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                                            ECOLOGIA INTEGRALE

Testi tratti dall'opera
KEN WILBER  una sintesi del pensiero; la nuova visione del mondo, la visione integrale, la pratica integrale


 
Celestinian Center - Alba Magica
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Vedi anche le altre voci su Ken Wilber -sempre in questa sezione su Wilber - in particolare Oloni (venti principi), Wilber_libro, Pratica Trasformativa Integrale, Quattro quadranti - e alle altre sezioni dalla hompage

Per documentazione approfondita su Ken Wilber, le sue opere ecc. é stato pubblicato il volume 
KEN WILBER  una sintesi del pensiero; la nuova visione del mondo, la visione integrale, la pratica integrale

Autore: Eaco Cogliani

una profonda unità di spiritualità, scienza, arte e delle tradizioni di Oriente e Occidente in  una visione globale nell’opera del più grande filosofo dei nostri tempi; per agire e costruire la nuova civiltà planetaria nella Nuova Era.

pag. 528 formato 17 x 24 cm copertina in  quadricromia
sezione introduttiva - 50 figure, tabelle e legende, indice analitico dettagliato per rendere accessibile a tutti la materia
costo del volume euro 32,00 + 3 euro spese spedizione se ordinato con ccpostale, 6 se in contrassegno

- Per ordinarlo: versamento di 32,00 euro + 3 euro spese spedizione sul ccp 41275207 intestato ad Alba Magica v.le F.Testi 216 - 20126 Milano e/o richiederlo direttamente alla redazione di Alba Magica per email telef. o sms (la spedizione in contrassegno, dati i costi postali di questa formula, comporta un supplemento di 6 euro)
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(vedi  Biografia di Wilber in questa sezione, contenente il sommario con descrizione delle opere di Wilber e la voce Wilber_libro)



Testi
IL  TESSUTO-RETE (WEB) DELLA VITA 
LA CRISI ECOLOGICA
ECOLOGIA INTEGRALE
Le tre equazioni



Il testo che segue é preso dalla sintesi di cui sopra - Autore Eaco Cogliani

Dalla Parte I - LA GRANDE SINTESI
Da SEX, ECOLOGY, SPIRITUALITY [SES] a  A THEORY OF EVERYTHING [T.O.E.]  /Da SESSO, ECOLOGIA, SPIRITUALITA’ a  UNA TEORIA DEL TUTTO

ImageSES è una breve storia del cosmo, bios, psiche, teos.  E’ un libro sugli oloni – sui tutti che sono parti di altri tutti, indefinitamente. I tutti-atomi sono parti di molecole, i tutti-molecole sono parti di cellule; i tutti-cellule sono parti di organismi, e così via. Ciascun tutto è simultaneamente una parte, un tutto/parte, un olone. E la realtà è composta, non di cose, non di processi, non di parti, non di tutti, ma di tutto/parti, di oloni. Noi ci riferiremo agli oloni nel cosmo, nella bios, nella psiche, ed in dio; e al filo (trama) evolutivo che li connette tutti, li abbraccia tutti, li dispiega tutti, li abbraccia tutti, senza fine.


GLI OLONI [spiegazione del termine in fondo al paragrafo] NEL MONDO FISICO (materia) E  NELLA BIOSFERA (vita)
  Questa è l’area generale delle scienze naturali ed ecologiche, le scienze della vita. Questo è particolarmente importante dato non solo la crisi ecologica ora discendente su questo pianeta ma anche il largo numero di movimenti, dalla ecologia profonda all’ecofemminismo, che sono sorti nel tentativo di trovare connesse, non divise, spiritualità ed ecologia; W. fa ampio riferimento e attenzione al significato di tutto ciò.
 
[Olone -Un olone è un "tutto/parte", o un tutto che è anche una parte di altri "tutto": un tutto-atomo è una parte di un tutto-molecola, che è una parte di un tutto-cellula, che è una parte di un tutto-organismo, ecc. Il Kosmo è fondamentalmente composto di oloni, in tutte le direzioni verso l’alto e verso il basso. E sembra che tutti gli oloni ereditino qualche tipo di passato…- Il concetto di olone é essenziale nella nuova visione del mondo.

vedi anche la voce Oloni in questa sezione su Ken Wilber]

  I CAPITOLI DI MEZZO di SES esplorano l’area dell’emergere della MENTE o della PSICHE o della NOOSFERA, e degli oloni che compongono la psiche stessa (la mente è composta di unità che hanno significato solo nei contesti: tutti che sono parti di altri tutti, senza fine). Questi oloni psichici, come tutti gli oloni, emersero e si evolvettero – nel tempo e nella storia. Guarderemo brevemente l’evoluzione storica della mente e della coscienza e come questi oloni psichici sono relazionati agli oloni nel cosmo e nella biosfera. 

  GLI  ULTIMI CAPITOLI di SES TRATTANO DI DIO, dei domini divini, dell’Ordine più profondo, di come esso possa essere relazionato al cosmo, alla biosfera, e alla noosfera. E QUI, dice Wilber, CI ATTENDONO ALCUNE SORPRESE.
 
  SES è il primo di tre volumi (la serie stessa è chiamata semplicemente The Kosmos Trilogy; brevi sommari degli altri due volumi sono dati attraverso questo libro e sui siti indicati). Molte delle questioni  affrontate in questo volume sono molto attentamente esaminate negli altri due; e, in ogni evento, questo volume é più come un’ampia visione d’insieme e introduzione piuttosto che una conclusione definita.  
Come tale il libro è costruito su quelle che W. chiama generalizzazioni orientative (orientanti).
Se prendiamo questi tipi di generalizzazioni largamente orientative da varie branche della conoscenza (dalla fisica alla biologia alla psicologia alla teologia), e se congiungiamo insieme queste generalizzazioni orientative, arriveremo a conclusioni sorprendenti e spesso profonde, conclusioni che, per quanto straordinarie, cionondimeno incarnano niente più che le condizioni già date a nostra conoscenza. Le gocce della conoscenza sono già accettate: è soltanto necessario provvedere a infilarle insieme per fare la collana.

  Poiché SES (o la trilogia) offre una mappa orientativa (orientante) del posto che uomini e donne hanno nel Kosmo (della materia, della vita, della mente, e dello spirito), esso naturalmente tocca un gran numero di argomenti che recentemente sono diventati ‘caldi’: dalla crisi ecologica al femminismo, dal significato della modernità alla pstmodernità, alla natura della ‘liberazione’ in relazione a sesso, razza, classe, credo; alla natura degli sviluppi tecno-economici e le loro relazioni con le varie visioni del mondo; alle varie tradizioni spirituali e visioni del mondo al di là; che ci hanno offerto di discutere di argomenti come il nostro posto nel più ampio schema delle cose.

  Come possiamo divenire più pienamente esseri umani e allo stesso tempo salvarci dal destino dell’essere semplicemente umani? Dove è lo Spirito in questo Dio-abbandonato, Divinità-abbandonata, nel mondo della modernità? Perché stiamo distruggendo Gaia nel tentativo di far progredire le nostre condizioni? Come dobbiamo adattarci allo stato attuale in questo più ampio Kosmo? Come siamo noi tutto individui che sono anche parti di qualcosa di più ampio?
 
IL  TESSUTO-RETE (WEB) DELLA VITA
  
  Questo è uno strano mondo. Sembra che intorno a 15 miliardi di anni fa vi fu, precisamente, assolutamente il niente, e da qui, in meno di un nano secondo (un miliardesimo di secondo) l’universo materiale arrivò (apparve, esplose) all’esistenza.
 Ancora più strano, la materia fisica così prodotta non era semplicemente una casuale e caotica confusione, ma sembrò organizzare se stessa in forme sempre più complesse ed intricate. Così complesse furono queste forme che, molti miliardi di anni dopo, alcune di quelle trovarono le strade per riprodursi, e così dalla materia sorse la vita.
  Ancora più strano, queste forme di vita furono apparentemente non contente semplicemente di riprodurre se stesse, ma invece cominciò una lunga evoluzione che avrebbe eventualmente permesso loro di rappresentare se stesse.
  Comunque sia stato questo processo di evoluzione, sembra essere stato diretto incredibilmente – dalla materia alla vita alla mente.
 Ma ancor più strano, semplicemente poche centinaia di anni fa, su un piccolo e indifferente pianeta attorno a una stella insignificante, l’evoluzione divenne conscia di sé.
  E precisamente a quello stesso tempo, i meccanismi che permisero all’evoluzione di divenire cosciente di se si misero simultaneamente a lavorare per architettare la propria estinzione.
  E quella fu la cosa più strana di tutte.

LA CRISI ECOLOGICA   

  Il pianeta è diretto verso un disastro, ed è ora possibile, che per la prima volta nella storia umana, per le circostanze dovute interamente all’attività umana, non uno di noi sopravviva per raccontare la storia. In risposta alle allarmanti dimensioni della catastrofe ecologica sono emerse una varietà di risposte generalmente riferite al movimento ambientalista (abitualmente datato alla pubblicazione di Silent Spring, di Rachel Carson, del 1962). Prendendole in considerazione ma andando completamente al di là di esse, vi sono due particolari ‘ecofilosofie’che ci interessano particolarmente: ecologia profonda ed ecofemminismo. Centrale, per questi approcci ecologici, è  la nozione che la crisi ambientale presente è dovuta primariamente ad una visione del mondo ‘fratturata’, una visione che separa drasticamente mente e corpo, soggetto ed oggetto, cultura e natura, pensieri e cose, valori e fatti, esseri umani e non umani; una visione che è dualistica, meccanicistica, atomistica, antropocentrica, e patologicamente gerarchica – una visione che, in breve, separa erroneamente gli esseri umani – e spesso eleva gli esseri umani oltre - dal resto della fabbrica della realtà, una visione spezzata che  aliena uomini e donne dall’intricato web di tipi (modelli) e relazioni che costituiscono la vera natura della vita, della Terra e del cosmo. Questi approcci ritengono inoltre che la sola via per salvare il pianeta, e salvare noi stessi, è di sostituire questa visione fratturata con una  visione più olistica, più relazionale, più integrativa, più rispettosa della Terra, e meno arrogantemente centrata sul genere umano. Una visione, in breve, che rispetta l’intero tessuto della vita, un tessuto che ha un intrinseco valore in sé e di sé, ma un tessuto che, non incidentalmente, è l’ossatura e la quintessenza della nostra stessa esistenza.
  Dice Fritijof Capra ne Il punto di svolta: ‘tutti i differenti  punti dell’attuale crisi [crisi energetica, crisi della salute umana, inquinamento e altri  disastri ambientali, un’ondata crescente di violenza e crimine, e così via] sono tutte facce della stessa e unica crisi, che è essenzialmente una crisi di percezione. Essa deriva dal fatto che noi stiamo andando avanti applicando concetti di una visione del mondo retrodatata – la visione del mondo meccanicista…- ad una realtà che non può più essere compresa nei termini di quei concetti…’

  Così molti hanno precisato che, a causa della vicinanza (prossimità) di ‘donna’ e ‘natura’, la spoliazione della Terra e la sottomissione della donna sono andate storicamente insieme. L’Ecofemminismo è una risposta forte alla denigrazione di entrambi. Così Judith Plant afferma: ‘Storicamente, le donne non sono state realmente forti nel mondo esterno, nessun posto nelle decisioni da prendere e nella vita intellettuale. Oggi, comunque, l’ecologia parla per la Terra, per gli ‘altri’ in una relazione umana/ambientale; e il femminismo parla per gli ‘altri’ nella relazione maschio/femmina. E l’ecofemminismo, parlando per entrambi gli altri originali, cerca di capire le radici interconnesse di tutte le dominazioni come le vie per resistere e cambiare’ [in Diamond & Orenstein, Reweaving the world].

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  Bill Devall e George Sessions, rappresentanti del movimento conosciuto come deep ecology (ecologia profonda), affermano che ‘questo è il lavoro che chiamiamo coltivare la coscienza ecologica, l’interiore che connette ogni cosa’, che Jack Forbes spiega come percepire se stessi come ‘esseri profondamente connessi insieme con altra gente  e con le forme di vita non umane che ci circondano. Tutte le creature e cose sono fratelli e sorelle. Da questa idea viene il principio basilare della non-spoliazione, del rispetto e riverenza per tutte le creature’[in Devall & Sessions, Deep Ecology]. Queste teorie olistiche sono tutto sommato radicate nella più ardua evidenza scientifica. Dopo tutto, le teorie olistiche della ‘rete della vita’ sono vecchie come la civiltà stessa, e formano il vero nucleo delle tradizioni delle grandi religioni e visioni. Ma una cosa è avere semplicemente Dio al proprio fianco e del tutto un’altra avere la scienza al proprio fianco. E le scienze ecologiche sono proprio questo: scienze severe. Ciò che sostiene W. è che sarebbe utilissimo rivedere, allora, i sistemi (olistico ed ecologico) delle scienze, e dimostrare esattamente che cosa intendono quando si riferiscono  alla ‘interconnessione’ o rete-natura di tutta la vita. Questo ci darà una base necessaria di informazione e servirà anche come piattaforma per una discussione dell’ecofemminismo e della ecologia profonda.
  Inoltre, come è importante l’approccio dei sistemi ecologico ed olistico, avremo da fare poche importanti revisioni in esso (per ragioni che diventeranno ovvie), e, più importante, lo avremo inserito nel suo stesso più largo contesto, un contesto quasi sempre ignorato (con conseguenze piuttosto disastrose). E  troveremo che quelle stesse forze  - e le stesse debolezze – ridurranno alle strette ecofemminismo ed ecologia profonda come tali. In altri termini, quello che chiamiamo ‘rete della vita’ (web of life) è sostanzialmente metà giusto e metà errato (o seriamente incompleto), e la parte ‘metà sbagliata’ ha causato quasi più problemi di quelli che la parte ‘metà giusta’ ha risolto.

ECOLOGIA INTEGRALE

L’approccio all’ecologia presentato in Sex, Ecology, Spirituality è originale ed unico e su questo i critici sono d’accordo. “Sia che il libro sia piaciuto o no i critici sono stati concordi nel considerarlo unico in quanto ho fatto in modo di combinare l’unità ecologica, la teoria dei sistemi e la consapevolezza mistica non duale, senza privilegiare la biosfera e senza usare i concetti della rete della vita (‘the web of life’) che considero una concezione riduzionista che appiattisce. Invece un approccio all’ecologia di ‘tutti i livelli, tutti i quadranti’ ci permette di situare la biosfera, la noosfera, e la teosfera nelle loro appropriate relazioni con il Kosmo, e così possiamo enfatizzare la cruciale importanza della biosfera senza dover ridurre tutto alla biosfera.
 La chiave di queste relazioni, e la ragione per cui sono state così spesso confuse, può essere osservata nella figura 16 p.243. Notate che il corpo (biosfera), la mente (noosfera) e l’anima/spirito (teosfera) sono tutte indicate nella figura.”[TOE, p.97]
 Ogni onda successiva trascende ed include le precedenti, come mostrato nei nidi concentrici. In quel senso, è corretto dire che la mente trascende ma include il corpo, o che la noosfera trascende ma include la biosfera, o che la storia trascende ma include la natura.

La biosfera è una componente cruciale della noosfera, ma non viceversa (come la maggior parte degli ecologi erratamente crede). Ciò significa che puoi distruggere la noosfera, o la mente dell’uomo, e la biosfera continuerà a vivere molto bene, ma se distruggi la biosfera, anche tutte le menti degli uomini sono distrutte. Ciò accade perché la biosfera è il fondamento e parte della noosfera, e non viceversa. Per analogia un atomo è parte di una molecola; se distruggi le molecole, l’atomo continuerà ad esistere, ma se distruggi l’atomo, anche la molecola è distrutta. Lo stesso accade per la noosfera e la biosfera: distruggi quest’ultima, e la prima non può esistere, ma non viceversa.
Ciò mostra che nei reami interiori la biosfera è parte della noosfera, e non al contrario, (come si può chiaramente vedere nelle figure 13 p.240 e 16). Così non è vero che le menti umane (la noosfera) sono parte della biosfera, ma piuttosto è vero il contrario.

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  Ma bisogna notare che ogni intervento interiore ha un correlato nel mondo sensorio esteriore - il mondo che spesso chiamiamo ‘natura’. La maggior parte degli eco-teorici osservano il mondo sensorio esteriore e concludono che ‘tutto fa parte della natura’, perché ogni cosa ha di certo una correlazione nel mondo del Lato-Destro (figure 11 p.152 e 16 p.243).

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Così essi concludono che la natura (o la biosfera) è la realtà ultima, e chiedono che si agisca in accordo con la natura, e in questo modo riducono tutto a qualche versione dell’ecologia o della biosfera o della grande ‘Web of Life’. Ma questo è solo metà della storia, la metà del Lato-Destro. Nelle dimensioni interiori o del Lato-Sinistro, vediamo che la natura, o le dimensioni sensoriali empiriche percepite - sono solo una piccola parte della grande storia, una piccola fetta di una Grande Torta, una torta che include la biosfera, la noosfera, e la teosfera. E benché tutte queste onde interiori abbiano correlati esteriori nel mondo della natura, non possono essere ridotte a questi esteriori, non possono essere ridotte alla natura. Fare così vuol dire semplicemente abbracciare un altro tipo di materialismo, identificazione con il corpo e un appiattimento bidimensionale: il mondo di un solo colore della realtà del Lato-Destro, la realtà sensoriale empirica della Web of Life. Questo è il riduzionismo ecologico nel suo aspetto peggiore – ridurre l’intero Kosmo al quadrante Basso-Destra - un riduzionismo che è essenza di molte eco-filosofie. D’altro canto un approccio ‘tutti i livelli, tutti i quadranti’, all’ecologia - come riassunto nella figura 16 - ci permette di riconoscere la fisiosfera, la biosfera, la noosfera, e la teosfera, non cercando di ridurre una sfera nell’altra, ma riconoscendo e rispettando il ruolo vitalmente cruciale che tutte giocano in questo straordinario Kosmo.

La consapevolezza formale operazionale, quindi, è, la prima vera e propria modalità ecologica di consapevolezza, nel senso che è capace di afferrare le mutue interrelazioni. Essa non è immersa nella ecologia (che sarebbe il fulcro-2); essa trascende l’ecologia (senza negarla), e perciò può riflettere sulla rete delle relazioni che la costituiscono. Come hanno precisato vari ricercatori, per usare una particolare espressione di Cowan: ‘Di nuovo l’enfasi negli schemi formali [operazionale] è sulla coordinazione dei vari sistemi. Non soltanto gli adolescenti possono [a questo stadio] osservare e ragionare sui cambiamenti nell’interiore dell’individuo, essi possono anche essere interessati nell’ambiente circostante. Solo allora, per esempio, essi saranno capaci di concettualizzare un sistema ecologico in cui i cambiamenti in un aspetto possono condurre a un intero sistema di cambiamenti nell’equilibrio tra altri aspetti della natura.’[Cowan, Piaget with feeling, p.270]. W. osserva piuttosto causticamente che "la nozione di razionalità è ‘lineare’, e quindi ‘antiecologico’ è una pietra angolare di molte nozioni di ‘nuovi paradigmi’, e niente potrebbe essere più lontano dalla verità. Che cosa intendono effettivamente queste teorie per ‘razionalità’ è qualche teoria che non è d’accordo con la loro razionalità." [SES, nota 27, p.620]

Le tre equazioni

Così la prima equazione che ci occorre è: formale operazionale = ecologico.

Il fatto che il formop è anche abbastanza forte da reprimere potenzialmente la biosfera, portando una catastrofe ecologica, indica semplicemente che la catastrofe ecologica è una sfortunata possibilità, ma non una componente inerente, della razionalità. Il fatto che la consapevolezza ecologica diviene anche più grande nell’epoca successiva, la centaurica, non dovrebbe diminuire il fatto che esso comincia qui, con il formale operazionale che è in grado di afferrare le mutue relazioni, e non comincia prima di questo stadio (prima di questo vi sono i tutti sincretici, che suonano ‘ecologico’ ma in effetti costituiscono una certa violenza alla integrità del tutto/parte).

La seconda equazione che occorre è: formale operazionale = comprensione della relatività.

La capacità di assumere differenti prospettive comincia dapprima con il concreto operazionale (conop). Ma con l’emergere del formale operazionale (formop), tutte le varie prospettive possono trovare posto nella mente, quantunque genericamente, e così tutto di loro diviene relativo l’uno con l’altro. ‘In un set di esperimenti, una lumaca si muove lungo un asse, che si muove esso stesso su una tavola. Soltanto i ragazzi al formale operazionale possono capire la distanza che la lumaca percorre relativamente alla tavola e all’asse. Qui troviamo l’attrezzatura intellettuale per le concezioni di relatività – che il tempo trascorso o lo spazio percorso non possono essere assoluti, ma devono essere misurati relativamente a qualche punto arbitrario.’[Cowan, op.cit., ibidem]

La terza equazione che occorre è: formale operazionale = non antropocentrico.

W. conclude questa parte centrale e di orientamento generale che abbiamo tentato di sintetizzare (solo le note sulla parte riguardante gli stadi sopra descritti occupano oltre cento pagine).



Celestinian Center - Alba Magica
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Last Updated ( Tuesday, 22 March 2005 )
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