati nel quadrante sensomotorio superiore
destro (vedi fig. 4). In altre parole la spiritualità profonda
del quadrante sinistro superiore che è studiato dalla scienza
ampia ha correlati nel quadrante superiore destro, studiato dalla
scienza ristretta. Le scienze fenomenologiche e contemplative (la
scienza ampia dell'interiore) può così congiungersi con la
buona scienza per dati esperienziali diretti nel quadrante
superiore sinistro e con la scienza ristretta per dati correlati
nel quadrante superiore destro. (Ripeto, gli aspetti scientifici,
sia della visione ampia sia ristretta, dei reami superiori non
comprendono tutta la questione, ma sono una parte cruciale che è
stata costantemente trascurata, e certamente un importante
ingrediente d'ogni vero approccio integrale a quest'argomento.)
Così un approccio che comprenda tutti i livelli e tutti i
quadranti integra profondamente scienza e religione attraverso
numerosi diversi fronti. Integra la religione
"profonda" con la scienza ampia, mostrando che la
spiritualità profonda è la scienza ampia delle più alte
possibilità del potenziale umano. Integra la religione profonda
con la scienza ristretta perché anche dati spirituali profondi,
che devono essere compresi nei loro propri termini e non ridotti
a nessun altro livello o quadrante, non di meno ha reali
correlati nel cervello fisico, che possono essere investigati
dalla scienza ristretta, (come nel caso del meditante collegato
all'EEG.) Da' anche spazio alla religione ristretta, come vedremo
più avanti. In tutti i casi, un approccio che comprenda tutti i
livelli e tutti i quadranti offre almeno la possibilità di
collegare senza smagliature ciò che prima erano considerati
"magisteri non sovrapponibili."
Viva la Difference!
L'approccio integrale rispetta anche le vitali differenze dei
vari tipi di scienza e religione. Dire che una ricerca stia
seguendo le disposizioni della "buona scienza" non
indica quale sarà il contenuto o la metodologia di quella
ricerca. Dice soltanto che la ricerca mette alla prova il mondo,
(ingiunzione) e ciò porta ad esperienze del mondo (dati) che
sono verificati il più attentamente possibile (conferma). Ma la
vera forma della ricerca, i metodi ed i contenuti, varieranno
drammaticamente da livello a livello e da quadrante a quadrante.
Diversamente dal positivismo, che permetteva solo un metodo
(empirico) in solo un reame (sensomotorio), quest'approccio
permette molti metodi e modi d'indagine come molti sono livelli e
quadranti. Nella figura 4 ad esempio, la scienza ristretta
(empirica e analitica) studia i quadranti del lato destro; ma nei
quadranti interiori ci sono quattro livelli sia nell'individuale
sia nel collettivo, dandoci così almeno otto differenti metodi e
contenuti.
Allora per offrire una versione molto semplice, i fenomeni
indicati A, B, C, ed E sono tutte entità differenti, e sono
state sviluppate metodologie per trattare ognuna di loro nei loro
stessi termini. In Eye to Eye offro ragioni sufficienti per
dimostrare perché nessuno di questi tipi di ricerca può essere
ridotto nei termini dell'altro (ho fatto distinzione tra
esperienza sensomotoria, empirico-analitica, fenomenologica,
ermeneutica, mandalica e gnostica). Poiché ognuna di queste
ricerche cerca di usare ingiunzioni (o compiti pragmatici) e
sostiene le sue affermazioni sull'evidenza sperimentale, cerca di
verificare le sue pretese sull'evidenza sperimentale e le sue
affermazioni il più attentamente possibile, si può affermare
che rientra in ciò che definiamo "buona scienza". A
parte ciò, le ricerche di questo tipo differiscono
drammaticamente, ma in quest'approccio integrale le differenze
sono pienamente rispettate ed anche difese.
Mettendola in un altro modo: con riferimento alle figure 3 e 4
ogni livello (corpo, mente, anima e spirito) hanno la loro arte,
la loro morale, e la loro scienza ristretta, ed i loro reami: dell'"io"
(sinistro superiore), i reami del "noi", (sinistro
inferiore), e i reami del "ciò" (destro
superiore e destro inferiore). Non solo ogni quadrante ha la
propria metodologia, ma spesse volte ogni livello all'interno
d'ogni quadrante ha i suoi approcci specifici. In The Marriage
of Sense and Soul (come in Eye to Eye, Sex Ecology and
Spirituality, Quantum Questions, The Eye of Spirit, e Integral
Psychology) ci sono innumerevoli esempi di questi diversi
quadranti- livelli e modi in cui la loro specifica unicità
dovrebbe essere rispettata.
La religione ristretta
La risposta della critica a Sense and Soul è stata
entusiasticamente positiva, una principale eccezione. La critica
di gran lunga più comune (e quasi l'unica critica) è stata che
in questo matrimonio tra scienza e religione,minimizzando e
spesso ignorando la religione ristretta, io stessi pretendendo
troppe concessioni dal lato della religione. Il credente medio,
dissero i critici, non avrebbe mai rinunciato ai miti e le storie
che costituiscono forse il 95% della maggior parte delle forme di
spiritualità. Non soltanto i critici di professione batterono su
questo punto, altrettanto fecero la maggior parte dei miei amici
che avevano cercato di dare il libro ai loro genitori solo per
vederli scuotere la testa "Come? Nessuna resurrezione di
Gesù? Niente Mosé ed il patto? Niente preghiere verso la Mecca
ogni giorno? Questa non è la mia religione." E così via.
D'accordo, colpevole, non c'è dubbio sul fatto che ho messo a
fuoco quasi interamente le esperienze spirituali dirette (dei
piani: psichico, sottile e causale e non duale) ed ignorato la
molto più comune dimensione spirituale della religione
traslativa. Sinceramente non ho negato tale dimensione e neppure
suggerito che deve essere rifiutata. Da Sense and Soul:
"Allo stesso tempo questo non significa che noi si debba
perdere tutte le differenze religiose e colori locali, per cadere
in una pastosa spiritualità uniforme e omogeneizzata. La Grande
Catena e solo lo scheletro di qualunque approccio individuale al
Divino, e su quello scheletro ogni individuo ed ogni religione
porterà appropriata carne e ossa, fegato e gloria. La maggior
parte delle religioni continuerà ad offrire i sacramenti,
consolazione e miti (ed altri sostegni traslativi) in aggiunta a
pratiche autenticamente trasformative di contemplazione
verticale. Nessuna delle quali ha bisogno di cambiare
drammaticamente nulla in alcuna delle religioni esistenti"
Ho fatto due affermazioni che ritengo ancora vere. Punto uno: se
la visione ristretta della religione esprime pretese empiriche
(affermazioni riguardanti i quadranti del lato destro) allora
queste asserzioni devo essere messe alla prova dalla scienza
(ristretta) empirica. Se la religione proclama che la terra è
stata creata in sei giorni, mettiamo alla prova quest'asserzione
empirica con la scienza empirica. La maggior parte di queste
asserzioni spirituali hanno spettacolarmente fallito la prova,
possiamo essere liberi di crederci, ma queste affermazioni non
possono avere il riconoscimento della "buona scienza o della
spiritualità profonda.
Punto due: la vera essenza della religione è la religione
profonda, che tende ad allentare e sminuire lo zelo della
religione ristretta, sino al punto in cui, più si è vivi ai
propri potenziali più alti, e meno la religione ristretta
apparirà attraente.
Certamente i critici hanno ragione affermando che la maggior
parte della gente sceglie la religione traslativa o ristretta,
sia che credano nella Bibbia, in Gaia, o nella teoria olistica
dei sistemi, e non desiderano trasformare drasticamente il soggetto
di tali fedi. Nel mio modello, questi tipi di credenza mentale
rimandano ai livelli di sviluppo: magico, mitico, razionale o
vision-logic. Ma volevo anche indicare i livelli transpersonali
più alti oltre a queste mere credenze, il supercosciente e
sovramentale che costituiscono l'essenza della spiritualità
profonda e delle scienze contemplative. Un modello di tutti i
livelli e tutti i quadranti dà spazio a tutte queste dimensioni
dal prementale, al mentale al sovramentale.
Applicazioni
del Modello Integrale
Nel capitolo di One Taste del 14
ottobre c'è una breve lista di alcune delle applicazioni che
altri ricercatori hanno fatto in diversi campi, di questo modello
di "tutti i livelli e tutti i quadranti". Certamente il
modello "tutti i livelli e tutti i quadranti" è solo
un semplice sommario dell'approccio "Olonico" che in
realtà include quadranti, livelli, linee, stati, tipi, e reami,
come apparirà sempre più chiaro attraverso quest'introduzione.
Ma è utile semplificare tutto nel modello di "tutti i
livelli e tutti i quadranti".
Da quando One Taste fu pubblicato all'inizio del 1999,
l'interesse per questo tipo di approccio integrale è cresciuto
considerevolmente. Parte di ciò cominciò quando Bill Clinton
lesse The Marriage of Sense and Soul e scrisse di sua mano
una lettera su questo. Dette poi il libro ad Al Gore che, in un
lungo pezzo sul The New Yorker magazine, lo definì
"uno dei miei nuovi libri preferiti". Il fatto che il
giornale liberale New Yorker abbia riassunto i contenuti
di Sense and Soul senza ironizzare, rese queste idee in
qualche modo, popolari per l'intellighenzia. Ad ogni modo e per
varie ragioni, le applicazioni di una visione più integrale,
sono fiorite negli affari, nell'educazione, nella sanità e
perfino nella riforma carceraria.
Menziono tutto questo perché è l'argomento sui cui più che
ogni altro ricevo domande, cioè i vari tipi di applicazione del
modello olonico integrale nel "mondo reale". Qui sono
brevi esempi di quanto sta succedendo.
Politica
Ho lavorato con Drexel Sprecher, Lawrence Chickering, Don
Beck, Jim Garrison, Jack Crittenden, e numerosi altri su una
teoria politica di tutti i livelli e tutti i quadranti (in
aggiunta al lavoro con gli scritti di teorici politici troppo
numerosi da elencare). Siamo stati coinvolti tra gli altri con i
consiglieri di Bill Clinton, Al Gore, Tony Blair, e George W.
Bush. C'è un sorprendentemente forte desiderio nel mondo di
trovare una "Terza Via" che unisca il meglio del
liberalismo e del conservatorismo - il "Centro Vitale"
del Presidente Clinton, il "Conservatorismo
compassionevole" di G. Bush, Il Nuovo Centro della Germania,
La Terza Via di Tony Blair, e la Rinascimento Africano di Thabo
Mbeki, per nominarne alcuni, - e molti teorici stanno pensando
che uno schema di riferimento di tutti i livelli tutti i
quadranti è il più robusto fondamento per questo.
Ecco quello che considero il mio particolare orientamento
teorico, sviluppato in gran parte da me solo, e che è poi
diventato uno schema di discussione con questi altri teorici che
portano le loro idee originali per un'inseminazione trasversale.
Voglio prima indicare i miei pensieri e poi quelle aree in cui
questi teorici mi hanno aiutato enormemente.
Nell'ultimo capitolo di Up from Eden ("Republicans,
Democrats, and Mystics") ho fatto l'osservazione che quando
si prende in considerazione la causa delle sofferenze umane, i
liberal tendono a credere in cause obiettive, mentre i
conservatori in cause soggettive. Cioè se un individuo soffre,
il tipico liberale tende a criticare le obiettive condizioni
sociali delle istituzioni, (se sei povero è perché sei oppresso
dalla società), mentre il tipico conservatore tenderà ad
accusare fattori soggettivi (se sei povero è perché sei pigro).
Così il liberale raccomanda interventi sociali obiettivi:
ridistribuire la ricchezza, cambiare le istituzioni affinché
forniscano migliori risultati, suddivisione della torta
economica, aspirazione all'uguaglianza di tutti. Il tipico
conservatore raccomanda che s'instillino i valori della famiglia,
richiede che gli individui si assumano maggiori responsabilità
di sé, che gli standard morali siano ristretti, (spesso
abbracciando valori della religione tradizionale) incoraggia
l'etica del lavoro, la ricompensa, il successo e così via.
In altre parole il tipico liberal crede principalmente in cause
del lato destro, il tipico conservatore crede principalmente in
cause del lato sinistro. (Non farti confondere dalla terminologia
dei quadranti, la sinistra politica crede in cause del lato
destro e la destra politica crede in cause del lato sinistro; se
avessi pensato alle teorie politiche quando arbitrariamente
stabilii i quadranti probabilmente li avrei allineati perché
combaciassero). Il punto importante è che il primo passo verso
la Terza Via, che integra il meglio del liberale e del
conservatore, consiste nel riconoscere che entrambi i quadranti
interiori ed esteriori sono ugualmente reali e importanti.
Conseguentemente dobbiamo riconoscere sia i fattori interiori (i
valori, i significati, la morale e lo sviluppo della
consapevolezza) sia i fatti esteriori (condizioni economiche,
benessere materiale, avanzamento tecnologico, sicurezza sociale,
ambiente) - in breve, una vera Terza Via dovrebbe enfatizzare sia
lo sviluppo interiore sia quello esteriore. Quindi mettiamo a
fuoco per un momento l'area dello sviluppo della coscienza.
Questa dopo tutto è la parte più difficile da digerire per i
liberal, perché la discussione su livelli o stati, di qualunque
cosa (inclusa la coscienza) e profondamente antagonista alla
maggior parte dei liberal, che credono che tutti i
"giudizi" sono razzisti, sessisti, emarginanti, e così
via. Il tipico liberale ricordate, non crede in una causa
interiore e, di fatto, neppure nelle dimensioni interiori. La
tipica epistemologia liberal (es. John Locke) immagina che la
mente sia una tabula rasa, una lavagna vuota, che è riempita
dalle immagini del mondo esterno. Se qualcosa va male all'interno
(se stai soffrendo) è perché c'è stato prima qualcosa di
sbagliato all'esterno (le istituzioni sociali), perché l'interno
dipende dall'esterno. Ma se l'interno ha i suoi livelli di
crescita e sviluppo e non è semplicemente portato dentro dal
mondo esterno? Se una vera Terza Via dipende dall'includere sia
lo sviluppo interiore e lo sviluppo esteriore, allora dovrebbe
valere la pena per noi guardare attentamente alle fasi interiori
di sviluppo della consapevolezza che si dischiude. E qui alcune
sorprese attendono il tipico liberal. Qui è dove il mio lavoro
è stato d'aiuto ai teorici della politica che stanno lavorando
alla Terza Via, (sia nella versione liberal sia conservatrice).In
libri come Integral Psychology, ho correlato oltre cento
modelli di sviluppo della coscienza, Oriente e Occidente, antichi
e moderni, che aiutano a darci un'immagine molto solida delle
fasi di sviluppo della coscienza nel reame soggettivo, non come
una rigida serie di livelli inalterabili, ma come una guida
generale alle possibili onde del venire alla luce della
coscienza. Se il primo passo verso una veramente integrata Terza
Via deve combinare l'interiore con l'esteriore (il lato destro e
sinistro, il soggettivo e l'oggettivo), il secondo passo consiste
nel comprendere che ci sono livelli del soggettivo, - fasi,
cioè: evoluzione della coscienza. Per facilitare di chiarire
queste fasi possiamo usare qualunque delle più riconosciute
mappe dello sviluppo interiore come quelle di Jane Loevinger,
Robert Kegan, Clare Graves, William Torbert, Susanne
Cook-Greuter, o le Spirali Dinamiche di Beck e Cowan. Per questo
semplificato riassunto userò solo tre fasi estese:
preconvenzionale (o egocentrico), convenzionale (o
sociocentrico), postconvenzionale o planetario
(worldcentric).L'ideologia tradizionale conservatrice ha le sue
radici in un'onda di sviluppo sociocetrica, di una convenzionale
appartenenza mitica. I suoi valori continuano ad essere fondati
su un orientamento religioso mitico (come la Bibbia);
generalmente enfatizza i valori familiari, il patriottismo; ed è
fortemente sociocentrica (e quindi spesso etnocentrica), con
radici in valori sociali aristocratici e gerarchici, ed una
tendenza verso il patriarcato ed il militarismo. Questo tipo
d'appartenenza mitica e virtù civica hanno dominato la
conoscenza culturale approssimativamente dal 1000 AC, sino
all'Illuminismo in Occidente, quando un fondamentalmente nuovo
modo di coscienza, l'egoico razionale, è emerso su scala
determinante, portando a nuove ideologie politiche in altre
parole il liberalismo. L'Illuminismo liberale comprese di essere
in gran parte una reazione alla struttura dell'appartenenza
mitica e al suo fondamentalismo, specialmente in due aspetti: il
potere socialmente oppressivo dei miti con i loro pregiudizi
etnocentrici (tutti i cristiani saranno salvi e tutti i pagani
vanno all'inferno), e la natura non scientifica delle conoscenze
affermate dai miti (l'universo è stato creato in sei giorni).
Sia l'attiva oppressione istituita dalla religione mitica
etnocentrica, sia il suo carattere non scientifico, furono
responsabili d'indicibile dolore, e l'Illuminismo aveva tra i
suoi scopi l'alleviare questa sofferenza. Il grido di battaglia
di Voltaire, che stabilì il tono dell'Illuminismo francese, era:
"Ricordate le crudeltà!" le sofferenze inflitte dalla
chiesa a milioni di persone nel nome del Dio mitico.
Al posto di un'appartenenza mitica etnocentrica, basata su
l'identità del ruolo, all'interno di una gerarchia d'altre
identità di ruolo, l'Illuminismo domandò un'identità egoica
libera da condizionamenti etnocentrici (i diritti universali
dell'uomo) e basata sulla ricerca razionale e scientifica. I
diritti universali avrebbero combattuto la schiavitù, la
democrazia avrebbe combattuto la monarchia, l'io autonomo avrebbe
combattuto la mentalità del gregge, e la scienza avrebbe
combattuto il mito: questo è come l'Illuminismo si considerava
(e in molti casi giustamente è stato così).In altre parole, nel
suo meglio, l'Illuminismo liberale rappresentò, e fu un
prodotto, dell'evoluzione della coscienza da un livello
convenzionale/sociocentrico, ad un modello postconvenzionale
planetario. Ora se il liberalismo fosse stato solo questo, un
prodotto di un avanzamento evolutivo dall'etnocentrismo alla
visone planetaria, avrebbe vinto in modo puro e semplice. Ma, di
fatto, il liberalismo nacque in un clima che ho chiamato
appiattimento. Appiattimento o materialismo scientifico, nella
fede che solo la materia (o materia/energia) sia reale, e che
solo la scienza ristretta abbia qualche pretesa di verità.
(ristretta nel senso, sia la scienza d'ogni ambito del lato
destro sia scienza atomistica, del quadrante superiore destro o
scienza dei sistemi dell'inferiore destro.) L'appiattimento, in
altre parole è la credenza che solo i quadranti del lato destro
sono reali.
Ed il liberalismo, nato nel mezzo di questo materialismo
scientifico ingoiò quest'amo ideologico la lenza e i piombini.
In altre parole il liberalismo diventò il campione politico
dell'appiattimento. L'unica cosa che sia davvero reale è il
mondo del lato destro, materiale e sensomotorio; la mente stessa
e solo una tabula rasa, un vuoto riempito con le rappresentazioni
del lato destro; se l'ambito soggettivo è malato, e perché le
istituzioni sociali sono malate, il modo migliore per liberare
uomini e donne consiste nell'offrire loro libertà materiale ed
economica; così il materialismo scientifico e l'uguaglianza
economica sono le vie principali per dare fine alla sofferenza
umana. I reami interiori, - l'intero dominio del lato sinistro -
sono semplicemente ignorati se non anche negati. Tutti gli
interiori sono uguali e con questo si chiude la discussione. Ma
questo desiderio di alleviare la sofferenza umana è applicato
universalmente, tutti gli uomini devono essere trattati
imparzialmente, senza distinzione di razza, colore, sesso o credo
(lo spostamento dal sociocentrico al planetario. Così la teoria
politica liberale proveniva da un più alto livello di sviluppo,
ma di uno sviluppo imprigionato in un appiattimento patologico.
Detto francamente, il liberalismo era una versione malata di un
livello superiore. Questa è la grande ironia del liberalismo. I
teorici hanno a lungo convenuto che il liberalismo tradizionale
è inerentemente autocontraddittorio, perché sostiene
l'uguaglianza e la libertà, e puoi avere o una o l'altra delle
due cose, non entrambe. Metterei questa contraddizione nel modo
seguente: il Liberalismo è in sé il prodotto di tutta una serie
di fasi di sviluppo della consapevolezza, dall'egocentrico al
planetario, dopo di che fece una svolta all'indietro negando
l'importanza e perfino l'evidenza di questi livelli interiori di
sviluppo! Il liberalismo nel sostenere solo cause oggettive
(appiattimento) negò i sentieri interiori e produsse il
liberalismo. La posizione liberale stessa è il prodotto dei
livelli che essa nega, e questa è l'inerente contraddizione del
liberalismo.
Il liberalismo di conseguenza rifiutò di esprimere alcun
"giudizio" riguardo alle dimensioni interiori degli
individui, nessuna posizione è meglio d'altro, ed invece si
concentrò solo sul trovare modi per aggiustare l'esterno, con
istituzioni sociali ed economiche, e così abbandonò
completamente l'interiore (valori, significati, sviluppo
interiore) ai conservatori.
I conservatori d'altra parte, abbracciarono pienamente lo
sviluppo interiore, ma solo fino alla fase d'appartenenza mitica
che è non di meno sin dove arriva, una sana versione di un
livello inferiore. (Appartenenza mitica, virtù civica, il
livello di sviluppo del conformista convenzionale, questi sono
tutte normali, naturali, sane e necessarie fasi dello sviluppo
umano, e questa robusta struttura sociale è ancora la base
fondamentale della politica conservatrice tradizionale).
Ecco la vera stranezza delle scelte politiche che ci sono offerte
oggi: una versione malata di un livello superiore contro una
versione sana di un livello inferiore, il liberalismo contro il
conservatorismo.
Il fatto è che una Terza Via davvero integrata dovrebbe
abbracciare una versione sana dei livelli superiori, cioè
radicata nell'onda di sviluppo postconvenzionale, planetaria che
dovrebbe ugualmente incoraggiare sia lo sviluppo interiore sia lo
sviluppo esteriore, la crescita e lo sviluppo della
consapevolezza e del benessere personale, sia la crescita e lo
sviluppo dell'economia e del benessere materiale. Dovrebbe
essere, in altre parole, "tutti i livelli e tutti i
quadranti".
Inoltre, da questo punto di vantaggio, la prima direttiva di una
genuina Terza Via dovrebbe essere, non quella di cercare di
portare la coscienza di tutti su di un particolare livello di
coscienza (integrale, pluralistico, liberale o altro), ma
assicurare la salute di tutta la spirale di sviluppo in ognuno
dei suoi livelli od onde. (La natura ed importanza di questa
prima direttiva è stata esplorata nell'introduzione del volume 7
dei Collected Works.) Così i due passi verso una
veramente integrale Terza Via sono: (1) unire il soggettivo e
l'oggettivo e (2) riconoscere i livelli del soggettivo e così
arrivare alla direttiva di base.
Questo è l'orientamento generale che ho portato nella
discussione politica con i teorici che ho menzionato. Da
Chickering (Beyond Left and Right) e Sprecher ho adottato
l'importante distinzione tra le ali "ordine" e
"libero" al'interno sia del liberalismo, sia del
conservatorismo, secondo se l'enfasi è posta su fini individuali
o collettivi. Essi definiscono anche Sinistra la credenza in
cause obiettive e destra il credere in cause soggettive. Questo
porta agli ampiamente usati quadranti di Chickering/Sprecher di
destra dell'ordine, destra della libertà, sinistra dell'ordine,
sinistra della libertà. Le ali dell'ordine sia della destra sia
della sinistra desiderano imporre il loro credo su tutti,
generalmente attraverso il governo, mentre le ali della libertà
di entrambe le ideologie mettono al primo posto i diritti
dell'individuo. Per esempio, coloro che desiderano che lo stato
usi il governo per rinforzare i ruoli ed i valori convenzionali
sono la destra dell'ordine, mentre il movimento del
"politicamente corretto" ed i movimenti femministi che
desiderano che lo stato usi il governo per rinforzare la loro
versione d'uguaglianza, sono la sinistra dell'ordine.
Succede che questi quadranti politici si allineano in modi
significativi con i miei quattro quadranti, perché i quadranti
superiori sono individuali o libertari, ed i quadranti inferiori
sono collettivi e connessi all'ordine; i quadranti interiori sono
conservatori e di destra, i quadranti esteriori sono liberali e
di sinistra. Questo mostra quale quadrante un teorico considera
più importante (e quindi dovrà essere manipolato ed indirizzato
nel tentativo di ottenere risultati politici). Di certo l'idea è
che tutti i quattro quadranti sono inevitabilmente importanti
nella realtà. Così, l'approccio "tutti i livelli e tutti i
quadranti" serve come base teorica per un orientamento
politico davvero integrato.
Jack Crittenden (Beyond Individualism) ha applicato la
nozione di personalità composta sviluppata in Up from Eden alla
teoria politica e all'educazione, e ha costantemente aggiunto
qualcosa alla mia comprensione di queste idee. Le "Spiral
Dynamics" di Don Beck (sviluppate con Christopher Cowan)
sono un meraviglioso chiarimento del lavoro pionieristico di
Clare Graves, hanno avuto numerose applicazioni nel "mondo
reale", dalla politica, agli affari, all'educazione, ed ho
beneficiato grandemente da numerosi di questi incontri. Beck
probabilmente ha, meglio di chiunque, compreso la prima
direttiva, e le mie stesse formulazioni sono state arricchite dal
lavoro di Cowan. Jim Garrison, come Presidente dello Stato del
Forum Mondiale, ha avuto un'inestimabile esperienza su come una
visione integrale dovrebbe, e spesso non dovrebbe, giocare il suo
ruolo sulla scena del mondo. "Politics of Meaning," (la
politica del significato) di Michael Lerner, benché spesso
impegnata (?) nella sinistra dell'ordine, è un potente tentativo
di spingere i liberal a porre attenzione ai quadranti interiori
(significati, valori, spiritualità) cosa che hanno classicamente
evitato come una pestilenza, un evitamento che ha atroci
conseguenze, (ad esempio le dimensioni interiori sono state
abbandonate ai conservatori ed ai loro valori spesso reazionari
d'appartenenza mitica, valori che vanno bene come parziale
fondamento della società, e disastrosi se lasciato solo ai loro
mezzi). In questo stiamo cercando in assaggio di quanto una
Costituzione integrale potrebbe sembrare.
Questo è un piccolo esempio di alcune delle implicazioni e
applicazioni politiche di un approccio "tutti i livelli e
tutti i quadranti", non solo come l'ho sviluppato, secondo
come numerosi altri teorici hanno, con le loro idee originali ed
altamente significative e che ora stanno trovando mutuo sostegno.
Medicina
In nessun campo i quattro quadranti sono applicabili in modo
più immediato che per quanto riguarda la Medicina, e il modello
è progressivamente adottato da istituti sanitari in tutto il
mondo. Una veloce scorsa ai quattro quadranti dimostrerà perché
il modello integrale può essere utile. (In questo esempio
parleremo di malattie fisiche, una frattura, un tumore, una
malattia cardiaca, ecc. ed il modo migliore di curarle, perché
in questo caso l'attenzione è sulla medicina ortodossa.)
La medicina ortodossa o convenzionale è un approccio classico
del quadrante destro superiore. Tratta quasi solamente con
l'organismo fisico attraverso interventi fisici: chirurgia,
farmacologia e modificazione del comportamento. La medicina
ortodossa crede essenzialmente in cause fisiche di disturbi
fisici, e quindi prescrive solo interventi fisici. Ma il modello
olonico richiede che ogni evento fisico (quadrante superiore
destro) ha almeno quattro dimensioni, (i quadranti) e perciò
anche la malattia fisica deve essere osservata attraverso i
quattro quadranti (per non menzionare i livelli, che indicheremo
più avanti).Il modello integrale non afferma che il quadrante
destro superiore non è importante, solo che esso è solo uno dei
quattro della storia. La recente esplosione d'interesse nella
medicina alternativa, per non menzionare discipline come la
psiconeuroimmunologia, hanno reso abbastanza chiaro che gli
stati interiori dell'individuo (le emozioni, le attitudini
psicologiche, l'immaginazione e le intenzioni) giocano un ruolo
cruciale, sia nelle cause sia nella cura, anche delle malattie
fisiche. Ma la coscienza individuale non esiste nel vuoto, esiste
inestricabilmente inserita nelle visioni del mondo e valori
culturali condivisi.
Come una cultura (sinistro inferiore) vede una particolare
malattia, con attenzione e compassione, o con derisione e scorno,
può avere un profondo impatto su come l'individuo si confronta
con tale malattia (sinistro superiore), e ciò direttamente
influenzare tale malattia, (superiore destro). In fatti, molte
malattie non possono neppure essere definite senza riferimento ad
un condiviso background culturale, proprio come quanto consideri
un erbaccia, spesso dipende in primo luogo da ciò che intendi
coltivare.
Il quadrante inferiore sinistro include tutto l'enorme numero di
fattori intersoggettivi che sono cruciali in ogni interazione
umana, inclusa la comunicazione condivisa tra dottore e paziente,
le attitudini della famiglia e degli amici e come essi si
relazionano al paziente, l'accettazione culturale (o il rifiuto)
della particolare malattia, (ad es. l'AIDS), gli stessi valori
della cultura che tratta la malattia. Tutti questi fattori
entrano in un certo grado in causa per ogni malattia e cura
fisica (semplicemente perché ogni olone ha quattro quadranti).
Certamente, in pratica, questo quadrante deve essere considerato
limitatamente a quei fattori che possono essere efficacemente
affrontati, forse le capacità di comunicazione tra medico e
paziente, e gruppi di supporto della famiglia e degli amici, e
una comprensione generale dell'effetto dei giudizi culturali
sulla malattia. Degli studi mostrano consistentemente per esempio
che i pazienti di cancro che hanno un gruppo di supporto vivono
più a lungo di quelli che non hanno un simile supporto
culturale. Alcuni dei fattori più rilevanti del quadrante
inferiore sinistro sono assolutamente cruciali in ogni intervento
sanitario esauriente. Il quadrante inferiore sinistro riguarda
tutto quel materiale, i fattori sociali ed economici che non sono
mai considerati come parte dell'entità della malattia, ma di
fatto, causano sia la malattia sia la curano. Un sistema sociale
che non può offrire cibo ti uccide (come, del resto, si vede
quotidianamente in molti paesi afflitti dalle carestie). Ma anche
nel paesi sviluppati, se soffri di una malattia mortale ma
curabile, ed il piano della tua assicurazione è la sola risorsa
economica che hai, e questo piano non copre la tua malattia,
allora morirai. Causa della tua morte: la povertà. Di solito non
pensiamo così, perché diciamo: "Il virus l'ha
ucciso."Il virus è parte delle cause, gli altri tre
quadranti sono altrettanto parte in causa. Quando la
"Federal Drugs Administration" stava sospendendo dei
farmaci che potevano aiutare nella cura dell'AIDS, un signore con
la malattia si sedette di fronte al Congresso e disse: "Non
fate che sul mio epitaffio ci sia scritto, << è morto per
un tratto di penna! >>" Ciò è esattamente corretto.
Nel mondo reale, dove ogni entità ha tutti quattro i quadranti,
un virus nel quadrante superiore destro può essere il punto
focale, ma senza un sistema sociale (inferiore destro) che può
offrire delle cure, morirai. Questa non è una questione
separata, è centrale, perché tutti gli oloni hanno quattro
quadranti.
L'inferiore destro include fattori come l'economia, le
assicurazioni, i sistemi sociali ed anche semplici cose come il
modo in cui è fisicamente sistemata una camera di ospedale
(permette facilità di movimento, accesso ai visitatori, ecc.).
Per non menzionare fattori come le tossine ambientali.
In breve un piano medico davvero efficace e esauriente dovrebbe
comprendere tutti i quadranti, per non menzionare tutti i livelli
(l'idea è semplicemente che ogni quadrante o dimensione, Io,
noi, e ciò, ha livelli o onde fisiche, emozionali, mentali e
spirituali, vedi fig. 4, e un trattamento davvero integrale
dovrebbe tenere conto di tutte queste realtà). Non solo questo
tipo di trattamento è più efficace, ma per questa ragione molto
efficiente rispetto al costo, ed è per questo che la medicina
organizzata sta guardando più da vicino in questa direzione.
Delle centinaia di teorici che stanno facendo un lavoro
meraviglioso in questo campo, potrei menzionare John Austin, che
ha scritto in modo perspicace sull'applicazione della teoria
olonica per la medicina complementare ed alternativa, Pat Odgen e
Kekuni Minton; Gary Schwartz e Linda Russek; and Barbara Dossey e
Larry Dossey, che hanno usato la teoria olonica nel loro ampio ed
originale lavoro su la "Grande Catena della
Guarigione".
Affari
C'è stata recentemente un'esplosione delle applicazioni del
modello olonico nel campo negli affari, probabilmente poiché le
sue applicazioni sono così ovvie ed immediate. I quadranti
offrono i quattro "ambienti" o dimensioni nelle quali
il prodotto deve sopravvivere, e i livelli indicano i tipi di
valori che produrranno e acquisteranno il prodotto. Ricerche
nella gerarchia dei valori come quelle di Maslow e Graves (ad es.
Spiral Dynamics), che hanno già avuto n'enorme influenza sugli
affari e "VALS", possono essere combinate con i
quadranti (che mostrano che questi livelli appaiono in quattro
diversi "ambienti"), per offrire una mappa veramente
completa del mercato (che copre sia il mercato tradizionale sia i
cybermarkets). Certamente questo può essere usato in maniera
cinica e manipolativa, dopotutto gli affari sono affari, ma può
essere anche utilizzato in modo illuminato ed efficiente per
soddisfare più fruttuosamente gli esseri umani con i prodotti ed
i servizi di cui hanno bisogno, (promuovendo così la salute
della spirale). Inoltre stanno fiorendo programmi di management
training basati sul modello integrale. Daryl Paulson, in
"Management: a Multidimensional/Multilevel Perspective"
mostra che ci sono quattro maggiori teorie del Business
management, (la teoria X che insiste sul comportamento
individuale, la teoria Y che mette a fuoco la comprensione
psicologica, il management culturale, che insiste sulla cultura
orizzontale, e il "systems management" che enfatizza il
sistema sociale ed il suo controllo). Paulson quindi mostra che
le quattro teorie del management sono di fatto i quattro
quadranti che un modello integrale deve necessariamente includere
tutti e quattro gli approcci. Poi affronta alla parte relativa a
"tutti i livelli" e suggerisce un modello semplificato
ma molto utile di quattro fasi che i quadranti attraversano, con
suggerimenti specifici per mettere in pratica un management di
"tutti i livelli, tutti i quadranti". Altri pionieri in
quest'area includono Geoffrey Gioja and JMJ associates, i cui
seminari di "Leadership Integrale" (tre livelli
generali in quattro quadranti) è stato presentato a dozzine
delle 500 Fortune companies, ("noi crediamo che fino a poco
tempo fa, l'approccio "trasformativo" di cambiamenti
orizzontali era il campione ineguagliato per produrre scoperte,
sia soggettive sia oggettive. Ora asseriamo che l'approccio
"trasformativo" è stato eclissato dall'approccio
"integrale"; John Forman della R. W. Beck Associate usa
un approccio "tutti i livelli, tutti i quadranti" per
correggere le distorsioni dell'appiattimento causato dalle teorie
sistemiche. In Purpose Associates (John Cleveland, Joann Neuroth,
Pete Plastrik, Deb Plastrik); Bob Anderson, Jim Stuart, and Eric
Klein (coautore di Awakening Corporate Soul), il cui
"Leadership Circle" porta un approccio "tutti i
livelli, tutti i quadranti" alla "Integral
Transformation and Leadership". ("Il punto basilare è:
l'evoluzione di tutte queste correnti di sviluppo, in tutti i
quadranti, è intimamente collegata tra loro. L'intelligenza
spirituale è il saper leggere e scrivere della trasformazione.
L'intelligenza spirituale sta velocemente diventando un
imperativo della leadership"; Leo Burke, Direttore e Dean
della Motorola University College of Leadership and Transcultural
Studies, supervisiona il training di 20.000 manager in tutto il
mondo; Ian Mitroff (A Spiritual Audit of Corporate America);
Ron Cacioppe e Simon Albrecht (Developing Leadership and
Management Skills Using the Holonic Model and 360 Degree Feedback
Process); Don Beck di Spiral Dynamics, hanno utilizzato
situazioni che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone,
e Jim Loehr e Tony Schwartz, stanno lavorando a un approccio
"tutti i livelli, tutti i quadranti", e applicano
specifiche teorie del cambiamento costruite per la migliore
gestione dell'energia, fisica, emozionale, e mentale.
Educazione
Poiché sono un pensatore "olistico e integrale",
la gente spesso immagina che sostenga ciò che è generalmente
chiamato un approccio educativo "olistico". Ahimè,
purtroppo generalmente non è così. Molti approcci
"olistici" sono, secondo la mia opinione, o tristemente
appiattiti (basati sulla convenzionale teoria dei sistemi, o
solamente sul quadrante destro inferiore), o nascono da una
filosofia che Spiral Dynamics definisce "green meme",
un tipo d'approccio pluralistico che nobilmente cerca di non
emarginare, ma, di fatto, emargina lo sviluppo gerarchico, e
così finisce spesso per ostacolare la crescita e l'evoluzione.
Ad ogni modo tutti questi tipici approcci "olistici"
trascurano la prima direttiva, la quale è che il centro degli
imperativi etici è la salute di tutta la spirale e non di un
solo livello. Un'educazione davvero integrale non impone
semplicemente la "green meme" su tutti dal primo
giorno, ma piuttosto comprende che lo sviluppo si dispiega in
fasi e onde specifiche di crescente inclusività. Per usare la
versione di Gebser, la coscienza scorre fluidamente in onde
dall'arcaico, al magico, al mitico, al razionale, all'integrale,
e un'educazione davvero integrale dovrebbe enfatizzare non solo
l'ultima onda, ma tutte secondo il loro appropriato apparire.
C'è un gran numero d'autentici teorici integrali che lavorano
con queste idee e l'applicazione di un'educazione che comprenda
"tutti i livelli, tutti i quadranti". In molti casi sia
la struttura organizzativa delle scuole (amministrazione e
competenza) sia il centro del programma offerto agli studenti
sono stati organizzati intorno ad uno schema di "tutti i
livelli, tutti i quadranti". Ciò è successo sia nelle
scuole convenzionali sia in scuole per i più dotati. Spero di
poter indicare di più su questo argomento negli scritti futuri.
La Pratica Trasformativa Integrale
L'educazione integrale è correlata da vicino alla
"pratica trasformativa integrale", vale a dire
un'educazione integrale che include le onde di sviluppo più alte
o transpersonali. Mike Murphy e George Leonard sono stati
pionieri della "pratica trasformativa integrale" con il
loro libro The Life We Are Given. Ho lavorato da vicino
con Mike per chiarire le fondamenta teoriche di tale pratica. Ci
sono ora nel paese approssimativamente quaranta gruppi di
"pratica trasformativa integrale". Lo Stanford Center
for Research in Disease Prevention (della Stanford University
Medical School) sta osservando questa pratica, che ha già avuto
effetti straordinari, a testimonianza di ciò che una
"pratica trasformativa integrale", può facilitare. Ci
sono molti altri tipi di quest'approccio "tutti i livelli,
tutti i quadranti" che sono stati sviluppati recentemente, e
mi aspetto di vedere un'esplosione dell'interesse in questo tipo
di programmi più inclusivi, semplicemente perché sono più
efficaci nel dare inizio alla trasformazione.
Studi sulla Coscienza:
L'approccio dominante agli studi sulla coscienza in America
è ancora quello della scienza ristretta (ad esempio una scienza
cognitiva basata solo sul quadrante superiore destro). Come
suggerisco in Integral Psychology, un approccio più inclusivo
alla coscienza dovrebbe implicare tutti i quattro quadranti,
oppure i tre principali: "Io, Noi e Ciò" (resoconto
fenomenologico della coscienza: prima persona, strutture
intersoggettive: seconda persona, meccanismi scientifici o
sistemi: terza persona). Questo tipo di studi sulla coscienza
secondo le prospettive 1, 2 e 3 è già iniziato, come
evidenziato da libri come: The View from Within, edito da
Francisco Varela e Jonathan Shear, e da molti articoli presentati
regolarmente su The Journal of Consciousness Studies. La
fase successiva di un approccio più inclusivo includerà non
solo tutti i quadranti, ma anche tutti i livelli, e in Integral
Psychology sottolineo i mezzi attraverso i quali questo prossimo
importante passo può essere attuato.
Spiritualità nelle Relazioni e nell'Assistenza Sociale
La più importante implicazione di un approccio "tutti i
livelli, tutti i quadranti" alla spiritualità, consiste nel
fatto che i livelli fisco, emozionale, mentale, e spirituale,
dovrebbero essere simultaneamente esercitati nel Sé, nella
cultura e nella natura, nei domini dell'io del noi e del ciò. Ci
sono numerose variazioni di questo tema, che vanno dalle pratiche
trasformative integrali, alla spiritualità diretta al bene
sociale, e alle relazioni come cammino spirituale. Il numero dei
gruppi e delle organizzazioni che applicano pionieristicamente
questo tipo di approccio è troppo grande per farne una lista.
Posso menzionare il lavoro di Thich Nhat Hanh, Diana Winston,
Donald Rothberg, Tikkun, and Robert Forman ed il Forge
Institute (di cui sono membro), che stanno tentando di portare
alcune nuove prospettive a questo nobile scopo.
Ecologia integrale
L'approccio all'ecologia presentato in Sex, Ecology,
Spirituality è originale ed unico e su questo i critici sono
d'accordo. Sia che il libro sia piaciuto o no i critici sono
stati concordi nel considerarlo unico in quanto ho fatto in modo
di combinare l'unità ecologica, la teoria dei sistemi e la
consapevolezza mistica non duale, senza privilegiare la biosfera
e senza usare i concetti della rete della vita ("the web of
life") che considero una concezione riduzionista che
appiattisce. Invece un approccio all'ecologia di "tutti i
livelli, tutti i quadranti" ci permette di situare la
biosfera, la noosfera, e la teosfera nelle loro appropriate
relazioni con il Cosmo, e così possiamo enfatizzare la cruciale
importanza della biosfera senza dover ridurre tutto alla
biosfera.
La chiave di queste relazioni, e la ragione per cui sono state
così spesso confuse può essere osservata nella figura 4. Notate
che il corpo (biosfera), la mente (noosfera) e l'anima/spirito
(teosfera) sono tutte indicate nella figura. Ogni onda successiva
trascende ed include le precedenti, come mostrato nei nidi
concentrici. In quel senso, è corretto dire che la mente
trascende ma include il corpo, o che la noosfera trascende ma
include la biosfera, o che la storia trascende ma include la
natura. La biosfera è un componente cruciale della noosfera, ma
non viceversa (come la maggior parte degli ecologi scorrettamente
crede. Ciò significa che puoi distruggere la noosfera, o la
mente dell'uomo, e la biosfera continuerà a vivere molto bene,
ma se distruggi la biosfera, anche tutte le menti degli uomini
sono distrutte. Ciò accade perché la biosfera è il fondamento
e parte della noosfera, e non viceversa. Per analogia un atomo è
parte di una molecola, se distruggi le molecole, l'atomo
continuerà ad esistere, ma se distruggi l'atomo, anche la
molecola è distrutta. Lo stesso accade per la noosfera e la
biosfera: nei reami interiori la (?) biosfera è parte della
noosfera, e non al contrario, (come si può chiaramente vedere
nella figura 4 ed anche nella figura uno). Così non è vero che
le menti umane (la noosfera) sono parte della biosfera ma
piuttosto è vero il contrario.
Ma bisogna notare che ogni intervento interiore ha un correlato
nel mondo sensorio esteriore, - il mondo che spesso chiamiamo
"natura". La maggior parte degli eco-teorici osservano
il mondo sensorio esteriore e concludono che "tutto fa parte
della natura", perché ogni cosa ha di certo una
correlazione nel mondo del lato destro. Così essi concludono che
la natura (o biosfera) è la realtà ultima, e chiedono che sia
agisca in accordo con la natura e in questo modo riducono tutto a
qualche versione dell'ecologia o della biosfera o della grande
"Web of Life". Ma questo è solo metà della storia, la
metà del lato destro. Nelle dimensioni interiori o del lato
sinistro, vediamo che la natura, o le dimensioni sensoriali
empiriche percepite, - sono solo una piccola parte della storia,
una piccola fetta di una Grande Torta, una torta che include la
biosfera, la noosfera, e la teosfera. E benché tutte queste zone
interiori abbiano correlati esteriori nel mondo della natura, non
possono essere ridotte a questi esteriori, non possono essere
ridotte alla natura. Fare così vuol dire semplicemente
abbracciare un altro tipo di materialismo, identificazione con il
corpo e un appiattimento bidimensionale: il mondo di un solo
colore della realtà del lato destro, la realtà sensoriale
empirica della Web of Life. Questo è il riduzionismo ecologico
nel suo aspetto peggiore, un riduzionismo che è essenza di molte
eco-filosofie. D'altro canto un approccio di tutti i livelli,
tutti i quadranti, all'ecologia, come riassunto nella figura 4,
ci permette di riconoscere la fisiosfera, la biosfera, la
noosfera, e la teosfera, non cercando di ridurre una sfera
nell'altra, ma riconoscendo e rispettando il ruolo vitalmente
cruciale che tutte giocano in questo straordinario Cosmo.
Visioni del mondo
Poiché il modello Olonico inizialmente sorse come un
tentativo coerente di integrare onde, correnti, stati, reami, e
quadranti, una delle sue pretese è quella di essere genuinamente
olistico. Un effetto di questo tentativo di una più amplia
inclusività risulta in sistema che si rivela molto utile per
indicare le diverse visioni del mondo, le diverse filosofie,
religioni e scienze che si sono manifestate nel tempo. L'idea è
di nuovo quella non è che qualcuna delle visioni del mondo
possieda la visione di tutto, (inclusa la mia teoria), ma che un
maggior numero di queste visioni del mondo può essere inclusa
senza smagliature in una visione più ampia e una più accurata
visione del Cosmo che ne emerge. Questa più ampia visione quindi
agisce come un sistema indicativo per le diverse visioni, e ne
mostra le relazioni e l'irrinunciabile importanza di ognuna.
Ci sono stati innumerevoli tentativi negli anni, di categorizzare
le diverse visioni del mondo che sono disponibili agli uomini e
alle donne del pianeta. Platone ha offerto un brillante resoconto
delle filosofie alternative presenti nell'antica Grecia.
Fa-hsiang catalogò i sistemi religiosi esistenti in Cina.
San Tommaso d'Aquino dette rappresentazioni esaustive delle più
rappresentative filosofie esistenti, - solo per nominarne uno.
Con l'era moderna e la comprensione dell'evoluzione, molti
teorici iniziarono ad offrire classificazioni di differenti
visioni del mondo dal punto di vista del loro sviluppo.
Una delle prime e ancora tra le più influenti è quella
d'Auguste Comte, fondatore del positivismo, la cui famosa
"Legge del Tre" affermava che la ricerca di conoscenza
dell'umanità è passata attraverso tre fasi principali: la
religione, la metafisica e la scienza, e che ogni fase era meno
primitiva e più accurata (essendo poi per felice coincidenza nel
livello indicato Comte stesso. Il costante lato debole dei
teorici dello sviluppo è che il livello più alto è
generalmente, per una strana coincidenza, quello indicato dal
proponente della teoria. Mi affretto ad affermare che io non mai
fatto altrettanto, anche se sono stato spesso accusato di ciò).
Sin ora la più raffinata di queste classificazioni degli aspetti
evolutivi della conoscenza è stata quella di Georg Hegel, la cui
indubbiamente brillante filosofia sistematica per ogni maggiore
visione del mondo della storia del pianeta, Oriente e Occidente.
(Sfortunatamente come Bertrand Russell fece notare tutto quello
che Hegel sapeva della Cina era solo che esistesse). Questo e
altri problemi più sottili del sistema Hegheliano ne
comportarono il crollo. Ma possiamo ciò nonostante ammirare
l'idealismo per la brillantezza di ciò che riuscì a realizzare.
Altri storici modelli di sviluppo ben noti (che possono indicare
crescita e decadimento) sono quelli di Adam Smith, Karl Marx,
Herbert Spencer, Oswald Spengler, Arnold Toynbee, Pitirim
Sorokin, Antonio Gramsci, Teilhard de Chardin, Carroll Quigley,
Jurgen Habermas, Gerhard Lenski, Jean Gebser, e Sri Aurobindo.
Più recentemente alcuni filosofi hanno tentato modelli
riassuntivi, che indicano i tipi di visione del mondo che gli
uomini possono creare. Uno dei primi è stata la World
Hypotheses (1942) di Stephen C. Pepper, che pretendeva che ce
ne fossero quattro: formalistica (il mondo esiste come
categorie), meccanicistica (il mondo è un sistema
causa-effetto), contestualista (il mondo è relazionale), e
organismica (il mondo è interattivo e relazionale).
Schwartz and Russek (vedi nel paragrafo "medicina")
costruendo su Popper, ne aggiunsero altri quattro: processo
implicito (il mondo possiede energie più sottili e
consapevolezza), causalità circolare (cibernetica), crescita
creativa (adattamento emergente), e diversità integrativa (che
cerca di integrarle tutte).
Un'altra autorevole classificazione delle visioni del mondo è
stata quella di Talcott Parsons, che ha disposto le visioni del
mondo in un continuo politico di 5 maggiori posizioni Right
Systemist, Right Marginalist, Middle Marginalist, Left
Marginalist, Left Systemist. Secondo il mio parere offre qualche
vantaggio, ma copre un'area mediana molto ristretta delle
possibili visioni del mondo. Robert Bellah ha tagliato la sua
analisi da un altro angolo trovando quattro principali visioni
del mondo in america: republican, biblical, utilitarian, and
romantic. Mark Gerzon ne trova sei: religious, capitalist,
disaffected, media, new age, and political. Huntington vede il
mondo come lo scontro tra otto o nove maggiori visioni del mondo
culturali (o civiltà): Western, Latin American, African,
Islamic, Sinic, Hindu, Orthodox, Buddhist, and Japanese. Questi
sono buoni esempi della "meta-analisi" dei tipi di
visione del mondo che molti studiosi hanno trovato utili, e sono
utili, con loro possiamo trovare un più ampio contesto al quale
possiamo accordare un po' di rispetto.
La nozione di livello o dimensioni di realtà conducono ad un
altro tipo di sistema d'indicazione.
I chakra per esempio, rappresentano i vari livelli dell'essere e
del conoscere disponibili all'essere umano come concrete
strutture nel corpo-mente. (Il sistema dei chakra è una dei più
prominenti e diffuse versioni della Grande Catena dell'Essere,
variazioni della quale si trovano virtualmente in tutte le
maggiori tradizioni di saggezza in Oriente e Occidente. I chakra
stessi sono considerati centri sottili d'energia nel corpo umano
che sostengono correlati tipi di conoscenza e stati dell'essere.
Sono generalmente dati nel numero di sette, localizzati alla base
della spina dorsale, vicino ai genitali, addome, cuore, gola,
fronte e corona. E si dice ci siano numerosi altri chakra
ausiliari sopra e sotto di questi. (I meridiani dell'agopuntura
sono varianti di queste correnti sottili d'energia).
Si concorda in genere che i sette chakra sono semplicemente un
po' più sofisticata versione di materia (1), corpo (2), mente
(3-4), anima (5-6) e spirito (7). Oltre a questo, la cosa si
complica un po'. Descrizioni della natura specifica e delle
funzioni d'ogni chakra variano a volte considerevolmente, perché
la maggior parte dei chakra principali svolgono funzioni
differenti secondo se sono "chiusi" o
"aperti". Per esempio il chakra della fronte, funziona
come il centro della logica razionale quando è chiuso (o quando
opera rivolto all'esterno, nella forma exoterica) e tuttavia
quando è aperto (o quando esprime le sue più alte funzioni) è
la porta d'accesso all'insight trascendentale, alla visione
mistica e alla gnosi. Per questa ragione è comune riservare ai
chakra superiori (particolarmente 5, 6 e 7) le funzioni
trascendentali, ed assegnare le loro funzioni inferiori ai chakra
inferiori (come il 3 e 4). In quest'esempio assegnerò quindi
alla mente superiore il chakra 4, e non le sue possibilità
esoteriche (o la radice di una più alta intelligenza
trascendentale, chakra 6). Se avete la vostra versione favorita
dei chakra, va bene che usate quella, poiché quest'esempio è
solo una struttura con sette modi differenti di coscienza e
potete modificare i dettagli a piacimento. Con queste condizioni
in mente definirò semplicemente i chakra come: (1) materia, (2)
forza biologica, prana, energia emozionale e sessuale, libido,
soffio vitale, (3) mente inferiore incluso potere e
intenzionalità, (4) mente superiore, inclusa la ragione, le
emozioni superiori l'amore, (5) apertura psichica, visione
creativa, misticismo della natura, prime fasi della coscienza
spirituale e trascendentale, (6) coscienza sottile, gnosi,
autentici archetipi, misticismo dei deva, (7) spirito radiante,
sia manifesto sia immanifesto, l'abisso del vuoto fondamento,
misticismo senza forma.
Il punto è che possiamo abbastanza facilmente classificare i
tipi di visione del mondo al chakra o al livello della visone del
mondo stessa, e numerosi teorici hanno fatto esattamente questo.
Per dare qualche esempio che i vari teorici hanno suggerito
abbiamo: la visione del mondo materialistica (come Hobbes e Marx)
(chakra 1), visioni del mondo vitali e praniche come Freud e
Bergson (chakra 2), visioni del mondo del potere come Nietzsche
(chakra 3) visioni del mondo razionali come Cartesio (chakra 4)
misticismo della Natura come Thoreau (chakra 5) misticismo dei
deva come Santa Teresa d'Avila, (chakra 6) e misticismo senza
forma come Meister Eckhart (chakra 7). Per utili che siano queste
classificazioni, ci sono problemi che emergono immediatamente, e
il solo modo per affrontare queste difficoltà consiste
nell'introdurre quella che potrebbe essere chiamata un'analisi
incrociata dei livelli. Per questo dobbiamo distinguere il
livello da cui la visione del mondo proviene e il livello verso
cu si dirige. Ad esempio Marx è spesso considerato essere un
esempio tipo di materialismo (chakra 1), ma Marx non proviene dal
chakra 1 o esiste al livello del chakra 1. La sola cosa al
livello chakra 1 sono le rocce, la sabbia, e la materia inerte, e
la dimensione materiale stessa. Marx è un pensatore molto
razionale, egli proviene e funziona dal livello del chakra 4. Ma
Marx seguendo Feuerbach credette che le realtà fondamentali del
mondo fossero essenzialmente materiali, quindi proviene dal
chakra 4 ma pone la sua attenzione al chakra 1. Similmente Freud
nei suoi primi sviluppi della teoria della libido viene dal
chakra 4, ma egli mirava al chakra 2 (pansessualismo). D'altro
lato, si può affermare che le Deists venivano dal chakra 4 ma
miravano al chakra 6, e così via.
In altre parole, questo ci permette di tracciare sia il livello
da cui il soggetto proviene ed il livello di realtà (o gli
oggetti) che il soggetto ritiene essere più reali. Questo
immediatamente arricchisce la nostra capacità di classificare le
visioni del mondo. In oltre, ciò ci permette di fare un'indagine
a doppio binario: il livello del soggetto, e i livelli di realtà
che il soggetto riconosce.
Ci si riferisce a questo con livelli di percezione di sé,
livelli di realtà, o semplicemente livelli del soggetto e
livelli dell'oggetto.(Quest'approccio trasversale e a doppio
binario è stato introdotto in A Sociable God and Eye
to Eye, ridefinito in Integral Psychology.)
Per usare la mia versione di livelli del soggetto (o livelli di
coscienza) ho dato un breve riassunto:
sensomotorio e arcaico (chakra 1), tifonico e magico (chakra 2)
mitico e mentale primitivo (chakra 3); egoico razionale,
centaurico, e vision-logic (chakra 4), psichico (chakra 5),
sottile (chakra 6), e causale (chakra 7). Il fatto è che
soprattutto nei gradi intermedi (chakra 3,4 e 5), il soggetto o
sé di questi livelli può prendere come oggetto ognuno degli
altri chakra (ognuno degli altri livelli di realtà) può
dirigere il pensiero verso di loro, formare teorie, creare opere
d'arte su di loro. Certo quando un chakra inferiore cerca di
cogliere un chakra superiore, senza trasformasi realmente in quel
chakra, alcune limitazioni e inadeguatezze entrano nelle
formulazioni, ma ciò non ha mai impedito di fare lo stesso
così, e dobbiamo tenere conto di questo.
Improvvisamente il semplice schema a sette livelli non è più
così semplice. Anche se affermiamo che solo i chakra di mezzo
s'innestano in un lavoro trasversale dei livelli (il chakra
inferiore, come le rocce, non fanno altrettanto; e i chakra
superiori tendono ad essere transmentali, anche se possono
certamente formare teorie mentali, ma li lasciamo da parte in
nome della semplicità) ciò significa che i chakra 3,4 e 5
possono porre la loro attenzione su uno qualunque dei sette
chakra, formando in ognuno dei casi una differente visione del
mondo e ciò porta alle 25 fondamentali visioni del mondo, a
partire dai sette livelli strutturali della consapevolezza nel
corpo-mente dell'essere umano.
E di certo questo è solo l'inizio. Se la concezione
"olonica" è: "Tutti i livelli, tutti i quadranti,
linee, tipi, stati e reami", queste 25 visioni del mondo
abbracciano livelli del sé (o soggetto) e livelli dei reami di
realtà, (od oggetti). Dobbiamo ancora includere i quadranti in
ognuno di questi livelli/reami; le differenti linee e flussi che
si muovono attraverso questi livelli/reami e i vari tipi
d'orientamento disponibili per ognuno, e molti stati alterati che
momentaneamente irrompono nei differenti reami. Inoltre, gli
individui, i gruppi, le organizzazioni, le nazioni, le civiltà
tutti sottostanno a vari tipi di sviluppo attraverso ognuna di
queste variabili. Tutti i fattori citati contribuiscono a
differenti tipi di visione del mondo, ed ognuno di loro deve
essere preso in considerazione se s'intende offrire un riassunto
veramente integrale delle visioni del mondo disponibili.
C'è un requisito finale. La visione integrale per essere davvero
integrale, deve trovare una via per riconoscere che tutte le
visioni del mondo sono basilarmente vere (anche se parziali). Non
è che i livelli superiori offrono una visione più accurata, ed
i livelli inferiori offrono falsità, superstizione o sciocchezze
primitive. Ci deve essere un senso in cui anche l'infantile magia
dei miti di Babbo Natale è vera. Perché quelle visioni del
mondo sono semplicemente il modo in cui il mondo appare da quel
livello, o da quel chakra, e tutti i chakra sono ingredienti
decisivi del Cosmo.
Al livello mitico Babbo Natale (o Zeus, Apollo e l'astrologia)
sono una realtà fenomenologica. Non serve dire "bene siamo
evoluti oltre quel livello, ed ora sappiamo che Babbo Natale non
esiste" perché se ciò è vero, - e tutti i livelli
appaiono falsi alla luce d'ulteriore evoluzione, allora dovremmo
ammettere che i nostri stessi punti di vista, proprio ora, sono
falsi, (perché un'ulteriore evoluzione andrà oltre ad essi).
Ma, non è che c'è un livello di realtà (ad esempio il mio), e
che le altre visioni del mondo sono tutte primitive, scorrette
versioni del mio unico livello. Ognuno di questi punti di vista,
è una visione corretta di un livello inferiore di realtà, e
tuttavia fondamentale ed importante, non una visione scorretta
dell'unico livello reale. Il concetto di sviluppo ci permette di
riconoscere realtà collegate e non superstizioni primitive.
Mi viene spesso chiesto, perché tentare un'integrazione delle
diverse visioni del mondo, non basterebbe celebrare la ricca
diversità delle varie visioni senza cercare di integrarle?
Riconoscere la diversità è certamente un nobile scopo, ed io di
cuore sostengo il pluralismo. Ma, se rimaniamo soltanto alla fase
di celebrare la diversità, alla fine promuoviamo la
frammentazione, l'alienazione e la separazione. Tu vai per la tua
strada, io per la mia e ci separiamo, ed è ciò che spesso
accade nel regno dei relativisti pluralistici, che ci hanno
lasciato su troppi fronti davanti ad una Torre di Babele
postmoderna. Non è sufficiente i molti aspetti in cui siamo
differenti, dobbiamo andare oltre ed incominciare a riconoscere i
molti modi in cui siamo simili. Altrimenti collaboriamo solo
all'ammassamento e non alla totalità olistica.
Per costruire sulla ricca diversità offerta dal pluralismo
relativistico abbiamo bisogno di fare il passo successivo e
tessere insieme tutti i fili in una bella rete di connessioni
unificatrici, una tappezzeria intessuta di una maglia comune.
Abbiamo bisogno, in breve, di muoverci dal pluralismo
relativistico all'integrazione universale, dobbiamo continuare a
cercare "l'Uno nei Molti" che è la forma dello stesso
Cosmo. Per questo io credo dovremmo tentare questi tipi
d'integrazione; Potremo mai riuscirci completamente? No. Dovremmo
continuare a provare? Sempre. Perché? Perché, l'intento di
trovare "l'Uno nei Molti" allinea i nostri cuori e le
nostre teste con "l'Uno nei Molti", che è lo stesso
Spirito che brilla radiante nel mondo. Io credo che un approccio
integrale (che include quadranti livelli, linee, tipi, stati e
reami accoppiati allo sviluppo) sia ora uno dei tentativi più
attuabili per rappresentare " "l'Uno nei Molti"
perché esplicitamente comprende e onora tutte le visioni del
mondo concepite che menzionerò con numerosi esempi in una lunga
nota a piè pagina. Questa visione integrale funziona anche come
catalogo di tutte le visioni del mondo e ci permette di
apprezzare lo speciale e profondo contributo che ognuna offre.
Non occorre ripetere che la mia stessa versione di questa visione
integrale, anche se fosse completamente vera, è destinata a
passare in successive versioni migliori.
Questo sistema d'indicazione integrale è stato usato con diverse
applicazione dai siti web sulla trasformazione, alle librerie
planetarie. Che il World Economic Forum recentemente ha invitato
molti quadri ad un approccio di "tutti i livelli, tutti i
quadranti", è forse un'indicazione della sua utilità
pratica.
Le minoranze discriminate
Poiché un modello davvero integrale non cerca d'imporre a
chiunque un livello o una dimensione dello sviluppo (come
pluralistico, transpersonale o perfino integrale), ma segue la
prima direttiva che è quella di lavorare per la salute di tutta
la spirale di sviluppo, il suo approccio al problema delle
minoranze è considerevolmente differente da quelli tipicamente
liberali, conservatori, o anche controculturali olistici. Ciò
che è necessario non è imporre il liberalismo pluralista, i
valori del conservatorismo o idee olistiche a qualcuno, ma
promuovere le condizioni, sia interiori, sia esteriori,
permetteranno agli individui e alle culture di svilupparsi lungo
la spirale secondo le loro possibilità, e a modo loro.
La stessa cosa è vera per i paesi in via di sviluppo.
Un esempio specifico con l'UNICEF merita di essere esaminato.
"Il processo dello "Sviluppo Integrale" e l'Approccio Integrativo: "Tutti i livelli, tutti i quadranti, tutte le linee"fa parte di una serie di presentazioni della Schaik Development Associates, consiglieri dell'UNICEF. Hanno presentato i quattro quadranti con esempi per ognuno, hanno sommato i principali livelli d'ogni quadrante, e hanno indicato l'importanza di numerose linee di sviluppo o sentieri di progresso in un modo relativamente indipendente, attraverso le diverse onde. (Vedi la figura 5 presentata da Schaik Development Associates.) Essi affermano che "questa è la più ampia visione all'interno della quale tutte le idee e gli sviluppi con cui l'UNICEF si confronta, devono essere osservati.

Poi affrontano aspetti specifici: "Per approfondire la
nostra comprensione della complessa ed interrelata natura del
mondo, è cruciale una cartografia dello sviluppo della coscienza
nell'evoluzione sociale e culturale. E questa deve avere un
approccio integrale per assicurare che l'evoluzione, e di
conseguenza lo stato in cui si trovano i bambini, l'umanità, la
cultura e la società ritornino ad uno stato di processo
sostenibile." Essi indicano che "ciò richiede
uno schema che ci permetta di andare più a fondo della semplice
comprensione del sistema della mera superficie o web, e più
ampia di una comprensione culturale della diversità." In
altre parole, dobbiamo andare oltre i sistemi standard d'analisi
(che coprono solo il quadrante destro superiore), e oltre ad una
semplice accettazione del pluralismo e della diversità. Ciò che
è necessario, essi affermano, è un approccio "Tutti i
livelli, tutti i quadranti, tutte le linee".
Attraverso di questo essi presentano una critica ai risultati
delle attività del passato dell'UNICEF e delle Nazioni Unite.
"Chiaramente il processo di sviluppo deve rappresentare
tutti quattro questi quadranti in maniera integrativa se intende
mantenere una direzione sostenibile. Ma è altrettanto chiaro
quando guardiamo all'evoluzione del coinvolgimento UNICEF in
questo processo con il più ampio processo dello sviluppo umano e
quanto s'influenzino un l'altro; quel progresso sino ad oggi ha
avuto gravi mancanze nel produrre cambiamenti significativi.
Tentativi di comprendere cambiamento, trasformazione e sviluppo,
hanno poche prospettive di successo senza la comprensione della
natura dell'evoluzione o del dischiudersi della coscienza umana,
".
Poi indicano chiaramente una ragione principale per alcuni dei
fallimenti passati dell'UNICEF e delle Nazioni Unite. "Le
attività dell'UNICEF hanno largamente operato nei quadrante
destro superiore ed inferiore, cioè i quadranti oggettivi ed
esteriori (individuali e sociali), e hanno in gran parte i
quadranti interiori e culturali." Questo tipo d'approccio
precipuo del lato destro l'ho anche indicato come
"monologico" (un'altra parola per appiattimento,
flatland) e così procede l'analisi: "Probabilmente per un
eccesso di visione monologica dello sviluppo umano il metodi
dell'UNICEF e delle NU non hanno avuto successo, o semplicemente
non hanno provato, a diversi livelli della mappa in cui erano
coinvolti, la visione più ampia.
Questa visione monologica può essere stata necessaria nel breve
termine quando la coscienza umana si muoveva attraverso, e si sta
ancora muovendo attraverso, le fasi culturali, arcaiche, magiche
o mitiche verso il razionale (
(ed esitantemente ora verso il vision logic, pensiero
sintetico integrato, o la logica della rete). Ma è ora
imperativo che queste organizzazioni adottino un approccio post o
transrazionale, che incorpori le idee positive del livello
razionale {e aggiungerei: incorpori i contributi positivi di
tutte le onde precedenti} ma li trascenda per un livello di
coscienza post-razionale più alto o più profondo, in tutti i
quattro quadranti."
Quindi riassumono la storia dei diversi programmi dell'UNICEF,
rilevando che per importanti che fossero tutti mettevano a fuoco
principalmente iniziative del lato destro.
Gli anni 50 furono l'era delle campagne contro la malattia.
"L'enfasi era sul quadrante superiore destro, che è
misurabile, osservabile e oggettivo".
Gli anni 60 furono la decade dello sviluppo.
"L'enfasi ora sul quadrante destro inferiore, che è
adattamento funzionale".
Gli anni 70 furono l'era delle alternative. Ma tutte le
alternative erano principalmente dei quadranti di destra".
Gli anni 80 furono gli anni della sopravivenza del bambino.
Senza menzione dell'interiore o di sviluppo interiore.
Gli anni 90 furono gli anni dei diritti del bambino.
(tutti visti in termini comportamentali) che presto dette vita all'era
dello sforzo dei donatori. "I Donatori ed i Governi
ritornarono a (regredirono a) allo stato pre-globale del
nazionalismo, disturbati dai problemi di casa e dalla mancanza di
comprensione portarono avanti la sviante nozione che tutte le
prospettive sono equivalenti (follia aprospettica e relativismo
pluralistico)". Ho spesso pensato che ogni olone, per
sopravvivere ha bisogno di un equilibrio tra giustizia e diritti
(rappresentanza) con sollecitudine e responsabilità (comunione)
e loro ripetono la stessa cosa dicendo che gli sforzi precedenti
dell'UNICEF e delle Nazioni Unite non avevano "una chiara
giustapposizione dei diritti (giustizia) alla giurisprudenza
(cura e responsabilità) ed al livello globale."
Prendendo in considerazione tutti i fattori sopra indicati
concludono che:
gli anni del 2000 sono l'era dell'approccio Integrale: "Da
qui si vede il processo del cambiamento sostenibile da un punto
di vista integrativo che esplora più profondamente i due
quadranti del lato sinistro dell'intenzione e della cultura.
Certamente per l'UNICEF ciò sarà particolarmente enfatizzato
nei riguardi dei bambini, dei giovani e delle donne."
Il problema a questo punto è che tutte le idee durante queste
cinque decadi sono state monologiche ad un livello che escludeva
la comprensione dei bisogni di sviluppo interiore/soggettivo
negli individui e nelle società per rendere sostenibile questo
processo di cambiamento e in particolare di trasformazione".
Concludono che "deve essere assunto un approccio di tutti i
livelli e tutti i quadranti, unicamente disegnato per ogni
specifica situazione, per "assicurare che le azioni che
tentiamo o i programmi/idee/metafore proponiamo, abbiano qualche
probabilità di essere parte di un processo di cambiamento,
sostenibile, indirizzato e trasformativo."
Lasciatemi sottolineare (come fanno gli Schaik Associates) che un
tale approccio integrale deve essere sostenuto con la massima
cura, preoccupazione e compassione. Nessuno dei livelli linee e
quadranti e definito secondo una linea rigida o predeterminata o
in modo giudicante.
Il punto delle ricerche evolutive non è per gente chiusa nel suo
nido o per chi giudica inferiore o superiore, ma per agire come
direttive per possibili potenziali che non sono utilizzati. La
prima direttiva è quella che ci chiede di onorare e apprezzare i
contributi necessari, vitali ed insostituibili da ognuna delle
onde del dispiegarsi della coscienza, ed agire così da
promuovere il bene dell'intera spirale, e non per un determinato
campo.
Allo stesso tempo c'invita ad offrire, come un gentile
suggerimento, la concezione di un più ampio spettro della
coscienza, una completa spirale dello sviluppo, cosicché gli
individui e le culture (inclusa la nostra) che non sono
consapevoli di alcune delle dimensioni più profonde o più alte
delle possibilità umane possano scegliere di agire per queste
risorse straordinarie, che a turno possono permetterci di
risolvere alcuni dei complessi problemi che non sono stati ancora
raggiunti da approcci meno integrali.
Queste sono solo alcune delle aree nelle quali l'interesse per un
approccio più integrale o "di tutti i livelli tutti i
quadranti" sta avendo alcune applicazioni immediate. Ci sono
altre aree che non ho menzionato: il femminismo integrale, la
legge integrale, teorie integrali dell'arte e della letteratura,
e anche una riforma carceraria integrale. Alcuni di questi
approcci sono messi in luce in un libro che sarà edito da
Shambhala, composto da un team of scrittori capeggiati da Jack
Crittenden, e provvisoriamente intitolato Kindred Visions -
Ken Wilber and Other Leading Integral Thinkers, con i
contributi di Alex Grey, Stan Grof, Jim Garrison, Joyce Nielsen,
Ed Kowalczyk, T George Harris, Marilyn Schlitz, Georg Feuerstein,
Larry Dossey, Jenny Wade, Juan Pascual-Leone, Michael Lerner,
James Fadiman, Roger Walsh, Leland van den Daele, Francisco
Varela and Robert Shear, George Leonard, Michael Zimmerman,
Father Thomas Keating, Ervin Laszlo, Thomas McCarthy for Jurgen
Habermas, Eduardo Mendieta for Karl-Otto Apel, Hameed Ali, Robert
Frager, Drexel Sprecher, Lawrence Chickering, Gus di Zegera,
Elizabeth Debold, Lama Surya Das, Rabbi Zalman-Schachter Shalomi,
Mitchell Kapor, Michael Washburn, Don Beck, Frances Vaughan,
Robert Forman, Mike Murphy, Max Velmans, Tony Schwartz, David
Chalmers, Susanne Cook-Greuter, Howard Gardner, Robert Kegan,
John Searle, and Charles Taylor, e molti altri. Tutti questi
uomini e donne hanno contribuito nei loro modi specifici, ad una
più integrale e armoniosa visone del Kosmo.
L'Istituto Integrale
Molti dei teorici che hanno contribuito a Kindred Visions
e molti di quelli presentati nella sezione delle applicazioni si
sono uniti a me e a Paul Gerstenberger a fondare l'Istituto
Integrale. Abbiamo in programma di avere rami dedicati alla
medicina integrale, alla politica integrale, alla spiritualità
integrale, agli affari integrali, all'ecologia integrale,
all'educazione integrale, e così via. L'Istituto Integrale spera
di essere una nuova organizzazione a ombrello per studi
autenticamente integrali, e un mezzo per sostanziali scoperte in
progetti integrali. Intendiamo aprire un centro integrale come
quartier generale dell'Istituto (a New York e/o a San Francisco),
e abbiamo già avviato Integral Media con Shambhala.
Se siete interessati all'Istituto, per ulteriori annunci, state
in contatto con il sito Internet Shambhala.com.
Per passare dalla teoria al personale. Appena finii di
scrivere The Marriage of Sense and Soul, decisi di tenere
un diario per un anno. La prima ragione per farlo è stata che
pensavo che la maggior parte degli scritti accademici evita
qualunque tipo d'apertura personale o d'affermazioni soggettive,
che sono considerati evidenti segni di "riferimento non
obbiettivo". Questo atteggiamento ha dei meriti, ma non
sempre, soprattutto se l'area di ricerca è il mondo soggettivo.
Così decisi di tenere per un anno un diario che riportasse la
cronaca delle mie attività d'ogni giorno, inclusa la pratica
spirituale. Ciò permetterà alla gente di giudicare la natura e
la profondità, o la mancanza di profondità, della mia
comprensione degli argomenti su cui scrivo.
Il diario si rivelò essere molto più difficile e complicato di
quanto avessi pensato. Per incominciare, con il fatto che
intendevo pubblicarlo fu quasi impossibile scrivere in modo
imprudente, e non intendo lo scrivere su cose negative, ma
riguardo alle positive. Ogni volta che qualcosa di
particolarmente buono mi accadeva, una bella recensione di un
libro per esempio, io, come credo chiunque altro lo annotavo
brevemente sul diario. Ma appena i lettori avessero letto quella
nota avrebbero subito detto "guarda che persona
egocentrica". Ciò che non capii fu che poiché decidevo di
pubblicarlo, ogni frase avrebbe avuto attorno una particolare
cornice implicita con scritto sopra "voglio che tu sappia
questo."Così qualunque cosa avessi scritto per registrare
qualcosa di positivo su di me ed il mio lavoro avrebbe dato
l'impressione di: "ecco un'altro tipo di narcisista."
Quando finalmente lo capii, ciò rimescolò il mio lavoro. Se
avessi dovuto scrivere le note di quello sviluppo positivo in un
"vero" diario, che, ad esempio, doveva essere
pubblicato solo dopo la mia morte la cosa sarebbe stata la più
normale al mondo. Ma fare la stessa cosa e pubblicarla mentre ero
in vita non avrebbe funzionato. Ho lasciato solo poche di quelle
notizie positive, abbastanza perché la gente mi gridasse
"egocentrico", anche se alla fine quasi tutte furono
tralasciate.
La stessa cosa si applica ai miei commenti critici che posso
avere sugli altri. Ho trovato che anche questi non funzionano. Ne
ho lasciati pochi, ma alla fine sono giunto a comprendere le due
regole di un diario da pubblicare mentre si è in vita: non dire
nulla di positivo su di te e nulla di negativo sugli altri.
Ciò restringe lo scopo, non è vero? Ciò che rimaneva e ciò
che ad ogni modo volevo mettere a fuoco, era un resoconto
dettagliato delle mie pratiche spirituali e di meditazione; e un
tipo di diario filosofico, o la cronaca di alcune delle idee che
sentivo essere più importanti, mentre si dispiegavano in me. In
questo caso credo di esserci riuscito. Dopo Grace and Grit e
Sex Ecology and Spirituality, ho ricevuto dai lettori di One
Taste le più calde ed entusiastiche lettere che per qualunque
altro dei miei lavori.
Ciò che volevo maggiormente trasmettere in One Teste era il
concetto di vita integrale, una vita che trova spazio per il
corpo la mente, l'anima e lo spirito, mentre si dispiegano nel
sé nella cultura e nella natura. Non che io abbia realizzato una
vita integrale, non l'ho mai preteso, ma semplicemente come un
ideale meritevole d'aspirazione. Infatti, tutto il messaggio di
One Taste, è contenuto nell'articolo del 17 novembre.
La maggior parte dei nostri libri spirituali sono dei trattati
sulla vita spirituale separata dalla vita reale. Quando leggiamo
un libro intitolato "Come Conoscere Dio" o "Come
Ritrovare il Tuo Sacro Sé", non ci aspettiamo di trovare
capitoli sul fare denaro, il sesso, il bere vino e le vacanze
alle Hawaii. E' quindi profondamente raro vedere resoconti di
autentiche esperienze spirituali nel mezzo di una gita a South
Beach, ed è esattamente per questo che l'ho fatto. E di nuovo,
non che io abbia padroneggiato questo contesto integrale, ma
semplicemente volevo un giornale che non dividesse in
compartimenti, che non mettesse la spiritualità contro la vita,
ma che piuttosto mettesse la spiritualità nel bel mezzo del
lavoro quotidiano, il gioco, i party, le malattie, le vacanze, il
sesso il denaro e la famiglia, e che invitasse il lettore ad
essere più amichevole nei confronti verso un approccio integrale
nelle loro stesse vite. Certamente ci sono momenti in cui è
perfettamente appropriato fare temporaneamente dei compartimenti
per mettere a fuoco un particolare tipo di sviluppo specifico,
sia che si tratti di imparare a cucinare, o applicare una pratica
contemplativa ad un ritiro di meditazione, o di andare a fare una
camminata nella natura. Per lo sviluppo spirituale sono sempre
stato un forte sostenitore della meditazione, in ognuna delle sue
numerose forme. Così il secondo punto principale che volevo
affrontare in One Taste è l'importanza della meditazione come
parte di una pratica integrale. Questo è d'importanza cruciale
per rafforzare la consapevolezza e permetterle così di rimanere
stabile mentre si passa dalla veglia, ai sogni e al sonno
profondo. Più siamo capaci di accedere a questa
"consapevolezza costante" o "vigilanza di
base" (che è presente in tutti gli stati, veglia, sogno e
sonno) più diventiamo vivi di fronte alla Presenza costante
dello Spirito che è sempre presente. Molti leggendo One Taste
affermarono che questa è la più forte intuizione sul risveglio
che non avevano mai ricevuto da un libro. Precedentemente essi
immaginavano che la spiritualità comportasse un cambiare gli
oggetti della consapevolezza, penando in modo olistico invece che
analitico, o cercando di provare compassione anziché odio.
Leggendo compresero che la vera spiritualità implica guardare
all'interno del soggetto della consapevolezza, e non
semplicemente riarrangiare gli oggetti della consapevolezza.
Restando nella consapevolezza del puro soggetto, anche mentre
differenti stati vanno e vengono, si è portati sempre più
faccia a faccia con lo Spirito radiante, che è l'ultimo soggetto
o Sé, è il sé del Cosmo nel suo tutto (e a quel punto sia il
soggetto sia l'oggetto si abbracciano in One Taste).
Il feedback che di gran lunga ho ricevuto di più da One Taste
è stato: "Ho iniziato a meditare" oppure "dopo
aver letto il libro sono andato ad un ritiro di meditazione
intensiva" o "ho fatto il voto di rafforzare le mie
pratiche meditative." Questo è il solo risultato che
speravo il libro potesse avere. In verità adottare una nuova
filosofia olistica, o pensare in termini integrali, o credere in
Gaia - per quanto importanti posano essere queste cose, sono le
meno importanti quando si tratta di trasformazione spirituale.
Trovare "il chi" che crede in tutte queste cose:
la è la porta verso Dio.
La critica e la mia risposta
Dopo la pubblicazione del mio lavoro, la seconda domanda
maggiormente posta è: come affronto che il mio lavoro sia
travisato? E la mia riposta è: non molto bene. Temo che potrei
usare qualunque misuratore tu possa avere. Poiché è una domanda
così comune penso che potrei dire qualcosa su ciò. Un critico
ha scritto "Wilber è diventato uno dei teorici più
influenti del mondo d'oggi. Ironicamente è anche uno dei più
travisati. C'è da chiedersi se è famoso per quello che ha detto
o per quello che non ha detto". Questo critico mi dette poi
una lunga lista di credenze a me ascritte, credenze che ho non
avevo mai avuto o che avevo molti anni fa e che da molto tempo ho
abbandonato. Questo non per dire che non esiste una critica
efficace al mio materiale, solo che la critica davvero informata
è rara e così la maggior parte del tempo mi riduco a citare
come difesa che "non è questo quello che ho detto".
Non si chiede che i critici siano d'accordo con te, ma solo che
osservino attentamente il punto di vista che poi attaccano. Un
rapido esempio di quest'anno:
Stanley Krippner e Allan Combs hanno pubblicato un brano assai
critico sul mio lavoro e hanno proposto un modello che, secondo
loro, ne superava le limitazioni. Il fatto è che il modello che
attaccavano era il modello Wilber-2 (un modello a livelli
lineari), che non sostengo più dal 1981, e il modello che hanno
proposto era essenzialmente al modello Wilber-3 (di strutture,
stati e campi) che è il modello che ho presentato negli ultimi
quindici anni. Ho scritto una replica sottolineando che ero stato
mal interpretato, e Combs rispose con un aggressivo contrattacco
che terminava "Ken, noi comprendiamo il tuo modello.
Semplicemente non siamo d'accordo." Di nuovo nel suo
ribattere ha proposto come mio modello il Wilber-2, vecchio di 15
anni, e non ha mai neppure menzionato il Wilber-3 (anche se quel
modello è molto simile a quello che Combs stava difendendo con
forza). La pretesa espressa con: "comprendiamo il tuo
modello", era tristemente falsa.
Ho esitato ad usare quest'esempio perché Combs e uno studioso
profondo e sensibile e quando quest'incomprensione è stata
chiarita egli ha, immediatamente e generosamente, fatto dei passi
per correggerla. Inoltre sono un ammiratore del lavoro di Allan e
gli auguro il meglio. Il mio punto è solo che se studiosi dotati
come Krippner e Combs possono rappresentare tanto malamente il
mio lavoro, si può immaginare come finisce quando si trova in
mani meno sensibili.
(Gli autori che preparano la sezione dedicata alla critica
Kindred Visions segnalano che l'85% delle critiche pubblicate
sul mio lavoro sono o sbagliate o distorte, e ciò è
impressionante.)
Invero comprendo le difficoltà che sono implicate. Spesso un
critico legge un libro o due, si eccita riguardo ad alcune idee,
si irrita per altre e quindi scrive una critica per distruggermi,
spesso inconsapevole che ho risposto a tali obiezioni in altri
scritti. Per comprendere davvero il mio sistema si devono leggere
sei o sette libri almeno, e comprendo che molta gente non abbia
voglia di farlo. Negli anni ho cercato di imparare ad essere più
gentile nelle mia reazione a questi fatti. Non posso affermare
completo successo ma sto certamente provandoci.
Vero ma parziale
Uno degli aspetti inaspettati del presentare una pratica
spirituale più integrale è che molti furono spinti a pensare,
per confronto, che sbagliavano nelle loro pratiche. Questo non
era di certo il mio intento e mi scuso per ogni insensibilità
qui implicata, così permettete che rimedi la situazione.
Numerosi brani di One Taste, il 18 giugno per esempio,
suggeriscono un tipo integrale di pratica trasformativa che sia
di tutti i livelli e tutti i quadranti.
L'idea è abbastanza semplice, come ho suggerito precedentemente
(in pratica si tratta di esercitare i livelli fisico mentale e
spirituale, in sé, nella cultura e nella natura).
Ho dato numerosi esempi di esercizi specifici per ogni quadrante
e livello, e ho suggerito che la gente ne pratichi quanti ne può
contemporaneamente per accrescere sinergicamente l'efficacia di
ognuno. Questa è un bella idea, e meritevole di essere seguita
ma presa alla lettera può sembrare qualcosa come un ordine
Fascista "Cresceremo e ci svilupperemo! March! march!
march!" Come spesso Mike Murphy ed io diciamo scherzando:
dobbiamo finirla di procurare ernie metafisiche alla gente.
Il mio intento invece era semplicemente suggerire che agli
individui poteva piacere incrementare le loro pratiche con alcune
altre di aree che stavano forse trascurando, per completare e non
per criticare le loro attuali pratiche. Per esempio se stai
facendo psicoterapia potresti volervi aggiungere la meditazione
(o vice versa). Se stai facendo delle pratiche che mettono a
fuoco in modo particolare l'io, potresti volerle completare con
altre che si indirizzano sulla cultura (le relazioni, la terapia
di gruppo, il servizio alla comunità) o alla natura (legame con
l'esterno, rituali neopagani, passeggiate nella natura), e così