Rivista di approfondimento spirituale e scientifico della nuova era-la visione e la pratica integrale
indici della rivista -vedi dalla homepage alla sezione 'Alba Magica'
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per informazioni
1) Introduzione
2) Articolo dal n.2 2007 di Alba Magica
3) Atri riferimenti
4) AGGIORNAMENTO del 1 dicembre 2009 dopo la riaccensione dell'LHC:
-SICUREZZA DELL'LHC???--Al CERN si è RIACCESO il LHC
introduzione
Principio di precauzione:
Può un esperimento scientifico mettere a rischio l'esistenza stessa della Terra?
Riportiamo l'articolo uscito sul n.2 della rivista (dopo l'introduzione)
Inizia oggi 10 settembre 2008 la sperimentazione con il LHC -LARGE HADRON COLLIDER- per trovare la misteriosa 'particella di dio' .
Abbiamo posto da anni le questioni che riguardano il rispetto del PRINCIPIO DI PRECAUZIONE e gli stessi ricercatori del CERN di Ginevra già a suo tempo non sono riusciti ad escludere in maniera provata scientificamente la possibilità dell'apparire la cosiddetta STRANGELET una minuscola particella in grado di fagocitare tutta la materia intorno. Gli studi teorici dello stesso CERN hanno affermato la mancanza di pericolo in termini di bassissima probabilità che si verifichi un tale evento.
Ma un tale evento farebbe scomparire la Terra intera in poco tempo
Non sarebbe il caso di evitare simili rischi per quanto di bassissima probabilità?
Chi decide su una cosa così grave seppure molto improbabile?
Una cosa del genere (e altre consimili) può essere solo sottoposta al benestare delle autorità polkitiche del paese o dei paesi interessati?
Perché non é stata neppure informata correttamente la popolazione?
Quali strumenti decisionali sarebbero adeguati per prendere tali decisioni?
Che tipo di rapporto in casi del genere vi deve essere tra autorità scientifiche e popolazione?
Vale la pena di fare correre un tale rischio sebbene a bassissima probabilità all'umanità intera e a tutta la Terra?
RIPORTIAMO UN NOSTRO STUDIO SULLA QUESTIONE TRATTATO SULLA RIVISTA ALBA MAGICA n.2 del 2007.
Ricordiamo che la questione si pose già negli USA diversi anni fa e che già allora - sebene le energie fossero molto più basse e il pericolo minore - vi fu il parere del CERN richiesto dagli americani che si pronunciava in maniera probabilistica ma NON A RISCHIO ZERO come richiederebbe il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE IN UN CASO DEL GENERE.
ARTICOLO dal n.2 2007 della rivista Alba Magica
pagine 19-23
Ricerca scientifica e
principio di precauzione
ovvero
può un esperimento mettere
a rischio l'esistenza stessa
della Terra?
di Eaco Cogliani
Nel corso del 2007 (poi aggiornato al 2008) sarà messo in funzione il più grande acceleratore di particelle del mondo, l' LHC
[Large Hadron Collider (LHC)] capace di raggiungere energie simili a quelle generate all.inizio dell.universo
con lo scopo di ricreare condizioni simili a quelle supposte all'origine (vicino al big bang). Si spera così di individuare la famosa particella di Higgs che dovrebbe provare la profonda unità delle forze fisiche e di individuare caratteristiche della cosiddetta .materia oscura. (ed energia oscura).
Oltre a questi risultati si spera di carpire all.universo altri segreti legati a tali condizioni originarie.
Le energie che il dispositivo dovrebbe raggiungere sono eccezionali e le condizioni altrettanto eccezionali.
Tra le altre considerazioni dei fisici e dei fisici matematici che cercano di simulare matematicamente le condizioni che si dovrebbero registrare con il LHC vi é anche l.apparire, dai loro calcoli, di diversi tipi di particelle tra cui la cosiddetta Strangelet.(particella strana), una particella che avrebbe la caratteristica di fagocitare, in certe condizioni, la materia che vi si trova intorno trasformandola e assimilandolatutta.
I calcoli non hanno escluso la probabilità che tale particella si presenti e che possa assumere anche una configurazione stabile (quella pericolosa) in certe condizioni. Questa probabilità é minima, come precisiamo nei testi che seguono, ma non a rischio zero.
Una volta comparsa la particella, se di tipo stabile, il processo non é più arrestabile e ancor prima che la Terra sia fagocitata del tutto, riducendosi a un diametro di circa 100 metri, le alterazioni sarebbero tali da portare alla distruzione di ogni essere vivente.
Ma si può correre un rischio simile anche se per un grandioso esperimento e seppure con una probabilità minima che si verifichi L.'NCIDENTE fatale (e definitivo)???
Quello stesso principio di precauzione che si invoca per questioni importanti come la salute e l'ambiente (dalla verifica preventiva dei farmaci alle applicazioni industriali, agli interventi in agricoltura con concimi e quant'altro) vale anche in questo caso.
Ma come mai si accetta il rischio di una eventuale catastrofe di tali dimensioni (uniche e definitive....!!)? Per una tale eventualità l'unico rischio accettabile dovrebbe essere il rischio ZERO.
*Nell'articolo: descrizione e storia, i pareri degli scienziati
Il LHC è una macchina per la concentrazione dell'energia in uno spazio molto piccolo. Le energie della particella nel LHC sono misurate in Tera-elettronvolts (TeV). 1 TeV è approssimativamente l'energia di una zanzara in volo, ma un protone è circa un trilione di volte più piccolo di una zanzara. Ogni protone che gira nel LHC avrà un'energia di 7 TeV, in modo che quando due protoni si scontrano l'energia di collisione sarà di 14 TeV. Gli ioni di piombo hanno molti protoni, in modo che possono essere accelerati ancora ad energie più grandi:
i fasci di ioni di piombo avranno un'energia di scontro di 1150 TeV. A piena potenza, ogni fascio avrà circa l'energia di un'automobile che viaggia a 2100 kph (chiloparsec l'ora). [Un parsec (abbreviazione di parallasse-secondo) è uguale a 3,26 anni luce, vale a dire 3,1 · 1018 cm. Un kiloparsec (kpc) corrisponde a 103 parsec; un megaparsec (Mpc) corrisponde a 106 parsec.]. L'energia immagazzinata nei campi magnetici sarà ancora più grande, equivalente ad un'automobile a kph 10700. A velocità vicina a quella della luce un protone in un fascio farà 11 245 giri al secondo. Un fascio che circolasse per 10 ore, farebbe più di 10 miliardi di chilometri, abbastanza da andare al pianeta Nettuno e tornare indietro.
Che cos'é l'LHC
segue da pagina 19 Esperimenti a rischio per la Terra di Eaco Cogliani
Principali obiettivi del LHC
Dentro l'LHC si realizzeranno energie e condizioni mai realizzate artificialmente dall'uomo, vicine a quelle che si suppone vi siano state nelle condizioni iniziali dell.universo.
In particolare si intende usare il LHC per individuare una
particella chiamata bosone di Higgs (la cui esistenza peraltro
alcuni fisici mettono in dubbio) che dovrebbe fornire un
passo decisivo nella dimostrazione della teoria attuale dell'unificazione delle forze fisiche fondamentali.
In secondo luogo dovrebbe fornire informazioni sulla cosiddetta energia e materia oscura e su altri aspetti della struttura fondamentale della materia e dell'antimateria.
Quattro rivelatori enormi - ALICE, ATLANTE, CMS e
LHCb - osserveranno gli scontri in modo da poter esplorare
nuovi territori nella materia, nell'energia, nello spazio e nel
tempo. Un quinto esperimento, TOTEM, installato con il
CMS, studierà gli scontri dove i protoni avvertono soltanto
le deviazioni molto piccole.
Dove é installato. Il LHC é installato in un traforo di 27 chilometri
di circonferenza, sepolto a 50-175 m. sottoterra, fra la montagna
del Jura in Francia ed il lago Ginevra in Svizzera. Il traforo è
stato costruito negli anni .80 per l.acceleratore precedente, il grande
collider Eletrone- Positrone (LEP). Il traforo ha una pendenza di
1.4% verso il lago di Ginevra.
Che cosa farà l'LHC?
Le particelle .STRANE.
.Strangelet particles
Da tempo la teoria fisico matematica standard (nelle
sue varie versioni) prevede che nelle interazioni in
cui intervengono energie elevatissime, sia in natura
sia in laboratori, si possano produrre delle particelle
e veri e propri mini-buchi neri che sarebbero in grado,
nei casi in cui si presentino in forme abbastanza
stabili, di fagocitare la materia circostante.
Diverse dimostrazioni matematiche hanno sostenuto
conseguenze diverse tra di loro, compresa quella
che queste particelle scompaiano (evaporino) quasi
subito o non possano essere neppure generate. Diverse
dimostrazioni hanno portato a concludere che
c'è la probabilità - per quanto bassissima - della loro
comparsa, anche di quelle che possono presentarsi
in forma sufficientemente stabile da innescare il processo.
Il dibattito intorno alle strangelet si é andato
intensificando negli ultimi 8 anni in conseguenza di
due fattori:
1) la messa a punto e poi in funzione del Relativistic
Heavy Ion Collider (RHIC) al Brookhaven National
Laboratory (BNL) negli USA, vicino New York. Alle
altissime temperature generate nel RHIC si crea un
plasma che può ricondensarsi con la possibilità di
creare 'strange-matter./ materia strana', con particelle
chiamate 'strangelet'.
Si ritiene che particelle strangelet siano state create anche insieme alla materia normale al tempo dell'espansione dell'universo
iniziale. La materia strana diventa più stabile quanto
più grande é la massa. I piccoli strangelet, del tipo
creato all'RHIC, hanno una vita media dell'ordine
del microsecondo di millisecondo (un milionesimo di
millesimo di secondo). Per diventare più stabile deve
accrescersi. Essa può diventare pienamente stabile
ad una massa di circa 1000 protoni.
Se si aumenta l'energia essa aumenta la sua massa più velocemente in modo consistente fondendosi con la materia normale.
Dopo la messa in attività del RHIC negli USA nel 2000, la messa
in funzione del LHC europeo entro il 2008 rappresenterebbe
una maggiore opportunità per tali particelle
di nascere e accrescersi poiché l'LHC é in grado
di raggiungere energie di gran lunga superiori anche
a quelle del RHIC americano.
Negli USA si é tentato di fermare l'operatività dell'RHIC anche chiedendo interventi della magistratura e con pubblicazioni
di libri e su numerose riviste. Riportiamo nel
seguito i termini del dibattito in Italia (pagina 21).
2) La seconda questione che ha sollevato il problema
in modo nuovo è l'attenzione mondiale su tutti
quegli eventi che potrebbero produrre effetti così catastrofici
da segnare la fine della Terra stessa o quantomeno dare l'avvio alla distruzione del pianeta e/o della vita sulla Terra. Tra questi
L.LHC produrrà le collisioni fra due fasci di particelle, sia
protoni che ioni di piombo. I fasci saranno generati nella
attuale catena di acceleratori del CERN (Centro Europeo
per Ricerca Nucleare) e quindi saranno iniettati nel LHC.
Questi fasci attraverseranno un vuoto paragonabile allo spazio
esterno. I magneti Superconduttori che funzionano a temperature estremamente basse li guideranno intorno all.anello.
Ogni fascio consisterà di quasi 3000 mazzi di particelle
ed ogni mazzo conterrà a sua volta circa 100 miliardi
di particelle. Le particelle sono così piccole che la probabilit
à che due di esse si scontrino è molto piccola.
Quando i fasci di particelle sono irradiate, ci saranno soltanto
circa 20 collisioni su 200 miliardi di particelle.
Tuttavia, i fasci di particelle passeranno circa 40 milioni di
volte al secondo, in modo che il LHC genererà circa 800
milioni di collisioni al secondo.
21
[segue a pag.22]
segue da pagina 20 Esperimenti a rischio per la Terra di Eaco Cogliani
eventi hanno preso sempre più corpo quelli che possono
essere generati dall.intervento umano nei vari
àmbiti di attività, da quelle scientifiche a quelle industriali.
Vedasi ad esempio il sito, ben documentato
Per quanto limitatamente, anche in Italia la questione
ha suscitato l'attenzione di un certo numero di
scienziati, anche se negli anni scorsi ben poco é arrivato
all.opinione pubblica più vasta. Il dibattito pubblico
si é svolto finora soprattutto via internet.
Riportiamo qui l'articolo-inchiesta di Milena
Gabanelli che fa il punto della situazione: Articolo
Alla periferia di Ginevra c'é il Cern, il più grande laboratorio
scientifico del mondo. Ha quarantasei anni di vita, ci
lavorano settemila scienziati, é finanziato da venti paesi
europei e l'Italia partecipa con una quota di centocinquanta
miliardi l'anno previsti dalla finanziaria.
Sotto al laboratorio c'é un anello acceleratore di ventisette
chilometri, dentro questo anello si fanno esperimenti per studiare
l.origine della materia. Questi esperimenti finora non
hanno prodotto alcun risultato applicabile alla nostra vita
pratica, ma le ricadute che derivano dalle tecnologie usate
negli esperimenti sono enormi, fra tutte il web che e. nato
proprio al Cern. Qui fra quattro anni entrerà in funzione un
acceleratore di particelle, si chiama LHC: consiste nel far
entrare in collisione frontale ad energie altissime mai sperimentate prima particelle particolari. Queste condizioni estreme permetteranno di avventurarsi nello sconosciuto.
Così sconosciuto da suscitare inquietanti interrogativi da
parte di autorevoli scienziati.
Mario Bruschi - Fisico - Universita. La Sapienza di
Roma: 'Alcuni fisici teorici dicono che vi e. una possibilità
che nel corso dell'esperimento si verifichi una situazione
tale da portare alla distruzione dell'intero genere umano,
delle piante, degli animali, di tutto pianeta. Questo é il rischio,
questo il pericolo a cui si può andare incontro'.
Alvaro De Rujula - Fisico - Cern di Ginevra: 'I rischi
remoti che si sono discussi sono almeno tre.
Uno é che durante una di queste collisioni di particelle cont-
Il dibattito in Italia
Potrebbe un esperimento
distruggere la Terra ?
tenenti molta energia, si formi un buco nero. Il buco nero é
un oggetto che può assorbire tutto ciò che lo circonda senza
sputare fuori niente.
Ad esempio può inghiottire la Terra stessa. Ha una
probabilità così remota che l'esperimento degeneri, che
se anche tutti i paesi del mondo decidessero di fare questo
esperimento non ci sarebbero rischi per nessuno.
L'unica cosa che ha destato più preoccupazione nella discussione riguardo le esperienze legate al LHC ha a che
vedere con le collisioni che si faranno tra grossi nuclei atomici,
perché alcuni scienziati hanno pensato che esse potrebbero
generare un nuovo stato nucleare simile al buco
nero, in grado di inghiottire ciò che lo circonda, compresa
la Terra'.
Carlo Bernardini - Fisico - Università La Sapienza di
Roma; 'In questi esperimenti si produce della materia che
in natura non esiste. Questa materia può avere la proprietà
di essere onnivora, nel senso che comincia ad assorbire la
materia intorno e a trasformarla in materia di questo nuovo
tipo. Crea una sorta di valanga che naturalmente é incompatibile con la vita e con una infinità di cose. Il rischio é
quello'.
'Nessuno puo. distruggere questa materia?'
Carlo Bernardini: 'E come si fa.? Una volta che la materia
cresce, se l'accrescimento é molto rapido...non sappiamo
nulla di quello che potrebbe accadere'.
Alvaro De Rujula: 'In questo caso non possiamo fare dei
calcoli completamente convincenti da poter dire che queste
cose non si produranno.. .Secondo i fisici teorici da quando
l'universo esiste i raggi cosmici nella galassia si sono scontrati
miliardi di volte, esattamente come avverrebbe nell'esperimento, e non é mai successo nulla di catastrofico'.
Carlo Bernardini: 'Il problema é che si può escludere che
questo avvenga, cioé escludere con sicurezza o si può solo
dire che é probabile che non avvenga; sono due cose molto
diverse'.
'E qual'é la risposta?'
Carlo Bernardini: 'La risposta é che é molto probabile
che non avvenga, e questo é un pò brutto...'.
'Ma gli esperimenti che si faranno qui al Cern sono
totalmente sicuri?'
Alvaro De Rujula: 'No certo. Non so cosa vuol dire un
esperimento sicuro. Se un esperimento fosse sicuro vorrebbe
dire che conosciamo la risposta, se sapessimo la risposta
allora non ci sarebbe motivo di fare l'esperimento. La natura
della ricerca é fare delle cose che uno non conosce, il
senso nel farle sta nel voler arrivare a conoscere la risposta.
Facciamo delle domande alla natura e la natura ci dice
come é fatta, ma non sempre siamo in grado di capire come
saranno le cose. A volte lo siamo, a volte non lo siamo'.
Intanto i lavori per la costruzione del LHC al Cern di Ginevra
continuano. .Vuol dire che questi dubbi non preoccupano
nessuno?.
Luciano Maiani - direttore generale del Cern: .Io ho
creato una commissione anche riflettendo una discussione
che c'é stata negli anni passati negli Stati Uniti. Una commissione che permette di accertare che questi pericoli non esistono e che ci permette di avviare tranquillamente l'LHC tra cinque anni, quando sarà costruito'.
'Intanto che la commissione valuta, i lavori continuano ad
andare avanti, costano miliardi. E se poi la commissione
22
Architettura sociale ed organizzativa
[segue a pag.23]
segue da pagina 21 Esperimenti a rischio per la Terra di Eaco Cogliani
dovesse dire che il rischio e. piu. significativo di quel che si
pensa?'
Luciano Maiani: 'Io sono personalmente convinto che questi
risultati saranno nel senso positivo, ma tuttavia e. evidente
che se dubbi consistenti nascessero il problema dovrà
essere riesaminato. E' stato giusto porsi il problema, ma il
problema non sembra avere un fondamento tale da dare
preoccupazioni'.
'Quindi il rischio non c'é? Siamo a rischio zero?'
Luciano Maiani: 'Si.'
Alvaro De Rujula: 'Un fisico non può dire mai rischio zero, perché lo zero non esiste. Quello che uno deve domandarsi e. qual'é la probabilità che questo capiti. Se la probabilità che una cosa di questo tipo capiti é tale che non capiterà nulla da qui a dieci miliardi di anni possiamo stare tranquilli'.
Mario Bruschi: 'Se dico che la probabilità, nell'ipotesi
più pessimistica, é che in un milione di anni si verificherà
una volta sola, non voglio dire che si verificherà al
milionesimo anno, potrebbe verificarsi domani. La
probabilità é di questo tipo'.
E mentre in Europa i lavori procedono sul collisore più potente
della Terra, in America, dove sono sempre più avanti,
quattro mesi fa nel laboratorio di Brookhaven vicino New
York sono partiti con il primo esperimento, proprio quello di
cui stiamo parlando.
Dice Thomas Ludlam- Fisico, del Laboratorio Nazionaledi Brookhaven N.Y.: .'Acceleriamo atomi d'oro dentro
due anelli lunghi cinque chilometri, che stanno proprio
qui, sotto questa collinetta davanti a noi. E' la prima volta
che una macchina creata dall'uomo permette di accelerare
particelle alla velocità della luce. Poi le facciamo scontrare
frontalmente, in questo modo ricostruiamo la materia al momento stesso della sua creazione'.
'Ma quali benefici verranno da queste collisioni? Riuscirete
a trovare il modo di sconfiggere il cancro? O di
risolvere il problema energetico?'
Thomas Ludlam: 'Per il momento non vediamo nessuna
applicazione pratica. E' pura curiosità scientifica. Però
quello che sappiamo é che ogni volta che si é fatto un
passo avanti nella comprensione della materia dopo trenta,
quaranta o cento anni ci sono stati benefici per tutti'.
Questi esperimenti sono costosissimi, solo gli acceleratori
costano seicento milioni di dollari e quando era tutto pronto
una commissione presieduta da Robert Jaffe dell'Instituteof Tecnology del Massachusets di Boston (MIT) ha
fatto una valutazione dei rischi. Ma da chi era composta
questa commissione? Da esperti completamente estranei al
progetto?
Robert Jaffe : 'Da esperti esterni, non estranei a questo
tipo di ricerca, quindi in qualche modo coinvolti ma esterni.
Il risultato é che i nostri calcoli teorici non possono dirci se
l'Universo come insieme possa cambiare stato, non abbiamo
sufficiente conoscenza della teoria di base della materia.
Abbiamo fatto delle valutazioni sulla base di fatti che avvengono;
le collisioni che si fanno nel laboratorio di Long
Island sono le stesse che avvengono nello spazio. I raggi
cosmici si sono scontrati miliardi di volte e se si fossero
mangiati le stelle non saremmo certamente qui a fare l'esperimento.
Comunque il primo esperimento é stato fatto ed
é andato tutto bene'.
Francesco Calogero - Fisico - Università La Sapienza:
'La probabilità di produrre questa particella assassina
é piccola. Se questa probabilità é piccola il fatto che non
la si sia prodotta subito non garantisce che non possa essere
prodotta più tardi. Quindi da questo punto di vista non é
vero che se l'esperimento é cominciato e non é successa
subito una catastrofe, una catastrofe non può avvenire in
seguito'.
Mario Bruschi: 'Questa decisione di partire con l'esperimento
nonostante non sia stata stimata in maniera attendibile la
probabilità di un evento così catastrofico, come la distruzione
dell'intero pianeta, é una decisione assurda, stupida,
irragionevole e soprattutto é una decisione immorale.
Se io fossi cattolico direi che é una decisione peccaminosa
da un punto di vista religioso'.
Robert Jaffe: 'La comunità scientifica é compatta, non
se ne preoccupa'.
Mario Bruschi: 'Mettiamo che domani gli esperti ci dicono
'Va bene, la probabilità é una a un miliardo di miliardi',
qual'é a soglia di un rischio ragionevole?'.
Alvaro De Rujula: 'Quando una possibilità calcolata così pessimisticamente é più piccola di una su un miliardo, uno non si preoccupa'.
Mario Bruschi: 'Cioé quanto deve essere piccola questa probabilità perché noi corriamo il rischio cosiddetto ragionevole di mettere a repentaglio le nostre vite, la vita delle piante, la vita degli animali, la vita di tutta la Terra e la Terra stessa, una a un miliardo di miliardi? Una a un miliardo di miliardi di miliardi? Dove inizia il rischio ragionevole?'.
Alvaro De Rujula: 'Perché se uno si preoccupa di questo
dovrebbe preoccuparsi di tantissime altre cose ugualmente
probabili. Ad esempio che ci sia un forte vento in Africa
centrale che, sollevato un rinoceronte, ce lo faccia cadere
sulla testa. Queste sono delle probabilità dello stesso tipo'.
Mario Bruschi: 'Secondo me questi argomenti sono inaccettabili perché se esplode una supernova e ci colpisce un
meteorite noi non possiamo farci niente, sono eventi catastrofici al di là delle nostre possibilità di intervenire e al di
fuori delle nostre responsabilità. La questione invece relativa
alla possibilità di avviare noi un esperimento che potrebbe
portare alla distruzione della Terra é una nostra
responsabilità'.
Non si può arrivare a chiarire nulla, siamo nelle loro mani e
ci dobbiamo fidare. Quello che ci piacerebbe sapere é se
coloro che stanziano i fondi per la ricerca sono informati di
volta in volta sul tipo di esperimenti che si fanno e quali
strumenti hanno per intervenire, valutare e, se é il caso,
fermare.
23
segue da pagina 22 Esperimenti a rischio per la Terra di Eaco Cogliani
Eliano Pessa - Docente Intelligenza Artificiale -
Università Pavia: 'L'uomo politico si trova nella difficoltà
di decidere su materie che non sono assolutamente di sua
competenza. Però naturalmente per questo può avvalersi
di persone che ritiene competenti. Ed andrà in cerca di
chi? Delle persone che a livello nazionale vengono considerate
sul piano scientifico come le persone piu. rappresentative
del paese ed é anche logico che si faccia questo, é
evidente che le persone che sono inserite in questo stesso
sistema, non potranno parlar male del mondo in cui loro stessi
sono inseriti e quindi sosterranno le necessità di mandare
avanti le ricerche di cui loro stessi sono a capo. E quindi il
gioco continua.. [L.intero documento é riportato in:
Sui siti internet, compresi quelli qui indicati, scienziati
e semplici cittadini discutono del problema e delle
implicazioni anche dal punto di vista della gestione
sociale della scienza, della applicazione del Principio
di precauzione e di come intervenire dato l'accrescersi
della pericolosità del problema specifico che riguarda
la messa in attività entro l'anno 2008 del LHC.
Come diversi scienziati affermano non si può mettere
una questione del genere in termini di probabilità,
seppur minima per le ragioni che espongono, né si
può considerare questo problema come qualsiasi altro
problema anche di gravità grandissima.
E non si può considerare un problema che é creato
da scelte umane alla stregua di problemi che sono
indipendenti dalla nostra scelta come un terremoto o
un asteroide che cade sulla terra.
Un rischio come la distruzione dell.intero pianeta per
scelte umane é semplicemente da non correre.
Il principio di precauzione non può essere applicato
addirittura in maniera più attenuata di quando si
applica per definire se una medicina può essere distribuita
o no ai pazienti o se un prodotto chimico
può esse messo in commercio e con quali precauzioni
trasportato e messo in opera.
SCARSA INFORMAZIONE
La situazione é particolarmente delicata e sempre più
pericolosa, anche per la scarsa informazione che circola
nell.opinione pubblica europea ma soprattutto
in quella italiana.
Un articolo del Financial Times [FinancialTimes 26 September 2006] faceva rilevare come il pericolo
del terrorismo e altri che viviamo nell'attuale
fase storica fanno trascurare pericoli non meno gravi
come appunto quello che descriviamo in queste
pagine (ma non potrebbe essere una scelta indotta
da gruppi di potere?).
La probabilità che un evento simile si verifichi nell'arco di milioni o miliardi di anni niente toglie al fatto che la probabilità piccola anche minima non significa certezza che l.evento non avviene.
Quando vi é una probabilità bassissima di un evento
questo può avverarsi domani o tra un miliardo di anni,
MA PUO' AVVERARSI.
Ed il principio di precauzione in questo caso non può
intendersi altro che come RISCHIO ZERO.
Va applicato rigorosamente e va sospesa ogni operazione
che metta a rischio l'intero pianeta finché le
cose non si accertino meglio e si possa escludere ogni
possibilità - oggi e in futuro - che si possa verificare
un tale evento, che dipende peraltro esclusivamente
dalle scelte umane. [Seguono riferimenti ad alcuni
Semmai, mi sembra che si sia accentuata l'indifferenza su questioni come il 'Principio di precauzione' metre si ribadisce nientedimeno che sull'Omeopatia!!! da parte del ministero della salute, mentre, seppur con una probabilità esigua, sussiste la possibilità di creare particelle dette strangelet (vedi anche su motore di ricerca) che hanno la capacità di fagocitare la massa e l'energia circostante che qui sarebbe quella della stessa Terra.
Consiglio di prendere coscienza del problema, anche se non dovesse accadere - lo spero bene - per quanto ha una sia pur minima probabibiltà di accadere - ma é la prima o al massimo la seconda volta (se si considera il collider del Fermilab a Chicago ma molto meno potente) nella storia di questo pianeta che si mette a rischio la sua stessa esistenza con tanta noncuranza.
From :
To : "Sublimen yahoogroups. com"
Cc : Date : Tue, 1 Dec 2009 10:16:42 +0100 Subject : <[SUBLIMEN]> Al CERN si è RIACCESO il LHC
> Al CERN si è RIACCESO il LHC
> Dopo la Cerca del Graal, quella del Bosone di Higgs è la fissa degli scienziati del Cern, che hanno, con diligenza, riparato il guasto accaduto alla prima accensione del collisore. Del resto devono pur dare un nome a quello che vanno alacremente cercando, anche se il Bosone di Higgs, come per > il Graal, nessuno ha mai capito e magari mai capirà se esiste veramente. A parte Parsifal, che l'ha trovato, il Graal. > da scienzaeconoscenza.it > > Il Large Hadron Collider è tornato in ottimo stato di salute. > I risultati iniziali, dopo la riaccensione, fanno ben pensare, a quanto dicono i fisici, in conferenza d'ufficio. > > Risale a poco più di un anno fa, con strombettamenti altisonanti, l'accensione dell'imponente collisore (LHC: Large Hadron Collider), bloccata sul più bello da un guasto elettrico che ha richiesto lunghi mesi di attività per essere riparato. Lunedì scorso - in un più modesto sussurro stampa - finalmente i protoni hanno viaggiato alla quasi velocità della luce > - 11.000 volte al secondo in entrambe le direzioni dei 27 km di tunnel situato nei dintorni di Ginevra, al confine tra Francia e Svizzera. > Riportano i ricercatori, impegnati nell'epica impresa, che il fascio è di ottima qualità, con i protoni ben serrati in linee capillari e guidato da circa 1.600 magneti superconduttori - 15 metri (50 piedi) lungo - che operano a temperature più fredde dello spazio esterno per il massimo rendimento elettrico.
Finora la macchina sta funzionando a 450 miliardi di elettronvolt di energia, che è relativamente bassa rispetto alla sua capacità di progettazione di oltre 14 volte tanto. Presto supererà l'attuale acceleratore più potente del mondo, il Tevatron al Fermilab, fuori Chicago, che opera a 1 mille miliardi di elettroni volt, o TeV.
Gli scienziati dicono che le prime scoperte potrebbero iniziare nel primo semestre del prossimo anno quando il collider raggiungerà 3,5 TeV. Il CERN spera di avere la prima collisione a tale quantità di energia già nel mese di gennaio o all'inizio di febbraio.
Tejinder S. Virdee, un fisico del London's Imperial College, che rappresenta oltre 2.000 scienziati di CMS, uno degli esperimenti che ha installato i propri rivelatori al CERN, ha detto che potrebbero volerci diversi anni prima che il collider scopra il Bosone di Higgs, una particella che dà massa, secondo la teoria standard, a tutte le altre particelle subatomiche, e quindi all'universo. > «Questo perché si crede che il bosone di Higgs sia difficile da vedere e abbia bisogno di una potente energia per essere rivelato». Ha detto Virdee. > «Potrebbero volerci alcuni anni». Ha aggiunto.
> Il Direttore generale Heuer ha detto che il CERN è stato cauto come può esserlo un automobilista con il primo modello di produzione di una nuova auto. > «La prima volta non spingeremo l'acceleratore al massimo della sua velocità». Ha detto. > «Una volta sperimentato - ha affermato - siamo in grado di aprire le finestre a una nuova fisica, il che potrebbe accadere già l'anno prossimo. > Dipende da quanto la natura è gentile con noi». > "Chi cerca trova - dice la saggezza popolare - e i cocci son suoi" > "Chi cerca, trova il Bosone di Higgs", dicono gli scienziati. E ci auguriamo che i cocci non ci siano, visto che in questo caso sono di tutti. > Si lavora su supposizioni, di fatto gli scienziati non sanno quello che troveranno, questo del resto non possono permettersi di dirlo. Si va per tentativi ed errori. Che ci piaccia o no, è così che si procede in avanti. ----------------------------------------------------------------------------------