Indice relativo a questa parte /Dalla parte II del libro KEN WILBER, una sintesi del pensiero (vedi sotto)
Parte seconda (dalla): dallo Spettro della Coscienza alla Psicologia Integrale
PSICOLOGIA INTEGRALE(sintesi) Il Fondamento – Coscienza, funzioni, strutture, stati, modi – La Vision Logic I LIVELLI BASILARI O ONDE -IL GRANDE CAMPO DELL’ESSERE STRUTTURE E STATI I LIVELLI DI BASE IN ALTRI SISTEMI
IL SÉ
L’IO COME NAVIGATORE DELLE ONDE E DELLE CORRENTI LE CORRENTI IN RELAZIONE AL SE’ MORALE E PROSPETTIVE Spiral Dynamics: un esempio di onde dell’esistenza
Per il concetto di OLONE e delle leggi fondamentali dei reami del Kosmo riferirsi all'apposita voce in questa setssa sezione dedicata a Ken Wilber: esso é fondamentale nella nuova visione del mondo ----------------------------------------------------------------------------------------------
I brani sulla Psicologia Integrale di Wilber sono tratti dall'opera: una sintesi del pensiero di Ken WILBER
di Eaco Cogliani (vedi sopra)
NEL VOLUME INDICATO é dedicata una vasta sintesi nella parte seconda (intitolata Dallo spettro della coscienza alla Psicologia Integrale) per vedere gli argomenti vedi l'indice e altro a WILBER_LIBRO in questa sezione 'Ken Wilber'
Riportiamo alcune parti anche se possono essere solo indicative.
LA VASTITA' E L'IMPORTANZA ATTUALE DELLA MATERIA TRATTATA
IN INTEGRAL PSYCHOLOGY
COSTITUISCE UNO DEI MASSIMI CONTRIBUTI DI KEN WILBER E DI
TUTTI I TEMPI ALLA PSICOLOGIA ED ALLE SCIENZE UMANE, ED HA
APERTO PROSPETTIVE DI CONOSCENZA E DI
TERAPIA INTEGRALE CHE SVILUPPANO E POTENZIANO
ULTERIOREMENTE L'IMMENSO CONTRIBUTO DATO DA KEN WILBER
CON LE SUE PRECEDENTI OPERE, CON LA PSICOLOGIA
TRANSPERSONALE E LA VISIONE INTEGRALE
CONSIGLIAMO DI VEDERE SU QUESTA SEZIONE ANCHE 'MEDICINA INTEGRALE'
Indice relativo a questa parte /Dalla parte II del libro KEN WILBER, una sintesi del pensiero (vedi sopra)
La Pratica Trasformativa Integrale-Raccomandazioni di Wilber 334
Mappe del Kosmo 338
Visioni del mondo - Blocchi di civiltà - Chakra e stadi evolutivi 338
Parte seconda: dallo Spettro della Coscienza alla Psicologia Integrale 346
I tre livelli - Il Dualismo e il superamento del dualismo 347
Lo spettro della coscienza-Due modalità di conoscenza 349
L’incrinatura del dualismo scientifico in Fisica e Matematica 351
La realtà profonda - Il Nonduale nelle saggezze delle grandi tradizioni 354
PSICOLOGIA INTEGRALE (sintesi) 356
Il Fondamento–Coscienza, funzioni, strutture, stati, modi –La Vision Logic 359
Livelli basilari o onde-Il Grande Campo dell’Essere 361
Trascendi e includi-Filosofia Perenne e Grande Olarchia dell’Essere 363
Strutture e stati-Sviluppo cognitivo e grande campo - Onde e correnti 364
Il Sé - L’Io come navigatore delle onde e correnti-Le fasi del sé –Morale e
prospettive - L’Obiezione buddista al sé 382
Spiral Dynamics: un esempio di onde dell’esistenza 392
Il grande compito-Integrare premoderno e moderno -Flatland 399
Alcuni Importanti Pionieri Moderni- Introduzione ad un approccio integrale
James Mark Baldwin, Jurgen Habermas, Sri Aurobindo, Abraham Maslow 405
Realizzazione di un Modello Integrale-L’Archeologia dello Spirito 414
Le onde di base-L’io e le sue patologie-Subpersonalità-Gli strati del sé 414
I quattro quadranti e la terapia integrale 430
Alcune Importanti Correnti dello Sviluppo 433
Morale-Motivazione-Visioni del mondo-Affetto-Genere sessuale-
-Differenti tipi di linee cognitive 434
Spiritualità: stadi o no? 444
Lo sviluppo psicologico deve essere completato prima che possa iniziare
lo sviluppo spirituale? L’importanza delle pratiche spirituali 449
Esiste una Spiritualità dell’Infanzia? 451
Evoluzione Socioculturale e Grande Catena dell’Essere 455
Lo spirito in azione-Evoluzione collettiva-Suggerimenti importanti-Rivelazioni spirituali-La punta emergente dell’evoluzione 455
Dalla Modernità alla Postmodernità 467
Buone nuove-L’interpretazione: il Cuore del Postmodernismo-Momenti
di Verità nel postmodernismo - Dal Moderno al Postmoderno 467
Aprospettico-Integrale 471
L’ 1, 2, 3 degli Studi sulla Coscienza - Il problema mente/corpo 476
L’abbraccio Integrale
Dalla premodernità-Dalla postmodernità-Lo spirito in azione si risveglia 486
Elenco delle figure, delle tabelle e degli schemi 527
------------------- Il testo
Il Fondamento – Coscienza, funzioni, strutture, stati, modi – La Vision Logic
La psicologia è lo studio della coscienza umana e delle sue manifestazioni nel comportamento. Le funzioni della coscienza includono la percezione, il desiderio, la volontà e l’azione. Le strutture della coscienza, di cui alcune sfaccettature pos
sono essere inconsce, includono il corpo, la mente, l’anima e lo spirito. Gli stati di coscienza includono gli stati normali (veglia, sonno e sogno) e gli stati alterati (stati non ordinari e meditativi). I modi della coscienza includono l’estetica, la morale e la scienza. Lo sviluppo della coscienza si espande all’intero spettro dal ‘prepersonale’ al personale’ e al ‘transpersonale’, dal subconscio, al conscio al superconscio, dall’id, all’ego, allo Spirito. Gli aspetti relazionali e comportamentali della coscienza si riferiscono alla sua mutua interazione con il mondo oggettivo esteriore e il condiviso mondo socioculturale di percezioni e valori condivisi.
Rispettare e includere ogni legittimo aspetto della coscienza è il fine di una Psicologia Integrale.
"Per coordinare questi numerosi approcci, afferma W., dobbiamo lavorare con sistemi di sistemi di sistemi, e tale coordinamento può progredire solo attraverso ‘generalizzazioni orientative’. Queste generalizzazioni transparadigmatiche hanno lo scopo in primo luogo e principalmente di metterci nel giusto campo di gioco, gettando la nostra rete concettuale nell’area più ampia possibile. E’ necessaria la logica dell’inclusione, del lavoro in rete, una logica di strutture all’interno di strutture, ognuna delle quali tenta legittimamente di includere tutto quanto può essere incluso. E’ una visione logica (Vision Logic, pensiero sintetico integrato o pensiero razionale integrato), una logica non solo d’alberi, ma anche di foreste. Non che gli alberi possano essere ignorati. La logica della rete è la dialettica del tutto e delle parti. Sono osservati quanti più dettagli possibili, e quindi si mette assieme un tentativo di visione più grande, che è confrontata con altri dettagli e così la grande visione viene riaggiustata. E così via all’infinito, con sempre più dettagli che costantemente alterano la grande visione e viceversa. Perché il segreto del pensiero contestuale è che il tutto dischiude nuovi significati non disponibili alle parti, e così la grande visione che costruiamo offrirà nuovi significati sui dettagli che la compongono. Poiché gli esseri umani sono condannati al significato, sono condannati a creare grandi visioni. Anche la ‘anti-grande visione’ che ci hanno offerto i postmodernisti è una grande visione nata dallo spiegare perché a loro non piacciono le grandi visioni, una contraddizione interna che li ha condotti a varie esperienze spiacevoli, ma che ha semplicemente provato ancora una volta che gli esseri umani sono condannati a creare grandi visioni.
Quando si giunge alla psicologia integrale, un sottosistema degli studi integrali in generale, possediamo un’enorme ricchezza di teorie ricerche e pratiche, ognuna delle quali è un importante albero nella ‘foresta integrale’. Ho incluso: le strutture, gli stati, le funzioni, i modi e aspetti dello sviluppo e del comportamento della consapevolezza. Ognuno verrà discusso a turno. Tratteggeremo anche le sorgenti premoderne, moderne e postmoderne in vista d’una riconciliazione. Inizieremo con la spina dorsale del sistema, i livelli di base della consapevolezza."
I LIVELLI BASILARI O ONDE
IL GRANDE CAMPO DELL’ESSERE
Una vera psicologia integrale cerca di abbracciare le intuizioni durevoli che giungono da fonti premoderne, moderne e postmoderne. Per iniziare con le fonti premoderne o tradizionali, il più facile accesso alla loro saggezza è attraverso quella che è stata chiamata filosofia perenne, o la comune essenza delle più grandi tradizioni spirituali del mondo. Come Huston Smith, Arthur Lovejoy, Ananda Koomaraswamy e altri studiosi di queste tradizioni hanno rilevato, il centro della filosofia perenne è che la realtà è composta di diversi livelli d’esistenza, i livelli dell’essere e della conoscenza che spaziano dalla materia al corpo, alla mente, all’anima e allo spirito. Ogni successiva dimensione trascende ma include le precedenti così che questo concetto indica delle unità complete, all’interno d’unità complete, dal fango sino al Divino.
In altre parole, questa ‘Grande Catena dell’Essere’ è realmente la ‘Grande Nidificazione (Campo) dell’Essere, con ciascuna successiva dimensione che abbraccia e avvolge la precedente, molto similmente ad una serie di cerchi concentrici o sfere, come già indicato nella figura 13, pag.240. --vedi in seguito su questa pagina-
Il ‘Grande Campo dell’Essere’ è la spina dorsale della filosofia perenne e, ad ogni modo, dovrebbe essere un elemento fondamentale di qualunque psicologia integrale.Negli ultimi circa 3000 anni circa, i filosofi che si sono occupati di filosofia perenne si sono trovati d’accordo quasi unanimente – pur provenendo da diverse culture - sui principali livelli del Grande Campo, sebbene il numero delle divisioni di questi livelli possa variare considerevolmente. Alcune tradizioni presentano solo tre maggiori principali livelli o reami (corpo, mente e spirito; o grossolano, sottile e causale). Altri ne hanno presentati 5 (materia, corpo, mente, anima e spirito); altri ancora sette (i sette chakra della Kundalini). La maggior parte delle tradizioni aveva inoltre distinzioni molto sofisticate di questi livelli, offrendo spesso 12, 30, e anche 108 suddivisioni dei livelli dell’essere e della conoscenza che possono essere riconosciute in questo Kosmo tanto ricco. Ma molti di questi filosofi del perenne come Plotino e Aurobindo, per esempio, hanno trovato che una dozzina di livelli di coscienza poteva essere il numero più utile (e questo è quello che è presentato). I livelli di base, o le strutture di base, sono elencati nella colonna sinistra di tutti gli schemi. Questi sono semplicemente i livelli di base nel Grande Campo dell’Essere, ognuno trascendendo ed includendo il suo predecessore, sia che usi un semplice schema a cinque livelli (materia, corpo, mente, anima e spirito) sia una versione leggermente più sofisticata come quella presentata negli schemi: materia, sensazione, percezione, exocept, impulso, immagine, simbolo, endocept, concetto, regola, formale, pensiero razionale integrato, visione, archétipo, senza forma, non duale.
Questi livelli di base sono Oloni della coscienza. [Vedi quanto già descritto in dettaglio nella parte precedente e nella breve introduzione sintetica di alcuni concetti fondamentali usati da W. in particolare nella sezione introduttiva a questo volume; in particolare lo sviluppo dell’idea di olone e le sue proprietà come estesamente e approfonditamente descritte in SES. Ricordiamo in particolare che poiché ogni olone è contenuto in un olone più grande, gli oloni stessi esistono in una gerarchia concentrica o olarchia, come gli atomi alle molecole alle cellule agli organismi agli ecosistemi].
Il Grande Campo è soltanto una grande rappresentazione di quei livelli di progressiva completezza, esattamente come già indicato nella fig. 13.
Fig.13
In breve i livelli di base sono gli oloni di base: fasi, onde, sfere, campi, annidamenti, nel Grande Campo dell’Essere. I termini livelli di base, strutture di base, e onde di base possono essere usati interscambiabilmente poiché indicano lo stesso fenomeno; ma ognuno ha una connotazione leggermente differente che conferisce importanti informazioni. Il termine ‘livello’ enfatizza il fatto che questi sono i livelli di organizzazione distinti sul piano qualitativo organizzato in una concentrica gerarchia (o olarchia) di livelli di crescente abbraccio olistico, (ogni livello trascende ma include il suo predecessore come mostrato nella fig. 13).
Il termine ‘struttura’ dà rilievo al fatto che questi sono durevoli modelli olistici dell’essere e della consapevolezza. (Ognuno è un olone, un intero che è parte di altri interi). Il termine onde enfatizza il fatto che questi livelli non sono rigidamente separati e isolati, ma, come i colori di un arcobaleno, sfumano infinitamente uno nell’altro. Le strutture di base sono semplicemente i colori di base di quell’arcobaleno. Per tradurlo in metafora, sono le onde nel Grande Fiume della Vita, attraverso il quale scorrono le sue correnti (o flussi).
Non c’è niente di lineare o di rigido in queste differenti onde. Lo sviluppo individuale attraverso le varie onde di conoscenza è un movimento fluido e fluttuante.
Gli individui possono essere su varie onde in differenti circostanze; aspetti della loro stessa coscienza possono essere su differenti onde, anche le subpersonalità di uno stesso individuo possono essere su differenti onde. Ovunque lo sviluppo è un argomento complesso! I livelli di base, o onde di base, rappresentano semplicemente alcune delle più significative correnti nel Grande Fiume della Vita, niente di più, niente di meno.
I livelli di base, o onde di base, sono concepiti in una dozzina di sistemi dell’Oriente e dell’Occidente. Ma questi livelli e sottolivelli presentati dai saggi del Perenne, non sono il prodotto di una speculazione metafisica o di una filosofia astratta che spezzi il capello in quattro. Essi sono, in quasi tutti gli aspetti, le codificazioni di realtà esperenziali dirette, che spaziano da esperienze sensoriali a esperienze mentali e spirituali. I livelli del ‘Grande Campo’, semplicemente riflettono il completo spettro dell’essere e della coscienza disponibile attraverso diretta rivelazione esperenziale, spaziano dal subconscio al conscio al superconscio. Comunque, la scoperta di queste onde è stata consensualmente realizzata e convalidata negli anni. Il fatto che, ovunque queste onde appaiano, esse siano spesso quasi simili, alcune volte quasi identiche, ci dice semplicemente che viviamo in un Kosmo che ha degli schemi organizzativi e questi schemi, riccamente tessuti, possono essere e sono stati osservati da uomini e donne intelligenti in quasi tutte le culture.
STRUTTURE E STATI
La più classica e probabilmente più antica delle versioni più complesse del Grande Campo è quella del Vedanta che include anche le importantissime distinzioni tra stati, corpi, e strutture. Uno stato significa uno stato di coscienza come la veglia, il sogno e il sonno profondo. Una struttura è un involucro o livello di coscienza, il Vedanta ce ne offre cinque dei più importanti: il livello materiale, il livello biologico, il livello mentale, il mentale superiore e lo spirituale. Un corpo è un supporto energetico ai vari stati e livelli della mente, il Vedanta ne indica tre: il corpo grossolano dello stato di veglia (che sostiene la mente materiale); il corpo sottile dello stato di sogno (che sostiene i livelli emozionali, mentali e mentali superiori); e il corpo causale del sonno profondo che sostiene la mente spirituale. Nota che un dato stato di coscienza, come la veglia o il sogno - può infatti ospitare numerose strutture e diversi livelli di coscienza. In termini occidentali potremmo affermare che lo stato di veglia può contenere diverse strutture di consapevolezza assai differenti come: sensomotorio, preoperativo, concreto operativo e operativo formale. In altre parole, benché gli stati di coscienza siano importanti le strutture della coscienza offrono informazioni più dettagliate riguardo allo stato attuale della crescita e sviluppo di ogni individuo, e per questo un approccio a grande spettro dovrà includere sia gli stati sia le strutture.
Strutture Nel sistema di W., le strutture sono di due tipi principali: le strutture di base (introdotte prima) e le strutture nelle varie linee di sviluppo (che esamineremo sotto). Strutture che, sia in psicologia che in sociologia, sono semplicemente stabili stati di eventi. Le strutture psicologiche possono essere divise e suddivise in numerosi modi, profondi e superficiali, livelli e linee, durevoli e transitori, e W. usa tutte queste distinzioni. Ma, molto spesso, ne usa solo due: le strutture nei livelli di base della coscienza (come sensazione, impulso, immagine, regola, operativo-formale, Vision Logic o pensiero razionale integrato, psichico, sottile, ecc.) e le strutture nelle linee dello sviluppo della coscienza (come le fasi cognitive, affetto, bisogni, morale, e così via). In breve le strutture sono schemi olistici che si trovano sia nei livelli di sviluppo sia nelle linee di sviluppo.
Stati Gli stati principali sono in generale di due tipi: naturale ed alterato. Gli stati naturali di coscienza includono quelli identificati dalla filosofia perenne, veglia/grossolano, sogno/sottile, sonno profondo/causale. Secondo la filosofia perenne, lo stato di veglia è la dimora del nostro ego di ogni giorno. Ma lo stato di sogno, precisamente perché è un mondo creato interamente dalla psiche, offre un tipo di accesso a stati dell’anima. Lo stato di sonno profondo, poiché è un regno di puro senza forma, offre un tipo di accesso allo spirito senza forma (o causale). Certamente, per la maggior parte della gente, lo stato di sogno e di sonno profondo è meno reale e non più reale della realtà dello stato di veglia, il che è abbastanza vero da un certo punto di vista. Ma secondo la filosofia perenne, questi stati più profondi possono essere vissuti con piena consapevolezza, e in quel caso offrono i loro straordinari segreti (come vedremo). Nello stesso tempo, possiamo semplicemente notare che la filosofia perenne sostiene che gli stati di veglia, di sogno e di sonno profondo rispettivamente offrono un tipo di accesso all’ego grossolano all’anima sottile e allo spirito causale.
(Spesso gli stati sottili sono suddivisi in un regno più basso o psichico e un regno propriamente ‘sottile’, perché i livelli sottili o ‘psichici’ bassi, giacendo accanto al regno grossolano, hanno un intenso abbraccio o senso di unione con l’intero regno grossolano, come nel misticismo della natura; mentre il propriamente sottile trascende il livello grossolano che solitamente coinvolge stati puramente trascendenti del misticismo deistico. Il Causale naturalmente, è il regno della cessazione immanifesta ed è la dimora del misticismo senza forma. Integrare tutto è misticismo non duale. Esamineremo questi più alti reami transpersonali più avanti, così che l’esatto significato sarà chiarito meglio).
L’importanza di questi tre (o quattro) stati naturali, è che ogni essere umano, non importa a quale fase, o struttura, o livello di sviluppo, ha a sua disposizione lo spettro generale della coscienza, dall’ego all’anima allo spirito, almeno come stati temporanei, per la semplice ragione che tutti gli uomini sperimentano la veglia il sogno e il sonno.
fig.31
Uno stato alterato di coscienza è uno stato di coscienza non normale o non ordinario, come gli stati indotti dalle droghe, le esperienze di vicinanza con la morte, e gli stati meditativi.
In un’esperienza di picco (un temporaneo stato alterato) una persona può momentaneamente sperimentare mentre è sveglia ogni stato naturale, dallo psichico, al sottile, al causale, alla consapevolezza non duale, e questo spesso si mostra come diretta esperienza spirituale, come misticismo della natura, misticismo degli dei, misticismo senza forma, (vedi sotto). Esperienze di picco possono accadere a individui in qualunque stadio di sviluppo. La nozione che stati spirituali e transpersonali siano disponibili solo ai livelli più alti dello sviluppo è abbastanza scorretta. Sebbene i principali stati, grossolano, sottile causale e non duale, siano disponibili agli esseri umani virtualmente ad ogni livello di crescita, il modo in cui questi stati reami sono sperimentati e interpretati, dipende in un certo grado dal livello di sviluppo della persona che sta avendo l’esperienza di picco. In A Sociable God, W. suggerisce che noi possiamo creare una griglia dei tipi d’esperienze spirituali che sono generalmente disponibili agli individui a differenti diversi livelli di crescita. Per esempio, chiamiamo per semplicità gli stati più primitivi arcaico, magico, mitico, e razionale. Una persona ad ognuno di questi livelli può avere una temporanea esperienza di picco dello psichico o del sottile, del
causale o del non-duale. Questo dà una griglia di circa sedici tipi differenti di esperienze spirituali.
Per fare alcuni esempi: una persona nella fase magica di sviluppo (che non può facilmente prendere il ruolo di un altro) può avere un’esperienza di picco a livello sottile (o, diciamo, d’unione radiante con Dio), in tal caso quella persona tenderà a sperimentare l’unione con Dio solo applicabile a se stessa (dal momento che non può prendere il ruolo di un altro e così comprendere che di fatto tutti gli uomini e gli esseri senzienti sono ugualmente uno con Dio. Tenderà quindi a soffrire di forte inflazione dell’io forse anche psicotica nelle sue dimensioni. Dall’altra parte una persona a livello mitico (che ha espanso la sua identità dall’egocentrico al socio-centrico, ma che è molto fondamentalista e prende le cose alla lettera) sperimenterà la sottile unione con Dio come una salvezza che è data non esclusivamente a lui (come fa l’egocentrico) ma esclusivamente a quelli che abbracciano quei particolari miti (‘se vuoi essere salvato devi credere al mio Dio/Dea che è l’unica e la sola divinità’); così questa persona potrebbe diventare un fondamentalista nato due volte pronto a convertire l’intero mondo alla sua versione di un Dio rivelato. L’esperienza del livello sottile è molto reale e genuina ma deve essere portata da qualche parte, ed è portata in questo caso in una mente etnocentrica, fondamentalista d’appartenenza mitica, che drammaticamente limita e infine distorce i contorni del regno sottile (come fece ancor di più nella precedente fase egocentrica). Una persona a livello formale riflessivo tenderà a sperimentare la sottile unione con Dio in termini più basati sulla ragione, forse come deismo razionale o come terreno dell’essere demitologizzato e così via. In altre parole, una data esperienza di picco (o temporaneo stato di coscienza) è generalmente interpretata secondo il livello generale di sviluppo della persona che ha tale esperienza. Questo dà una griglia di circa 16 tipi molto generici di esperienze spirituali: stati psichici, sottili, causali e nonduali, manifestati in strutture arcaiche, magiche, mitiche e razionali.
In A Sociable God W. presenta numerosi importanti esempi di tutto ma tratta la questione in diversi punti di P.I..
Ma tutte queste esperienze di picco, per quanto profonde, sono meramente stati transitori e passeggeri. Per fare in modo che avvenga un superiore sviluppo, questi stati temporanei devono diventare tratti permanenti. Lo sviluppo superiore comporta, in parte, la conversione di stati alterati in realizzazioni permanenti. In altre parole, i più alti raggiungimenti dell’evoluzione, i potenziali transpersonali che erano disponibili solo in stati temporanei della coscienza, si trasformano crescentemente in durevoli strutture della coscienza (da stati a tratti). E’ qui, che gli stati meditativi diventano più importanti. Diversamente dagli stati naturali (che danno accesso agli stati psichico, sottile e causale, nel naturale ciclo del sonno, ma raramente durante la veglia o nella piena consapevolezza) e diversamente dalle esperienze di picco spontanee (che sono fugaci), gli stati meditativi offrono l’accesso ai regni superiori in modo deliberato e prolungato. Come tali, essi scoprono più stabilmente i livelli più alti del Grande Campo, gli alti livelli
che eventualmente, con la pratica, diventano realizzazioni permanenti. In altre parole, gli stati psichici sottili causali e nonduali possono tutti diventare durevoli strutture nel proprio temperamento ed è per questo che i termini ‘psichico, sottile, causale, e nonduale’ sono usati per riferirsi alle strutture più alte del Grande Campo dell’Essere. Quando emergono permanentemente nello sviluppo di un individuo i loro potenziali, che una volta erano disponibili solo in stati passeggeri, diventano i durevoli contorni di una mente illuminata.
I LIVELLI DI BASE IN ALTRI SISTEMI
Gli schemi 2a e 2b mostrano il Grande Campo e le sue strutture o livelli di base come sono concepiti in alcuni sistemi diversi. W. precisa che non afferma che tutte queste strutture, livelli, e onde sono identici, solo che condividono molte importanti somiglianze nello spazio dello sviluppo, e questo spazio dello sviluppo è molto interessante e molto importante per una psicologia integrale. Sembra che i più antichi di questi sistemi ebbero origine in India e dintorni, forse indietro nel tempo sino al primo e secondo millennio prima di Cristo (benché la tradizione proclami una data anche molto più antica). Il sistema dei chakra, gli involucri e gli stati dei Vedanta, i vijnana dei buddisti, i livelli vibratori dello shivaismo del Kashmir e la gerarchia supercosciente di Aurobindo, tutto ciò viene da questo fiume di ricerca sulla coscienza che è storicamente insuperato. Poco dopo, forse per una migrazione (ma probabilmente per l’esistenza universale di questi potenziali), il fiume della Mesopotamia e del Medio Oriente incomincia il suo possente viaggio, che includerà affluenti persiani, nord-africani, palestinesi e greci. Il più influente di questi si manifesterà con le tradizioni neoplatoniche e sarà rappresentato dalle correnti di Plotino, la càbala, il sufismo e il misticismo cristiano (tutti rappresentati negli schemi di W.).
Benché sia di moda tra coloro che abbracciano il relativismo pluralistico bandire la filosofia perenne (e qualunque cosa sia definito ‘universale’ - se non le loro stesse universali affermazioni sull’importanza del pluralismo), uno sguardo meno condizionato mostrerà l’evidenza di uno stupefacente insieme di somiglianze generali tra le più grandi tradizioni di saggezza del mondo. Perché questo dovrebbe sorprenderci? Il corpo umano ovunque fa crescere 206 ossa, due reni ed un cuore; la mente umana ovunque crea le capacità per immagini simboli e concetti. Allo stesso modo sembra che lo spirito umano ovunque crei intuizioni del Divino, e anche queste, nel profondo e non in superficie, mostrano aspetti con molte somiglianze. Certe tradizioni sono state più complete, altre sono state più precise. Ma, mettendole tutte insieme, otteniamo una mappa generale delle possibilità umane con uno spettro incredibilmente ampio.
A questo punto chi è a disagio nel concepire livelli e fasi, tende a diventare sospettoso e a domandarsi se la coscienza e il suo sviluppo siano veramente una serie lineare di fasi monolitiche, che procedono una dopo l’altra come in una scala? La risposta è assolutamente no.
LO SVILUPPO DI LINEE E CORRENTI
Attraverso questi livelli od onde principali del Grande Campo scorrono un paio di dozzine di linee o correnti di sviluppo, relativamente indipendenti. Queste differenti linee di sviluppo includono la morale, gli affetti, l’identità, la psicosessualità, la cognizione, le idee del bene, il ruolo, le capacità ‘socio emotive’ (la creatività, l’altruismo, e diverse linee che possono essere chiamate ‘spirituali’ (l’assistenza, l’apertura, il riguardo, la fede, e le fasi della meditazione) gioia, competenza nel comunicare, modi dello spazio tempo, confronto con la morte, bisogni, visioni del mondo, competenza logico matematica, capacità cinestetiche, identità sessuale ed empatia, per nominare solo alcune delle principali linee di sviluppo delle quali abbiamo evidenza empirica.
Le linee sono relativamente indipendenti e ciò significa che, in gran parte, esse possono svilupparsi indipendentemente una dall’altra, a differente andatura, con differenti dinamiche, con differenti programmi di attuazione. Una persona può essere molto avanti su certe linee, media in altre, e ancora indietro su altre, tutto nello stesso tempo. Perciò lo sviluppo generale, la somma totale di tutte queste differenti linee, non mostra per niente una sequenza di sviluppo lineare. (Ed è questo che ha distrutto infine lo schema di Piaget). Comunque la maggior parte delle ricerche ha continuato a confermare che anche ogni linea di sviluppo tende a svilupparsi in un modo sequenziale olarchico: i livelli superiori d’ogni linea tendono a svilupparsi ed incorporare le fasi precedenti, nessuna fase può essere tralasciata, e le fasi emergono in un ordine che non può essere variato dal condizionamento culturale o dal rinforzo sociale.
Una considerevole evidenza suggerisce che ciò è vero per tutte le linee di sviluppo menzionate.
Nel notissimo libro Livelli Superiori dello Sviluppo Umano [Higher Stages of Human Development], edito da C. Alexander e Langer, viene presentato il lavoro di 13 psicologi dello sviluppo dei livelli più alti - inclusi Piaget, Kohlberg, Carol Gilligan, Kurt Fischer, Howard Gardner, Karl Pribram e Robert Kegan - e di questi tredici ognuno eccetto uno o due casi, presentano modelli in parte gerarchici, includendo Gilligan per lo sviluppo femminile. Le conclusioni si basano su una gran massa di dati sperimentali e non solo speculazioni teoriche. Questo non vuol dire che queste linee di sviluppo sono solo gerarchiche; molti loro aspetti non lo sono (vedi sotto). Ma aspetti cruciali di tutte appaiono essere fortemente gerarchici. Inoltre c’è un consenso generale sul fatto che, non importa quanto le linee siano differenti, non solo la maggior parte di loro si sviluppa gerarchicamente, ma lo fa attraverso la stessa sequenza di onde principali che includono: la fase fisica, sensomotoria, preconvenzionale, una fase di azione concreta, convenzionale, basata su regole, e una fase più astratta postconvenzionale. Nell’imparare a suonare uno strumento musicale, per esempio, dapprima si prende lo strumento e s’impara a relazionarsi con esso in modo sensomotorio. Poi s’impara a suonare uno o due
brani facili, gradualmente imparando le operazioni concrete e le regole per usare lo strumento. Quando si diventa abili nel suonare accordi e scale musicali, l’abilità diventa più astratta, e uno può progressivamente applicare le capacità astratte a nuovi e differenti brani. Quasi tutte le linee, dal cognitivo, all’ego, sino all’affettivo, morale e cinestetico, procedono attraverso queste tre principali fasi. Se accettiamo il fatto che ci possono essere ancor più alti livelli di sviluppo e se semplicemente li chiamiamo tutti ‘post-postconvenzionali’ avremo allora quattro fasi, livelli o onde principali attraverso cui procedono la maggior parte delle linee di sviluppo: sensomotorio, convenzionale, postconvenzionale e post-postconvenzionale (precon, con, postcon, post-postcon).
E che cosa sono queste quattro onde se non una versione semplificata del Grande Campo dell’Essere, in movimento dal corpo (sensomotorio) alla mente (convenzionale e postconvenzionale) allo spirito (post-postconvenzionale)? Certamente queste quattro fasi principali sono solo un succinto riassunto di quanto è emerso dalla ricerca, nella maggioranza dei casi, ad esempio cognizione, io e morale, lo sviluppo passa attraverso cinque, sei, sette anche più fasi, e virtualmente in ogni caso queste fasi fin dove arrivano, sono comparabili, negli aspetti generali, ai livelli del Grande Campo dell’Essere.
In altre parole, la ragione per cui la maggior parte delle linee di sviluppo procede attraverso l’invariabile ed universale sequenza olarchica dipende dal fatto che stanno seguendo l’universale Grande Olarchia dell’Essere, seguono cioè, un generale campo morfogenetico come così chiaramente suggerito dagli schemi.
Il Grande Campo è basilarmente quel generale campo morfogenetico o spazio di sviluppo. Rappresenta semplicemente alcune delle onde di base della realtà disponibile agli individui, e quando diversi talenti e capacità emergono negli individui essi tendono a seguire, per la maggioranza dei casi, i contorni del Grande Campo, e migrano attraverso quello spazio evolutivo.
Quei livelli non sono scavati nel cemento o fatti di pietra, sono soltanto alcune delle correnti più forti nel fiume della vita, quando dei pezzi di legno sono buttati in quel fiume, tendono a seguire le correnti che già vi operano. Allo stesso modo accade per i potenziali umani che emergono nel processo di sviluppo: tendono a seguire le correnti del Grande Fiume della Vita, seguono le onde della Grande Olarchia. Questo è comunque quanto la preponderante evidenza empirica ha consistentemente suggerito.
Ma, per tornare ad un punto altrettanto importante: le varie correnti, anche migrando attraverso un simile campo lo fanno in modo relativamente indipendente. Una persona può essere molto evoluta su certe linee, media in altre e carente in altre.
Questo significa che lo sviluppo nel complesso non segue alcuna sequenza lineare. Questo può essere rappresentato nella figura 31 chiamata ‘psicogramma integrale’.
L’olarchia include un equilibrio tra gerarchia (livelli qualitativamente ordinati) e eterarchia (dimensioni mutualmente collegate). I teorici che hanno cercato di usare solo una o l’altra di questi tipi di relazioni, hanno del tutto fallito nel tentare di spiegare lo sviluppo. Torneremo alla natura delle correnti di sviluppo con numerosi esempi. Ma prima guardiamo il sé che sta navigando queste correnti.
IL SÉ
L’IO COME NAVIGATORE DELLE ONDE E DELLE CORRENTI
I livelli e le linee sono ‘navigati’ dal sé. I tre argomenti - linee di base, correnti di sviluppo, e l’io come navigatore su entrambi, sono aspetti centrali di un approccio integrale. Esaminati i livelli di base o onde, prima di tornare alle linee di sviluppo, W. si sofferma ad osservare l’io, e il ruolo che svolge nella complessiva evoluzione della coscienza.
Se osservi la sensazione del tuo sé proprio ora, nota semplicemente che cosa è che chiami te stesso, potrai notare almeno due parti di questo ‘sé’; primo: è una specie di sé osservante (un soggetto interiore o osservatore); secondo: c’è una specie di sé osservato (qualche cosa obiettiva che puoi vedere o sapere su di te, sono un padre, una madre, un dottore, un professore, peso tanti chili, ho i capelli biondi ecc.). Il primo è sperimentato come un ‘io’, il secondo come un ‘me’ (o perfino mio). Chiamiamo il primo l’io prossimo (poiché è il più vicino) e il secondo l’io remoto (perché è obiettivo e lontano). I due assieme, come ogni altra sorgente di senso di sé, li chiamiamo il sé totale. Queste distinzioni sono importanti perché come molte ricerche hanno mostrato, da Ramana Maharshi a Robert Kegan, durante lo sviluppo psicologico, l’io di un livello diventa il me nel livello successivo. Cioè, ciò con cui ti identifichi (o in cui sei immedesimato) in una fase dello sviluppo (e ciò che quindi sperimenti molto intimamente come un’io) nel successivo livello tende ad essere trasceso e a disidentificarsi da esso, e a disimmedesimarsi, cosicché tu ti possa vedere con più obiettività, con distanza e distacco. In altre parole il soggetto di una fase diventa oggetto nella successiva. Per esempio un neonato è identificato quasi esclusivamente con il suo corpo, il corpo è il sé del bambino o soggetto (l’io prossimo), e quindi il bambino non è in grado di arretrare e guardare obiettivamente il suo corpo. Egli semplicemente è un ‘io-corpo’, e come corpo osserva il mondo. Ma, quando incomincia ad emergere nel bambino la mente verbale e concettuale, egli inizierà ad identificarsi con la mente, la mente diviene il sé o il soggetto (l’io prossimo), ed il bambino allora per la prima volta inizia a vedere il suo corpo oggettivamente (come oggetto distante o me), il corpo è ora un oggetto del nuovo soggetto, l’io mentale. Quindi, il soggetto di una fase diventa oggetto nell’altra.
I filosofi del perenne aggiungono, che ai livelli più alti dello spettro della coscienza, si può raggiungere il proprio io individuale, il soggetto interiore, che diventa oggetto dell’io supremo, che non è nient’altro che lo Spirito radiante, il tuo vero Sé. Secondo i mistici, tu sei uno con Dio come ultimo Soggetto o pura consapevo
lezza, un puro Vuoto, che come Osservatore Assoluto, io-Io, o testimone, non può mai essere visto o testimoniato, e tuttavia paradossalmente esiste come Ogni Cosa che è vista: lo Spirito che trascende tutto, e perciò non può mai essere visto, ed include tutto, e quindi è ogni cosa che stai guardando ora. (Approfondito successivamente).
Il sé totale, allora è un amalgama di tutti questi ‘sé’ fino a che sono presenti in te ora: il sé prossimo (o ‘io’), il sé remoto, (o ‘me’), e nel fondo della consapevolezza il Testimone Supremo (l’io trascendente, o ‘io-Io’). Tutti questi entrano nella tua sensazione di essere un sé in questo momento, e tutti sono importanti per comprendere lo sviluppo o l’evoluzione della coscienza. Proprio perché il sé totale contiene numerose differenti correnti (e ogni sorta di subpersonalità, che vedremo sotto), il sé totale non mostra uno sviluppo sequenziale o a livelli. In ogni modo le ricerche moderne hanno ampiamente dimostrato che almeno un aspetto del sé passa attraverso uno sviluppo sequenziale a livelli, e che questo è l’io prossimo. Jane Loevinger per esempio, in alcune altamente riconosciute e ripetute ricerche (incluse ricerche in paesi non Occidentali) ha trovato sostanziale evidenza che ‘lo sviluppo dell’ego’ passa attraverso almeno una dozzina di livelli di crescita chiaramente riconoscibili (sino al livello che W. ha chiamato ‘Centauro’. Ciò che Loevinger chiama sviluppo dell’ego è molto simile a ciò che W. chiama sviluppo dell’io prossimo.
Lo sviluppo dell’io prossimo è, secondo il punto di vista di W., il cuore dello sviluppo della coscienza. Perché è l’io prossimo il navigatore delle onde di base del Grande Campo dell’Essere.
Le strutture od onde di base stesse sono sprovviste del senso del sé. Questo punto è stato affrontato dai filosofi del perenne da Plotino a Vasubandhu, a Padmasambhava, a Santa Teresa.
Le strutture di base sono semplicemente le onde dell’essere e del conoscere che sono disponibili al sé mentre sviluppa verso i suoi più alti potenziali. Ogni volta che il sé (l’io prossimo) incontra un nuovo livello nel Grande Campo dell’Essere, prima s’identifica con esso e lo consolida, quindi si disidentifica, (lo trascende e ne esce); e poi lo include ed integra nel livello successivo più alto. In altre parole l’io passa attraverso un fulcro (o una pietra miliare) del suo stesso sviluppo. Queste maggiori pietre miliari dello sviluppo del sé sono state studiate da ricercatori come J. Mark Baldwin, Clare Graves, Jane Lovinger, John Broughton, Erik Erikson, Susanne Cook-Greuter, Don Beck e Robert Kegan, per nominare solo i più eminenti, e tutti sono rappresentati negli schemi.(Queste ricerche non studiano correnti identiche, ma correnti che scorrono vicine nel Grande Fiume e quindi mostrano alcune somiglianze, somiglianze nella natura della sensazione del sé prossimo). Dire che l’io si è identificato con una particolare onda nel Grande Arcobaleno non significa in ogni caso che l’io è rigidamente attaccato a quel livello. Al contrario, l’io può essere ‘in ogni posto’ secondo l’occasione. All’interno di limiti, il sé può muoversi lungo tutto lo spettro della coscienza, può regredire, o muo
versi verso il basso dell’olarchia dell’essere e del conoscere; può fare una spirale, riconsolidarsi e ritornare. Inoltre poiché l’io in ogni fase del suo sviluppo ha fluido accesso al grande stato naturale della coscienza (psichico, sottile, causale e non duale), può avere temporanee esperienze di picco in ognuno di questi regni transpersonali, così può momentaneamente balzare oltre in più grandi realtà. Tuttavia l’evidenza empirica ha ampiamente dimostrato che il centro di gravità del sé, per così dire, tende a librarsi intorno ad un livello di base della coscienza in ogni momento dato. Ciò significa per esempio, che se sottoponiamo degli individui ad un test dello sviluppo dell’ego, almeno il 50% delle loro risposte verranno da un livello, e il 25% dal livello immediatamente superiore e inferiore. La ragione per cui ciò accade è che ogni volta che l’io si identifica con uno specifico livello di coscienza, sperimenta la perdita di quel livello come una morte, letteralmente un tipo di confronto con la morte, perché la vita stessa del sé è identificata con quel livello. Lasciare andare il livello è quindi sperimentato con grande difficoltà. Infatti, ognuna delle principali pietre miliari dello sviluppo dell’io è contrassegnata da una difficile battaglia vita, morte, che implica la morte (o la disidentificazione o la trascendenza) d’ogni livello che può essere abbastanza traumatica.
La sola ragione per cui l’io accetta eventualmente la morte del livello dato, e perché la vita del livello superiore è ancor più allettante e alla fine soddisfacente. Il sé quindi si disidentifica (o si stacca), il suo presente livello ‘muore’ ad un’esclusiva identità con quel livello e s’identifica (o abbraccia, o s’inserisce) con la vita del livello superiore, fino a che anche la sua morte è accettata. (Secondo la Filosofia Perenne quando tutte le morti hanno avuto la morte, il risultato è solo Dio, o il risveglio a ciò che i Sufi chiamano la Suprema Identità, del sé e dello spirito). L’io prossimo, è quindi il navigatore delle onde (e delle correnti) del Grande Fiume della Vita. E’ la sorgente centrale dell’identità, e quest’identità si espande e si approfondisce mentre l’io naviga attraverso le onde egocentriche verso le onde sociocentriche, planetarie, e teocentriche (o livelli precon, con, postcon, post-postcon dello sviluppo generale), un’identità che spazia dalla materia, all’id, all’ego e a Dio.(Quando affermiamo che l’identità si espande dall’egocentrismo al sociocentrismo, al planetario, ciò non significa che una persona al livello planetario o postconvenzionale non abbia un ego. Significa semplicemente che qualcuno a livello planetario ha un io molto maturo. Significa che la persona è in grado di assumere prospettive multiple non più confinate solo al proprio ego, e così può esprimere giudizi morali basati sulla considerazione dell’imparzialità, giustizia e assistenza, senza riguardo per razza, colore sesso o credo. Agirà ancora per il proprio interesse, quando questo è opportuno, ma la sfera della sua attenzione è incommensurabilmente espansa, e il suo interesse personale includerà progressivamente l’interesse altrui dal momento che entrano nell’orbita della propria espansa identità (vedi più avanti da pag.390 a 434- sezione Morale).
Come navigatore centrale attraverso il Grande Campo, l’io è il luogo di funzioni importanti come l’identità (ciò che chiamiamo ‘Io’), la volontà, (o le scelte che
sono possibili all’interno dei limiti del suo presente livello), le difese (che sono disposte gerarchicamente), il metabolismo (che trasforma stati in tratti) e, più importante di tutti, l’integrazione (il sé è responsabile di bilanciare ed interpretare tutti gli elementi presenti).
CONCLUSIONE
Ciò che ognuno di noi chiama un Io (l’io prossimo) è: sia una funzione costante sia una corrente di sviluppo. Cioè, l’io possiede numerose invariabili funzionali, che costituiscono la sua attività centrale, questo è il luogo dell’identità, volontà, metabolismo, direzione, difese ed integrazione, solo per nominare le più importanti. E questo sé (con le sue funzioni) passa attraverso al suo stesso sviluppo attraverso le onde di base del Grande Campo, (le fasi che vengono esaminate successivamente e che riporteremo sinteticamente: dal sé materiale al sé corporeo, al sé mentale, al sé dell’anima, al Sé senza sé). Altamente indicativo è il fatto che, come luogo dell’integrazione, l’io è responsabile del bilanciamento e dell’integrazione di tutti i livelli, le linee e stati dell’individuo. In breve, l’io come navigatore è un atto di giudizio su tutti gli elementi che incontra nel suo viaggio straordinario dal subconscio, al conscio al supercosciente, un viaggio che presto seguiremo nei dettagli.
LE CORRENTI IN RELAZIONE AL SE’
L’io (il sé) naviga attraverso le onde di base del Grande Campo, usando le sue capacità di identificarsi con ogni onda e di cavalcarla sino ad una specie di completamento. L’io ha la capacità d’identificarsi intimamente con un livello di coscienza, di diventare competente a quel livello e poi disidentificarsi da esso (integrandolo), allo scopo di salire alla successiva più alta e ampia sfera, per identificarsi con essa (e così via sino all’esaurimento delle sue capacità di crescita). Ogni volta che il centro di gravità dell’io orbita attorno ad un nuovo livello di coscienza, manifesta certamente una nuova e differente prospettiva della vita. Proprio perché ogni livello di base del Grande Campo ha una differente architettura, l’io ad ogni livello vede un mondo differente: affronta nuove paure, ha differenti scopi, soffre di nuovi problemi. Ha un nuovo set di bisogni, una nuova classe morale, un nuovo senso di sé. Chiamo tutte queste diverse linee le linee o correnti relative all’io, perché sono tutte intimamente connesse con l’io nel suo straordinario viaggio attraverso le grandi onde.
Così ci sono le linee di sviluppo in genere (cognitiva, affettiva, estetica, cinestetica, matematica, ecc.), e come organizzatore d’esse ci sono le linee di sviluppo che sono intimamente legate al sé, i suoi bisogni, la sua identità, ed il suo sviluppo, e queste sono le linee, o correnti, di sviluppo relative all’io (sé, self). Infatti, i livelli relativi al sé sono generati, in parte, precisamente dal sé che s’identifica con un particolare livello di coscienza. Per fare un semplice esempio: quando l’io s’identifica con la mente convenzionale (quando il maggior livello di coscienza dell’io è il tardo conop, concreto operativo), il senso del sé (in termini alla Loevinger) è del ruolo conformista, il suo senso morale (Kohlberg) inizia a diventare convenzionale, ed il suo maggior bisogno (Maslow) è d’appartenenza (si possono vedere queste classi negli schemi). Tutti questi specifici tratti dei ruoli, della morale, e dei bisogni vengono in gioco quando il centro di gravità dell’io è al livello della fase finale della mente ruolo/regola, e sono sostenuti principalmente dall’esclusiva identificazione del sé con quel livello di coscienza. Da quel particolare livello del Grande Spettro, ecco che cosa sembra il mondo. Molte di queste fasi, come: morale, identità e bisogni dell’io, sono rappresentati negli schemi 4a-c e 5a-c che contengono le fasi relative all’io che sono maggiormente collegate con l’identità (come nello sviluppo dell’ego di Loevinger, e le fasi psicologiche di Erikson), e gli schemi 5a-c contengono le fasi relative al sé delle prospettive morali, o i diversi tipi di visione del mondo che il sé ha ad ognuno dei livelli di base della coscienza.
LE FASI DEL SÉ
Tra i primi pionieri dello studio delle fasi di sviluppo dell’io (e quelli che hanno considerevolmente influenzato la sua visione) W. include Mark Baldwin, John
Dewey, G. H. Mead, C. Cooley, Anna Freud, Heinz Werner, Edith Jacobson, H. Stack Sullivan, Heinz Hartmann, Rene Spiz, Erich Neuman, Edward F. Edinger, Clare Graves e Erik Erikson. Più recenti teorici (che W. considera utili nella sua visione) sono Jane Loevinger, John Broughton, Otto Kenberg, Jacques Lacan, Heinz Kohut, Margaret Mahler, James Masterson, Robert Kegan e Susanne Cook-Greuter. Clare Graves fu uno dei primi (con Baldwin, Dewey e Maslow) a prendere uno schema evolutivo, e mostrare la sua straordinaria applicabilità a un ampio raggio di scopi, dagli affari, al governo all’educazione.
Graves propose un profondo ed elegante modello dello sviluppo umano, un modello che ricerche successive hanno confermato:
‘Brevemente quanto propongo è che la psicologia dell’uomo maturo è un processo a spirale di sviluppo emergente ed oscillante segnato dalla successiva subordinazione di sistemi di comportamento d’ordini inferiori e più vecchi a sistemi più nuovi, d’ordine superiore, con il cambiamento dei problemi umani. Ogni successiva fase, onda o livello d’esistenza è uno stato attraverso cui passano gli individui nel loro percorso ad altri stati dell’essere. Quando l’essere umano è centrato in uno stato dell’esistere’, cioè, quando il centro di gravità del sé è attorno ad un dato livello di coscienza, possiede una psicologia peculiare di quello stato. I sentimenti, le motivazioni, l’etica e i valori, la biochimica, il grado d’attivazione neurologica, i sistemi d’apprendimento, e le credenze, i concetti di salute mentale, i concetti su che cosa sia la malattia mentale e come essa debba essere curata, la concezione e le preferenze dei sistemi di amministrazione, educazione, economia, teoria e pratica politica sono tutte appropriate a quello stato’.
Graves sottolineò circa sette livelli maggiori - ‘livelli o onde dell’esistenza umana’ - che spaziavano dall’autistico, al magico e animistico verso il sociocentrico/convenzionale, all’individualistico e integrato come mostrato nello schema 4c. Com’è spesso il caso con i ricercatori occidentali, non riconobbe nessun livello superiore (transpersonale), ma i contributi che offrì al prepersonale e al personale sono stati profondi.
Dovremmo ricordare che virtualmente tutte queste concezioni a livelli, da Maslow a Jane Loevinger, a Robert Kegan e a Clare Graves, sono basati su un gran numero di ricerche e dati. Non sono solo idee concettuali e teorie predilette, ma sono basate in ogni punto da una considerevole quantità d’evidenza attentamente verificata. Molti dei teorici dei livelli che W. presenta (come Piaget, Loevinger, Maslow e Graves) hanno sottoposto alla prova i loro livelli in paesi del Primo, Secondo e Terzo Mondo (come abbiamo visto per Piaget). La stessa cosa è vera per il modello di Graves che al momento è stato testato su circa cinquantamila persone in tutto il mondo, senza che si trovassero maggiori eccezioni al suo schema. Certamente ciò non significa che alcuno di questi schemi racconti tutta la storia e neppure la maggior parte di essa. Sono tutti parziali istantanee del Grande Fiume della Vita, e sono tutti utili quando si guarda il Fiume da una particolare angolazione.
Ciò non esclude che altre foto siano altrettanto utili, o che queste non possono
essere ritoccate con ulteriori studi. Significa però, che ogni modello che non includa queste immagini non è un modello molto integrale.
Il Lavoro di Graves è stato portato avanti, raffinato e significativamente esteso da Don Beck. Spiral Dynamics, scritto con il collega Christoper Cowan (hanno fondato il National Values Center) è una superba applicazione dei principi di sviluppo in generale (ed in particolare di quelli di Graves), per un vasto campo di problemi socioculturali. Lontano dall’essere solo teorici in poltrona Beck e Cowan hanno partecipato alle discussioni che portarono alla fine dell’apartheid in Sud Africa, (e continuarono ad usare gli stessi principi di sviluppo, per disegnare la strategia dei cuori e delle menti del team di Rugby dell’unione sudafricana, che vinse la coppa del mondo nel 1995). I principi di Spiral Dynamics sono stati fruttuosamente usati per riorganizzare gli affari, rivitalizzare cittadinanze, revisionare sistemi educativi, e disinnescare tensioni all’interno della città. Beck e Cowan hanno avuto questo straordinario successo perché, in un mondo perduto nel relativismo pluralistico, hanno portato la chiarezza, e la realtà, dello sviluppo dinamico.
La situazione in Sud Africa è un primo esempio per mostrare come l’idea dei livelli di sviluppo (ognuno con la sua visione del mondo, valori e bisogni) può realmente ridurre e alleviare le tensioni, e non esacerbarle (come i critici spesso dicono).
Spiral Dynamics vede lo sviluppo umano procedere attraverso otto generali MEME (o strutture profonde) di valori: istintiva (uroborica), animistica / tribalistica (tifonico-magico), déi del potere (magico-mitico), religioso-assolutista (mitica), individualistica realizzatrice (razionale-egoica), relativistica (primo pensiero integrato Vision Logic), sistematica integrativa (medio Vision Logic), e globale-olistica (Vision Logic tardo), come mostrato nello schema 4a.
Questi non sono livelli rigidi, ma onde fluide con molte sovrapposizioni e interferenze, che risultano nell’interconnessione della spirale dinamica dello sviluppo della coscienza.
Il tipico approccio liberale di buon senso alla soluzione delle tensioni sociali è quello di trattare tutti i valori come uguali, e quindi di forzare una pianificazione di ridistribuzione delle risorse (soldi, diritti, merci, terre) mentre si lasciano intoccati i valori. Il tipico approccio conservatore è di prendere alcuni valori e cercare d’imporli ad ogni altro. L’approccio evolutivo è realizzare che ci sono molti differenti valori e visioni del mondo, alcuni sono più complessi di altri, e molti problemi ad un livello di sviluppo possono essere disinnescati solo evolvendo ad un livello superiore, e solo riconoscendo e facilitando quest’evoluzione potrà infine essere servita la giustizia. Inoltre, vedendo che tutti gli individui hanno potenzialmente a disposizione tutte queste MEME, le linee della tensione sociale sono ridisegnate: non sulla base del colore della pelle, classe sociale o culto politico, ma sul tipo di visione del mondo dal quale sta operando la persona, il gruppo di persone, il clan, la tribù, gli affari, il governo, il sistema educativo o la nazione.
valori (meme) indicati con i colori
Fig.32.‘Diagramma di Graves’: Oloni di crescente sviluppo
Come dice Beck: ‘Si mettono a fuoco non tanto i tipi di persone, ma i tipi nelle persone.’ Questo toglie dal gioco il colore della pelle e si concentra sui veri fattori nascosti (valori evolutivi e visioni del mondo) che generano le tensioni sociali, e ciò è esattamente quanto è successo per aiutare lo smantellamento dell’apartheid in Sud Africa. (Torneremo a Beck alla fine di questo capitolo per alcuni affascinanti esempi, così se queste sezioni sullo sviluppo dell’io paiono aride e astratte prenderanno auspicabilmente vita con numerosi esempi e applicazioni). L’importante ricerca di Jane Loevinger è concentrata principalmente sullo sviluppo dell’ego, ed ha portato molta precisione nel campo e fu la scintilla di ulteriori studi evolutivi. Trovò che lo sviluppo dell’ego (l’io prossimo) passa attraverso dieci riconoscibili fasi, i nomi delle quali tendono ad essere esplicativi: autistico, simbiotico, impulsivo, autoprotettivo, conformista, conformista coscienzioso, coscienzioso, individualista, autonomo e integrato. La sua ricerca è stata ripetuta in numerose culture diverse e continua a generare ampio sostegno. Susanne Cook-Greuter ha rifinito ed esteso il lavoro di Loevinger, e sta forgiando un suo modello importante e originale dello sviluppo dell’io. (Schema 4c).
Robert Kegan (Schema 4c) sembra essere l’evoluzionista favorito da tutti (incluso W.). L’approccio di Kegan è particolarmente importante perché chiarifica così finemente la natura dell’identificazione e della trascendenza) che caratterizza ogni maggiore onda dello sviluppo dell’io. I suoi libri The Evolving Self, e Over Our Heads mostrano perché un approccio evolutivo e così importante (e perché Kegan è il prediletto). Juan Pascual-Leone porta ad un orientamento Continentale molto necessario negli studi evolutivi (ermeneutico, fenomenologico, dialettico) tessendo assieme il lavoro di Piaget, Jaspers, Husserl, Scheler, Merleau-Ponty e Heidegger, (che hanno altrettanto influenzato la visione di W.) più le proprie formulazione molto originali, in un potente sistema di dialetticismo dinamico.
La ricerca di John Broughton ha grande significato specialmente nel delineare le fasi di sviluppo dell’io e la sua epistemologia. (Schema 4a). Seguendo il sentiero di M. Baldwin (vedi sotto) Broughton ha contribuito non solo a molte importanti ricerche, ma ad un necessario bilanciamento della ristrettezza della visione Piagetiana. Tra i ricercatori che seguono le fasi del sé nei regni transpersonali W. ha incluso Rudolf Stainer (Schema 4b) Michael Washborn (4a) e Jenny Wade (4a); i livelli di Stan Grof possono essere visti nello schema 2a. Steiner (1861-1925) fu uno straordinario pioniere (nel ‘periodo della genesi’ del tempo di Fechner, Jung, James ecc.) ed uno dei più completi visionari psicologici e filosofici dei suoi tempi. Fondatore dell’Antroposofia fu autore di circa duecento libri su quasi ogni argomento concepibile. Michael Washburn ha presentato una versione molto chiara della versione Romantica dell’evoluzione superiore che implica il ricatturare precedenti potenziali perduti; Jenny Wade, che è uno dei più competenti evoluzionisti ora attuali, ha presentato un eccellente riassunto dello sviluppo degli otto maggiori livelli di coscienza attraverso tutto lo spettro. Di nuovo, benché ci siano molte significative differenze tra queste teorie dei livelli di sviluppo dell’io, non si può fare a meno di notare somiglianze molto profonde. Gli stessi nomi che i
teorici hanno dato alle fasi del sé tende a spiegare la storia. La coscienza inizia in forma largamente autistica e indifferenziata dal mondo materiale. Essa poi differenzia il proprio io corporeo dall’ambiente materiale ed emerge come io istintivo ed impulsivo ma ancora magicamente e animisticamente coinvolto con l’ambiente, e ancora in lotta per il potere egocentrico sull’ambiente. Quando la mente concettuale inizia a emergere, si differenzia dal corpo, e così il sé (l’io) aggiunge crescenti capacità mentali a quelle sensoriali e di conseguenza inizia a uscire dall’orbita narcisistica, di prima persona, di sicurezza/potere e in circoli più ampiamente intersoggettivi comuni e sociali.
Quando emerge il pensiero di regole e la capacità di mettersi nel ruolo altrui l’egocentrico apre la strada al sociocentrico, con i suoi ruoli inizialmente conformisti e convenzionali, con credenze mitiche assolutistiche e spesso modi autoritari. Un’ulteriore crescita differenzia l’io dal suo radicamento in modi etnocentrici e sociocentrici, e lo mette di fronte alla consapevolezza formale, universale planetaria (worldcentric), postconvenzionale, che è una straordinaria espansione della coscienza in modalità che stanno iniziando a diventare realmente globali. Questa fase postconvenzionale è approfondita dallo sviluppo postformale, e la maggior parte delle ricerche concordano, si muove attraverso il relativismo individualistico (dove la fede nel pluralismo tende ad isolare l’iperindividualismo) verso l’olismo globale (che muove oltre il pluralismo verso l’integrazione universale) cosicché il sé personale diviene un veramente più integrato ed autonomo sé. (Che W. chiama Centauro). ‘Centauro è un termine usato da Erikson per indicare l’integrazione di corpo/mente, dove la ‘mente umana’ e il ‘corpo animale’ sono armoniosamente uno. Potremmo dire che questo è il più alto dei regni umani oltre il quale giacciono sviluppi più transpersonali).
Se la coscienza continua la sua spirale evolutiva oltre il centauro può stabilmente muoversi verso dimensioni transpersonali e postconvenzionali (psichico, sottile, causale e non duale). Ecco solo alcuni dei moderni ricercatori occidentali che hanno studiato questi reami superiori: Johann Fichte, Friedrich Shelling, Georg Hegel, Artur Schopenhauer, Henri Bergson, Friedrich Nietzsche, C. G. Jung, Martin Heidegger, Karl Jaspers, Edmund Husserl, Gustav Fechner, Henry James Sr., Ralph Waldo Emerson, Rudolf Steiner, Vladimir Solovyov, Josiah Royce, Annie Besant, Frederich Myers, Nikolay Berdyaev, Aldous Huxley, Erich Fromm, Roberto Assagioli, James Mark Baldwin, William James e Abraham Maslow.
MORALE E PROSPETTIVE
Ogni volta che il centro di gravità dell’io s’identifica con un nuovo e più alto livello di base del Grande Campo che si sviluppa, non ha soltanto un nuovo senso di identità, ha una nuova e più alta visione del mondo con una più ampia e più inclusiva serie di Morali e prospettive, molte delle quali sono nello schema 5a-c. Qui la figura centrale è Lawrence Kohlberg il cui lavoro costruito su quello di Baldwin, Dewey e Piaget, dimostrò che lo sviluppo morale passa attraverso sei o
sette fasi (che vanno dal preconvenzionale, al convenzionale, al postconvenzionale al post postconvenzionale). L’individuo inizia la vita amorale e egocentrico (quello che voglio è ciò che è giusto), quando l’io si muove verso il livello sociocentrico (quello che il gruppo, la tribù il paese vuole è ciò che è giusto), il postconvenzionale (ciò che è giusto per tutti, al di là di razza colore e credo). La fase più alta di Kohlberg, la settima, è ‘universale, spirituale’ (post postconvenzionale). Deirdre Kramer (5a) ci ha offerto un potente riassunto dello sviluppo delle visioni del mondo (preformale, formale, pluralistico, integrale). Kitchener e King hanno fatto importanti e influenti lavori sul giudizio riflessivo (dalla rappresentazione al relativismo alla sintesi 5a). Il lavoro di William Perry sulle prospettive sociali, che si sviluppano dal rigido dualismo, al pluralistico relativistico, al sintetico, all’impegnato (5a), è stato particolarmente acclamato dagli altri ricercatori e ciò è stato apprezzato in particolar modo dagli studenti del college perché rileva i loro sviluppi liberatori con gran cura. Gli studi di Robert Selman sul modo di prendere i ruoli hanno chiarito aspetti cruciali dello sviluppo dell’io e delle sue capacità intersoggettive. (5c) Carol Gilligan (5c) ha disegnato il contorno della gerarchia dello sviluppo morale femminile (‘egoista’, verso ‘assistenza’, verso ‘assistenza universale’, ancora un’altra versione di egocentrico, sociocentrico e planetario), che ha fortemente influenzato la cultura popolare nello stesso grado in cui è stata mal interpretata (come se implicasse che solo i maschi passano attraverso fasi gerarchiche è diventato uno dei miti più influenti delle ultime due decadi). I livelli nella ricerca dell’azione di Torbert si sono dimostrati particolarmente utili negli affari (5a). Il lavoro di Blanchard-Fields offre un significativo riassunto dell’evoluzione delle prospettive, dall’egocentrico, al multiplo, all’integrativo (5a). Le posizioni morali di John Rawls sono allineate in ordine gerarchico (5a) e altrettanto lo sono le fasi del Bene (5b) dell’importante lavoro di Howe sulle strutture del carattere morale (5c).
In altre parole quello che tutte queste teorie hanno in comune è una visione generale della morale e delle prospettive che si evolve dal preconvenzionale, al convenzionale, al postconvenzionale (al post postconvenzionale); ancora maggiore evidenza per il Grande Campo e le sue correnti spesso universali. Non di meno va sottolineato che queste correnti di sviluppo relative all’io mantengono ancora un carattere relativamente indipendente. Per esempio la ricerca continua a suggerire che lo sviluppo cognitivo è necessario ma non sufficiente per lo sviluppo interpersonale, che è necessario ma non sufficiente per lo sviluppo morale, che è necessario ma non sufficiente per l’idea di Bene. Ciò dimostra che, una volta ancora, anche se la maggior parte delle linee di sviluppo seguono una crescita sequenziale olarchica, il generale sviluppo non la segue. Le teorie, come quella di Kohlberg, hanno dimostrato la loro posizione nonrelativistica precisamente perché, sostiene W., queste fasi e navigano le onde della nonrelativistica Grande Olarchia, dal preconvenzionale, al convenzionale, al postconvenzionale, al post postconvenzionale. Queste onde fluiscono attraverso un campo morfogenetico e su uno spazio evolutivo che va dalla materia insenziente allo spirito supercosciente,
rimanendo ad ogni livello pienamente fondate su quello Spirito che è la "quiddità" dell’intero spettacolo.
Spiral Dynamics: un esempio di onde dell’esistenza
Torniamo ora a Spiral Dynamics per un breve riassunto di una versione delle correnti dell’io e dello svolgersi delle onde. Ricordiamo che è solo una serie di foto del Grande Fiume; ci sono numerose differenti correnti che procedono con relativa indipendenza attraverso le onde di base: e gli individui possono essere simultaneamente in diverse onde nelle loro diverse correnti (come mostrato nello psicogramma integrale (fig. 31). Spiral Dynamics non include gli stati di coscienza né comprende le più alti onde transpersonali della coscienza. Ma, per il terreno che copre, offre un modello dell’io molto utile ed elegante e del suo viaggio attraverso quello che Clare Graves chiamò ‘le onde dell’esistenza.’
Beck e Cowan (che sono rimasti abbastanza fedeli al sistema di Graves) si riferiscono a questi livelli di esistenza dell’io come MEME. Una MEME è contemporaneamente una struttura psicologica, un sistema di valori, un modo di adatta mento, che può esprimersi in molti modi differenti, dalle visioni del mondo, allo stile dei vestiti, alle forme di governo. Le varie MEME sono, in un certo senso, ‘mondi differenti’ disponibili all’io mentre si sviluppa lungo la grande spirale dell’esistenza, guidato sia dalle dinamiche interne e dal mutare delle condizioni di vita. E ogni MEME è un olone, che trascende ed include i suoi predecessori, uno sviluppo che è un mettere insieme. Il ‘Diagramma di Graves’ (fig.32) è il diagramma che Graves stesso usava per indicare questo sviluppo concentrico (quello che possiamo chiamare un’olarchia).
Beck e Cowan usano vari nomi e colori per indicare questi livelli del mondo dell’io, e ne indicano otto o nove. Ma queste non sono solo fasi passeggere dell’io che si sviluppa; sono capacità e strategie di confronto sempre disponibili che possono, una volta emerse, essere attivate dalle condizioni di vita opportune (ad es. istinti di sopravvivenza possono essere attivati in situazioni d’emergenza; capacità di legami relazionali sono attivate dalla vicinanza di relazioni umane, e così via). Inoltre, come dice Beck, ‘La spirale è disordinata, non simmetrica, con mescolanze multiple piuttosto che tipi puri. Ci sono mosaici, sfumature, mescolanze’.
I primi sei livelli sono livelli di sussistenza, caratterizzati da una prima modalità di pensiero. Poi accade un salto rivoluzionario nella consapevolezza: l’emergere di livelli dell’essere e di una ‘seconda modalità di pensare’ di cui ci sono due onde principali. Qui c’è una breve descrizione delle otto onde, la percentuale della popolazione mondiale d’ogni onda, e la loro percentuale di potere sociale.
Tutte queste sono varianti dei livelli ‘arcaico, magico, mitico, razionale, sino all’integrale’, che è lo ‘spazio dello sviluppo’ rivelato dalla maggior parte delle ricerche [vedere la descrizione dettagliata nella parte dedicata alla sintesi di TOE pp.272-277; sintesi ripresa dall’opera di W. A Theory of Everything (T.O.E.) - opera in cui è espressa in maniera più completa questa tematica, che W. riprende e rielabora da Spiral Dynamics di Beck e Cowan].
Rammento in particolare sinteticamente le seguenti considerazioni:
Con il completamento della fase (Meme) verde, la consapevolezza umana si pone di fronte ad un salto quantistico in un ‘secondo piano nel modo di pensare’ (che corrisponde ad un secondo livello della coscienza). Clare Graves lo considera un ‘balzo di gran rilievo’ in cui è attraversato un abisso di significato d’incredibile profondità. Essenzialmente con il secondo piano di coscienza, l’individuo può pensare tanto orizzontalmente che verticalmente, usando sia le gerarchie sia le eterarchie. Uno può per la prima volta cogliere vividamente l’intero spettro dello sviluppo interiore, e così riconoscere che ogni livello, ogni visione del mondo (Meme), ogni onda è d’importanza cruciale per la salute della spirale nel suo insieme.
Poiché ogni onda ‘trascende ed include’, ogni onda è un ingrediente fondamentale di tutte le onde successive, e perciò ognuna va riconosciuta e abbracciata. Inol
tre, ogni onda può essere attivata o riattivata quando le circostanze di vita lo richiedono. In situazioni d’emergenza possiamo attivare le spinte del potere del rosso, di fronte al caos possiamo attivare l’ordine del Blue, nella ricerca di un nuovo lavoro possiamo aver bisogno delle spinte al raggiungimento dell’arancione; nel matrimonio e con gli amici legami di vicinanza del verde. Ma, nessuna di queste ‘Meme’ può farcela da sola senza apprezzare l’esistenza delle altre Meme. Ognuna di queste Meme del primo livello pensa che la sua visione del mondo sia corretta e la miglior prospettiva. Reagisce negativamente se posta di fronte al confronto, e si scontra violentemente, usando i suoi strumenti, ogni volta che è minacciata.
L’ordine del Blue è molto scomodo sia con l’impulsività del Rosso sia con l’individualismo dell’Arancione.
L’arancione dei raggiungimenti pensa che il Blue sia per gente astratta e che i legami del Verde siano molli. L’egualitarismo del Verde non può convivere facilmente con l’eccellere e i ranghi di valore, grandi immagini o qualunque cosa appaia autoritaria, e così reagisce fortemente al Blue all’Arancione e a qualunque cosa oltre il Verde. Tutto questo inizia a cambiare con il pensiero di un secondo livello. Poiché la consapevolezza di questo secondo livello è completamente consapevole delle fasi interiori di sviluppo, anche se non è in grado di articolarle in modo tecnico, fa un passo indietro e raggiunge la grande immagine, e così la seconda modalità di pensare apprezza il ruolo necessario che ogni diversa Meme gioca. Usando quello che noi potremmo riconoscere come vision logic, la seconda modalità di consapevolezza pensa nei termini della spirale dell’esistenza nella sua completezza, e non solo nei termini di uno dei livelli.
Dove il Meme verde usava un primitivo o iniziale vision logic per cercar di cogliere i numerosi e differenti sistemi e contesti che esistono nelle differenti culture, la seconda modalità di pensare va un passo oltre per integrare questi sistemi pluralistici in spirali e olarchie olistiche ed integrali (gli stessi Beck e Cowan si riferiscono alla seconda modalità di pensare come operante attraverso ‘oloni’). Queste olarchie includono livelli di sviluppo sia interiori sia esteriori, sia nella dimensione orizzontale sia verticale.
Ci sono due onde maggiori di questa seconda modalità di pensare (corrispondenti a quello che chiamiamo medio e tardo vision logic).
Ne sintetizziamo le caratteristiche[Meme, vedi anche pp.388, 393]:
Per il Giallo: Integrativo [meme 7]. La vita è un caleidoscopio di gerarchie naturali (olarchie), sistemi e forme. Flessibilità, spontaneità e funzionalità hanno la più alta priorità. Differenze e pluralità possono essere integrate in naturali flussi interdipendenti. L’uguaglianza ha per complemento i naturali gradi d’eccellenza quando appropriati. La conoscenza e la competenza dovrebbero determinare il rango, il potere lo stato o il gruppo. L’ordine del mondo prevalente è il risultato dell’esistenza di diversi livelli di realtà (Meme) e l’inevitabile movimento in su e
giù sugli schemi della spirale dinamica. Il buon governo facilita l’emergere d’entità di crescente complessità. Il Giallo accetta l’inevitabilità del flusso della natura e delle forme, funzionalità, competenza, flessibilità spontaneità. Scoperta della libertà personale senza ferire gli altri. Esperienza della pienezza della vita sulla terra. Domanda di sistemi integrati e aperti.
Per il Turchese [meme 8]: Sistemi Universali Olistici, oloni onde di energie integrative; riunisce i sentimenti con la conoscenza (centauro), livelli multipli intessuti in un sistema conscio. Ordine universale, ma in maniera vivente e consapevole, non basato su regole esterne (blue) o legami di gruppo (verde). Una grande unificazione è possibile in teoria e in pratica. Talvolta comporta l’emergere di una nuova spiritualità come un disegno a rete di tutta l’esistenza. Il pensiero Turchese usa l’intera spirale, vede livelli multipli d’interazione, scopre armonie, forze mistiche e il pervasivo fluire che permea ogni organizzazione. (Prospettiva globale, messa a fuoco sul bene di tutti gli esseri viventi in un sistema integrato, l’io è una parte di un più grande tutto cosciente e spirituale. La musica delle sfere.
Seconda modalità di pensare: 1% della popolazione, 5% del potere. Con solo l’1% della popolazione a questo livello di seconda modalità di pensare (e solo lo 0,1% al livello turchese) questa nuova modalità è abbastanza rara, perché è ora la punta emergente dell’evoluzione umana collettiva.
Come esempio Beck e Cowan citano la noosfera di Teilhard de Chardin, la crescita della psicologia transpersonale, con crescita delle frequenze su questa via, ed anche più alte Meme ancora in preparazione…
Allo stesso tempo, si deve notare che il secondo modo di pensare deve emergere confrontandosi con molta resistenza da parte del primo tipo di pensiero. Infatti, W. descrive una versione postmoderna della Meme verde [vedi in seguito alle pp.467-475], con il suo pluralismo e relativismo, che ha combattuto energicamente l’emergere di un pensiero più integrativo e olarchico. (Ciò ha fatto sì che gli studi evolutivi che dipendono dal secondo modo di pensiero avessero virtuale anatema in tutte le principali università, ed è per questo che i ricercatori presentati su queste pagine, e negli schemi, sono eroi ed eroine nel vero senso del termine, che hanno proseguito i loro studi negli ambienti più ostili). E tuttavia, come hanno indicato Beck e Cowan, senza un pensiero di un secondo tipo l’umanità è destinata a rimanere vittima di una globale ‘malattia autoimmune’, quando le varie Meme si volgono una contro l’altra e tentano di stabilire la supremazia.
Allo stesso tempo, è dal vasto campo della Meme verde (e qualche volta arancione) che il secondo modo emerge. E’ attraverso le prospettive pluralistiche liberate dal verde che sono costruiti network integrativi ed olistici. Integral Psychology, indica W., è quindi anche per quelli del livello verde per invitarli a muoversi avanti se lo credono appropriato, non abbandonando il verde ma arricchendolo.
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