La Nuova Visione del Mondo
L'OPERA DI KEN WILBER E LA CULTURA INTEGRALE
vedi sommario in Wilber e INTEGRAL
La nascita di Venere
Celestinian Center -Alba Magica (Rivista di approfondimento spirituale e scientifico della Nuova Era)
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di Ken Wilber
BRANO TRATTO DALLA PREFAZIONE DI INTEGRAL PSYCHOLOGY Ed.Shambala 2000
a cura del Dott. Filippo Falzoni Gallerani
A. R. A. T. Associazione Rebirthing ad
Approccio Transpersonale
Piazza Castello, 23 - 20121 Milano
Tel. 02-86 99 84 64 Internet: http://www.rebirthing-italia.com
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Traduzione di alcuni brani di Psicologia Integrale
Una nota per il lettore
Una
visione alla luce del giorno
La parola Psicologia significa
studio della psiche, e la parola psiche significa mente o anima.
Nel dizionario dei sinonimi Microsoft per psiche troviamo:
"Sé, atman, anima, sé spirituale, spirito; soggettività:
sé superiore, sé spirituale, spirito." Questo ci ricorda
di nuovo che le radici della psicologia giacciono nelle
profondità dello spirito e dell'anima dell'uomo.
La parola psiche o suoi equivalenti è d'antiche origini, che ci
portano indietro a molti millenni prima di Cristo, ed era sempre
usata per indicare la forza animante, o lo spirito nel corpo che
ne è il veicolo materiale. Ad un certo punto nel sedicesimo
secolo in Germania, il termine fu accoppiato a logos, parola o
studio, per formare la parola psicologia: studio della psiche o
dello spirito come appare nell'uomo.
Ancora si dibatte chi usò per primo questa parola, alcuni dicono
Melanchthon, alcuni dicono Freigius alcuni dicono Goclenius di
Marburg. Nel 1730 essa era usata in un senso più moderno da
Wolff in Germania, Hartley in Inghilterra, Bonnet in Francia, e
anche allora, il termine psicologia significava, e così era
definita dalla New Princeton Review del 1888, "Scienza della
psiche o dell'anima."
Una volta iniziai a raccogliere note per una storia della
psicologia e della filosofia che ero intenzionato a scrivere.
Avevo deciso di farlo perché, guardando la maggior parte dei
testi sulla storia della psicologia, rimanevo impressionato da un
fatto strano e curioso, vale a dire che tutti davano una storia
della psicologia e della psiche come se improvvisamente essa
fosse venuta in essere nel 1879 in un laboratorio
dell'università di Leipzig, diretto da Wilhelm Wundt, (il quale
senza dubbio è stato il padre di un certo tipo di psicologia
dell'introspezione e dello strutturalismo). La psiche è balzata
all'esistenza nel 1879? Pochi libri si spingevano un po' più
indietro, ai precursori della psicologia scientifica di Wundt,
inclusi Sir Francs Galton, Hermann von Helmholtz, e
particolarmente l'eminente figura di Gustav Fechner.
Sorprendentemente in un libro trovo scritto: "Al mattino del
22 Ottobre 1850, una data importante nella storia della
psicologia, Fechner ebbe l'intuizione che la legge di connessione
tra la mente e il corpo poteva essere trovata con una definizione
di relazioni quantitative tra le sensazioni mentali e gli stimoli
materiali." (Le sensazioni mentali variano secondo il
logaritmo degli stimoli materiali). Un altro testo ne spiegava
l'importanza: "Agli inizi del secolo Immanuel Kant aveva
predetto che la psicologia non avrebbe mai potuto diventare una
scienza, perché era impossibile misurare sperimentalmente i
processi psicologici. Attraverso il lavoro di Fechner, per la
prima volta, gli scienziati potevano misurare la mente, e, alla
metà del diciannovesimo secolo, sono stati applicati i metodi
della scienza ai fenomeni mentali. Wilhelm Wundt avrebbe
utilizzato questi risultati originali e creativi, organizzandoli
ed integrandoli per la "fondazione della psicologia".
Ogni libro sembrava concorde nell'indicare Gustav Fechner come
una delle figure chiave nella fondazione della psicologia
moderna, e, libro dopo libro, trovavo un cantar le lodi dell'uomo
che aveva immaginato come applicare un modo per misurare
quantitativamente la mente, rendendo così finalmente
"scientifica" la psicologia. Anche Wundt disse
empaticamente: "Non sarà mai dimenticato che Fechner è
stato il primo ad introdurre metodi esatti, esatti principi di
misurazione e sperimentazione per osservare i fenomeni psichici e
quindi per aprire le prospettive della scienza psicologica nello
stretto senso del termine. Il merito principale del metodo di
Fechner è questo: che non ha bisogno di alcuna dalle
vicissitudini dei sistemi filosofici. "La psicologia moderna
ha davvero raggiunto un carattere scientifico e può tenersi a
distanza di tutte le controversie metafisiche." Questo
dottor Fechner, pensai, ha salvato la psicologia dalla
contaminazione dell'anima e dello spirito ed ha felicemente
ridotto la mente a dati empirici misurabili aprendo così la
strada ad all'era di una psicologia veramente scientifica. Ciò
era tutto quanto avevo letto di Gustav Fechner, sino a che molti
anni dopo mentre vagavo in un negozio pieno di meravigliosi libri
antichi di filosofia, trovai con emozione un libro
dall'impressionante titolo "vita dopo la morte",
scritto nel 1835 niente meno che da Gustav Fechner. Iniziava con
la più intrigante delle frasi: "L'uomo vive sulla terra non
una ma tre volte. La prima fase della sua vita è di sonno
continuo; la seconda di veglia e sonno in alternanza; la terza di
risveglio costante."
Poi così procedeva al trattato sul risveglio perpetuo:
"Nella prima fase l'uomo vive nell'oscurità, solo; nella
seconda vive insieme, e pur tuttavia separato dai suoi compagni,
in una luce che è riflessa dalla superficie delle cose; nella
terza la sua vita è intessuta con lo spirito universale ed è
una vita superiore. Nella prima fase il corpo si sviluppa dal suo
germe, creando organi per la seconda; nella seconda fase la mente
si sviluppa dal germe creando gli organi per la terza; nella
terza fase si sviluppa il germe divino, che giace nascosto in
ogni mente umana. L'atto di lasciare la prima fase per la seconda
la chiamiamo Nascita; quella di lasciare la seconda per la terza
Morte. Il nostro sentiero dalla seconda alla terza fase non è
più oscuro di quello dalla prima alla seconda: una ci spinge
avanti per vedere il mondo all'esterno, l'altra per vederlo
all'interno."
Dal corpo, alla mente, allo spirito, le tre fasi di sviluppo
della coscienza; come se l'uomo morisse al suo sé separato
quando si risveglia allo Spirito universale. Questa era la vera
filosofia di vita di Gustav Fechner: mente, anima e
consapevolezza! Perché mai i libri di testo non si preoccupavano
di farcelo sapere? Fu allora che decisi che volevo scrivere una
storia della psicologia, solo perché "Qualcuno doveva
dirlo". (Dire che la nozione d'inconscio era stata resa
popolare dalla "Filosofia dell'Inconscio" di von
Hartmann, pubblicato nel 1869 trent'anni prima di Freud, che ebbe
ben otto inaspettate ristampe in 10 anni, e che von Hartmann
esprimeva la filosofia di Schopenhauer, qualcuno doveva dire che
Schopenhauer stesso affermava esplicitamente di aver derivato
principalmente dal misticismo orientale, il Buddhismo e le
Upanishad in particolare che insegnano: "Al di sotto della
coscienza individuale giace una coscienza cosmica, che per la
maggior parte degli individui è "inconscia", ma che
può essere risvegliata e pienamente realizzata, e questo rendere
cosciente l'inconscio è il maggior bene per gli uomini e le
donne". Qualcuno doveva dire che Freud ha preso il concetto
di Es direttamente dal "Libro dell'Es" di Groddeck, che
si basava sull'esistenza di un Tao cosmico o di un organico
spirito universale. Dire che bene è una lunga storia, ma tutta
ci ricorda potentemente che le radici della psicologia moderna
giacciono nelle tradizioni spirituali, proprio perché la psiche
è innestata in sorgenti spirituali. Nei più profondi recessi
della psiche, non troviamo gli istinti, ma lo Spirito, e lo
studio della psicologia deve essere idealmente lo studio di tutto
questo: dal corpo alla mente, all'anima, dal subconscio, al
conscio al superconscio, (dal sonno, alla mezza veglia, al pieno
risveglio).
Fechner certamente offrì straordinari contributi alla psicologia
empirica, il suo "Elementi di Psicofisica" è
giustamente considerato come il primo grande testo di
psicometria, e merita pienamente gli encomi che gli psicologi da
Wundt in poi gli accordarono. Tuttavia il punto centrale della
psicofisica di Fechner era che lo spirito e la materia erano
inseparabili, due aspetti di un'unica realtà, ed i suoi
tentativi di misurare certi aspetti della mente volevano
dimostrare questa inseparabilità, non ridurre lo spirito o
l'anima ad oggetti materiali, e certamente non a negare lo
spirito insieme all'anima, fatto che tuttavia pare sia diventato
il suo destino nelle mani di ricercatori meno sensibili.
Fechner affermava, come uno studioso ha riassunto: "Che
tutto l'universo è di carattere spirituale, essendo il mondo
fenomenico della fisica, meramente la manifestazione esteriore di
questa realtà spirituale. Gli atomi sono solo gli elementi più
semplici in una gerarchia spirituale che conduce a Dio. Ogni
livello di questa gerarchia, include tutti il livelli al di sotto
d'essa, cosicché Dio contiene la totalità degli spiriti. La
coscienza è un essenziale elemento di tutto ciò che esiste
L'evidenza dell'anima è data dalla sistematica coerenza e
conformità alla legge mostrata nel comportamento delle unità
organiche."
Fechner stesso spiegò che: "Come i nostri corpi
appartengono al più grande e superiore corpo individuale della
terra, così i nostri spiriti appartengono al più grande e
superiore spirito individuale della terra, che comprende tutti
gli spiriti delle creature terrene, allo stesso modo in cui il
corpo della terra comprende i nostri corpi. Allo stesso tempo, lo
spirito della terra non è una mera somma di tutti gli spiriti
della terra, ma una loro più alta unione individualmente
conscia."
L'immagine della terra nello spirito che Fechner offriva è un
profilo preciso di Gaia, ed è in sé solo una parte dello
spirito divino, perché lo Spirito Divino è Uno, onnisciente e
veramente coscio di tutto, ovvero sostiene tutte le coscienze
dell'universo, comprendendo così ogni coscienza individuale in
una più alta connessione. Questo non significa la soppressione
dell'individualità, solo la sua completezza ed inclusione in
qualcosa di ancor più grande. "La nostra stessa
individualità ed indipendenza, che sono naturalmente di
carattere relativo, non è indebolita, bensì accresciuta da
quest'unione." E così essa prosegue verso l'alto in questa
concentrica gerarchia di crescente inclusività: "Come la
terra è lontana dal separare i nostri corpi dall'universo, ma ci
connette e c'incorpora nell'universo, così lo spirito della
terra, ben lontano dal separare i nostri spiriti dallo Spirito
Divino, forma una più alta connessione individuale di ogni
spirito terreno dell'universo." L'approccio di Fechner alla
psicologia era perciò un approccio integrale: voleva usare
metodi empirici e scientifici non per negare l'anima e lo
spirito, ma per conoscerli meglio. "Guardare tutto
l'universo materiale come interiormente vivo e cosciente, è
assumere quella che Fechner chiamava una visione alla luce del
giorno. Guardarlo come materia inerte, trascurando ogni
significato teleologico, è assumere quella che lui chiama una
visione notturna. Fechner sosteneva ardentemente la visione
diurna e sperava che essa avrebbe potuto essere sostenuta
induttivamente attraverso gli strumenti dei suoi esperimenti
psicologici."
Non vi sembra che infine abbia prevalso la visione notturna?
Tuttavia c'è stato un tempo, approssimativamente durante il
periodo tra Fechner (1801 1887), William James (1842 1910) e
James Mark Baldwin (1861, 1934), in cui l'emergente scienza della
psicologia era ancora a contatto con l'antica saggezza di tutti i
tempi, con la filosofia perenne, con la grande catena
dell'essere, con le immagini degli idealisti e con i fatti della
consapevolezza per come sono percepiti da quasi ogni persona: la
coscienza è reale, il sé interiore osservante è reale, l'anima
è reale, qualunque siano i dettagli che si discutano; e così
questi veri grandi fondatori della psicologia, quando sono
raccontate le loro storie vere, hanno molto da insegnarci di una
visione integrale, una visione che tenta di includere le verità
del corpo, della mente, dell'anima e dello spirito, senza ridurle
a una rappresentazione materiale, a bit digitali, a processi
empirici o sistemi oggettivi (per importanti che siano tutte
queste cose). Questi pionieri della psicologia moderna cercarono
di essere pienamente scientifici e pienamente spirituali, e non
trovarono la più piccola contraddizione o difficoltà in questo
generoso abbraccio.
Personalmente credo che la psicologia integrale (e gli studi
integrali in genere) diventeranno sempre più prevalenti nelle
decadi future, man mano che il mondo accademico cammina a tentoni
verso l'uscita da questa "visione notturna del Kosmo".
Quanto segue quindi è una versione di una visione alla luce del
giorno. E, caro Gustav, è dedicata a te.
K. W.
Boulder, Colorado Spring 1999
I
LIVELLI BASILARI O ONDE
IL GRANDE CAMPO DELL'ESSERE
Una vera psicologia integrale dovrebbe abbracciare le intuizioni
durevoli che giungono da fonti premoderne, moderne e postmoderne.
Per iniziare con le fonti premoderne o tradizionali, il più
facile accesso alla loro saggezza è attraverso quella che è
stata chiamata filosofia perenne, o la comune essenza delle più
grandi tradizioni spirituali del mondo. Come: Huston Smith,
Arthur Lovejoy, Ananda Koomaraswamy e altri studiosi di queste
tradizioni hanno rilevato, il centro della filosofia perenne è
che la realtà è composta di diversi livelli d'esistenza,
i livelli dell'essere e della conoscenza che spaziano dalla
materia al corpo, alla mente, all'anima e allo spirito. Ogni
successiva dimensione trascende ma include le precedenti così
che questo concetto indica delle unità complete, all'interno
d'unità complete, dal fango sino al Divino.
In altre parole, questa "Grande Catena dell'Essere" è
realmente il "Grande Campo dell'Essere", con ciascuna
successiva dimensione che abbraccia e avvolge la precedente,
molto similmente ad una serie di cerchi concentrici o sfere, come
indicato nella figura 1.
Fig. 1. Il Grande Nido dell'Essere. Lo spirito è sia il
livello più alto (causale) sia il fondamento non duale di tutti
i livelli.
Il "Grande Campo dell'Essere" è la spina dorsale della
filosofia perenne e, ad ogni modo, dovrebbe essere un elemento
fondamentale di qualunque psicologia integrale.
Negli ultimi circa 3000 anni, i filosofi che si sono occupati di
filosofia perenne si sono trovati d'accordo quasi unanime anche
se provenendo da diverse culture, sui principali livelli del
Grande Campo, sebbene il numero delle divisioni di questi livelli
possa variare considerevolmente. Alcune tradizioni presentano
solo tre maggiori principali livelli o reami (corpo, mente e
spirito o grossolano, sottile e causale). Altri ne hanno
presentati 5 (materia, corpo, mente, anima e spirito), altri
ancora, sette (i sette chakra della Kundalini). La maggior parte
delle tradizioni aveva inoltre distinzioni molto sofisticate di
questi livelli, offrendo spesso 12, 30, e anche 108 suddivisioni
dei livelli dell'essere e della conoscenza che possono essere
riconosciute in questo Kosmo tanto ricco.
Ma, molti di questi filosofi del perenne come Plotino e
Aurobindo, per esempio, hanno trovato che una dozzina di
livelli di coscienza poteva essere il numero più utile (e
questo è quello che è presentato pag. 195 e 217, Nota 2).
I livelli di base, o le strutture di base, sono elencati nella
colonna sinistra di tutti schemi. Questi sono semplicemente i
livelli di base nel Grande Campo dell'essere ognuno trascendendo
ed includendo il suo predecessore, sia che usi un semplice schema
a cinque livelli (materia, corpo, mente, anima e spirito) sia una
versione leggermente più sofisticata come quella presentata
negli schemi, e che spiegherò procedendo. Materia, sensazione,
percezione, exocept, impulso, immagine, simbolo, endocept,
concetto, regola, formale, pensiero razionale integrato, visione,
archetipo, senza forma, non duale.
Per introdurre un termine utile: questi livelli di base sono Oloni
della coscienza. Un olone è un intero che è parte di un altro
intero. Per esempio un atomo è parte di una molecola, una
molecola è parte di una cellula, una cellula è parte di un
intero organismo, e così via. Come vedremo in questo libro
l'universo fondamentalmente composto di oloni, d'interi che sono
parte d'altri interi, unità che sono parti d'unità superiori.
Le lettere sono parti di parole, che sono parti di frasi, che
sono parti di dell'intero linguaggio. Una persona è parte di una
famiglia, che è parte di una comunità che è parte di una
nazione, che è parte del globo, e così via.
Poiché ogni olone è contenuto in un olone più grande, gli
oloni stessi esistono in una gerarchia concentrica o olarchia,
come gli atomi alle molecole alle cellule agli organismi agli
ecosistemi. Il Grande Campo è soltanto una grande
rappresentazione di quei livelli di progressiva completezza,
esattamente come indicato nella fig. 1
In breve i livelli di base sono gli oloni di base (fasi,
onde, sfere, campi, annidamenti,), nel Grande Campo dell'Essere.
Uso tutti e tre i termini livelli di base, strutture
di base, e onde di base interscambiabilmente poiché
indicano lo stesso fenomeno; ma ognuno ha una connotazione
leggermente differente che conferisce importanti informazioni. Il
termine "livello" enfatizza il fatto che questi sono i
livelli di organizzazione distinti sul piano qualitativo
organizzata in una concentrica gerarchia (o olarchia) di livelli
di crescente abbraccio olistico, (ogni livello trascende ma
include il suo predecessore come mostrato nella fig. 1). Il
termine "struttura" enfatizza il fatto che questi sono
durevoli modelli olistici dell'essere e della
consapevolezza. (Ognuno è un olone, un intero che è parte di
altri interi). Il termine onde enfatizza il fatto che questi
livelli non sono rigidamente separati e isolati, ma, come, i
colori di un arcobaleno, sfumano infinitamente uno nell'altro. Le
strutture di base sono semplicemente i colori di base di
quell'arcobaleno. Per tradurlo in metafora, sono le onde nel
Grande Fiume della Vita, attraverso il quale scorrono le sue
correnti.
Non c'è niente di lineare o di rigido in queste differenti onde.
Come abbiamo visto più volte, lo sviluppo individuale attraverso
le varie onde di conoscenza è un movimento fluido e fluttuante.
Gli individui possono essere su varie onde in differenti
circostanze; aspetti della loro stessa coscienza possono essere
su differenti onde, anche le subpersonalità di uno stesso
individuo possono essere su differenti onde. Ovunque lo sviluppo
è un argomento complesso! I livelli di base, od onde di base,
rappresentano semplicemente alcune delle più significative
correnti nel Grande Fiume della Vita, niente di più, niente di
meno.
Gli schemi 2-A e 2B (p.
199-200) indicano i livelli di base, o onde di base, come
concepite in una dozzina di sistemi dell'Oriente e
dell'Occidente. Ne discuteremo molti altri andando avanti. Ma
dovrebbe essere ben chiaro sin dall'inizio che questi livelli e
sottolivelli presentati dai saggi del Perenne, non sono il
prodotto di una speculazione metafisica o di una filosofia
astratta che spezzi il capello in quattro. Infatti, questi sono,
in quasi tutti gli aspetti le codificazioni di realtà
esperienziali dirette, che spaziano da esperienze sensoriali
a esperienze mentali e spirituali. "I livelli" del
Grande "Campo", semplicemente riflettono il completo
spettro dell'essere e della coscienza disponibile attraverso
diretta rivelazione esperienziale, spaziano dal subconscio al
conscio al superconscio. Comunque, la scoperta di queste onde è
stata consensualmente realizzata e convalidata negli anni. Il
fatto che ovunque queste onde appaiano esse siano spesso quasi
simili, alcune volte quasi identiche, ci dice semplicemente che
viviamo in un Kosmo che ha degli schemi organizzativi e questi
schemi riccamente tessuti, possono essere e sono stati osservati
da uomini e donne intelligenti in quasi tutte le culture.
Ogni dimensione successiva nel Grande Campo dalla materia al
corpo, dalla mente all'anima e allo spirito, trascende ed include
le sue precedenti cosicché i corpi viventi trascendono ma
includono i minerali, le menti trascendono ma includono i corpi
vitali, le anime luminose trascendono ma includono le menti
concettuali, e lo spirito radiante trascende ed include
assolutamente ogni cosa.
Lo spirito è quindi l'onda più alta (puramente trascendentale)
e il substrato sempre presente di tutte le onde (puramente
immanente), andando oltre Tutto e abbracciando Tutto. Il Grande
Campo è un complesso elastico (lattice work) multidimensionale
d'amore, eros, agape, karuna, maitri, o come si vuol chiamare,
che non lascia neppure un angolo del Kosmo non toccato dalla sua
cura né è separato dai misteri della grazia.
Questo punto tanto importante è spesso dimenticato, lo Spirito
è pienamente trascendente e pienamente immanente. Se si prova a
concettualizzare lo Spirito, si deve almeno provare a rispettare
entrambe le posizioni. Queste sono mostrate nella figura 1. Dove
la sfera più alta rappresenta lo spirito trascendentale (il
quale è scritto con la s minuscola per indicare che è solo un
livello tra i livelli, nonostante il più alto), e la mappa
stessa rappresenta lo Spirito immanente e nello stesso tempo lo
stesso Terreno di tutti i livelli (con la lettera S maiuscola per
indicare che non ce n'è un altro). Le religioni patriarcali
tendono ad enfatizzare l'aspetto "trascendentale
exatramondano" dello spirito; e quelle matriarcali e
neopagane tendono ad enfatizzare l'aspetto pienamente immanente o
di "questo mondo". Ognuno di questi è importante e una
visione veramente integrale dovrebbe dare ampio spazio ad
entrambi. (Il contesto determinerà quale aspetto dello
spirito/Spirito intendo, ma sono sempre implicati entrambi).
La Grande Olarchia dell'Essere e della Conoscenza: dono senza
prezzo dei secoli. Questo è il cuore della Filosofia Perenne, e
possiamo affermare che è la parte della Filosofia Perenne che
più è stata empiricamente testata come la più durevole.
L'evidenza continua ad aumentare in modo schiacciante: gli esseri
hanno a loro disposizione uno straordinario spettro della
coscienza che spazia da stati prepersonali, a stati personali e
transpersonali. I critici che hanno tentato di negare l'esistenza
dello spettro lo fanno non mostrando un'evidenza opposta, ma
semplicemente rifiutando di riconoscere l'evidenza sostanziale
che è stata già accumulata; l'evidenza, in ogni caso, rimane.
L'evidenza dice, in breve, che esiste un arcobaleno di coscienza
riccamente tessuto, che spazia dal subconscio, al conscio, al
superconscio.
Nello stesso tempo, il fatto che i filosofi del perenne sono
stati i primi ad osservare molti dei colori di questo
straordinario arcobaleno, non significa che la modernità e la
postmodernità debbano venire mute all'incontro. Nessuno come
Piaget ha chiarito la natura dello sviluppo del pensiero concreto
e operativo formale. Ma, per il modo in cui alcuni aspetti delle
fasi iniziali possono essere repressi, penso che spetti a Freud
parlare. La modernità e la postmodernità non sono senza i loro
geni; la Filosofia Perenne non è priva di limitazioni e
d'inadeguatezze, un più completo spettro della coscienza dovrà
certamente includere ed equilibrare tutte le loro intuizioni e
scoperte. Ma, per quanto riguarda la natura generale delle onde
del grande Fiume della Vita, i Filosofi del Perenne colpivano
spesso nel segno.
Mi riferirò spesso alla Filosofia Perenne (e al Grande Campo)
come alla "saggezza della premodernità". Ciò non è
un peggiorativo, né significa che non si trovino tracce della
Filosofia Perenne nella modernità o nella postmodernità,
(sebbene, francamente, è raro). Significa semplicemente che la
Filosofia Perenne ebbe origine in quelli che chiamiamo tempi
premoderni. Questo è un punto importante che spesso confonde la
gente: pensare che la premodernità avesse accesso al Grande
Campo dell'essere non significa che ognuno nella premodernità
fosse pienamente risvegliato ad ogni livello del Grande Campo.
Infatti, gli sciamani, gli yoghi, i santi e i saggi che avevano
risvegliato i più alti livelli dell'anima e dello spirito erano
sempre estremamente rari. L'individuo medio (come vedremo nel
capitolo 12) passava gran parte del suo tempo a un livello di
coscienza prerazionale, non transrazionale. E ancora, la
"saggezza" significa il meglio che ogni era ha
da offrire e gli studiosi sensibili hanno sempre creduto che i
Filosofi del Perenne da Plotino a Shankara, a Fa-tsang, Lady
Tsogyal, sono una riserva di straordinaria saggezza. Comprenderli
è molto più che abbracciare alcune importanti verità. E' un
modo per affermare la nostra continuità con la saggezza dei
secoli; un modo per onorare i nostri antenati, un modo per
trascendere e includere ciò che accadde prima di noi e così
fluire con la corrente del Kosmo, e soprattutto un modo per
ricordarci che, anche se siamo sulle spalle di giganti, faremmo
bene a ricordare che siamo sulle spalle di GIGANTI.
Quello che quindi ho cercato di fare nel presentare le onde di
base del Grande Campo, è di guardare prima alla Filosofia
Perenne per i contorni generali dei diversi livelli, e quindi
arricchire significativamente tale comprensione con i molti
riferimenti (e alcune volte le correzioni) offerti dalla
modernità e dalla postmodernità. Prendete Aurobindo (schema 2 b). Si
noti che egli si riferisce ai livelli intermedi come "mente
inferiore, mente concreta, mente logica e mente superiore".
Aurobindo dette una descrizione verbale di queste strutture di
base che è molto utile. Ma, questi livelli intermedi sono anche
le strutture che sono state profondamente studiate dalla
psicologia cognitiva occidentale e confrontate con una
considerevole quantità d'evidenza clinica e sperimentale. Ho
tentato quindi di usare per questi livelli intermedi, termini
presi da quella ricerca, come: "Livello mentale delle regole
e del ruolo", "pensiero concreto operativo" e
"pensiero operativo formale". Tutte queste diverse
codificazioni dei livelli dello sviluppo sono semplicemente
differenti istantanee prese da vari angoli usando differenti
macchine fotografiche del Grande Fiume della Vita, e sono tutte
utili a modo loro. (Certo le foto sfocate o brutte non sono molto
utili e possiamo rifiutare ogni ricerca che non raggiunga un
decente standard, ho cercato di includere dei grandi fotografi).
In tutti gli schemi, le correlazioni che ho dato tra i vari
livelli e i vari teorici sono molto generiche al solo scopo di
accompagnarci nel giusto campo di gioco (e iniziare più
raffinate attente correlazioni). Molte di queste correlazioni
sono state date dai teorici stessi e io credo che la maggior
parte di loro sia accurata. Questo è vero anche per i livelli
superiori (transpersonali), tuttavia la situazione diventa più
difficile. Prima di tutto quando ci avviciniamo a realizzazioni
superiori dello spettro della coscienza le ricerche della
psicologia occidentale ortodossa incominciano ad abbandonarci, e
dobbiamo rivolgerci sempre più ai grandi santi e contemplativi
dell'oriente, dell'occidente, del nord e del sud. In secondo
luogo, le superfici degli aspetti culturali sono spesso
drammaticamente differenti e rendono la ricerca d'ogni profondo
aspetto transculturale più necessario, e, in terzo luogo, pochi
esperti di un sistema comunicano con dettagli agli altri, e così
sono state fatte meno comparazioni sistematiche. Tuttavia
sostanziali studi, alcuni dei quali vedremo sotto, hanno fatto un
gran lavoro di battistrada in queste importanti correlazioni, e
riporto alcuni dei risultati negli schemi. Che ci sia una
generale somiglianza transculturale di questi più alti
livelli transrazionali e transpersonali è un sicuro segno che
noi stiamo fotografando alcune correnti molto reali in un fiume
molto reale.
IL GRANDE CAMPO È UN POTENZIALE E NON UNA CONDIZIONE DATA
Non è necessario immaginare le strutture di base o gli oloni di
base come fossero per noi permanentemente fisse essenze che non
cambiano (Platoniche, Kantiane, Hegeliane o Husserliane). Possono
in parte essere comprese come abitudini dell'evoluzione, più
come una memoria del cosmo che un modello a priori. Ma in un modo
o nell'altro un punto cruciale rimane: il fatto che i grandi
yoghi, i grandi santi e saggi hanno già sperimentato molti dei
reami transpersonali (come vedremo) ci mostra senza possibilità
d'errore che noi abbiamo già i potenziali per questi alti
livelli presenti nel nostro stesso sistema. L'organismo umano e
il suo cervello, nella sua forma presente, ha la capacità per
questi stati superiori. Forse altri stati emergeranno in futuro;
forse si svilupperanno nuovi potenziali, forse sorgeranno più
alte realizzazioni. Ma il fatto rimane che proprio ora noi
abbiamo almeno queste straordinarie dimensioni transpersonali
già disponibili per noi. E qualunque cosa noi diciamo: che
questi potenziali più alti sono stati dati a noi da Dio, o che
furono per la prima volta creati dai santi, dai saggi pionieri
dell'evoluzione e quindi lasciati in eredità al resto di noi
come campi morfogenetici o solchi evolutivi, o che sono forme
platoniche per sempre inserite nel cosmo, o che vennero fuori
della mutazione sorda e cieca del caso e da irragionevole
selezione naturale, alla fine non cambia il fatto che questi più
alti potenziali siano ora disponibili per tutti noi.
Le strutture che generalmente presento, e che sono nella colonna
di sinistra in ogni schema- rappresentano misure di riferimento
tratte da sorgenti premoderne, moderne e postmoderne, usandole
per riempire i vuoti delle altre. Per confronto, gli schemi 2a e 2b mostrano
alcuni dei livelli di base come sono stati concepiti in altri
sistemi. Sotto la "Generale Grande Catena" ho fatto una
lista dei più comuni cinque livelli: materia, corpo (nel senso
di viventi corpi vitali, il livello emozionale sessuale), mente
(includendo immaginazione, i concetti e la logica), l'anima (la
sorgente sovraindividuale d'identità), e lo spirito (sia il
terreno senza forma, sia l'unione non-duale di tutti gli altri
livelli). Questi livelli, come ho detto, sono come i colori
dell'arcobaleno, li ho rappresentati sfumare uno nell'altro.
Anche ciò, tuttavia, può portare fuori strada; una più
accurata rappresentazione dovrebbe essere una serie di sfere
concentriche, con ogni sfera successiva che abbraccia le
precedenti (figura 1). Questo modello non è come i pioli di una
scala uno appoggiato sopra l'altro, ma oloni in un'olarchia come
quella d'atomi/molecole/cellule/organismi/ con ogni superiore che
avviluppa i precedenti.
Allo stesso tempo, e questo non può essere enfatizzato mai
abbastanza, i livelli più alti del Grande Campo sono potenziali,
e non dati di fatto assoluti. I livelli inferiori, materia, corpo
e mente, sono già emersi in grande scala, così che già
esistano pienamente in questo mondo manifesto. Ma le strutture
più alte, psichico, sottile e causale, non sono ancora
consapevolmente manifeste in scala collettiva; esse rimangono per
la maggior parte della gente, potenzialità del corpo-mente umano
e non realtà pienamente attualizzate. Quello che il Grande Campo
rappresenta è basilarmente un Grande Campo morfogenetico o
spazio evolutivo, che espande dalla materia, alla mente allo
spirito, e nel quale vari potenziali si sviluppano in attualità.
Benché per convenienza io parli dei livelli più alti come se
fossero stati semplicemente dati, essi sono ancora plastici,
ancora aperti ad essere formati, mentre sempre più gente
coevolve in loro (perché come ho detto queste strutture di base
sono più delle abitudini cosmiche che schemi predefiniti). Man
mano che questi più alti potenziali sono attualizzati, è data
loro maggior forma e contenuto, e quindi coscientemente diventano
realtà d'ogni giorno. Prima d'allora, essi sono, in parte, solo
grandi potenziali che tuttavia esercitano un'innegabile
attrazione, che sono presenti in modi profondi, e possono essere
direttamente realizzati da una più alta crescita e sviluppo
mostrando un alto grado di assomiglianza ovunque essi appaiono.
STRUTTURE E STATI
La più classica e probabilmente più antica delle versioni più
complesse del Grande Campo è quella del Vedanta (schema 2b) che
include anche le importantissime distinzioni tra stati, corpi, e
strutture. Uno stato significa uno stato di coscienza come la
veglia, il sogno e il sonno profondo. Una struttura è un
involucro o livello di coscienza, il Vedanta ce ne offre cinque
dei più importanti: il livello materiale, il livello biologico,
il livello mentale, il mentale superiore e lo spirituale. Un
corpo è un supporto energetico ai vari stati e livelli della
mente, il Vedanta ne indica tre: il corpo grossolano dello stato
di veglia (che sostiene la mente materiale); il corpo sottile
dello stato di sogno (che sostiene i livelli emozionali, mentali
e mentali superiori); e il corpo causale del sonno profondo che
sostiene la mente spirituale.
Nota che un dato stato di coscienza, come la veglia o il sogno-
può infatti ospitare numerose strutture e diversi livelli di
coscienza. In termini occidentali potremmo affermare che lo stato
di veglia può contenere diverse strutture di consapevolezza
assai differenti come: sensomotorio, preoperativo, concreto
operativo e operativo formale. In altre parole, benché gli
stati di coscienza siano importanti le strutture della coscienza
offrono informazioni più dettagliate riguardo allo stato attuale
della crescita e sviluppo di ogni individuo, e per questo un
approccio a grande spettro dovrà includere sia gli stati sia le
strutture.
Nel mio sistema, le strutture sono di due tipi principali: le
strutture di base (che abbiamo appena introdotto) e le strutture
nelle varie linee di sviluppo (che esamineremo sotto). Strutture
che, sia in psicologia che in sociologia, sono semplicemente
stabili stati di eventi. Le strutture psicologiche possono essere
divise e suddivise in numerosi modi, profondi e superficiali,
livelli e linee, durevoli e transitori, e io userò tutte queste
distinzioni. Ma, come ho detto, molto spesso ne uso solo due: le
strutture nei livelli di base della coscienza (come sensazione,
impulso, immagine, regola, operativo-formale, Vision Logic o
pensiero razionale integrato, psichico, sottile, ecc.) e le
strutture nelle linee dello sviluppo della coscienza (come le
fasi cognitive, affetto, bisogni, morale, e così via). In breve
le strutture sono schemi olistici che si trovano sia nei livelli
di sviluppo sia nelle linee di sviluppo. I principali stati sono
in generale di due tipi: naturale ed alterato. Gli stati naturali
di coscienza includono quelli identificati dalla filosofia
perenne, veglia/grossolano, sogno/sottile, sonno
profondo/causale. Secondo la filosofia perenne, lo stato di
veglia è la dimora del nostro ego di ogni giorno. Ma lo stato di
sogno, precisamente perché è un mondo creato interamente dalla
psiche, offre un tipo di accesso a stati dell'anima. Lo stato di
sonno profondo, poiché è un regno di puro senza forma, offre un
tipo di accesso allo spirito senza forma (o causale). Certamente,
per la maggior parte della gente, lo stato di sogno e di sonno
profondo è meno reale e non più reale della realtà dello stato
di veglia, che è abbastanza vera da un certo punto di vista. Ma
secondo la filosofia perenne, questi stati più profondi possono
essere vissuti con piena consapevolezza, e in quel caso offrono i
loro straordinari segreti (come vedremo). Nello stesso tempo, noi
possiamo semplicemente notare che la filosofia perenne sostiene
che gli stati di veglia, di sogno e di sonno profondo
rispettivamente offrano un tipo di accesso all'ego grossolano
all'anima sottile e allo spirito causale.
(Spesso suddivido gli stati sottili in un regno più basso o
psichico e un regno propriamente"sottile", perché i
livelli sottili o "psichici" bassi giacendo accanto al
regno grossolano, hanno un intenso abbraccio o senso di unione
con l'intero regno grossolano, come nel misticismo della natura;
mentre il propriamente sottile trascende tanto il livello
grossolano che solitamente coinvolge stati puramente trascendenti
del misticismo degli Dei. Il Causale naturalmente, è il regno
della cessazione immanifesta ed è la dimora del misticismo senza
forma. Integrare tutto è misticismo non duale. Esamineremo tutti
questi più alti reami transpersonali in questo libro, così che
l'esatto significato sarà chiarito da un'ulteriore lettura).
L'importanza di questi tre (o quattro) stati naturali, è che
ogni essere umano, non importa a quale fase, o struttura, o
livello di sviluppo, ha a sua disposizione lo spettro generale
della coscienza, dall'ego all'anima allo spirito, almeno come
stati temporanei per la semplice ragione che tutti gli uomini
sperimentano la veglia il sogno e il sonno.
Uno stato alterato di coscienza è uno stato di coscienza non
normale o non ordinario, come gli stati indotti dalle droghe, le
esperienze di vicinanza con la morte, e gli stati meditativi.
In un'esperienza di picco (un temporaneo stato alterato) una
persona può momentaneamente sperimentare mentre è sveglia ogni
stato naturale, dallo psichico, al sottile, al causale alla
consapevolezza non duale, e questo spesso si mostra come diretta
esperienza spirituale, come misticismo della natura, misticismo
degli dei, misticismo senza forma, (vedi sotto).
Esperienze di picco possono accadere a individui in qualunque
stadio di sviluppo.
La nozione che stati spirituali e transpersonali siano
disponibili solo ai livelli più alti dello sviluppo è
abbastanza scorretta. Sebbene i principali stati, grossolano,
sottile causale e non duale, siano disponibili agli esseri umani
virtualmente ad ogni livello di crescita, il modo in cui
questi stati reami sono sperimentati e interpretati, dipende
in un certo grado dal livello di sviluppo della persona che sta
avendo l'esperienza di picco. Questo significa come ho suggerito
in " A Sociable God", che noi possiamo creare una
griglia dei tipi d'esperienze spirituali che sono generalmente
disponibili agli individui a differenti diversi livelli di
crescita. Per esempio, chiamiamo per semplicità gli stati più
primitivi arcaico, magico, mitico, e razionale. Una persona ad
ognuno di questi livelli può avere una temporanea esperienza di
picco dello psichico o del sottile, del causale o del non-duale.
Questo da una griglia di circa sedici tipi differenti
d'esperienze spirituali.
Per fare alcuni esempi: una persona nella fase magica di sviluppo
(che non può facilmente prendere il ruolo di un altro) può
avere un'esperienza di picco a livello sottile (o, diciamo,
d'unione radiante con Dio), in tal casi quella persona tenderà a
sperimentare l'unione con Dio solo applicabile a se stessa (dal
momento che non può prendere il ruolo di un altro e così
comprendere che di fatto tutti gli uomini e gli esseri senzienti
sono ugualmente uno con Dio. Tenderà quindi a soffrire di forte
inflazione dell'io forse anche psicotica nelle sue dimensioni.
Dall'altra parte una persona a livello mitico (che ha espanso la
sua identità dall'egocentrico al socio-centrico, ma che è molto
fondamentalista e prende le cose alla lettera) sperimenterà la
sottile unione con Dio come una salvezza che è data non
esclusivamente a lui (come fa l'egocentrico) ma esclusivamente a
quelli che abbracciano quei particolari miti ("se vuoi
essere salvato devi credere al mio Dio dea che è l'unica e la
sola divinità"); così questa persona potrebbe diventare un
fondamentalista nato due volte pronto a convertire l'intero mondo
alla sua versione di un Dio rivelato. L'esperienza del livello
sottile è molto reale e genuina ma deve essere portata da
qualche parte, ed è portata in questo caso in una mente
etnocentrica, fondamentalista d'appartenenza mitica, che
drammaticamente limita e infine distorce i contorni del regno
sottile (come fece ancor di più nella precedente fase
egocentrica). Una persona a livello formale riflessivo tenderà a
sperimentare la sottile unione con Dio in termini più basati
sulla ragione, forse come deismo razionale o come terreno
dell'essere demitologizzato e così via.
In altre parole una data esperienza di picco (o temporaneo stato
di coscienza) è generalmente interpretata secondo il livello
generale di sviluppo della persona che ha tale esperienza. Questo
ci dà, come ho detto, una griglia di circa 16 tipi molto
generici d'esperienze spirituali: stati psichici, sottili,
causali e nonduali, manifestati in strutture arcaiche, magiche,
mitiche e razionali. In "Sociable God" presento
esempi di tutto questo e ne sottolineo l'importanza, ci torneremo
più avanti in questo libro.
Ma tutte queste esperienze di picco, per quanto profonde, sono
meramente stati transitori e passeggeri. Per fare in modo che
avvenga un superiore sviluppo, questi stati temporanei devono
diventare tratti permanenti. Lo sviluppo superiore comporta, in
parte, la conversione di stati alterati in realizzazioni
permanenti. In altre parole, i più alti raggiungimenti
dell'evoluzione, i potenziali transpersonali che erano
disponibili solo in stati temporanei della coscienza, si
trasformano crescentemente in durevoli strutture della coscienza
(da stati a tratti). E' qui, che gli stati meditativi diventano
più importanti. Diversamente dagli stati naturali (che danno
accesso agli stati psichico, sottile e causale, nel naturale
ciclo del sonno, ma raramente durante la veglia o nella piena
consapevolezza) e diversamente dalle esperienze di picco
spontanee (che sono fugaci), gli stati meditativi offrono
l'accesso ai regni superiori in modo deliberato e prolungato.
Come tali, essi scoprono più stabilmente i livelli più alti del
Grande Campo, gli alti livelli che eventualmente, con la pratica,
diventano realizzazioni permanenti. In altre parole, gli stati
psichici sottili causali e nonduali possono tutti diventare
durevoli strutture nel proprio temperamento ed è per questo che
i termini "psichico sottile causale e nonduale" sono
usati per riferirsi alle strutture più alte del Grande Campo
dell'Essere. Quando emergono permanentemente nello sviluppo di un
individuo i loro potenziali, che una volta erano disponibili solo
in stati passeggeri, diventano i durevoli contorni di una mente
illuminata.
I LIVELLI DI BASE IN ALTRI SISTEMI
Come ho detto, gli schemi 2a e 2b mostrano
il Grande Campo e le sue strutture o livelli di base come sono
concepiti in alcuni sistemi diversi. Non affermo che tutte
strutture, livelli onde sono identici, solo che condividono molte
importanti somiglianze nello spazio dello sviluppo, e questo
spazio dello sviluppo, come vedremo, è molto interessante e
molto importante per una psicologia integrale.
Sembra che i più antichi di questi sistemi ebbero origine in
India e dintorni, forse indietro nel tempo sino al primo e
secondo millennio prima di Cristo (benché la tradizione proclami
una data anche molto più antica). Il sistema dei chakra, gli
involucri e gli stati dei Vedanta, i vijnana dei buddisti, i
livelli vibratori dello shivaismo del Kashmir e la gerarchia
supercosciente di Aurobindo, tutto ciò viene da questo fiume di
ricerca sulla coscienza che è storicamente insuperato. Poco
dopo, forse per una migrazione (ma probabilmente per l'esistenza
universale di questi potenziali), il fiume della Mesopotamia e
del Medio Oriente incomincia il suo possente viaggio, che
includerà affluenti persiani, nord-africani, palestinesi e
greci. Il più influente di questi si manifesterà con le
tradizioni neoplatoniche e sarà rappresentato dalle correnti di
Plotino, la cabala il sufismo e il misticismo cristiano (tutti
rappresentati negli schemi).
Benché sia di moda tra coloro che abbracciano il relativismo
pluralistico bandire la filosofia perenne (e qualunque cosa sia
definito "universale" se non le loro stesse universali
affermazioni sull'importanza del pluralismo), uno sguardo meno
condizionato mostrerà l'evidenza di uno stupefacente insieme di
somiglianze generali tra le più grandi tradizioni di saggezza
del mondo. Perché questo dovrebbe sorprenderci? Il corpo umano
ovunque fra crescere 206 ossa, due reni ed un cuore; la mente
umana ovunque crea le capacità per immagini simboli e concetti.
Allo stesso modo sembra che lo spirito umano ovunque crei
intuizioni del Divino, e anche queste, nel profondo e non in
superficie, mostrano aspetti con molte somiglianze. Certe
tradizioni sono state più complete, altre sono state più
precise. Ma, mettendole tutte insieme, otteniamo una mappa
generale delle possibilità umane con uno spettro incredibilmente
ampio.
A questo punto chi è a disagio nel concepire livelli e fasi,
tende a diventare sospettoso e a domandarsi se la coscienza e il
suo sviluppo siano veramente una serie lineare di fasi
monolitiche, che procedono una dopo l'altra come in una scala? La
risposta è assolutamente no. Come vedremo queste onde di base
del Grande Campo sono semplicemente i livelli generali attraverso
i quali numerosi differenti linee e correnti di sviluppo
fluiranno, come le emozioni, i bisogni, l'identità dell'io, la
morale e le realizzazioni spirituali e così via, ognuna
procedendo a suo modo e con la propria dinamica. Lo sviluppo
complessivo non è affatto una questione lineare simile ad una
scala. E' un fluido mescolarsi di molte correnti attraverso
queste onde di base. Esamineremo presto molte di queste correnti.
Prima dobbiamo finire il nostro resoconto sulle onde di base e il
loro emergere.
I TEMPI DELL'EMERGERE DELLE ONDE DI BASE
Nella colonna estrema sinistra dello schema 3a, ho
incluso l'età media dell'emergere delle strutture di base della
coscienza fino alla mente formale. La ricerca suggerisce che le
età sono relativamente simili nella maggior parte della gente
del mondo d'oggi, semplicemente perché, io ho ipotizzato, lo
sviluppo collettivo o l'evoluzione generale ha raggiunto il
livello formale (mentre livelli più alti del formale che
l'evoluzione collettiva non ha ancora raggiunto, devono essere
conquistati con il proprio sforzo personale, in parte perché
questi sono potenziali da sviluppare e non condizioni già
disponibili).
Le tradizioni spesso dividono il viaggio della vita nelle
"Sette età di una persona" dove ogni età coinvolge
l'adattamento ad uno dei sette livelli di coscienza (come i sette
chakra: fisico, emozionale-sessuale, mentale inferiore medio,
alto, anima e spirito) ed ognuno dei sette livelli si dice prenda
sette anni. Così i primi sette anni della vita, coinvolgono
l'adattamento al regno fisico (specialmente cibo, sopravvivenza e
sicurezza). I secondi sette anni coinvolgono l'adattamento alla
dimensione emozionale-sessuale-sentimentale (che culmina nella
maturità sessuale o pubertà). I terzi sette anni della vita
(tipica l'adolescenza) coinvolge l'emergere della mente logica e
l'adattamento alle sue nuove prospettive. Questo ci porta circa
ai ventuno anni, momento in cui molti individui tendono ad
arrestare il loro sviluppo. Ma se lo sviluppo continua, ogni
ulteriore periodo di sette anni dà la possibilità di un nuovo e
più alto livello d'evoluzione della coscienza, così nello schema 3a ho fatto
una lista tra parentesi di queste cime generali vicino alle più
grandi strutture di base. Certo queste sono generalizzazioni più
ampie con abbondanti eccezioni ma sono almeno suggestive. Perché
sette età e non diciamo dieci? Di nuovo esattamente come
dividiamo e suddividiamo il numero dei colori di un arcobaleno,
è largamente un fatto di scelte. Comunque i filosofi e gli
psicologi del perenne, hanno trovato che, non importa quante
minute suddivisioni possiamo fare per dei diversi propositi (per
esempio trenta per molte specifiche dettagliate fasi di certi
tipi di meditazione), tuttavia ha senso parlare di un
raggruppamento funzionale delle onde di base del Grande Campo.
Cioè ha senso il modo in cui i livelli e sublivelli possono
essere raggruppati (ad esempio: quark, atomi molecole e
cristalli, sono tutti materiali e non biologici, nessuno di loro
può riprodursi sessualmente). Allo stesso modo c'è un senso nel
riunire i livelli e sublivelli mentali (immagini, simboli
concetti e regole) che sono tutti mentali e non ad esempio,
psichici o sottili. In altre parole, anche se si può trovare
utile in certe occasioni distinguere dozzine (o persino
centinaia) di piccole gradazioni nei colori di un arcobaleno,
c'è anche una buona ragione per affermare che basilarmente ci
sono sei o sette principali colori nella maggior parte degli
arcobaleni.
Questo è quello che intende la filosofia perenne con "le
sette età di una persona" o i sette principali chakra o
strutture di base. Per varie ragioni io ho travato che benché
circa un paio di dozzine di strutture di base può essere
rapidamente identificato (dalla sensazione alla percezione,
exocept, impulso, immagine, simbolo edocept, concetto regola) non
di meno possono essere condensate dai sette ai dieci
raggruppamenti funzionali che riflettono facilmente fasi
riconoscibili (come vedremo in questo volume). Questi
raggruppamenti delle strutture di base le rappresento con nomi
molto generici che sono nelle colonna sinistra di tutti gli
schemi: (1) senso motorio, (2) emozionale fantasmatico (o
emozionale sessuale) (3) mente rappresentativa simile a
preoperativa o "preop" (4) la mente della regola e del
ruolo simile al concreto operativo o "conop" (5)
riflessivo formale (simile a operativo formale o
"formop") (6) Vision Logic o pensiero sintetico
integrato (7) psichico (8) sottile (9) causale e (10) non duale.
Di nuovo queste sono semplici generalizzazioni orientative ma ci
offrono un modo conveniente per confrontarci con un gran numero
di dati ed evidenze. Ma nessuna di queste generalizzazioni ci
impedirà di usare mappe che possono essere più dettagliate o
semplificate secondo le necessità del caso.
LO SVILUPPO COGNITIVO E IL GRANDE CAMPO DELL'ESSERE
Il Grande Campo è propriamente una grande olarchia dell'essere e
del conoscere: livelli di realtà e livelli di conoscenza di
questi livelli. Cioè i filosofi del perenne trovano importante
sia l'ontologia che l'epistemologia come inseparabili aspetti
delle grandi ombre della realtà. La modernità trovò necessario
differenziare l'ontologia dall'epistemologia, e ciò sarebbe
stata una cosa molto positiva se la modernità e la
postmodernità avessero completato lo sviluppo ed integrato
queste differenziazioni, mentre ciò che accadde fu invece che
queste differenziazioni si separarono completamente; e la
modernità, confidando solo nella sua isolata soggettività,
abbracciò soltanto l'epistemologia, mentre l'ontologia cadde nel
buco nero del soggettivismo per non essere più ascoltata.
La Grande Catena per il grado di riconoscimento che avuto dalla
modernità, diventò solamente una gerarchia di livelli di
conoscenza, in altre parole una gerarchia cognitiva come quella
studiata da Piaget. Questo non è tanto sbagliato quanto
terribilmente parziale, perché è un lasciar fuori i livelli di
realtà che darebbero il terreno alla conoscenza (o, altrettanto
tristemente riconoscere solo il livello sensomotorio della
realtà, al quale ogni conoscenza deve essere fedele per poter
essere giudicata "vera"). Tuttavia, per il momento,
mettiamo a fuoco solo la cognizione, e poiché è certamente vero
che la Grande Catena è parte del grande spettro della coscienza,
la domanda allora è: negli individui la Grande Catena è la
stessa cosa che lo sviluppo cognitivo?
Non esattamente. Per incominciare, certamente si può pensare al
Grande Campo anche come il grande spettro della coscienza, che,
in effetti, è. Una delle definizioni del dizionario del termine
"cognitivo" è "in relazione alla coscienza",
quindi in ogni modo si può pensare nei termini del dizionario
allo sviluppo del Grande Campo (che negli individui comporta lo
sviluppo di più alti e più ampi livelli di consapevolezza) come
fosse in generale simile allo sviluppo cognitivo, sino a che
comprendiamo che "cognizione o coscienza" vanno dal
subconscio, al conscio al superconscio, e questo include
modalità interiori di consapevolezza altrettanto come modalità
esteriori.
Il problema, come dicevo, è che "cognizione" nella
psicologia occidentale cominciò ad avere un significato
ristretto che escludeva la maggior parte di quanto sopra. Finì
col significare la percezione d'oggetti esteriori. Ogni tipo di
coscienza o consapevolezza (nel senso più ampio) fu quindi
esclusa (per esempio le emozioni, sogni, visioni creativi, stati
sottili ed esperienze di picco). Se il contenuto della coscienza
non era una sorta d'oggetto obiettivo ed empirico (una roccia, un
albero, una macchina, un organismo), allora quella coscienza si
diceva non possedesse validità cognitiva e fu così per tutti
questi interessanti e importanti modi della coscienza.
Nelle mani di gente come Piaget, il significato di cognizione fu
ristretto ancora di più a tipi d'operazioni logico matematiche
che si considerò fossero la base di tutte le altre linee di
sviluppo e in tutti gli altri dominii. A questo punto, il termine
coscienza come "cognizione" è stata ridotto al
percepire null'altro che le piatte e vaghe superfici degli
oggetti empirici (quello che noi chiameremo
"flatland"). Detto in modo semplice, qualunque
consapevolezza che vedesse qualcos'altro rispetto al mondo del
materialismo scientifico, non era una vera consapevolezza, non
era una vera cognizione.
In questo senso, lo sviluppo degli individui nel Grande Campo non
è per niente uno sviluppo "cognitivo". E tuttavia, se
guardiamo un po' più vicino allo schema di Piaget, e a quello
che i successivi psicologi hanno inteso con "sviluppo
cognitivo", possiamo trovare somiglianze molto interessanti
(e molto importanti), se pur limitate.
Prima di tutto gli studi psicologici occidentali dello sviluppo
cognitivo implicano ancora lo studio di qualche tipo di
coscienza, seppure a volte ristretta e ridotta. In ogni modo,
ciò che Piaget studiò come pensiero formale operativo, che fu
concepito come una struttura matematica (i raggruppamenti INRC),
è un modo legittimo per sezionare il flusso della coscienza a
quel punto, ma difficilmente esauriscono tutte le foto della
coscienza che si possono scattare in quella particolare curva del
fiume. Esistono numerose altre prospettive valide per definire la
coscienza a questo livello, dalla presa del ruolo agli stili
epistemologi, alle visioni del mondo, alle spinte morali. Ma,
focalizzandosi sullo sviluppo cognitivo Piaget almeno illuminò
l'importanza centrale dello sviluppo della coscienza, anche se in
modo limitato.
Il fatto importante è che quando sono studiate le specifiche
linee di sviluppo, come lo sviluppo morale, lo sviluppo dell'io e
lo sviluppo del ruolo, è stato quasi sempre constatato che lo
sviluppo cognitivo è necessario (ma non sufficiente) per questi
diversi sviluppi. In altre parole, prima che si possa sviluppare
la morale o la prospettiva dell'io o l'idea di una buona vita, si
deve essere capaci, in primo luogo, di concepire consciamente
questi vari elementi. La coscienza è perciò necessaria, ma non
sufficiente, per questi altri sviluppi.
Ed è questa esattamente la pretesa dei teorici del Grande Campo.
I livelli del Grande Campo (le strutture di base della coscienza)
sono i livelli attraverso i quali le linee di sviluppo procedono
e senza le onde di base non c'è nulla per le varie barche su cui
galleggiare. Questo perché le strutture di base (se concepite
come gli involucri del Vedanta, i livelli di coscienza del
Mahayana, i livelli ontologici dello Sefirot della Kabala, o le
fasi della crescita dell'anima verso dio nel Sufismo) sono la
spina dorsale, lo scheletro essenziale su cui si agganciano molti
altri sistemi.
Sebbene essi non possano essere equiparati, lo sviluppo cognitivo
(come studiato dagli psicologi occidentali) è forse la cosa più
vicina alla Grande Catena o allo spettro della coscienza (almeno
sino ai livelli della mente formale; oltre i quali molti
ricercatori occidentali non riconoscono nessuna altra forma di
coscienza). Per questa ragione, e tenendo sempre presente le
molte caratteristiche e limiti, alcune volte uso i termini
cognitivi come conop e formop, per descrivere delle strutture di
base. Poiché lo sviluppo cognitivo ha un significato molto
specifico e ristretto nella psicologia occidentale, la considero
una linea di sviluppo separata dalle strutture di base (così che
noi possiamo preservare la ricchezza ontologica degli oloni di
base e non ridurli alle categorie cognitive occidentali). Gli schemi 3a e 3b sono
correlazioni delle strutture di base con le fasi cognitive come
sono espresse dai diversi ricercatori moderni. Uno degli articoli
più interessanti in questi schemi è il numero degli psicologi
occidentali che basandosi su dei dati ampiamente empirici e
fenomenologici hanno scoperto numerosi stadi di sviluppo postformale,
cioè fasi di sviluppo cognitivo oltre la razionalità lineare,
(per esempio oltre il pensiero formale operativo o formop).
Sebbene il termine "postformale" si riferisca a
qualunque e ad ogni fase oltre il formop, è di solito usato
soltanto per fasi mentali e personali e non sovramentali e
transpersonali. In altre parole, per molti dei ricercatori
occidentali il termine "postformale" si riferisce alla
prima delle principali fasi oltre il formop che io chiamo Vision
Logic (pensiero sintetico integrato). Come mostrato negli schemi 3a e 3b molti
ricercatori hanno trovato da due a quattro fasi di cognizione
postformale e pensiero sintetico integrato (Vision Logic). Queste
fasi postformali si muovono oltre le fasi formale/meccanicistica
del primo formop in varie fasi di relatività, sistemi
pluralistici, contestualismo, primo pensiero integrato Vision
Logic, e da qui in fasi pensiero metasistemico, integrato,
unificato, dialettico e olistico (dal medio al tardo vision
logic). Ciò ci dà un quadro delle dimensioni del mentale
superiore come spazi dinamici, in sviluppo, dialettici e
integrati.
In ogni modo, pochi di questi ricercatori si muovono in un regno
transmentale (di eventi psichici, sottili, causali o nonduali,
transrazionali e transpersonali) sebbene molti di loro hanno
sempre più contatti con questi livelli più alti. Per i confini
di questi livelli, dobbiamo spesso riferirci, ancora una volta,
ai grandi saggi e ai contemplativi, come è chiarito in molti
degli schemi.
A questo riguardo, è ancora in atto una disputa molto scottante,
se le stesse fasi spirituali/transpersonali, possano essere
considerate come livelli più alti di sviluppo cognitivo. La
risposta, credo, dipende da ciò che s'intende per
"cognitivo". Se significa quello che la maggior parte
degli psicologi occidentali intendono, una conoscenza mentale e
concettuale degli oggetti esteriori, le fasi più alte o
spirituali non sono cognitivo mentali, poiché spesso sono
sovramentali, transconcettuali e non esteriori. Se per
"cognitivo" intendiamo "conoscenza in
generale", includendo gli stati del superinconscio, molte
delle esperienze spirituali più alte allora sono cognitive. Ma
gli stati spirituali e transpersonali hanno anche molti altri
aspetti, come i più alti affetti, aspetti morali e senso di sé,
che anche con un'amplificazione del termine cognitivo, non sono
puramente cognitivi. Comunque, il termine "cognitivo"
nel suo più ampio senso, significa "coscienza", e i
diversi sviluppi cognitivi sono un'importante parte dell'intero
spettro dell'Essere e del Conoscere.
LA LINEA COGNITIVA
Negli schemi 3a e 3b sono
elencati alcuni dei più conosciuti e influenti ricercatori dello
sviluppo cognitivo. Gli studi di Piaget, sono ovviamente
basilari. Anche con tutti i suoi limiti, il contributo di Piaget
rimane fondamentale; è certamente una delle ricerche
psicologiche più significative di questo secolo. Egli ha aperto
uno straordinario numero di strade alla ricerca; seguendo il
lavoro pionieristico di James Mark Baldwin (vedi sotto), Piaget
ha dimostrato che ogni livello dello sviluppo ha una diversa
visione del mondo, con differenti percezioni, modi di spazio e
tempo, e motivazioni morali (scoperte dalle quali dipenderà il
lavoro di altri ricercatori da Maslow a Kohlberg a Loevinger a
Gilligan); ed ha mostrato che la realtà non è semplicemente un
dato di fatto ma, in molti importanti modi, qualcosa di costruito
(lo strutturalismo che rese possibile il poststrutturalismo); il
suo methode clinique sottopose il risveglio della
consapevolezza a investigazione meticolosa, e ciò portò
letteralmente a centinaia di nuove scoperte; le sue ricerche
psicologiche ebbero immediata influenza su tutto, dall'educazione
alla filosofia (Habermas, tra molti altri, gli deve molto). Pochi
sono i ricercatori che possono affermare altrettanto.
Le maggiori lacune di Piaget, (secondo l'opinione della maggior
parte degli studiosi d'oggi), consistono nel fatto che egli
concepiva lo sviluppo cognitivo (studiato con competenza
matematica) come fosse la sola e maggior linea di sviluppo,
mentre si è raccolta abbondante evidenza che numerose differenti
linee (come: io, morale, affettiva, interpersonale, artistica,
ecc.) possono svilupparsi in un modo relativamente indipendente.
Nel modello che presento, per esempio, la linea cognitiva è solo
una del paio di dozzine di linee di sviluppo che presento,
nessuna delle quali in quanto linea, può pretendere la
preminenza. (Esamineremo queste altre linee nel prossimo
capitolo).
Ma, per la linea cognitiva stessa, il lavoro di Piaget è ancora
molto notevole e dopo circa tre decadi d'intensa ricerca
transculturale l'evidenza è virtualmente unanime: le fasi di
sviluppo sino al formale operativo sono universali e
transculturali. Per fare solo un esempio "Lives Across
Cultures: cross cultural Human Development" è un libro di
testo molto rispettato scritto da una prospettiva apertamente
liberale (spesso sospettosa di livelli universali). Gli autori
(Harry Gardiner, Jay Mutter, e Corinne Kosmitzki) riassumono
attentamente l'evidenza dei livelli di Piaget di sensomotorio,
preoperativo, concreto-operativo e operativo formale. Essi hanno
trovato che i contesti culturali qualche volta possono alterare
il ritmo dello sviluppo o l'enfasi di alcuni aspetti delle fasi,
ma non i livelli stessi o la loro validità transculturale.
Così riportano per quanto riguarda il sensomotorio: "Infatti
le caratteristiche qualitative dello sviluppo sensomotorio
rimangono praticamente identiche in tutti i bambini studiati sino
ad ora nonostante le profonde differenze dei loro contesti
culturali." Riguardo allo sviluppo preoperativo e
operativo concreto con una ricerca basata su un enorme numero di
studi includendo nigeriani, zambiani, iraniani, algerini,
nepalesi, cingalesi, Indio amazzonici, e aborigeni australiani:
"Che cosa possiamo concludere da questo vasto materiale
di ricerca transculturale? In primo luogo il sostegno
all'universalità delle strutture e operazioni alla base dello
sviluppo del periodo preoperativo è molto convincente. In
secondo luogo, le caratteristiche qualitative dello sviluppo
concreto operativo (sequenza di fasi e stili di ragionamento)
appaiono universali (benché) il livello di sviluppo cognitivo
non è uniforme ma dipende da fattori eco-culturali".
Benché gli autori non usino esattamente i miei stessi termini,
essi concludono che le caratteristiche profonde dei livelli sono
universali, ma gli aspetti superficiali dipendono fortemente da
fattori ambientali, culturali ed ecologici (come più tardi
chiariremo, tutti e quattro i quadranti sono implicati nello
sviluppo individuale). "In fine, appare chiaro che,
benché il livello e il ritmo di sviluppo delle abilità nel
quale il bambino si muove attraverso il periodo preoperativo di
Piaget dipenda da esperienze culturali, i bambini nelle diverse
società tuttavia ancora procedono nelle sequenze che lui aveva
previsto."
Una percentuale minore sulla massa di individui in qualunque
cultura (asiatica, africana, americana o altro) raggiunge il
livello formale di cognizione operativa, e la ragione per
spiegarlo può variare. Può essere, come io credo, che
l'operativo formale sia veramente uno stadio più alto che quindi
pochi lo raggiungono. Può darsi che l'operativo formale sia una
genuina abilità e non un autentico livello, come credono gli
autori (solo alcune culture enfatizzano l'operativo formale e
quindi l'insegnano). L'evidenza per l'esistenza della fase
formale di Piaget è quindi forte, ma non decisiva. Tuttavia,
quest'aspetto viene spesso usato per scartare tutti i livelli di
Piaget, mentre una conclusione corretta, sostenuta da enorme
evidenza è che tutte le fasi sino all'operativo formale è stato
adeguatamente dimostrato che sono universali e transculturali.
Io credo che le fasi del e oltre l'operativo formale sono
anch'esse universali incluso il pensiero integrato (Vision Logic)
e le generali fasi transrazionali e presenterò sostanziale
evidenza di ciò procedendo. Nello stesso tempo, come vedremo
quando giungeremo alla discussione della spiritualità
nell'infanzia (Capitolo 11) le prime fasi sono esattamente quelle
che gli studi di Piaget hanno portato ad evidenza transculturale.
Ciò, credo, ci permetterà di vedere queste fasi iniziali in una
luce più accurata.
Come per la stessa linea cognitiva, uno studio generale è stato
fruttuosamente portato avanti da Michael Commons e Francis
Richards, Kurt Fisher, Juan Pasqual-Leone, Robert Stemberg,
Gisela Labouvie-Vief, Herb Koplowiz, Michael Basseches, Philip
Powell, Suzanne Benack, Patricia Arlin, Jan Sinnott e Cheryl
Armon, per nominare solo i più importanti (che ho presentato
negli schemi).
Benché ci siano significative differenze tra questi ricercatori,
ci sono anche molte profonde assomiglianze. La maggior parte di
loro ha trovato che lo sviluppo cognitivo si muove attraverso tre
o quattro fasi maggiori (con numerosi sottolivelli):
sensomotorio, concreto, formale e postformale. Le fasi
sensomotorie di solito si sviluppano nei primi due anni di vita,
e si concludono con la capacità di percepire oggetti fisici. La
cognizione quindi lentamente inizia a rappresentare questi
oggetti con nomi simboli e concetti. Questi simboli e concetti
primitivi tendono a soffrire di vari tipi di inadeguatezza
(oggetti simili e predicati sono confusi; che c'è più acqua in
un bicchiere alto che in uno basso anche se è la stessa acqua; i
concetti sono confusi con gli oggetti che li rappresentano, e
così via). Queste inadeguatezze portano a vari tipi di pensiero
a indirizzo magico e a credenze mitiche. Ed è per questo che in
tutti gli schemi si vedrà che molti ricercatori si riferiscono a
queste fasi con nomi come: magico, animistico, mitico e
così via. Ciò non sta a significare che tutto il magico e tutti
i miti siano solo primitive inadeguatezze cognitive, ma alcune
chiaramente lo sono, se mangio l'occhio del gatto vedrò come un
gatto, una zampa di coniglio porta buona fortuna, se non mangio i
miei spinaci Dio mi punirà, ecc. C'è un mondo di differenza tra
i simboli mitici considerati come concretamente veri, Gesù è
veramente nato da una donna biologicamente vergine? La terra
davvero riposa su di un serpente Indù? Lao Tzu aveva davvero 900
anni al momento della nascita? e i simboli mitici infusi di
metafore così che le prospettive che emergono solo con la
coscienza formale e postformale. Se non è indicato diversamente,
quando uso la parola "mitico" mi riferisco a
preformale: concrete letterali immagini mitiche e simboli, alcuni
aspetti dei quali sono infusi di fatto, di inadeguatezze
cognitive, perché questi miti considerano fatti empirici molte
cose che possono essere empiricamente confutate, il vulcano
erutta perché è personalmente arrabbiato con te; le nuvole si
muovono perché ti seguono. Queste credenze mitiche preformali,
come hanno notato studiosi come Piaget e Campbell, sono sempre
egocentricamente polarizzate e credute in modo letterale e
concreto.
Per la stessa ragione, queste prime fasi sono indicate con nomi
come preconvenzionale, preoperativo, egocentrico e narcisista.
Poiché i bambini nelle fasi sensomotorie e preoperative, non
possono ancora facilmente e pienamente mettersi nel ruolo altrui,
sono imprigionati nelle loro prospettive. Questo narcisismo è
normale ed è un sano aspetto di queste fasi iniziali, e può
causare problemi solo se queste fasi non sono sostanzialmente
superate (come vedremo).
Lo sviluppo di queste prime fasi è generalmente in accordo, con
il fatto che quando la capacità cognitiva cresce, la coscienza
inizia a relazionarsi e a operare nel mondo sensomotorio con più
accuratezza, sia questo il suonare il violino o l'imparare a
organizzare delle classi secondo la loro dimensione (anche se
rime ancora nella coscienza molta "fedeltà a realtà
mitiche"). Le operazioni concrete sono portate avanti
attraverso schemi e regole che tra l'altro
permettono all'io in questa fase di adottare diversi ruoli
nella società, e così muovere dal regno
egocentrico-preconvenzionale al regno sociocentrico
convenzionale.
Man mano che la coscienza si sviluppa ulteriormente e si
approfondisce, queste categorie concrete iniziano ad essere più
generalizzate e più astratte (nel senso di poter essere
applicate a più e più situazioni) e così più universali. La coscienza
operativo formale può quindi iniziare a sostenere un
orientamento postconvenzionale verso il mondo, liberandosi
in diversi modi il mondo etnocentrico e sociocentrico del
pensiero concreto (e di appartenenza mitica).
Benché sottoposto all'assalto di studi culturali anti
occidentali (con un forte pregiudizio relativistico)
"razionalità" è diventato un termine peggiorativo, è
in effetti la sede di uno straordinario numero di risultati e
competenze (comprese le capacità utilizzate da critici
antirazionali). La razionalità (o la ragione nel senso più
ampio) implica, in primo e principale luogo, la capacità di
prendere delle prospettive diverse (perciò Jean Gebser la chiama
"ragione prospettica"). Secondo la ricerca di Susanne
Cook Gruter il pensiero preoperativo ha solo una prospettiva di
prima persona (egocentrica); il pensiero concreto operativo
aggiunge le prospettive della seconda persona (sociocentrico), e
il pensiero formale operativo va oltre e aggiunge la prospettiva
della terza persona (che permette non soltanto la precisione
scientifica, ma anche giudizi imparziali postcovenzionali,
cosmocentrici di giustizia e assistenza). Così la ragione può
regolare le norme di una cultura sottoponendole alla critica
basata su principi universali di giustizia (non etnocentrici).
La razionalità prospettica essendo altamente riflessiva permette
di sostenere l'introspezione. Ed è la prima struttura che può
immaginare i mondi del "come se" e "che cosa
se": diventando un vero sognatore creativo. Altrettanto
importante della razionalità formale è l'esistenza di livelli
di coscienza postformali che tutte queste ricerche confermano,
una più alta ragione, che contempla ancor più prospettive
(secondo Cook-Gruter la quarta e quinta persona). Mettendo
assieme prospettive multiple senza privilegiarne eccessivamente
alcuna è ciò che Gasber chiamò integral-aperspectival
(integrale aprospettico), che coinvolge un ulteriore
approfondimento verso una coscienza cosmocentrica e
postconvenzionale. C'è accordo generale che questi sviluppi
postformali (o Vision Logic) implicano almeno due o tre fasi
maggiori. Crescendo oltre il formalismo universale astratto (dal
formale operativo), la coscienza si muove prima in una
comprensione di relatività dinamica e pluralismo (inizio del
pensiero integrato, vison logic), e quindi oltre nella coscienza
dell'unità e dell'olismo, della dialettica dinamica o
integralismo universale (metà o tardo vison logic), e tutto può
essere riconosciuto chiaramente negli schemi 3a e 3b (e altri che
discuteremo più tardi).
Per olistici che siano questi sviluppi del Vision Logic sono
ancora sviluppi del reame mentale. Sono le più alte
realizzazioni del regno mentale, questo è certo, ma oltre loro
giacciono sviluppi supermentali e propriamente transrazionali.
Per questo ho incluso Sri Aurobindo and Charles Alexander come
esempi di ciò che deve comprendere un modello dello sviluppo
cognitivo a tutto spettro. (Nel capitolo 9 investigheremo questa
linea cognitiva nel suo movimento dal grossolano al sottile al
causale). E' da notare che Aurobindo ha usato termini decisamente
cognitivi per quasi tutti i suoi livelli: mente superiore, mente
illuminata, sovramentale, supermente e così via. In altre parole
lo spettro della coscienza è in parte lo spettro della
cognizione genuina, usando la parola cognizione nel senso più
ampio. Ma non è solo quello, ed è per questo che anche
Aurobindo inserisce i più alti affetti, la morale, i bisogni e
le identità del sé in questi più alti livelli. Ma la sua
posizione generale è abbastanza simile: lo sviluppo cognitivo è
primario ed è necessario (ma non sufficiente) per questi
ulteriori sviluppi.
RIASSUNTO
Questa dunque è una breve introduzione ai livelli di base del
Grande Campo dell'Essere. Il Grande Campo è semplicemente un
grande nido morfogenetico che offre uno spazio di sviluppo nel
quale i potenziali umani possono realizzarsi. I livelli di base
del Grande Campo sono le onde di base di tale sviluppo: dalla
materia al corpo alla mente all'anima e allo spirito. Abbiamo
visto che questi livelli di base possono essere divisi e
suddivisi in molti modi legittimi. Gli schemi offrono circa
sedici onde nello spettro generale della coscienza, ma queste
possono essere condensate o estese in numerosi modi, come vedremo
in questo lavoro.
Attraverso queste onde principali del grande Fiume scorrono un
paio di dozzine di differenti correnti di sviluppo, tutte
navigate dal sé nel suo viaggio straordinario dalla polvere al
Divino.
A cura del Dott. Filippo Falzoni Gallerani
A. R. A. T. Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale
Piazza Castello, 23 - 20121 Milano Tel. 02-86 99 84 64
Internet: http://www.rebirthing-italia.com E-mail:
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