OBIEZIONI AL TRANSPERSONALE LINGUAGGIO E MISTICISMO
PRATICA TRASFORMATIVA E TRANSPERSONALE
LA PSICOLOGIA TRANSPERSONALE
LA QUARTA FORZA
ABRAHAM MASLOW
Celestinian Center - Alba Magica
Centro per la diffusione della Nuova Visione del Mondo e lo sviluppo del potenziale umano.
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Per documentazione approfondita su Ken Wilber, le sue opere ecc. é stato pubblicato il volume
KEN WILBER una sintesi del pensiero; la nuova visione del mondo, la visione integrale, la pratica integrale
Autore Eaco Cogliani
pag. 528 formato 17 x 24 cm copertina in quadricromia sezione introduttiva- 50 figure, tabelle e legende, indice analitico dettagliato per rendere accessibile a tutti la materia
costo del volume euro 32,00 + 3 euro spese spedizione se ordinato con ccpostale
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TRANSPERSONALE
Transpersonale. Significa ‘personale più’, non ‘personale meno’. Transpersonale non significa impersonale o negazione del personale poiché nello sviluppo più alto il personale è negato e preservato, o trasceso e incluso: quindi transpersonale.
IL DOMINIOTRANSPERSONALE
Abbiamo visto ripetutamente che i problemi di uno stadio sono soltanto ‘sciolti’ nello stadio successivo, e così la sola cura per l’angoscia esistenziale è la trascendenza della condizione esistenziale, che é la trascendenza del centauro, negando e preservandola in una ancora più alta e vasta consapevolezza.
Perciò stiamo cominciando ad andare oltre la noosfera e nella teosfera, nei domini transpersonali, i domini non proprio del sé-conscio ma del superconscio. Un gran numero di problemi necessitano di chiarimento per seguire l’evoluzione (e i venti principi-vedi oloni in questa sezione) in forme più alte o più profonde del dispiegarsi del transpersonale. Primo e principale, se questo più alto dispiegarsi è stato chiamato ‘religioso’ o ‘spirituale’, questo è un significato molto lontano da quello che è il significato ordinariamente assunto per quei termini. Abbiamo spiegato riferendoci ampiamente agli sviluppi delle strutture dei periodi arcaico, magico, e mistico (che sono usualmente associati con le grandi religioni del mondo), precisamente che quelle strutture sono ciò che il transpersonale e il contemplativo non sono. Il 99,9 per cento della gente chiama il magico e mitico ‘religione reale’, quindi così da essere tali per loro (il che è un uso legittimo).
In A sociable God, Wilber distingue tra legittimità e autenticità dell’impegno spirituale. Legittimità è una misura del grado in cui un impegno spirituale facilita la traslazione, e autenticità è una misura del grado in cui tale impegno facilita la trasformazione; ma quello non è ciò che significa lo sviluppo ‘realmente religioso’ o mistico per i più grandi yogi, santi, e saggi, ed in qualche evento non è ciò che noi abbiamo in mente. Campbell, egli dice, è del tutto persuaso che pochi, molto pochi individui, durante le ere del magico, mitico, razionale, furono capaci di andare oltre il magico, oltre il mitico, e oltre il razionale – nei domini transrazionale e transpersonale. Ed anche se i loro insegnamenti (come Buddha, Cristo, Patanjali, Padmasambhava, Rumi, e Chih-i) furono presi dalle masse e traslati nei termini magico, mitico ed egoico – ‘la salvezza dell’anima individuale’ – quello non è ciò che i loro insegnamenti chiaramente e ancora vistosamente stabilirono; non diedero intenzionalmente alcun supporto a tali tentativi. I loro insegnamenti furono sull’abbandono dell’individualità, e non sulla sua incessante eternità, una grottesca nozione che fu considerata alla stregua dell’inferno o samara.
"I loro insegnamenti – afferma W., e i loro sforzi contemplativi, furono (e sono) transrazionali attraverso e attraverso. Cioè, sebbene tutte le tradizioni contemplative aspirano ad andare dentro e oltre la ragione, essi tutti iniziarono con la ragione, iniziarono con la nozione che la verità può essere stabilita con evidenza (prova), che la verità è il risultato di metodi sperimentali, che la verità può essere dimostrata nel laboratorio della esperienza personale, che queste verità sono aperte a tutti coloro che desiderano fare l’esperimento e così dischiudere per se stessi la verità o la falsità delle attese spirituali – e quei dogmi o credenze date sono precisamente ciò che impedisce l’emergere di più profonde verità e vaste visioni.
Perciò, ciascuno degli sforzi spirituali o transpersonali (che noi esamineremo attentamente) considerano che esistono più alti domini di consapevolezza, abbraccio, amore, identità, realtà, sé, e verità. Ma queste attese non sono dogmatiche; esse sono considerate perché delle autorità le hanno proclamate, o perché la tradizione sociocentrica le sostiene, o perché la salvezza dipende dall’essere un ‘vero credente’. Piuttosto, le aspettative intorno a questi più alti domini sono una conclusione basata su centinaia di anni di introspezione spirituale e verifica comune. False aspettative vanno respinte sulla base della evidenza consensuale, e ulteriore prova è usata per addivenire e affinare le conclusioni sperimentali.
Queste ricerhe spirituali, in altre parole, sono scientifiche in ogni significato della parola, e la sistematica presentazione di questi tentativi segue precisamente quelli di una scienza ricostruttiva."
OBIEZIONI AL TRANSPERSONALE
LINGUAGGIO E MISTICISMO
Una obiezione comune alle scienze contemplative è che le esperienze mistiche o contemplative, poiché non possono essere espresse in linguaggio semplice, o in un qualche linguaggio adatto a quelle cose, sono perciò non fondate epistemologicamente, non sono ‘reale conoscenza’. Ma questo è semplicemente un bypassare il problema di che cosa la conoscenza linguisticamente espressa significa prima di tutto.
Saussure ritenne che tutti i segni linguistici hanno due componenti, il significante e il significato, spesso rappresentati come S/S. Il significante è il simbolo scritto o parlato o il suono, il componente materiale del segno (come l’inchiostro fisico che forma lo scritto su questa pagina, o le vibrazioni fisiche dell’aria mentre parli). Il significato è quello che ti viene in mente quando vedi o ascolti il significante.
Perciò, se io scrivo la parola ‘cane’ su questa pagina – questo è il significante.
Tu leggi la parola, e capisci che io significo qualcosa come un animale peloso con quattro gambe che vanno avanti e indietro – questo è il significato, che é quello che viene alla mente. Un segno è una combinazione di queste due componenti, e queste due componenti sono, naturalmente, la dimensione del segno del lato-destro (fisico esteriore) e la dimensione del lato-sinistro del segno (la consapevolezza interiore o significato).
Ed entrambi sono distinti dall’attuale referente, o qualunque sia il segno che ‘sta per’, sia interiore che esteriore. Perciò il significante è la parola cane, il referente è il reale cane, ed il significato è ciò che viene alla mente quando leggi o ascolti il significante cane. La genialità di Saussure fu di precisare che il significato non è semplicemente lo stesso del referente, poiché ‘che cosa viene alla mente’ dipende da tutto un insieme di fattori diversi dal cane reale, e questo è quello che rende la realtà linguistica così affascinante……Saussure indicò – e questo è ciò che effettivamente ha alimentato l’intero movimento dello strutturalismo - che il segno non può essere compreso come una entità isolata, perché in e per se il segno è
privo di significato (il che spiega come differenti parole possono rappresentare la stessa cosa in linguaggi differenti, e perché ‘significare’ non è mai la semplice faccenda di una parola attaccata a una cosa, altrimenti come potrebbero differenti parole rappresentare la stessa cosa?). Piuttosto, il segno deve essere capito come parte di una olarchia di differenze integrate in strutture significative.
Entrambi, i significanti ed i significati, esistono come oloni, come tutto/parti in una catena di tutto/parti, e, come Saussure rese chiaro, è la loro posizione relativa che conferisce significato a ciascuno (il linguaggio è un sistema significativo di elementi significativi: come spesso, il regime o struttura del super-olone conferisce significato ai suboloni, significato che i suboloni non hanno e non possono possedere da se).
In breve, il significante ed i significati esistono come una struttura in contesti dentro contesti dentro contesti, ed il significato stesso è contesto-cornice. Il significato non si trova nella parola ma nel contesto - Wilber fa l’esempio che segue che riportiamo in parentesi. [Bark in inglese ha almeno due significati molto diversi: bark=abbaiare e bark=corteccia (dell’albero); l’abbaiare-bark- del cane non è la stessa cosa della corteccia-bark dell’albero, la parola è la stessa in in entrambe le frasi] – è il contesto relazionale che determina il suo significato: l’intera struttura del linguaggio è sviluppata nel significato di ciascuno e di tutti i termini – questa fu la grande illuminazione di Saussure.
PRATICA TRASFORMATIVA E TRANSPERSONALE
Dice Wilber: "L’idea base della pratica trasformativa integrale PTI) è semplice: più aspetti del nostro essere esercitiamo simultaneamente, più facilmente avverrà la trasformazione. In altri termini, la PTI cerca di essere più ‘tutti i livelli, tutti i quadranti’ che sia possibile. Più fai questo, più facilmente ti trasformerai verso la successiva onda più alta. Se tu sei blu, questo aiuterà la tua trasformazione verso l’arancione. Se tu sei verde, questo ti aiuterà a muoverti verso il secondo livello di coscienza. Se tu sei già al secondo livello, questo ti aiuterà a muoverti verso il transpersonale, le onde spirituali – non semplicemente stati alterati di coscienza, ma un tratto permanente.
‘Tutti i livelli’ si riferisce alle onde dell’esistenza, dalla materia al corpo, all’anima allo spirito; tutti i quadranti’ si riferisce alle dimensioni io, noi ed esso (o sé, cultura, e natura; arte, morale, e scienza; prima-persona, seconda-persona, e terza-persona). Perciò, una pratica ‘tutti i livelli, tutti i quadranti’ significa esercizio fisico, emozionale, mentale, spirituale; onde nel sé, cultura, e natura.
Inizia con il sé: le onde d’esistenza (dal fisico all’emozionale al mentale allo spirituale) come appaiono in una persona possono essere esercitate da uno spettro di pratiche: esercizi fisici (dieta, jogging, yoga, ecc.), esercizi emozionali (qi qong, counseling, psicoterapia, ecc.), esercizi mentali (affermazione, visualizzazione), esercizi spirituali (meditazione, preghiera contemplativa, ecc.). Ma queste onde di esistenza necessitano di essere esercitate – non proprio in se (boomeritis!) – ma nella cultura e nella natura.
LA PSICOLOGIA TRANSPERSONALE
Wilber è stato chiamato ‘L’Einstein della coscienza’. Per oltre quindici anni ha studiato e si è dedicato allo Zen buddhista. Il suo debutto fu con l’opera The Spectrum of Consciousness (scritta nel 1973, quando stava per laurearsi, e pubblicata nel 1977). Con quest’opera iniziale – che integra la psicologia Orientale e Occidentale - Wilber si qualificò subito come un pensatore originale. Seguirono No Boundary (1979)/Oltre i confini, The Atman Project (1980) e Up from Eden (1981) con le quali copre rispettivamente i territori dello sviluppo psicologico e della storia culturale. All’inizio ha dato con la sua opera un contributo determinante allo sviluppo della psicologia transpersonale, in seguito superata (‘superata e inclusa’) nella Visione Integrale che emerge chiaramente con Sex, Ecology, Spirituality (1995). La psicologia transpersonale - che a sua volta emerge dalla psicologia umanistica - aveva avuto in Abraham Maslow il suo iniziatore negli anni sessanta. In Roberto Assagioli aveva avuto il suo primo codificatore, ma in Wilber trova il contributo più vasto e importante, che lo porterà alla Visione Integrale. La psicologia transpersonale mira alla individuazione dell’unità sottostante qualunque apparente molteplicità e, proprio per questo, non si limita alla dimensione umana ma si amplia alle dimensioni del Kosmo (il termine Kosmo è qui inteso in senso wilberiano come realtà costituita da materia, mente, anima, spirito e dalla loro profonda unità). La psicologia transpersonale si ‘dirama’ dalla psicologia tradizionale e prende una sua via del tutto originale poiché, ai fini della comprensione della totalità della vita, non si limita allo studio di ciò che è verificabile secondo la scienza ristretta, ma si spinge alla considerazione delle realtà soggettive, considerate come appartenenti esclusivamente all’area mistica, religiosa, metafisica.
Nella sua prima opera Lo Spettro della Coscienza (vedi in biografia in questa sezione il sommario con descrizione delle opere), Wilber affronterà il problema - in una nuova luce – del riconoscimento scientifico di questa realtà e della sua integrazione in una visione più ampia. In Sex, Ecology, Spirituality e poi, particolarmente in A Theory of Everything (Una Teoria del Tutto), fornisce una nuova visione della scienza e del Kosmo con una visione unificatrice che si basa essenzialmente: sulla nuova concezione di olone introdotta da Arthur Koestler e delle sue leggi; sulla metodologia scientifica allargata; sui contributi scientifici delle grandi scuole di pensiero: dal pensiero matematico e fisico di Schroedinger, Heisenberg, Godel, Einstein (vedi già in Lo Spettro della Coscienza di cui riportiamo brevi ma essenziali riferimenti alle pagine 346 - 356) e dal sorgere /‘risorgere’ – della visione non duale nella comprensione della realtà (tutta, compresa quella scientifica ristretta tradizionale) - ai grandi ricercatori della psicologia e della antropologia – basti pensare al Piaget, a Maslow, fino alle nuove metodologie applicative di Beck e Brown di Spiral Dynamics, agli studi sul potenziale umano di Michael Murphy (cofondatore dell’Esalen Institute ed uno dei fondatori e direttori dell’Istituto fondato da Wilber, l’Integral Institute) e alla Pratica Trasformativa Integrale di cui W. amplia la visione con Murphy, Leonard, Chopra e tanti altri - con cui affronta nell’Integral Institute dal 2000 in poi lo studio concreto di problemi nei vari campi utilizzando la Visione Integrale e particolarmente I Quattro Quadranti. Una caratteristica di Wilber é il non lasciare senza metodi e capacità di prova nessun settore dello scibile, compresa la nuova metafisica [vedasi il saggio di Wilber Sulla Spiritualità Postmetafisica sul nostro sito]. Insieme a questa caratteristica vi è quella di non lasciare che alcuno sia privo di strumenti adatti a realizzare pienamente il proprio livello di coscienza–meme.
Come afferma continuamente nei suoi riferimenti alla Pratica Integrale, in particolare la PTI, la Pratica Trasformativa Integrale rappresenta una possibilità di sviluppo per tutti coloro che vivono nell’ordinario quotidiano; negli ultimi anni egli stesso ha condotto seminari introduttivi sulla PTI presso il suo Istituto. Oltre alle opere edite in volumi è di imponente rilievo il lavoro di W. attraverso centinaia di articoli che spesso, soprattutto negli ultimi anni, sono messi sotto forma di dialogo con noti personaggi della ricerca umana e con interviste/saggi che egli rilascia su svariati argomenti. Numerose altre - insieme a parti delle sue opere - sono a disposizione sui siti http://wilber.shambhala.com/ e - tradotti in italiano - su questo sito http://www.celestinian-center.com - W. Ha curato numerose riviste, ricordiamo in particolare il ‘Revision Journal’ ‘New Science Library’, ‘The Journal of Transpersonal Psychology’ e poi ‘One Taste’ pubblicato in volume come raccolta. Nel suo scritto Grace and Grit (1991)[Grazia e Grinta], Wilber dà un commovente resoconto della sua relazione con la sua seconda moglie, Treya, che morì di cancro nel 1989.
LA QUARTA FORZA
ABRAHAM MASLOW
Abraham Maslow (1908-1970). Come tutti i grandi pensatori integrali da Aurobindo a Gebser, da Whitehead a Baldwin a Habermas - egli era un evoluzionista. E’ stato uno dei primi a raccogliere abbastanza prove fenomenologiche ed empiriche per suggerire che a ciascun livello del Grande Campo si trovano differenti bisogni, che questi bisogni emergono gerarchicamente e in modo dominante, e che ognuno di noi ha il potenziale per tutti questi livelli e bisogni. Questo fu di valido aiuto per lo sviluppo sia della Terza Forza (Psicologia Umanistica Esperienziale) che della Quarta Forza (Transpersonale), e le idee di Maslow hanno avuto uno straordinario impatto sull’educazione, gli affari e la ricerca dei valori.
Il lavoro di Maslow cadde in una temporanea crisi durante gli anni ottanta, quando un postmodernismo estremo, che dominava sia l’accademia che la controcultura, rese ogni forma di olarchia sottomessa a quello che certamente sembrò essere un dogmatismo dell’appiattimento (flatland). Ma, mentre il mondo si risveglia da quel riduzionismo, il lavoro pionieristico di Maslow è pronto ad accogliere tutti coloro che vogliono abbracciare una visione più integrale e olarchica. "Tutti questi pensatori integrali sono solo alcuni dei geni pionieristici che possono guidarci verso una prospettiva ancor più integrale. Non importa quanto grande ognuno di
loro sia stato, ogni nuova generazione ha l’occasione di sviluppare ulteriormente la visione integrale in modo sostanziale, semplicemente perché nuove informazioni, nuovi dati e scoperte sono costantemente realizzati. La lucidità torreggiante di Hegel fu completamente ridimensionata dal confronto con le tradizioni Orientali. Shelling non aveva accesso a sostanziali dati antropologici. Ad Aurobindo mancavano gli studi meticolosi delle moderne scienze cognitive. Habermas era di una generazione che non aveva mai davvero colto la rivoluzione transpersonale. Allo stesso modo, qualunque contributo ciascuno di noi possa fare sarà sempre, possiamo sperare, sulle spalle di coloro su cui, presto, altri si ergeranno."[P.I., p.85]
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