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LE SCIENZE DELLA NATURA


VEDI ANCHE LA SEZIONE APPOSITA DEDICATA A  LE TRE SCIENZE [dalla homepage] e le altre voci di questa stessa sezione su Ken Wilber

Testi
Scienze ricostruttive
Scienze predittive
I tre fattori che definiscono l'indagine scientifica in generale



 
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Vedi anche le altre voci su Ken Wilber -sempre in questa sezione su Wilber - in particolare Oloni (venti principi), Wilber_libro, Pratica Trasformativa Integrale, Quattro quadranti - e alle altre sezioni dalla hompage

Per documentazione approfondita su Ken Wilber, le sue opere ecc. é stato pubblicato il volume 
KEN WILBER  una sintesi del pensiero; la nuova visione del mondo, la visione integrale, la pratica integrale

Autore Eaco Cogliani
pag. 528 formato 17 x 24 cm copertina in  quadricromia
sezione introduttiva - 50 figure, tabelle e legende, indice analitico dettagliato per rendere accessibile a tutti la materia
costo del volume euro 32,00 + 3 euro spese spedizione se ordinato con ccpostale , 6 se in contrassegno

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(vedi in biografia in questa sezione il sommario con descrizione delle opere di Wilber)



Scienze ricostruttive: tutte le scienze sono fondamentalmente scienze ricostruttive. Cioè, non sappiamo mai, e mai possiamo sapere, esattamente che cosa esattamente ciascun olone (vedi definizione sotto)* farà domani (noi potremmo sapere compiutamente i contorni e le probabilità, basate sulle passate osservazioni, ma l’emersione auto-trascendente significa sempre, in qualche grado: sorpresa!). Noi abbiamo atteso e visto, e da quello, dopo il fatto, noi ricostruiamo una conoscenza del sistema.

* Olone -Un olone è un "tutto/parte", o un tutto che è anche una parte di altri "tutto": un tutto-atomo è una parte di un tutto-molecola, che è una parte di un tutto-cellula, che è una parte di un tutto-organismo, ecc. Il Kosmo è fondamentalmente composto di oloni, in tutte le direzioni verso l’alto e verso il basso. E sembra che tutti gli oloni ereditino qualche tipo di passato…- Il concetto di olone é essenziale nella nuova visione del mondo.

[vedi la voce Oloni_leggi fondamentali in questa sezione dedicata a Ken Wilber]


Scienze predittive: Quando l’auto-trascendenza di un olone si avvicina a zero (quando la sua creatività è assolutamente minimale), allora le scienze ricostruttive collassano nelle scienze.


Basilarmente, la realtà copre al minimo tre domini: quello che possiamo vedere con i nostri sensi, quello che possiamo vedere con gli ‘occhi interiori’, e quello che possiamo vedere sia fuori che dentro: il Sé. Tutti e tre questi domini possono essere approcciati in un modo scientifico! Allora qual’é il significato di ‘scientifico’.

Wilber ritiene che la scienza non debba necessariamente implicare nessun’altra via che quella del materialismo.

La scienza coinvolge i seguenti tre elementi:

1. Seguire una ingiunzione, una istruzione, un paradigma

2. Percepire un certo stato delle cose (stato della perzezione dei dati)

3. Confrontiamo i nostri dati con quelli degli altri (nel gruppo di pari)

Questi tre ‘procedimenti’ operano nella scienza, come è ovvio: un astronomo (1) guarda attraverso un telescopio, (2) osserva una certa parte dell’universo e (3) discute i suoi risultati con compagni astronomi (e NON con gli altri comuni mortali; un punto molto importante).

Wilber argomenta che per l’esistenza dei due altri tipi di scienza, va seguita la stessa procedura formale: la scienza mentale o sociale (che i tedeschi chiamano Geisteswissenschaft) non osserva gli oggetti fisici, ma significati mentali, come può essere trovato in documenti, storie, miti, ricerche e libri. Il significato di un testo non può essere visto con gli occhi fisici, ma soltanto con gli ‘occhi della ragione’. Seguendo i tre criteri della scienza, la scienza mentale é perfettamente scientifica. (Ebbene, gli oggetti mentali non sono cose concrete come quelle fisiche, così le conclusioni della scienza mentale non sono contro quelle della fisica).

Ed ecco un terzo tipo di scienza, in accordo con Wilber. Perciò la realtà include solo cose e pensieri? Il sé che vede e che pensa, non può essere visto e non è un pensiero. Ma esso può essere approcciato sperimentalmente in meditazione. Perciò ‘la scienza spirituale’ è nata.


LA BUONA SCIENZA

– I tre fattori che definiscono l’indagine scientifica in generale


"Aspetta un momento, dice lo scienziato empirico. Io posso seguire l’argomento fino al punto in cui attribuisci una realtà effettiva ai reami spirituali. Medidatori esperti stanno sperimentando qualcosa, ma ciò potrebbe essere niente di più di uno stato soggettivo emozionale. Chi dice che esso coinvolge realtà effettive, sulla stessa via su cui la scienza tratta della realtà?

Ecco dove The Marriage of Sense and Soul (Il matrimonio di senso e anima) assume un ruolo un pò più originale. Per cominciare, fino a questo punto ho lasciato i termini ‘scienza’ e ‘religione’ (o ‘spiritualità’) indefiniti. Ho semplicemente usato quei termini nel senso generale in cui lo usa la maggior parte della gente. Ma in diversi libri, descrivo attentamente i differenti significati che sono stati dati a ‘scienza’ e ‘religione’ (A Sociable God, per esempio, descrive nove significati comuni di ‘religione’ ma decisamente differenti). E molto di questo dibattito su ‘scienza e religione’ è un pasticcio ingarbugliato a causa di una dozzina di differenti definizioni che sono state usate senza essere ben precisate.

Nell’area della spiritualità, per esempio, abbiamo bisogno al minimo di distinguere tra spiritualità orizzontale o spiritualità traslativa (che cerca di dare significato e sollievo per separare il se e così fortificare l’ego) e spiritualità verticale o trasformativa (che cerca di trascendere il sé separato in uno stato nonduale della coscienza unita che è oltre l’ego). Chiamiamo quelle ‘religioni in senso stretto’ e ‘religioni in senso largo’ (o poco profonda e profonda, a seconda della metafora preferita).


Analogamente, con scienza dobbiamo distinguere tra una concezione ‘stretta’ ed una ‘ampia’. La scienza stretta (i.e., in senso stretto) è basata soprattutto sul mondo esteriore, fisico, sensoriomotore. Esso è ciò che abitualmente pensiamo come ‘scienza in senso stretto’, come la fisica, la chimica, e la biologia. Ma questo significa che la scienza non può dirci niente del tutto dei domini interiori? Sicuramente vi è una scienza più ampia che tenta di capire non proprio le rocce e gli alberi ma gli esseri umani e le menti?

Bene, infatti, noi riconosciamo questi tipi di scienza più ampia, scienze che non sono fondate semplicemente sul mondo esteriore, fisico, sensoriomotore, ma che

hanno qualcosa da fare con gli stati interiori e metodologie di ricerca qualitativa. Chiamiamo queste scienze più ampie ‘scienze umane’ (I tedeschi le chiamano ‘geist’ scienze, dove ‘geist’ significa mente o spirito). La psicologia, la sociologia, la linguistica, la semeiotica, le scienze cognitive – tutte queste ‘scienze ampie’ cercano di usare un approccio generalmente ‘scientifico’ allo studio della coscienza umana. Noi dobbiamo essere grati a questi approcci di non cadere in semplici scimmiottamenti della ingenuità positivistica delle scienze in senso ‘stretto’. Ma il mio punto di vista è che la differenza tra scienze in senso stretto e largo è già ampiamente nota. (Se guardi alla fig. 16, le scienze strette sono quelle che studiano il Lato-Destro o i quadranti materiali, e scienze ampie sono quelle che cercano di studiare come minimo alcuni aspetti dei quadranti del Lato-Sinistro).

The Marriage of Sense and Soul procede quindi a discutere proprio ciò che definisce specificamente religione ampia e scienza ampia. Iniziamo con la scienza ampia.

Come abbiamo visto, non possiamo definire la scienza – in senso stretto o largo - dicendo che essa basa tutta la sua conoscenza sul mondo sensoriomotore, poiché anche la scienza stretta (come la fisica) usa un grande numero di strumenti che non sono empirici o sensoriomotori, come la matematica e la logica. La matematica e la logica sono realtà interiori (nessuno ha mai visto la radice quadrata di un numero negativo correre in giro per il mondo empirico). No, la ‘scienza’ è più una certa attitudine della indagine sperimentale, onesta, e collaborativa, ed essa fonda la sua conoscenza, dovunque può, sulla prova (dovunque la prova è esteriore, come nelle scienze strette, o interiore, come nelle scienze ampie).

I tre fattori che definiscono l'indagine scientifica in generale

I seguenti tre fattori tendono a definire l’indagine scientifica in generale, sia ristretta che ampia:


1. Una ingiunzione pratica o esemplare. Se vuoi sapere se piove o no, devi andare alla finestra e guardare. Il punto è che i ‘fatti’ non aspettano tutti quanti intorno per vederli. Se vuoi conoscere questo, devi fare questo – un esperimento, una ingiunzione – una serie prammatica di impegni, una pratica sociale: questi sono dietro la maggior parte delle forme della buona scienza. Questo è effettivamente il significato della nozione di ‘paradigma’ di Kuhn, che non significa una super-teoria ma una pratica esemplare o effettiva.


2. Una apprensione, illuminazione, o esperienza. Una volta che svolgi l’esperimento o segui l’ingiunzione – una volta che tu pragmaticamente operi sul mondo – sarai introdotto ad una serie di esperienze o apprensioni che sono tirate fuori attraverso l’ingiunzione. Queste esperienze sono tecnicamente conosciute come dati. Come precisò William James, il significato di ‘dato’ è esperienza immediata. Perciò, puoi avere esperienze fisiche (o dati fisici), esperienze mentali (o dati mentali), ed esperienze spirituali (o dati spirituali). Tutta la buona scienza – sia stretta che ampia – è ancorata in qualche grado ai dati, o evidenza esperenziale.

3. Controllo comune (sia reiezione che conferma). Una volta che attuiamo il paradigma (o la pratica sociale) e tiriamo fuori una serie di esperienze e prove (o dati), ci è di aiuto se possiamo controllare queste esperienze con altri che hanno anche completato l’ingiunzione e visto le prove. Una comunità di pari – o quelli che hanno adeguatamente completato i primi due passi (ingiunzione e dati) – è forse il miglior controllo possibile, e tutta la buona scienza tende a rivolgersi alla comunità di persone adeguate per confermare o respingere. Qui è dove il principio di falsificazione è molto utile. Sebbene il criterio di fallibilità non può risiedere in se stesso, come credeva Sir Karl Popper, esso è spesso un ingrediente importante nella buona scienza. L’idea è semplicemente che i dati cattivi possono essere rifiutati da una comunità di adeguati. Se non vi è modo affinché il sistema in cui credi possa essere messo in dubbio, allora non vi è modo per rimuoverlo, anche se è chiaramente non corretto – e perciò qualunque siano i tuoi credi, essi non sono veramente e propriamente scientifici (essi sono invece ciò che è chiamato ‘dogma’, una verità-pretesa sostenuta soltanto da un consenso autoritario). Ebbene, vi sono molte realtà che non sono aperte al test di fallibilità – per esempio, non puoi rigettare, o anche dubitare, della tua stessa coscienza, come sapeva Descartes. Ma questi tre criteri dicono semplicemente che la buona scienza cerca costantemente di confermare (o rigettare) le sue pretese conoscenze, e il criterio di fallibilità è spesso usato come una parte di questo terzo elemento della buona scienza."[TOE, p.74-75]

 


VEDI LE PAGINE

LE TRE SCIENZE, SCIENZA E RELIGIONE, SCIENZE CONTEMPLATIVE, SCIENZE SOCIALI


Last Updated ( Sunday, 20 March 2005 )
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