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LE TRE SCIENZE

Introduzione
Le scienze contemplative
Kuhn e il significato di paradigma

Tradizioni contemplative

LA BUONA SCIENZA – I tre fattori che definiscono l’indagine scientifica in generale
LA RELIGIONE PROFONDA
RIVENDICAZIONI DI VALIDITA’ DEL MISTICISMO

LA RIVELAZIONE INTEGRALE e LE SCIENZE CONTEMPLATIVE



Brani tratti da KEN WILBER, una sintesi del pensiero

autore Eaco Cogliani  

vedi alla voce KEN WILBER -->WILBER_LIBRO dalla homepage

il libro si può richiedere anche alla redazione di Alba Magica


vedi sotto la voce 'Ken Wilber' dalla home page:

-scienze contemplative

-scienze sociali

-scienze naturali


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v.le F.Testi 216 20126 Milano - Telef. redazione ed email 347/4418930-049/8648301 (centr. nazionale)     
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Vedi anche le altre voci su Ken Wilber -sempre in questa sezione su Wilber - in particolare Oloni (venti principi), Wilber_libro, Pratica Trasformativa Integrale, Quattro quadranti - e alle altre sezioni dalla hompage

Per documentazione approfondita su Ken Wilber, le sue opere ecc. é stato pubblicato il volume 
KEN WILBER  una sintesi del pensiero; la nuova visione del mondo, la visione integrale, la pratica integrale

Autore: Eaco Cogliani

pag. 528 formato 17 x 24 cm copertina in  quadricromia
sezione introduttiva - 50 figure, tabelle e legende, indice analitico dettagliato per rendere accessibile a tutti la materia
costo del volume euro 32,00 + 3 euro spese spedizione se ordinato con ccpostale, 6 se in contrassegno

- Per ordinarlo: versamento di 32,00 euro + 3 euro spese spedizione sul ccp 41275207 intestato ad Alba Magica v.le F.Testi 216 - 20126 Milano e/o richiederlo direttamente alla redazione di Alba Magica per email telef. o sms (la spedizione in contrassegno, dati i costi postali di questa formula, comporta un supplemento di 6 euro)
347/4418930 - 049/8648301
(vedi  Biografia di Wilber in questa sezione, contenente il sommario con descrizione delle opere di Wilber e la voce Wilber_libro)


                                                 TRE TIPI DI SCIENZA

Introduzione

La scienza descrive tutta la realtà? Da quando la scienza é basata su quello che i sensi fisici percepiscono (spesso con l’aiuto degli strumenti) è saggio correlarsi totalmente con questa sorgente di conoscenza? Chi ha visto anche emozioni o pensieri con gli occhi fisici? E’ questa una ragione sufficiente per negare la loro esistenza? O stiamo dimenticando qualcosa?

‘Assenza di prova non é prova di assenza’, possiamo dire. Credere che la scienza copre TUTTA la realtà non è scientificamente realistico, perché così neghiamo altre forme dell’umana esperienza, anche i nostri più profondi sentimenti di identificazione e realtà interiore. Questo è propriamente chiamato ’scientismo’. Non la scienza propriamente ha rifiutato di credere nell’anima, in più alte sfere, in realtà trascendentali, come molte persone credono, ma lo scientismo. E’ tempo di correggere questo stato di cose estremamente sbilanciato.

Basilarmente, la realtà copre al minimo tre domini: quello che possiamo vedere con i nostri sensi, quello che possiamo vedere con gli ‘occhi interiori’, e quello che possiamo vedere sia fuori che dentro: il Sé. Tutti e tre questi domini possono essere approcciati in un modo scientifico! Allora qual’é il significato di ‘scientifico’. Wilber ritiene che la scienza non possa necessariamente implicare nessun’altra via che quella del materialismo. La scienza coinvolge i seguenti tre elementi:

1. Seguire una ingiunzione, una istruzione, un paradigma

2. Percepire un certo stato delle cose (stato della perzezione dei dati)

3. Confrontiamo i nostri dati con quelli degli altri (nel gruppo di pari)

Questi tre ‘procedimenti’ operano nella scienza, come è ovvio: un astronomo (1) guarda attraverso un telescopio, (2) osserva una certa parte dell’universo e (3) discute i suoi risultati con compagni astronomi (e NON con gli altri comuni mortali; un punto molto importante).


Wilber argomenta che per l’esistenza dei due altri tipi di scienza, va seguita la stessa procedura formale: la scienza mentale o sociale (che i tedeschi chiamano Geisteswissenschaft) non osserva gli oggetti fisici, ma significati mentali, come può essere trovato in documenti, storie, miti, ricerche e libri. Il significato di un testo non può essere visto con gli occhi fisici, ma soltanto con gli ‘occhi della ragione’.


Seguendo i tre criteri della scienza, la scienza mentale é perfettamente scientifica. (Ebbene, gli oggetti mentali non sono cose concrete come quelle fisiche, così le conclusioni della scienza mentale non sono contro quelle della fisica).


Ed ecco un terzo tipo di scienza, in accordo con Wilber. Perciò la realtà include solo cose e pensieri? Il sé che vede e che pensa, non può essere visto e non è un pensiero. Ma esso può essere approcciato sperimentalmente in meditazione.

Perciò ‘la scienza spirituale’ è nata.

Meditazione e yoga sono ‘scienze’ perché anch’esse seguono le tre regole: (1) ingiunzione/istruzione – es. Stiamo seduti su un cuscino per ore,
(2) osservazione – osserviamo uno stato della mente, e
(3) conferma – discutiamo le nostre scoperte con i compagni meditatori (nel gruppo di pari).


In sintesi:Wilber ha considerato tre tipi di scienza, dal momento che la realtà è composta al minimo di tre domini, e tutti e tre i domini possono essere approcciati in via sperimentale, esperienziale e quindi scientifica.


LE SCIENZE CONTEMPLATIVE

RIVENDICAZIONI DI VALIDITA’ DEL MISTICISMO


I tre elementi per la ricerca di una valida conoscenza.


Se voglio sapere se piove o no, vado alla finestra e guardo fuori, e sono abbastanza certo che piove. Ma forse mi sbaglio, o forse la mia vista è debole. Vorresti verificare? Vai alla finestra e sì, piove. Questa è la forma più semplificata dei tre elementi per la ricerca di una valida conoscenza (sia delle vie del lato sinistro che destro nei quattro quadranti).


Il primo elemento è l’ingiunzione, che è sempre nella forma ‘se tu vuoi sapere questo, fai questo’’. Se vuoi sapere se una cellula ha un nucleo, allora prendi un microscopio, e guarda. Se vuoi sapere il significato di Hamlet, impara l’inglese, prendi il libro, e leggi. Se vuoi sapere se 2+2 fa veramente 4, allora impara la teoria aritmetica, prendi i teoremi, esaminali con la mente, e verifica i risultati.


Le varie ingiunzioni, in altre parole, conducono a, o aprono alla possibilità di, una illuminazione, un apprendimento, una intuizione, o una esperienza diretta del dominio cui si indirizza l’ingiunzione. Tu ‘vedi’ il significato di Hamlet, o se sta piovendo, o perché 2+2 fa veramente 4.


Questo è il secondo elemento, l’illuminazione o apprensione. Tu vedi o apprendi, per mezzo di un’esperienza diretta, i dati scoperti del dominio.


Ma potrebbe essere sbagliato, e perciò verifichi i tuoi risultati, i tuoi dati, con altri che hanno completato i primi due elementi, con altri che hanno adempiuto le ingiunzioni e ottenuto i dati.

In questa comunità di pari, tu confronti e confermi o respingi – i tuoi dati originali.


E questo è il terzo elemento, la comune conferma (o rifuto) [il termine ‘conferma’ qui si intende come ratifica, omologazione, avvaloramento].


Questi tre elementi – ingiunzione, illuminazione, conferma - sono le maggiori componenti in ogni valida ricerca conoscitiva.

Kuhn e il significato di paradigma

Uno dei grandi valori del lavoro di Thomas Kuhn (e dei pragmatisti prima di lui, ed in particolare del lato ‘analitico-pragmatico’ di Heidegger) fu prestare attenzione all’importanza dell’ingiunzione o pratiche effettive nel generare conoscenza, e inoltre, nel generare i tipi di conoscenza che potrebbero essere articolati in un dato spazio.


Cioè, le pratiche sociali, o ingiunzioni sociali (W. intende qui ‘sociale’ nel senso ampio di ‘socioculturale’), sono cruciali nel creare e svelare i tipi di spazio nei quali appaiono i tipi di soggetti e di oggetti (e perciò i tipi di conoscenza che possono dispiegarsi).


I referenti della conoscenza, come abbiamo visto sopra, esistono soltanto in spazi specifici, e quegli spazi non sono dati semplicemente empiricamente, giacciono tutt’intorno per tutto ciò che è percepibile. Piuttosto, questi spazi sono aperti/creati da trasformazioni cognitive nel contesto delle ingiunzioni retrostanti o delle pratiche sociali [Kuhn, Structure of scientific revolution, p.206].

Osserva semplicemente che il primo elemento dell’accumulazione conoscitiva non è mai semplicemente ‘guarda’; esso è ‘fai questo, dopo guarda’.

Kuhn, in uno dei grandi concetti fraintesi della nostra era, puntualizza che la scienza normale procede sulla strada delle ingiunzioni esemplari [nel senso: ‘che serve da modello’] – cioè, condividere pratiche e metodi che gli scienziati concordano di aprire e che hanno un ruolo di indirizzo per importanti problemi nel loro campo.

Kuhn chiamò tale pratica accordo-sopra l’ingiunzione, un ‘esemplare’ o ‘paradigma’ – una pratica esemplare o tecnica o metodologia che tutto concordava essere centrale per portare avanti il problema conoscitivo.


Ed esso era il paradigma, l’ingiunzione esemplare, che svelava un tipo di dati, cosicchè il paradigma stesso era una sorta di consenso, non semplicemente di accordo.


Nel mondo accademico delle due culture, molti teorici delle sottostanti discipline classiche (e virtualmente ognuno nel movimento new age) si impadronirono della nozione di ‘paradigma’ come una via per colpire l’autorità della scienza normale, per supportare i loro stessi ambiti, per ridurre i fatti empirici a convenzioni sociali arbitrarie – e quindi per proporre i loro stessi, nuovi e migliori ‘paradigmi’.


In tutto ciò, ‘paradigma’ fu mistificato come una sorta di teoria o concetto o nozione globale, l’idea che se salti su con una nuova e migliore teoria, l’evidenza fattuale potrebbe essere ignorata perché quella era appena un ‘vecchio paradigma’.

Tra le altre cose, questo voleva dire che la scienza empirica non mostrava realmente alcun ‘progresso’, ma era semplicemente un cambiamento di opinioni (‘paradigmi’) che non avevano referente eccetto che in arbitrarie convenzioni degli scienziati (e queste convenzioni furono sempre accusate con qualche sorta di ‘ism’ che il nuovo paradigma avrebbe superato).


Tutti costoro hanno ignorato quanto Kuhn ha ripetuto con insistenza, che ‘le più recenti teorie scientifiche sono meglio che le prime per risolvere i problemi negli ambienti spesso quasi del tutto differenti cui sono applicate. Questa non è una posizione relativistica, ed essa mostra in che senso io sono un convinto assertore del progresso scientifico’ [Kuhn, ibidem, p.206].


Ma facendo collassare il ‘paradigma’ in una mera teoria (essa stessa senza alcuna àncora), l’impresa scientifica poté essere collassata in varie forme di chiacchiere letterarie (e i nuovi approfondimenti dell’universo furono perciò…le critiche letterarie). E similmente, sul fronte della New Age, un fluire di ‘nuovi paradigmi’ poté allora intervenire in, e correggere la, ‘bassezza’ dei vecchi paradigmi.


Ma i paradigmi sono prima di tutto ingiunzioni, pratiche effettive (tutto ciò ha componenti non discorsive che mai sono entrate nelle teorie che esse supportano) – essi sono metodi per avere nuovi dati in un determinato dominio, ed i paradigmi lavorano perché essi siano sicuri in ogni senso significativo della parola. La scienza fa progressi reali, come disse Kuhn, perché i successivi paradigmi cumulativamente portano più e più dati interessanti. Anche Foucault riteneva che le scienze naturali, anche se esse ebbero inizio come strutture di potere, si erano separate dal potere (erano le pseudoscienze del biopotere che rimasero prese in mezzo da un potere mascherato da conoscenza).

Né i new agers né i ‘nuovi paradigmisti’ avevano qualcosa che assomigliasse ad un nuovo paradigma, perché tutto ciò che essi offrivano erano molte chiacchiere. Costoro non avevano tecniche, né nuove metodologie, né nuovi modelli, né nuove ingiunzioni – e di conseguenza nessun nuovo dato. Tutto ciò che costoro possedevano, attraverso una mistificazione di Kuhn, era un pseudo-tentativo di giocare la scienza normale e sostituirvi la loro lettura favorita del Kosmo.


TRADIZIONI CONTEMPLATIVE


Le tradizioni contemplative, d’altro canto, si sono sempre presentate per prima cosa e fin dall’inizio con un insieme di ingiunzioni in mano. Esse sono, al disopra di tutto il resto, un set di pratiche, pratiche che richiedono anni di approfondimento (molto più a lungo che il training della media degli scienziati).

Queste ingiunzioni (zazen, kan-taza, vipàssana, introspezione contemplativa, satsang, darshan) non sono cose da pensare, sono cose da fare.

Una volta che uno approfondisce il modello o la pratica paradigmatica (primo elemento), allora è introdotto in uno spazio nel quale nuovi dati si svelano (secondo elemento).

Queste sono apprensioni dirette o illuminazioni – in una parola, esperienze spirituali dirette (unione mistica, satori, kensho, shaktipat, nada, shabd, ecc.).

Questi dati sono rigorosamente verificati (terzo elemento) nella comunità di coloro che hanno completato anche i due precedenti (ingiunzione e illuminazione).

Cattivi dati sono rifiutati dalla comunità (il sangha) di coloro i cui occhi cognitivi sono adeguati al dominio in indirizzo.


Così, come W. ha descritto più in dettaglio in Eye to Eye, la conoscenza autentica ha una componente che è simile al paradigma di Kuhn (per la precisione, l’ingiunzione), una componente che è simile alla più ampia richiesta per l’evidenza, o dati, o esperienza (per la precisione, l’illuminazione o apprensione, sia che essa venga dall’esperienza sensoriale, dall’esperienza mentale, o dall’esperienza spirituale), ed una componente simile al criterio di fallibilità di sir Karl Popper [precisamente, la potenziale conferma (omologazione) o rifiuto (confutazione da parte di una comunità di persone adeguate)].

Di conseguenza, la conoscenza contemplativa è, o può essere, conoscenza genuina, perché essa segue tutti e tre i fattori di una valida accumulazione conoscitiva.





vedi sotto la voce 'Ken Wilber' dalla home page:

-scienze contemplative

-scienze sociali

-scienze naturali



LA BUONA SCIENZA


– I tre fattori che definiscono l’indagine scientifica in generale


"Aspetta un momento, dice lo scienziato empirico. Io posso seguire l’argomento fino al punto in cui attribuisci una realtà effettiva ai reami spirituali. Medidatori esperti stanno sperimentando qualcosa, ma ciò potrebbe essere niente di più di uno stato soggettivo emozionale. Chi dice che esso coinvolge realtà effettive, sulla stessa via su cui la scienza tratta della realtà?

Ecco dove The Marriage of Sense and Soul (Il matrimonio di senso e anima) assume un ruolo un pò più originale. Per cominciare, fino a questo punto ho lasciato i termini ‘scienza’ e ‘religione’ (o ‘spiritualità’) indefiniti. Ho semplicemente usato quei termini nel senso generale in cui lo usa la maggior parte della gente. Ma in diversi libri, descrivo attentamente i differenti significati che sono stati dati a ‘scienza’ e ‘religione’ (A Sociable God, per esempio, descrive nove significati comuni di ‘religione’ ma decisamente differenti). E molto di questo dibattito su ‘scienza e religione’ è un pasticcio ingarbugliato a causa di una dozzina di differenti definizioni che sono state usate senza essere ben precisate.


Nell’area della spiritualità, per esempio, abbiamo bisogno al minimo di distinguere tra spiritualità orizzontale o spiritualità traslativa (che cerca di dare significato e sollievo per separare il se e così fortificare l’ego) e spiritualità verticale o trasformativa (che cerca di trascendere il sé separato in uno stato nonduale della coscienza unita che è oltre l’ego).


Chiamiamo quelle ‘religioni in senso stretto’ e ‘religioni in senso largo’ (o poco profonda e profonda, a seconda della metafora preferita).



Analogamente, con scienza dobbiamo distinguere tra una concezione ‘stretta’ ed una ‘ampia’. La scienza stretta (i.e., in senso stretto) è basata soprattutto sul mondo esteriore, fisico, sensoriomotore. Esso è ciò che abitualmente pensiamo come ‘scienza in senso stretto’, come la fisica, la chimica, e la biologia. Ma questo significa che la scienza non può dirci niente del tutto dei domini interiori? Sicuramente vi è una scienza più ampia che tenta di capire non proprio le rocce e gli alberi ma gli esseri umani e le menti?

Bene, infatti, noi riconosciamo questi tipi di scienza più ampia, scienze che non sono fondate semplicemente sul mondo esteriore, fisico, sensoriomotore, ma che hanno qualcosa da fare con gli stati interiori e metodologie di ricerca qualitativa. Chiamiamo queste scienze più ampie ‘scienze umane’ (I tedeschi le chiamano ‘geist’ scienze, dove ‘geist’ significa mente o spirito).

La psicologia, la sociologia, la linguistica, la semeiotica, le scienze cognitive – tutte queste ‘scienze ampie’ cercano di usare un approccio generalmente ‘scientifico’ allo studio della coscienza umana.

Noi dobbiamo essere grati a questi approcci di non cadere in semplici scimmiottamenti della ingenuità positivistica delle scienze in senso ‘stretto’. Ma il mio punto di vista è che la differenza tra scienze in senso stretto e largo è già ampiamente nota. (Se guardi alla fig. 16, le scienze strette sono quelle che studiano il Lato-Destro o i quadranti materiali, e scienze ampie sono quelle che cercano di studiare come minimo alcuni aspetti dei quadranti del Lato-Sinistro).

The Marriage of Sense and Soul procede quindi a discutere proprio ciò che definisce specificamente religione ampia e scienza ampia. Iniziamo con la scienza ampia.


Come abbiamo visto, non possiamo definire la scienza – in senso stretto o largo - dicendo che essa basa tutta la sua conoscenza sul mondo sensoriomotore, poiché anche la scienza stretta (come la fisica) usa un grande numero di strumenti che non sono empirici o sensoriomotori, come la matematica e la logica. La matematica e la logica sono realtà interiori (nessuno ha mai visto la radice quadrata di un numero negativo correre in giro per il mondo empirico). No, la ‘scienza’ è più una certa attitudine della indagine sperimentale, onesta, e collaborativa, ed essa fonda la sua conoscenza, dovunque può, sulla prova (dovunque la prova è esteriore, come nelle scienze strette, o interiore, come nelle scienze ampie). I seguenti tre fattori tendono a definire l’indagine scientifica in generale, sia ristretta che ampia:



1. Una ingiunzione pratica o esemplare. Se vuoi sapere se piove o no, devi andare alla finestra e guardare. Il punto è che i ‘fatti’ non aspettano tutti quanti intorno per vederli. Se vuoi conoscere questo, devi fare questo – un esperimento, una ingiunzione – una serie prammatica di impegni, una pratica sociale: questi sono dietro la maggior parte delle forme della buona scienza. Questo è effettivamente il significato della nozione di ‘paradigma’ di Kuhn, che non significa una super-teoria ma una pratica esemplare o effettiva.


2. Una apprensione, illuminazione, o esperienza. Una volta che svolgi l’esperimento o segui l’ingiunzione – una volta che tu pragmaticamente operi sul mondo – sarai introdotto ad una serie di esperienze o apprensioni che sono tirate fuori attraverso l’ingiunzione. Queste esperienze sono tecnicamente conosciute come dati. Come precisò William James, il significato di ‘dato’ è esperienza immediata. Perciò, puoi avere esperienze fisiche (o dati fisici), esperienze mentali (o dati mentali), ed esperienze spirituali (o dati spirituali). Tutta la buona scienza – sia stretta che ampia – è ancorata in qualche grado ai dati, o evidenza esperenziale.


3. Controllo comune (sia reiezione che conferma). Una volta che attuiamo il paradigma (o la pratica sociale) e tiriamo fuori una serie di esperienze e prove (o dati), ci è di aiuto se possiamo controllare queste esperienze con altri che hanno anche completato l’ingiunzione e visto le prove. Una comunità di pari – o quelli che hanno adeguatamente completato i primi due passi (ingiunzione e dati) – è forse il miglior controllo possibile, e tutta la buona scienza tende a rivolgersi alla comunità di persone adeguate per confermare o respingere. Qui è dove il principio di falsificazione è molto utile. Sebbene il criterio di fallibilità non può risiedere in se stesso, come credeva Sir Karl Popper, esso è spesso un ingrediente importante nella buona scienza. L’idea è semplicemente che i dati cattivi possono essere rifiutati da una comunità di adeguati. Se non vi è modo affinché il sistema in cui credi possa essere messo in dubbio, allora non vi è modo per rimuoverlo, anche se è chiaramente non corretto – e perciò qualunque siano i tuoi credi, essi non sono veramente e propriamente scientifici (essi sono invece ciò che è chiamato ‘dogma’, una verità-pretesa sostenuta soltanto da un consenso autoritario). Ebbene, vi sono molte realtà che non sono aperte al test di fallibilità – per esempio, non puoi rigettare, o anche dubitare, della tua stessa coscienza, come sapeva Descartes. Ma questi tre criteri dicono semplicemente che la buona scienza cerca costantemente di confermare (o rigettare) le sue pretese conoscenze, e il criterio di fallibilità è spesso usato come una parte di questo terzo elemento della buona scienza."[TOE, p.74-75]


LA RELIGIONE PROFONDA


Questi tre criteri che W. formula e ampiamente sviluppati precedentemente in SES (come sintetizzato in questo libro) sono caratteristiche generali della buona scienza, sia stretta che ampia. Più specificatamente, essi sono tre caratteristiche della via con cui la buona scienza, in ogni dominio (fisico, mentale, spirituale), cerca di conseguire dati e controllarne la validità. La maggior parte delle forme della scienza aggiunge anche ipotesi per spiegare i dati, e queste ipotesi sono allora controllate da una ulteriore applicazione dei tre fattori della buona scienza (ulteriori esperimenti, più dati, vedere se essi confermano o rigettano l’ipotesi). In breve, la scienza ristretta (i cui dati possono venire soprattutto dai reami esteriori dei quadranti del Lato-Destro) e la scienza ampia (i cui dati possono venire soprattutto dai reami interiori dei quadranti del Lato-Sinistro) cercano entrambe di essere buone scienze (o scienze che seguono entrambe i tre criteri di accumulazione delle prove e della verifica)


Diamo un’occhiata brevemente alla religione. Abbiamo già visto che, come per le scienze, vi è una religione ristretta (che cerca di rafforzarsi per separarsi) ed una religione ampia o profonda (che cerca di trascendere se stessa). Ma che cosa esattamente è la religione profonda o spiritualità profonda, e come può essere verificata? La pretesa, dopo tutto, è che in qualche senso la spiritualità profonda dischiuda VERITA’ sul Kosmo, e non è semplicemente una serie di stati soggettivi emozionali. E qui il The Marriage of Sense and Soul (Il matrimonio di senso e anima) ha

una radicale aspettativa: la Profonda spiritualità coinvolge in parte una scienza ampia dei livelli più alti dello sviluppo umano.



LA RIVELAZIONE INTEGRALE – LE SCIENZE CONTEMPLATIVE



Quella non è l’intera storia della spiritualità profonda, ma essa è una parte cruciale della storia, una parte che non ha ancora ricevuto sufficiente attenzione. Se si guarda la figura 13, che è la tradizionale Grande Catena dell’Essere, in essa c’è un generale dispiegarsi: dalla materia al corpo all’anima allo spirito. Questi furono portati tradizionalmente (in Plotino, per esempio) ad essere entrambi livelli ontologici dell’essere e livelli cronologici dello sviluppo umano.

Nella figura 11, i livelli individuali di sviluppo si fermano alla vision-logic ed al centauro (giallo/turchese). La ragione per cui la figura 11 non contiene le onde più alte, transpersonali, sopramentali della coscienza (come anima e spirito), è che questa figura rappresenta semplicemente una evoluzione media fino al presente, e perciò essa non mostra le onde più alte del superconscio che si dispiega (sebbene gli individui possono svilupparsi in queste onde più alte su se stesse). La rivendicazione delle grandi tradizioni di saggezza è che vi sono invero stati più alti dello sviluppo della coscienza, cosicché abbiamo disponibile per noi non solo materia, corpo e mente, ma anche anima e spirito. W. ha indicato queste più alte onde in entrambe le figure 14 e 16 (come nella figura 22 p.292), sebbene quella era proprio per il quadrante Superiore-Sinistro. Il punto é che tutti questi livelli sono correlati in tutti e quattro i quadranti.

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fig.11


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fig.13


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fig.14


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Fig.16


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Fig.22


 


Scienze contemplative

La tesi di W. è semplicemente questa: la spiritualità profonda coinvolge la diretta ricerca della evidenza sperimentale scoperta negli stati più alti dello sviluppo della coscienza. (W. ha chiamato questi stati: psichico, sottile, causale, e nonduale – che sono semplicemente sintetizzati come ‘anima’ e ‘spirito’ nelle figure) - Queste ricerche profonde-spirituali seguono le tre regole di tutta la buona scienza (non scienza ristretta, buona scienza). Esse fanno assegnamento su specifiche pratiche sociali o ingiunzioni (come la contemplazione); esse fondano le loro rivendicazioni sui dati e sulla evidenza esperenziale; ed esse costantemente affinano e controllano questi dati in una comunità di adeguati – perché esse sono correttamente definite come scienze contemplative (che è certamente come si considerano). Perciò, riferendosi alla figura 13 p.240, la spiritualità profonda è, in parte, la scienza ampia di quei fenomeni, dati, ed esperienze, contrassegnate D ed E. (Nella figura 13, D è contrassegnata anima ed E spirito). Ma osserva – e qui è la parte della aspettativa originale di questo approccio – i dati interiori e le esperienze dell’anima e dello spirito (nel quadrante Superiore-Sinistro, primo quadrante) hanno correlati nella evidenza sensoriomotore nel quadrante Superiore-Destro (fig.16). In altre parole, la spiritualità profonda del quadrante Superiore-Sinistro, che è investigato dalla scienza ampia, ha correlati nel quadrante Superiore-Destro, che è investigato dalla scienza ristretta. Le scienze contemplative e fenomenologiche (le scienze ampie e gli interiori) possono così unirsi con la buona scienza a causa dei dati esperenziali nel quadrante Superiore-Sinistro, e con la scienza ristretta per i dati correlati nel Superiore-Destro; ed essi sono certamente un ingrediente importante di qualche approccio veramente integrale a questa questione).


Così l’approccio ‘Tutti-i-quadranti, tutti-i-livelli’ integra intimamente scienza e religione attraverso molti differenti fronti. Essa integra la religione profonda con la scienza ampia mostrando che la spiritualità profonda è in parte una scienza ampia delle più distanti possibilità del potenziale umano. Essa integra anche la religione profonda con la scienza ristretta, poiché anche i dati e le esperienze profondo-spirituali (come le esperienze mistiche) hanno reali correlati nel cervello materiale, che possono attentamente investigare con la scienza ristretta (come nel caso del nostro meditatore collegato ad una macchina EEG). Essa è anche una sede per la religione ristretta. In tutti questi casi, un approccio ‘Tutti-i-quadranti, tutti-i-livelli’ come minimo offre la possibilità di una mescolanza senza giunture sebbene siano magisteri nonsovrapponibili.


 


Questo approccio integrale rispetta anche le differenze vitali tra i vari tipi di scienza e religione. Dire che una ricerca segue la disposizione della buona scienza non è dire che cosa sarà il contenuto o la metodologia effettiva di quella ricerca. Essa dice soltanto che questa ricerca impegna il mondo (ingiunzione), che porta avanti esperienze del mondo (dati), che sono quindi controllati attentamente come è possibile (conferma). Ma l’attuale forma della ricerca – i suoi metodi ed i suoi contenuti – varierà decisamente da livello a livello e da quadrante a quadrante. Diversamente dal positivismo, che segue soltanto un metodo (empirico) soltanto in un reame (sensoriomotore), questo approccio segue tanti metodi e ricerche quanti sono i livelli e i quadranti.

Perciò, per dare una versione semplice, i fenomeni descritti come A, B, C, D ed E sono tutti piuttosto entità differenti, e le metodologie che le hanno sviluppate trattano di ciascuna di esse nei loro stessi termini. In Eye to Eye W. ha fornito diversi motivi del perché nessuno di questi tipi di ricerca potrebbe essere ridotto agli altri (distinguendo tra esperienza sensoriomotore, empirico-analitica, ermenutica/fenomenologia, mandalica, e gnostica). E’ da valutare che qualcuna di queste indagini cerca di usare ingiunzioni (o impegni pragmatici), fondando le attese nella evidenza sperimentale, e cercano di verificare le affermazioni così attentamente come è possibile, quindi esse possono essere chiamate ‘buona scienza’. Ma oltre a ciò, esse differiscono decisamente, e quelle differenze sono pienamente rispettate – ed anche confrontate – in questo approccio integrale.



 

CELESTINIAN CENTER - ALBA MAGICA
Last Updated ( Thursday, 24 March 2005 )

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